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Esperienze

Sono una psicologa estremamente interessata all’ascolto e al supporto del prossimo, in continua formazione.
Viviamo in un contesto in cui fermarsi e prestare attenzione alle altre persone risulta sempre meno frequente, portando ognuno di noi a sentirsi almeno una volta nel corso della giornata, solo ed ignorato.
Cosa posso offrire? Empatia e sostegno per potenziare e lavorare efficacemente sulla crescita personale, sul benessere psicofisico, andando ad analizzare e riscoprire le proprie risorse interiori. Tutto inizia e riparte proprio da noi stessi, il mio obiettivo è proprio aiutarti a ritrovare il tuo equilibrio.

Il mio percorso qual è stato? Mi sono laureata in “Scienze e tecniche psicologiche” presso l’università degli studi di Milano-Bicocca, in seguito, ho proseguito i miei studi decidendo di specializzarmi ad indirizzo neuropsicologico, conseguendo la laurea magistrale in “Psicologia clinica e neuropsicologia nel ciclo di vita” presso l’università degli studi di Milano-Bicocca.
Ho poi svolto un anno di tirocinio ad indirizzo psicosomatico, e dopo aver superato l’esame di stato mi sono iscritta all’albo professionale dell’ordine degli psicologi della Lombardia.
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Aree di competenza principali:

  • Psicologia clinica

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Dott.ssa Benedetta Mentesana

Via Antonio Gramsci 40, Arese 20044

Il primo colloquio ha lo scopo di inquadrare la situazione ed è gratuito.
È possibile prenotare gli appuntamenti dalle agende (sono presenti due tipologie di agenda: una per gli incontri in studio e una per le consulenze online).
Successivamente, avrà la possibilità di scegliere la modalità di incontro che preferisce, se misto, se interamente online o in presenza.

Si riceve esclusivamente su appuntamento.
È richiesta la conferma della presenza; per gli appuntamenti online, il pagamento deve essere effettuato prima dell’inizio della seduta, salvo cancellazione della stessa.
La chat rimane a disposizione per qualsiasi necessità o chiarimento.

13/02/2026

Prestazioni e prezzi

  • Colloquio psicologico individuale

    50 €

  • Orientamento scolastico

    40 €

  • Primo colloquio psicologico

    Prestazione gratuita

  • Colloquio psicologico clinico

    50 €

  • Psicoeducazione

    50 €

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23 recensioni

Più menzionato dai pazienti

  • Attenzione durante la visita
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  • E

    EF

    Quando ho iniziato ero una donna a pezzi, è riuscita a capire in un attimo che corde tirare e come spronarmi, in pochissimo tempo ho fatto passi da gigante! La consiglierei a chiunque, è una persona fantastica.

     • Studio Online colloquio psicologico individuale  • 

    Dott.ssa Benedetta Mentesana

    Grazie mille per aver condiviso la sua esperienza personale, mi fa davvero molto piacere che il percorso insieme le sia stato utile!


  • M

    MC

    Dottoressa alla quale piace molto il suo lavoro e si vede, molto attenta al paziente, gentile e simpatica. Mi sono trovato veramente bene.

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    Dott.ssa Benedetta Mentesana

    Grazie per aver condiviso la sua esperienza, mi fa davvero piacere che si sia trovato bene!


  • D

    D.M

    Persona molto gentile e disponibile, che è riuscita a mettermi a mio agio fin dal primo secondo

     • Studio Privato - Mercoledì colloquio psicologico individuale  • 

    Dott.ssa Benedetta Mentesana

    Grazie per la recensione, mi fa molto piacere!


  • A

    Ambra

    È bravissima perché ti fa sentire a tuo agio e soprattutto ti lascia affrontare tutto con i tuoi tempi

     • Studio Privato - Lunedì e Venerdì colloquio psicologico individuale  • 

    Dott.ssa Benedetta Mentesana

    Grazie mille Ambra per aver condiviso la sua esperienza personale, mi fa davvero piacere !


  • C

    CP

    Primo colloquio, mi sono sentita subitissimo a mio agio, piccole accortezze non scontate che lei ha avuto

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    Dott.ssa Benedetta Mentesana

    Grazie mille per la recensione, mi fa molto piacere leggere che l'incontro sia stato positivo!


  • R

    Rosario

    Persona e professionista Eccellente, professionale, impeccabile.

     • Studio Online primo colloquio psicologico  • 

    Dott.ssa Benedetta Mentesana

    Grazie mille per aver condiviso la tua esperienza!


  • G

    Giorgia

    È stato il mio primo colloquio ed ho trovato una persona davvero attenta ed empatica. Mi son sentita a mio agio subito e sono uscita da quello studio sentendomi davvero ‘leggera’.

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    Dott.ssa Benedetta Mentesana

    Cara Giorgia, grazie per la tua recensione e per aver condiviso la tua esperienza personale! Mi fa molto piacere


  • A

    A.R.

    Attenzione, sensibilità, tatto. Direi ottima partenza :)

     • Studio Online primo colloquio psicologico  • 

    Dott.ssa Benedetta Mentesana

    Grazie mille per la recensione, mi fa molto piacere!


  • M

    Mauro

    La Dottoressa fin dal primo appuntamento mi ha fatto sentire a mio agio.
    Massima disponibilità e flessibilità per fissare gli appuntamenti quando più comodo per me. Consiglio vivamente a chi sentisse il bisogno di intraprendere un percorso psicologico

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    Dott.ssa Benedetta Mentesana

    Caro Mauro, grazie per le gentili parole e per aver condiviso la tua esperienza, sono veramente contenta che tu ti sia trovato bene!


  • M

    Martina

    Oggi ho svolto il mio primo incontro e mi sono trovata a mio agio già da subito. Super consigliata!

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    Dott.ssa Benedetta Mentesana

    Grazie mille per la recensione, ne sono molto felice!


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Risposte ai pazienti

ha risposto a 64 domande da parte di pazienti di MioDottore

salve dottori, vorrei parlare e chiedere a voi una parola di conforto o qualche consiglio, sono con

salve dottori, vorrei parlare e chiedere a voi una parola di conforto o qualche consiglio, sono con una persona da due anni ormai, lui è molto più grande (48, io 26), premetto ci siamo conosciuti a lavoro, lavoro stagionale, purtroppo ci sono stati dei momenti in cui mi sono accorta di quanto posso provare gelosia, cosa che con altre persone (due, non molte quindi, però a distanza) non lo ero, non avevo mai avuto cosi tanta gelosia..però con lui si, nel senso ho paura che lui possa vedere video, foto, qualsiasi cosa su internet di ragazze che si mostrano ecco, da li da quando ho visto che lui guardava queste cose non lo so forse mi sono sentita sempre in difetto o di meno no, e quindi ho avuto il sentimento di non essere abbastanza forse..quindi mi scattava la gelosia e le battute a lui ogni tanto come quando avevo visto che aveva scritto a una ragazza un "ciao" e da li ancora di più probabilmente, però non è questo..è che questa estate probabilmente se va bene dovrò lavorare in un posto e saremo insieme (prima volta che lavoriamo insieme dopo che ci siamo conosciuti) ma davvero mi sta venendo l'ansia e una paura al pensiero, perché ho paura di tutto, penso a lui che lavorando potrà vedere altre, magari per fare qualche mancia lo stesso può farsi piacere non lo so, anche se comunque lui mi ha detto che lo fa ma lavorativamente certo e che pensa al lavoro e non ad altre..però mi si fanno dei "film" in mente..oppure ho paura che potremo discutere e ho paura di vedere lui che magari scherza con altre? non lo so, paura che posso provare gelosia..soprattutto appunto perché saremo insieme..non so che fare, e sto pensando che forse non è molto giusto lavorare insieme, soprattutto per me forse..cosa faccio? come posso cercare di placare questa gelosia e questi pensieri, come faccio a fregarmene ecco di lui e di quello che possa fare e nel caso quindi stare tranquilla? dovrei comunque accettare il lavoro? sono in ansia e non so che fare vorrei dei consigli da voi, su come poter gestire tutte queste cose nel caso dovessimo lavorare insieme..

RISPOSTA DEL DOTTORE:

Dott.ssa Benedetta Mentesana

Buongiorno, grazie per aver condiviso il suo vissuto. 

Dalle sue parole emerge chiaramente quanto questa situazione stia generando ansia, pensieri ricorrenti e un senso di allarme che fatica a placarsi.
È possibile che la gelosia che descrive non sia qualcosa che “la definisce” in generale, ma che si sia attivata in modo specifico all’interno di questa relazione. Il fatto che in relazioni precedenti non avesse vissuto emozioni simili suggerisce che forse non si tratta solo di una caratteristica personale, ma di qualcosa che prende forma nell’incontro tra lei, l’altro e il tipo di legame che si è costruito. In particolare, da come racconta, l’aver scoperto che lui guardava contenuti online o che aveva scritto a un’altra ragazza potrebbe aver incrinato un senso di sicurezza, facendola sentire meno scelta o meno “abbastanza”, anche se questo non è necessariamente ciò che lui intendeva comunicare.
I pensieri che descrive (i “film” che si attivano, le immagini anticipate di possibili scenari) sembrano avere una funzione: provare a prepararla, a proteggerla da un’eventuale delusione o sofferenza. È però comprensibile che nel tempo questi stessi pensieri diventino fonte di grande stanchezza emotiva e aumentino l’ansia invece di ridurla.
L’idea di lavorare insieme sembra amplificare tutto questo. È come se la vicinanza continua, il doverlo osservare in un contesto nuovo, con altre persone intorno, rendesse più difficile per lei trovare uno spazio interno di tranquillità. La paura non sembra riguardare solo ciò che lui potrebbe fare, ma anche ciò che lei teme di poter provare: la gelosia, le discussioni, il sentirsi sopraffatta dalle emozioni. Questo è un punto importante, perché sposta l’attenzione non tanto sul controllo dell’altro, quanto sul suo bisogno di tutelare se stessa.
Forse potrebbe essere utile fermarsi a riflettere su alcuni aspetti, senza pretendere risposte immediate: che cosa, in questa relazione, la fa sentire insicura o “di meno”, al di là dei comportamenti concreti di lui, quanto la differenza d’età, di esperienza o di ruolo possa incidere sul modo in cui lei si percepisce nel rapporto, se la gelosia che prova parla più di una paura di perderlo o di una difficoltà a sentirsi sufficientemente rassicurata e riconosciuta, se lavorare insieme rappresenterebbe per lei un’occasione di crescita o piuttosto un’esposizione a un livello di stress che al momento sente di non riuscire a gestire.
Rispetto alla domanda se accettare o meno il lavoro, potrebbe essere utile chiedersi non tanto che cosa sarebbe “giusto” in assoluto, ma che cosa sarebbe più rispettoso del suo equilibrio emotivo in questo momento. Scegliere di non lavorare insieme non significherebbe necessariamente fuggire o fallire, così come accettare non sarebbe automaticamente una prova di forza, entrambe le opzioni possono avere senso, a seconda di come lei sente di potersi sostenere.
Infine, quando si chiede “come fare a fregarsene”, forse vale la pena riconoscere che non sempre è possibile, né utile, ignorare ciò che ci fa stare male. A volte il lavoro non è smettere di sentire, ma capire che cosa quelle emozioni stanno cercando di dirci su di noi, sui nostri bisogni e sui nostri limiti.
Spero che queste riflessioni possano offrirle qualche spunto per orientarsi con maggiore gentilezza verso se stessa, qualunque decisione scelga di prendere.
Un caro saluto,


Salve, ho 25 anni e vado in terapia da una psicologa da 4 quasi.. è da un po’ che penso di voler ter

Salve, ho 25 anni e vado in terapia da una psicologa da 4 quasi.. è da un po’ che penso di voler terminare il percorso, e continuare da sola con gli strumenti appresi insieme in questi anni. Mi sento più autonoma e inoltre un mese fa mi sono laureata e sto entrando in una nuova fase della vita diciamo, e mi sento pronta . Ho il timore di dirglielo,un anno fa quasi le dissi di voler terminare il percorso, ma lei mi rispose che non era il momento e che c’erano ancora tante cose su cui lavorare. Questa cosa mi ha un po’ destabilizzata.
Vorrei che lei comprendesse e accettasse la mia posizione, penso anche che continuare poi una terapia “controvoglia” non sia produttivo..

RISPOSTA DEL DOTTORE:

Dott.ssa Benedetta Mentesana

Gentilissima, grazie per aver condiviso un momento così significativo del suo percorso. 
La sua è una riflessione molto matura, che sembra nascere non da un rifiuto della terapia, ma da un cambiamento interno: il sentirsi più autonoma, l’aver attraversato tappe importanti come la laurea e l’ingresso in una nuova fase della vita.
È comprensibile che, dopo anni di lavoro terapeutico, possa emergere il desiderio di provare a camminare con le proprie gambe, utilizzando gli strumenti costruiti insieme. Questo pensiero, di per sé, non indica necessariamente una fuga o una chiusura, ma può rappresentare il bisogno di verificare ciò che sente di aver interiorizzato e fatto proprio nel tempo.
È altrettanto comprensibile il timore che prova nel comunicarlo alla sua terapeuta, soprattutto alla luce dell’esperienza passata. Il fatto che un anno fa la sua intenzione sia stata accolta con l’idea che “non fosse il momento” sembra aver lasciato in lei un senso di destabilizzazione, di non riconoscimento, di non ascolto e forse anche il dubbio che il suo sentire non fosse del tutto legittimo. Questo può rendere oggi più difficile esporsi di nuovo, con la paura di non essere compresa o accettata.
Potrebbe essere utile tenere presente che il desiderio di concludere una terapia è spesso un tema clinicamente rilevante, che merita spazio e ascolto all’interno del percorso stesso. Portare questo pensiero non significa prendere una decisione irrevocabile, ma aprire un confronto su ciò che è cambiato, su ciò che sente di aver raggiunto e su ciò che eventualmente teme di perdere interrompendo.
La riflessione che fa sul rischio di una terapia portata avanti “controvoglia” è importante. In genere, il lavoro terapeutico ha senso nella misura in cui c’è una partecipazione autentica e condivisa, quando questo viene meno, può essere utile interrogarsi sul significato di ciò che sta accadendo, piuttosto che forzarsi a continuare.
Alcuni spunti che potrebbe esplorare, magari anche con la sua terapeuta, sono: che cosa rappresenta per lei l’idea di concludere ora il percorso, se sente questa scelta come un movimento verso l’autonomia o come una necessità di prendere distanza, che tipo di chiusura sentirebbe più rispettosa del lavoro fatto insieme.
Potrebbe essere utile ricordare che una terapia non è un vincolo, ma uno spazio al servizio della persona. Il fatto di desiderare una conclusione non cancella il valore del percorso svolto, né esclude la possibilità, in futuro, di tornare a chiedere aiuto se se ne sentisse il bisogno.
Si ricordi che lei ha il diritto, in qualsiasi momento, di interrompere il percorso.
Le auguro di poter trovare una modalità di confronto che le permetta di sentirsi ascoltata e rispettata, qualunque direzione scelga di prendere.
Un caro saluto,


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