Test intolleranze alimentari - Informazioni, specialisti, domande frequenti.

Informazioni su Test intolleranze alimentari

Un microscopio, un vetrino, un bicchiere di latte e i risultati di un test di intolleranza alimentareI test di intolleranza alimentare sono una procedura diagnostica utile per la diagnosi delle intolleranze alimentari.

Le intolleranze alimentari sono abbastanza comuni: circa il 3% degli italiani ne soffre. Si tratta di reazioni dell’organismo a elementi presenti in determinati alimenti, la cui intensità è strettamente connessa alle quantità di alimento assunto. La reazione avversa del corpo a un determinato cibo o alimento è mediata da anticorpi IgG.

Essere intolleranti a un determinato alimento significa che una determinata sostanza non viene tollerata dall’organismo e che la sintomatologia si manifesta con discreto ritardo dopo l’assunzione dello stesso alimento. Proprio questo ritardo rende difficile scoprire l’eventuale intolleranza all’inizio, quando non ci si è sottoposti a controlli specifici.

La sintomatologia più comune di un’intolleranza alimentare comprende:

  • Gonfiore;

  • Dolori gastro-intestinali;

  • Vomito o diarrea;

  • Senso di pesantezza o affaticamento;

  • Dolori a livello gastrointestinale.

In casi più rari e più gravi, si può verificare la presenza di sangue nelle feci. Tutti i sintomi sopracitati possono manifestarsi dopo aver consumato anche alimenti di comune consumo.

La sintomatologia è quasi uguale per ogni tipologia di intolleranza alimentare, a prescindere dal cibo verso cui il corpo è intollerante.

Gli alimenti che più facilmente possono generare intolleranze sono:

  • Grano, pizza, prodotti da forno, birra, torte, impanature, corn flakes;

  • Latte e derivati;

  • Lievito;

  • Brioches;

  • Uova, maionese, pasta all’uovo;

  • Soia;

  • Frutta secca;

  • Budini;

  • Gelati.

I test utilizzati più spesso per scoprire eventuali intolleranze alimentari sono invece:

  • Patch test;

  • Test di Scatenamento;

  • Prick Test;

  • Prist;

  • RST

Tutte queste procedure sono di norma utilizzate per l’esclusione di allergie (forma di reazione più grave rispetto alle intolleranze) e consistono nello stimolare una risposta immunitaria a una determinata sostanza.

I test vengono eseguiti in regime ambulatoriale perché il medico, prima di effettuarli, deve procedere con visita ed esami specifici (es. spirometria).

Esistono anche altre procedure, non riconosciute però dal Sistema Sanitario Nazionale, come l’Alcal test, Il DRIA test e il Vega test: sono stati concepiti per scoprire eventuali intolleranze a gruppi alimentari (a un singolo gruppo alimentare possono appartenere anche un centinaio di alimenti). Possiamo essere definiti test di intolleranza alimentare non convenzionali.

Se un test ha evidenziato una sospetta intolleranza a un determinato alimento, il rimedio indicato al paziente è eliminare l’alimento per almeno 2 settimane dalla propria dieta. La sospensione dalla dieta dell’alimento dovrebbe corrispondere anche alla fine dei fastidi dati dall’intolleranza.

Trascorse le due settimane, lo specialista prescriverà al paziente una graduale reintroduzione dell’alimento: la reazione dell’organismo del paziente fornirà delle indicazioni utili per delineare la soglia di tolleranza nei confronti dell’alimento specifico.

La maggioranza dei test possono essere eseguiti senza nessuna particolare controindicazione per il paziente.

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