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Esperienze

Sono il Dott. Matteo Reale, psicologo clinico con orientamento cognitivo-neuropsicologico.

Offro supporto psicologico rivolto ad adolescenti, giovani adulti e adulti che stanno vivendo momenti di difficoltà, ansia o crisi personali.
Il mio obiettivo è creare uno spazio sicuro e accogliente in cui sentirsi compresi e lavorare su ciò che si sta vivendo.

Il mio approccio si basa su una prospettiva cognitivo-neuropsicologica, che considera la persona nella sua storia, nel modo in cui interpreta le proprie esperienze e nelle modalità con cui affronta le difficoltà.
Il lavoro insieme è orientato a comprendere il significato di ciò che si sta vivendo e a sviluppare strategie concrete per gestirlo in modo più efficace.

Mi occupo principalmente di:
ansia, attacchi di panico e depressione
• pensieri ossessivi, perfezionismo e tendenza all’ipercontrollo
• difficoltà relazionali e isolamento sociale
• stress lavoro-correlato e burnout
• crisi adolescenziali e orientamento scolastico e lavorativo

Ogni percorso è personalizzato e costruito sulle esigenze specifiche della persona, con l’obiettivo di favorire maggiore consapevolezza, benessere e autonomia.

In ambito giuridico offro consulenze tecniche (CTU/CTP), supporto nelle situazioni di conflitto familiare e valutazioni cliniche e neuropsicologiche.

Affianco inoltre atleti e sportivi nella gestione dell’ansia da prestazione, nel miglioramento della concentrazione e della motivazione.

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Aree di competenza principali:

  • Psicologia clinica
  • Psicologia giuridica
  • Psicologia sportiva

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    Prestazione gratuita

  • Sostegno psicologico adolescenti

    60 €

  • Valutazione neuropsicologica

    Da 200 €

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Matteo Reale
Studio di Psicologia - Dott. Matteo Reale

Via Baccio da Montelupo, 32g, Primo Piano, Firenze 50142

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  • D

    Ho iniziato il percorso in un periodo in cui mi sentivo sempre sotto pressione, soprattutto con università, palestra e confronto continuo con gli altri. Avevo la sensazione di non riuscire mai a stare tranquillo o sentirmi abbastanza. Durante le sedute ho capito meglio tante cose di me che tendevo sempre a ignorare. Ho concluso il percorso con molta più equilibrio e meno bisogno di dimostrare continuamente qualcosa.

     • Studio di Psicologia - Dott. Matteo Reale consulenza psicologica  • 

  • F

    Mi ero rivolta al dott. Reale in un periodo di forte ansia e stress che mi stava portando a chiudermi molto anche nelle relazioni. Ho concluso il percorso sentendomi molto più consapevole e sicura di me rispetto all’inizio. Mi ha aiutata a capire meglio alcuni meccanismi che ripetevo da tempo e ad affrontare le situazioni con meno paura e controllo. Esperienza davvero importante per me

     • Studio di Psicologia - Dott. Matteo Reale consulenza psicologica  • 

    Dott. Matteo Reale

    Grazie Francesca, sono contento che il percorso ti abbia aiutata a sentirti più consapevole e serena rispetto all’inizio. Ti ringrazio per la fiducia e ti auguro il meglio per il futuro.


  • C

    All’inizio avevo iniziato il percorso un po’ prevenuta e più per insistenza di mia madre che per convinzione personale, ma già dopo le prime sedute mi sono sentita capita e a mio agio.

    Mi aiutava molto nei momenti in cui mi bloccavo davanti a esami, università e situazioni dove sentivo forte pressione o competizione. Durante il percorso ho imparato a gestire meglio ansia ed emozioni e oggi affronto queste situazioni con molta più serenità e sicurezza.

    Esperienza davvero positiva che rifarei.

     • Studio di Psicologia - Dott. Matteo Reale consulenza psicologica  • 

    Dott. Matteo Reale

    Claudia, ti ringrazio per aver condiviso la tua esperienza. Sono contento che il percorso ti abbia aiutato ad affrontare con maggiore serenità le situazioni che vivevi con più pressione.


  • L

    Mi sono rivolto al dott. Reale in un momento complicato legato alla fine di una relazione. Continuavo a sentirmi legato al mio ex, anche se dentro di me sapevo che non era più la persona che avevo conosciuto all’inizio.

    Durante i colloqui mi ha aiutato a mettere ordine e a vedere meglio quello che stavo vivendo, senza forzarmi ma facendomi arrivare alle cose in modo più chiaro. Ho capito la differenza tra quello che era stato e quello che è adesso, e questo mi ha fatto cambiare modo di stare nella situazione.

    Percorso che mi ha aiutato davvero a fare un passo avanti.

     • Studio di Psicologia - Dott. Matteo Reale consulenza psicologica  • 

    Dott. Matteo Reale

    Grazie Luca per le tue parole. Sono contento che il percorso ti sia stato utile


  • S


    Mi sono rivolta al dott. Reale per una consulenza riguardante mia madre, perché avevo bisogno di una valutazione chiara sulla sua capacità di gestire autonomamente il proprio patrimonio. Fin dal primo incontro ho trovato un approccio molto professionale, preciso e orientato alla comprensione globale della situazione.

    In tre colloqui è riuscito a raccogliere tutte le informazioni necessarie e a restituire una valutazione strutturata, argomentata e utile anche in un’ottica decisionale. Ho apprezzato in particolare la capacità di integrare gli aspetti clinici con quelli pratici e familiari, mantenendo sempre un atteggiamento rigoroso ma umano.

    Consulenza svolta in modo serio ed efficace, assolutamente consigliato.

     • Studio di Psicologia - Dott. Matteo Reale consulenza psicologica  • 

    Dott. Matteo Reale

    Grazie Sofia, sono contento che il lavoro fatto insieme sia stato utile e vi abbia aiutato ad avere più chiarezza sulla situazione.


  • M

    Sono una ragazza di 24 anni e mi sono rivolta al dott. Reale per un periodo di forte ansia e difficoltà a gestire i miei pensieri, soprattutto legati al controllo e alla paura di sbagliare.

    Fin dalle prime sedute mi sono sentita capita davvero, non solo ascoltata. Mi ha aiutata a capire meglio cosa mi succedeva e soprattutto a collegare quello che sentivo nel corpo con i pensieri che avevo, cosa che prima ignoravo completamente.

    Il percorso non è stato solo parlare, ma lavorare concretamente su quello che vivevo ogni giorno. Già dopo qualche incontro ho iniziato a sentirmi più libera e meno bloccata nelle situazioni che prima evitavo.

    Lo consiglio a chi cerca qualcuno di diretto, ma allo stesso tempo molto attento e presente.

     • Studio di Psicologia - Dott. Matteo Reale consulenza psicologica  • 

    Dott. Matteo Reale

    Grazie Martina per aver condiviso la tua esperienza. Sono contento che il percorso ti abbia aiutato a sentirti più libera e a gestire meglio quello che vivevi


  • A

    Mi sono rivolto al dott. Reale per difficoltà nella mia relazione, in un momento in cui ero molto confuso. Fin da subito mi sono sentito a mio agio. Il percorso è stato concreto e centrato su quello che provavo, mi ha aiutato a capire meglio alcuni miei schemi e comportamenti che tendevo a ripetere. L’approccio è diretto ma sempre rispettoso. Ho concluso il percorso con maggiore consapevolezza e oggi affronto le relazioni in modo diverso.

     • Studio di Psicologia - Dott. Matteo Reale  • 

    Dott. Matteo Reale

    Alessio, grazie per il tuo riscontro. Sono contento che il percorso ti abbia aiutato a fare maggiore chiarezza e a vivere le relazioni in modo diverso.


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Risposte ai pazienti

ha risposto a 3 domande da parte di pazienti di MioDottore

Salve sono Gianluca ho avuto una relazione di 8 mesi...che dire momenti no momenti si la situazione era un po' complessa ma forse è confusionaria da me'.. ho provato a mettermi in gioco tutto in tutto e farmi andar bene anche episodi non carini ok...ma alla fine ho deciso di troncare i rapporti ora sento una mancanza notevole non nego che sono gelosetto, ma ho io non ero pronto ho non c'era trasparenza ho provato parlane ma capivo che non era molto da agliuto forse esagero io ma cmq gli episodi che si affacciavano non era carini io provai ancora alla fine capì che non c'era vita né per me' e ne soprattutto per la persona che mi stava al mio fianco allora mi sono chiesto fino a quando una vita potrebbe andare in questo modo e ho deciso di troncare... adesso sento la mancanza perché ci tengo e ci credevo fino in fondo anche sé ho avuto paura di proseguire....non riesco ad fare un passo avanti e giustamente lei non vuole più vedermi....cosa dovrei fare arrivato fin qui? Grazie

Quello che descrivi è una situazione molto comprensibile, soprattutto quando si è stati dentro a una relazione in cui c’erano sia momenti positivi sia aspetti che facevano stare male.
Da come lo racconti, non sembra tanto una difficoltà nel “decidere cosa fare”, ma piuttosto un’esperienza interna molto ambivalente: da una parte senti la mancanza e il legame, dall’altra avevi percepito che quella relazione, così com’era, non ti faceva stare davvero bene.
Spesso, quando si chiude un rapporto in queste condizioni, quello che resta non è solo la persona, ma anche tutto quello che si era immaginato e investito emotivamente. È per questo che puoi sentire ancora forte la mancanza, anche se la scelta di interrompere aveva un senso.
Potrebbe esserti utile chiederti non tanto “se ho fatto bene o male”, ma:
cosa cercavo in quella relazione e cosa invece mi faceva sentire in difficoltà?

Questo ti aiuta a spostarti dal dubbio verso una maggiore comprensione di te stesso.
Il fatto che oggi tu faccia fatica ad andare avanti non significa che hai sbagliato, ma che stai ancora elaborando qualcosa di importante per te.
Un percorso psicologico, in questi casi, può aiutare proprio a dare un senso a questa ambivalenza e a capire meglio come muoverti nelle relazioni future, senza restare bloccato tra mancanza e dubbio.

Dott. Matteo Reale

Buongiorno Dottori. Circa 10 anni fa ho casualmente incontrato un uomo molto molto più giovane di me. Uscivo da un periodo terribile, avevo appena perso mia madre dopo una malattia inesorabile ed ero sentimentalmente sola già da molto tempo. Ero in cura con farmaci antidepressivi e vivevo come in mezzo ad una nebbia. Finchè, quasi mi fossi "risvegliata" da un brutto sogno, mi sono improvvisamente accorta dei suoi sguardi, delle sue attenzioni, delle sue premure nei miei confronti, ma data la notevole differenza di età ho preso la cosa con divertimento, pur essendone lusingata. Poi, è scoppiato il covid e siamo rimasti tutti isolati nelle case. Ma un giorno, inaspettatamente, lui si è presentato a casa mia, dicendo che voleva rivedermi e che mi aveva portato la colazione. L'ho fatto salire, non senza stupore, abbiamo chiacchierato un po' ma...la "scintilla", se così vogliamo chiamarla, era ormai scattata e abbiamo fatto sesso con trasporto. Pensavo fosse finita lì, e invece -poichè per motivi legati alla professione che lui svolge ci incontriamo settimanalmente - tutto è continuato. Quando l'ho conosciuto era ancora fidanzato, poi si è sposato, ha avuto un figlio, a differenza mia che ho avuto una vita sentimentale disastrosa nonostante ogni volta abbia dato tutta me stessa al partner e per far funzionare il rapporto. Il suo, sembrava un matrimonio felice, innamorato della ragazza di sempre, un figlio splendido, quello che insomma avrei voluto la vita riservasse a me. Due anni fa, mi ha inaspettatamente detto che si stava separando dalla moglie. Lo vedevo infatti da tempo incupito, con meno voglia di parlare, ma a mia richiesta rispondeva che aveva "problemi" di cui non gli andava di parlare. Sembrava essersi lasciato andare. Ingrassato, trascurato (come è anche tuttora). Avendo cambiato posto di lavoro, mi nominava spesso colleghi e soprattutto colleghe con cui di tanto in tanto usciva e, particolarmente nominava le colleghe, a suo dire tutte belle, tutte brave, con cui c'era tanto affetto. Intanto, nel frattempo, aveva lasciato moglie e figlio non potendone più della situazione in casa, separandosi tuttavia solo di fatto. La moglie gli ha negato la separazione consensuale e dunque vivono in case diverse anche se a poca distanza, per il bambino. Ne sono rimasta dispiaciuta e l'ho invitato a riflettere, a tornare sui propri passi per amore del figlio, ma lei sembra irremovibile. Non se ne è andato per me. Noi abbiamo avuto solo rapporti intimi, anche se durante i nostri incontri ci siamo conosciuti meglio, sorretti a vicenda nei momenti di crisi, confidati, ma un rapporto vero e proprio non è mai partito (nel senso uscire insieme, condividere degli spazi e degli interessi): io non l'ho chiesto, data l'insormontabile differenza d'età sapevo già dall'inizio di non poterlo pretendere, ma neppure lui l'ha fatto. Finchè, proprio durante i rapporti intimi, a un certo punto lui non ha voluto più che gli lasciassi "segni" sul corpo a causa di baci un po' troppo marcati, pretendendo tuttavia di continuare a farli a me. Già questo mi ha lasciata perplessa. Ho chiesto spiegazioni, e lui mi ha risposto che non vuole si notino, data la professione che svolge. A questo punto, ho detto che anch'io avevo però diritto a non essere "marchiata". Poi, con il trascorrere del tempo, e sempre non richiesto, ha cominciato a nominarmi spesso una collega, anche lei separata però legalmente e con due figli con cui si era incontrato di tanto in tanto, anche con gli altri colleghi, affermando che era una donna molto bella (ma lo sono anch'io), facendomi capire che indossava biancheria sexy, quando io al contrario non ho voluto indossarla non perchè non la possegga, ma perchè suppongo che il desiderio sessuale di un uomo, se è genuino, debba scattare senza ricorrere a mezzucci.... Infine, siamo arrivati a ciò che non ho potuto tollerare. E' accaduto che mentre si trovava da me, la collega lo chiamasse, e non per una volta, sul cellulare. Trovandomi lì vicino e pur non volendo, non ho potuto fare a meno di ascoltare le loro voci affettuose, e scambiarsi facezie non di lavoro, con l'intesa di sentirsi la sera. Soprattutto mi ha ferita il suo "Finalmente!" come di persona che ha aspettato tanto una telefonata ed ora che è arrivata se ne compiace. Unpo' troppo, per una collega che si ha modo di vedere tutti i giorni, o quasi. Tra l'altro e' per me inaccettabile che queste telefonate avvengano comunque in mia presenza e senza nessun riguardo per lui che sta lavorando ed anche per me che sto lavorando con lui. Non capisco perchè lui glielo permetta, perchè non le dica, come ritengo avrebbe dovuto fare, di richiamare in altra ora. Lì per lì ho fatto come sempre, vale a dire non ho commentato pur assumendo un atteggiamento freddo e distaccato, ma quando lui mi ha fatto capire attraverso baci e carezze che voleva un rapporto, mi sono rifiutata, ben decisa, stavolta, a parlare. L'ho invitato ad essere chiaro, a dirmi la verità su questa persona che stava diventando, stando alla quantità di volte in cui non richiesto me la nominava, mostrandomi la sua foto e quella dei suoi figli che tiene nel cellulare insieme a quelle del figlio legittimo, e adesso facendomi ascoltare anche le loro telefonate, sempre più ingombrante, almeno in casa mia. E che, permettendole di farle, stava dimostrando un'assoluta mancanza di rispetto, e di sensibilità nei miei confronti. Come fanno tutti gli uomini in queste situazioni, ha ovviamente negato, dicendo le solite frasi "sei gelosa, è solo una collega (che tra l'altro vede tutti i giorni), sei veramente una grande regista per mettere su tutto questo, ecc.). Ho risposto che prima di essere gelosa sono una persona che tiene molto alla sua dignità. Che, se mi riteneva una grande regista, lui si era però dimostrato un pessimo attore, e che a prescindere da tutto, non mi prestavo ad essere la "ruota di scorta". Del resto, se come suppongo ha un'altra, i rapporti intimi ora può tranquillamente averli con l'altra, io non sono la moglie. Quale dovrebbe essere, infatti, il mio ruolo? Se ne è andato incupito. Ed io mi sento distrutta. Se ha un'altra relazione perchè non dirmelo apertamente? Io, essendo una donna educata tradizionalmente, non ho mai preso "iniziative" con gli uomini, neppure quando ero più giovane. Dunque, si è trovato anche facilitato, in questo senso, io avevo già capito, non c'era bisogno che mi facesse del male. Come è potuto cambiare così? E quale dovrebbe essere ora, il mio comportamento se queste telefonate dovessero continuare ( sempre che io lo riveda)? Non so immaginare, infatti, se e quando lo rivedrò avendo lasciato del lavoro in sospeso, non credo vorrà riparlarne e neppure io, avendo già detto ciò che ho ritenuto fosse giusto dire per me, ma non si sa mai. Potreste rispondermi? Vi ringrazio, la mia sofferenza è immensa.

Buonasera, da quello che racconta, la sua sofferenza sembra andare oltre il dubbio che lui possa avere un’altra relazione. Mi colpisce soprattutto quanto questo rapporto abbia rappresentato per lei un punto importante della sua vita, in un momento in cui si sentiva molto sola e ferita.
Per questo oggi alcuni atteggiamenti di lui sembrano toccarla così profondamente: non solo per gelosia, ma perché forse la fanno sentire meno vista, meno riconosciuta nel posto che pensava di avere nella relazione.
A volte il dolore nasce proprio quando ciò che viviamo emotivamente non coincide più con il modo in cui sentiamo l’altro vicino a noi.
Mi sembra però importante che questa volta lei sia riuscita a esprimere chiaramente ciò che l’ha fatta stare male e ciò che non era più disposta a tollerare. Non è solo “gelosia”, ma anche un modo di dare valore a ciò che sente.
Un percorso psicologico potrebbe aiutarla a comprendere più a fondo cosa questo legame abbia significato per lei e perché oggi la faccia soffrire così tanto.

Dott. Matteo Reale
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