Dr.
Enzo Battaglino
Psicoterapeuta
·
Psicologo
Altro
sulle specializzazioni
Milano 1 indirizzo
Esperienze
Se opportuno, sono abilitato all'uso dell'EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing) per affrontare i ricordi non elaborati che inducono malessere.
Sono convenzionato con Health Assistance e Coopsalute.
Approccio terapeutico
Aree di competenza principali:
- Psicologia clinica
Principali patologie trattate
- Depressione
- Disturbi dell'umore
- Ansia
- Stress
- Attacco di panico
- +3 a11y_sr_more_diseases
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Prestazioni e prezzi
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Colloquio psicologico
60 € -
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Consulenza online
60 € -
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Psicoterapia individuale
Da 60 € -
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Colloquio psicologico online
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Indirizzi (2)
Viale Monza 39, Milano 20125
Disponibilità
Questo dottore non offre prenotazioni online a questo indirizzo
Modalità di pagamento (visite private)
- Assicurazioni sanitarie accettate presso questa sede
Consulenza online
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Assicurazioni accettate
Le assicurazioni sono accettate ma la copertura varia a seconda della località e del servizio, puoi verificarlo durante la fase di prenotazione!
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Health Assistance
Recensioni
2 recensioni
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R
R. B.
Empatico, preparato, mi ascolta, insieme stiamo cercando di migliorare il mio carattere.
• Studio specialistico • psicoterapia individuale •
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A
autore
Professionista molto bravo. Ragazzi ricordate che non facciamoci MAI mettere sotto dalla pressione!!!! Grazie al dottore ho capito che devo finalmente riprendere la mia vita in mano. C'erano troppe persone che mi giudicano senza nessuna ragione..... Grazie x tutto!
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Risposte ai pazienti
ha risposto a 4 domande da parte di pazienti di MioDottore
Buongiorno, mi chiamo Paolo e ho 49 anni. Sono sposato e ho due figli che amo tantissimo, un lavoro
Buongiorno, mi chiamo Paolo e ho 49 anni. Sono sposato e ho due figli che amo tantissimo, un lavoro stabile, non ho problemi di salute.
Eppure negli ultimi anni, seppur saltuariamente, sento il bisogno di "evadere" da tutto e ricorrere alla cocaina. E' un bisogno molto forte, che non so governare, lo definirei autodistruttivo. Gli effetti post serata sono devastanti, per me. Ansia, depressione, sensi di colpa che mi divorano dati dalla sensazione di aver deluso la mia famiglia, nonostante io mi adoperi affinché nessuno di loro si accorga mai di nulla. Detesto quella sensazione, è orribile. Ogni volta mi riprometto di non caderci mai più, e invece puntualmente il desiderio ritorna ed è più forte dei ricordi sgradevoli del down. Non lo faccio con grande frequenza, capiterà una volta al mese o anche più di rado, per questo non me ne sono mai preoccupato più di tanto. Ho sempre ritenuto, per qualche sciocca convinzione, che il termine dipendenza riguardasse chi ricorre alle droghe molto più assiduamente di così. Ma è un impulso che, per quanto saltuario, non riesco a fermare e per questo mi spaventa.
Grazie a chi vorrà consigliarmi.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno Paolo, per la letteratura scientifica è possibile parlare di dipendenza quando si ricorre al consumo, anche dilatato nel tempo, in modo continuativo e ripetuto. Il bisogno di 'evasione da tutto' si associa al craving, ossia al desiderio molto forte e incontrollabile di assumere la sostanza. Credo che questo sia il punto centrale: per quanto gli effetti negativi successivi abbiano un impatto intenso su pensieri e umore, il meccanismo sul quale concentrarsi è proprio quell'impulso, che genera il bisogno. Ciò che la spaventa di più, giustamente. Le suggerirei di concentrarsi sulla fase appena antecedente il craving, per capire quali siano i fattori scatenanti, che visto l'uso continuativo penso non abbiano a che fare con eventi estemporanei, ma col modo con cui gestisce lavoro, famiglia, la sua vita insomma. Per mia esperienza, il ricorrere alla sostanza, per quanto problematico e dannoso, è 'solo' una strategia disfunzionale per provare a gestire altro. Inizierei parlandone con qualcuno di cui si fidi, meglio se al di fuori di coloro con cui magari consuma. Dopo di che, lei scrive a un forum di professionisti: la stessa condivisione fa pensare che possa essere il momento per intraprendere un percorso di supporto psicologico mirato. Grazie per la sua condivisione.
Buongiorno ho 52 anni e all’età di 22/23 anni ho sofferto di attacchi di panico e ansia. Adesso dici
Buongiorno ho 52 anni e all’età di 22/23 anni ho sofferto di attacchi di panico e ansia. Adesso diciamo che sto molto meglio come panico ed ansia però sono diventato ipocondriaco ed ho il terrore per ogni male che mi viene penso di avere un tumore . Ho paura a fare esami medici ed anche andare dal dottore , preferisco non sapere che magari sapere di avere qualcosa e non vivere più dall’ansia di morire ….. ho due figlie piccole e sto male a pensare di morire e non potermele godere. Le mie bimbe mi chiedono di andare a visitare paesi esteri ma io Ho paura a prendere l’aereo ( difatti non l’ho mai preso ) e devo sempre trovare scuse , idem con treni perché ho paura che deraglino , adesso con ste guerre ho paura che scoppi una guerra nucleare e pensavo di fare i passaporti per la mia famiglia per scappare in qualche paese lontano se dovessero lanciare delle bombe …insomma ci sarebbe da ridere per queste stronzate che sto dicendo ma a me mi fanno vivere veramente male….. la paura mi sovrasta e mi divora …. Perché ho queste paure? Perché ho paura della morte e di morire ? Sono andato da una psicologa x 1 anno, mi faceva parlare della mia vita , ho capito tante cose del mio cararattere ma l’ipocondria e le paure non mi sono passate …. Ho speso tanti soldi e praticamente sono come prima. Quale è l’indirizzo psicologico migliore per curare l’ipocondria e queste paure ? Ringrazio anticipatamente chi mi risponderà
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, non credo esista un approccio psicologico 'migliore' per la gestione della paura che succedano eventi incontrollabili, bensì penso le serva un buon inquadramento per capire su cosa lavorare ancora e come farlo. Racconta di stare meglio, immagino rispetto alla gestione dell'ansia e degli attacchi di panico per come li ha conosciuti in passato. Ma probabilmente l'origine di quei sintomi 'lavora' ancora dentro di lei: il tema di fondo potrebbe essere la gestione della paura dei pericoli imprevedibili, andando a capire cosa ancora la attivi oggi e a cosa ci riporti del nostro passato, durante la crescita e nel periodo prima della comparsa dei primi sintomi, attorno ai 22- 23 anni. Per la mia esperienza, spesso chi porta problematiche che hanno a che fare col controllo è abituato a dare valore e attenzione più ai bisogni altrui che ai propri, che infatti riporta come 'stronzate' su cui dovrebbe/ vorrebbe ridere. Non credo lo siano, anzi. Se ne prenda cura, con la sua psicologa o con qualcuno a cui affidarsi. Per chi è abituato a dare, invece di ricevere, penso sia già un grande passo verso la guarigione,
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