Domande del paziente (27251)

    Domande su esame del tratto urinario

    Buon giorno.Il 5 di aprile sono finita al pronto soccorso con dolori forti al fianco destro.Mi ano constatato un calcolò renale di un centimetro bloccato nella parete bassa della uretra.il 7 di aprile mi ano messo il stent senza rimuovere il calcolo.Adesso sono in attesa della secondo intervento dove devono rimuovere il calcolò supportando bruciore,urine con sangue fastidio.La mia domanda perché non e stato rimosso il calcolò subito con primo intervento?
    Non erano complicazioni mi ano detto prima del intervento che resterà la dove e fino al secondo intervento quale sarà fra' un mese e
    messo.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Prof. Carlo Rando

    Infatti non ha assolutamente senso il tipo di azione svolta, considerata anche la posizione del calcolo, suppongo quasi al termine dell'uretere (non dell'uretra) e quindi facilmente asportatibile con l'apposito "cestello"... poi allora sì forse lo stent per evitare sclerosi ostruttive da reazione infiammatoria, per quanto magari tolto il calcolo non ce ne sarebbe stato bisogno. O cerca una divisione urologica che agisca diversamente o si adegua a quanto le hanno prospettato.


    Salve, purtroppo soffro da 50 anni di colon irritabile ed ultimamente mi capita spesso che, a seguito di numerose evacuazione, mi su infiamma molto la prostata con dolore nell'uretra. Ho fatti gli esami delle urine e non su tratta di prostatite batterica ma il mio medico curante mi ha prescritto l'antibiotico ma il dolore persiste . Siccome soffro anche di insufficienza renale moderata non posso prendere antinfiammatori cosa mi consiglia? Un amico che ha lo stesso problema usa il topster supposte e le compresse di pelviprost possono essere utili anche per il mio caso? Grazie mille

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Prof. Carlo Rando

    Quanti anni ha? L'esame dell'urina non può dire nulla in tema di prostata. Non si capisce il senso di un antibiotico su tale base e in ogni caso nel suo quadro è solo deleterio se non sia una terapia insostituibile da fare per il più breve tempo possibile... e solo dopo averne dimostrato la necessità. Non so come sia messo il suo amico ma certo non si usa il cortisone perché forse (tutto da vedere) lo sta usando lui. L'utilità del pelviprost (ovvero il PEA), regolatore della reazione immunitaria e della soglia del dolore, potrebbe anche essere utile ma dipende dalle specifich del suo quadro. Ovvio ch la sua condizione del colon sia fortemente responsabile del suo quadro pelvico-prostatico, ma se non trova una adeguata terapia per essa non essite nessuna possibilità di risolvere la congestione infiammatoria. Mi lascia perplesso che in 50 anni nessuno sia riuscito a rimetterle in equilibrio la funzione intestinale da cui poi sono sorte e sorgono correlate disfunzioni... a meno che sempre non ci si sia solo preoccupati di tamponare i sintomi maggiori senza definire le ragioni ed avere la adeguata strategia terapeutica. Occorre rimettere mano a tutta la faccenda per bene e con i dovuti esami per poi prendere finalmente decisioni integrate adeguate.


    Domande su visita urologica

    Buongiorno mio padre 66 anni a dicembre 25 è stato operato cistectomia radicale per tumote T1 G3 lui nel 2021 ha subito un operazione di gastroctomia per tumore maligno con la rimozione di metà stomaco effettuando 12 cicli di chemio e da li tutt ok sempre sotto controllo con marcatori tumorali TAC e PET con e senza contrasto seguito da un oncologo e le sue condizioni di salute erano ottime stava benone poi si è rilevato questo piccolo tumore alla vescica T1 ma G3 e allora abbiamo fatto cicli di lavaggio BCG pero stava benissimo e la situazione era tutta nella norma sempre con controlli tra analisi solo questo piccolo deficit della vescica,detto ciò visto che i lavaggi di BCG non hanno avuto alcun risultato positivo ci consigliano di effettuare una urotac dove confermava lo stadio e natura del tumore T1G3 alla vescica e una lesione epatica di 40mm di forma triangolare THAD portata poi in visione all urologo dove ci consiglia lui di fare subito la cistectomia radicale perchè i lavaggi non hanno funzionato prima che diventa infiltrante detto ciò a dicembre 2025 effettua l operazione con BRICK e fin qua tutt ok, a fine gennaio 2026 andiamo a visita dall urologo che lo ha operato per visita di controllo e ritiro istologico dove risulta negativa e gli chiediamo se deve fare una chemio audiuvante e lui ci risponde no neanche un aspirina ti devi prendere ci vediamo il prossimo anno, ma a Febbraio mio padre l' unica cosa che riscontrava era che all'imbrunire sentiva dei leggeri brividi di freddo ma andava a casa sotto le coperte e scomparivano segnalando tutto all urologo che lo ha operato dove ci dice di stare tranquilli perchè fino a quando non ha febbre e tutt ok poi a marzo la situazione e degenerata dove accusava brividi scuotenti e febbre 39 40 segnalando tempestivamente sempre all'urologo che lo ha operato consigliandoci di fare urinocultura e l'oncologa che lo teneva sotto controllo perchè avevamo prenotato una PET il 27 marzo ci diceva ma non è che a preso la sepsi? Effettuate 2 urinucultura a distanza di una settimana l una dall'altra e uscito positivo enterecoccus fecailes a 100.000 la prima e poi la seconda volta 1.000.000 CONSIGLIANDOCI DI PRENDERE ANTIBIOTICO CIPROXIN 500 E UROPYR ma la situazione peggiorava il 27 effettuamo per miracolo la PET con e senza contrasto perchè mio padre a mala pena aveva forze residue dopo 2 giorni ritiro il referto e vedo lesione epatica di 50mm e varie lesioni sparse tra ossa e polmone con nodulo di 30mm. Sentito di nuovo l urologo e aggiornato dalla pet e le sue condizioni rimanevano sempre con febbre 39 40 e brivisi squotenti il 31 marzo lo porto al PS dell ospedale che lo hanno operato alla vescica dove la prima settimana fanno emucultura e antibiotico piperacellina e tazobactam ma la febbre e brividi squotenti persistevano poi la seconda settimana stessa procedura con l 'aggiunta di mezza pillolla di cortisone alle 8.00 e mezza alla 14.00 e sembrava che mio padre si stava riattivando.Nel frattempo ero sempre in contatto con l'oncologo che lo teneva in cura dove mi consigliava di fare quanto prima una biopsia epatica per la famosa lesione di 50mm e riferisco tutto ciò all urologo che lo ha operato e lui voleva invece togliere il nodulo al polmone e fare la biopsia allora lo faccio mettere in contatto con l'oncologa per mettersi daccordo cosa bisognava fare ma intanto i giorni passavano detto ciò questo urologo decide di togliere il nodulo al polmone per biopsia ma nel frattempo mio padre non stava tanto bene e finalmente il 13 aprile fanno l'operazione con il dottore del torace l'indomani gli chiedo al dottore del torace com è andata l'operazione e lui mi porta in ufficio e mi fa vedere la tc addome che ha effettuato per fare l operazione dove mi fa vedere che il fegato era piu della meta compromesso pieno di metastasi tutta la parte superiore da dx a sx dicendogli al dottore che cosa e successo??? io ho portato qui mio padre che aveva solo una lesione epatica di 50mm e poi solo adesso dopo ben 14 giorni gli fate una TC e lui mi ha risposto che della lesione non sapeva nulla perchè l urologo mi ha solo detto che dovevo togliere solo il nodulo al polmone nel frattempo gli mando msg su watts app e chiamate all' urologo per chiedere spiegazioni ma lui non risponde allora gli dico al dott del torace di fare un trasferimento urgente ad acquaviva delle fonti o castellana grotte per la problematica del fegato e per fare ancora prima gli faccio mandare i referti via email ai 2 dottori chirurghi di queste struttura ma mi sento anche io via telefono con questi 2 dottori dove mi dicono che purtroppo non c'è soluzione al problema nel frattempo mi sento con l'oncologa dove mi ribadisce giustamente che se mio padre è in queste condizioni non può affrontare chemio se non ha forze e poi bisogna aspettare l'istologico per capire di che natura è aspettiamo ancora una settimana fino al 22 aprile dove il dottore del torace dopo avergli tolto il drenaggio se voleva poteva andare a casa per poi ritornare per togliere i punti e ritirare l'istologico dove ci consigliava di continuare la stessa terapia con antibiotico e gocce di cortisone fino alla rimozione dei punti io molto amaramente porto mio padre a casa segnalandogli al dottore che senza aspettare cosi tanti giorni ( una settimana) che mi aggiornavo se usciva prima il risultato dell'istologico perchè lo devo far vedere quanto prima all'oncologo dello stomaco fatto questo lo porto a casa e gli risegnalo al dottore che sul foglio di dimiddione a sbagliato perchè a scrivere in buone condizioni generali e sopratutto respiratore )respiratorie si ma non generali a casa la storia non cambia mangiava a mala pena ed era allettato il giorno successivo chiama il dottore per sapere se era uscito l istologico e mi dice di si per abbreviare gli dico mandamelo per watts app dopo si evince che era uroteliale glielo mando subito all'oncologo di riferimento e mi dice che lei non puo fare giustamente niente perche lei e solo per la parte gastrica ma con quelle condizioni non puo affrontare chemio ma io non mi sono arreso vado in ospedale dove e stato ricoverato e cerco subito il primario del reparto medicina dove si mette subito a disposizione e lo voleva vedere ma io gli dico che lo avevano dimesso allora mi suggerisce di fare un ricovero con la ricetta rossa del mio medico curante per poi ricoverarlo nuovamente perchè vorrebbe rimetterlo in sesto per vedere se riesce a fargli fare una piccola chemio per allungargli un po di più la vita o andare a casa attivando le cure palliative ad oggi la situazione e che ieri l'ho ricoverato in medicina per cercare di salvaguardare la sua vita.
    Scusate il mio sfogo ma ho notato parecchia negligenza perchè gli ho ripetuto più volte a questo urologo sotto consiglio sempre dalla mia oncologo della lesione epatica maggior raggione che era già evidente sull urotac che gli ho poprtato in visione prima che lui decidesse questo tipo di intervento ma si poteva evitare anche di mandarmelo a casa quando al piano superiore c è i reparto di medicina adesso la situazione e cosi aggiornata ad oggi.
    grazie dell attenzione

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Prof. Carlo Rando

    Che dirle.... giusto il suo sfogo... ma tanta incapacità gestionale lascia solo sconfortati e interdetti. Poi è lei che, se vorrà, potrà prendere decisioni di merito, ma in ogni caso lasci in pace suo padre garantendogli solo l'assenza di dolore e la utile idratazione.


    Buongiorno è possibile che per i primi 30 giorni dopo intervento di TUIP x sclerosi collo vescicale e uretrotomia il flusso era bello potente mentre ora da 10 giorni continui è ritornato come quello del pre intervento più debole e che avverto quel senso di rigidità interna?
    Inoltre da qualche giorno quando urino sento leggero bruciore al meato uretrale e avverto sintomi stile cistite.
    Fatto esame urine a lavoro e a parte un valore di 54 di leucociti non c è null altro.
    La mia paura è solo questo flusso debole, è continuo e non ho sgocciolamento ma è debole (ho fatto delle prove cronometrando quanti ml in quanto tempo riesco a svuotare).
    Partivo fino al 30 giorno dall intervento ad un flusso medio di circa 12ml/sec e ora siamo scesi a 6,5ml/sec.
    Possibile si sia già riformata la stenosi?
    O siamo solo ancora nella fase di infiammazione post intervento?

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Prof. Carlo Rando

    Sono possibili cose diverse anche concorrenti. La prima tra tutte è che la ragione della sua riduzione di flusso minzionale non fosse dettata da una sclerosi del collo vescicale e/o da una stenosi uretrale, ma da una consistente congestione infiammatoria pelvico-prostatica. La seconda, ove fosse vera la responsabilità della sclerosi del collo e della stenosi uretrale, che l'intervento correttivo non sia stato sufficiente. La terza, sempre se vera la responsabilità della sclerosi del collo e della stenosi uretrale, che la reazione infiammatoria post-chirurgica in corso dia luogo alla riduzione minzionale che recupererà quando tale reazione si sarà spenta e il tessuto si sia riparato. E' già passato un mese e se essite la terza condizione, dovrebbe almeno iniziare ad avere il recupero, ma se sussistono una o entrambe le prime due, occorrerà rivedere tutta la situazione e prendere decisioni adeguate.


    Informazioni su areato considerata espressione pi_rads score4

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Prof. Carlo Rando

    Se non fornisce dati più completi è impossibile darle suggerimenti.


    Buongiorno, a seguito di esame ecografico, esami ematologici e visita, l'urologo mi ha prescritto tadalafil 5mg ad uso giornaliero per DE e per ridurre sintomi di IPB. Terapia da proseguire per 3 mesi e a ripetere per altri 3 mesi a giorni alterni.
    A causa dei mal di testa conseguenti all'assunzione della terapia ho ridotto il dosaggio della metà (2,5 mg).
    Posso proseguire così? Preciso che già dopo 1 settimana ho visto effetti positivi anche col dosaggio ridotto.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Prof. Carlo Rando

    Sembrano più effetti dettati dalla reazione psicologica alla assunzione del farmaco che non al farmaco stesso. Peraltro spezzare una cp non spezzabile è cosa da non fare perché non sa mai quanto farmaco sta assumendo... no... non si agisce così. Il fatto che abbia avuto una consistente reazione avversa invece deve metterla sull'avviso di un possibile rischo grave nella assunzione a livello neuro-vascolare o cardio-vascolare. Non avendo i dati degli esami che cita per titoli nulla si può dire nel merito, ma non crdo proprio abbia eseguito quanto realmente necessario a valutare il suo stato genitale e soprattutto generale. Inoltre quel tempo terapeutico (in tre mesi, anche se con altri 3 a giorni alterni... chissà poi perché, si combina poco o nulla) ha tanto il senso di farle tamponare una situazione agendo indirettamente solo sul suo stato stresso-emotivo.


    Salve, mio padre 76 anni soffre di ipertrofia prostatica benigna e ha sempre avuto un valore del PSA più alto del normale. Deve andare tra un paio di giorni a controllo da un urologo, per cui ha rifatto il PSA, il cui valore è risultato essere di 66. Premetto che è in cura antibiotica per un'infezione da Escherichia coli, tale valore può essere influenzato da tale infezione o dipende da qualcosa di più serio? Grazie.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Prof. Carlo Rando

    E' sicuri del valore riportato? 66 ng/ml è altissimo, ma anche fosse 6.6 ng/ml sarebbe significativamente alto (il valore di attenzione è a 2.5 ng/ml). Nel primo caso sarebbe fortissimo il rischio di un cancro prostatico, nel secondo potrebbe essere anche compatibile con la IPB o un forte stato di congestione infiammatoria che ovviamente non si risolve con antibiotici e cortisone. Sta assumendo per caso anti-androgeni tipo dutasteride o finasteride o serenoa? In ogni caso la situazione va attentamente rivista.


    Salve, sono un ragazzo di 30 anni ed ho una problematica genitale. Ho numerosissimi granuli rosacei su asta del pene e su tutto il glande, in numero minore sulla corona ma molto presenti accanto all orifizio uretrale. Si evidenziano maggiormente quando la pelle è tesa. Non si arrossano e non mi arrecano alcun tipo di fastidio. Potrebbero essere granuli di Fodyce ?
    Potreste consigliarmi cosa fare ? Grazie mille

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Prof. Carlo Rando

    Non è detto e potrebbero anche essere piccoli papillomi che si sono diffusi. Credo sia doveroso che si faccia rapidamente vedere da un buon andrologo che poi deciderà se e come agire.


    Domande su esame del tratto urinario

    Salve . Il 21 aprile ho rimosso un calcolo. Ora ho un doppio jj che rimuovero il 14 maggio. Ho terminato antibiotici e cortisone. Continuo ad avere dolori e un po di sangue nell urina. E dolori al fianco. Cosa posso fare? Grazie per il consiglio.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Prof. Carlo Rando

    Poco o nulla se non portare pazienza sino alla rimozione. Quanto riporta dipende dalla presenza dello stent e dalla rimozione del calcolo. Un ananlgesico/antispastico potrebbe aiutarla ma deve sentire l'urologo operatore


    Quando abbasso la pelle mi fa male il glande quasi come a bruciare, è normale? Grazie.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Prof. Carlo Rando

    Non è normale ed è dettato dallo stato irritativo-infiammatorio derivato da un prepuzio troppo coprente e stretto anche se retrabile e che favorisce i ristagni. La soluzione è la circoncisione radicale che prima farà e meglio sarà. Poi sarà anche utile eseguire una valutazone del suo stato gentale con un andrologo ed i dovuti esami genitali.


    Domande su Laparocele

    Buongiorno, ho un laparocele molto grande e visibile epigastrico-ombellicale. L'ecografia rileva un'pertura di 6,5 centimetri. A gennaio di quest'anno ho subito un intervento chirurgico (valvola mitrale e bypass). Vorrei affidarmi a un chirurgo e un centro super specializati e con tanta esperienza, avete consgli da darmi? grazie.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Prof. Carlo Rando

    In questa sede non si possono dare indicazioni di strutture, ma presso un buon ospedale non avrà difficoltà a trovare un buon chirurgo in grado di risolverle il problema. Non servono centri superspecializzati, ma solo chirurghi attenti alle questioni.


    Domande su Ernia Inguinale

    Ho subito un'intervista per un'ernia inguinale 7 giorni fa...gia da subito ho avuto un gonfiore al testicolo e ad oggi avverto bruciore allo stesso quando provo a camminare, è normale? Grazie.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Prof. Carlo Rando

    Per qualche giorno può anche essere normale che lo scroto (non il testicolo... cosa che è decisamente più preoccupante) si gonfi e dia fastidio. Se non tende a risolversi nei prossimi giorni o se la sintomatologia tendesse ad aumentare, è d'obbligo una ecografia doppler di controllo.


    Domande su Diverticolosi

    Mi sono levato stomia e ora feci liquide nere perché sono canalizzato, cosa posso fare?

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Prof. Carlo Rando

    Le feci nere sono il segnale di sanguinamenti lenti, persistenti e che danno luogo ad ossidazione del sangue. Deve essere il chirurgo o il gastroenterologo che deve rivalutare la situazione per decidere nel merito.


    Domande su Ernia Inguinale

    Buongiorno,
    dieci giorni fa sono stato sottoposto a intervento di ernia inguinale destra (circa 1 cm), eseguito con tecnica open con posizionamento di rete protesica, nel contesto di pubalgia dello sportivo.
    Attualmente non avverto dolore significativo, ma solo lievi fastidi durante i movimenti.
    Il mio problema riguarda l’evacuazione: sono dipendente da lassativi stimolanti da circa 5 anni. Dopo l’intervento mi sono stati prescritti olio di vaselina e Movicol, che sto assumendo regolarmente. Tuttavia, pur avvertendo lo stimolo, non riesco a evacuare spontaneamente e sono costretto a spingere.
    Questa situazione mi preoccupa, perché temo che lo sforzo possa compromettere la tenuta della rete o la corretta guarigione.
    Vorrei chiedere:
    è sicuro effettuare uno sforzo durante l’evacuazione in questa fase post-operatoria?
    Cos'altro posso fare?
    Ringrazio anticipatamente per la disponibilità.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Prof. Carlo Rando

    In linea di massima non dovrebbe generare alcun problema, ma migliori il suo stato intestinale più con l'alimentazione che non con i farmaci. Peraltro quell'uso di di stimolanti non va per nulla bene ed è doveroso rivedere la sua situazione disfunzionale intestinale.


    Salve a tutti avrei un quesito da porvi, sono stato operato per una punta d'ernia inguinale sx con tecnica open e inserimento di rete protesica, seguo tutte le indicazioni senza sforzi e riposo, sono passati 22 giorni dall'intervento e ad oggi ho ancora bruciore ipersensibilità anche solo al tatto con la pelle in quella zona, in oltre sento tirare e ho ancora dolore gestibile con brufen chemi limita nei movimenti e anche nella guida. È normale? Dopo quasi un mese dall'intervento? Grazie

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Prof. Carlo Rando

    Anche dopo un mese può accadere. Per il momento va solo monitorata la situazione per vedere se entro il prossimo mese si autorisolve. In caso contrario andranno prese decisioni di merito.


    Buongiorno sono stato operato di ernia inguinale un anno fa con applicazione di rete. Ho avuto frequentemente sintomi come fitte molto acute, senso di bruciore e dolenzia in corrispondenza della zona dell’intervento. Contattato il chirurgo che mi ha operato ed esposto il quesito se la rete avrebbe potuto rovinarsi o rompersi mi ha risposto che è quasi impossibile. Io però continuo ad avvertire quei fastidì ma non riesco ad abbinarli a movimenti o sforzi fisici. Vado in bici regolarmente , ho sciato tutto l’inverno e durante queste attività non avverto alcun disturbo. Non so a chi rivolgermi in quanto ne va della mia qualità della vita. Mi date un parere? Grazie.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Prof. Carlo Rando

    E' possibile che la rete sostenga anche solo un moderato stato di infiammazione legato a ragioni diverse (non necessariamente il degrado della stessa, ma anche l'intolleranza al materiale) che, stante quanto racconta vanno attentamente valutate cosicché nel caso si possa decidere se rimuoverla o meno.


    Domande su Iperplasia prostatica benigna

    Ma la prostata operata per riduzione dell'adenoma circa 4anni fa puo contnuare ad ingrandirsi?

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Prof. Carlo Rando

    Può accadere ove persistano le ragioni di uno stato consistente di congestione infiammatoria. Le ragioni possono essere locali ma anche e più probablmente generali e da valutare adeguatamente.


    Tra quindici giorni ho programmato un ricovero con intervento robotico a causa di un ipertrofia prostatica benigna ..ma ho una lieve infezione escheritia coli causata dal catetere che ho portato per due mesi…pensate ci siano problemi per l’intervento..? Grazie.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Prof. Carlo Rando

    No... anzi finalmente eliminerà la ragione della stasi urinaria e conseguenti infezioni.


    Domande su Minzione

    Gia 2 volte in un mese mi hanno tolto il catetere ma hanno dovuto rimetterlo. Fra 3 giorni me lo tolgono di nuovo, avendo la prostata ingrossata, c'e' qualche sistema per riuscire a urinare normale? Grazie

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Prof. Carlo Rando

    Sì... eseguire rapidamente l'intervento di riduzione e disostruzione... altrimenti è inutile togliere e mettere il catetere... meglio che rimanga fino all'intervento


    Domande su Resezione transuretrale della prostata (TURP)

    Buongiorno mio marito porta il catetere da 8 mesi . Ha avuto un blocco urinario ed ha la vescica sfiancata e grossa anche la prostata. Ha 67 anni. È in attesa di eventuale intervento dopo esame urodinamico. Abbiamo molti dubbi sulla riuscita dell'intervento. Non sappiamo nemmeno la degenza in ospedale. Mio marito ha timore di non riuscita intervento. E' in anestesia locale? Grazie anticipatamente per le risposte. Cordiali saluti.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Prof. Carlo Rando

    Non si capisce a cosa serve l'esame urodinamico in un portatore di catetere necessitato da una prostata così voluminosa e rigida da aver indotto il blocco minzionale. Serve rapidamente l'intervento di riduzione e disostruzione, se possibile per via endoscopica, altrimenti anche a cielo aperto. L'intervento in ogni caso sarà in anestesia generale o al massimo spinale. L'unica cosa reale da valutare è lo stato strutturale prostatico ad evitare di misconoscere zone di cancro presenti che richiederebbero un intervento più radicale.


Domande più frequenti

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