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Esperienze

Sono la Dott.ssa Stefania Poerio, Psicologa e Psicoterapeuta ad orientamento Sistemico-Relazionale, specializzata presso l'IPR - Istituto di Psicoterapia Relazionale. Ho inoltre conseguito una formazione specialistica attraverso un Master in Terapia Cognitivo-Comportamentale.

Da oltre 10 anni svolgo attività clinica privata presso i miei studi di Napoli (Vomero) e Pozzuoli (Arco Felice), offrendo consulenza psicologica, sostegno psicologico e percorsi di psicoterapia individuale, di coppia e familiare rivolti ad adolescenti e adulti.

Mi occupo inoltre di Disturbi Specifici dell'Apprendimento (DSA), in qualità di Esperta DSA, realizzando interventi di potenziamento delle abilità di apprendimento e percorsi di supporto e riabilitazione rivolti a bambini e adolescenti con diagnosi certificata.

Parallelamente all'attività clinica, ho svolto per circaa 10 anni attività di docenza in corsi di formazione professionale finanziati dalla Regione Campania e ho collaborato come esperta esterna in progetti educativi e formativi (FSE, POR e PON) presso scuole di Napoli e provincia. Sono inoltre docente presso istituti di istruzione secondaria di secondo grado.

Ricevo esclusivamente su appuntamento.

Altro Su di me

Approccio terapeutico

Psicoterapia sistemico relazionale

Aree di competenza principali:

  • Psicologia clinica

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  • Sostegno psicologico adolescenti

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  • Sostegno psicologico

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  • Sostegno alla genitorialità

    60 € - 80 €

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Stefania Poerio
Studio di Psicologia, Pozzuoli

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23 recensioni

Più menzionato dai pazienti

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  • N

    N. M.

    Dottoressa di grande professionalità, precisione e dotata di enorme empatia che si avverte già al primo incrocio dello sguardo.
    Consigliatissima!

     • Studio di Psicologia, Pozzuoli psicoterapia individuale  • 

    Dott.ssa Stefania Poerio

    Grazie mille


  • C

    C.F

    Sono contenta spero andrà bene per ora va bene !!!

     • Studio di Psicologia, Pozzuoli colloquio psicologico individuale  • 

    Dott.ssa Stefania Poerio

    Grazie


  • M

    M.S.

    Ottima professionista. Grazie al suo supporto ho superato i miei continui stati d'ansia. Sono riuscita ad essere più in equilibrio con me stessa ed e sapere poi felice.

     • Studio di Psicologia, Pozzuoli psicoterapia individuale  • 

    Dott.ssa Stefania Poerio

    Grazie


  • L

    Lidia

    La dottoressa Stefania,ha accolto me e la mia famiglia,ci ha supportati in momenti difficili senza mai farci sentire giudicati o inappropriati.

     • Studio di Psicologia, Pozzuoli colloquio psicologico familiare  • 

    Dott.ssa Stefania Poerio

    Grazie di cuore


  • A

    Autore Barbara

    Professionalità,disponibilità e serietà. Mia figlia da quando ha iniziato il percorso, ha avuto dei rilevanti miglioramenti e ha acquisito maggiore consapevolezza di sé e delle sue capacità

     • Studio di Psicologia, Pozzuoli sostegno psicologico adolescenti  • 

    Dott.ssa Stefania Poerio

    Grazie mille


  • A

    A.P.

    Molto lieta di aver conosciuto questa professionista. Stiamo avendo un approccio lento e secondo me giusto. Mi piace affrontare discorsi insieme e riesce a farmi sentire a mio agio ed al sicuro.

     • Studio di Psicologia, Pozzuoli Bonus Psicologo - Consulenza Psicologica  • 

    Dott.ssa Stefania Poerio

    Grazie mille


  • R

    Roberta

    Trattamento specifico per dislessia e disortografia. Buona esperienza!

     • Studio di Psicologia, Napoli trattamento DSA  • 

    Dott.ssa Stefania Poerio

    Grazie mille Roberta :-)


  • E

    E.E.

    Mi trovo molto bene con la dottoressa Stefania, molto attenta e ti sprona sempre a dare il meglio di te senza farti sentire sotto pressione o giudicato in alcun modo. Consiglio vivamente.

     • Studio di Psicologia, Pozzuoli psicoterapia individuale  • 

    Dott.ssa Stefania Poerio

    Grazie mille


  • C

    C.L.

    Professionalità ed empatia sono le parole giuste. Ho seguito un percorso molto lungo con la dottoressa e sono cresciuta tantissimo. Avevo paura di tutto e grazie a lei ho superato molte di queste paure. Credo che sia una professionista eccellente e molto preparata. Super consigliata

     • Studio di Psicologia, Pozzuoli psicoterapia individuale  • 

    Dott.ssa Stefania Poerio

    Grazie di cuore


  • G

    G.F.

    Mi sono da subito trovata benissimo con la dottoressa. Ero in un momento di forte isolamento sociale sono riuscita ad uscirne alla grande. La consiglio come ho già fatto perché è professionale, accogliente e preparata.

     • Studio di Psicologia, Napoli  • 

    Dott.ssa Stefania Poerio

    Grazie di cuore


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Risposte ai pazienti

ha risposto a 1 domande da parte di pazienti di MioDottore

Sto da circa 10-11 mesi con la mia ragazza. Lei ha avuto varie relazioni; per me, invece, questa è l

Sto da circa 10-11 mesi con la mia ragazza. Lei ha avuto varie relazioni; per me, invece, questa è la prima relazione seria, sicuramente la più duratura.

Attualmente sto vivendo un momento di crisi, perché mi interrogo su quello che provo per lei. Da un lato non so codificare bene le mie emozioni; dall’altro, da circa due o tre mesi, ho iniziato a rivendicare maggiormente i miei spazi rispetto all’inizio. Ho preso un po’ più le distanze, cosa che consideravo anche positiva, perché mi ha consentito di trovare un equilibrio maggiore e di vivere la coppia in modo più sereno.

Oggi però, e questo pensiero torna ciclicamente, è come se quella richiesta di equilibrio si fosse tradotta, a volte, anche in una distanza emotiva. Spesso, quando sto con lei, non è più come prima: avverto di aver perso entusiasmo e molte volte sono pervaso da una tristezza generale. Lei è molto più presa di me e, fosse per lei, andremmo anche a convivere, mentre per me non è affatto detto che questa possibilità esista.

Sempre più spesso, ultimamente, mi vengono pulsioni - che però non si traducono in nulla, o quasi nulla - verso altre ragazze. È come se avessi dei bisogni, non so se semplicemente sessuali o meno, insoddisfatti. Io e la mia ragazza ormai ci vediamo una o due volte a settimana, pur sentendoci tutti i giorni.

C’è poi una cosa che mi fa riflettere. Molte volte, anche all’inizio della relazione, nella mia testa c’era l’idea che, una volta trovata una relazione stabile, avrei potuto concentrarmi anche sul resto della mia vita. Mi rendeva tranquillo sapere di avere accanto una persona con cui stavo bene, dentro una relazione appagante sotto molti punti di vista. Ancora oggi, in parte, questo meccanismo si ripete: da un lato mi rassicura avere una persona vicino, dall’altro vorrei avere più voglia di vederla, condividere più cose con lei, sentire che riesce ad alleviare la mia tristezza. Invece faccio fatica a farla entrare davvero nella mia intimità e non so se questo dipenda da una mia chiusura o dal fatto che lei, in qualche modo, non riesca davvero a entrarci.

Non mi aspettavo un calo di questo tipo dopo così poco tempo. Pensavo che, eventualmente, sarebbe arrivato più avanti. E soprattutto il punto non è soltanto la questione degli spazi o dell’equilibrio personale: è il fatto che questa distanza, a volte, la percepisco come una distanza emotiva. Ed è questo che mi preoccupa di più. Non sono sicuro di sentire quello che sente lei. Sicuramente sento meno cose, o le sento in modo diverso. Ma non sono neanche sicuro di quale sia la soluzione.

Sono dispiaciuto perché non so cosa fare. Lei mi ha anche proposto di prenderci una pausa, ma non so se sia la scelta più giusta, perché io sono molto legato a lei. Non so se riesco a immaginarmi, almeno nell’immediato, dei momenti senza di lei, e ho anche paura di questa cosa. Le voglio un mondo di bene e non avverto che il nostro legame si sia concluso, però non riesco a esprimermi come prima. Vorrei essere rapito dall’amore e non lo sono, evidentemente, oppure non so riconoscerlo.

È come se avessi smesso di investire nella nostra relazione. In passato ci sono state alcune complicazioni: lei magari mi riprendeva perché mi voleva più presente, e forse questo ha influito. Sta di fatto che non so come uscire da questa situazione. A volte, scherzando, le ho anche proposto una relazione aperta, ma non so se fosse un modo per tenere tutto insieme nella mia testa: il suo affetto e, allo stesso tempo, la possibilità di provare altre esperienze. Oppure se fosse davvero una necessità.

Il motivo per cui, per ora, sto dicendo di no alla pausa è anche che molte volte, nella mia vita, tendo a funzionare così: faccio una cosa, poi a un certo punto mi finiscono gli stimoli e cerco subito altro. So che non è una dinamica sana, e infatti vorrei cambiarla. Però ho paura di non riuscirci. Non so se anche in questa relazione io stia ripetendo gli stessi schemi. E, se così fosse, non è detto che lasciarsi sia davvero la soluzione: rischierei forse di portarmi dietro le stesse dinamiche in un’altra relazione o in altre situazioni della mia vita.

Sta di fatto che questa situazione mi sta logorando. Provo un grande attaccamento nei suoi confronti, quasi naturalizzato nella mia quotidianità, e per me è importante avere dei riferimenti “certi”. Allo stesso tempo, però, mi rendo conto di aver smesso di investire nella nostra relazione. Non capisco perché. E non so se fino a ora ho trovato degli equilibri funzionali o se, semplicemente, fossero equilibri che mi permettevano di andare avanti.

Le domande che mi pongo sono: è normale o no? Il fatto che non immagini, al momento, progettualità con lei o che faccia fatica, è un limite? Quanto posso reggere questo peso? Come mai continuo ad avvertire dei bisogni che la relazione non ha coperto? Non mi riferisco solo alle pulsioni che citavo, ma anche, talvolta, alla necessità stessa di una ragazza. Non penso infatti che, se mi lasciassi, mi chiuderei ad un’altra relazione. Mi sto auto-sabotando e sto correndo troppo? Dovrei provare a concentrarmi di più sulla mia relazione?

Concludo dicendo che non abbiamo problemi sessuali e che non siamo in una fase in cui non riesco a vederla. Molte volte mi capita di annoiarmi, ma non provo fastidio né insofferenza nel vederla. Ne ho parlato varie volte con lei: sa tutto. Il motivo per cui continuo a dire di no alla pausa non è solo la paura di perderla o l’attaccamento che provo, ma anche il dubbio che allontanarmi possa essere una scorciatoia. Quello che dovrei capire è se sto attraversando una crisi della relazione oppure una crisi che riguarda il mio modo di vivere le relazioni e gli investimenti affettivi in generale.

RISPOSTA DEL DOTTORE:

Dott.ssa Stefania Poerio

Quello che descrivi non mi sembra né insolito né facilmente riducibile a una risposta del tipo "la ami" oppure "non la ami". Anzi, la parte più interessante del tuo racconto è che continui a vedere contemporaneamente elementi che puntano in direzioni diverse.

Da un lato:

non provi fastidio nel vederla;
le vuoi molto bene;
sei molto legato a lei;
non senti che il legame sia morto;
l'idea di perderla ti fa paura, ma non soltanto per dipendenza o abitudine;
continui a interrogarti sulla relazione invece di esserne semplicemente disinteressato.

Dall'altro:

hai perso entusiasmo;
fai fatica a immaginare progetti futuri con lei;
senti una distanza emotiva crescente;
hai fantasie ricorrenti su altre ragazze;
hai la sensazione di aver smesso di investire nel rapporto.

La difficoltà nasce proprio perché entrambe le cose sono vere contemporaneamente.

La domanda forse non è: "La amo?"

Potrebbe essere: "Che cosa è cambiato dentro di me?"

Perché leggendo il tuo messaggio noto una cosa.

All'inizio della relazione, avere una compagna sembrava rappresentare anche una forma di approdo. Come se una parte importante della tua vita si fosse finalmente sistemata.

Hai scritto:

una volta trovata una relazione stabile, avrei potuto concentrarmi anche sul resto della mia vita.

Questa frase mi colpisce molto.

Perché suggerisce che la relazione non era soltanto un legame affettivo: era anche una risposta a un bisogno di sicurezza, di stabilità, di completezza.

A volte succede che quando quel bisogno viene soddisfatto, l'innamoramento iniziale si attenua e ci si trova davanti a una domanda diversa:

"Ora che questa persona c'è davvero, la desidero ancora come scelta attiva oppure mi rassicura soltanto la sua presenza?"

Sono due cose diverse.

Non incompatibili, ma diverse.

Attenzione a un possibile errore di valutazione

Molte persone interpretano la fine dell'euforia come la fine dell'amore.

Ma l'euforia è una pessima bussola.

Dopo 10-11 mesi è assolutamente normale che:

ci sia meno eccitazione;
si senta il bisogno di più autonomia;
emergano attrazioni verso altre persone;
si smetta di vivere l'altro come una novità continua.

Questi elementi, da soli, non dimostrano che la relazione sia finita.

La domanda vera è un'altra:

quando immagini di investire nuovamente in questa relazione, senti chiusura o senti stanchezza?

La differenza è enorme.

La chiusura è: "non voglio più farlo".
La stanchezza è: "non ne ho più l'energia, ma una parte di me vorrebbe ancora riuscirci".
La questione delle altre ragazze
Qui credo che tu stia facendo un ragionamento molto maturo.
Non stai dicendo:

"Mi piacciono altre ragazze, quindi devo lasciarla."

Stai dicendo:

"Ho paura che questa sia una dinamica che si ripete nella mia vita: quando una cosa diventa stabile, io perdo interesse e cerco nuovi stimoli."

Questa è una domanda importante.

Perché se il problema fosse soltanto la tua ragazza, probabilmente avresti già una sensazione più netta.
Invece sembri temere che il problema possa ripresentarsi altrove.
E questo è un dubbio legittimo.
Non significa che sicuramente ti stai autosabotando.
Significa che non puoi usare la semplice attrazione verso altre persone come prova che la relazione sia sbagliata.


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