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28/04/2026
Roma 2 indirizzi
Sono la Dott.ssa Claudia Esposito, psicologa, specializzanda in psicoterapia ad orientamento integrato presso la Scuola di Psicoterapia “Forma Mentis” del Consorzio Universitario Humanitas.
Nel mio lavoro accompagno adolescenti e adulti in percorsi di sostegno psicologico e crescita personale, con l’obiettivo di comprendere insieme ciò che genera sofferenza e costruire strumenti concreti per stare meglio, nelle relazioni, nello studio e nel lavoro. Credo in una psicologia “su misura”: ogni persona ha una storia unica, tempi propri e bisogni specifici.
Il mio approccio si fonda sulla Control Mastery Theory, un modello che legge i sintomi come tentativi di adattamento e protezione, spesso legati a paure profonde e convinzioni dolorose su di sé e sugli altri. In terapia lavoriamo in modo collaborativo per riconoscere questi schemi, rafforzare le risorse personali e favorire cambiamenti stabili, nel rispetto degli obiettivi specifici della persona.
Ricevo in presenza e online. Se è un momento difficile o avverte il bisogno di conoscersi meglio, è possibile valutare insieme un percorso che rispecchi le proprie esigenze.
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14 recensioni
Ho conosciuto la Dott.ssa Esposito in un momento molto delicato della mia vita. Ha saputo accompagnarmi in questo percorso con serietà, professionalità ed empatia
Dott.ssa Claudia Esposito
La ringrazio di cuore per le sue parole e per la fiducia che ha riposto in me. È stato un privilegio accompagnarla in questo percorso e le auguro di continuare con la stessa determinazione.
Professionista seria, preparata e capace di mettere le persone a proprio agio fin dal primo incontro. Ho apprezzato molto il suo modo di lavorare: attento, rispettoso e mai superficiale. Trasmette competenza, equilibrio e una reale cura per la persona. La consiglio sinceramente.
Dott.ssa Claudia Esposito
Grazie di cuore per le sue parole. Creare un ambiente in cui le persone si sentano accolte e al sicuro fin dal primo momento è qualcosa a cui tengo profondamente, e sapere che lo ha percepito è per me la conferma più importante. È stato un piacere lavorare insieme, le auguro il meglio.
La Dott.ssa Claudia Esposito è una professionista empatica e competente. Mi sono sentita ascoltata e accolta fin da subito, in un clima sereno e senza giudizio. Consigliata a chi cerca un supporto serio e umano.
Dott.ssa Claudia Esposito
Grazie mille per le sue gentili parole Caterina. Creare un clima sereno, accogliente e privo di giudizio è per me una priorità fondamentale, perché credo che sentirsi davvero ascoltati sia il primo passo di ogni percorso.
Un caro saluto.
Ho ripreso in mano la mia vita dopo il percorso con la dottoressa Claudia. Grazie alla sua competenza, già dopo poche sedute ha posto in evidenza il fulcro del mio problema e ho iniziato ad essere sempre piu consapevole e sicura.
Inoltre lo studio è molto grazioso e facilmente raggiungibile da Piramide e Ostiense
Dott.ssa Claudia Esposito
Grazie di cuore per le tue parole Marianna.
Sono felice che il percorso intrapreso ti abbia aiutato a fare chiarezza e a sentirti più consapevole e sicura.
Ti auguro di continuare su questa strada con fiducia. Un caro saluto!
Professionista seria ed empatica, mi sono trovata a mio agio fin da subito. Consigliatissima!
Dott.ssa Claudia Esposito
Grazie mille Antonella
La dottoressa è una professionista empatica, competente e attenta, capace di creare uno spazio sicuro e privo di giudizio. Grazie al suo supporto concreto e personalizzato, ho acquisito maggiore serenità. La consiglio vivamente a chi desidera un percorso di crescita serio ed efficace.
Dott.ssa Claudia Esposito
Grazie di cuore per queste parole. Vedere una persona acquisire maggiore serenità è il senso più profondo del mio lavoro.
Consiglio la Dott.ssa Esposito. Sin dal primo incontro mi sono sentito accolta, a mio agio e mai giudicata. Ha una capacità rara di ascolto e riesce a creare un clima di totale fiducia. Grazie alla sua professionalità e alla sua empatia, sono riuscita ad affrontare temi per me difficili con una serenità che non avrei mai immaginato. Un punto di riferimento prezioso.
Dott.ssa Claudia Esposito
Grazie di cuore per le sue parole. Sono felice che abbia trovato uno spazio accogliente e non giudicante, in cui sentirsi a proprio agio e poter affrontare temi importanti con maggiore serenità. La ringrazio per la fiducia.
Molto professionale con ottime capacità relazionali.
Dott.ssa Claudia Esposito
Grazie mille!
Splendida professionista, attenta alla salute dei propri pazienti
Dott.ssa Claudia Esposito
La ringrazio
La dottoressa Esposito mi ha accolto con molta gentilezza e professionalità, ha saputo creare uno spazio sicuro dove mi sono sentita libera di esprimermi senza sentirmi giudicata. Consiglierei la dottoressa a chiunque debba affrontare delle tematiche delicate e stia cercando una professionista competente e capace di accompagnare in un percorso di crescita personale con empatia e rispetto.
Dott.ssa Claudia Esposito
La ringrazio per la recensione e per aver condiviso la sua esperienza. Mi fa piacere sapere che ha percepito ascolto, rispetto ed assenza di giudizio. Un caro saluto.
ha risposto a 5 domande da parte di pazienti di MioDottore
Buongiorno,
ho una domanda su una relazione che si è interrotta in modo burrascoso.
Avevo intrapreso una relazione con una ragazza che inizialmente era amica da circa un paio d'anni, ma poi, da Febbraio 2022, frequentandola di più, ho pensato di potermi spingere oltre la semplice amicizia.
Inizialmente tutto sembrava andare bene, ma poi si finiva per litigare per le cose più banali (per lei era sempre colpa mia per una "questione di atteggiamento"). Un esempio su tutti: una volta dovevamo uscire, io ho dimenticato la chiave della macchina a casa e stavo salendo per le scale per andarla a riprendere. Lei ha preso la macchina ed è uscita da sola, interpretando questo mio gesto come il non voler prendere la mia macchina, quando in realtà non era assolutamente nelle mie intenzioni, ma mi son dovuto scusare comunque, perché non c'è stato verso di farle cambiare idea, per lei era così e basta.
Finiva sempre con il bloccarmi sui social, su WhatsApp e aveva spesso delle reazioni violente (non parlo di violenza fisica, ma violenza verbale: me ne diceva di tutti i colori, roba del tipo "non sai comportarti", "sei tutto sbagliato", "devi curarti", e quant'altro). Dopodiché, dopo qualche giorno, finiva per sbloccarmi. Io ero sempre quello che si doveva scusare e - come potete intuire - stavo malissimo.
Purtroppo io partivo con un gap rispetto a lei: non avevo avuto finora relazioni, ne' rapporti con una donna (essenzialmente per la mia timidezza e perché non mi ritenevo interessante per l'altro sesso e questo mi ha frenato per molto tempo). Lo sbaglio che ho fatto è stato quello di non averglielo mai confessato e, nel primo rapporto intimo che abbiamo avuto, è venuto fuori (ho avuto ansia da prestazione e una visita specialistica da me effettuata ha fortunatamente escluso cause fisiche). Da quel giorno le violenze verbali erano all'ordine del giorno ("tu con me hai recitato", "sei falso come Giuda", "sei come tutti gli altri, con la differenza che non s...pi", "mi hai usata come esperimento" e quant'altro). Ed era sempre un blocca/sblocca sui social e su WhatsApp.
Poi la fissazione che avevo un'altra (assolutamente non vera!) e i primi di giugno, ero con lei e ha preteso, dopo che il mio smartphone ha vibrato per un messaggio su WhatsApp (di mio fratello, che ovviamente non poteva sapere che fossi con lei e mi ha chiesto una cosa) di voler vedere le mie chat, richiesta a cui mi sono opposto perché io non ho mai visto, per una questione di privacy, le sue. A quel punto, ritorna la violenza verbale, mi ha detto di uscire dalla sua vita e mi ha tolto dagli amici di Facebook (nel senso che non mi ha bloccato, mi ha semplicemente tolto dagli amici) e mi ha bloccato su WhatsApp (a dire il vero non so se ha cancellato il mio numero dalla rubrica, ma tant'è).
Da un mese e 15 giorni non abbiamo più contatti e - come potete intuire - sto male. Sto male perché io provo sentimenti veri verso questa persona e probabilmente, complice la mia inesperienza, non li ho saputi trasmettere. Ho sicuramente fatto degli errori (forse avrei potuto confessare il fatto di non aver avuto finora una relazione ma capite bene che ero imbarazzato), non voglio fuggire certo le mie responsabilità, ma è possibile che sia solo io "quello sbagliato"?
Vorrei tanto cercare di ricucire con questa persona e quanto meno riappacificarmi, chiedendole scusa in qualche modo perché mi sento in colpa, ma non so se è la scelta giusta. Ho anche iniziato un percorso di supporto psicologico, perché il dolore che sento e il dispiacere sono così forti che mi fanno stare molto male e si stanno ripercuotendo negativamente su altri aspetti (tra cui quello lavorativo, perché non sono sereno e vorrei scappare da tutto e tutti).
Vi chiedo dunque un consiglio su come gestire questa situazione, anche un punto di vista, anche capire se ho sbagliato io (o soltanto io) e dove, a vostro giudizio, avrei sbagliato. E anche se è il caso di come recuperare (e se recuperare) un rapporto con questa persona per la quale ho avuto davvero sentimenti genuini.
Grazie.
Buonasera,
Credo che uno degli obiettivi del Suo percorso psicologico sia proprio quello di sentirsi legittimato a costruire una relazione soddisfacente, che non la faccia sentire costantemente sbagliato.
I suoi sentimenti per questa donna erano validi e genuini ma impedirle di continuare a farLe del male è un modo di tutelare la Sua persona.
AugurandoLe ogni bene resto a disposizione,
Dott.ssa Claudia Esposito
Mi sento maltrattata e recipiente di una cattiveria gratuita. Non posso gestire le mie emozioni ora che la situazione con lui è diventata davvero insopportabile…
Salve, ho 35 anni con poche esperienze nella mia vita sentimentale, non tanto carine. Nella multinazionale dove lavoro ho conosciuto un uomo tunisino di un anno più giovane di me, il quale mi ha attratta sin da subito. Ci siamo detti buongiorno un paio di volte, poi gli lanciavo sguardi che gli facevano capire che mi piaceva, i quali lui ricambiava. Siccome lavoriamo in gruppi diversi ma comunque nella stessa sala, le questioni di lavoro non ci portano a comunicare direttamente, nonostante ciò, lui si è informato del mio nome e cognome, mi ha trovata sui social e ha iniziato a scrivermi. Due giorni mi tempesta di messaggi, poi smette di scrivermi e a volte mi insegue alla metro, deviando il suo percorso di norma, senza però parlarmi. Avendo parlato un po’ a lavoro dopo la nostra comunicazione online, ho preso io l’iniziativa a parlargli quando una volta mi ha inseguita di nuovo alla metro. Da allora parecchie volte siamo tornati insieme a casa, perché abitiamo vicino, lui deviando sempre un po’ il suo percorso. Nonostante mi faceva orbiting, anche guardando tutte le storie che pubblicavo, non ha proposto un’uscita ma sono stata io a proporgli una volta tornando a casa, dopo un mese e mezzo da quando abbiamo iniziato a scriverci sui social. Siamo andati a cena e mi ha confessato di esser sposato, avendo cominciato però la procedura del divorzio, siccome la moglie non si decide di venire a vivere con lui, qui in Grecia, in modo permanente. In realtà, come si è dimostrato, lei viene qui una volta all’anno, si trattiene per tre mesi e poi se ne torna in Tunisia, dove lui a sua volta va a trovarla ogni estate per un paio di settimane. Dalla sera che siamo andati a cena, ci siamo frequentati quasi per una settimana, nella quale mi tempestava di messaggi dalla mattina alla sera, siamo usciti di nuovo questa volta di sua proposta e quando una sera ho fatto la mossa per spingere la situazione al livello successivo, cioè quello sentimentale, lui mi ha detto che non fosse ancora pronto per una relazione a causa della sua situazione matrimoniale. Quando gli ho chiesto se voleva ancora la moglie nonostante il divorzio, ha risposto di no e ha iniziato a baciarmi. Ci siamo baciati per tre ore consecutive, il giorno dopo la stessa cosa, poi quando mi ha chiesto se volevo andare a casa sua, ho rifiutato, dicendogli di fare meglio una passeggiata fuori. Abbiamo fatto la passeggiata, il giorno seguente dopo avermi mandato messaggi sdolcinati in mattinata, nel pomeriggio mi ha detto che l’ha ricontattato la moglie chiedendogli di darle un’ultima chance e che sarebbe venuta qui a vivere con lui nei prossimi giorni. Mi ha chiesto di non sentirci più, perché voleva del tempo e perché doveva arrivare la moglie e darle la chance. Usava il termine ex moglie quando si riferiva a lei, dicendo inoltre che lei avvolte lo stancava con le sue lamentele. La moglie comunque non è mai arrivata, lui al contrario è andato in Tunisia in vacanza, in poche parole mi ha mentito. Quando è tornato dalla vacanza, io ancora presa da lui e dopo averlo eliminato dai social, l’ho contattato, abbiamo iniziato di nuovo a seguirci e gli ho chiesto di rimanere amici. Lui ha accettato e dopo un po’ di tempo, dopo aver scambiato qualche like e guardato entrambi le storie l’uno dell’altro, ha iniziato di nuovo a inseguirmi alla metro. Abbiamo ripreso a parlare, per cinque giorni consecutivi di nuovo ci scrivevamo dalla mattina alla sera, fino il primo giorno che è andato di nuovo in Tunisia in vacanza a trovare la moglie. Di punto in bianco, durante la sua vacanza lì, ha messo lo stato silenzioso sui social, ha smesso di guardarmi le storie e ha rimosso il like che mi aveva messo a un post. Quando è tornato, è diventato freddo e distaccato, non mi ha scritto più di sua iniziativa, al lavoro ha cambiato il posto in cui si sedeva per non starmi vicino e ha cambiato l’orario in modo che non ci incontrassimo più alla metro. Io non l’ho mai assillato e mai disturbato. Quando è venuta la moglie ad Ottobre, come ho scoperto ma non da lui, mi ha bloccata su Facebook solo perché non l’ho guardato più in faccia dopo questa presa in giro. Mi ha sbloccata, gli ho chiesto spiegazioni e chiedendomi scusa, ci siamo di nuovo riconnessi sui social. Pochi mesi fa è arrivata una nuova collega nel suo gruppo, la quale sin da subito l’ha approcciato e lui un paio di volte si è fatto vedere in sua compagnia. Io, rimanendoci male, gli ho chiesto se succede qualcosa tra di loro, visto che con me non ha voluto continuare, siccome voleva salvare il suo matrimonio. Ha detto che sono solo amici, che si è rimesso con la moglie, che non ha mai mentito sul fatto del divorzio e che quando dovesse terminare il matrimonio, mi avrebbe spiegato tutto. La moglie è andata via a fine Gennaio, questa collega a Febbraio ha iniziato a seguirlo su Instagram ricambiandole lui il following e da un po’ di tempo vengono al lavoro insieme e vanno via insieme. Questa donna dal primo momento, prima che sapesse di me, mi guardava male e lui lo sapeva. In genere a lavoro è poco simpatica a causa della sua arroganza e i suoi modi poco gentili. Ho la sensazione che si sono messi assieme e che con lei da molto di più rispetto a quanto ha dato a me e le dedica più tempo. Si fa vedere con lei davanti a me, senza calcolare i miei sentimenti, come se fossi inesistente. Io l’ho eliminato dai social e non lo guardo nemmeno in faccia. A lavoro tutti sanno che è sposato. Questa situazione mi ferisce molto, pensandoci come si è comportato con me e per quanto sia spudorato. Se non lo vedo sto più tranquilla e mi distraggo, ma essendoci costretta a vederlo tutti i giorni a lavoro sto male, mi sento un nodo in gola e piango continuamente, non so come gestire le mie emozioni…
Gentile utente,
grazie per aver condiviso una situazione così dolorosa e complessa. Il dolore, la confusione, la difficoltà a gestire le emozioni che descrive sono una risposta comprensibile a una serie di esperienze in cui si è sentita ripetutamente ingannata, sminuita e non considerata.
Dalla sua narrazione emerge con chiarezza quanto lei si sia impegnata per costruire qualcosa di autentico, cercando onestà, reciprocità e rispetto. Eppure si è trovata di fronte a comportamenti contraddittori, bugie e, infine, a una situazione lavorativa che la costringe a confrontarsi ogni giorno con una fonte di sofferenza.
Dal punto di vista psicologico, ciò che sta vivendo può essere compreso anche alla luce di alcune convinzioni dolorose che questa relazione ha probabilmente rinforzato: ad esempio, l’idea di non meritare rispetto, di essere “invisibile” agli occhi degli altri, o che i propri bisogni emotivi siano eccessivi o irrilevanti.
Il pianto, il nodo in gola, la difficoltà a distrarsi: il suo sistema emotivo sta segnalando che qualcosa di importante è stato ferito come la sua fiducia, il suo senso di valore, il suo diritto a essere trattata con dignità.
Un percorso psicologico potrebbe aiutarla a: riconoscere e mettere alla prova queste credenze dolorose su di sé, recuperare un senso di agency, ovvero la consapevolezza di poter agire e scegliere per il proprio benessere ed elaborare il dolore senza restarne intrappolata.
Non è obbligata a gestire tutto questo da sola, rivolgersi a una professionista può essere un primo passo concreto per ritrovare equilibrio e chiarezza.
Un caro saluto,
Dott.ssa Claudia Esposito
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