Dott.ssa
Domenica Georgia Lucchese
Psicologa
·
Psicologa clinica
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Esperienze
Sono la Dott.ssa Domenica Georgia Lucchese, psicologa con una formazione orientata al ciclo di vita, al benessere emotivo e alle relazioni familiari. Nel mio lavoro offro uno spazio di ascolto accogliente, non giudicante e rispettoso dei tempi della persona, con l’obiettivo di accompagnare bambini, adolescenti, adulti e famiglie nella comprensione delle proprie difficoltà e nella ricerca di nuove risorse.
Mi occupo in particolare di supporto psicologico, sostegno alla genitorialità, difficoltà emotive, relazionali e scolastiche, con attenzione ai bisogni della persona e al contesto in cui vive.
Aree di competenza principali:
- Psicologia clinica
- Psicologia scolastica
- Psicologia delle relazioni
- Istruttore e specialista clinico mindfulness
Principali patologie trattate
- Ansia
- Difficoltà relazionali
- Ansia da prestazione
- Problemi relazionali
- Autostima
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Recensioni
3 recensioni
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R
R.T
Ho avuto un’esperienza molto positiva con la dottoressa. Fin dal primo incontro mi sono sentita accolta, ascoltata e mai giudicata. La sua professionalità, unita a una grande empatia, mi ha aiutato a comprendere meglio me stesso/a e ad affrontare con maggiore serenità le difficoltà che stavo vivendo. Le sono grata e mi sento fortunata ad averla incontrata.
• Studio Privato • consulenza psicologica •
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G
Giuseppe
Ho iniziato il percorso per gestire l’ansia che mi bloccava nelle relazioni personali e non... Con il suo metodo chiaro e pratico ho imparato a riconoscere i miei limiti e le mie paure riuscendo a cambiare prospettiva. Oggi affronto le situazioni con molta più serenità e consapevolezza. È una psicologa seria, competente e che trasmette grande fiducia. Consiglio assolutamente
• Studio Privato • tecniche di rilassamento •
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C
C.S.
La consiglio senza esitazioni a chi sta cercando una professionista con cui poter iniziare un percorso di terapia!
• Studio Privato • consulenza psicologica •
Risposte ai pazienti
ha risposto a 4 domande da parte di pazienti di MioDottore
sono fidanzata da un anno e mezzo e ho stabilità emotiva col mio fidanzato perchè penso che ci spose
sono fidanzata da un anno e mezzo e ho stabilità emotiva col mio fidanzato perchè penso che ci sposeremo lo vedo come una persona perfetta per i futuri figli e per me solo che negli ultimi mesi abbiamo litigato molto.
Ho sempre fantasticato di tradirlo coi miei ex solo per fare sesso perchè io sono una persona molto focosa e mi piace avere rapporti con più persone visto che sempre la stessa mi stanca. Ora lo sto veramente tradendo perché dopo aver avuto un rapporto con lui sono tornata a casa e ho chiamato il mio ex e ci siamo visti ma abbiamo solo parlato, ma sento di aver voglia di stare con lui perche ho la tentazione forte gia da troppo,
mi farebbe sentire in colpa? probabilmente si ma ho troppa voglia e il mio ragazzo non mi soddisfa.
Sono insoddisfatta da un anno e vorrei avere un rapporto con un ragazzo diverso, anche se anche il mio ex andrebbe bene, e sto facendo in modo che succeda.
E' sbagliato lo so, ma lo voglio cosi tanto.
Non lo verrà a sapere mai perche gia è successo quando ci frequentavamo.
Mi autodiagnostico da sola perché sono molto cosciente, ho paura dell' abbandono, ho
forte insicurezza nonostante io sappia di essere ragazza bella oggettivamente,
e soffro di dipendenza affettiva.
che ne pensate?
so che e sbagliato e i problemi persisteranno ma voglio sfogarmi un po e darmi una tregua finalmente dopo tanto tempo a fare la brava,
io non lo voglio lasciare perchè e un ragazzo serio e mi piace stare con lui, ma non riesco a fare diversamente. Grazie a chi leggerà.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Quello che descrive merita di essere accolto senza giudizio, ma anche con molta chiarezza. Il desiderio sessuale, la curiosità verso altre persone o la fantasia di avere esperienze diverse non sono di per sé “sbagliati”. Il punto critico è cosa si decide di farne dentro una relazione basata su fiducia, accordi e rispetto reciproco.
Tradire può dare nell’immediato una sensazione di sfogo, tregua o conferma personale, ma difficilmente risolve l’insoddisfazione di fondo. Anzi, spesso aggiunge senso di colpa, confusione, paura di essere scoperti e maggiore distanza dal partner. Il fatto che lei dica “so che è sbagliato, ma non riesco a fare diversamente” è un segnale importante: forse non si tratta solo di desiderio sessuale, ma anche di bisogni emotivi, impulsività, ricerca di conferme, paura dell’abbandono o difficoltà a tollerare la stabilità.
È importante però fare attenzione alle autodiagnosi. Parlare di dipendenza affettiva, insicurezza o paura dell’abbandono può essere utile come spunto, ma andrebbe esplorato con una professionista, soprattutto se sente di agire comportamenti che non corrispondono ai suoi valori o che rischiano di ferire sé stessa e l’altra persona.
Una domanda centrale potrebbe essere: vuole davvero una relazione monogama, oppure desidera una forma di relazione diversa? E ancora: l’insoddisfazione sessuale con il suo fidanzato è stata comunicata apertamente? Avete mai provato a parlarne senza accuse, magari anche con l’aiuto di una terapia di coppia o sessuologica?
Il suo fidanzato può essere una persona seria, stabile e adatta a un futuro insieme, ma questo non basta se una parte importante di lei si sente frustrata, compressa o non libera. Allo stesso tempo, restare nella relazione cercando altrove ciò che manca rischia di creare una frattura sempre più grande.
Più che chiedersi solo “è sbagliato?”, forse sarebbe utile chiedersi: “Che bisogno sto cercando di soddisfare? Sto scegliendo questa relazione o la sto tenendo come base sicura mentre cerco altro? Che tipo di persona voglio essere dentro un rapporto?”.
Prima di agire ancora, potrebbe essere prezioso fermarsi e parlarne in terapia individuale. Non per colpevolizzarsi, ma per capire cosa desidera davvero, quali confini vuole rispettare e se questa relazione può essere vissuta in modo autentico, non solo stabile.
Salve
Vivo un rapporto a distanza (ci vediamo circa due volte al mese) in cui la mia partner alterna si pu
Vivo un rapporto a distanza (ci vediamo circa due volte al mese) in cui la mia partner alterna si può dire da anni o comunque da tempo quasi sempre giorni (solitamente pochi giorni) di desiderio di essere dolce con me, di stare al telefono a lungo e di dirmi tante cose belle ad esempio durante l intimità, anche riguardo al futuro, e periodi (che però durano di più, anche due settimane di fila) in cui si allontana, percepisco dai messaggi whatsapp e dalle chiamate che facciamo ogni giorno distanza, parla solo di argomenti superficiali e quando le chiedo come va o se c è qualcosa che non va, anche in riferimento a noi, inizia a creare un muro, a volte lacrimando, dicendo di non sapere cosa ha. Questo succede spesso nei giorni che precedono il ciclo. Però quando lei è con l umore positivo, vuole sentirmi, vedermi in videochiamata, mi dice belle frasi e le piace sfogarsi con me, spesso ringraziandomi e apprezzando che ci sono sempre. Peccato però che quando io chiedo presenza o le faccio capire che vorrei parlare di noi, diventa sfuggente e spesso nervosa, non dandomi quasi mai la possibilità di esprimere i miei sentimenti (e in certi casi direi quindi le mie frustrazioni) lasciandomi per giorni in uno stato perenne di attesa chiedendomi che intenzione abbia, se di continuare il rapporto oppure no. Vorrei capire se sono davanti ad una personalità con stile di attaccamento evitante e se la sua paura è l'intimità. Spesso mi dice che sono importante ma spesso dimostra altro, guardando solo i suoi sentimenti e il suo stato, non dimostrando impegno per la coppia. Alterna periodi in cui mi dice nei messaggi vocali la parola ti amo più frequentemente e periodi in cui quasi diventa proprio raro che lo dica. Che ne pensate? Come posso gestire tutto questo? Grazie.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Da quello che racconta, più che cercare subito un’etichetta, come “attaccamento evitante” o “paura dell’intimità”, può essere utile osservare la dinamica relazionale.
Sembra esserci un’alternanza tra momenti di forte vicinanza emotiva e momenti di chiusura, distanza e difficoltà a parlare della coppia. Questo può richiamare alcune dinamiche legate alla paura dell’intimità o a uno stile di attaccamento insicuro, ma non è possibile definirlo con certezza senza una valutazione approfondita.
È importante anche considerare il riferimento ai giorni precedenti il ciclo: in alcune persone la fase premestruale può amplificare irritabilità, tristezza, ansia o bisogno di ritiro. Se questi cambiamenti sono intensi e ricorrenti, potrebbe essere utile che la sua partner ne parlasse con una professionista.
Il punto centrale, però, è anche come tutto questo fa stare lei. Restare per giorni nell’attesa, senza sapere se l’altra persona desideri continuare o meno il rapporto, può generare molta ansia e insicurezza.
Potrebbe provare a parlarne in un momento tranquillo, non durante la crisi, usando frasi chiare e non accusatorie, ad esempio: “Quando ti allontani e non riesco a capire cosa succede, io sto male. Non ti chiedo di risolvere tutto subito, ma ho bisogno che troviamo un modo per comunicare anche nei momenti difficili”.
Comprendere le difficoltà dell’altra persona è importante, ma in una relazione devono esserci spazio, ascolto e responsabilità emotiva per entrambi. La domanda fondamentale è: la sua partner è disponibile a riconoscere questa dinamica e a lavorarci insieme? Se sì, potete costruire accordi più chiari. Se no, sarà importante chiedersi quanto questa relazione la faccia sentire davvero visto, scelto e al sicuro. Vi consiglio una terapia di coppia. Salve
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