Sto da qualche mese con un ragazzo, che è anche molto preso, attento, amorevol, mi ha presentato ai
Sto da qualche mese con un ragazzo, che è anche molto preso, attento, amorevol, mi ha presentato ai suoi amici, è presente, mi fido anche. Unico problema è che non abbiamo mai avuto un rapporto sessuale completo. Cioè lui in genere mi pratica sesso orale/ con le mani, e poi non va oltre. Ho provato a prendere iniziativa praticando stimolazione manuale o spesso orale a lui, ma non andiamo oltre. Un paio di volte eravamo quasi al punto nel senso che lui ha anche provato ma come se non riuscisse a tenere l erezione (forse) e non riuscire a penetrare, quindi dopo pochissimo si tornava subito a far altro. Non capisco da cosa possa dipendere e come affrontare eventualmente la conversazione, perché questa mancanza inizia a pesarmi e temo di rovinare tutto il resto
6 risposte
Buongiorno, dal tuo racconto non sembra esserci una mancanza di interesse o di coinvolgimento da parte del tuo partner. Al contrario, descrivi una relazione in cui lui è presente, affettuoso e cerca comunque l'intimità con te. Il fatto che i rapporti si fermino sempre prima della penetrazione e che un paio di volte abbia perso l'erezione proprio nel momento di penetrarti fa pensare che possa esserci una difficoltà specifica, come un'ansia da prestazione, piuttosto che una mancanza di desiderio. È importante evitare di trarre conclusioni o attribuire significati personali come "non mi desidera", "non gli piaccio abbastanza", perché le difficoltà erettili possono comparire anche in uomini giovani e spesso sono legate all'ansia, alla paura di non riuscire, alle aspettative o ad altri fattori psicologici e, talvolta, medici. Se questa situazione inizia a pesarti, è giusto affrontarla. Cerca un momento sereno, al di fuori dell'intimità, e parlane con curiosità e senza accuse. Puoi dirgli che hai notato questa difficoltà, che per te non è un giudizio nei suoi confronti, ma che vorresti capire insieme cosa sta succedendo. Un dialogo aperto è spesso il primo passo per ridurre la pressione che può alimentare il problema. Se la difficoltà dovesse persistere, una consulenza con un sessuologo può essere molto utile. La terapia sessuologica aiuta a comprendere l'origine del problema, a ridurre l'ansia da prestazione e a proporre strategie concrete per ritrovare un'intimità vissuta con maggiore serenità. Quando il partner è disponibile a partecipare, un percorso di coppia può essere particolarmente efficace, perché permette di affrontare la difficoltà come un'esperienza condivisa e non come un problema di uno solo dei due. Restando a disposizione. Dott.ssa Giulia Raiano
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Capisco perfettamente il suo stato d'animo. Trovarsi in una relazione in cui ci si sente amate, desiderate e integrate nella vita del partner ma avvertire che manca ancora un tassello nella vostra intimità, può far sentire un po' disorientate e preoccupate. Vorrei però rassicurarla su un punto fondamentale: tra voi c'è già una buona intimità, fatta come ha descritto di scambi di piacere e stimolazione reciproca, complicità e desiderio. Anche se la sessualità non è una linea retta che deve per forza portare alla penetrazione per essere "valida", è assolutamente comprensibile sentire la mancanza di un rapporto completo con l'uomo che si ama, quando desiderato. In questi casi spesso si ha paura che parlarne possa ferire l'altro o incrinare l'equilibrio della relazione. Ma ricordi le coppie forti non sono quelle che non hanno problemi, ma quelle che imparano a parlarsi. Sono proprio i silenzi prolungati a far nascere dubbi e incertezze reciproche. Si conceda la possibilità di esprimere ciò che sente. Affrontare l'argomento con dolcezza e empatia con il suo partner, non significa rovinare tutto, ma al contrario prendersi cura della vostra storia. Quando la penetrazione diventa faticosa, o viene regolarmente evitata, le cause possono essere diverse: legate a fattori emotivi, organici o ad una combinazione di entrambi. Potrebbe esserci un forte blocco ansioso, o un'ansia da prestazione che porta il suo compagno a vivere l'atto penetrativo come un "test da superare". Consideri che gli uomini tendono a legare molto la propria autostima alla prestazione sessuale: una serie di tentativi non riusciti può trasformarsi così in un forte blocco per il corpo e l'eccitazione. Contrariamente a quanto si può pensare però, la sessualità non è un evento magico, è un comportamento come altri, che risente e viene influenzato da diverse variabili e dimensioni, inclusa l'ansia. Potrebbe però anche essere che lui voglia ancora aspettare, prima di avere un rapporto completo, per diversi motivi. Così come potrebbe esserci un piccolo problema fisico, magari facilmente risolvibile con una consulenza andrologica, che compromette la fase dell'erezione. Come vede le motivazioni posso essere davvero tante, ma rimangono solo ipotesi se non si apre un dialogo. Può provare ad affrontare l'argomento co lui , condividendo il suo desiderio di maggiore vicinanza, mettendosi in modalità di ascolto e permettendo al suo corpo di sostenere con accoglienza le parole o i dubbi del suo ragazzo. Rispettando i suoi tempi, rassicurandolo, se dovesse mostrarsi timoroso o chiudersi. Provando ad ascoltarlo con empatia, senza la fretta di trovare una soluzione immediata, se riesce a confidarsi. Affrontare questa situazione con l'amore e la delicatezza che sta già dimostrando, può trasformarsi in un ulteriore riprova della complicità e della fiducia che entrambi avete riposto nella vostra relazione. Se dovesse sentire che il peso di questa situazione, l'ansia di sbagliare le parole o la paura di rovinare il rapporto diventano troppo difficili da gestire da sola, ricordi che può essere molto utile avere un confronto con un professionista, per regalarsi uno spazio di sostegno psicologico e ascolto personale. un caro saluto, Silvia Marongiu
Buongiorno, quello che descrive è una situazione più frequente di quanto si immagini e può dipendere da molteplici fattori, sia fisici che psicologici. Ansia da prestazione, timore del giudizio, stress, esperienze precedenti, difficoltà relazionali o problematiche mediche possono influenzare l'erezione e il rapporto sessuale. L'aspetto più importante è affrontare l'argomento con delicatezza, evitando di trasformarlo in un esame da superare. Può condividere con lui come si sente, parlando della vostra intimità senza attribuire colpe o fare pressioni. Se la difficoltà dovesse persistere, potrebbe essere utile una valutazione andrologica per escludere cause organiche e, se necessario, un percorso con uno psicologo o sessuologo, eventualmente anche di coppia. Molte di queste situazioni trovano una soluzione quando vengono affrontate in modo sereno e tempestivo. Un caro saluto. Dr. Marchetti
io credo che questo aspetto vada al più presto indagato anche per evitare fraintendimenti o incomprensioni future. probabilmente il suo ragazzo prova qualche genere di ansia o disagio nell'avere un rapporto completo con lei.i fattori emotivi sono quasi sempre i responsabili quindi il fatto di parlare apertamente con calma e senza giudizio è il primo passo.
Quello che descrivi è più comune di quanto sembri, e il fatto che nel resto la relazione funzioni bene (fiducia, presenza, un legame che senti solido) è in realtà un'informazione preziosa, perché esclude molte delle spiegazioni più semplicistiche. Quello che racconti, in particolare la difficoltà a mantenere l'erezione proprio nei momenti in cui la penetrazione sembra diventare possibile, fa pensare più a una forma di ansia da prestazione che a un problema di attrazione o di desiderio verso di te: il corpo, in quei momenti, spesso "si blocca" proprio perché la mente anticipa un'aspettativa, una pressione, il timore di deludere. Non è un caso che il suo corpo risponda bene con te in altri contesti (l'orale, la manuale) dove quella specifica pressione non è presente. Non è possibile capire la causa esatta senza una valutazione più approfondita, e ci possono essere anche altri fattori in gioco, da quelli fisici a quelli emotivi, anche non legati direttamente a te o alla relazione. Quello che posso dirti è che affrontarlo bene passa soprattutto da come ne parlate insieme: evitando che diventi "il problema da risolvere" o un terreno di ansia condivisa, e portandolo invece come una curiosità comune, senza fretta né aspettative di performance. A volte togliere l'obiettivo "dover arrivare alla penetrazione" toglie anche la pressione che la blocca. Se la cosa continua a pesarti, o se lui è disponibile, un percorso di sessuologia, anche solo per lui, o per voi due insieme, può aiutare a capire cosa c'è dietro con più chiarezza e senza il carico emotivo che inevitabilmente si crea quando si prova ad affrontarlo da soli.
buongiorno, le consiglierei di parlare con il suo ragazzo. Partendo dal suo vissuto, potrebbe spiegargli che con lui si sente bene, si sente al sicuro, ma che vorrebbe conoscere i suoi pensieri a riguardo e capire insieme se sperimenta delle resistenze e cosa fare, insieme, a riguardo per affrontarle. un saluto
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