Domande del paziente (27251)
Buonasera, mi chiamo Federico e sono un ragazzo di 24 anni.
Vi scrivo perché da qualche tempo provo lieve dolore al pene quando in erezione, verso la parte centrale dell'asta, sul lato superiore.
In aggiunta, il mio pene in erezione presenta una discreta (ma non eccessiva) curvatura proprio verso l'alto.
Le due cose potrebbero essere collegate?
Specifico che il dolore non pregiudica la possibilità di avere rapporti con la mia fidanzata, e il dolore si presenta non solo durante rapporti intimi.
In attesa di visita di persona, sarei più tranquillo e molto grato se potessi avere un'opinione medica qui, se necessario tramite fotografie.
Vi ringrazio molto in anticipo,
cordiali saluti,
Federico
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Qui non si possono allegare immagini. Una curvatura del pene è una delle molte varianti morfologiche che il pene umano può avere e non comporta alcun problema, salvo i casi in cui non superi i 60° di angolo. Il dolore può derivare da condizioni riflesse dell'area pelvico-prostatica. Tuttavia esiste la possibilità che una fibrosi focale possa indurre una curvatura che poi si traduce in disfunzione erettile, oltre al dolore, soprattutto nei rapporti sessuali.... ma da quanto racconta non mi pare sia essere la sua condizione. In ogni caso un buon andrologo, con i dovuti esami potrà darle le adeguate risposte.
Il mio papà ha 83 anni , l'urologo gli ha prescritto una fiala di Enantone. Psa a 11. A quali effetti collaterali va incontro , e quanto durano? Se vorrà rispondermi , la ringrazio in anticipo.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Lei non cita la ragione della prescrizione e di quel PSA a 11 ng/ml. E' stata fatta la diagnosi che, in ragione del farmaco, dovrebbe essere la presenza di un cancro prostatico metastatico? Se questa non è la ragione, allora il farmaco non ha indicazione. Poiché blocca la produzione degli androgeni e degli estrogeni può dare luogo a problemi metabolici e cardiovascolari, oltre ovviamente alla perdita delle funzioni genitali. Tali problemi permangono a lungo anche dopo una eventuale ed improbabile sospensione del farmaco.
Ecostruttura dismogenea per la presenza di centrimetica area ipoecogena solida, cosa significa?
Grazie
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Scusi... ma di quale organo esaminato sta parlando? E se sta parlando di prostata, quale è il valore del PSA T e L?
Buonasera, da circa tre mesi ho problemi d'erezione, libido presente ma ormai mi credo impotente con il risultato che vengo frainteso dalla mia compagna che mi accusa di non provare più nulla per lei. Ho provato a dirle che ci soffro anch'io perché non succede più nulla là sotto, solo di tanto in tanto una timida erazione al mattino. Da cosa potrebbe dipendere e cosa mi consigliate? Grazie.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Qaunti anni ha? Sta impiegando farmaci e per quali ragioni? Le cause della DE sono diverse e variabilmente concorrenti, dallo stato stresso-emotivo, alla stanchezza alle questioni cardio-vascolari e metabolico-ossidative, alla congestione infiammatoria pelvico-prostatica o al cancro prostatico, alla disfunzione testicolare, agli squilibri nutrizionali e ormonali. Non serve a nulla tamponare il problema, ammesso e non concesso che i farmaci agiscano. Occorre che un buon andrologo la veda ed esegua i dovuti esami genitali (ecografia doppler pelvico-prostatica e testicolare, analisi base dello sperma, coltura differenziale del secreto prostatico estratto e dell’urina) e generali (stato epato-metabolico-ossidativo, nutrizionale, ormonale, immunitario, cardio-coronarico-vascolare, fisico e stressogeno, microbiota intestinale), con gli indici derivati. La attenta interpretazione dei dati consentirà di attivare la utile strategia terapeutica.
Buonasera, da tempo prendo plaumazide ed ora dovrei prendere tamsolusina per la prostata.
Ci potrebbe essere qualche interazione particolare?
Grazie mille
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Il trattamento in corso per la sua ipertensione può essere rinforzato dall'impiego della tamsulosina o altro alfa-litico (e viceversa). Quindi occorre fare molta attenzione, soprattutto alle cause della sua ipertensione che potrebbe essere correlata anche al suo stato prostatico e/o alle ragioni che lo sostengono. La corretta ed adeguata valutazione integrata consentirà l'adeguata strategia terapeutica.
Ho eseguito un primo intervento di sling per incontinenza da sforzo, non è andato bene. Mi hanno consigliato di ripeterlo.. Dopo 15 giorni dal secondo intervento ho ancora perdite di urina.. Sono molto demoralizzata perché dopo due interventi non ho risolto il problema. Perché? Grazie per i vostri pareri
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Occorre prima di tutto rivalutare il quadro vescico-uretrale e lo stato del pavimento pelvico. Solo così si potranno avere dati utili a darle delle risposte.
Buongiorno ho tolto il catetere da 2 giorni l' ho messo perché si era bloccata l'urina e ora appena bevo devo andare subito in bagno ma il flusso è poco e debole è normale? Grazie
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Lei ha avuto un blocco minzionale, ha tolto il catetere e quindi se urina anche se con un flusso minore, ha temporaneamente risolto il problema. Ma di tale problema vanno definite rapidamente le ragioni prima che accada di nuovo (cosa probabile) richiedendo poi interventi in urgenza. Quindi rapidamente deve essere eseguita una attenta ecografia transrettale doppler pelvico-prostatica e determinazione del PSA T e L. Poi su tale base si decieerà per una eventuale uretrocistoscopia o per altri tipi d valutazione. Definite le ragioni con attenzione si deciderà sul come procedere.
Salve , volevo chiedere in casi di forte ipersensibilità che porta eiaculazione precoce , si potrebbe fare la sezione delle fibre nervose del glande ? Anche perché quando mi capita che mi vengano praticati rapporti orali mi fa malissimo tutto il glande bruciandomi abbastanza , grazie per le risposte
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Prima di pensare a cosa fare, occorre che un buon andrologo, con i dovuti esami e senza trascurare lo stato del rapporto prepuzio/glande, definisca le ragioni del problema. La sua EP, per quanto riporta sembra derivare da aspetti infiammatorio-irritativi del glande (da alterato rapporto con il prepuzio) e da una consistente congestione infiammatoria pelvico-prostatica. In tali condizioni, ma anche a maggior ragione se sussistono aspetti più generali, fare la denervazione fa solo danni e non risolve nulla.
Buongiorno dottori, 3 gg fa sono stata operata di appendicectomia laparoscopica. È andato tutto bene, sono stata dimessa subito e sto continuando profilassi con eparina x 12 giorni in quanto portatrice del fattore V di Leiden).
L’unico problema, oltre i dolori addominali e i fastidi alle cicatrici, è un dolore lancinante alla spalla sinistra, una pulsazione continua che sento anche a livello del petto (infatti a volte mi sembrano extrasistoli!), accompagnata da formicolio e addormentamento della mano sinistra e sensazione di testa “ovattata”, a volte con fitte al cranio sempre a sinistra. Di cosa si tratta? Grazie.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Senza svolgere valutazioni è impossibile darle una risposta. Dato il quadro descritto è bene che in PS svolgano una prima efficace valutazione per poi decidere i passi successivi.. senza minimizzazioni. Certo potrebbe essere tutto frutto dello stato stresso-emotivo, ma non per questo la cosa deve essere minimizzata in quanto ciò che descrive non consente di farlo.
Buongiorno, mio padre di 76 anni ha subito una prostatectomia a settembre 2025 per un tumore alla prostata. Il PSA pre intervento era 13. L'esame istologico sulla prostata asportata ha evidenziato la seguente situazione: Pt2 NX MX R0
Gleason 3+4 (pattern 4 al 40%)
Margini di escissione indenni da neoplasia.
Vescichette seminali indenni.
Invasione neoplastica perimetrale: diffusa.
Invasione linfo-vascolare: assente.
La neoplasia interessa il 30% del tessuto prostatico esaminato.
Dopo l'operazione mio padre è stato sottoposto a radioterapia o altre cure.
Il valore del PSA a 1 mese dall'intervento: 0,04
A due mesi: 0,03
A 5 mesi: 0,06
A 8 mesi: 0,08.
Preciso che i prelievi sono stati eseguiti in diversi laboratori.
Sono preoccupata per questo trend in salita. Urologo dice che fino alla soglia di allerta non si può fare nulla ma non vorrei sapere se nella vostra esperienza questi risultati preannunciano già una recidiva biochimica? E soprattutto, se si tratta di recidiva si può determinarne l'aggressività dato il rialzo così rapido a distanza di soli 9 mesi dall'intervento?
Grazie per l'attenzione.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Ha ragione l'urologo... fino a 0.2 ng/ml gli esami PET/CT fattibili non sono in grado di registrare nulla. Sarebbe stata utile la PET/CT con 68GallioPSMA o con (18F)-DCFPyl-PSMA e determinazione del parametro SUV differenziale sulle aree sospette pre-operatoria. Tuttavia ora il fatto che la componente GS 4 occupi il 40% del tumore è certamente un fatto da tenere in attenzione, così come il fatto della invasione perineurale diffusa che ha imposto la radioterapia anche per i dubbi definiti in NX e MX. L'incremento ancora limitato del PSA è certo veloce ma può anche essere un rebound... ovvio che se non cala (il quadro va monitorato a questo punto bimestralmente) occorre mettersi in azione. In attesa di poter fare una PT/CT, si può determinare il CEA e la Prolattina, le mutazioni di BRCA2 e cercare le CTC veicolanti il recettore ARV7. Poiché non riporta l'attivazione di una terapia anti-androgenica è anche il caso di determinare i livelli di Testosterone, DHT e Estradiolo. Su tali basu si potranno prendere decisioni di merito.
Sono un ragazzo di 24 anni e ho effettuato un intervento di circoncisione il 13 febbraio 2026 e, a distanza di 3 mesi, noto ancora un gonfiore residuo nella zona sotto il glande, intorno alla corona. Nel tempo la situazione è comunque migliorata rispetto al post-operatorio iniziale: il gonfiore si è ridotto progressivamente ma adesso è fermo nella stessa situazione da due mesi La parte gonfia è morbida al tatto, non dura, non dolorosa e non mi causa alcun problema funzionaleil fastidio è solamente estetico.
Sono già tornato dall’urologo che mi ha operato e mi è stato detto che bisogna semplicemente attendere perché il gonfiore dovrebbe riassorbirsi spontaneamente e che il risultato definitivo di una circoncisione può vedersi anche dopo circa sei mesi dall’intervento.
Io però, in maniera ripetuta, ho chiesto se esistesse qualcosa da applicare per velocizzare lo sgonfiamento. Mi è stato consigliato di andare in erboristeria e acquistare la “Rescue Cream”, ma leggendo informazioni sul prodotto mi sembra di capire che sia principalmente una crema naturale per irritazioni cutanee e non un vero farmaco. Per questo motivo ho qualche dubbio sulla sua reale utilità nel mio caso e non so se possa davvero aiutare a velocizzare il riassorbimento del gonfiore.
Vorrei quindi capire se, in situazioni come la mia, sia realmente normale dover soltanto aspettare oppure se esistano soluzioni che possano aiutare ad accelerare lo sgonfiamento. Mi chiedevo anche se procedure come drenaggio o simili vengano mai prese in considerazione in casi di gonfiore residuo post-circoncisione. Grazie.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Quella crema non serve a nulla. Il gonfiore residuo deriva dalla persstenza di acido jaluronico derivato dalla reazione infiammatoria e rischia, se già non lo è, di essere sostituito da tessuto fibroso. Allo stato l'unica possibile soluzione è una o due infitrazioni di jaluronidasi (distrugge l'acido jaluronico) e/o di pentossfillina (distrugge le fibre). L'alternativa è armarsi di pazienza e.... sperare in bene.
Salve
50 giorni fa operato con TURP. 10 giorni fa uroflussometria nella norma, urinocoltura negativa. Alterno dolenzia e senso di gonfiore tra lo scroto e il perineo, brevi e ripetute minzioni, in altri giorni condizioni migliori. Depresso e vedovo esagero con i prosecchi, potrebbero infiammare la zona? All'esame istologico post TURP adenocarcinoma <5%, PSA 0,79. Ho 71 anni. L'uroologo mi dice che è infiammazione/congestione post-operatoria. Devo vincere la tentazione di bere 2 o 4 prosecchi al giorno. Consigli?
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Ovvio che l'acool, comunque denominato non vada per nulla bene, così come la deprssione che però si risolve con lo yoga e/o il tai-chi. Sicuramente è in atto la reazione infiammatorio-riparativa che può richiedere anche 2-3 mesi pr risolversi stabilmente, sempre che la prostata rimasta non sia coinvolta in una condizione congestizio-infiammatoria pelvico-prostatica anche dettata dalla presenza (accertata dall'istologico riportato) di aree di carcinoma. Nonostante quel PSA credo sia decisamente meglio procedere alle adeguate valutazioni in relazione al carcinoma con la mpRMI con determinazione del parametro ADC differenziale e, ne caso la PET/CT con 68GallioPSMA o con (18F)-DCFPyl-PSMA e determinazione del parametro SUV differenziale sulle aree sospette. SI pososno fare essendo già passati 50 giorni dalla TURP e presumibilmente ne passerrano altri 15-30 prima di poterle eseguire. Ovvio che occorra, se deve fare tutto con il SSN, che l'urologo del SSN concordi con tale azione. Ove poi i due esami escludano una maggiore presenza di cancro, che richiederebbe un altro schma terapeutico, allora andrann valutate le ragion dello stato cogestizio-infiammatorio anche di tipo generale con i dovuti esami così da poter agire utilmente.
Ho un problema ho fatto la circoncisione ieri e in ospedale mi hanno consigliato un gel anestetico per aiutarmi a urinare ma l infermiera nelle medicazioni lo sta usando per mettere una garza sopra la punta del glande e non farla attaccare per rendere tutto meno doloroso. Ci sono controindicazioni? quando riuscirò ad urinare senza dolore? Grazie
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Una azione che non serve a nulla. Se vuole un suggerimento segua queste indcazioni e tutto andrà meglio: mobilizzare per bene la pelle del pene (su e giù) e lavare bene con acqua corrente più volte al giorno; se esiste, una qualche secrezione è solo ristagno infiammatorio che va pulito per bene; tenere solo protetto con una larga garza appoggiata e all'aria aperta quando può.
Salve dottore, il 23/04 mi reco in PS a causa di un forte dolore e gonfiore al testicolo sx (ho subito sospettato torsione testicolare perché avevo già avuto due episodi in passato), viene effettuata solo un eco doppler scrotale e mi viene diagnosticata epididemite. Mi consigliano di consultare un urologo, mi prescrivono Brufen 600 2 volte al dì e mi dimettono. Il 24/04 il mio medico mi prescrive anche augumentin per 7 giorni. Il 27/04 vado a visita da un urologo che palpa la zona, mi dice che la situazione e abbastanza critica e mi prescrive (oltre alla cura già data dal mio medico e dal PS) punture di rocefin per 3 giorni. Nel frattempo dolore e gonfiore non sono mai passati ma si sono attenuati. Il 04/05 visita di controllo dall'urologo che mi dice che il testicolo e in fase di guarigione ma che ci vuole ancora un po' di tempo. Mi prescrive ancora un altro antibiotico x 8 giorni, Brufen e mi consiglia di effettuare eco in settimana e fargliela visionare in studio il giorno 08/05. Eco prenotata per il 07/05. La notte tra il 06/07 e il 07/05 il testicolo mi faceva male e ho notato un leggero peggioramento del gonfiore, ma ho collegato il dolore all'epodidemite non ancora guarita, tranquillizzato anche dal fatto che in mattinata avrei fatto eco. Il 07/05 al mio risveglio il testicolo era esageratemente gonfio, con pelle inspessita e dolore molto acuto. Vado a fare eco in cui risulta un assenza di vascolarizzazione per presunta torsione testicolare (nessuna traccia di epididemite). Il radiologo mi manda subito in PS dove, dopo prelievo e ulteriore eco, viene confermata torsione testicolare. Mi operano di urgenza e non riescono a salvare il testicolo, ormai in necrosi, quindi mi viene amputato. Il chirurgo sostiene che la torsione(secondo lui) fosse in atto da giorni e non da ore. La mia domanda è: è possibile che durante il mio primo accesso in PS (diverso da quello in cui sono stato operato) ci fosse già la torsione in atto o semplicemente sia stato un caso e che le abbia avute entrambe? Mi scuso per non essere stato sintetico ma volevo farvi avere un quadro chiaro della situazione.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Non solo è possibile ma, da quanto espone, era altamente probabile e una più attenta valutazione l'avrebbe portata immediatamente in sala operatoria. Forse in quel momento non era una torsione completa, ma solo parziale, ma confonderla con una epididimite e poi massacrarla in una inutile attesa con gli antibiotici è stato deleterio. Purtroppo ha perso il testicolo sx che potrà essere sostituito con una protesi e dovrà mantenere un attento monitoraggio del testicolo dx e dell'area pelvico-prostatica con i dovuti esami anche generali. In tutta questa vicenda ci sono tutti gli elementi della malpractice con danno relativo che sarà bene far valere nelle sedi opportune.
74 anni operato di adenocarcinoma con hifu gleason 3+3 dopo 12 mesi alla risonanza ipervascolarizzazione focale sospetta nella sede hifu fatta la biopsia su 21 fustoli 1 positivo, un urologo mi ha proposto la crioablazione e quello che mi ha trattato la prima volta mi ha detto la sorveglianza attiva. Il psa dal 1 trattamento è stato sempre 3,7/4. Dopo 60 giorni ho avuto solo una volta al giorno per 8 giorni un po di sangue misto urine, poi niente. Ma a 90 giorni di nuovo per 5 giorni sempre un solo episodio al giorno. Ne febbre ne dolore ne bruciore. Prendo solo il Deprox. Eco renale e vescicale negativi. Grazie
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Stante il suo quadro complessivo come riportato è doveroso seguire con rapidità la PET/CT con 68GallioPSMA o con (18F)-DCFPyl-PSMA, nel caso anche con 18F-FDG, e determinazione del parametro SUV differenziale sulle aree sospette. Su tale base si potranno fare le adeguate scelte terapeutiche.
Buongiorno, ho subito un'asportazione di una cisti sebacea di 2 cm perineale; i punti sono stati tolti dopo 10 giorni ma i 2 lembi non si erano saldati. Tutt' ora sono ancora così, la ferita sottostante parrebbe rimarginata perché non ho perdite di sangue o altro. Il chirurgo dice però che per considerarsi guarita e poter riprendere l'attività fisica i lembi devono unirsi. E' già un mese che sono in queste condizioni. Come posso accelerare la guarigione? Sono diabetico tipo 1. Grazie.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Il diabete non aiuta e deve essere tenuto nel miglior equilibrio possibile. In tali condizion l'autosaldatura (ma è inutile mettere punti) può richiedere del tempo a patto di tenere ben pulita ed asciutta l'area.
Sono stato operato di tumore alla prostata nel mese di settembre 2025 ed ancora maggio 2026 ho spesso bruciore e urine un po' di sangue. Perché?
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Tumore di che tipo istologico e con quale grado Gleason? Quanto è attualmente il PSA e come è evoluto dal settembre 25 ad oggi? Ha fatto o sta facendo terapie associate? Quale è il suo stato complessivo? Senza dati è impossibile darle indicazioni.
Buongiorno Dottori,
È da ormai 3 mesi che combatto con l'ureaplasma.
Inizialmente scambiata per semplice prostatite e trattata con il tavanic ma dopo gli accertamenti tramite liquido seminale quali: spermiolcultura, spermiogramma, analisi per germi comuni e ureaplasma e micoplasma e clamidia, sono risultato positivo al l'ureoplasma (10*5).
L'urologo dopo la visita mi dice di trattarla con azitromicina 3gg e pelvixan ma nulla, passiamo alla doxiciclina prima una settimana 1 al giorno poi 1 settimana 2 al giorno ma nulla, inzia a fami male anche il testicolo sinistro. L'urologo mi diagnostica l' epididimite passiamo quindi a poi cortisone e antinfiammatorio 5 gg (deflan e orudis). Ancora nulla da fare il dolore persiste. Infine passiamo a 5 giorni di rocefin ma anche qui nulla da fare il dolore persiste anche se non fortissimo a comunque presente.
Questo il mio calvario. Ad oggi dopo tre mesi sono ancora cosi. Sto aspettando 2 settimane di stop antibiotico per ripetere gli esami. Sono davvero demoralizzato. Mi date un parere? Ringrazio in anticipo chi mi risponderà.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
La smetta di imbottirsi di antibiotici e cortisone inseguendo improbabili infezioni determinate da esami che spesso sono inattendibili per facilità di contaminazione, soprattutto se il rapporto prepuzio/glande e lo stato intestinale non sono buoni. Inoltre le basse concentrazioni di batteri (ureoplasma compreso) fanno arte del normale microbiota genitale/urinario e devono stare dove sono, insieme al microbiota intestinale che invece con quelle terapie è stato massacrato accentuando i problemi. Lei poi parla di uno spermiogramma di cui non cita i dati che invece ben valutati sono fondamentali a definire lo stato funzionale genitale. L'epididimite e il dolore testicolare derivano da un discreto ed attivo stato di congestione infammatoria pelvico-prostatica che nessuno a quanto sembra ha adeguatamente valutato. Ora si deve detossificare sia dagli antibiotici che dal cortisone e serve almeno un mese con una alimentazione equilibrata, una buona diuresi con frutta/acqua/verdura e almeno una ejaculazione ogni 3-5 giorni. Poi cerchi un buon andrologo che riprenda in mano il tutto, senza sottovalutare il rapporto prepuzio/glande, e che esegua i dovuti esami genitali Lei ha un Chron trattato con cortisone e quindi suppongo molto grave altrimenti non avrebbe senso. Ha cuno ststo stresso-emotivo che traspare essere importante. Questi due fatti agiscono in modo fortemente negativo sulla sua funzione e sul suo stato genitale. Ha inseguito degli improbabili batteri con colture il cui livello di inquinamento e contaminazione è sempre molto alto e che quindi sono sotanzialmente inattendibili oltre che inutili in ogni caso, facendo riferimento a clture balanoprepuziali non chiare perché dice di essere circonciso da 15 anni... il che rende impossible qualunque infezione locale. Parla di un rapporto orale non protetto occasionale e non ripetuto pche è poco o nulla responsabile di quanto poi descrive... salvo le impicazioni stresso-emotive. Il dermatologo l ha dato dell'ulteriore cortisone e non si capisce perché e poi cosa centri il dermatologo in tutta questa vicenda. In fatto manca completamente una diagnosi di causa e questa potrebbe risiedere in un forte stato di congestione infiammatoria pelvico-prostatica (peraltro anche legata al Chron ed entrambi allo stato stresso-emotivo) ch nessuno si è sognato di valutare e di cui il gande può rappresentare "l'antenna percettiva". Ora si deve rilassare con l'aiuto di un buon programma yoga e tai-chi, poi cercare un buon andrologo che la valuti con i dovuti esami genitali (ecografia doppler pelvico-prostatica e testicolare, analisi base dello sperma, coltura differenziale del secreto prostatico estratto e dell’urina) e generali (stato epato-metabolico-ossidativo, nutrizionale, ormonale, immunitario, cardio-coronarico-vascolare, fisico e stressogeno, microbiota intestinale), con gli indici derivati. La attenta interpretazione integrata dei dati consentirà di attivare la utile strategia terapeutica che potrebbe richiedere anche un anno.
Buonasera. A mz 2025 ,che sei mesi prima era 4,7, schizzo' a 8,8. Dopo un mese,continuando ad assumere solo Feraliv,si abbassava a 6,2. Negativa visita ed ecografia transrettale( si evidenziava solo ingrossamento prostats a 5,2cm),effettuavo Rm multiparametrica,che evidenziava area pseudonodulare di 1,2mm. A giugno la biopsia fusion su 15 punti risultava negativa, ma PinHg. Il psa continua a restare su valori tra il 6,9 e 7,5. Effettuata da pochi giorni nuova Rm ,invariata. Visita non riscontra criticita'. Nessun fastidio.Continuo a prendere solo il Feraliv. Cosa si consiglia? Vigile attesa ,con nuova analisi psa tra x mesi o nuova biopsia ,che personalmente eviterei al momento? Graxie
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Perché assume un epatoprotettore? Quale è la sua situazione epatica? Quel PSA, meglio sarebbe una rivalutazione con il profilo del PSA (PSA totale e libero, 2-proPSA e PHI; rapporto PSA/volume e PHI/volume, PSA L/T, testosterone/PSA), è sempre decisamente alto e per quanto la biopsia fusion sia stata negativa (poi un negativo discutibile visto che fu rlevato un PINHG) va presa con le pinze e con molta attenzione: capita che poi l'esame istologico vero e proprio dia un sito decisamente diverso. Peraltro ha una prostata discretamente grossa (mancano i tre diametri per parlare di volume), cosa che se caratterizzata da forte congestione infiammatoria con IPB può anche giustificare il PSA alto. Alora ora serve prima d tutto la PET/CT con 68GallioPSMA o con (18F)-DCFPyl-PSMA e determinazione del parametro SUV differenziale sulle aree sospette, magari il prfilo del PSA citato e il dosaggio di CEA e Prolattiva oltre alle mutazioni per BRCA2. Se poi tutto fosse negativo allora occorre agire sul fronte congestizio-infiamamtorio e della IPB dopo aver svolti i dovuti esami generali (stato epato-metabolico-ossidativo, nutrizionale, ormonale, immunitario, cardio-coronarico-vascolare, fisico e stressogeno, microbiota intestinale), con gli indici derivati, per definire le ragioni del quadro infiammatorio. La attenta interpretazione integrata dei dati consentirà di attivare la utile strategia terapeutica.
Donna 44 anni effettua tac con e Senza MDC addome completo gennaio 2025 tutto perfetto ecografia addome completo gennaio 2025 tutto nella norma.
Ad aprile 2026 urinocoltura con presenza di e.coli Ciproxin per 6 giorni.
16 aprile 2026 urinocoltura conferma e.coli MDR a tutti gli antibiotici tranne meropenem ed ipinemen
Ricovero il 26 aprile 2026 reparto malattie infettive urinocoltura 27 aprile conferma e coli MDR ecografia addome completo in regime di ospedalizzazione completamente nella norma inizio 10 giorni con merrem 3 volte al giorno.
Alle dimissioni Urixana pro bustine due volte al dì i sintomi continuano con bruciore post minzione e peso sovrapubico.
Come mai ancora così mi ritrovo? Grazie per i vostri pareri.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Presumibilmente i batteri dell'urina poco o nulla centrano e a nulla serve il massacro antibiotico. Questo peraltro non ha fatto altro che massacrare il microbiota genitale ed intestinale lasciando in essere tutta la sintomatologia. Non ci dice nulla delle motivazioni di esecuzone della TAC e della ecografie e quindi nulla si può dire nel merito, anche se come sembra negative... ma cosa si cercava? altro aspetto di cui essere sicuri è l'adeguato campionamento urinario perché nelle donne spesso si contaminano con l'area vulvare e perianale. ' possibile che il quadro sintomatologico derivi da una congestoine pelvica legata alle componenti genitali o a disfunzione intestinale. Ovvio che occorra rivedere la situazione ma integrando con attenzione i dati dei dovuti esami.
Domande più frequenti
-
Ernia del disco lombare
Gentile paziente,
certamente un'ernia potrebbe essere la causa del suo…