Esperienze
Sono laureato in Psicologia clinica e specializzato in Psicoterapia e Psicologia della Salute presso l’Università degli Studi di Torino con il massimo dei voti. Da oltre 20 anni mi occupo di psicologia clinica e psicoterapia, lavorando con adulti, adolescenti e coppie.
Ho collaborato con il Servizio Sanitario Nazionale occupandomi di psicoterapia individuale per adulti, psicodiagnostica, counseling e sostegno psicologico. Ho inoltre coordinato sportelli di supporto psicologico nelle scuole, rivolti agli adolescenti e alle loro famiglie. Parallelamente, sono docente ed esperto in area psicologico-sociale e clinica nei percorsi di formazione socio-sanitaria.
Attualmente esercito la libera professione di Psicologo e Psicoterapeuta a Torino (zona Crocetta) e come Psicologo a Chieri, dove ricevo privatamente nel mio studio. Mi occupo in particolare di:
· Disturbi d’ansia (attacchi di panico, stress, preoccupazioni eccessive)
· Disturbi dell’umore (depressione, alterazioni del sonno, alimentazione e sessualità)
· Disturbi ossessivo-compulsivi
· Disturbi di personalità
· Disturbi psicosomatici
· Disturbi del comportamento alimentare
· Traumi e lutti complessi
· Difficoltà relazionali e di coppia
· Disagi adolescenziali e difficoltà scolastiche
· Sostegno psicologico in patologie organiche (pazienti e familiari)
Il mio approccio di riferimento è la Psicoterapia Psicoanalitica, con competenza specifica nella Terapia Dinamica Interpersonale Breve (TDI). Faccio parte del gruppo di intervisione dell’ASP – Associazione Studi Psicoanalitici e collaboro con MediciItalia nell’attività di divulgazione e sensibilizzazione su tematiche cliniche.
Approccio terapeutico
Aree di competenza principali:
- Psicodiagnostica
- Psicologia della salute
Principali patologie trattate
- Ansia
- Attacco di panico
- Stress
- Ipocondria
- Disturbo Ossessivo Compulsivo
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Foto e video
Prestazioni e prezzi
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Colloquio psicologico
75 € -
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Consulenza online
75 € -
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Psicoterapia individuale
75 € -
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Psicoterapia di coppia
75 € -
Indirizzi (3)
Corso Filippo Turati 11C, Torino 10124
Disponibilità
Telefono
Pazienti accettati
- Pazienti senza assicurazione sanitaria
- Pazienti con assicurazione sanitaria
Via Guglielmo Marconi 1, Chieri 10023
Disponibilità
Telefono
Pazienti accettati
- Pazienti senza assicurazione sanitaria
- Pazienti con assicurazione sanitaria
Consulenza online
Pagamento dopo la consulenza
Consulenza online
Pagamento dopo la consulenza
Disponibilità
Telefono
Pazienti accettati
- Pazienti senza assicurazione sanitaria
- Pazienti con assicurazione sanitaria
Recensioni
26 recensioni
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E
Erika
Molto professionale riesce a dare spiegazioni dettagliate ed è molto empatico lo consiglio vivamente
• Studio di Chieri Psicologo, Psicoterapeuta Dr. Migliore • colloquio psicologico •
Dr. Alberto Migliore
Grazie mille Erika per la sua recensione.
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D
Daniela
Molto attento a ciò che esponi con risposte dettagliate,con una tranquillità disarmante che solo un professionista può fare ,sono molto contenta....mi sento un po' protetta.
• Studio di Chieri Psicologo, Psicoterapeuta Dr. Migliore • psicoterapia di coppia •
Dr. Alberto Migliore
Grazie Daniela, mi fa molto piacere il suo commento.
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D
Domenico di Virgilio
Ottimo professionista,capace di metterti a tuo agio.
Persona molto competente.• Studio di Torino Psicologo, Psicoterapeuta Dr. Migliore • colloquio psicologico •
Dr. Alberto Migliore
Grazie Domenico per la sua recensione.
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L
L.p
Ottimo professionista, lo consiglio .
Mi sono trovata bene• Studio di Chieri Psicologo, Psicoterapeuta Dr. Migliore • colloquio psicologico •
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A
Alessio
Un Professionista con la “P” maiuscola, molto empatico ma allo stesso tempo realista e diretto ma in maniera molto pacata ed elegante. Personalmente mi sono trovato benissimo ed è la prima volta che mi capita vista la mia diffidenza, è solo la prima seduta che ho fatto ma mi ha trasmesso molta sicurezza e si vede che lo fa con molta passione. Consigliatissimo!!
• Studio di Torino Psicologo, Psicoterapeuta Dr. Migliore • colloquio psicologico •
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M
MA
Bravo dottore competente con una ottima formazione e brava persona empatica e gentile
• Studio di Chieri Psicologo, Psicoterapeuta Dr. Migliore • colloquio psicologico •
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S
S.A.
Professionista super preparato ed empatico, mette a proprio agio e ti accompagna a individuare e analizzare le problematiche senza troppi giri, andando dritto al sodo. È stata una breve esperienza molto proficua. Consigliatissimo!
• Studio di Chieri Psicologo, Psicoterapeuta Dr. Migliore • colloquio psicologico •
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L
LM
Mi sono sentita subito a mio agio. E a fine seduta mi sentivo più leggera.
• Studio di Torino Psicologo, Psicoterapeuta Dr. Migliore • colloquio psicologico •
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F
FB
Empatico. Preparato. Utile. Efficiente. Semplificativo .
• Studio di Torino Psicologo, Psicoterapeuta Dr. Migliore • psicoterapia individuale •
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F
Fede.
Il dott. Migliore è uno psicologo fantastico. È molto empatico e sa davvero come mettere a proprio agio. Mi ha aiutato a capire e gestire la mia rabbia. Super consigliato!
• Studio di Torino Psicologo, Psicoterapeuta Dr. Migliore • psicoterapia individuale •
Risposte ai pazienti
ha risposto a 14 domande da parte di pazienti di MioDottore
Buongiorno,
Io e il mio ragazzo andiamo d'accordo, ma a volte a lui capita di reagire molto male se gli faccio delle osservazioni che in qualche modo gli suonano una critica eccessiva. Premetto che non sono una persona gelosa e possessiva in maniera morbosa, ma "rizzo le antenne" se percepisco qualcosa che si discosta eccessivamente dal suo modo naturale di comportarsi. Lunedi scorso ha rivisto casualmente un'amica, della quale ho notato qualche mese fa sui social vecchie fotografie con lui con didascalie come "Finalmente insieme/il mio migliore amico etc..". Essendo lui una persona che esige trasparenza, avevo chiesto con calma del loro rapporto e avevo espresso un mio parere su come lei dovesse essere molto legata a lui. Lui ha fatto spallucce. Lunedi scorso appunto ci siamo incrociati e dopo delle prime battute, lei sembrava andarsene per conto suo, finché lo chiama e inizia a parlare con lui del loro passato, di quando andavano alla stadio, di conoscenze comuni, ridendo in una maniera molto confindenziale che mi ha ferita. A casa gliel'ho detto con molta calma e senza fare accuse, anche perchè non ho motivo di accusare, ma solo dicendo che quella intimità di risate etc., mi aveva scossa. Inizialmente mi ha dato ragione e ha mostrato dispiacere ma il giorno dopo ha ritrattato dicendomi che mi ha detto cosi ma in realtà pensa che la sua amica non abbia fatto nulla di male, che sono esagerata e che lui vorrebbe una pausa, addirittura "conoscere (e non solo) altre ragazze".
Mi sento umiliata, ferita e sinceramente non so cosa pensare del suo livello di sincerità. Da ieri, vedendomi piu' chiusa e riflessiva nonché stanca (dormo molto male da questi litigi), dice che è molto dispiaciuto da tutto, da questo distacco.. Come se volesse fare un passo indietro. Sono quasi certa del suo amore, ma queste parole pesanti e gratuite, usate di sovente nei momenti di "discussione" (dove ripeto, le mie osservazioni sono pacate ma si trasformano in un'aggressione verbale) mi rendono debole, insicura e ora distaccata da lui. Non si tratta di chiedermi scusa (non voglio scuse non sentite) ma di gestire adesso (per stare bene io in primis) queste situazioni. Quando accadono eventi cosi, come quello della sua amica, dovrei aspettare di vedere cosa mi dice? Devo ignorare? Come posso gestire questo senso di ansia che provo, e non solo ansia, questo essere adesso prevenuta verso di lui?
Grazie
Buongiorno,
da ciò che racconta emerge che lei porta i suoi vissuti con calma, ma il suo compagno tende a reagire in modo difensivo o svalutante. Questo non riguarda tanto l’episodio in sé, quanto il modo in cui la coppia gestisce le emozioni nei momenti delicati.
Il suo disagio è legittimo: sentirsi esclusa o ferita davanti a certe confidenze è naturale. Non serve ignorare o reprimere. Il punto è come comunicare questi vissuti senza che diventino un pretesto di conflitto. Le può essere utile:
parlare quando è più serena, evitando il “subito a caldo”;
usare frasi centrate su di sé (“mi sono sentita ferita”) invece che sul partner;
stabilire confini chiari, facendo presente che parole come “pausa” o “altre ragazze” sono offensive e non aiutano la relazione.
Se questi episodi restano occasionali, lavorare sul dialogo può bastare. Se invece le reazioni svalutanti diventano una costante, è importante chiedersi se la relazione le offre la sicurezza e il rispetto di cui ha bisogno.
Un saluto
Alberto Migliore
Buongiorno,
ormai circa 20 gg fa,facendo pulizia nella dispensa mi è capitato tra le mani un barattolo in vetro di olive in salamoia di produzione industriale acquistate al supermercato qualche mese fa , appena preso in mano il barattolo spostandolo dalla dispensa era mal avvitato e ha rovesciato del liquido.
Non aveva odori strani, muffe né patina bianca bolle o altro, ovviamente l'ho gettato. Mi chiedevo se fosse possibile un'ipotetica presenza di botulino.. O a cosa può essere dovuta l'apertura, se al caldo ecc.. Parte del liquido è caduta su qualche barattolo o latta vicino, ho pulito con acqua e un paio li ho addirittura gettati. Dopodiché ho pulito quel piano della Dispensa con acqua e detersivo per piatti, lavato in lavatrice il panno e l'asciugamano utilizzati in parte per pulire, ripulito con il Napisan tutto il lavandino dove era andato parte del liquido, sciacquato le poche stoviglie che in quel momento erano nel lavandino e lavato quasi tutto in lavastoviglie. Nella peggiore delle ipotesi fosse anche stato contaminato da botulino è sufficiente l'operazione di pulizia che ho effettuato? Secondo mio marito mi sono preoccupata molto eccessivamente anche perche in primis secondo lui non si trattava di botulino perché si trattava di prodotto industriale e perlopiù sotto salamoia, non sott'olio, ma probabilmente dovuto ad un tappo o una chiusura difettosi che con il tempo ed il calore si sono aperti e secondo lui non avendo ingerito il prodotto non corriamo assolutamente alcun rischio. Il fatto è che tutto ciò è diventata per me un'ossessione, ho paura di aver contaminato tutta la casa tramite spugne, strofinacci utilizzati, toccando di qua e di là con le mani come se la tossina potesse ancora essere attiva posata sugli oggetti, su asciugamani lenzuola vestiti ecc (mi rendo conto sia forse quasi impossible ).
Preciso inoltre che sono incinta e prossima alla scadenza, per cui la paura è ancora più forte diciamo e si riversa anche sulla paura che il bambino tramite noi o tramite la casa possa contaminarsi. Alcuni giorni va meglio altri ci ricasco maggiormente..
Purtroppo sono soggetta a soffrire di doc lieve, direi non invalidante, a periodi, su vari argomenti, sono stata anche in psicoterapia. spero e confido in un vs gentile cenno di risposta il prima possibile per stare più tranquilla e godermi gli ultimi giorni di gravidanza il più serenamente possibile. Grazie mille.
Buongiorno,
intanto raccolgo la sua richiesta con attenzione: mi sembra che, oltre all’episodio concreto delle olive, lei stia raccontando di una preoccupazione che si è trasformata in pensiero ricorrente e molto carico di ansia.
Dal punto di vista reale: suo marito ha ragione nel dire che, trattandosi di prodotto industriale in salamoia e non sott’olio, il rischio di botulino è praticamente nullo; inoltre, non avendone ingerito il contenuto, non vi è nessun pericolo per lei e per il bambino. Le pulizie che ha fatto sono già state più che sufficienti. Da questo punto di vista può sentirsi al sicuro.
Dal punto di vista psicologico, invece, la questione è diversa: ciò che colpisce non è tanto l’episodio in sé, quanto la maniera in cui esso continua a riattivarsi nella sua mente. Mi sembra che lei lo viva come se fosse una contaminazione che non finisce mai, che potrebbe sempre riemergere e diffondersi. In un linguaggio psicoanalitico, potremmo pensare che questo “liquido pericoloso” rappresenti qualcosa che sfugge al controllo e invade lo spazio, proprio come i pensieri ossessivi che non riescono ad essere contenuti.
È importante riconoscere che, soprattutto in gravidanza, la mente può farsi più vulnerabile: i cambiamenti, l’attesa, le paure rispetto alla protezione del bambino tendono ad amplificare ansie preesistenti. In questo senso la sua storia di momenti di DOC lieve trova terreno fertile per riattivarsi.
Potremmo dire, usando un riferimento a Bion, che la sua mente sta cercando di “digerire” un’esperienza che non riesce a trasformarsi in pensiero tranquillo, restando invece come un “elemento beta” che invade e obbliga a ripetere controlli e pulizie. Ciò che non si riesce a contenere internamente viene spostato sul fuori: sugli oggetti, sugli spazi, sugli indumenti.
Quindi, da un lato la realtà concreta le dice che non c’è pericolo; dall’altro la sua parte più ansiosa continua a sentirsi esposta e vulnerabile. Non si tratta di ignorare la paura, ma di riconoscerla come un segnale di una difficoltà a contenere l’angoscia.
Un primo passo può essere proprio distinguere: “questa è la realtà (nessun rischio), questa è la mia paura (che sento comunque fortissima)”. In questo modo non nega l’angoscia, ma la mette in un posto suo, senza confonderla con la realtà esterna.
Può esserle utile anche darsi il permesso di non lottare troppo contro il pensiero quando si presenta, ma piuttosto osservarlo come un segnale: in fondo le sta dicendo che in questo momento sente bisogno di protezione, di rassicurazione, di un contenimento che vada oltre la pulizia materiale.
Le suggerirei di non rimanere sola con queste sensazioni: anche un breve colloquio di sostegno in gravidanza con uno psicoterapeuta potrebbe aiutarla a “tenere insieme” le paure e a distinguere meglio i confini tra realtà e pensiero ossessivo.
Intanto, si conceda un po’ di gentilezza: il suo timore non è “sciocco” ma è l’espressione di un bisogno di sicurezza in un momento delicato.
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