Domande del paziente (27252)

    Salve a tutti ho 20 anni e soffro molto probabilmente di frenulo corto, essendo che quando il mio pene è a riposo si apre tutto scoprendo tutto il glande bene, ma quando è in erezione non si apre del tutto e sento tensioni e fastidi e soprattuto durante i rapporti sessuali un due volte mi è capitato di avere delle micro lesioni che mi hanno portato a perdite di sangue e bruciori persistenti.
    Inoltre forse avrò anche il prepuzio stretto essendo che anche se lavo frequentemente con acqua corrente tiepida e detergenti intimi, si accumula smegma o comunque emana odori seppur non forti di urina a causa del ristagno sul prepuzio.
    L’urologo visitandomi potrebbe optare per una frenuloplastica o una circoncisione totale? O probabilmente il prepuzio non è così stretto e quindi si procede per la semplice frenulo plastica?

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Prof. Carlo Rando

    Il suo problema, come ben descrive, è dovuto al prepuzio troppo coprente e stretto che favorisce i ristagni e le conseguenti irritazioni ed infiammazioni (magari anche qualche infezione). Il frenulo in tali situazioni ne soffre, ma una frenuloplastica non risolverà nulla e la obbligherà poi a fare successivamente la circoncisione radicale. Questa è la reale ed unica soluzione e prima la farà e meglio sarà. Inoltre, prima o dopo l'intervento, è fortemente utile svolgere una verifica del suo stato genitale con i dovuti esami fondamentali (ecografia doppler pelvico-prostatica e testicolare, analisi base dello sperma, coltura differenziale del secreto prostatico estratto e dell’urina) per poi decider egli eventuali ulteriori passi. Nella breve attesa si lavi per bene più volte al giorno con sola acqua corrente e applichi una volta al giorno qualche goccia di olio EVO.


    Salve, sto accusando occasionalmente, dopo essermi visto con la mia ragazza, dolori al testicolo sinistro e nella parte immediatamente sovrastante di inguine. Di solito i dolori iniziano a manifestarsi dopo circa venti o trenta minuti da quando ci salutiamo e durano per un paio d'ore, sono costanti ma non lancinanti. Tutto ciò avviene al di fuori di rapporti intimi di qualsiasi tipo. All'inizio avevo ricondotto il problema al fatto che si ''appoggiasse'' su quella zona ma, l'ultima volta che ci siamo visti, le ho chiesto di non farlo ma ho comunque percepito i dolori seppur in modo minore. Ho anche pensato che il problema potesse essere dovuto forse al fatto che io abbia accavallo la gamba sinistra sopra la destra ma non ho ancora avuto modo di verificare ciò. Vi ringrazio per l'attenzione.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Prof. Carlo Rando

    ' un problema legato ad uno stato di congestione infiammatoria pelvico-prostatica che si riflette sul testicolo, soprattutto in fasi di eccitazione anche moderata. Occorre che un andrologo la veda e svolga i dovuti esami genitali (ecografia doppler pelvico-prostatica e testicolare, analisi base dello sperma) per poi decidere gli eventuali passi successivi.


    Ho dovuto afferrare un peso pesante mentre il mio pene era in erezione, ho sentito una fitta al perineo(zona tra testicoli e ano) avrò conseguenze sull'erezione? (La mia ragazza si é lanciata su di me mentre eravamo in piedi e io l'ho presa al volo) grazie

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Prof. Carlo Rando

    Un carico improvviso sull'asse scheletrico-muscolare può anche dare un tale risentimento da cui può cadere l'erezione. Non credo sia nulla di cui preoccuparsi, ma se vuole cogliere l'occasione affinché un andrologo la veda e svolga gli esami fondamentali genitali (ecografia doppler pelvico-prostatica e testicolare, analisi base dello sperma), farà una azione solo utile e preventiva.


    Buongiorno, sono una ragazza di 48 anni. Sottopongo il mio caso alquanto complesso legata ad una cistite batterica dal 01 di agosto 2025. Prima di questa data nessuna cistite in quasi 50 anni di vita (fortunatamente). Ho iniziato il calvario dell' urinocoltura con batteri diversi negli ultimi 8 mesi: Morganella morganii ad agosto 2025, Klebsiella pneumoniae (novembre 2025 e dicembre 2025), Escherichia coli (metà marzo 2026). Premetto che non ho mai avuto prima d' ora problemi di cistite e negli ultimi otto mesi è stato un calvario. Diverse visite ginecologiche, due ecografie alla vescica e reni con la scoperta della Renella, visita dall' infettivologo, due visite dall' urologo, (tra cui mi è stata diagnosticata una vescica iperattiva). Ho iniziato tanti antibiotici di diverso tipo in base all' esito dell' urinocoltura (su prescrizione medica). (Premetto che in tutta la mia vita ho sempre preso pochissimi farmaci. (fortunatamente). Ho sempre preferito i prodotti naturali, integratori. Ora sono qui a sottoporre il mio caso in quanto purtroppo gli antibiotici in grande quantità (ciproxin, Monuri, ecc) hanno causato tantissimi effetti collaterali di infiammazione in tutto il fisico in questi mesi. Vorrei una soluzione per debellare una volta per tutto la Renella e questa comparsa di batteri diversi in ogni circostanza negli ultimi mesi. Credo che il problema attualmente sia l'abbassamento delle difese immunitarie e il mio microbiota intestinale davvero in crisi dopo tutti questi farmaci. Attualmente sto prendendo integratori al D- Mannosio (Sanuril) semi di pompelmo, succo di mirtillo, femelle integratore alimentare + enterelle (per l'intestino). Dovrei iniziare in questi giorni anche l'integratore Kubiker (1 cp al die) e ECN COLI 1 cp al die per 4/5 gg e poi due capsule al giorno per almeno un mese. Quello che persiste ora è un sensazione di vibrazione della vescica. (La sensazione di "vescica che vibra" o che pulsa, spesso descritta come un tremolio interno, è un sintomo che può essere correlato a una disfunzione del pavimento pelvico, frequentemente associato a debolezza muscolare o, paradossalmente, a una contrattura (ipertono) dei muscoli pelvici. Questa sensazione può essere avvertita come un spasmo involontario o una vibrazione nella zona vaginale o pelvica. Chiedo prezioso consiglio medico per intercettare la causa e il rimedio. (eventuali esami per comprendere la causa di questo cambiamento improvviso) Chiedo davvero il vostro aiuto in quanto vorrei tornare come prima di questo spiacevole e fastidioso sintomo. Valuto anche una visita in Emilia Romagna o eventualmente on-line. Grazie mille per l'attenzione.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Prof. Carlo Rando

    Magri una donna di 48 anni... suvvia! Lei parla di una cistite di cui però non emergono le ragioni né locali, né generali e per le quali non mi pare siano stati svolti utili esami atti a definire il quadro. Parla di renella di cui non si sanno le ragioni, è stata massacrata di inutili antibiotici che ora rischiano di richiedere almeno 2 anni per la detossificazione e il recupero del riequilibrio dei diversi microbioti, quello intestinale in particolare: lo squilibrio in sé finisce per sostenere lo stato infiammatorio e di conseguenza la sintomatologia cisittica. Credo che debba smetterla di prendere cose inseguendo ora un sintomo ora l'altro e che, dopo almeno un mese di pazienza senza assumere nulla (salvo tenere una buona diuresi con frutta/acqua/verdura e una alimentazione ben equilibrata), si possa poi procedere alla rivalutazione del quadro con i dovuti esami attentamente interpretati... sempre tenendo presente che lo stato tossico che ha subito anche tra un ese marcherà i suoi effetti sui diversi parametri. Solo così si potrà definire una utile strategia terapeutica.


    Buongiorno da 13 giorni ho urgenza di urinare e bruciore all'uretra, sono stato da 2 urologi, concordano sul fatto che probabilmente si tratta di una prostatite abatterica. La terapia che sto seguendo è la seguente: xatral da 2,5 per 2 mesi prima di andare a dormire, orudis supposte la sera per 10 giorni e un paio di integratori. Purtroppo la terapia non ha migliorato la sintomatologia a parte durante la notte, immagino grazie all'antinfiammatorio che a breve non prenderò più. Secondo voi qualcosa non sta funzionando? È un decorso normale? Bisognerebbe cambiare terapia? Esistono altri farmaci che placano l'urgenza di minzione per tutto il giorno?

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Prof. Carlo Rando

    Prostatite? Può essere, ma mi sembra, o almeno lei nulla riporta nel merito, che non siano stati svolti i dovuti esami necessari a definire il problema e le sue ragioni, limitandosi a trattare la sintomatologia. Peraltro dubito fortemente che l'alfa-litico (xatral) si riveli utile in fatto non avendo lei difficoltà minzionale, mentre qualcosa ma poco potrà fare l'antinfiammatorio generale. Parla di integratori... quali? Spero non la serenoa in una delle sue tante confezioni. Credo che tutta la questione debba essere accuratamente ripresa in mano.


    Salve dottore dopo aver fatto esami come spermiocutura tampone uretrale prepuziale PSA urinocoltura avverto da moltissimo tempo che alla fine di un rapporto il giorno dopo avverto come degli aghi all'interno della punta del meato che durano giorni ,regolarmente Senza bruciore ad urinare che altro tipo di esame dovrei fare Grazie per le risposte

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Prof. Carlo Rando

    Lei parla di esami di cui non riporta nulla e che in ogni caso sono insufficienti a valutare le ragioni del suo problema. Potrebbe derivare da un alterato rapporto prepuzio/glande (salvo non sia già circonciso), e certamente da una discreta congestione infiammatoria pelvico-prostatica che si accentua nell'azione dello stimolo sessuale. Occorre che un buon andrologo la veda ed esegua i dovuti esami genitali (ecografia doppler pelvico-prostatica e testicolare, analisi base dello sperma, coltura differenziale del secreto prostatico estratto e dell’urina) per poi nel caso decidere per quelli più generali.


    Gent.mi medici,
    sono un ragazzo di 22 anni. Da circa due mesi ho difficoltà ad eccitarmi sessualmente, avere una buona e duratura erezione, sia durante la masturbazione che nei rapporti sessuali. Sto avendo i primi rapporti sessuali da poche settimane, ma non riesco ad avere un'erezione completa tantomeno a raggiungere l'orgasmo. Durante la masturbazione si presenta lo stesso problema.
    Fino a due mesi fa questo problema non si era mai posto.
    Ho anche avuto un drastico calo del desiderio sessuale.
    Non so se sia utile al quadro, ma aggiungo che cinque mesi fa mi sono sottoposto ad un intervento di circoncisione.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Prof. Carlo Rando

    La circoncisione in sé non è responsabile ed anzi ha certamente migliorato la situazione del pene. La sua DE può derivare da uno stato di stress, da carenza di una buona qualità del sonno, da una congestione infiammatoria pelvico-prostatica (forse anche connessa e non valutata all condizione pre-circoncisione) o ad altri fattori più generlai che ne tempo sono emersi. Ora occorre che un buon andrologo la veda ed esegua i dovuti esami genitali (ecografia doppler pelvico-prostatica e testicolare, analisi base dello sperma, coltura differenziale del secreto prostatico estratto e dell’urina) per poi decidere per quelli generali (stato epato-metabolico-ossidativo, nutrizionale, ormonale, immunitario, cardio-coronarico-vascolare, fisico e stressogeno, microbiota intestinale), con gli indici derivati. La attenta interpretazione dei dati consentirà di attivare la utile strategia terapeutica.


    Buongiorno da 13 giorni ho urgenza di urinare e bruciore all'uretra, sono stato da 2 urologi, concordano sul fatto che probabilmente si tratta di una prostatite abatterica. La terapia che sto seguendo è la seguente: xatral per 2 mesi prima di andare a dormire, orudis supposte la sera per 10 giorni e un paio di integratori. Purtroppo la terapia non ha migliorato la sintomatologia a parte durante la notte, immagino grazie all'antinfiammatorio che a breve non prenderò più. Secondo voi qualcosa non sta funzionando? È un decorso normale? Bisognerebbe cambiare terapia? Esistono altri farmaci che placano l'urgenza di minzione per tutto il giorno?

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Prof. Carlo Rando

    Concordano... ma quali esami hanno eseguito per definire il quadro e le sue ragioni? Una terapia in fatto al buio non può mai funzionare come le accade. Quindi occorre che un buon andrologo la veda e la valuti (compreso il rapporto prepuzio/glande) con i dovuti esami genitali (ecografia doppler pelvico-prostatica e testicolare, analisi base dello sperma, coltura differenziale del secreto prostatico estratto e dell’urina) per poi nel caso decider per quelli più generali (stato epato-metabolico-ossidativo, nutrizionale, ormonale, immunitario, cardio-coronarico-vascolare, fisico e stressogeno, microbiota intestinale), con gli indici derivati. La attenta interpretazione dei dati consentirà di attivare la utile strategia terapeutica. Nella, spero breve, attesa deve solo rilassarsi (magari una tisana può aiutarla) e tenere una buona diuresi con acqua/frutta/verdura.


    Buona sera Dottori, a causa di dolori ai testicoli e nella zona perianale, sotto indicazione dell'urologo, ho effettuato "ESAME COLTURALE MYCOPLASMI UROGENITALI UREAPLASMA LIQ. SEMINALE" al quale sono risultato positivo all' ureaplasma spp ed effettuato anche l'atibiogramma, l'urologo mi ha prescritto un ciclo di tre giorno di Azitromicina che risulta essere sensibile nell'antibiogramma. Ma alla fine dei tre giorni i dolori nn sono passati. Cosa mi consigliate di fare ?

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Prof. Carlo Rando

    Positivo con quale carica e tramite quale esame (coltura del secreto prostatico estratto, tampone uretrale, coltura differenziale?). Una bassa carica è solo frutto del microbiota locale e non va trattata. La sua sintomatologia deriva prevalentemente da congestione infiammatoria pelvico-prostatica che va valutata anche con i dovuti esami genitali (ecografia doppler pelvico-prostatica e testicolare, analisi base dello sperma) sulla cui base devono poi essere decisi nel caso quelli più generali per decidere la strategia terapeutica. Ovvio che il solo antibiotico non abbia pertanto risolto nulla, per quanto adeguato in termini di dose e di tempo. Non va nanche trascurato il rapporto prepuzio/glande.


    Salve ho fatto spermiogramma ed è emerso batterio streptococcus anginosus con carica batterica 5.000
    Cosa devo fare? Quale sarebbe la cura?

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Prof. Carlo Rando

    Mi sembra fatto una spermiocoltura e non uno spermiogramma. Quel dato è quasi certamente dato da contaminazione (una carica troppo bassa) e quindi non deve assumere nulla. Rimane il motivo per cui ha fatto tale esame il cui esito va ricontrollato con la coltura differenziale (coltura del primo ml di urina, semivuotamento della vescica, coltura della restante urina, vuotamento totale della vescica e successivo estrazione del secreto prostatico tramite massaggio) per vedere ove fosse ancora postivo in modo significativo in quale delle frazioni indicate è presente. Tale determinazione va ovviamente associata ad ecografia doppler pelvico-prostatico e testicolare e a spermiogramma. Va altresì valutato il rapporto prepuzio/glande. Solo su tali basi si potranno prendere decisioni utili e non tossiche.


    ho il pene che misura 12 centimetri da duro, ho 16 anni, eiaculo da 2 anni ma lo sperma è ancora bianco-trasparente, esce in dimensioni ridotte, ma ho anche i peli pubici da 1 anno, nonostante ciò sono ancora in pubertà, non ho ancora tutti i peli sulle gambe, sotto le ascelle sono pochi e sulle braccia sono inesistenti, la mia voce non è ancora cambiata del tutto e mio padre è molto più alto e più dotato di me, deve ancora crescere nonostante l'età? Mi manca testosterone? Devo crescere io? C'è qualche possibilità che cresca ancora e che io eiaculi normalmente?

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Prof. Carlo Rando

    In pubertà non direi... in adolescenza certamente e a 16 anni, soprattutto se c'è stato un rallentamento, potrebbe ancora crescere. Senza valutazioni adeguate non posso dirle se il pene incrementerà significativamente (l'eredità non è solo di papà, ma della linea maschile paterna e materna che si incrociano), ma le ha un ejaculato che è necessario esaminare per vedere se sia o meno a posto. Credo che sia opportuno che lei parli con i suoi genitori per farsi portare rapidamnente da un buon andrologo che in prima battuta dovrà eseguire gli esami fondamentali genitali (ecografia doppler pelvico-prostatica e testicolare, analisi base dello sperma) e il profilo ormonale/nutrizionale (FSH, LH, Prolattina, Testosterone, DHT, Estradiolo, 17OH-Progesterone, Inibina B, SHBG, AMH, DHEA e DHEA-S, Cortisolo, Folati, Vit. B12, 1-25 (OH) Vit. D3, 25 (OH) Vit. D3. Omocisteina). SU tali basi si decideranno gli eventuali passi successivi.


    Salve. Ho gia scirtto in passato su questo sito, e scrivo nuovamente a valle di ulteriori indagini fatte.

    Sono un uomo di 33 anni e dal 2017 ho sofferto di urgenza urinarie e "bruciori" che andavano e venivano alla base della vescica. Lo scorso anno, dopo una serie di notti insonni, sono andato da un urologo. Durante la prima visita ha identificato una prostata di 24 gr e una parete della vescica inspessita, quindi mi ha indicato di prendere xatral 2 volte al gg e vari integratori per la prostata. Dopo 5 mesi ho fatto una uroflussometria con Qmax 13.8 ml/s e un rpm di 350 cc con tracciato allungato e applanato con parametri di flusso patologici. Quindi ho iniziato xatral 1 volta al gg e altri integratori. Dopo 1 mese la situazione era pressoché simile, nuovamente con tracciato "notevolmente" disurico. Ieri mi sono quindi sottoposto a una uretrocistoscopia in cui sono stati rilevati:
    - uretra regolare
    - libri prostatico combacianti ed occludenti il lume (24 gr)
    - collo vescicale rilevato
    - vescica da sforzo
    - assenza di lesioni obiettivabili
    Il dottore ha quindi indicato 2 possibilità
    - Rezum: ha detto che potrei essere un candidato, anche per via del fatto che non ho figli (non so se voglio averne a breve), ma ha poi sviscerato tutti i casi in cui questa operazione è andata male, dicendo che molto pazienti trattati da lui o da altri non hanno avuto benefici o li hanno avuti per massimo 2 anni. Mi ha detto che il recupero è lento e doloroso, e che per il primo mese è davvero dura.
    - Holep: con molti mezzi termini, ha detto che questa al 100% risolve il problema, ma avrò eiaculazione retrograda.

    Sono consapevole di aver parlato con uno specialista che ha sicuramente competenze in materia, ma davvero il Rezum è così poco efficace ed è un dramma per i primi mesi? Davvero gli effetti benefici sono così limitati nel tempo? Data la mia età o il fatto che ho una prostata piccola, quale operazione dovrei prediligere?

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Prof. Carlo Rando

    Credo che si sia totalmente fuori strada. Lasci perdere quegli interventi che finiranno, a 33 anni, solo per rovinarla. Da quanto riprota lei ha una discreta e persistente congestione ifniammatoria pelvico-prostatica che tende a comprimere l'uretra prostatica. Per tale fatto ci si è limitate a farle assumere lo xatral che difficilmente avrebbe potuto darle esiti utili e che in fatto con la vasodilatazione ha finito per aumentare la congestione. parla poi di integratori ma non riporta quali (non sono tutti uguali e spero non si tratit di prodotti a base di serenoa che nel medio-lungo periodo generalo problemi disfunzionali genitali per l'effetto anti-androgenico). Nulla dice riguardo al rapporto prepuzio/glande che, se altrato, può essere una della ragioni concorrenti a sostenere lo stato infiammatorio. In termini di esami si sono svolti solo la urterocistoscopia con esito in fatto negativo, due uroflussometrie che (stress esecutivo a parte) hanno dato un minore flusso minzionale (nssun effetto ottenuto con lo xatral), una visita (ma lei non parla di ecografia, men che meno doppler e transrettale). In sintesi manca una adeguata valutazione della condizione pelvico-prostatica e tseticolare e delle possibili ragioni generali (stato epato-metabolico-ossidativo, nutrizionale, ormonale, immunitario, cardio-coronarico-vascolare, fisico e stressogeno, microbiota intestinale), con gli indici derivati, così da definire il quadro completo e poter agire utilmente. Cerchi u buon andrologo che svolga quanto necessario e il problema in circa un anno (a volte due) potrebbe essere risolto.


    Buongiorno, a causa di valori del PSA più alti della norma già dallo scorso anno (ultime analisi del 03/03/2026 PSA E.C.L.I.A. 4.53, PSA libero 1.25 e Ratio PSA 28%) e dopo aver fatto una cura con Deprox compresse l'urologo ha richiesto una Risonanza magnetica con e senza metodo di contrasto che ha evidenziato "ghiandola prostatica di dimensioni leggermente aumentate (DT 56 mm, DL 45 mm., DAP 35 mm) e presenza di un adenoma centrale trilobato di 43mm DT x 26mm DAP x 34mm DL).
    L'urologo mi ha detto che si tratta di una prostatite pregressa.
    Che ne pensate? Perchè il medico di base mi parlava invece di un ingrossamento benigno della prostata.
    Grazie

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Prof. Carlo Rando

    Quanti anni ha? Quel valore di PSA T, L e il rapporto non potevano far sospettare un cancro prostatico per cui è stata del tutto inutile la mpRMI... bastava eseguire una attenta ecografia doppler transrettale che sarebbe peraltro stata più precisa. Lei ha un discreto volume prostatico (45.9 ml) che contiene una moderata IPB (19.8 ml) e quindi di fatto una consistente congestione infiammatoria pelvico-prostatica associata a IPB... ma tutto in corso ed in evoluzione. Ora, fatta l'ecografia citata, una coltura differenziale (coltura del primo ml di urina, semivuotamento della vescica, coltura della restante urina, vuotamento totale della vescica e successivo estrazione del secreto prostatico tramite massaggio), se possibile uno spermiogramma con ecografia doppler testicolare, si dovranno anche svolgere di dovuti esami generali (stato epato-metabolico-ossidativo, nutrizionale, ormonale, immunitario, cardio-coronarico-vascolare, fisico e stressogeno, microbiota intestinale), con gli indici derivati, atti a definire il suo quadro complessivo da cui la attenta interpretazione dei dati consentirà di attivare la utile strategia terapeutica.


    Ho una ferita sotto al piede destro che non guarisce. Cosa mi conviene fare?

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Prof. Carlo Rando

    A parte medicarla, tenendola ben pulita con acqua corrente e tenendo il piede sollevato da terra il più possibile, occorre verificare le ragioni generali vascolari e metabolico-ossidative che rallentano o impediscono la guarigione.


    Buongiorno ho 23 anni e vorrei chiede un parere.
    Durante la penetrazione anale in posizione da dietro avverto dolore soprattutto nella fase di ingresso. In altre posizioni non ho dolore.
    In un’occasione ho inoltre notato un piccolo sanguinamento dopo la penetrazione.
    Vorrei capire se il dolore può essere legato alla posizione/angolazione oppure ad altre cause, e se l’episodio di sanguinamento richiede accertamenti.
    Ringrazio per la disponibilità e la discrezione
    Cordiali saluti

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Prof. Carlo Rando

    Manca una informazione fondamentale: lei si riferisce ad una sua azione attiva o passiva? Ovvero il sanguinamento deriva dal suo pene o dal suo canale anale? Chiarito tale fatto il sanguinamento e il dolore di cui parla è certamente legato ad un microtrauma che rompe qualche piccolo vaso ed è bene che si faccia vedere da un buon andrologo.


    Buongiorno Dottore, ho 23 anni e vorrei avere un suo parere. Ho notato che le dimensioni del mio pene in erezione sono circa 4–4,5 cm (in stato flaccido circa 2,8 cm di lunghezza e 1,3 cm di circonferenza). Vorrei sapere se queste misure rientrano nella normalità oppure se è il caso di fare una valutazione più approfondita. Non ho particolari problemi funzionali, ma vorrei un suo parere medico.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Prof. Carlo Rando

    Normali proprio no... per quanto riporta (sicure della rilevazione che ha fatto?) sono da micropene, ovvero un pene che non si è sviluppato per una qualche ragione sia metabolico-ossidativa (è per caso soprappeso o obeso?), sia ormonale/nutrizionale. Occorre che si faccia vedere da un buon andrologo che la valuti e svolga i dovuti esami genitali (ecografia doppler pelvico-prostatica e testicolare, analisi base dello sperma, coltura differenziale del secreto prostatico estratto e dell’urina) e generali (stato epato-metabolico-ossidativo, nutrizionale, ormonale, immunitario, cardio-coronarico-vascolare, fisico e stressogeno, microbiota intestinale), con gli indici derivati. Oltre, nel caaso al cariogramma completo delle microdelezioni di Y. La attenta interpretazione dei dati consentirà di attivare la utile strategia terapeutica.


    Ho assunto una pastiglia di sildernafil, ma non notato una notevole differenza nella prestazione sessuale. Preciso che normalmente ho regolari rapporti sessuali, ma ultimamente ho avuto l'impressione di una erezione leggermente meno performante. L'ho assunta 30/40 minuti prima del rapporto. Era la prima volta. Pensavo a un effetto molto più intenso. Come al solito c'è voluto un po' di tempo per raggiungere l'orgasmo e la fuoruscita di sperma non è stata elevata come al solito.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Prof. Carlo Rando

    Pensiero errato... i PDE5 inibitori agiscono sostenendo una erezione esistente... non sono induttori di erezione e poi l'esito dipende dalle ragioni che danno luogo alla DE. Non si agisce così... ma si deve consultare un buon andrologo che svolga le valutazioni cliniche ed i dovuti esami genitali (ecografia doppler pelvico-prostatica e testicolare, analisi base dello sperma, coltura differenziale del secreto prostatico estratto e dell’urina) e generali (stato epato-metabolico-ossidativo, nutrizionale, ormonale, immunitario, cardio-coronarico-vascolare, fisico e stressogeno, microbiota intestinale), con gli indici derivati. Oltre al profilo del PSA (PSA totale e libero, 2-proPSA e PHI; rapporto PSA/volume e PHI/volume, PSA L/T, testosterone/PSA). Solo la attenta interpretazione dei dati consentirà di attivare la utile strategia terapeutica.


    Vorrei trovare veramente un andrologo che possa darmi delle risposte in merito al mio caso D.E. dovuta all Intervento di prostectomia radicale poi seguito da 35 sedute di radioterapia con un prosequio di ormoneterapia ma finora dopo vari colloqui mi sembra che tutti seguino le linee guida .Ma scusate non ci possono essere soggetti che necessitano di tipologie diverse x la cura non credo che siamo tutti uguali ...ho 58 anni sempre stato sportivo ed attento al cibo ma purtroppo l errore nel.mio caso è stato saltare il check up delle analesi un paio d anni e proprio qui asintomaticamente ho ricevuto la diagnosi di carcinoma con Gleason 3 +4 con biopsia e dopo l intervento 4+4 ....

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Prof. Carlo Rando

    Mi spiace doverla deludere, ma il suo carcinoma (4+4), per quanto non riporti i caratteri istologici) è una forma relativamente aggressiva che ha richiesto prima la prostatectomia radicale, poi la radioterapia pelvica (non ci dice nulla rispetto a metastasi trattate o meno) e la terapia ormonale di abbattimento degli androgeni. Ovvio ch la funzione erettile sia andata a farsi benedire... non è questione di linee guida... è questione di stato oggettivo. Ora non ci dice quale sia la situazione, quale il valore del PSA, del CEA e della Prolattina, se ha svolto una PET/CT con 68GallioPSMA o con (18F)-DCFPyl-PSMA (nel caso anche con 18F-FDG) e determinazione del parametro SUV differenziale sulle aree sospette... tutti fattori necessari per capire il quadro attuale. Non ci dice se sia ancora in terapia ormonale o se sia i gioco una chemioterapia (docetaxel) o altro e con cosa... altro fattore negativo. Stante la sua età e se il cancro è realmente sotto controllo come deve emergere dagli esami citati, se il suo quadro metabolico-ossidativo-vascolare è in equilibrio, allora si può anche pensare ad una protesi peniena tricomponente che potebbe permetterle di avere delle erezioni utili ad un rapporto sessuale che in ogni caso dovrà imparare a giocare senza ejaculazione e forse con un certo grado di bassa sensibilità locale. Come vede le qustioni da affrotnare non sono poche, ma se vuole si può agire secondo la strada citata.


    Domande su Tumore della prostata

    Gentili,
    a seguito di prostatectomia radicale per tumore Gleason 7 (3+4), psa pre operatorio 4.9, la prima misurazione del psa è risultata 0.01 e quindi non misurabile. Ora, alla seconda misurazione dopo 5 mesi dall intervento è aumentato di moltissimo 0.11. Quale può essere la causa? I margini positivi? Sì può trattare già di recidiva? Ringrazio.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Prof. Carlo Rando

    Le ragioni possono essere anche più di una, a volte anche un "rimbalzo" reattivo che poi si spegne autonomamente. Non ci riprta l'esito dell'esame istologico e non ci dice se ha fatto pre-operatoriamente una PET/CT con 68GallioPSMA o con (18F)-DCFPyl-PSMA e determinazione del parametro SUV differenziale sulle aree sospette. Ovviamente la PT/CT va fatta ora o nei prossimi mesi, soprattutto se il valore del PSA, a questo punto mensile, tenderà ad aumentare. Poi si deciderà se e come agire.


    Domande su Diverticolosi

    Sono stata operata di sigmoidectomia da due mesi e negli ultimi 15 giorni mi è capitato, saltuariamente, di avere dolore sul lato sinistro in corrispondenza del colon discendente, dove ho ancora dei diverticoli. È possibile che sia una manifestazione di diverticolite? O possono essere dolori legati all'intervento e all'assestamento? Devo forse attenermi ancora ad una dieta priva di scorie? Grazie

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Prof. Carlo Rando

    Possibile sia l'un che l'altro, anche insieme. Credo sia doveroso che il gastroenterologo svolga una adeguata e completa rivalutazione del quadro per poi decidere nel merito.


Domande più frequenti

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