Domande del paziente (27251)

    Domande su visita andrologica

    Ho disturbi di erezione. Quando mi masturbo fa male ed eiaculo poco, come se faticasse ad uscire. Da cosa potrebbe dipendere e cosa fare? Grazie.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Prof. Carlo Rando

    E' un quadro compatibile con un discreto stato di congestione infiammatoria pelvico-prostatica. Questa va attentamente definito con i dovuti esami genitali (ecografia doppler pelvico-prostatica e testicolare, analisi base dello sperma, coltura differenziale del secreto prostatico estratto e dell’urina) sulla cui base poi si potranno eseguire quelli generali (stato epato-metabolico-ossidativo, nutrizionale, ormonale, immunitario, cardio-coronarico-vascolare, fisico e stressogeno, microbiota intestinale), con gli indici derivati, per definire le ragioni del quadro. La attenta interpretazione dei dati consentirà di attivare la utile strategia terapeutica.


    Buonasera, sono un ragazzo di 22 anni e da due mesi ho effettuato un intervento di circoncisione totale. Da una settimana faccio difficoltà ad avere rapporti sessuali con la mia ragazza in quanto non riesco ad avere un erezione costante. Appena riesco ad averla sento il bisogno immediato di eiaculare. Parlandone con l'urologo che mi ha seguito mi ha prescritto Dalrpen 1 volta al giorno per 2 settimane.
    Vorrei sapere se questa condizione è solo un effetto psicologico del cambiamento del pene.
    Vorrei ricevere un vostro parere grazie!

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Prof. Carlo Rando

    Le ho già risposto.


    Buonasera, sono un ragazzo di 22 anni e da due mesi ho effettuato un intervento di circoncisione totale. Da una settimana faccio difficoltà ad avere rapporti sessuali con la mia ragazza in quanto non riesco ad avere un erezione costante. Appena riesco ad averla sento il bisogno immediato di eiaculare. Parlandone con l'urologo che mi ha seguito mi ha prescritto Dalrpen 1 volta al giorno per 2 settimane.
    Vorrei sapere se questa condizione è solo un effetto psicologico del cambiamento del pene.
    Vorrei ricevere un vostro parere grazie!

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Prof. Carlo Rando

    Una prescrizione decisamente senza alcun senso, soprattutto in assenza di adeguate valutazioni del suo quadro genitale e generale. E' possibile che la sua attuale DE sia solo su base stresso-emotiva per la percezione di un pene diverso nella sua configurazione circoncisa, ma certo non la risolverà in quel modo, oltre a correre i rischi degli effetti collaterali del farmaco. Si rilassi e lasci perdere il farmaco... se poi il problema dovesse persistere, allora andranno prima svolti i dovuti esami genitali (ecografia doppler pelvico-prostatica e testicolare, analisi base dello sperma, coltura differenziale del secreto prostatico estratto e dell’urina) sulla cui base un bun andrologo deciderà i passi successivi eventuali.


    Domande su Ernia Inguinale

    Salve,
    vorrei un vostro parere.
    Sono stato operato di ernia inguinale (1 cm) con inserimento di mesh circa 15 giorni fa. Il mio chirurgo mi ha indicato la possibilità di riprendere il lavoro pesante dopo 30 giorni dall’intervento.
    Se tutto procede regolarmente, io tornerei al lavoro a circa 34 giorni dall’intervento.
    Farò il tecnico manutentore e riparatore di carrelli elevatori. Il lavoro è fisico e comprende:
    stringere e montare tubi oleodinamici
    utilizzare avvitatori e utensili manuali
    applicare forza e pressione con le braccia
    lavorare spesso in posizioni scomode o forzate
    occasionalmente movimentazione di componenti pesanti
    Vorrei sapere se, in questa fase del recupero, posso considerarmi tranquillo nel riprendere questo tipo di attività oppure se è consigliabile procedere ancora con cautela.
    Grazie in anticipo per la disponibilità.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Prof. Carlo Rando

    Sicuramente è una attività fisicamente pesante e va ripresa con gradualità (ne discuta col datore di lavoro), ma in ogni caso è il chirurgo che l'ha operata che, previa verifica oggettiva, potrà darle il via libera più o meno integrale.


    Da circa 8 mesi, dopo aver ricevuto un rapporto orale ho dolori/ bruciori al livello del glande. La zona si presenta con la corona gonfia e di colore violaceo scuro. Ho eseguito vari esami tra cui: sifilide, HIV 1-2, clamydia, herpes 1-2, micoplasmi, ureaplasmi tutti con esito negativo. Ho eseguito circa 6 tamponi balano prepuziali ed uretrali ed ognuno di essi ogni volta era positivo ad un batterio differente. Ho eseguito 2 terapia antibiotiche con ciproxin per positività ad klubxyella pneumonie e la seconda per klubxyella oxytoca entrambe sensibili a quel farmaco. Le altre positività erano Escherichia coli, morganella e per ultima stafilococco aurea. Qualcuno sa dirmi qualcosa?

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Prof. Carlo Rando

    E' evidente che quelle colture balano-prepuziali hanno sofferto di contaminazione del campione e che quindi non meritavano alcuna terapia antibiotica che ha solo prodotto ulteriori problemi, tra cui scassare il microbiota intestinale. Peraltro una qualunque presenza batterica all'area glandulo-prepuziale si risolve sempre molto bene lavandosi più volte al giorno con sola acqua corrente. Quanto descrive al glande ha due molto possibili ragioni associate tra loro: un eccessivo "trauma" da rapporto orale, un alterato rapporto prepuzio/glande che favorisce i ristagni e ciò che ne consegue in termini di infiammazione. E' altrettanto evidente che aver centrato tutta l'attenzione al glande, ha fatto trascurare altri aspetti, quale lo stato di congestione infiammatoria pelvico-prostatica, ch hanno come quadro sintomatologico spesso evidente il riflesso sullo stato del glande... soprattutto se quello è associato a problemi anche moderati di prepuzio. Fermo restando che deve smetterla di imbottirsi di inutili antibiotici che le generano solo problemi, occorre che un buon andrologo la veda e valuti lo stato prepuziale (anche se il prepuzio sia retraibile) per decidere nel merito e che esegua i dovuti esami genitali (ecografia doppler pelvico-prostatica e testicolare, analisi base dello sperma, coltura differenziale del secreto prostatico estratto e dell’urina) per poi pensare ad eventuali altri passi successivi o diagnostici o terapeutici.


    Domande su Infezioni delle vie urinarie

    Salve, sono incinta di 19 settimane e ho preso l’Escherichia coli con una carica batterica superiore a 1 milione. Ho già fatto due bustine di Monuril ma il bruciore persiste cosa posso fare ancora?

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Prof. Carlo Rando

    Premesso che occorre essere sicuri che quella crescita batterica non derivi da contaminazione vulvo-perineale.vaginale, non credo che serva altro antibiotico ove pernanga, come sembra, la sintomatologia... anche per evitare danni al feto. Credo sia opportuno eseguire una coltura con un campionamento molto attento (netta separazione delle labbra vulvari ed eliminazione dei primi 5-6 ml di urina). E' molto probabile che in realtà sussista solo uno stato irritativo locale anche legato allo stato gravidico, cosa che deve essere il ginecologo a valutare con attenzione. In ogni caso deve solo tenere una buona diuresi con frutta/acqua/verdura e una buna detersione vulvare con sola acqua corrente, fatta più volte al giorno.


    Buongiorno. Paziente anni 63. Referto ultimi esami: PSA 3,7,volume prostata 40 cc ( indicata come nei limiti), di consistenza parenchimatosa, senza note patologiche. A suo avviso devo effettuare altri approfondimenti? Non soffro di altri fastidi. Grazie

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Prof. Carlo Rando

    Nei limiti un accidente. E' una prostata discretamente aumentata di volume in ragione o solo di un marcato stato di congestione infiammatoria o solo di IPB o di entrambi. Infatti quel PSA è significativamente aumentato (il valore di attenzione è a 2.5 ng/ml) e quindi serve una attenta ecografia doppler transrettale e il profilo del PSA (PSA totale e libero, 2-proPSA e PHI; rapporto PSA/volume e PHI/volume, PSA L/T, testosterone/PSA). Sulla base di tali dati si decideranno i passi successivi.


    Domande su Tumore della prostata

    Buon giorno. ho 80 anni e sono stato operato nel 2019 di prostatectomia radicale con robot. i miei valori erano Gleason 3+4 grade 2. il PSA è sempre stato 0,01. ADESSO NEL GIRO DI UN ANNO è passato prima a 0,02 e poi a0,04. è una cosa di cui mi devo preoccupare?
    Grazie,saluti

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Prof. Carlo Rando

    Non riporta il dato istologico... comunque allo stato è un valore ancora molto sotto la soglia di attenzione (0.2 ng/ml), ma ogni considerazione migliore si può solo fare alla luce del tipo istologico del tumore.


    Buongiorno ho 47 anni e da svariati mesi soffro di un problema al meato uretrale, in pratica post l'orgasmo sopratutto se supero i 10 giorni di astinenza la punta diventa rossa le labbricine si gonfiano ed il tutto rimane così per una decina di minuti, dopo si sfiamma ritorna il colore normale anche se le labbricine rimangono un po' gonfie. Oggi ho notato che attorno alla punta é come se ci fosse del violaceo... Non ho particolari problemi solo un leggero bruciore alla minzione ma non all eiaculazione. Inoltre sento un po' più bisogno di urinare ma posso tenerla tranquillamente non me la faccio sotto per intenderci. L urologo ha trovato la prostata x2 liscia bilobata mi ha semplicemente detto che non era una prostatite e mi ha ordinato gentalyn che ho subito sospeso perché gonfiava ancora di più il meato.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Prof. Carlo Rando

    Non ha senso il gentalyn locale e bene ha fatto a sospenderlo. Una prostata x2 merita di essere meglio valutata con i dovuti esami perché è una prostata aumentata di volume, presumibilmente per congestione infiammatoria. Questa si può esprimere con tutta la sintomatologia che lei descrive e minimizzarla serve solo a lasciar peggiorare le cose. Cerchi un buon andrologo che svolga i dovuti esami genitali (ecografia doppler pelvico-prostatica e testicolare, analisi base dello sperma, coltura differenziale del secreto prostatico estratto e dell’urina), senza trascurare il rapporto prepuzio/glande (quel modesto edema può derivare da un prepuzio troppo coprente anche se retrabile), per poi decidere se e come agire sulla base di dati oggettivi.


    Buongiorno, sono un uomo di 36 anni. Da meno di 6 mesi assumo propecia come terapia post trapianto capelli. Nell'ultimo mese la mia compagna è rimasta incinta. Ho letto in rete che il passaggio nel liquido seminale di finasteride è davvero minimo (leggevo tracce), ma ciò nonostante e leggendo anche i pareri contrastanti, sono in forte preoccupazione di possibili conseguenze immediate o epigenetiche sul feto. Faccio presente che pre terapia ho eseguito uno spermiogramma risultante Normozoospermia. Con N. spermatozoi 180 milioni, n. totale 648milioni, motilità 70% di cui progressiva 50% e non progressiva 20%. Volume 3.6ml. Viscosità normale. ph alcalino. Liquefazione completa. Agglutinazioni assenti, leucociti 0,5 milioni/ml. Morfologia 60% forme normali e 40% anomale di cui 15% testa, 20% tratto intermedio e 5% coda. L'unico cambiamento recepito in questi scarsi 6 mesi è che il liquido seminale è meno denso. Chiedo con gentilezza se voi esperti potete darmi rassicurazioni e/o informazioni sui rischi immediati o futuri a cui il feto può essere soggetto col concepimento con la mia terapia. Grazie infinite.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Prof. Carlo Rando

    L'esame riportato, per quanto incompleto (manca la dettagliata valutazione della mobilità in cui interpretare se quel 60% di forme normali sia coerente o meno), ha tutti i parametri esposti buoni e non c'è alcuna ragione per cui lei riesca a rovinarli in ragione della assunzione della finasteride. Anche se giustificata dalla protezione del trapianto, dopo 5-6 mesi va in ogni caso interrotta: ha fatto il suo lavoro e spero per lei che il trapianto sia andato a buon fine, ma ora basta. La gravidanza indotta un mese fa ha spermatozoi prodotti nei 2-3 mesi precedenti, ma non credo siano stati influenzati dalla finasteride... un tempo troppo breve. Ovvio che il suo sperma si sia modificato ma le ragioni possono stare sia nella finasteride che in altri fattori e quindi è opportuno che ei esegua con un buon andrologo gli esami fondamentali genitali (ecografia doppler pelvico-prostatica e testicolare, analisi base dello sperma ma con i parametri di mobilità VCL/VAP/VSL e le percentuali della mobilità rapida e lente) per decidere se si debba agire o meno in prospettiva futura.


    Domande su Calcoli

    Salve dottori, in pratica sono stata operata di colicistectomia a novembre 2025,ma da qualche giorno ho dolore simil colica biliare, ho fatto una colangio rm dove c e scritto:fegato di dimensioni nella norma a margini regolari a segnali parechimale dismogenea senza evidenza di lesioni a ficolaio parenchimali in atto. Non dilatazione delle vie biliari intraepatiche, colicisi ablata, alle seguenze colangiogeafiche regolare calibro della vbp, che mostra un decotso particolarmente angolato, nel tratto medio(esiti aderenziali metachirunrigici)sens calcoli ritenuti. Regolarmente conformsta la regione papillare. Wirsung nella norma.
    Gia da qualche tempo prendo colendo compresse da 500 mg prescritto daledico di base ma sembre che peggiori il dolore... Ora attualmente ho preso un antispastico ... Volevo sapere cosa mi consigliate di fare? Se c e da preoccuparsi? E che iter eventualmente dovrei fare o qualche esame? Ho un po d ansia vosto che ho 36 anni... La ringrazio attendo un vostro gentile riscontro distinti saluti

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Prof. Carlo Rando

    Occorre che un chirurgo biliare veda con attenzione le immagni della colangioRMI eseguita. Quella angolatura aderenziale (se tale è) potrebbe essere responsabile della sua sintomatologia. Poi c'è quella disomogeneità epatica che merita una più attenta valutazione definendo gli indici funzionali epatici (FLI, NAFLD, NASH, FIB-4, MAFLD) e il suo stato metabolico-ossidativo. Sulla base di tali dati si potrà decidere sul come agire, perché il solo acido ursodessocolico (colendo) poco può fare.


    Domande su orchidofissazione del testicolo

    Salve da poco la pediatra ha visto che a mio nipote nn scendono i testicoli ..solo che ho letto che si deve fare l'intervento da 18 a 24 mesi..il bimbo ha compiuto 2 anni a gennaio ..e pericoloso..o troppo tardi grazie..se mi rispondete

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Prof. Carlo Rando

    I testicoli, se è possibile (cosa non scontata... c'è da sperare che il funicolo possa essere esteso), devono essere posizionati nello scroto al più presto possibile ed aver atteso sino ad ora può già aver compromesso la capacità fertile. Purtroppo questa non sarà verificabile (almeno con esami semplici) sino alla pubertà. Quindi è bene che provvediate al più presto... sperando in bene. In gni caso è utile eseguir un cariogramma per essere certi dell'assetto cromosomico.


    Domande su spermiogramma

    Buongiorno, avrei gentilmente bisogno di un parere orientativo su una situazione che ci ha molto preoccupati.

    Il mio ragazzo ha effettuato recentemente uno spermiogramma, ma durante la raccolta del campione è stata persa la prima parte dell’eiaculazione. La cosa è stata segnalata subito al laboratorio e abbiamo chiesto se fosse opportuno ripetere l’esame con un campione completo, ma ci è stato detto di procedere comunque perché “andava bene lo stesso”.

    Inoltre il campione è stato raccolto in una situazione di forte stress e disagio psicologico: lui tende a bloccarsi molto in situazioni “forzate” di questo tipo e riferisce che l’eiaculazione non è avvenuta in modo completo e naturale, ma piuttosto debole/incompleta.

    Nel referto risultano:

    * volume 3.0 mL,
    * concentrazione 2 milioni/mL,
    * numero totale 6 milioni,
    * motilità totale 50%,
    * motilità progressiva 50%,
    * morfologia normale 5%.

    Nel risultato quindi motilità e morfologia sono nella norma ma concentrazione e numero totale molto bassi.
    Quello che ci lascia molto dubbiosi è che motilità e morfologia risultano normali, mentre è solo il numero molto basso. Informandoci, abbiamo letto che la prima parte dell’eiaculato è la più ricca di spermatozoi e che la sua perdita può alterare in modo importante soprattutto concentrazione e numero totale. In questo caso, infatti, è stata raccolta praticamente solo la parte finale del liquido seminale.

    Nonostante questo, ci è stato subito suggerito di orientarci verso fecondazione assistita/in vitro, senza parlare prima della necessità di ripetere lo spermiogramma in modo corretto.

    Per completezza aggiungo che io ho tutti gli esami nella norma e un ormone antimülleriano pari a 4.69.

    Vorrei quindi chiedere:

    * quanto può incidere realmente la perdita della prima parte del campione sui risultati,
    * se un quadro del genere possa essere compatibile con un campione incompleto e raccolto in condizioni non ottimali,
    * e se, prima di parlare di fecondazione in vitro, non sia più corretto ripetere uno spermiogramma completo e affidabile.

    Grazie mille a chi risponderà.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Prof. Carlo Rando

    Da quel laboratorio dovreste farvi ridare quanto speso: un esame fatto avendo perso la prima parte dell'ejaculato è un esame privo di senso. Premesso che uno spermiogramma è bene farlo sempre nelle migliori condizioni, lo stress esecutivo incide poco sul risultato, mentre lo stress persistente agisce negativamente sulla qualità spermatica. Sulla base di un tale esame non ha alcun senso parlare di provvedimenti, soprattutto poi in mancanza di adeguate valutazioni genitali e generali. Ovvio quindi che prima di tutto occorra eseguire i dovuti esami genitali nelle migliori condizioni e con i seguenti criteri: 48-72 ore di astinenza (poi le ore esatte) e la raccolta in laboratorio la determinazione dei parametri base (concentrazione, volume, pH, leucociti, velocità rapida/lenta/in situ e immobili), la determinazione dei parametri di velocità in micron/sec (percentuali dei gruppi di velocità) e le percentuali delle tipologie di motilità (VAP/VCL/VSL), i test di dettaglio DFI/ABT (cromatina), HBA (adesività), s-ORP/mot-ORP (stato ossidativo). Tutto associato ad una attenta ecografia doppler testicolare e pelvico-prostatica. Poi si deciderà per gli eventuali esami più generali. Il tutto gestito da un buon andrologo in tempi coordinati e stretti.


    Buongiorno, a seguito interventi robotico al rene ho avuto subito laparocele 1,8 cm con diastasi muscolare
    di 4 cm. forse per mancanza di sutura interna. Chi mi ha operato ha ammesso la colpa e dopo 20 mesi mi ha fatto operare da chirurgo plastico della stessa struttura ospedaliera che mi ha snobbato in toto, compreso la visione della TAC. Non mi ha messo la retina ed ha operato a cielo aperto. Adesso, dopo 11 mesi mi riopero perché sono aperta per 2,7 cm in altro ospedale e da chirurgo. Corro il rischio di avere aderenze? Non ho dolori e non ho problemi all'apparato digerente

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Prof. Carlo Rando

    Tutto dipende da quale situazione troverà e da come agirà il nuovo chirurgo, ma sul precedente chirurgo plastico potrebbe anche rivalersi.


    Dopo aver subito un.operazione per togliere un piccolo calcolol alla prostata, è stato compiuto un ammesso errore tecnico l'asportazioe del dotto deferente, lasciandomi impotente,La prostata non ha subito danni ed è sana, ma come faccio adesso io. Dopo tre anni mi hanno parlato di una protesi peniena per riparare il danno, Vorrei saper-qualcosa su questo aspetto e quale mi converrebe, Grazie.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Prof. Carlo Rando

    Scusi, ma ci sono alcune cose che non tornano. Una piccola calcificazione intraprostatica non si toglie.... al massimo, se ci sono le condizioni, si può tentare di scioglierla con una terapia (per esempio a base di allopurinolo) risolvendo gli aspetti infiammatorio congestizi contestualmente, dopo averne adeguatamente determinato le ragioni locali e generali con i dovuti esami. Altrimenti lì rimane sino alla necessità di maggiori interventi prostatici. Una lesione al deferente non può aver indotto una DE, al massimo una riduzione di capacità fertile, sempre che siano stati lesionati entrambi i dotti.... a meno che non abbiano prodotto lesioni importanti della rete neurale pelvica periprostatica. Certo che se tutto ciò è avvenuto... ci sono tutti gli elementi per il risarcimento di un cospicuo danno e c'è ancora tempo. Quanti anni ha? Una prostata con una calcificazione da asportare o da trattare non si può dire che sia sana e quindi va attentamente rivalutata nelle sue condizioni con i dovuti esami anche generali: eventuali squilibri possono essere la ragioni prima della sua DE. Le adeguate valutazioni vanno svolte prima di pensare ad una protesizzazione peniena. Non faccia fare disastri su disastri.


    Domande su Iperplasia prostatica benigna

    Buongiorno, purtroppo, il mio problema è dovuto alla disfunzione erettile e la mancanza di desiderio. Tale condizione, oltre ad aver pregiudicato il mio matrimonio, è presente da quasi 10 anni e mi ha creato un senso di frustrazione perenne. Questa, condizione non l'ho risolta nemmeno con il calias e il viagra, ho provato anche altri prodotti ma senza successo. Sono a segnalare che ho subito tre interventi ortopedici importanti, assumo regolarmente: lasix, Blobress, coumadin (2 e mezza al di), e altri farmaci per la depressione: ciprolex, quietapina, seroquel.
    Volevo sapere se questi farmaci interagiscono con il prodotto Neradin, e se potrebbe essere efficace, per ridare un pò di smalto alla mia sfera sessuale, poiché, mi sto rassegnando e non mi guardo più attorno.
    Ho sessandue anni, e peso 92 kg., per 10 anni ho pesato circa 115 kg., Spero con tutto il cuore che possa almeno in parte, riacquisire un pò di virilità perduta.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Prof. Carlo Rando

    Premesso che nel suo quadro il neradin non serve a nulla, quanto espone ha tutte le ragioni della sua disfunzione erettile, soprattutto la massa sconsiderata di psicofarmaci (la depressione peraltor non si risolve in quel modo ma con le tecniche yoga e tai-chi). Lo stress da tre interventi chirurgici non aiuta, la sua storia metabolica neanche (ora ha ridotto il peso... ma quale è il suo stato metabolico-ossidativo e cardiovascolare?). Non servono e infatti sono stati inutili i vasodilatatori, peraltro facendole correre non pochi rischi. Quale è il suo stato pelvico-prostatico? Assume un anticoagulante e un diuretico ancora oggi... per quali ragioni? Premesso che Certo la detossificazione dagli psicofarmaci potrebbe richiedere anche un paio di anni, se vuole riprendere in mano la sua vita, prima di tutto occorre fare un accurato punto della situazione con i dovuti esami genitali (ecografia doppler pelvico-prostatica e testicolare, analisi base dello sperma, coltura differenziale del secreto prostatico estratto e dell’urina) e generali (stato epato-metabolico-ossidativo, nutrizionale, ormonale, immunitario, cardio-coronarico-vascolare, fisico e stressogeno, microbiota intestinale), con gli indici derivati. Senza trascurare il profilo del PSA (PSA totale e libero, 2-proPSA e PHI; rapporto PSA/volume e PHI/volume, PSA L/T, testosterone/PSA). La attenta interpretazione dei dati consentirà di attivare la utile strategia terapeutica.


    Negli ultimi 6 mesi il PSA ha assunto valori da 2 a 6 (un anno fa era 1) ma nell' ultima analisi è arrivato a 16. Laproteina Creattiva è schizzata a 2. Avverto bruciore alla minzione. Mi hanno consigliati di fare l' urinocultura con antibiogramma e controlli sulla prostata.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Prof. Carlo Rando

    Il minimo indispensabile da eseguire rapidamente è una ecografia doppler transrettale pelvico-prostatica e il profilo del PSA (PSA totale e libero, 2-proPSA e PHI; rapporto PSA/volume e PHI/volume, PSA L/T, testosterone/PSA). La coltura va eseguita in modo differenziale (coltura del primo ml di urina, semivuotamento della vescica, coltura della restante urina, vuotamento totale della vescica e successivo estrazione del secreto prostatico tramite massaggio), altrimenti non serve a nulla. Quanto riportato è un forte segnale sia di una consistente congestione infiammatoria -pelvico-prostatica anche associata a IPB e/o associata a cancro. Ovvio quindi che la rapidità degli esami citati sia fondamentale a prendere decisioni di merito.


    Domande su Prostatite

    Buongiorno, ho 59 anni ho fatto intervento di TURP 11gg fa' ma dopo i primi 2gg senza catetere ho incominciato ad avere una riduzione del flusso fino quasi al blocco con febbre 37,5. 38 di sera con sudorazione notturna, mi e' stato consigliato: terapia anribiotica,riassunzione della silodosina per30gg e prostagan per 30gg. Il vostro parere?

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Prof. Carlo Rando

    Quaqnto osserva deriva dalla reazione infiammatorio-riparativa post-chirurgica e progressivamente l cose dovrebbero andare a posto autonomamente. Certo l'alfa-litico (slodosina o altro) può aiutare a tenere un buon flusso minzionale per il uno o due mesi necessari, fermo restand che andrà descalato man mano che il flusso spontaneo riprende. Non ha senso l'integratore ch a nulla le serve. Poi tra 2-3 mesi sarà comunque il caso di rivalutare il quadro pelvico-prostatico per verificare se tutto sia stato risolto o se servano ulteriori passi in relazione ad una possibile permanenza di una congestione infiammatoria prima dell'intervento trascurata o minimizzata.


    Buongiorno! Dottore, data la mia prostata bilobata da 80g con 150 ml di residuo e il fatto che sono un ciclista agonista, sarei un buon candidato per il Rezum? Vorrei evitare la terapia farmacologica cronica per non impattare sulle mie prestazioni sportive."

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Prof. Carlo Rando

    Su quella prostata una terapia farmacologica serve solo a perdere tempo. E' una prostata che va attentamente caratterizzata nelle sue condizioni (stato congestizio-infiammatorio, struttura, PSA T e L, eventuale IBP e/o presenza di aree cancerose). Poi si decierà sul come agire o per ulteriori passi diagnostici o per la riduzione chirurgica. La tecniche attuali sono tutte buone e dipendono da quanto sopra e dalla esperienza dell'urologo nell'usare l'una o l'altra.


    Domande su visita urologica

    Salve, sono un paziente di 77 anni. Ho eseguito un radioterapia nel 2015 per neoplasia prostatica, che mi ha provocato una proctite e una stenosi uretrale e anale. Nel 2021 sono stato operato di uretroplastica buccale. Ho sempre bruciore e un debole flusso della minzione. Circa un mese fa per forte bruciore alla minzione, ritenendo fosse di natura batterica, ho assunto 2 cp di Ciproxin per 8 giorni. Il problema si è ridotto ma non scomparso. Dopo 5 giorni ho eliminato sangue con pus. Allarmato, essendo di domenica, sono stato al pronto soccorso. Dopo 9 ore hanno fatto un urina coltura, l’esame è risultato negativo. Ritenendo che l’infiammazione sia dovuto alla proctite, ormai cronica, da 5 giorni sto prendendo Asacol 1000 e da 3 giorni procter 3 mg. Ancora oggi ho forti bruciori alla minzione e dolori al retto provocati anche da una stenosi anale. La cura che sto facendo è efficace? Per quanto tempo devo farla e posso prendere anche un antidolorifico. Ringrazio e saluto.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Prof. Carlo Rando

    Forse è il caso che la smetta di farsi autoterapie senza aver adeguatamente definito il suo quadro attuale che sembra essere caratterizzato da un consistente stato infiammatorio-congestizio pelvico, esteso alla prostata e alla parte terminale del colon (sigma-retto-ano). Poiché fece solo la radioterapia, quale è l'attuale stato del cancro trattato? Nulla vieta che parte del problema derivi proprio da una riaccensione dello stesso. Quindi cerchi un buon medico che riprenda in mano la situazione e svolga le adeguate valutazioni integrando gli esiti e prendendo utli decisioni di merito.


Domande più frequenti

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