Domande del paziente (27251)

    Domande su Dolore

    Da circa 8 mesi, dopo un episodio di rapporto orale occasionale non protetto sto soffrendo di dolori al glande e anche interni ad esso. I dolori si diffondono appena sotto il meato urinario ( circonciso da 15 anni) e sulla corona del glande. Sulla corona del glande, esattamente al centro è apparsa una macchia violacea e appena sotto quando inizia l'asta del pene è apparso un piccolo bozzo molle non doloroso. Da qui è iniziata un odissea dato che non riesco a dare un nome a questa sintomatologia.ho effettuato i seguenti esami. Clamydia, sifilide, HIV 1-2, herpes 1-2 , tamponi alla ricerca di ureaplasmi e micoplasmi, urinocoltura, spermiogramma tutti negativi. PSA totale 0,65. In seguito ho effettuato dei tamponi balano prepuziali ed uretrali alla ricerca di batteri e tutti (all'incirca 7) sono risultati positivi. Il primo alla klubxyella pneumonie ed ho effettuato terapia antibiotica, il secondo klubxyella oxytoca (altra terapia antibiotica) dopo antibiogramma il terzo Escherichia coli e da qui in poi nn ho più fatto alcune terapie. L'ultimo tampone sia uretrale che prepuziale è positivo allo stafilococco aureo. Ho contattato un dermatologo il quale mi ha prescritto il diprosone 2 volte al giorno. Ovviamente i sintomi non si sono attenuati e mi ritrovo sempre con questi dolori. Una cosa che ho notato i sintomi la sera tendono ad attenuarsi per poi riprendere in tarda mattinata. Cos'altro posso fare? Risonanza? uretrocistoscopia? Questo disagio mi sta dando parecchii problemi sia emotivi che sentimentali. Un ultima specifica: nel periodo in cui c'è stato il rapporto orale stavo assumendo cortisone per morbo di crohn (intesticort per 3 volte al giorno). Grazie

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Prof. Carlo Rando

    Le ho già risposto.


    Domande su Prostatite

    Da circa 8 mesi, dopo un episodio di rapporto orale occasionale non protetto sto soffrendo di dolori al glande e anche interni ad esso. I dolori si diffondono appena sotto il meato urinario ( circonciso da 15 anni) e sulla corona del glande. Sulla corona del glande, esattamente al centro è apparsa una macchia violacea e appena sotto quando inizia l'asta del pene è apparso un piccolo bozzo molle non doloroso. Da qui è iniziata un odissea dato che non riesco a dare un nome a questa sintomatologia.ho effettuato i seguenti esami. Clamydia, sifilide, HIV 1-2, herpes 1-2 , tamponi alla ricerca di ureaplasmi e micoplasmi, urinocoltura, spermiogramma tutti negativi. PSA totale 0,65. In seguito ho effettuato dei tamponi balano prepuziali ed uretrali alla ricerca di batteri e tutti (all'incirca 7) sono risultati positivi. Il primo alla klubxyella pneumonie ed ho effettuato terapia antibiotica, il secondo klubxyella oxytoca (altra terapia antibiotica) dopo antibiogramma il terzo Escherichia coli e da qui in poi nn ho più fatto alcune terapie. L'ultimo tampone sia uretrale che prepuziale è positivo allo stafilococco aureo. Ho contattato un dermatologo il quale mi ha prescritto il diprosone 2 volte al giorno. Ovviamente i sintomi non si sono attenuati e mi ritrovo sempre con questi dolori. Una cosa che ho notato i sintomi la sera tendono ad attenuarsi per poi riprendere in tarda mattinata. Cos'altro posso fare? Risonanza? uretrocistoscopia? Questo disagio mi sta dando parecchii problemi sia emotivi che sentimentali. Un ultima specifica: nel periodo in cui c'è stato il rapporto orale stavo assumendo cortisone per morbo di crohn (intesticort 3 mg per 3 volte al giorno.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Prof. Carlo Rando

    Lei ha un Chron trattato con cortisone e quindi suppongo molto grave altrimenti non avrebbe senso. Ha cuno ststo stresso-emotivo che traspare essere importante. Questi due fatti agiscono in modo fortemente negativo sulla sua funzione e sul suo stato genitale. Ha inseguito degli improbabili batteri con colture il cui livello di inquinamento e contaminazione è sempre molto alto e che quindi sono sotanzialmente inattendibili oltre che inutili in ogni caso, facendo riferimento a clture balanoprepuziali non chiare perché dice di essere circonciso da 15 anni... il che rende impossible qualunque infezione locale. Parla di un rapporto orale non protetto occasionale e non ripetuto pche è poco o nulla responsabile di quanto poi descrive... salvo le impicazioni stresso-emotive. Il dermatologo l ha dato dell'ulteriore cortisone e non si capisce perché e poi cosa centri il dermatologo in tutta questa vicenda. In fatto manca completamente una diagnosi di causa e questa potrebbe risiedere in un forte stato di congestione infiammatoria pelvico-prostatica (peraltro anche legata al Chron ed entrambi allo stato stresso-emotivo) ch nessuno si è sognato di valutare e di cui il gande può rappresentare "l'antenna percettiva". Ora si deve rilassare con l'aiuto di un buon programma yoga e tai-chi, poi cercare un buon andrologo che la valuti con i dovuti esami genitali (ecografia doppler pelvico-prostatica e testicolare, analisi base dello sperma, coltura differenziale del secreto prostatico estratto e dell’urina)
    e generali (stato epato-metabolico-ossidativo, nutrizionale, ormonale, immunitario, cardio-coronarico-vascolare, fisico e stressogeno, microbiota intestinale), con gli indici derivati. La attenta interpretazione integrata dei dati consentirà di attivare la utile strategia terapeutica.


    Domande su Ernia Inguinale

    A distanza di tre mesi dall'intervento di ernia mi trovo con la parte del corpo tra l'inguine e il taglio completamente priva di sensibilità al tatto, come se fosse perennemente anestetizzata. In compenso in profondità avverto locali fastidi, in particolare dopo sforzi o movimenti che interessano la zona operata. E adesso dovrei rimanere per tutta la vita con metà del pube insensibile al tatto, o c'è modo di recuperare la funzionalità sensoriale? È normale una cosa del genere? Grazie.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Prof. Carlo Rando

    L'insensibilità cutanea di quella zona è assolutamente normale e può richiedere anche un paio di anni affinché si recuperi un po' di sensibilità. I fastidi in occasione di un carico possono permanere per diversi mesi e basterà solo tenere monitorata con il chirurgo l0efficacia dell'intervento... senza stressarsi.


    Salve dottori, avrei bisogno di qualche urologo/andrologo che mi possa prendere in cura seriamente a distanza e mi aiuti con la mia diagnosi, alcuni studi medici della mia zona hanno detto che dovrei fare una cura con cialis per un incidente che ha causato un ipertono cronico del pavimento pelvico, posso assumerlo senza particolari rischi? Ho tra pochi mesi 19 anni, ho subito un trauma cranico 5 mesi fa con alcuni esiti neurologici ancora in corso, grazie per l’attenzione

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Prof. Carlo Rando

    Cercare di tamponare la DE prima di aver ben chiaro il quadro delle ragioni rischia solo di non risolvere nulla e generare problemi ulteriori. Quindi prima della terapia occorre definire con i dovuti esami genitali (ecografia doppler pelvico-prostatica e testicolare, analisi base dello sperma, coltura differenziale del secreto prostatico estratto e dell’urina) e generali (stato epato-metabolico-ossidativo, nutrizionale, ormonale, immunitario, cardio-coronarico-vascolare, fisico e stressogeno, microbiota intestinale), con gli indici derivati. La attenta interpretazione dei dati da parte di un buon andrologo, considerato anche il fatto del suo trauma cranico ancora in corso di terapia (occorerà vedere i dati neurologici e le terapie in atto, consentirà di attivare la utile strategia terapeutica. Non è pertanto possibile, prima di aver svolto la diagnosi di causa, seguirla a distanza; solo poi lo si potrà fare, salvo che per i controlli semestrali. Per ora lasci perdere il cialis o analoghi.


    Domande su Megacolon

    Buongiorno, a seguito di intervento di colectomia sub totale per megacolon eseguito in luglio 2024, ho avuto aderenze in ottobre 2024, purtroppo i punti hanno ceduto e sono finita in rianimazione in coma farmacologico per 4 mesi per perforazione intestinale e shoch settico: Ci sono voluti mesi per richiudere il mio intestino (i punti cedevano sempre). Mi è stata applicata in emergenza una ileostomia ad alta portata (altezza del digiuno) che si infiamma spesso , provocando molto disagio e dolore. A seguito dell'intestino corto faccio 12 ore di parenterale. da un po' di tempo mi succede che ho lo stimolo a defecare naturalmente ed escono feci liquide. Io ho asportato 90 cm di colon, il resto è congelato mi e' stato detto. Posso sperare in una ricanalizzazione o devo mettermi il cuore in pace?
    Grazie

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Prof. Carlo Rando

    Purtroppo non è possibile darle indicazioni di merito in questa sede senza verificare il suo stato complessivo e lo stato attuale del suo apparato digerente che non sembra essere messo bene. Deve discutere per bene la questione con l'internista e il gastorenterologo che, suppongo la seguano, per poter verificare lo stato delle cose e le reali prospettive, senza nessun frauntndimento e senza nascondersi nulla.


    Buongiorno, ho 62 anni e sono stato operato la scorsa estate di un tumore al rene di primo livello che è stato scoperto grazie ad una ecografia addominale. L’intervento è stato svolto in laparoscopia e le due ecografie successive -sia privatamente che in follow up presso l ospedale -hanno stabilito la risoluzione del problema che era dovuto a una neoplasia di circa 2,5 cm. A distanza di tempo però avverto ancora un gonfiore alla parte bassa dell’addome che penso sia una conseguenza dell’intervento in laparoscopia. In ospedale mi avevano detto che era una cosa normale ma pensavo che a distanza di 9 mesi sarebbe passato. Sento anche a volte un leggero indolenzimento al rene destro, dove è stata effettuata l’operazione. Vorrei sapere dalla vostra esperienza se c’è la possibilità di eliminare questo gonfiore all’addome e a che tipo di specialista potrei rivolgermi (fisioterapista?). In ultimo giusto per dare un quadro completo, ho anche perso un po’ di sensibilità sulla parte alta della coscia destra a metà fra il fianco e l’inguine. Ringrazio anticipatamente per eventuali consigli.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Prof. Carlo Rando

    Occorre verificare le ragioni della sua percezione per il gonfiore al basso addome perché a 9 mesi di distanza non regge più la giustificazione già data. Può in prima battuta fare un attento controllo ecografico sulla cui base poi decider per una RMI contrastografica. Ne deve parlare con l'urologo che eseguì l'intervento.


    Buongiorno, tra una settimana dovrei effettuare gli esami del sangue per il controllo del PSA, al termine di un mese di assunzione di Prostadep Flogo. Tuttavia, il dentista mi ha chiesto di iniziare, da subito, una terapia antibiotica con Augmentin, a causa dell'estrazione del dente del giudizio che, a distanza di una settimana, mi provoca ancora dolore e potrebbe indicare un'infiammazione in corso. Posso comunque eseguire gli esami del sangue tra una settimana oppure sarebbe preferibile rimandarli, per evitare che una possibile infezione o la terapia antibiotica possano alterare il valore del PSA? Inoltre, se dovessi posticipare gli esami, l'effetto Prostadep Flogo verrebbe in qualche modo compromesso? Grazie mille per il supporto.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Prof. Carlo Rando

    Per quale ragione ha impiegato e impiega il prostadep? Per la IBP e/o una congestioen infammatoria pelvico-prostatica (peraltro potrebbe essere anche connessa con lo stato dentale)? Il prodotto in ragine dell'azione anti-androgena della serenoa tende a tenere basso il PSA ch va quindi attentamente valutato. L'antibiotico o altri anti-infiammatori non hanno un effetto significativo sul PSA, ma, un suo stato infiamamtorio anche generalizzato o di derivazione gengivo-dentale potrenbbe influire negativamente sullo stato prostatico. Il quadro va valutato attentamente anche ora o poi nel caso ricontrollato anche con una attenta ecograifa doppler transrettale pelvico-prostatica.


    Gentilissimi dottori e dottoresse, chiedo gentilmente un parere su decorso post intervento disostruttivo prostata.
    A distanza di 5 settimane le urine sono chiare, il flusso si è stabilizzato ed è buono. Il mio problema è che verso la fine della minzione compare un dolore abbastanza forte, una sorta di spasmo involontario della vescica che rende più che fastidioso eliminare le ultime urine. Tale stato va a scemare nei minuti successivi e fino alla successiva minzione (la cui frequenza è cmq abbastanza alta). Ho fatto urinocoltura che è risultata negativa. Ringrazio sentitamente

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Prof. Carlo Rando

    Ovvio che la coltura sia stata negativa...i batteri nulla centrano. Il problema è ancora dettato dalla reazione infiammatorio-riparativa che può richiedere anche 2-3 mesi per risolversi e occorre solo aspettare con pazienza, soprattuto visto che ha un flusso buono. Ovvio che ciò vale ove non sussista uno stato congestizio-infiammatorio della prostata rimasta e che andrà rivalutato con i dovuti esami tra un paio di mesi.


    Domande su Calcolosi Renale

    Sono diciotto giorni che urino sangue a intermittenza sono stata al pronto soccorso e non mi hanno fatto nulla,sono stata dall'urologo in privato e ha riscontrato un rene dilatato e mi ha detto di fare una tac e aspetto il risultato , nel frattempo ho dolore al rene e quando mi arriva questo dolore urino sangue che può essere secondo lei e una cosa grave ? Prima il sangue era rosso adesso da il colore sul rosa marrone chiaro mi devo preoccupare che mi consiglia di fare

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Prof. Carlo Rando

    Se ha fatto la urotac contrastografica non resta che attendere l'esito che spero arrivi rapidamente, altrimenti lo solleciti. Quella ematuria può derivare da lesioni di vario tipo renale o da calcolosi con un calcolo incuneato nel giunto pielo-ureterale o con una substenosi di tale giunto. Sola la adeguata e rapida valutazione potrà dare le indicazioni su come procedere.


    Sono una donna di 57 anni, da circa 30 anni soffro di stenosi uretrale, trattata con dilatazione in ambulatorio ogni 20 giorni circa. In passato mi hanno sottoposto più volte a dilatazioni n anestesia totale ( in un occasione con catetere fino a 30 Ch) con scarso risultato. Dalle indagini svolte ė risultato che ho una " vescica pigra", per cui mi hanno sconsigliato la tecnica optilumen. Attualmente proseguo con dilatazioni in ambulatorio ogni 20 giorni circa. Che altre alternative ci sono? A chi posso rivolgermi? Abito in provincia di Padova
    Grazie

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Prof. Carlo Rando

    La vescica pigra (da quali esami arriva tale diagnosi?) non centra nulla con la sua stenosi uretrale e con il trattamento con optilume. Tale trattamento può essere svolto, ma forse hanno trovato una scusa per ragioni di costo del prodotto e non disponibilità nella struttura e a carico del SSN. Certo è che applicato alla sua situazione le potrebbe ben evitare le dilatazioni ricorrenti (che sempre hanno rischi) per almeno un anno o forse defintivamente. Altrimenti l'alternativa è solo una plastica chirurgica uretrale.


    Domande su visita proctologica

    Buon giorno avendo bruciori urinari sono stato dal,urologo dopo unaccurata visita mi a prescritto silodosina 1 settimana che la sto prendendo ma il bruciore continua per il quale prendo brufen su cons med di base. Che ne pensate?

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Prof. Carlo Rando

    Errata l'una e l'altra terapia che a nulla servono senza una adeguata diagnosi di causa e delle ragion che la sostengono. Entrambe forse, ma non sta accadendo, possono alleviare il sintomo e basta e solo temporaneamente. Le ragioni dei bruciori pososn derivare dalla parte alta della via urinaria, dall'area pelvico-prostatica con elevata probabilità, da una questione balano-prepuziale anche associata alle prime due. Poi ci sono gli aspetti più generali. Lei non dice quale valutazione accurata, ma non mi sembra siano stati fatti utili ed adeguati esami. Quindi ora serve che un andrologo/urologo svolga quanto serve a livello genitale (ecografia doppler pelvico-prostatica e testicolare, analisi base dello sperma, coltura differenziale del secreto prostatico estratto e dell’urina) e magari associando ove ne emerga la necessità e in via preliminare, una ecografia della via urinaria. SU tale base si ptranno decidere o una strategia terapeutica per fattori locali o gli esami generali per definire le ragioni dello stato congestizio-infiammatorio.


    Sto Assumendo Tamsulosin per IPB e dopo l'orgasmo non esce sperma.Puo' causarmi dei problemi?

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Prof. Carlo Rando

    E' l'effetto collaterale più importante per azione di inversione dell'ejaculazione, ma può anche derivare dal suo stato prostatico disfunzionale. Occorre avere adeguati dati per decidere i passi terapeutici utili... per esempio se sussista una congestione infiammatoria, la dimensione della IPB, il valore del PSA T e L.


    Buongiorno dott. ho 72 anni ho fatto esame istologico su tre campioni di urine risultato Conclusione diagnostica reperto citologico infiammatorio campione negativo sono andato dall'urologo x una visita mi a prescritto forpr st da + ominc essendo prendevo ofuxal e opportuno cambiarlo? aspetto una risposta grazie

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Prof. Carlo Rando

    Lei non cita quali valutazioni siano state fatte, ammesso che ciò sia accaduto, per modificare la terapia. Perché ha seguito quell'esame che peraltro è negativo? Non avendo dati sul suo quadro pelvico-prostatico non è possibile dirle nulla, salvo il fatto che i due alfa-litici (ominc e ofuxal) in fatto fanno la medesima cosa.


    Domande su Resezione transuretrale della prostata (TURP)

    Sono stato operato 38 giorni fa con laser ad olmio e da un paio di giorni soffro di incontinenza (nel senso che devo correre in bagno se non voglio farmela addosso) ogni volta che passo dalla posizione seduta a quella eretta, inoltre la minzione in questi casi non dura più 5/6 secondi. Mi devo preoccupare o è normale ?. Grazie

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Prof. Carlo Rando

    Credo sia meglio un controllo anche ecografico da parte dell'urologo che la operò. Potrebbe essere in gioco uno stato persistente di congestione infiammatoria che si sta accentuando.


    Gentili dottori,

    Sono stato operato di circoncisione 22 giorni fa.
    Nessun sanguinamento, crosta o perdita. Edemi assenti se non lievissimo gonfiore (presumo normale).
    Alcuni punti caduti, altri (6) no.
    1)Posso ricominciare a masturbarmi con lubrificante aloe magari?
    2)Posso usare cyclette per brevi periodi?
    3)Posso togliere a mano i punti nei prox giorni se si allentano? Specifico che non sto usando più da una settimana né garze né farmaci ma sciacquo e sovente mobilizzo.

    Grazie,

    Cordialità

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Prof. Carlo Rando

    Per l'attività sessuale, comunque svolta, deve aspettare la guarigione completa e il via libera del chirurgo. I punt residui li può far rimuovere e facilitarne la caduta con una lieve trazione. Per il resto può fare quello che vuole.


    Buona sera. Da qualche tempo noto che il liquido emesso dalla prostata è molto ridotto. Come mai? Ho 70 anni. Grazie

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Prof. Carlo Rando

    Quale è il suo stato pelvico-prostatico e il valore del PSA T e L? Sta usando farmaci per la IPB? La riduzione può derivare da tali fattori, oltre che da più generali ragioni di tipo metabolico-ossidativo e ormonale.


    L’urologo mi ha prescritto Mictalase che ho prese per tre supposte e all’ultima mi ha generate un’irritazione del retto con falsi stimoli a urinare e ad evacuare. Dopo 4 giorni i falsi stimoli a urinare sono diminuiti fino a terminare mentre i falsi stimoli a evacuare ancora perdurano dopo 6 giorni. Sapete dirmi quando è previsto il ritorno alla normalità?

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Prof. Carlo Rando

    Un evento legato al farmaco ed ora ci vorrà un po' di pazienza, ovviamente senza farmaco, per rimettere a posto le cose... forse 15-20 giorni. Può aiutare lo stato irritativo anale con un poco di gel di aloe o dell'olio EVO... ovviamente tenendo be pulito il tratto ano-rettale. Ovvio che poi quei fastidi possono anche derivare dallo stato congestizio-infiamamtorio pelvico-prostatico che va attentamente rivalutato con i dovuti esami.


    Salve,
    fare la circoincisione in età adulta può avere complicazioni? Ho 48 anni.

    Grazie

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Prof. Carlo Rando

    Assolutamente no, salvo il restringimento prepuziale non sia derivato da questioni metabolico-ossidative generali che vanno verificate per il buon esito dell'intervento.


    Domande su Prostatite

    Buonasera. Ho una prostatite che sto curando con Rocefin 1 mg per una settimana e Cefixima 400 mg per ulteriori 15 giorni. Il mio problema è il catetere che devo portare per 8 giorni.
    Ho un dolore fortissimo nell'inserire e immagino anche toglierlo. Mi chiedo se c'è un sistema diverso, tipo anestesia locale, epidurale o anche totale per evitare questa sofferenza dolorosissima. Grazie mille!

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Prof. Carlo Rando

    Non vedo perché debba togliere e mettere il catetere: lo metta ora e poi lo tolga a problema infiammatorio risolto. Poi la questione prostatica, una volta risolto 'evento acuto che immagino abbia prodotto una ritenzione urinaria acuta (altrimenti il catetere non avrebbe senso) andrà attentamente valutata con i dovuti esami genitali e generali così da definire per bene il quadro e agire con la adeguata terapia causale. L'antibiotico, che peraltro mi sembra eccessivo per i tempi, può solo ammazzare batteri rilevati da una specifica coltura, altrimenti non serve a nulla ed intossica soltanto.


    Buongiorno, da due anni presento un problema di colorazione giallognola o giallo a volte scuro dello sperma. Come richiestomi in sede di visita specialistica da tre diversi urologi, ho effettuato esami di spermiocoltura con eventuale antibiogramma; la prima volta esito di infezione da escherichia coli, la seconda con esito negativo. La cura antibiotica a seguito del primo trattamento (tavanic) non ha risolto la questione della colorazione dello sperma, che era l'unico sintomo al momento presente. In generale, da mesi soffro di prostatite altalenante, con periodi di remissione e periodi di dolori spesso sotto il testicolo destro, che si irradiano anche a inizio coscia. L'esito delle visite urologiche è sempre stato quello di prostata infiammata, a volte con segni di flogosi passata, a volte flogosi attiva. In genere, comunque, anche quando sto bene lo sperma rimane sempre giallo. Non ho mai avuto altri sintomi, nè bruciori a urinare, nè bisogno di urinare spesso. Solo dolore testicolare, a periodi (sono state fatte ecografie anche ai testicoli, ma con esiti negativi). Nel tempo mi è stato prescritto topster, riflog, vari integratori, ecc., ma senza grande beneficio. Chiedo quindi verso cosa posso orientarmi (nuova visita urologica?) e, soprattutto, cosa significa una colorazione gialla dello sperma da due anni senza apparente causa batterica. Grazie.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Prof. Carlo Rando

    Una flogosi, o meglio uno stato di congestione infiammatoria pelvico-prostatico che dura da tempo con i suoi alti e bassi e, direi, abbastanza malvalutato. Il colore spermatico è il segnale dello stato "tossico-disfunzionale" in cui si trova la sua prostata ed ovviamente è un quadro che non può essere risolto dagli antibiotici (peraltro i batteri rilevati con la spermiocoltrua possono essere da contaminazione e quindi del tutto ininfluenti sul quadro. Il problema ovviamente si estende ai testicoli la cui valutazione deve essere molto attenta a livello ecografico-doppler e non può prescindere da un altrettanto ben eseguito sperniogramma. Le terapie svolte ed indicate sono solo sintomatiche e prolungate o troppo ripetute possono fare ulteriori danni oltre a non risolvere nulla, com è accaduto. Una situazione che ormai richiede un ottimo andrologo che svolga i dovuti esami genitali (ecografia doppler pelvico-prostatica e testicolare, analisi base dello sperma, coltura differenziale del secreto prostatico estratto e dell’urina) e generali (stato epato-metabolico-ossidativo, nutrizionale, ormonale, immunitario, cardio-coronarico-vascolare, fisico e stressogeno, microbiota intestinale), con gli indici derivati. Senza trascurare il rapporto prepuzio/glande. La attenta interpretazione integrata dei dati consentirà di attivare la utile strategia terapeutica che potrebbe richeidere anche un paio di anni.


Domande più frequenti

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