Sono un medico chirurgo diplomato in angiologia ed in particolare dedicato da 10 anni alla flebologia, la branca che si occupa della malattia venosa cronica.
Essere un flebologo vuol dire occuparsi di tutti gli aspetti della malattia venosa partendo dalla diagnosi fino ad arrivare alle terapie più adatte e mirate. Per la diagnosi, l'esame strumentale più importante è sicuramente l'eco-color doppler: attraverso test funzionali permette di comprendere l'emodinamica venosa per formulare la strategia terapeutica migliore. Seguono poi esami di "seconda linea" come la fotopletismografia per comprendere a fondo lo stato di salute della microcircolazione venosa.
Le manifestazioni della malattia venosa cronica spaziano dai capillari o reticoloteleangiectasie, di solo disturbo estetico, ai sintomi funzionali (come pesantezza, gonfiore, ritenzione idrica), fino alle varici o alle ulcere da stasi degli stadi più gravi.
Tutte queste manifestazioni, anche quelle apparentemente solo estetiche, hanno in comune un malfunzionamento del sistema venoso e pertanto qualsiasi trattamento dovrà avere come obbiettivo quello di restituire la normale funzionalità del torrente circolatorio venoso.
Tra le terapie che più utilizzo ci sono: la scleroterapia, il laser transdermico vascolare, il laser endovascolare 1940nm e la ecoterapia con tecnica HIFU.
La scleroterapia è la tecnica più importante e diffusa. Nelle mani di un flebologo con esperienza la scleroterapia può essere applicata per molti situazioni:
scleroterapia funzionale (metodo Casoni) : in caso di sintomi da flebolinfostasi come pesantezza o gonfiore e in caso di inestetismi come capillari o reticoloteleangectasie, la scleroterapia funzionale punta a migliorare il drenaggio venoso microcircolatorio attraverso un "shrinkage" dei vasi trattati. Risolvendo la stasi venosa vengono meno i sintomi e si ha un importante miglioramento estetico.
scleroterapia ecoguidata: utilizzando un eco-color doppler come guida per eseguire una iniezione in una particolare vena, la scleroterapia ecoguidata punta a chiudere la vena sede del "reflusso" patologico. In questo modo si riesce ad agire in maniera molto mirata, ambulatoriale ed evitando interventi più impegnativi.
Tra i macchinari più importanti di cui mi avvalgo c'è sicuramente il laser transdermico vascolare. La macchina di cui dispongo è il Lutronics DermaV (tecnologia 532 KTP e Nd:Yag 1064) che al momento rappresenta l'apice dei laser vascolari transdermici sul mercato.
I suoi utilizzi sono molteplici:
Il laser endovascolare (che sfrutta un catetere introdotto all'interno di una vena) è una tecnica che esiste da più di 20 anni e l'avanzamento delle soluzioni tecnologiche ci ha portato fino al laser 1940 nm. Il laser 1940 nm utilizza fibre ottiche di piccolissime dimensioni consentendo di trattare assi venosi come le safene ma anche, questa è la novità, varici superficiali di piccole dimensioni.
La ecoterapia con tecnica HIFU (High Intensity Focused Ultrasound) è la metodica più moderna di cui la flebologia può avvalersi. Attraverso l'emissione di ultrasuoni ad alta intensità, senza bisogno di incisioni, iniezioni e quindi in maniera del tutto extra-corporea, è possibile chiudere vene con selettività e precisione. In questo modo si può agire risparmiando il patrimonio venoso e restituendo la corretta emodinamica al torrente venoso.
Qualsiasi sia la tecnica più adatta, la mia filosofia è quella di conservare il patrimonio venoso del paziente agendo con estrema selettività e abbattendo l'invasività. Ogni procedura è ambulatoriale e consente un ritorno immediato alla vita quotidiana.
In ultimo merita una menzione speciale la terapia delle emorroidi con schiuma sclerosante. La malattia emorroidaria è una patologia estremamente diffusa. Le terapie più conosciute sono state quella farmacologica piuttosto che quella chirurgia. La prima gravata da un forte tasso di insuccesso, la seconda da un doloroso post operatorio e da un tasso di recidiva del 40% a 5 anni. La scleroterapia delle emorroidi è una procedura ambulatoriale, non dolorosa, senza fastidi post-procedurali e con un tasso di successo eccezionale. Questa procedura rappresenta quindi una dirompente possibilità per la cura delle emorroidi che di fatto si sta affermando in tutte le linee guida dedicate a questa patologia.