Dott.ssa
Irene Ricci
Psicoterapeuta
·
Psicologa
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Esperienze
Sono Irene Ricci, psicologa e psicoterapeuta. Accompagno le persone nei momenti di cambiamento, aiutandole a ritrovare maggiore consapevolezza, stabilità e autenticità. Credo in un lavoro terapeutico che unisce ascolto profondo, rispetto dei tempi e uno sguardo alla persona nella sua interezza, valorizzando la relazione tra mente, corpo ed emozioni.
Il mio lavoro si fonda sull’integrazione tra:
Psicoterapia cognitivo-comportamentale
Pratiche di mindfulness
Compassion Focused Therapy (CFT)
Approccio integrato ed evolutivo
Aree di competenza principali:
- Psicologia clinica
- Psicoterapia cognitivo comportamentale
- Istruttore e specialista clinico mindfulness
Principali patologie trattate
- Stress
- Bassa autostima
- Ansia
- Disturbi psicosomatici
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1 recensione
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V
V.T.
La dottoressa Ricci è molto accogliente ed empatica, mi ha fatto sentire a mio agio. Durante il percorso di terapia ho percepito non solo la sua profonda preparazione, ma anche una rara sensibilità umana. È riuscita a creare uno spazio sicuro e privo di giudizio, fondamentale per aprirsi e lavorare su se stessi. Un'eccellente professionista che ringrazio di cuore.
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Dott.ssa Irene Ricci
Grazie di cuore per queste parole. Sapere che ti sei sentito accolto, al sicuro e libero di esprimerti è per me molto importante. Ti ringrazio sinceramente per la fiducia e per aver condiviso la tua esperienza.
Risposte ai pazienti
ha risposto a 2 domande da parte di pazienti di MioDottore
Buongiorno, sono una ragazza di 21 anni e da sempre ho avuto paura della morte. Non c’è mai stato un
Buongiorno, sono una ragazza di 21 anni e da sempre ho avuto paura della morte. Non c’è mai stato un evento traumatico che mi abbia scatenato ciò, penso sia un qualcosa di cui tutti più o meno abbiamo paura, tuttavia negli ultimi anni, soprattutto mesi, questa mia paura e ansia sta aumentando. Per un qualsiasi dolore corro al pronto soccorso per paura che possa essere qualche malattia grave che può portarmi alla morte, ovunque sento parlare di morte e soprattutto quando sono coinvolti miei coetanei comincio a provare ansia. Mi rendo conto che questa situazione mi sta debilitando molto e non so come uscirne.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, da ciò che racconta sembra che la paura della morte, presente da tempo, negli ultimi mesi abbia iniziato a occupare uno spazio sempre maggiore nella sua quotidianità. Il fatto di allarmarsi di fronte a sensazioni o dolori fisici, temendo immediatamente una malattia grave, e di ricorrere frequentemente al pronto soccorso può alimentare un circolo di ansia, controllo e ricerca di rassicurazioni che, anziché tranquillizzare nel tempo, tende a mantenere viva la paura.
È importante però sapere che da questo tipo di sofferenza si può uscire. Un percorso psicoterapeutico può aiutarla a comprendere meglio ciò che accade quando si attiva l'ansia, a riconoscere i meccanismi che la mantengono e, gradualmente, a costruire un rapporto diverso con la paura, con le sensazioni corporee e con l'incertezza.
Il fatto che lei si renda conto di quanto questa situazione stia diventando debilitante è già un motivo importante per prendersene cura, senza aspettare che diventi ancora più limitante.
Un caro saluto.
Il DOC si può curare in modo definitvo realmente? Ovvero non aver nessun limite durante la propria v
Il DOC si può curare in modo definitvo realmente? Ovvero non aver nessun limite durante la propria vita derivane da ossessesioni e compulsioni?
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, il Disturbo Ossessivo Compulsivo può essere trattato con risultati anche molto significativi. Parlare di una “guarigione definitiva”, però, può essere fuorviante se con questo intendiamo la certezza di non sperimentare mai più un pensiero ossessivo o un momento di maggiore vulnerabilità.
L’obiettivo della psicoterapia è fare in modo che ossessioni e compulsioni non condizionino più significativamente la propria vita e le proprie scelte. Nel percorso si può imparare a riconoscere il meccanismo ossessivo, a non alimentarlo attraverso compulsioni, evitamenti e continue richieste di certezza e, soprattutto, a sviluppare una maggiore capacità di tollerare il dubbio e l’incertezza.
Con un trattamento adeguato è possibile ottenere una significativa riduzione dei sintomi e un importante miglioramento della qualità di vita. Anche eventuali momenti di riacutizzazione possono essere affrontati attraverso gli strumenti acquisiti nel percorso.
L’obiettivo, quindi, non è necessariamente arrivare alla certezza di non avere mai più pensieri ossessivi, ma ritrovare libertà rispetto al DOC, affinché occupi uno spazio sempre minore e non rappresenti più un limite importante nella propria vita.
Un caro saluto.
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