Domande del paziente (27251)
Salve, ho fatto un ecografia per un controllo intestinale e ho scoperto di aver un calcolo caliceale di 4mm al terzo superiore degli echi pielici. L'urologo, dopo visita in cui indica logge renali app. libere e non dolenti, mi ha solo prescritto Lithos per tre mesi, senza darmi ulteriori indicazioni né per dieta né per allenamento o attività fisica. Io al momento non ho sintomi. Ci sono controindicazioni per alcuni movimenti e/o attività fisiche da evitare? Quanto incide la dieta? Grazie mille.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Una terapia che a poco o nulla servirà, anche perché manca la ragione della formazione del calcolo in questione. Occorre invece eseguire una urotac contrastografica (potrebbero esserci problemi di deflusso dal bacinetto (substenosi del giunto). Poi, stabilito che la via urinaria sia perfettamente pervia, allora andrà valutato il suo stato funzionale renale è il suo quadro metabolico-ossidativo-nutrizionale per verificare cause più generali della formazione del calcolo. Solo dopo ciò si deciderà se cercare di farlo autoespellere o se si debba andare a prenderlo per estrarlo.
Buongiorno, a mio padre, 80 anni, hanno fatto TURV lo scorso mese, l'esito è appena arrivato e dice carcinoma papillare non infiltrante grado g2, tutto il resto è buono. Il medico subito dopo l'intervento aveva detto "abbiamo tolto tutto", quando la scorsa settimana mi ha chiamato per dirmi che era arrivato l'esito mi ha detto "va tutto bene" e quando ci siamo visti ieri ha detto che mio padre deve fare una urotac urgente per essere nuovamente operato entro i prossimi due mesi perché la malattia è grave e si può andare incontro all'asportazione totale della vescica. Io ho avuto l'impressione che stesse parlando di qualcun altro. Ha senso ciò che ha detto ieri in base all'esito? Non è la prima volta che prima ci dice una cosa poi un'altra, stiamo pensando di cambiare specialista.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
In effetti le due affermazioni sono decisamente contradditorie, ma solo l'urologo potrà chiarire la situazione e quindi non le resta che contattarlo per avere la risposta corretta.
Calcoli renali e vitamina d
Buongiorno,
soffro di calcoli di ossalato di calcio e, su consiglio medico, dovrei aumentare lapporto proteico nella mia alimentazione.
Vorrei sapere se un aumento delle proteine possa favorire ulteriormente la formazione di calcoli.
In particolare, per chi soffre di calcoli di ossalato, sono da limitare soprattutto le proteine animali oppure anche quelle vegetali?
Le proteine animali sono problematiche solo nei calcoli di acido urico oppure anche nei calcoli di ossalato di calcio?
Anche il pesce produce calcoli?
Inoltre il medico mi ha consigliato vitamina D ad alto dosaggio: al momento assumo 4000 UI al giorno con vitamina K2 da circa 8 mesi, ma ora mi propone 10000 UI/die.
Anche la vitamina D può aumentare il rischio di formazione di calcoli?
Infine bevo circa 3 litri di acqua al giorno anche in inverno: può essere eccessivo o sovraccaricare i reni?
Ringrazio i medici che vorranno rispondermi.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Su quale base è stato dato il consiglio di un aumento di apporto proteico? Per dirlo occorre prima di tutto eseguire una attenta valutazione del suo profilo metabolico-ossidativo e nutrizionale, del quadro funzionale renale e della pervietà della via pielo-ureterale, del quadro infiammatorio e dello stato del microbiota intestinale. Solo sulla base delle adeguate valutazioni si potrà decidere lo schema terapeutico, compreso quello alimentare... altrimenti si fanno castrnate come quelle che ha in corso dalla assunzione spropositata di vitamina D a quella dell'acqua a quella di avere "alimentazioni senza qualcosa". Lasci perdere per almeno un mese quanto sta facendo, e cerchi un buon internista che la sappia valutare con i dovuti esami e poi attivi la utile strategia.
Buongiorno, dopo circa 3 mesi di rapporti sessuali non protetti con la mia partner, abbiamo avuto entrambi i sintomi della candida.
All'inizio del problema io ho avuto una lieve desquamazione della cute superficiale del glande con conseguente produzione di smegma (durato un paio di giorni), sono andato in farmacia e mi hanno dato la crema canesten.
In seguito ho riscontrato secchezza nella porzione superiore della pelle del prepuzio con qualche piccolo taglietto (dovuto forse al movimento elastico di retrarre la pelle per urinare) e prurito/irritazione.
Nel frattempo ho preso sotto prescrizione il fluconazolo monopastiglia.
In seguito ho notato dei piccoli puntini/vescicole rossi che sembrano quasi brufoli/herpes sempre solo sulla parte superiore del prepuzio, mentre uno dei taglietti di prima si era leggermente aperto/ingrandito,invece il glande è tornato in salute, solo un po di prurito raramente.
Ho continuato a mettere la crema per giorni con qualche miglioramento, in seguito a dei rapporti sessuali protetti, ho riscontrato un leggerissimo aumento di quei puntini rossi, dovuto forse ad una lieve irritazione da sfregamento?
La situazione attuale è che i taglietti si sono quasi ricuciti/chiusi del tutto, non si presenta più secchezza, sono solo rimasti quei puntini/vescicole/brufoletti su una porzione della prepuzio, che sembrano lentamente migliorare.
Secondo voi di cosa si tratta?
È meglio andare da un andrologo o da un dermatologo? (O aspettare che magari passi da sola)
Meglio sospendere i rapporti sessuali in generale anche se protetti?
Grazie
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Da quanto riporta la candida non centra nulla. Se la sua partner ha avuto problemi la questione va valutata dal ginecologo in relazione alla adeguatezza della popolazione di lattobacilli vaginali, Invece per quanto riguarda lei è altamente probabile che tutta la questione irritativa derivi solo dal peggioramento dell'alterato rapporto prepuzio/glande che lei trascina da tempo. Ovvio che i farmaci assunti, con la loro azione antinfiammatoria, possano parzialmente aver migliorato la situazione, ma questa tornerà a ripetersi e con alta probabilità è ormai giunto e superato il tempo di risolvere definitivamente la questione prepuziale con la circoncisione radicale. Ovviamente le serve un andrologo (nulla centra il dermatologo) che abbia anche l'attenzione di valutare il suo stato genitale complessivo con gli esami fondamentali (ecografia doppler pelvico-prostatica e testicolare, analisi base dello sperma, coltura differenziale del secreto prostatico estratto e dell’urina) per poi decidere altri passi di merito. Nell'attesa deve solo lavarsi più volte al giorno con sola acqua corrente e nel caso applicare un poco di gel di aloe vera.
Buongiorno dottori,
sto eseguendo accertamenti per una possibile DE perché percepisco erezioni meno rigide e difficoltà nel mantenimento.
Ho effettuato:
* Ecodoppler penieno dinamico con alprostadil 20 mcg:
* PSV dx 121 cm/s, sx 138 cm/s
* tumescenza 100%, rigidità 90%
* arterie cavernose nella norma
* completa attivazione del meccanismo veno-occlusivo
* Testosterone totale 694 ng/dL
* Testosterone libero 38.5 pg/mL
* Prolattina, LH, FSH, PCR e VES nella norma.
Secondo voi questi esami escludono una DE organica significativa o mi consigliate di fare ulteriori esami?
Può essere un quadro più funzionale/psicogeno nonostante la percezione di erezione debole?
Grazie a chi mi dedicherà il suo tempo.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Ovvio che non abbia problemi vascolari endocavernosi e forse era inutile quell'ecodoppler. Dgli esami ormonali lei riprta solo il valore del testosterone che non è sufficiente a valutare il quadro e dire che gli altri citati sono nella norma poco significa perché dipende dai valori rilevati che in termini di sqiuilbrio sono decisamente diversi da quelli indicati dai laboratorio a fianco... e poi vanno valutati i rapporti... infine mancano molti valori fondamentali. Su tali basi non si può escludere nulla ed occorre svolgere i dovuti esami genitali (ecografia doppler pelvico-prostatica e testicolare, analisi base dello sperma, coltura differenziale del secreto prostatico estratto e dell’urina) e generali (stato epato-metabolico-ossidativo, nutrizionale, ormonale, immunitario, cardio-coronarico-vascolare, fisico e stressogeno, microbiota intestinale), con gli indici derivati. La attenta interpretazione dei dati consentirà di attivare la utile strategia terapeutica.
Buongiorno , sono donna e ho 40 anni .Da quasi due anni ho il getto urinario a ventaglio e devo urinare in piedi per evitare di sporcarmi . Potrebbe essere la vitamina c che assumo da due anni consecutivi la causa scatenante, nel senso che ha causato un ostruzione simile a calcoli renali ? Cosa potrebbe essere secondo lei ?
Esiste un esame non invasivo per individuare eventuali istruzioni?
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Intanto non dice perché assuma della vit C che potrebbe anche essere una delle cause dello stato infiammatorio della via urinaria, nonché di aumento della formazione di rstringimenti e calcolosi. Per quanto poi riporta occorre valutare lo stato dell'area vulvo-uretrale per verificare la reale pervietà del meato uretrale e dello stato locale dei tessuti.
ho 81 anni, psa regolare, prostata ingrossata con minzioni frequenti anche di notte. l'urologo mi h prescritto urorec alla sera e avodart al mattino (un anno fa).Non mi sembra siano migliorati i sintomi. Devo continuare ancorfa con questi farmaci? Devo fare un'altra visita?
Grazie
RISPOSTA DEL DOTTORE:
PSA regolare cosa significa? Quale è il valore del PSA T e L? Prostata ingrossata cosa significa? Quale è il volume e lo stato strutturale e vascolare? Poi in termini di valore del PSA occorre tenere presente che la dutasteride (avodart) tende a tenere il valore più basso del reale. Il non aver risolto la sintomatologia indica che la terapia non funziona e quindi ch occorra, nonostante la sua età, rivalutare per bene il quadro anche a livello delle cause generali per poi decidere nel merito.
Buona sera ho 40 anni e da un po che mi sono accorto che i rapporti con mia moglie si sono accorciati tanto a livello di tempistica e mi sono anche accorto che il mio pene si sta tirando indietro a livello di lunghezza. Ci sono soluzioni?
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Prima di tutto serve una accurata valutazione del suo quadro genitale completo e penieno in particolare, nonché delle eventuali ragioni generali del problema. Un buon andrologo sulla base dei dati attentamente valutati deciderà la strategia terapeutica.
Salve,
A breve mi verrà tolta una cicatrice cheloide dovuta ad una circoncisione.
Nella parte superiore sono rimasti dei piccoli pallini di pelle e mi è stato segnato keroplastic crema una volta al giorno per un paio di mesi. Mi aiuterà ad appiattirla un po?
Vi ringrazio anticipatamente per le vostre risposte.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
La crema servirà a poco o nulla. E' poi un cheloide o solo una fibrosi cicatriziale? Se fosse una fibrosi che data da non più di 6 mes si può provare a ridurla con le infiltrazioni (2 o 3) di pentossifilina ed evitare così un reintervento.. altrimenti va solo fatto il reintervento con una adeguata attenzione post-oepratoria, soprattutto evitando gi eccessi di medicazione.
Ciao sono un ragazzo di 25 anni sempre stato di buona salute ho avuto una prostatite batterica (ecoli) trattata con antibiotico ed è subito guarita però mi sono rimasti alcuni sintomi dolore in basso addome e erezione difficile da mantenere sono andato di nuovo dall mio urologo il cui mi ha visitato e mi ha riscontrato una prostata infiammata e come cura mi ha dato perlaprost compresse 1 al giorno e mictalase supposte 1 prima di andare a dormire per 20 giorni sono al 5 giorno ma io non trovo ancora riscontri cosa dovrei fare ?
RISPOSTA DEL DOTTORE:
E' evidente che forse lei ha tolto dei batteri, ammesso che fossero significativi, ma nulla ha in fatto risolto in termini di congestione infiammatoria che presumibilmente male o poco è stata valutata, soprattutto nelle sue cause. LA nuova terapia, sempre in assenza di valutazioni adeguate di causa, non risolverà nulla e rischia di far peggiorare la situazione disfunzionale in ragione della serenoa con azione anti-androgenica, oltre ad altri aspetti derivanti dall'azione antispasmo della solifenacina. Certo è che se sta trascinando una congestione infiammatoria pelvico-prostatica, probabilmente da ben prima della prima sintomatologia riferita al solo coli, significa che sussistevano problematiche anche a bassa sintomatologia decisamente trascurate e che ora vanno attentamente valutate per poi decidere la strategia terapeutica realmente utile e che potrebbe richiedere anche un anno.
Salve. Dopo ritenzione urinaria acuta. Gia assumevo alfalitici da 4 anni ,posizionato CV eseguita uretrocistoscopia
Meato uretra pervio.
Uretra peniena o pendula pervia
Uretra bulbare ( 4 cm) pervia con pervia.
Uretra membranosa ( 1 cm) pervia.
Uretra pre prostatica ( 1 cm)
Uretra prostatica con lobi laterali occludenti, lobo medio aggettanti in parte
VESCICA
Osti ureterali in sede.
Mucosa vescicale indenne da lesioni aggettanti nel lume. Alitiasica.
Diagnosi: IPB lobi laterali occludenti e lobetto medio
Alla luce di quanto riportato,quale sarebbe l intervento tra i vari disponibili che piu' risparmi eiaculazione anterograda?
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Lei non riporta tre dati fondamentali: il volume prostatico, il PSA T e L (meglio il profilo del PSA: (PSA totale e libero, 2-proPSA e PHI; rapporto PSA/volume e PHI/volume, PSA L/T, testosterone/PSA), lo stato di congestione infiammatoria pelvico-prostatica. E' sulla base di tali dati che si devono decidere i passi successivi, tra cui la scelta tecnica di intervento che deve mirare soprattutto a togliere di mezzo (se è solo una IPB) il tessuto prostatico eccedente. La questione ejaculatoria è solo secondaria e la sua presenza deriva da fattori dversi oltre a quelli generati dall'intervento. La tecnica poi riesce meglio in base alla esperienza applicativa del chirurgo in quella possibile.
Buonasera dottore mi scusi mio marito nel 2020 ha avuto carcinoma uroteliale di basso grado esegue tutti gli anni cistoscopia sempre negativa.il 7/5/26 l'ha fatta ed è emerso numerosi diverticoli e sul bordo di uno sono risultate lesioni similpapillari che significa? Hanno tentato di bruciarle ma non sono riusciti a fare DCT x spasmo vescicale.deve ripetere cistoscopia tra 6 mesi ma io sono spaventata
RISPOSTA DEL DOTTORE:
I diverticoli non centrano con la eventuale evoluzione del carcinoma che non si è più manifestato per 6 anni. Diversa la questione dei papillomi che vanno attentamente valutati nella loro reale natura... ma francamente aspettare 6 mesi mi sembra molto.
Salve. Mio marito ha 33 anni e tra gennaio febbraio ha avuto qualche episodio di urina color marrone/rosso scuro, sembrava aceto ma non aveva odore e ne altri sintomi. Il medico gli ha prescritto esami urine e urinocoltura e sono risultati nella norma. A marzo ha iniziato ad avere ogni tanto fastidio/dolore basso ventre all emissione dell urina e un po di bruciore però l urina in se' era limpida, colorito normale. Il medico gli ha prescritto un antibiotico x la cistite se non sbaglio e sembrava tutto apposto fino a che l altro giorno ha urinato rosso vivo e successivamente con coauguli. In pronto soccorso gli hanno fatto ecografia: in prossimità della papilla ureterale sinistra si evidenzia formazione vegetante della parete vescicale di 24×18mm dotata di unico minimo spot vascolare. Gli hanno prescritto visita urologica: si conferma area rilevata di 1.98 cm bassofondo a ridosso dell ostio sinistro meritevole di approfondimento endoscopico. L hanno messo in lista per resezione transuretrale della vescica. Gli hanno detto che potrebbe trattarsi di un papilloma o di un polipo, cosa ne pensa? Volevo avere un altro parere. Grazie mille
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Chissà quando la si smetterà di dare antibiotici non motivati e senza una diagnosi di causa dei problemi. E' altamente probabile che sia il primo evento che il secondo, quadro ovviamente peggiorato nel frattempo, abbiano la stessa ragione... ovvero una neoplasia vescicale che deve rapidamente esser definita per via endoscopica: in tale occasione, se sarà possibile, potrebbero procedere alla resezione, ma anche decidere di rinviare tutto ad un intervento di resezione vescicale più importante.
Salve, giorno 11/05: posizionato stent double j uretere sx per calcolosi renale da 20 mm che verrà rimosso in sala operatoria verso metà giugno. Dopo qualche giorno di urine rosate bruciore alla minzione e fastidio in genere, ora mi capita da 24 h circa di urinare ogni 45/50 sia giorno che notte urine trasparenti e frequenti, potrebbe starci e bisogna indagare altro? Ho avuto una Turp 2022.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Lo stent ha certamente migliorato il deflusso dell'urina, ma la questione è il calcolo ch deve essere rimosso il èiù rapidamente possibile. Ovvio che lo stent sostenga un certo grado di stato irritativo che concorre ad indurre i problemi minzionali citati, oltre al quadro pelvico-prostatico che è bene rivalutare con attenzione dopo 4 anni dalla TURP.
Mi sono operato di ernia inguinale destro
Al momento del ricovere la dott che mi ha operato mi ha detto che di solito come malattia dava 30 giorni ma pensando che potevano essere molti ne ho presi solo 15 . Come riposo post operatorio puo bastare? lavoro in negozio di oreficeria dove non faccio sforzi fisici elevati ma sto in piedi sulle 8 ore al giorno tra mattina e pomeriggio. mi date un consiglio se rientare dopo due settimane o prendermi piu giorni? grazie
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Potrebbero anche bastare, mancare con un poco di attenzione... non le resta che la verifica dei primi giorni per poi decidere una eventuale ripresa. a meno che il chirurgo non avesse buone ragion per un periodo di 30 giorni.
Racconto la mia storia nella speranza possiate aiutarmi.
Due mesi fa a seguito della comparsa di un forte prurito intimo e delle apparenti perdite associate ad una candida recidivante (perché bianche e inodore), faccio un tampone vaginale e scopro di essere positiva ad: gardanarella, klabisella pneumonie e ureoplasma parvum.
Nel frattempo c’è un sintomo che compare e che mi spinge anche a fare un’urinocultura (risultata negativa) una cistite incessante.
Mi viene somministrato cefixoral 500mg per 6 giorni e ovuli di chemicitina, ma il mio stimolo urinario persiste. quindi mi viene prescritto anche il ciproxin (visto che la klabisella risultava S all’antibiogramma) ma niente.
pensano allora ad uno squilibrio della flora e mi prescrivono integratori e ovuli vaginali di pre e propriotici e D-mannosio per i sintomi urinari: ma niente funziona. Ho visto su internet che l’ureoplasma parvum solitamente si cura con determinati antibiotici (che non rientrano tra quelli che mi sono stati prescritti) ma c’è anche chi dice di non curarlo.
Sono due mesi, ormai quasi tre, che io OGNI GIORNO ho la cistite, e sta rendendo la mia vita invalidante. Non so a chi rivolgermi: ad un urologo, ad un ulteriore ginecologo. Non lo so più. Non so se rifare il tampone vaginale, se il problema possa essere l’uretra o la vescica o il pavimento pelvico. Non ne ho idea, vorrei solo la mia vita di prima.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
DA quanto riporta ci sono due questioni importanti in gioco. Una ginecologica legata al suo squilibrio vaginale con tutti quei batteri che non sono causa ma effetto del problema. Una legata al massacro antibiotico inutilmente subito e che forse ha squilibrato ancora di più il sistema, peggiorando le cose. Premesso che dopo quel massacro antibiotico possono essere necessari 12-18 mesi per ottenere un adeguato riequlibrio con utile integrazione probiotica ed alimentazione, poi va verificato il suo stato genitale e i suoi equilibri endocrini e metabolico-ossidativi per poter agire sulle utili correzioni di merito che, anche qui, richiedono almeno un anno. Ovvio che la vescica e l'uretra in tali condizioni ne risentano, non per i batteri, ma per lo stato irritativo-infiammatorio su cui agisce negativamente il probabile stress indotto dalla situazione. Su questo sarà utile solo un buon percorso yoga.
BUONA SERA IO HO IPB BENIGNA DA TEMPO PRENDO DUTASTERIDE TAMSULOSINA e ( VESIKER ) DA 40GIORNI CONTINUO A URINARE MOLTO SPESSO L,UROLOGO HA HA DETTO CHE L,INTERVENTO E, L,ULTIMA COSA DA FARE MA LA VITA IN QUESTE CONDIZIONI E, MASSACRANTE. ,!!!!!!!!!
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Una posizione non condivisibile. Un intervento di riduzione/disostruzione deve essere fatto quando serve e non è l'ultima spiaggia. Se l'alfa-litico non migliora la minzione, la dutasteride non ottiene nulla (magari salvo ridurre la libido e la funzione genitale, nonché magari "nascondere" un cancro, non ha senso fare una tale terapia. Non avendo i dati ovviamente nulla si può dire nello specifico, ma forse la questione è bene che sia attentamente rivalutata.
Uomo anziano di 85anni che assume xatral con ipotensione aumentate da quando..assume Lexotan per dormire cosa può prendere per riposare perché soffre di forte insonnia
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Certamente non il lexotan o altri psicofarmaci. Anche a 85 anni si possono imparare le tecniche yoga di rilassamento e poi può meglio aiutarsi con una buona tisana di erbe rilassanti con o senza melatonina (ci sono anche le compresse) e migliorando alleggerendola la cena.
Buongiorno, volevo chiedere riguardo il proteus mirabilis se negli esami di tampone uretrale, urinocoltura su primo e secondo getto, spermiocoltura sono tutti negativi. Il test di stamey con il campione ottenuto dopo massaggio prostatico può essere positivo con carica alta o no? Se come sintomi non si ha frequenza urinaria ma solo un po’ di bruciore quando si inizia a urinare che poi passa.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Se avessimo una sfera di cristallo potremmo fare tali previsioni. Quanto poi riferisce nei sintomi non è detto che dipenda dai batteri ma molto più probabilmente da una congestione infiammatoria pelvico-prostatica da valutare con i dovuti esami genitali (ecografia doppler pelvico-prostatica e testicolare, analisi base dello sperma, coltura differenziale del secreto prostatico estratto e dell’urina).
Buongiorno dott. Quarto,
vorrei sapere se prima della visita del 25 maggio alle ore 19.00 devo fare una ecografia al basso addome, trattandosi di una visita per probabile ipertrofia prostatica (ho 71 anni).
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Da qui non può contattare i singoli medici.
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