Salve , sono una ragazza di 26 anni, in cura dalla psicologa e dallo psichiatra ,principalmente per

Salve , sono una ragazza di 26 anni, in cura dalla psicologa e dallo psichiatra ,principalmente per attacchi di panico a cui è seguita l agorafobia...in questo particolare momento sto nutrendo dei dubbi su quanto realmente io possa tornare a vivere una vita normale come prima ,nonostante i miei dottori continuino a ripetermi il contrario ...ora ,vorrei chiedere a voi, perché mi interessa sapere più punti di vista professionali e le varie esperienze che come psicologi avete avuto nel curare la agorafobia : una persona agorafobica può tornare a vivere una vita piena, indipendente e senza evitamento?

25 risposte


Salve, mi spiace molto per la situazione ed il disagio espresso. Comprendo quanto possa essere difficile per lei convivere con questa situazione da lei riportata in quanto l'agorafobia è realmente qualcosa di invalidante. Lei sta seguendo il percorso giusto, tenga presente che la letteratura scientifica è concorde nel sostenere che la terapia migliore sia quella combinata ossia costituita da farmaco più intervento psicologico. Credo sia legittimo cercare altri pareri tuttavia ritengo fondamentale che si crei un rapporto di solida alleanza e fiducia con i professionisti che la seguono in questo percorso e nelle tecniche adottate, esponendo qualsiasi dubbio o perplessità anche a loro che la conoscono da più tempo. Un grande in bocca al lupo. Cordialmente, dott FDL

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Salve, il suo problema potrebbe essere facilmente trattato in un percorso psicologico per affrontare e superare le sue difficoltà. Se è questa è la sua intenzione, sono disponibile a fornirle il mio supporto professionale. Le porgo i miei saluti. Dr. Giacomi


Salve, con un trattamento psicologico si può ridurre l'agorafobia e tollerare lo stimolo fobico (con un livello di ansia tollerabile e accettabile). In tali casi applico una tecnica specifica di origine comportamentale, denominata de sensibilizzazione sistematica. Bene che ha intrapreso un trattamento con dei professionisti, continui ad affidarsi a loro e andrà sempre meglio. La saluto


Gentile utente, alla sua domanda posso rispondere in modo affermativo. Il percorso che sta facendo vedrà che l'aiuterà a riprendere in mano la sua vita, dia fiducia a se stessa e al percorso intrapreso con psicologo e psichiatra. Cordiali saluti. Dott.ssa Verena Elisa Gomiero


Gentile utente, l’agorafobia e gli attacchi di panico si possono affrontare e superare, affiancare la terapia farmacologica ad un percorso di psicoterapia penso sia una strada assolutamente efficace, probabilmente solo non immediata. Si prenda il tempo di cui ha bisogno, insieme al suo terapeuta, per comprendere cosa ha generato in lei l’ansia e perché è stata direzionata sul versante dell’agorafobia. Abbia fiducia del suo percorso e se dovessero emergere dei dubbi li porti nel suo spazio di terapia. Un caro saluto, Dott.ssa Paola Trombini


Salve, la invito a continuare a confrontarsi con la terapeuta che la segue. Si dia del tempo e vedrà che le cose miglioreranno. Buona giornata. Dott. Fiori


Salve. Si, può tornare a vivere una vita piena, indipendente e senza evitamenti. Nel percorso psicoterapeutico man mano che aumenta la fiducia in se stessi, si possono accogliere le fragilità che, se represse, impediscono di vivere un vita piena. Al di là delle tecniche ciò che funziona è la relazione e l'alleanza terapeutica che si crea, in un clima dove il paziente possa sentire che il terapeuta lo accompagna nel percorso per confrontarsi con le fragilità che lo condizionano. In questo percorso aumenta la fiducia in sé e le paure si ridimensionano. Distinti saluti


Buonasera gentile Utente, la risposta alla sua domanda è Sì. Chiaramente il percorso può essere più o meno lungo, più o meno faticoso.. dipende da lei, dalla co-terapia, dal contesto in cui si trova, ma si, si può guarire. Cordialmente, dott. Simeoni


Buonasera L agorafobia e gli attacchi di panico sono pienamente curabili mediante un percorso di psicoterapia svolto con uno/a psicologo/a specializzato in psicoterapia e sostenuto dal medico in termini farmacologici


Cara Utente! Sicuramente il suo disagio, il suo malessere, la forte paura che si può sentire con disturbi di questo tipo la porteranno a pensare di non riuscire ad uscirne. Ma le condizioni, da lei presentate, sono molto frequenti e curabili. Deve darsi del tempo, che a volte, è differente da persona a persona e tenere duro nei momenti più bui. Saluti Dott.ssa Alessia Battista


Buonasera, Leggendo quanto ha scritto, ho avuto la sensazione che il nucleo fondamentale del suo disagio attuale sia la sua mancanza di fiducia circa la remissione dei sintomi agorafobici e quindi la sua ripresa. Consideri, infatti, che, al di là del disagio che si percepisce, un grande ostacolo alla guarigione è rappresentato proprio dalla sfiducia e/o pessimismo verso la ripresa. Pertanto, credo che le sia utile, in primis, lavorare su questa sua titubanza e poi affrontare i sintomi agorafobici. Le auguro si risolvere la sua situazione.


Buonasera, quando si soffre di un disagio in forma acuta è facile cadere nello sconforto e si sente il bisogno di essere rassicurati. Sì, conosco personalmente pazienti che sono riusciti ad avere una vita normale ma hanno mantenuto costanza di cura e perseveranza. Vedrà che passo dopo passo tornerà ad essere quello di un tempo e forse anche più forte. In bocca al lupo per il suo percorso. Cordiali saluti Dott.ssa Valeria Randisi

Dott.ssa Valeria Randisi

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Casalecchio di Reno

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Buongiorno, comprendo la sua preoccupazione. Il percorso che ha intrapreso le fornirà gli strumenti adeguati per gestire al meglio le difficoltà. Chieda al suo terapeuta se pratica L'EMDR, potrebbe essere di ulteriore aiuto. Cordialmente Dr.ssa Luigia Cannone


Buongiorno, L’evitamento è parte del problema, tolto quello vedrà già un’altra se!


Gentile utente di mio dottore, la terapia per i Disturbi d’ansia è sia di tipo farmacologico che psicoterapeutico. L’approccio farmacologico è utile per alleviare i sintomi o per meglio controllarne alcune fasi più acute, o come supporto alla psicoterapia. La psicoterapia è ritenuta a oggi la forma di intervento più efficace per affrontare con successo i disturbi d’ansia. L’intervento della psicoterapia è volto a scoprire le funzionalità relazionali dei sintomo ed i suoi significati più profondi. Il paziente, intrapresa la psicoterapia, viene guidato attraverso un percorso atto a renderlo maggiormente consapevole dei suoi processi mentali, dei meccanismi che governano il suo comportamento. Con l’aiuto del terapeuta vengono individuati i circoli di mantenimento del disturbo e le sue ripercussioni su aspetti comportamentali, con un graduale miglioramento della qualità della vita, fino a quel momento compromessa dal timore di viverla appunto. Continui ad affidarsi al suo psicoterapeuta, mi pare di capire già vada da uno psicologo, vedrà la aiuterà a star meglio. Cordiali Saluti Dottor. Diego Ferrara


Buongiorno, mi spiace molto per quello che sta vivendo, Il percorso che sta seguendo è quello corretto. Sono consapevole che possa nutrire dei dubbi sul fatto di poter tornare a vivere una vita normale; esponga questi dubbi allo psicologo, si fidi dei loro consigli e si fidi del suo desiderio di tornare ad avere una vita normale.


Gentile ragazza, Si, si può tornare a vivere una vita piena ma è necessaria da parte sua fiducia, voglia di migliorare e desiderio di superare le difficoltà. Un evento critico è sempre una buona occasione di cambiamento. Non si perda questa possibilità. Un cordiale saluto


Buongiorno, Mi dispiace per il disagio che sta vivendo. La risposta alla sua domanda è affermativa e le consiglio di iniziare un percorso psicologico che l'aiuti a trovare delle strategie per affrontarlo. Resto a disposizione. Cordialmente Dott.ssa Paola Tucci


Buongiorno, Immagino che stia passando un periodo molto difficile e pieno di paure. Risponderei affermativamente alla tua domanda. Intraprendi il tuo percorso cob coraggio e fiducia in te stessa andando a cercare quello che vuoi diventare e come puoi farlo. Buon viaggio lorenzo


Buongiorno. Continui a confrontarsi con la collega che la segue. Il confronto continuo, anche se faticoso, è indice, molte volte, di cambiamenti. Saluti MT


Certo, è assolutamente possibile tornare a vivere una vita piena e indipendente dopo aver affrontato l'agorafobia. La chiave sta in un approccio terapeutico combinato, come quello che stai già seguendo, che include sia la psicoterapia che il supporto farmacologico. La terapia cognitivo-comportamentale (CBT) è particolarmente efficace nell'aiutare a modificare i pensieri negativi e i comportamenti di evitamento associati all'agorafobia. L'esposizione graduale alle situazioni temute, unita a tecniche di rilassamento, può aiutarti a riconquistare la fiducia nelle tue capacità di affrontare le sfide quotidiane. È un percorso che richiede tempo e impegno, ma con il giusto supporto e la tua determinazione, puoi superare l'agorafobia e ritrovare la tua libertà.


Gentile paziente, l'agorafobia è una condizione trattabile, può quindi tornare a vivere una vita piena e soddisfacente, anche se il percorso non è sempre semplice né lineare. Molte persone che superano l'agorafobia riportano una crescita personale importante: imparano a conoscersi meglio, a dare valore alle proprie emozioni e a operare scelte più consapevoli. Resto a disposizione, anche online. Dott.ssa Anna Maria Nicoletti


Buonasera, le confermo che, come le dicono gli specialisti che la stanno seguendo, a fronte di percorsi psicologici specifici, psicoterapia e all'occorrenza terapia farmacologica adeguata, l'agorafobia può ridursi enormemente fino ad essere gestita al punto da tornare ad avere una buonissima e soddisfacente qualità della vita. Indubbiamente potrebbe rimanere una sorta di suo "tallone d'Achille" che però, imparando a gestire non resterà più così "invalidante" quanto lo percepisce adesso. Saluti. Dr. Francesco Rossi.

Dr. Francesco Rossi

Dr. Francesco Rossi

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La sua domanda è molto comprensibile, e soprattutto molto umana. Quando si vive con attacchi di panico e agorafobia, il dubbio più doloroso non è solo “come sto oggi?”, ma “tornerò mai come prima?”. È un dubbio che spesso accompagna il percorso terapeutico, anche quando i professionisti rassicurano. Parto da un punto chiaro: sì, una persona con agorafobia può tornare a vivere una vita piena, indipendente e senza evitamenti significativi. Nella pratica clinica questo accade frequentemente. L’agorafobia non è una condanna permanente, ma un disturbo d’ansia mantenuto da meccanismi specifici — evitamento, ipervigilanza corporea, interpretazioni catastrofiche delle sensazioni fisiche — che possono essere modificati. In ottica cognitivo-comportamentale, l’agorafobia si mantiene attraverso un circolo preciso. Si prova una sensazione fisica (tachicardia, vertigine, derealizzazione), la mente la interpreta come pericolosa (“sto per svenire”, “perderò il controllo”, “non riuscirò a scappare”), si attiva l’ansia, e per ridurla si evita la situazione o si cerca una “via di fuga”. L’evitamento però, anche se dà sollievo immediato, conferma implicitamente al cervello che quella situazione era davvero pericolosa. Così il problema si consolida. Il dubbio che lei sta vivendo ora — “e se non guarissi?” — è in parte un’estensione dello stesso meccanismo: la mente cerca certezza assoluta sul futuro. Ma la guarigione dall’ansia non passa dalla certezza, passa dall’esperienza correttiva ripetuta. Clinicamente vediamo che il recupero avviene quando la persona, gradualmente e con supporto, torna ad esporsi alle situazioni evitate, imparando che l’ansia è intensa ma non pericolosa, e che il picco si abbassa anche senza fuga. Con il tempo il cervello ricalibra la percezione di minaccia. Un altro aspetto importante è questo: “tornare come prima” non sempre significa tornare identici a prima. Molte persone, dopo un percorso sull’ansia, tornano a una vita piena ma con maggiore consapevolezza emotiva, più strumenti di regolazione e una solidità diversa. Non è un ritorno indietro, è un’evoluzione. Il fatto che lei sia già seguita da psicologa e psichiatra è un elemento molto positivo. Il dubbio che prova in questa fase non è un segnale di fallimento, ma spesso un passaggio del percorso: quando si inizia a stare un po’ meglio, emerge la paura di non farcela del tutto. La domanda che può aiutarla non è “guarirò al 100%?”, ma “sto facendo passi, anche piccoli, nella direzione opposta all’evitamento?”. La guarigione dall’agorafobia non è improvvisa, è progressiva. Capisco il bisogno di più punti di vista professionali, ma provi anche a osservare questo: sta cercando rassicurazione perché una parte di lei teme che i suoi terapeuti possano sbagliarsi? O perché fatica a tollerare l’incertezza del processo?


Gentile Signora, comprendo il timore che sta esprimendo. Quando si convive con attacchi di panico e agorafobia, soprattutto se queste difficoltà hanno limitato in modo significativo la propria quotidianità, può essere molto difficile immaginare di tornare a vivere con la stessa libertà di prima. Dal punto di vista clinico, però, la risposta alla Sua domanda è sì: molte persone che soffrono di agorafobia riescono a recuperare una vita piena, autonoma e soddisfacente. Non si tratta di una promessa né di una garanzia valida per ogni singola situazione, ma di una possibilità concreta che osservo frequentemente nella pratica clinica e che è supportata dalla letteratura scientifica. Spesso il percorso di cura non consiste nel tornare esattamente alla persona che si era prima dell'esordio del problema, ma nel costruire un nuovo senso di fiducia nelle proprie capacità. Molte persone arrivano a riprendere attività che avevano abbandonato, tornano a viaggiare, lavorare, guidare, frequentare luoghi affollati e gestire la propria vita senza che l'evitamento ne condizioni le scelte. Comprendo anche i dubbi che sta vivendo in questo momento. In realtà, non è raro che durante il percorso terapeutico emergano pensieri come: "E se non guarissi mai?", "E se fossi un caso diverso dagli altri?" oppure "E se non riuscissi più a tornare come prima?". Questi interrogativi, paradossalmente, fanno spesso parte della stessa dinamica ansiosa che si sta cercando di affrontare: la mente cerca certezze assolute sul futuro, ma purtroppo nessuno può fornirle. Quello che può osservare, invece, è il percorso che sta facendo nel presente. Il fatto che sia seguita da una psicologa e da uno psichiatra rappresenta già una risorsa importante. Cerchi di non valutare i progressi esclusivamente in termini di assenza della paura, ma anche in termini di ciò che riesce a fare nonostante la paura. Un aspetto che considero particolarmente significativo è questo: la guarigione dall'agorafobia non coincide necessariamente con il non provare mai più ansia. Più spesso coincide con il recuperare la libertà di scegliere come vivere la propria vita senza che sia la paura a decidere al posto Suo. Per questo motivo, se i professionisti che La seguono Le trasmettono fiducia nelle Sue possibilità di miglioramento, provi a considerare che quella fiducia probabilmente nasce non solo dalla teoria, ma anche dall'esperienza clinica maturata con molte persone che hanno attraversato difficoltà simili alle Sue. Le auguro di poter riconoscere, passo dopo passo, le risorse che sta già mettendo in campo e di concedersi il tempo necessario per il cambiamento.

Tutti i contenuti, in particolare domande e risposte, sono di natura informativa e non possono in alcun caso sostituire una diagnosi medica.