Esperienze
La mia pratica clinica si fonda sulla Psicoterapia della Gestalt (specializzanda presso l'IBTG di Torino). È un approccio fenomenologico ed esperienziale che mette al centro la persona nella sua totalità (mente, corpo ed emozioni). Non guardo al sintomo come a una malattia da riparare, ma come a un messaggio da comprendere nel "qui e ora", aiutando la persona a ritrovare la propria capacità di scelta.
Nel mio studio offro uno spazio sicuro, accogliente e privo di giudizio, specializzato in:
Transizioni di vita e cambiamenti: accompagnamento psicologico durante grandi tappe di cambiamento (trasferimenti geografici, adattamenti culturali, nuove fasi lavorative o personali).
Disagio emotivo e traumi: gestione di stati d'ansia, forte stress e rielaborazione di vissuti dolorosi o traumatici.
Difficoltà relazionali: supporto nei conflitti interpersonali e approfondimento delle dinamiche di genere.
Crescita personale: percorsi mirati a potenziare l'autostima e l'autoconsapevolezza.
Ho maturato una solida esperienza sul campo nella gestione di vulnerabilità complesse e nella coordinazione e di équipe multidisciplinari. Questo mi consente di calibrare ogni intervento con estrema precisione clinica e sensibilità etica. Il risultato principale del mio lavoro non è solo l'alleviamento del malessere, ma vedere i miei pazienti riattivare le proprie risorse interne, muovendosi verso una rinnovata autonomia e armonia con se stessi.
Aree di competenza principali:
- Psicologia clinica
Principali patologie trattate
- Ansia
- Stress
- Difficoltà relazionali
- Problemi di coppia
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Prestazioni e prezzi
-
Colloquio psicologico di coppia
90 € -
-
Colloquio psicologico individuale
60 € -
Indirizzo
Via Tessore 30, Pinerolo 10064
Disponibilità
Questo dottore non offre prenotazioni online a questo indirizzo
Convenzioni assicurative non attive
Questo dottore accetta solo pazienti privati. Verrà richiesto un pagamento da parte tua per la prestazione o puoi ricercare un altro dottore che abbia una convenzione con la tua assicurazione
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ha risposto a 2 domande da parte di pazienti di MioDottore
è possibile che la depressione faccia offuscare i sentimenti tanto da non capire cosa provo? gli a
è possibile che la depressione faccia offuscare i sentimenti tanto da non capire cosa provo?
gli antidepressivi faranno effetto su questo lato?
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile Utente,
la risposta alla sua prima domanda è assolutamente sì: l’offuscamento dei sentimenti, la nebbia mentale e la sensazione di "anestesia" emotiva sono sintomi tipici della depressione.
Dal punto di vista della Psicoterapia della Gestalt, vediamo questo fenomeno come un meccanismo di protezione dell'organismo: quando il dolore o il carico emotivo diventano troppo intensi, il sistema si "anestetizza" per proteggersi. Il problema è che spegnendo il dolore, purtroppo, si attutisce la capacità di sentire qualsiasi altra emozione, lasciando un senso di vuoto e confusione.
Per quanto riguarda gli antidepressivi: sì, agiscono anche su questo aspetto. Lavorando a livello biochimico, aiutano a sollevare il tono dell'umore e a ridurre la pesantezza, permettendo alla nebbia di diradarsi progressivamente e ai sentimenti di tornare a galla. Tieni presente che nelle prime settimane di assunzione può talvolta verificarsi un temporaneo effetto di appiattimento, che va sempre segnalato al medico curante.
Mentre il farmaco agisce sulla componente biologica restituendole l'energia di base, il percorso terapeutico è lo spazio ideale per imparare di nuovo ad ascoltare, decifrare e dare un nome a ciò che prova.
Si dia tempo; questa nebbia non è definitiva, è solo un momento di blocco che può essere superato.
Un caro saluto,
Dott.ssa Duna Felici
Buon sera premettendo che da sei mesi ho chiuso con al mia ragazza o meglio scelta sua dopo cmq un p
Buon sera premettendo che da sei mesi ho chiuso con al mia ragazza o meglio scelta sua dopo cmq un periodo turbolento fatto di tradimento perdonato da parte mia e arrivata alla conclusione di chiudere la storia (lei è in terapia da quasi 2 anni) noi vivevamo insieme dal momento della decisione si è chiuso tt strascichi sul ritorno e via discorrendo... Oggi sono a casa di nuovo con i miei e iniziata l odissea sono in terapia anche io da 6 mesi ormai prendo cipralex la mattina e faccio psicoterapia tt le settimane premettendo che ci sono stati lievi miglioramenti ma cmq e una situazione dura l ansia ormai e mia amica giornate bene altre notte fonda propio che consiglio potete darmi?
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Gentile Utente,
la ringrazio per aver condiviso in questo spazio un frammento così delicato e doloroso della sua storia. Da quello che scrive emerge con chiarezza la fatica di questo momento: la fine improvvisa di una convivenza dopo una situazione turbolenta, il ritorno dai genitori e l'altalena emotiva di un'ansia che si fa sentire soprattutto nei momenti di "notte fonda".
Sei mesi sono un tempo ancora relativamente breve per elaborare una frattura relazionale e logistica così profonda. È del tutto naturale che ci siano giornate buone e altre di forte sconforto, poiché la mente e il corpo hanno bisogno di tempo per "digerire" un cambiamento così drastico.
Come psicologa della Gestalt, ho trovato molto significativa la sua espressione "l'ansia ormai è mia amica". Nel mio approccio, l'ansia non viene vista come un nemico da combattere o da distruggere, ma come un segnale, un "messaggio" del corpo nel qui e ora. Spesso si presenta quando c'è un blocco emotivo o quando l'energia non fluisce, indicandoci che c'è un bisogno profondo che richiede ascolto e attenzione, anziché essere scacciato.
Un piccolo spunto che posso lasciarle per i momenti più bui è quello di provare a non lottare contro l'ansia e di non lasciare che la mente corra al passato (ai rimpianti) o al futuro (alle preoccupazioni). Nei momenti di forte attivazione, provi a fermarsi nel presente e a chiedersi semplicemente: "In questo preciso istante, con questa sensazione addosso, di cosa ho strettamente bisogno per stare un pochino meglio?". A volte la risposta è solo un respiro più lento, il permesso di piangere, o un momento di totale protezione.
Considerando che sta già seguendo una psicoterapia e una terapia farmacologica (il cui monitoraggio e aggiustamento spettano sempre e solo al medico specialista che le ha prescritto il farmaco), il consiglio principale è quello di darsi tempo e di portare questi vissuti così intensi all'interno del suo spazio terapeutico attuale.
Qualora in futuro sentisse il bisogno di un cambio di prospettiva, un approccio focalizzato sul presente, sul corpo e sull'ascolto profondo come quello Gestaltico potrebbe offrirle una chiave di lettura diversa per attraversare questa transizione.
Le auguro di cuore di ritrovare presto il suo centro e la sua serenità.
Un caro saluto,
Dott.ssa Duna Felici
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