Domande del paziente (4)

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Anastasia Loria

    Buongiorno,
    da ciò che racconti emerge una grande consapevolezza di te stesso e delle tue dinamiche interiori, ed è già un aspetto molto importante.

    Quello che descrivi non sembra tanto una “mancanza... Altro


    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Anastasia Loria

    Gentile ragazza,
    da ciò che racconti sembra che tu stia vivendo un periodo di forte stato d’allerta emotiva, probabilmente iniziato dopo il primo episodio intenso di ansia/panico che ti ha molto spaventata.

    Quando... Altro


    salve egregi dottori vorrei chiedere un parere circa la mia situazione.
    dopo 18 anni di matrimonio nel quale abbiamo avuto due figli mi sono accorto quasi per caso che mia moglie aveva una relazione extraconiugale non avevo mai avuto nessun pensiero al riguardo visto che mia moglie ha sempre avuto un carattere molto chiuso non e mai stata una persona espansiva che desse confidenza ad altre persone molto vergognosa timida e con un passato prima di conoscere me con una sola reazione nella quale aveva avuto grandissimi problemi e delusioni per cui mai ho pensato che potesse avere confidenze con altre persone nella fattispecie altri uomini.
    ma evidentemente mi sbagliavo e avendo appreso che fossero 6 mesi che si frequentava con un altro uomo poi approfondendo sono venuto a conoscenza che si frequentava anche con un altro uomo ulteriore e che negli anni precedenti aveva avuto altre due frequentazioni con altri due uomini anche se parrebbe siano state molto brevi e non importanti e che non si era spinta fino ad avere Rapporti con questi due primi.
    avendo appreso questo dopo svariate ricerche e domande a lei effettuate non ho più creduto che fosse tutto o che fosse vero quello che mi diceva ho iniziato a dubitare di ogni cosa mi dicesse pensando che per imbarazzo o vergogna non mi avesse detto tutto o che non mi avesse detto completamente il vero. questo scoprire sempre piu e questo mio iniziare a dubitare ha creato un rapporto che lei si e rinchiusa sempre più e spesso mi ha detto che non riusciva piu ad avere intimità con me perché dopo tutto ciò provasse schifo. infatti da un po e sempre peggio e andata la nostra intimità prima di tutto questo avevamo una vita sessuale normale o addirittura io credo piu che normale certo ero sempre io a iniziare o chiedere di fare sesso ma visto come io l avessi sempre creduta fosse mi sembrava normale che per vergogna lei non mi chiedeva mai certe cose e quindi mi sembrava normale che fossi sempre io a chiedere o iniziare ad avere intimità con lei.
    adesso dopo tutto questo lei non vuole avere piu rapporti con me e se qualche rarissima volta si diciamo concede sta li come un sacco di patate tanto che io smetto perché così non mi piace e poi mi viene da pensare che con altri dopo averla anche perdonata fosse complice e non stesse inerme come con me e questo mi fa doppiamente male e stare veramente male
    vi chiedo cosa posso fare secondo voi
    vi ringrazio anticipatamente

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Anastasia Loria

    Buongiorno,
    Quello che emerge dal suo racconto è un dolore molto profondo che non riguarda soltanto il tradimento in sé, ma soprattutto il crollo dell’immagine che aveva costruito di sua moglie e del vostro rapporto in 18 anni di vita insieme.
    Lei aveva investito nella relazione un senso di fiducia totale:
    la vedeva come una persona chiusa, timida, “non capace” di certi comportamenti;
    interpretava alcune dinamiche della vostra intimità come caratteristiche del suo carattere;
    sentiva il matrimonio come un luogo sicuro.
    Scoprire non solo una relazione extraconiugale, ma più episodi nel tempo, ha probabilmente generato un trauma relazionale molto forte.
    Quando questo accade, spesso la mente entra in una ricerca continua:
    “Cos’altro non so?”
    “Quando mentiva?”
    “Con loro era diversa?”
    “Con me non desiderava davvero?”
    Ed è qui che il dolore diventa quasi ossessivo, perché non riguarda più soltanto il presente, ma riscrive retroattivamente tutta la storia della coppia.
    Anche il fatto che oggi lei viva l’intimità con distacco e chiusura peggiora enormemente la ferita.
    Perché per lei il messaggio implicito diventa: “Con me è fredda, con altri forse era viva.”
    Questa è una delle esperienze più distruttive per l’autostima affettiva di una persona tradita.
    Però è importante dirle una cosa delicata ma fondamentale:
    il comportamento attuale di sua moglie non necessariamente significa che con gli altri fosse realmente più coinvolta o passionale. Spesso, dopo che un tradimento viene scoperto, entrano in gioco:
    vergogna;
    senso di colpa;
    rifiuto di sé;
    paura del giudizio;
    rabbia;
    chiusura emotiva;
    difficoltà a sostenere lo sguardo del partner ferito.
    Molte persone, dopo essere state scoperte, si “spengono” sessualmente nella coppia non perché non provino nulla, ma perché l’intimità diventa il luogo dove sentono più forte il peso di ciò che è accaduto.
    Il problema però è che voi due siete rimasti intrappolati in un circolo molto doloroso:
    lei si chiude;
    lei dubita e cerca conferme;
    lei si sente sotto esame;
    lei sente ancora più distanza;
    lei soffre sempre di più.
    E così la relazione rischia di diventare soltanto un luogo di controllo, paura e umiliazione reciproca.
    La domanda importante ora non è soltanto: “Posso perdonarla?” ma anche: “Esistono ancora le condizioni emotive perché questo rapporto possa essere ricostruito davvero?”
    Perché il perdono, da solo, non basta se:
    manca trasparenza;
    manca assunzione piena di responsabilità;
    manca una vicinanza emotiva autentica;
    manca un lavoro di coppia serio.
    Lei ora sembra vivere in uno stato di confronto continuo con uomini che nemmeno conosce davvero, e questo la sta consumando psicologicamente.
    Credo che in questa fase sarebbe molto importante evitare due estremi:
    fingere che nulla sia successo;
    continuare interrogatori e ricerche continue.
    Entrambe le cose mantengono aperta la ferita.
    Probabilmente avreste bisogno di uno spazio protetto — individuale o di coppia — dove capire:
    se c’è ancora desiderio reale di ricostruzione da entrambe le parti;
    se sua moglie è disposta a essere davvero trasparente;
    se lei riesce lentamente a uscire dalla posizione di investigatore ferito.
    Perché restare per anni in questa sospensione, tra perdono dichiarato e sfiducia continua, rischia di fare male a entrambi molto più della verità stessa.


    Buongiorno . Io 43 anni maschio,lei 22 femmina. Ci siamo conosciuti sul posto di lavoro,lei per molto tempo prima di iniziare il suo turno mi passa sempre a trovare e stiamo insieme anche 1 ora quasi tutti i giorni a parlare di svariate cose,lei ha molti ragazzi che la corteggiano ed il suo telefono sembra un centralino,in questi mesi io nn ho mai spinto per sapere cosa volesse in più da me,credo che una ragazza nn perda tempo per 8 mesi se nn interessata. Un giorno mi chiede un passaggio in macchina e siamo finiti a casa mia,ma senza secondi fini da parte mia,siamo stati un po' lì e complice un po' di alcol le ho fatto capire che l'avrei voluta baciare,lei rispose sulla guancia e che la differenza di età la spaventa,io nn ho insistito e così è stato. Le cose sono poi continuate come sempre per mesi,cioè passa a trovarmi ,poi per alcuni giorni si allontana,poi magari mi scrive ,torna a salutarmi al lavoro,nel frattempo conosce ragazzi della sua età ,sparisce per un po' e poi torna. Fino a 10 giorni fa dove dopo alcuni rinvii mi propone una giornata al mare,io accetto andiamo e passiamo una bellissima giornata insieme dove c'è stato anche 2 baci appassionati,verso sera lei propone di rimanere anche il giorno dopo,ma io per motivi di lavoro nn potevo (mannaggia) Rientriamo a casa passano 3 giorni di totale distacco poi ci rivediamo e tutto è ricominciato come se nulla fosse,io mi aspettavo dopo la gita un cambio di passo. Ora il discorso è questo io vedo in lei dei tira e molla continui e nn capisco come regolarmi,vederla con altri ragazzi mi dispiace ,ma nn posso certo impedire ad una ragazza di vivere i suoi anni,però mi inizia a logorare questa cosa,mi piacerebbe un rapporto più chiaro,ma i suoi tura e molla nn lo consentono.

    RISPOSTA DEL DOTTORE:

    Dott.ssa Anastasia Loria

    In questa situazione si percepisce una forte ambivalenza da parte di lei:
    da un lato vi cerca, crea vicinanza, propone uscite, baci, momenti intimi ed emotivamente significativi; dall’altro sembra fare continui passi indietro, alternando presenza e distanza.
    Il problema però non è tanto capire “se le piaci”, perché alcuni segnali di interesse ci sono stati.
    La vera domanda è: quanto è disponibile davvero a costruire qualcosa di stabile e chiaro?
    Lei ha 22 anni, tu 43.
    Non è solo una differenza anagrafica: spesso è una differenza di fase di vita. Tu sembri desiderare definizione, continuità, chiarezza emotiva. Lei invece appare ancora molto dentro una dimensione esplorativa, oscillante, probabilmente combattuta tra:
    attrazione verso di te;
    paura della differenza d’età;
    desiderio di libertà e leggerezza;
    bisogno di sentirsi cercata e confermata.
    Il suo comportamento “tira e molla” potrebbe nascere proprio da questo conflitto interno.
    Ti avvicina quando sente il legame, poi si allontana quando percepisce che la cosa potrebbe diventare più seria o emotivamente impegnativa.
    Anche il fatto che:
    sparisca,
    frequenti altri ragazzi,
    poi ritorni,
    riprenda confidenza come nulla fosse,
    fa pensare a qualcuno che vive il rapporto molto “a onde”, seguendo l’emotività del momento più che una direzione stabile.
    Tu invece stai iniziando a soffrirne perché sei entrato in una fase diversa: non ti basta più il dubbio.
    E quando una persona alterna continuamente vicinanza e distanza, chi è più coinvolto emotivamente finisce spesso in uno stato di attesa continua:
    interpreta i segnali,
    spera nel cambiamento,
    soffre i silenzi,
    vive male la presenza di altri.
    Questo logora molto.
    Credo che il punto importante sia evitare di restare intrappolato nel ruolo di “possibilità sempre disponibile”, aspettando che sia lei a decidere cosa vuole.
    Perché più il rapporto resta indefinito, più rischi di alimentare aspettative che poi si scontrano con comportamenti incoerenti.
    Probabilmente ti aiuterebbe una comunicazione semplice e adulta, senza pressioni ma chiara: “Mi fa stare bene stare con te, però faccio fatica a vivere questo continuo avvicinarsi e allontanarsi. Vorrei capire se per te questa conoscenza ha una direzione reale oppure no.”
    Non per ottenere una dichiarazione immediata, ma per proteggere anche il tuo equilibrio emotivo.
    Perché a volte il problema non è che una persona non provi nulla.
    È che non è pronta — o non vuole — vivere ciò che l’altra persona desidera vivere.


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