Dott.ssa
Martina Becchimanzi
Psicologo
·
Psicologo clinico
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Roma 1 indirizzo
Esperienze
Ricevo a Roma in Via Ippolito Nievo, 62 e a Latina in Viale dello Statuto, 37.
Aree di competenza principali:
- Psicologia clinica
Principali patologie trattate
- Attacco di panico
- Paura
- Autostima
- Stress
- Dolore
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Via Ippolito Nievo, 62 c/o SEF, Roma 00153
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Assicurazioni accettate
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Recensioni
1 recensione
-
C
C.M.
Ho seguito per più di quattro anni un percorso con la Dottoressa Becchimanzi. É stata un’esperienza totalmente positiva.La dottoressa é attenta,presente,empatica,accogliente e molto preparata. Mi sono sentita sempre a mio agio,motivo per il quale sento di consigliarla e di ringraziarla nuovamente.
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Risposte ai pazienti
ha risposto a 1 domande da parte di pazienti di MioDottore
Salve, ho sofferto di anoressia nervosa fino a 3 anni fa, ho smesso di andare dallo psicoterapeuta d
Salve, ho sofferto di anoressia nervosa fino a 3 anni fa, ho smesso di andare dallo psicoterapeuta dopo poche sedute perchè non mi sembrava competente. In questi 3 anni ho provato a risolvere da sola il problema, ho ripreso peso, massa muscolare anche grazie alla palestra, ho reintrodotto determinati cibi ma alcune "fisse" sono rimaste come non toccare più dolci, pesare tutto ciò che mangio, usare app contacalorie in maniera praticamente ossessiva anche se ultimamente mi pesa farlo. Diciamo che ci convivo, non mi pesa, se devo adattarmi a qualche circostanza lo faccio, ultimamente sono riuscita a rimangiare il sushi ad esempio. Un'altra "fissa" che mi è rimasta è controllare cosa e quanto mangia mia sorella che vive con me, come se non volessi che mangiasse meno di me. Ho notato che rispetto a quando ho iniziato la "dieta" prescrittami dalla nutrizionista per riprendere peso comunque sono tornata a mangiare di meno, non meno di quando ero nel pieno della malattia ma ho comunque ristretto le kcal. Succede soprattutto nei momenti d'incertezza. In questo periodo di incertezze appunto sto mangiando di meno e sono combattuta sul "ora smetto di utilizzare applicazioni e contare kcal" al "no, non ci riesco, devo controllare quanto mangio". Sono consapevole del fatto che il problema sia scaricare l'eccessivo bisogno di voler controllare tutto sul cibo. Temo di non poterne uscire facilmente. So che un percorso psicoterapeutico sarebbe la cosa migliore ma nel frattempo cosa potrei fare? Grazie.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Carissima,
è certamente difficile trovarsi nella condizione di sentirsi abbattute, a volte vinte, come se non potessimo mai abbassare la guardia. Chiedi cosa potresti fare nel frattempo, come se volessi prepararti prima a un percorso che ti porti al benessere. Il fatto che tu lo stia domandando è, a mio avviso, già parte del percorso verso lo stare bene, ed è una buona guida. Il mio suggerimento è di ascoltarti profondamente, di lasciare spazio a tutte le tue sensazioni di emergere. Il controllo è una capacità importante e ci consente di fare molte cose, ma allo stesso modo è fondamentale la possibilità di allentarlo. Credo sia importante per te, in questa fase, sapere che è possibile - con un supporto qualificato - recuperare la capacità di allentare il controllo, senza perdere quella di mantenerlo, proprio perchè il tuo benessere può essere oscillare dal controllo all'allentamento adattandoti a momenti e situazioni. Per fare questo sarà preziosa una buona dose di fiducia nei confronti del professionista e di te stessa, superando le prime perplessità che sono naturali, come in qualsiasi relazione. Ti auguro di ascoltarti. La comunità di professionisti c'è. Dott.ssa Martina Becchimanzi (Ordine Psicologi del Lazio n°24767)
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