Sono insieme a mio marito da quasi 30 anni e lui ha sempre sofferto di eiaculazione precoce. Ogni ta
Sono insieme a mio marito da quasi 30 anni e lui ha sempre sofferto di eiaculazione precoce. Ogni tanto gli capita di raggiungere l'orgasmo prima della penetrazione, altre volte riusciamo ad avere un rapporto che comunque non supera quasi mai un minuto di orologio. Io non gliene ho mai fatto chiaramente una colpa, ma è chiaro che ne risento perché ogni volta devo ricordarmi che se voglio provare piacere con la penetrazione ho pochissimo tempo a disposizione. Non pretendo la luna, ma qualche minuto in più non nascondo che mi piacerebbe. In questa situazione non è nemmeno minimamente pensabile di poter "giocare" anche solo cambiando posizioni e/o la stanza di casa, ecc. Lui non ha mai voluto rivolgersi ad uno specialista perché è molto riservato, prova vergogna e fa fatica a parlare con persone esterne, anche se dottori. Sostiene inoltre che non si tratti di qualcosa di "curabile". Io, dall'altro lato, vorrei poter fare qualcosa sia per lui, ma anche per me affinché la vita sessuale risulti un pochino più appagante. Grazie in anticipo per i suggerimenti che potrò ricevere.
10 risposte
Quello che racconta è una situazione tutt’altro che rara e, soprattutto, non significa che ci sia qualcosa che “non va” in suo marito o nella vostra relazione. L’eiaculazione precoce può avere cause e caratteristiche diverse e, quando è presente da molti anni, può diventare anche una fonte di vergogna, ansia e progressiva rinuncia alla spontaneità sessuale. È importante però sfatare l’idea che non sia “curabile”. In molti casi è possibile ottenere un miglioramento significativo del controllo eiaculatorio e, soprattutto, della qualità della vita sessuale. Non necessariamente l’obiettivo deve essere quello di arrivare a tempi molto lunghi: già riuscire ad avere maggiore controllo, ridurre l’ansia e poter vivere il rapporto con più libertà può fare una differenza importante. Un altro aspetto che trovo particolarmente significativo nel suo racconto è che il problema non riguarda soltanto suo marito. La sessualità è una dimensione di coppia e il suo desiderio di avere qualche minuto in più, di poter cambiare posizione o semplicemente vivere il rapporto senza dover continuamente pensare al tempo che rimane, è assolutamente legittimo. Il piacere femminile, inoltre, non dovrebbe essere necessariamente affidato alla sola penetrazione: esplorare insieme altre modalità di stimolazione può permettere di rendere la sessualità più soddisfacente anche mentre si lavora sul problema eiaculatorio. In questo senso può essere utile parlarne con suo marito non come di un “difetto da correggere”, ma come di una difficoltà che riguarda entrambi e sulla quale potreste lavorare insieme. Anche piccoli cambiamenti nella modalità di vivere i rapporti possono essere utili, ma eviterei di trasformare ogni rapporto in un esercizio o in una verifica delle sue prestazioni: la pressione del “devo durare di più” rischia infatti di aumentare l’ansia e di peggiorare il problema. Esistono inoltre interventi sessuologici e, quando indicato, anche trattamenti medici che possono aiutare. La scelta dipende dalle caratteristiche individuali e dalla storia della persona, per cui non è possibile indicare una soluzione valida per tutti senza una valutazione. Comprendo bene la sua difficoltà nel convincere una persona molto riservata a rivolgersi a uno specialista. Potrebbe aiutarlo sapere che si tratta di una problematica molto comune e che il colloquio sessuologico non è un giudizio sulla sua virilità né una “confessione” imbarazzante, ma uno spazio professionale e riservato in cui affrontare una difficoltà concreta. Le suggerirei quindi, se possibile, di incoraggiarlo con delicatezza ad approfondire la situazione con un professionista esperto in sessuologia, eventualmente anche iniziando da un colloquio individuale. Sarebbe consigliabile approfondire con uno specialista sia per comprendere meglio le caratteristiche dell’eiaculazione precoce sia per individuare il percorso più adatto a lui e, se lo desiderate, anche alla coppia. Dottoressa Silvia Parisi Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Ottieni una risposta grazie al consulto online
Hai bisogno del consiglio di uno specialista? Prenota un consulto online: riceverai tutte le risposte senza uscire di casa.
Buongiorno anonima, la ringrazio per aver condiviso con noi questa sua difficoltà, che risulta essere abbastanza presente tra la popolazione di sesso femminile. Mi permetto di appuntare che l'uomo con disturbo di eiaculazione precoce, al raggiungimento di alti livelli di eccitazione sessuale non è in grado di esercitare alcun controllo volontario sulla stessa, non è in grado di rimandarla e l'eiaculazione si verifica prima di quanto l'individuo vorrebbe. Questa difficoltà di suo marito può essere vista come un caleidoscopio dalle molte facce, ognuna riflette un aspetto del problema e quindi potrebbe avere diverse cause di origine. Partendo da questo presupposto e assumendo che suo marito non ritiene utile affrontare l'argomento con uno specialista, forse perchè questo porterebbe in lui un senso di frustrazione ancora maggiore, potrebbe eventualmente valutare un percorso da fare insieme. Dalle sue parole, infatti, percepisco che ci sia molta condivisione tra voi due e lei sia disponibile ad accogliere la difficoltà di suo marito ed, eventualmente, affrontare la situazione insieme. Io mi rendo disponibile per un incontro online. Le auguro una buona giornata. Dott.ssa Silvia Sorà
Buongiorno, la situazione che lei riporta è comune. Quello che le consiglierei è di affrontare con suo marito la possibilità di rivolgersi ad un professionista, le evidenze scientifiche ci riportano che in merito all'eiaculazione precoce, in assenza di problematiche mediche è possibile risolvere la condizione con terapie sessuologiche. Potrebbe proporre a suo marito la possibilità di iniziare lei un percorso e capire come questo lo faccia sentire, con l'invito a considerare la possibilità di iniziare in un secondo momento, tenendo a mente tuttavia che queste disfunzioni sono un problema di coppia e non del singolo e che pertanto il successo dell'intervento è raggiungibile solo con la cooperazione di entrambe le parti. Il professionista è totalmente scevro da giudizio in merito, la problematica riferita è comune e risolvibile. Le auguro di trovare una soluzione che possa essere accettabile per entrambi al più presto. un saluto
salve, capisco che la situazione sia diventata abbastanza difficile, anche perchè dopo trent'anni, ma esistono tecniche per imparare a gestire la risposta eiaculatoria e l'ansia da prestazione. Tra laltro è sempre raccomandata una visita urologica o andrologica per escludere eventuali fattori organici o infiammatori ( infiammazioni, prostatiti) data la cronicità della situazione.
Buongiorno, comprendo perfettamente la situazione e la delicatezza della dinamica che descrive. Dopo quasi trent'anni insieme, il desiderio di ritrovare una dimensione di intimità più appagante, per entrambi, è del tutto legittimo e dimostra grande cura nei confronti della coppia e della vostra relazione. L'eiaculazione precoce è una condizione ampiamente affrontabile e trattabile. La convinzione di suo marito che "non sia curabile" è una falsa credenza molto comune, spesso utilizzata come difesa inconscia per proteggersi dalla vergogna, dall'imbarazzo e dal timore del giudizio. In contesti come questo, la modalità più efficace per muoversi è un percorso sessuologico di coppia. Si tratta di uno spazio terapeutico sicuro, protetto e del tutto privo di giudizio, in cui il problema non viene caricato sulle spalle del singolo, ma affrontato insieme come squadra. In un percorso di coppia la dinamica cambia e permette di agire su più livelli sia a spostare il focus dalla prestazione al benessere condiviso sia ad apprendere strategie comportamentali concrete. Il percorso di coppia serve proprio a questo: trasformare una frustrazione solitaria in un'occasione per riaprire spazi di gioco, leggerezza e appagamento che oggi vi sembrano preclusi. Restando a disposizione, buona giornata. Dott.ssa Giulia Raiano
Buonasera il suggerimento e' quello di rivolgervi a specialisti del settore ( ginecologi sessuologi e andrologi sessuologi) in modo da trovare la soluzione piu' adatta a voi. Ci sono molte soluzioni e non c'e' alcun motivo di provare vergogna nel momento in cui ci si rivolge ad uno specialista del settore.
Buongiorno, comprendo come dopo molti anni questa situazione possa essere diventata frustrante anche per lei. L’eiaculazione precoce è una difficoltà sessuale per la quale esistono possibilità concrete di valutazione e trattamento; quindi l’idea che non sia “curabile” meriterebbe di essere rivista. Da ciò che descrive, inoltre, sembra essersi creata nel tempo una sessualità fortemente condizionata dal tempo: lei sente di avere pochissimi secondi per raggiungere il piacere e questo può trasformare il rapporto in una sorta di corsa contro il tempo. È comprensibile che ne risentano anche il gioco, la varietà e la libertà dell’incontro sessuale. Dopo quasi trent’anni sarebbe utile che questa difficoltà smettesse di essere vissuta come un problema esclusivamente di suo marito e potesse diventare qualcosa di cui occuparsi insieme. Una valutazione andrologica può essere un primo passo per inquadrare la componente sessuale; parallelamente, un percorso sessuologico può lavorare sulla gestione dell’eccitazione, sull’ansia e sulle modalità con cui la coppia ha organizzato negli anni la propria sessualità intorno all’eiaculazione precoce. La vergogna e la riservatezza di suo marito sono aspetti importanti da rispettare, ma non devono necessariamente diventare una rinuncia definitiva a chiedere aiuto. Anche lei, nel frattempo, ha pieno diritto di riconoscere il proprio bisogno di una sessualità più appagante: desiderare qualche minuto in più, maggiore libertà e maggiore possibilità di giocare insieme non significa attribuirgli una colpa. Resto a disposizione per ulteriori chiarimenti. Un caro saluto. Dott.ssa Daniela Canorro Psicologa clinica Sessuologa clinica Counselor relazionale
Buongiorno, grazie per aver raccontato con tanta chiarezza una situazione così delicata. Dopo tanti anni insieme è comprensibile che questa difficoltà abbia finito per avere un impatto anche sulla sua soddisfazione e sulla vostra intimità, nonostante lei abbia sempre cercato di non far sentire suo marito giudicato o colpevolizzato. L’eiaculazione precoce è una difficoltà piuttosto comune e non significa che non possa essere affrontata. Spesso, infatti, vergogna, ansia e paura di deludere possono contribuire a mantenere il problema, creando un circolo difficile da interrompere. È importante anche ricordare che la sessualità di coppia non coincide con la sola durata della penetrazione: si può lavorare sulla sessualità nel suo insieme, sul piacere di entrambi e su modalità che permettano di vivere i rapporti con meno pressione e maggiore libertà. Capisco però anche il suo desiderio di poter fare qualcosa per migliorare concretamente la situazione. Un primo colloquio sessuologico potrebbe essere un modo per iniziare a parlarne senza giudizio e comprendere quali possibilità ci siano, anche eventualmente partendo da lei, se suo marito al momento non se la sente di rivolgersi a uno specialista. Se desidera, possiamo approfondire insieme la situazione e capire da dove potrebbe essere più utile iniziare.
Consiglio in quanto psichiatra e sessuologo di rivolgersi agli specialisti di riferimento dal momento che esistono opportuni trattamenti farmacologici e in Psicoterapia per la sintomatologia descritta. Precisa inoltre che tali terapie risultano essere molto efficaci nella maggior parte dei casi che ho esaminato.
Da quello che racconta, non parlerei affatto di una situazione “non curabile”. L’eiaculazione precoce è una difficoltà sessuale che può essere valutata e affrontata con interventi mirati, ma il primo passo è che suo marito accetti almeno un confronto con un professionista. La vergogna e la riservatezza sono comprensibili, ma dopo quasi trent’anni il problema non riguarda più soltanto lui: riguarda anche la qualità della vostra intimità e il suo diritto a vivere una sessualità più soddisfacente. Non credo quindi che debba continuare semplicemente ad adattarsi o a comprimere i suoi bisogni. Una consulenza sessuologica, eventualmente affiancata da una valutazione andrologica, può aiutare a capire meglio il quadro e a individuare modalità concrete per migliorare la vita sessuale di coppia. Se lui inizialmente non se la sente, può anche partire lei da un colloquio, per capire come affrontare il tema senza trasformarlo in un’accusa o in una pressione. Se vuole approfondire, può contattarmi per una consulenza online o in presenza e consultare la mia agenda per le disponibilità. un caro saluto. Dott. Giulio Blasilli
Tutti i contenuti, in particolare domande e risposte, sono di natura informativa e non possono in alcun caso sostituire una diagnosi medica.


