Le consulenze online si svolgono su Google Meet, riceverete il link per la chiamata poco prima di iniziare, salvo richieste specifiche.
Leggi di più05/09/2026
Roma 1 indirizzo
Sono psicologa clinica, iscritta all’Ordine degli Psicologi del Lazio n. 30927, e psicoterapeuta in formazione presso ASPIC – Scuola di specializzazione quadriennale in Psicologia Clinica di Comunità e Psicoterapia Umanistica Integrata, dove sto approfondendo un modello pluralistico integrato.
Il mio percorso formativo nasce dalla volontà di integrare competenze, strumenti e prospettive differenti, mettendo al centro la persona nella sua unicità. L’approccio pluralistico integrato permette di adattare il lavoro psicologico alle caratteristiche, ai bisogni e agli obiettivi di ciascun individuo, evitando di ricondurre ogni esperienza a un unico modello o a schemi predefiniti.
Ho conseguito la laurea in Psicologia Clinica e di Comunità presso l’Università Europea di Roma. Durante il mio percorso professionale ho maturato una significativa esperienza nell’ambito della salute mentale in adolescenza, svolgendo il tirocinio per l’abilitazione presso una struttura psichiatrica per adolescenti e proseguendo successivamente la mia attività all’interno della stessa realtà per tre anni.
Questa esperienza mi ha permesso di approfondire la comprensione del disagio psicologico in adolescenza e di confrontarmi con situazioni complesse, sviluppando particolare attenzione all’ascolto della persona, alla relazione e alla costruzione di un intervento orientato ai suoi bisogni.
Ho inoltre conseguito un Master in Sessuologia Clinica, attraverso il quale ho approfondito le tematiche legate alla sessualità, alle difficoltà nella sfera intima e alle dinamiche relazionali, arricchendo le mie competenze nell’ambito del lavoro con le coppie.
Nel mio lavoro considero fondamentale creare uno spazio accogliente, autentico e privo di giudizio, nel quale la persona possa sentirsi libera di esprimere vissuti, difficoltà e bisogni. Credo che ogni percorso debba essere costruito insieme, definendo obiettivi condivisi e individuando progressivamente le risorse che possono aiutare la persona a stare meglio.
Mi occupo di supporto psicologico individuale e di coppia, con particolare attenzione alle problematiche adolescenziali, alle difficoltà relazionali, alle tematiche legate alla sessualità e ai momenti di cambiamento o difficoltà personale.
Se senti che è arrivato il momento di dedicare uno spazio a te stesso, possiamo iniziare insieme da un primo colloquio.
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Come posso interrompere il meccanismo di evitamento dello studio? A luglio ho studiato molto per un
Come posso interrompere il meccanismo di evitamento dello studio?
A luglio ho studiato molto per un esame, arrivando anche a diverse ore al giorno, ma dopo essere stato bocciato più volte presentandomi a ogni appello ho avuto una forte reazione di rabbia e saturazione. Da allora faccio molta fatica anche solo a iniziare a studiare: il pensiero dello studio mi provoca subito nervosismo, senso di costrizione e voglia di evitarlo.
Spesso finisco per scrollare, leggere altro o fare qualsiasi cosa pur di non iniziare, anche quando so di avere un esame vicino. Il problema non è solo la concentrazione: è come se associassi lo studio a pressione, fallimento e perdita di libertà.
Vorrei capire come affrontare concretamente questo evitamento e riuscire a riprendere a studiare senza entrare subito in quella reazione di rabbia e rifiuto.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, capisco lo sconforto causato da questo blocco, soprattutto perché associato ad un'emozione pervasiva come la rabbia, la rabbia tuttavia veicola sempre informazioni molto importanti, pertanto sarebbe utile approfondire il perché di questa risposta emotiva. Affrontare questa tematica con un professionista potrebbe esserle senz'altro utile, potrebbe aiutarla a sostituire la rabbia con emozioni più tollerabili per poi uscire da questo circolo vizioso.
un saluto
Sono insieme a mio marito da quasi 30 anni e lui ha sempre sofferto di eiaculazione precoce. Ogni ta
Sono insieme a mio marito da quasi 30 anni e lui ha sempre sofferto di eiaculazione precoce. Ogni tanto gli capita di raggiungere l'orgasmo prima della penetrazione, altre volte riusciamo ad avere un rapporto che comunque non supera quasi mai un minuto di orologio. Io non gliene ho mai fatto chiaramente una colpa, ma è chiaro che ne risento perché ogni volta devo ricordarmi che se voglio provare piacere con la penetrazione ho pochissimo tempo a disposizione. Non pretendo la luna, ma qualche minuto in più non nascondo che mi piacerebbe. In questa situazione non è nemmeno minimamente pensabile di poter "giocare" anche solo cambiando posizioni e/o la stanza di casa, ecc.
Lui non ha mai voluto rivolgersi ad uno specialista perché è molto riservato, prova vergogna e fa fatica a parlare con persone esterne, anche se dottori. Sostiene inoltre che non si tratti di qualcosa di "curabile". Io, dall'altro lato, vorrei poter fare qualcosa sia per lui, ma anche per me affinché la vita sessuale risulti un pochino più appagante. Grazie in anticipo per i suggerimenti che potrò ricevere.
RISPOSTA DEL DOTTORE:
Buongiorno, la situazione che lei riporta è comune. Quello che le consiglierei è di affrontare con suo marito la possibilità di rivolgersi ad un professionista, le evidenze scientifiche ci riportano che in merito all'eiaculazione precoce, in assenza di problematiche mediche è possibile risolvere la condizione con terapie sessuologiche. Potrebbe proporre a suo marito la possibilità di iniziare lei un percorso e capire come questo lo faccia sentire, con l'invito a considerare la possibilità di iniziare in un secondo momento, tenendo a mente tuttavia che queste disfunzioni sono un problema di coppia e non del singolo e che pertanto il successo dell'intervento è raggiungibile solo con la cooperazione di entrambe le parti. Il professionista è totalmente scevro da giudizio in merito, la problematica riferita è comune e risolvibile.
Le auguro di trovare una soluzione che possa essere accettabile per entrambi al più presto.
un saluto
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