Sono solita acquistare marmellata a basso contenuto di zuccheri di un noto marchio commerciale bio.
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Sono solita acquistare marmellata a basso contenuto di zuccheri di un noto marchio commerciale bio. Gli ingredienti sono frutta, succo di mela, pectina e la quantità di zucchero è circa 35 gr per 100 gr di prodotto. Questo prodotto è a rischio botulino? Dopo l'apertura la conservo in frigorifero e la consumo in circa 7-10 giorni.
Da quanto descrive, se si tratta di una marmellata/confettura industriale di marca, il rischio di botulino è molto basso. In generale, i casi di botulismo sono legati soprattutto a conserve casalinghe (sottovuoto/in olio/in acqua) preparate o conservate in modo non corretto, mentre più raramente riguardano prodotti industriali.
La conservazione in frigo dopo l’apertura e il consumo entro pochi giorni, come fa lei (7–10 giorni), è una buona pratica: segua comunque sempre le indicazioni in etichetta (alcuni prodotti “a ridotto zucchero” possono deteriorarsi più facilmente).
I consigli pratici per ridurre ulteriormente i rischi sono: usare sempre un cucchiaino pulito, richiudere bene e tenere sempre in frigorifero, non consumare e buttare il prodotto se nota coperchio rigonfio, fuoriuscite, odori anomali, effervescenza/fermentazione o muffa (in caso di dubbio, meglio eliminare).
La conservazione in frigo dopo l’apertura e il consumo entro pochi giorni, come fa lei (7–10 giorni), è una buona pratica: segua comunque sempre le indicazioni in etichetta (alcuni prodotti “a ridotto zucchero” possono deteriorarsi più facilmente).
I consigli pratici per ridurre ulteriormente i rischi sono: usare sempre un cucchiaino pulito, richiudere bene e tenere sempre in frigorifero, non consumare e buttare il prodotto se nota coperchio rigonfio, fuoriuscite, odori anomali, effervescenza/fermentazione o muffa (in caso di dubbio, meglio eliminare).
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Il rischio di contaminazione nelle marmellate è, in condizioni normali, estremamente basso. Il batterio responsabile del botulismo si sviluppa solo in ambienti privi di ossigeno, bassa acidità (pH superiore a 4,6), ridotto contenuto di zuccheri e condizioni di conservazione inadeguate. Le marmellate, per loro natura, non soddisfano questi requisiti. Nel caso specifico di una marmellata con 35% di zuccheri, pectina e succo di mela, sono presenti diversi fattori di sicurezza:
-il contenuto zuccherino, pur inferiore alle marmellate tradizionali, è comunque sufficiente a ostacolare la crescita microbica;
-la pectina non aumenta il rischio microbiologico;
-il succo di mela contribuisce a mantenere un pH acido, condizione sfavorevole allo sviluppo del botulino;
-se il prodotto è industriale, la pastorizzazione e i controlli di processo riducono ulteriormente il rischio.
Il rischio diventerebbe teoricamente rilevante solo in presenza di più fattori concomitanti, come preparazione casalinga, ridotto contenuto di zuccheri, utilizzo di frutta poco acida, conservazione a temperatura ambiente dopo l’apertura o evidenti alterazioni del prodotto (tappo gonfio, odori anomali, fermentazione visibile). Per quanto riguarda la conservazione, riporre la marmellata in frigorifero dopo l’apertura e consumarla entro 7–10 giorni è una pratica corretta, prudente e sicura. È inoltre fondamentale evitare contaminazioni durante l’uso, impiegando utensili puliti e asciutti e richiudendo accuratamente il contenitore. In assenza di segnali di alterazione come gonfiore del tappo, sviluppo di gas, odori anomali o muffe diffuse, il prodotto può essere consumato con tranquillità.
-il contenuto zuccherino, pur inferiore alle marmellate tradizionali, è comunque sufficiente a ostacolare la crescita microbica;
-la pectina non aumenta il rischio microbiologico;
-il succo di mela contribuisce a mantenere un pH acido, condizione sfavorevole allo sviluppo del botulino;
-se il prodotto è industriale, la pastorizzazione e i controlli di processo riducono ulteriormente il rischio.
Il rischio diventerebbe teoricamente rilevante solo in presenza di più fattori concomitanti, come preparazione casalinga, ridotto contenuto di zuccheri, utilizzo di frutta poco acida, conservazione a temperatura ambiente dopo l’apertura o evidenti alterazioni del prodotto (tappo gonfio, odori anomali, fermentazione visibile). Per quanto riguarda la conservazione, riporre la marmellata in frigorifero dopo l’apertura e consumarla entro 7–10 giorni è una pratica corretta, prudente e sicura. È inoltre fondamentale evitare contaminazioni durante l’uso, impiegando utensili puliti e asciutti e richiudendo accuratamente il contenitore. In assenza di segnali di alterazione come gonfiore del tappo, sviluppo di gas, odori anomali o muffe diffuse, il prodotto può essere consumato con tranquillità.
Buonasera, questo prodotto è comunque con zuccheri della frutta, inoltre le conserve di frutta sono solitamente acide, cosa che rende inospitale l'alimento per il batterio. Il rischio botulino, per altro è a monte, quindi non dipende da quanto la tiene aperta in frigorifero, poichè la tossina botulinica si produce in assenza di ossigeno. Questi prodotti sono ampiamente controllati comunque, quindi può stare tranquilla.
Buongiorno, il rischio in questo caso è praticamente nullo data la presenza dello zucchero, l'acidità della confettura e l'operazione di sterilizzazione con il calore che una confettura commerciale subisce. Questi tre sono tutti fattori che inibiscono la germinazione delle spore e la crescita del batterio che produce la tossina. Il prodotto e i comportamenti descritti sono tendenzialmente sicuri per la presenza di tossina botulinica.
Resto a disposizione per ulteriori chiarimenti.
Cordialmente, dott.ssa Cristina Dentella
Resto a disposizione per ulteriori chiarimenti.
Cordialmente, dott.ssa Cristina Dentella
No, questo tipo di marmellata NON è a rischio botulino.
Non è a rischio
Il Clostridium botulinum può svilupparsi solo in condizioni precise:
ambiente anaerobio,
bassa acidità (pH > 4,6),
assenza di zucchero o sale sufficienti,
assenza di trattamenti termici controllati.
Nel suo caso:
le marmellate industriali/commerciali, anche a ridotto contenuto di zuccheri,
sono acidificate e controllate sul pH;
la frutta e il succo di mela contribuiscono a mantenere un pH acido, sfavorevole al botulino;
la produzione avviene con processi termici validati e controlli di sicurezza;
dopo l’apertura lei:
conserva in frigorifero,
consuma entro 7–10 giorni, tempi assolutamente corretti.
Il contenuto di zuccheri più basso non rende automaticamente pericolosa una marmellata commerciale: il parametro chiave è il pH, non solo lo zucchero.
Quando il rischio botulino è reale
conserve fatte in casa,
con poco zucchero o senza zucchero,
senza corretta acidificazione,
con chiusura ermetica non controllata.
Attenzioni pratiche (che lei già rispetta)
barattolo sempre ben richiuso,
cucchiaio pulito,
niente consumo se compaiono:
odori anomali, muffe diffuse, fermentazione evidente.
Conclusione:
Può continuare a consumarla serenamente, nelle modalità che sta già seguendo.
Il rischio botulino, in questo contesto, è trascurabile.
Distinti saluti
Dr Luca Agostini
ambiente anaerobio,
bassa acidità (pH > 4,6),
assenza di zucchero o sale sufficienti,
assenza di trattamenti termici controllati.
Nel suo caso:
le marmellate industriali/commerciali, anche a ridotto contenuto di zuccheri,
sono acidificate e controllate sul pH;
la frutta e il succo di mela contribuiscono a mantenere un pH acido, sfavorevole al botulino;
la produzione avviene con processi termici validati e controlli di sicurezza;
dopo l’apertura lei:
conserva in frigorifero,
consuma entro 7–10 giorni, tempi assolutamente corretti.
Il contenuto di zuccheri più basso non rende automaticamente pericolosa una marmellata commerciale: il parametro chiave è il pH, non solo lo zucchero.
Quando il rischio botulino è reale
conserve fatte in casa,
con poco zucchero o senza zucchero,
senza corretta acidificazione,
con chiusura ermetica non controllata.
Attenzioni pratiche (che lei già rispetta)
barattolo sempre ben richiuso,
cucchiaio pulito,
niente consumo se compaiono:
odori anomali, muffe diffuse, fermentazione evidente.
Conclusione:
Può continuare a consumarla serenamente, nelle modalità che sta già seguendo.
Il rischio botulino, in questo contesto, è trascurabile.
Distinti saluti
Dr Luca Agostini
Buongiorno, di solito le marmellate senza zucchero sono più a rischio ma se la consuma nei tempi indicati e la conserva in frigorifero i rischi sono praticamente nulli.
Buona giornata
Buona giornata
Buongiorno signora.
Se ben conservata e consumata nel giusto periodo non ci sono problemi di questo tipo.
Le auguro una buona giornata.
Se ben conservata e consumata nel giusto periodo non ci sono problemi di questo tipo.
Le auguro una buona giornata.
Buongiorno, in genere i prodotti in commercio sono sottoposti a procedure di sterilizzazione molto rigide e successivamente a stretti controlli, per cui il rischio di contaminazioni varie, tra cui della tossina botulinica che lei ha nominato, è bassissimo se non nullo. Saluti.
Salve, non presenta il rischio: nei prodotti industriali ci sono trattamenti termici e controlli di sicurezza che li rendono affidabili inoltre l'acidità del prodotto funge da barriera protettiva. Dopo l’apertura, consiglio di tenerla in frigorifero e consumarla entro 7–10 giorni. Le faccio presente che potenzialmente possono comparire muffe visibili o odori particolari, tuttavia non hanno nulla a che fare con il botulino.
Salve, No assolutamente, questi prodotti hanno degli agenti protettivi per evitare la proliferazione di spore o altri agenti contaminanti.
Salve, il botulino si nota se la marmellata presenta cattivo odore, nel tappo che non fa il classico "clap" e non sigillato bene.
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