Salve. Un'amica in stato di gravidanza chiede se la provola a latte crudo ma filata ovviamente a al

8 risposte
Salve.
Un'amica in stato di gravidanza chiede se la provola a latte crudo ma filata ovviamente a alta temperatura può consumarla. L'alta temperatura di filatura dovrebbe evitare alcuni problemi
Dott.ssa Veronica Di Nitto
Nutrizionista, Biologo nutrizionista
Fondi
Gentile Utente,
La provola a latte crudo è da evitare in quanto il rischio di contrarre tossinfezioni alimentari, tra cui la listeriosi, rimane.
Le spiego il motivo:
è vero, la filatura avviene a una temperatura di circa 70-90°, ma gli effetti sull'impasto non sono comunque paragonabili a quelli della pastorizzazione, la cui durata e temperatura sono state appositamente studiata per ridurre la carica batterica nel latte.

In poche parole, durante la lavorazione della provola, la temperatura non è mantenuta abbastanza a lungo per garantire l’inattivazione di Listeria e altri contaminanti.

Cordiali Saluti,
Dott.ssa Di Nitto Veronica

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Dott. Vittorio Porretta
Nutrizionista, Biologo nutrizionista
Pavia
Buongiorno, le linee guida ufficiali consigliano di evitare tutti i formaggi a base di latte crudo
Dott.ssa Francesca Ventresca
Nutrizionista, Biologo nutrizionista
Salerno
Gentile paziente,
in gravidanza è corretto fare attenzione ai formaggi prodotti con latte crudo, ma nel caso della provola la lavorazione rende il prodotto sicuro. Anche se il latte di partenza è crudo, la provola viene filata a temperature molto alte (80–90°C), sufficienti a eliminare i principali rischi microbiologici, inclusa la Listeria.
Per questo motivo la provola può essere consumata tranquillamente, purché sia fresca, ben conservata e acquistata da rivenditori affidabili.
Restano da evitare solo i formaggi molli non pastorizzati o a crosta fiorita.
Saluti
Dott.ssa Francesca Ventresca
Dott.ssa Francesca Scantamburlo
Nutrizionista, Biologo nutrizionista
Padova
Salve, purtroppo la filatura non è sufficiente in gravidanza.
Le linee guida per la gravidanza (italiane e internazionali) indicano di:
- Evitare tutti i formaggi a latte crudo, anche se a pasta filata (provola, mozzarella, scamorza, ecc.)
- Consumare solo formaggi fatti con latte pastorizzato

In alternativa, i formaggi a rischio sono considerati sicuri se ben cotti (es. sulla pizza o al forno finché sono ben caldi e filanti).

Quindi per sicurezza, Le dica di non consumare la provola se non dopo una cottura particolare come quella del forno delle pizze oppure nel forno di casa con le lasagne che vanno a più di 150° per un tempo lungo.

Cordiali Saluti,
Dott.ssa Francesca Scantamburlo
Dott.ssa Carlotta Cordeschi
Dietista, Nutrizionista, Biologo nutrizionista
Roma
Buon pomeriggio,
i formaggi prodotti con latte crudo non pastorizzato e non stagionati sono considerati alimenti a rischio e ne viene sconsigliato il consumo in gravidanza per il pericolo di contaminazioni batteriche. Eviterei l'assunzione!
Resto a disposizione per ulteriori chiarimenti.
Dott.ssa Ilaria Moronese
Nutrizionista, Biologo nutrizionista
Santa Maria Capua Vetere
Salve,

in gravidanza la provola ottenuta da latte crudo non è considerata sicura, anche se filata ad alta temperatura.
La filatura a caldo riduce parte della carica microbica, ma non garantisce l’eliminazione totale di batteri pericolosi, in particolare Listeria monocytogenes, che rappresenta il rischio principale in gravidanza.
Dott.ssa Donatella Rodilossi
Biologo nutrizionista, Nutrizionista
San Benedetto del Tronto
Salve! Domanda molto comune in gravidanza, e fai bene a chiedere perché qui serve un po’ di chiarezza (senza allarmismi inutili).

Provola a latte crudo in gravidanza: si può mangiare?

In linea generale: NO, non è consigliata, anche se la pasta è stata filata ad alta temperatura.

Ti spiego perché.

Il punto chiave: Listeria

Il rischio principale in gravidanza non è tanto il latte crudo in sé, ma la Listeria monocytogenes, che:

può essere presente dopo la lavorazione

può contaminare il formaggio durante raffreddamento, manipolazione o stagionatura

resiste e cresce anche in frigorifero

La filatura ad alta temperatura (80–90 °C) riduce fortemente la carica batterica, ma non garantisce sicurezza totale, perché:

non è un trattamento standardizzato come la pastorizzazione

la contaminazione può avvenire dopo la filatura
Dott. Riccardo Pambira
Nutrizionista, Chinesiologo, Biologo nutrizionista
Capoterra
Buongiorno,
in gravidanza, per prudenza, non consiglierei la provola a latte crudo solo sulla base dell’alta temperatura di filatura.
La filatura riduce certamente alcuni rischi microbiologici, ma non li azzera del tutto, anche perché un’eventuale contaminazione può avvenire successivamente alla lavorazione.
La scelta più sicura è preferire formaggi prodotti con latte pastorizzato.

Se vuole, posso aiutarla a valutare anche altri alimenti da consumare con maggiore serenità in gravidanza.

Un cordiale saluto
Dott. Riccardo Pambira
Biologo nutrizionista
Chinesiologo delle attività motorie preventive e adattate

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