Domande del paziente (27251)

    Domande su Cistocele

    Buongiorno. Ho eseguito un intervento di cistocele di 2°con ancoraggio di punti di sutura senza rete. Dopo quanto tempo posso svolgere attività semplici domestiche tipo cucinare abbassarmi per rifare letto spolverare..., posso alzarmi in autonomia dal letto o uscire per passeggiare o stare in macchina e lavoro d'ufficio grazie

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Prof. Carlo Rando

    In linea di massima pososno bastare 15 giorni dall'intervento per agire con gradualità, ma deve essere il chirurgo operatore che deve darle il via libera e il tipo di progressività.


    Salve ho 70 anni è da una settimana che assumo Unichalix 2 volte al giorno per migliorare la situazione sessuale in questa settimana non riesco più ad andare in bagno con regolarità solo stitichezza e flautenza, può essere un effetto dell' Unichalix?.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Prof. Carlo Rando

    L'integratore in sé non è responsabile, mentre lo sono le ragioni sottostanti alla sua disfunzione erettile o sessuale complessiva. Ciò è quanto da rivedere con un buon andrologo ed i dovuti esami.


    Buongiorno. Da due mesi ho un rigonfiamento nella zona del legamento inguinale, poco sotto.
    Ho fatto una serie di controlli, tra cui ecografia che ha dato esito negativo.
    Da sdraiata questo rigonfiamento lo sento meno. Il momento in cui lo sento di più è quando spingo in fuori il bacino.
    L'ecografia non rileva nulla di preoccupante. Nemmeno il medico di base, in quanto ha constatato che la zona inguinale gli sembra essere morbida.
    Una visita con un chirurgo ha suggerito l'idea che possa essere un rigonfiamento causato dai tendini anche se anche lui dice di faticare a sentire sia da sdraiata che da in piedi la zona che gli indicavo.
    Io purtroppo continuo ad essere preoccupata. Chiedo quindi se può essere che qualcosa sia sfuggito in queste visite e se la valutazione del tendine possa essere quella corretta.
    Ringrazio molto per la pazienza e la disponibilità

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Prof. Carlo Rando

    Improbabile che sia un problema tendineo, facile che sia una condizione pre-erniaria che è spesso difficile da valutare. Senza stressarsi, è solo utile tenere monitorata la situazione per poi decidere se e come agire.


    Buongiorno volevo chiedere un parere in merito alla rimozione di un stent uraterale rene sinistro, l ultimo l'ho tenuto 10 mesi ma è da 3 anni che metto e tolgo degli stent. Sono affetta da Acidosi Tubulare Distale Renale dalla nascita e nei ultimi anni ho avuto un peggioramento della malattia con numerosi ricoveri e il rene destro è ipofunzionante e se ho fortuna devo stare con lo stent dato che lavora al 22%.
    Lo stent mi è stato rimosso un mese fa nel rene sinistro sono presenti microcalcoli, ho sempre avuto un pò di fastidio al fianco davanti ma nei ultimi giorni mi fa un pò più male sotto alle costole volevo chiedere perchè sarà ancora infiammato o per altri motivi?
    Grazie Cordiali Saluti.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Prof. Carlo Rando

    Lo stent in sé non fa aumentare la capacità funzionale del rene, ma dovrebbe solo evitare che si costituisca una stenosi con successiva idronefrosi e perdita del rene. Il problema è come riuscire a riequilibrare lo stato di acidosi renale... cosa non impossibile, purché si agisca adeguatamente. Poi se sussiste una substenosi che lo stent, come sembra, non ha risolto, allora è il caso di pensare ad una diversa soluzione chirurgica dopo aver eseguito una urotac contrastografica.


    Domande su Cisti pilonidale

    Buongiorno, mio figlio di 22 anni è stato operato x cisti pilodinale con sutura 2 mesi e 1/2 orsono .Nonostante le medicazioni con fisiologica, betadine e controllo chirurgico oltre all'esportazione dei punti dopo 15 gg dall'intervento, è rimasto un forellino a fine cicatrice con fuoriuscita di siero e talvolta goccioline di sangue. Al tatto fa male ma sta continuando con le medicazioni. Cosa fare? È normale? Oltre al fastidio x la zona delicata, c'è molto disagio per le varie attività per un giovane di qs età .grazie mille

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Prof. Carlo Rando

    Allo stato non resta che tenere ben pulita ed asciutta la zona. Se non si rimargina stabilmente entro 15 giorni è bene che lo riveda il chirurgo.


    buonasera, ho 19 anni mi sono operato di circoncisione sub totale in data 25 marzo (un mese è una settimana fa).
    Dopo 20 giorni dall’intervento mi sono masturbato ed è venuto fuori un gonfiore a salsiccia sotto il glande (credo di pelle mucosa ). Questo gonfiore persiste tutt’oggi, è molle non duro ma comunque osceno.
    Vorrei sapere se si riassorbirà da sé o se andrà rimosso con una revisione (cosa che vorrei evitare). È comune che un gonfiore persista per oltre un mese da intervento? Entro giugno avrò una forma estetica decente?
    grazie per l’attenzione
    cordiali saluti…

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Prof. Carlo Rando

    Avrebbe dovuto aspettare almeno altri 20 giorni... ma tan'è! Quell'edema presumibilmente già esisteva in ragione dell'intervento, magari poco visibile per effetto della copertura del prepuzio residuo (la parziale è sempre un pessimo intervento), e la masturbazione lo ha fortemente accentuato. Ora è bene che aspetti il suo riassorbimento e può autarla l'applicazione di un poco di gel di aloe vera 1-2 volte al giorno, oltre a mantenere mobile (su e giù... ma non la masturbazione che è altra cosa) la pelle del pene. Se tra 15 giorni persistesse ancora allora potrebbe essere il caso di aiutare il dissolvimento con una infiltrazione di jaluronidasi. Se ancora poi non scompare allora sarà il caso di radicalizzare la circoncisione ed avere una realmente efficace gestione post-operatoria.


    Domande su Reflusso gastroesofageo (esofagite)

    Salve dottore io o un ernia iatale da scivolamento da 1cm e reflusso o sempre dolori al torace braccio sx e tachicardia i medicinali nn mi stanno dando nessun beneficio, volevo sapere se il mio caso è operabile perché non c'è la faccio più ad andare avanti così grazie

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Prof. Carlo Rando

    Per darle delle risposte utili occorre vedere gli esami che ha svolto e dei farmaci che assume, ma ne può sempre discutere con un chirurgo del tratto gastroesofageo o un chirurgo generale. Tuttavia è bene valutare anche il suo stato cardio-coronarico... i sintomi descritti sono suggestivi anche di tale aspetto ch non va sottovalutato, fermo restando che un insopportabile quadro GE possa dare condizioni negative cardio-coronariche.


    Domande su Ernia ombelicale

    Salve devo fare intervento di laperocele addominale, 5.5 cm mi metteranno retina. Mi metteranno catetere vescicale, se si quando tempo si tiene? Ho paura di prendere infezione. Mettono le calze anti trombo? Come ci si alza dal letto dopo un intervento del genere? Come funziona la degenza in ospedale?

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Prof. Carlo Rando

    Ormai è un intervento abbastanza "veloce". Se non ha rischi di trombosi non le metteranno nulla e non è detto che serva mettere un catetere se ha sempre avuto un buon flusso minzionale... nel caso al massimo uno o due giorni per verificare il flusso urinario. Dal letto ci si alza già un giorno massimo due giorni dopo con un po' di cautela e senza bruschi movimenti e poi si riprende progressivamente la normale mobilità. Ovvio che di tale aspetto dovrà avere le indicazioni dal chirurgo operatore.


    Salve, ho subito intervento di Turp per ipertrofia prostatica benigna 2 mesi fa, durante il giorno ho perdite di urina mentre di notte non mi succede. Urino abbastanza frequentemente di giorno mentre di notte dopo circa 3 ore. Ho fatto un trattamento antibiotico per 10 gg. e sto' assumendo un integratore specifico per le vie urinarie, non ho visto miglioramenti. Devo preoccuparmi ?

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Prof. Carlo Rando

    La normalizzazione minzionale dopo 2 mesi dovrebbe essere stata ripresa, ma quanto le accade può derivare o da un eccesso di assunzione di liquidi alla sera o dalla persistenza di una congestione infiammatoria pelvico-prostatica da rivalutare. Quale integratore assume e con quale scopo?


    Buongiorno,
    da inizio Aprile avverto dei fastidi nella zona lombare sinistra (fianco), descrivibili come fitte o dolori pungenti e continui. I sintomi non sono costanti: in alcuni giorni persistono per molte ore, mentre in altri sono del tutto assenti.
    Su indicazione del mio medico di base ho eseguito un’ecografia dell’addome completo, il cui esito è risultato nella norma, ad eccezione della seguente annotazione: “al terzo medio, a sinistra, si osserva un puntiforme microlita”. Dopo aver condiviso il referto con il medico, mi è stato confermato che si tratta di un piccolo calcolo renale.
    Segnalo inoltre che a settembre 2024 ho avuto un episodio simile di renella, diagnosticato in Pronto Soccorso e risolto con terapia farmacologica e abbondante idratazione. Non so se possa essere collegato.
    Attualmente, nonostante io stia cercando di bere molta acqua quotidianamente, il dolore continua a presentarsi. Dopo aver inviato l’esito dell’ecografia al mio medico, non mi sono state indicate ulteriori terapie o approfondimenti per capire se sia realmente quello il problema o come risolverlo.

    Vorrei quindi chiedere un parere su eventuali accertamenti diagnostici da eseguire o possibili trattamenti per risolvere o gestire il problema.

    Grazie per l’attenzione.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Prof. Carlo Rando

    Ovviamente il microlita e la renella pregressa cono condizioni concorrenti e frutto del medesimo problema non ancora evidenziato. Il dolore, oltre che scheletrico-muscolare, può derivare da condizioni di microcoloche atte a cercare di espellere il microcalcolo. In ogni caso vanno svolte le dovute indagini sia relative allo stato della via urinaria (urotac contrastografica) per verificare la presenza di substenosi (soprattutto al giunto pielo-ureterale) e relative alle cndizion metabolico-ossidative o funzinali renali atte a verificare la natura della produzione della persistente microcalcolosi. Non serve imbottirsi di acqua, che rischia di produrre problemi, ma basta avere un equilibrato apporto di liquidi diretti ed indiretti monitorato con il volume urinario e il livello di trasparenza dell'urina stessa. Fatte le adeguate valutazioni citate di potrà decidere sul come agire.


    Buonasera dottori, mio marito ha 65 anni e 4 anni fa ha subito una cistectomia con ricostruzione della vescica. Da allora soffre di incontinenza notturna, mentre durante il giorno non ha problemi. Inoltre, periodicamente, le urine diventano scurissime, a causa di un'elevata presenza di escherichia coli non sensibile agli antibiotici. Ciò preoccupa molto, perché l'infezione potrebbe estendersi, ad esempio, ai reni, con serie conseguenze, anche letali. Ci sono utili suggerimenti?
    Grazie anticipatamente per la vostra risposta, cordiali saluti.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Prof. Carlo Rando

    Mancano molti dati per poter dare suggerimenti. La cistectomia per un tumore infiltrante, suppongo... quale è ora la situazione del tumore e quale fu l'esito istologico? La ricostruzione fu eseguita con specifica e separata tasca intestinale e quindi con neoconnessione all'uretra o ha una connessione rettale (peraltro ciò giustificherebbe la presenza persistente di E. Coli che ovviamente non è risolvibile con antibiotici)? Il colore dell'urina non dipende dalla presenza di coli, ma da una alterata qualità dell'urina nel primo tipo di ricostruzione, dalla commistione uro-fecale nel secondo caso. Quindi occorre avere un esatto quadro della situazione che poi deve essere discussa in sede di visita, meglio con l'oncologo che lo sta seguendo.


    Domande su Ipertrofia prostatica

    buonasera, 12 mesi fa ho avuto una prostatite seria con infiammazione delle vie urinaria (escherichia coli). ora sono rientrato in un regime 'normale' con qualche crisi di quando in quando. assumo tamsulosina e decuster da un anno ma da qualche giorno ho smesso, per evitare il fastidioso problema eiaculatorio collaterale e perchè vorrei capire come reagisce il mio corpo senza farmaci. è un azzardo? grazie per l'attenzione

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Prof. Carlo Rando

    Da quanto racconta ha avuto un episodio di acutizzazione di una congstione infiammatoria persistente, forse non adeguatamente valtuata nelle sue ragioni e certamente trattata solo a livello sintomatologico. Ovvio che abbia risolto molto poco, oltre ad avere importanti problemi nella funzion sessuale sia per l'azione alfa-litica della tamsulosina, sia per l'azione anti-androgena del decuster (una associazione che non serve per le congestioni infiammatorie, ma solo per la IPB e a volte neanche per questa). Il suo corpo in tale situazione fa quel che può e rimane in ballo delle ragioni che le generano i problemi di cui credo poco o nulla sia noto o sia stato adeguatamente valutato. Quindi dovrebbe rivlgersi ad un buon andrologo che riveda il tutto con i dovuti esami genitali (ecografia doppler pelvico-prostatica e testicolare, analisi base dello sperma, coltura differenziale del secreto prostatico estratto e dell’urina) e generali (stato epato-metabolico-ossidativo, nutrizionale, ormonale, immunitario, cardio-coronarico-vascolare, fisico e stressogeno, microbiota intestinale), con gli indici derivati. Senza trascurare il profilo del PSA e lo stato del rapporto prepuzio/glande. La attenta interpretazione dei dati consentirà di attivare la utile strategia terapeutica.


    Salve, mi è stato prescritto azurvig 12.5 spray un solo spruzzo la sera. Il mio dubbio sull'utilizzo è che mi aspettavo una soluzione nebulizzata, invece nonostante la procedura di preparazione esatta, esce liquido alla pressione. È normale che sia liquida la sostanza che si spruzza?

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Prof. Carlo Rando

    E' una soluzione acquosa e quindi è normale che sia così. Non mi è chiaro il senso di questa terapia considerato che il sildenafil è fondamentalmente un farmaco ad azione precoce e quindi mal si presta per un trattamento non correlato alla successiva erezione di cui fruire.


    La dutasteride mi provoca mancanza di erezione e anche poca uscita di sperma cosa posso usare in sostituzione

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Prof. Carlo Rando

    Ovvio che accada per la potente azione anti-androgenica del farmaco. O sopporta tali limitazioni in ragione del suo trattamento terapeutico oppure occorre rivalutare tutto il suo quadro sia a livello genitale che generale e poi impostare una diversa strategia terapeutica che non impieghi farmaci anti-androgenici.


    Buongiorno a 45 giorni da intervento di TUIP per ostruzione collo vescicale e uretrotomia sono ormai riapparsi da una decina di giorni i seguenti sintomi:
    - leggera esitazione iniziale durante la minzione
    - solita frequenza urinaria aumentata
    - il flusso che sembrava migliorato ora si è indebolito
    - soliti sintomi "stile prostatite"
    Sono nell'ansia più totale.
    E' normale avere questi sintomi riapparsi dopo 45 giorni?(sembra proprio come si si fosse spento un pulsante all'interno del mio corpo e mi abbia ricatapultato al pre intervento).
    In caso di recidive possono manifestarsi dopo 45 giorni o prima?
    Le % di recidive sulle stenosi uretrali sono davvero così alte come scrivono?
    Si riesce a guarire da queste condizioni?
    Grazie per le risposte

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Prof. Carlo Rando

    Premesso che lo stress ansiogeno non l'aiuta e che va risolto con lo yoga e/o il tai-chi, la ricomparsa della sintomatologia è certamente legata ad un cosnsitente stato di congestin infiammatoria pelvico-prostatica (forse anche all'origine del quadro relativo al collo vescicale e all'uretra) o non adeguatamente valutato o minimizzato. Quindi prima di pensare ad una recidiva stenotica, occorre rivalutare tutto il quadro locale con i dovuti esami (ecografia doppler pelvico-prostatica transrettale, coltura differenziale) per poi decidere i passi successivi o diagnostici di causa (aspetti generali) o terapeutici.


    Domande su Iperplasia prostatica benigna

    Buongiorno,ho 71 anni sono stato operato alla riduzione della prostata da 15 anni,da qualche anno non ho il desiderio sessuale ,poca erezione,ho provato qualche volta la masturbazione a parte che non c'è eiaculazione ho tutta la giornata dolore al pene cosa posso fare? grazie

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Prof. Carlo Rando

    La DE e la carenza di desiderio possono avere ragioni diverse anche concorrenti tra loro, da quelle pelvico-prostatiche a quelle generali. Ovvio che poi anche l'età non giochi a favore. In ogni caso se vuole avere delle adeguate risposte di merito deve rivolgersi ad un buon andrologo che svolga i dovuti esami genitali Per quanto descrive sembra essere una questione di congestione infiammatoria pelvico-prostatica che si trascina da tempo e che è quantomeno stata sottovalutata (anche quella ecografia generale dell'addome è un esame troppo generale per svolgere una accurata valutazione) oltre che ad essere stati svolti i soli esami inerenti lo stato della via urinaria. La calprotectina è solo utile nel porre il sospetto di stati infiammatori intestinali consistenti, ma nulla può dire sullo stato degli squilibri del microbiota e delle relative disfunzioni... queste posso essere in grado di generare e/o sostenere il problema pelvico-prostatico, così come altri fattori più generali. In fatto quelle colture positive forse lo erano per contaminazione del campione (quale è lo stato del rapporto prepuzio/glande) di urina e soprattutto di sperma (il discrimine si fa con la coltura differenziale urino-prostatica) e in ogni caso il, suppongo, largo uso di antibiotici ha giocato fortemente a sfavore dell'equilibrio del microbiota intestinale, urinario e genitale così da sostenere il problema (possono essere necessari anche 2 anni per rimettere a posto tali squilibri). Ora occorre che un buon andrologo la veda ed esegua i dovuti esami genitali (ecografia doppler pelvico-prostatica e testicolare, analisi base dello sperma, coltura differenziale del secreto prostatico estratto e dell’urina) e generali (stato epato-metabolico-ossidativo, nutrizionale, ormonale, immunitario, cardio-coronarico-vascolare, fisico e stressogeno, microbiota intestinale), con gli indici derivati. Senza trascurare il rapporto prepuzio/glande. Oltre al profilo del PSA. La attenta interpretazione dei dati consentirà di attivare la utile strategia terapeutica.


    Un mese fa ho fatto una TURP. globuli rossi 100, bianchi 50, che ne pensate?

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Prof. Carlo Rando

    Suppongo si riferisca all'esame dell'urina. E' ancora normale e deriva dalla presenza delle escare e della reazione di riparazione. Ovviamente in un altro mese al massimo deve sistemarsi tutto, altrimenti va rivista la situazione con i dovuti esami.


    Salve, da più di un anno avverto forti fastidi uretrali. Da febbraio 2025 a settembre 2025 colture di urina e liquido seminale positive ad enterococcus faecalis, dopo di che l’infezione si é risolta. Ad oggi avverto ancora fastidi alla parte alta dell’uretra che va verso la vescica. Tutti gli esami che ho fatto risultano nella norma, uroflussometria; eco addome; colture; cistoscopia minzionale; uretrocistoscopia; esame per la calprotectina fecale.
    Il tutto accompagnato da saltuari dolori addominali nella parte bassa, entrambi i fastidi si accentuano drasticamente quando mangio qualcosa di diverso, esempio dopo una cena fuori casa.
    Premetto di essere seguito da sempre da un urologo, ma ad oggi vista la scarsa risoluzione del problema vorrei avere altri pareri su cosa poter fare, grazie.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Prof. Carlo Rando

    Per quanto descrive sembra essere una questione di congestione infiammatoria pelvico-prostatica che si trascina da tempo e che è quantomeno stata sottovalutata (anche quella ecografia generale dell'addome è un esame troppo generale per svolgere una accurata valutazione) oltre che ad essere stati svolti i soli esami inerenti lo stato della via urinaria. La calprotectina è solo utile nel porre il sospetto di stati infiammatori intestinali consistenti, ma nulla può dire sullo stato degli squilibri del microbiota e delle relative disfunzioni... queste posso essere in grado di generare e/o sostenere il problema pelvico-prostatico, così come altri fattori più generali. In fatto quelle colture positive forse lo erano per contaminazione del campione (quale è lo stato del rapporto prepuzio/glande) di urina e soprattutto di sperma (il discrimine si fa con la coltura differenziale urino-prostatica) e in ogni caso il, suppongo, largo uso di antibiotici ha giocato fortemente a sfavore dell'equilibrio del microbiota intestinale, urinario e genitale così da sostenere il problema (possono essere necessari anche 2 anni per rimettere a posto tali squilibri). Ora occorre che un buon andrologo la veda ed esegua i dovuti esami genitali (ecografia doppler pelvico-prostatica e testicolare, analisi base dello sperma, coltura differenziale del secreto prostatico estratto e dell’urina) e generali (stato epato-metabolico-ossidativo, nutrizionale, ormonale, immunitario, cardio-coronarico-vascolare, fisico e stressogeno, microbiota intestinale), con gli indici derivati. Senza trascurare il rapporto prepuzio/glande. La attenta interpretazione dei dati consentirà di attivare la utile strategia terapeutica.


    Domande su visita urologica

    Buonasera, Proevo 500 e Prostamol hanno la stessa efficacia.?

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Prof. Carlo Rando

    Entrambi contengono come principio fondamentale la serenoa che ha azione anti-androgenica (riduce e blocca gli stimoli degli androgeni, anche quelli utili) con lo scopo di ridurre l'aumento di volume prostatico (ma può agire "nascondendo un cancro). Il proevo500 ha in più un po' di decongestionanti vari che potrebbero aiutare a decongestionare lo stato infiammatorio... ma stante le dosi non è detto che siano utili.


    Domande su Resezione transuretrale della prostata (TURP)

    Buonasera mio padre si e sottoposto 55 giorni fa resezione hanno diagnosticato un carcinoma urietale di 1cm e hanno iniziato instillazioni vescicale oggi nella seconda seduta tornato a casa nel pom ha avuto ematuria è normale quanti giorni dovrebbe durare grazie

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Prof. Carlo Rando

    L'ematuria a seguito di quanto eseguito può accadere, ma deve rimanere un fatto rapido ed estemporaneo. Diversamente occorre un veloce controllo dall'urologo che lo segue.


Domande più frequenti

Tutti i contenuti pubblicati su MioDottore.it, specialmente domande e risposte, sono di carattere informativo e in nessun caso devono essere considerati un sostituto di una visita specialistica.