Salve sono una ragazza di 22 anni e vivo in provincia di Bari, oggi sono qui per raccontarvi un po’

Salve sono una ragazza di 22 anni e vivo in provincia di Bari, oggi sono qui per raccontarvi un po’ come mi sento seppur sia complesso. Mi sento costantemente stanca a livello mentale nonostante capita di non fare assolutamente nulla di stressante o stancante per giorni, ho notato che ad esempio quando mi trovo in una situazione che richiede lo stare a contatto con le persone per molte ore durante la giornata (es. andare in università) ritorno a casa “scarica” e “affaticata” mentalmente. Inoltre dovrei ricominciare a studiare ma non riesco proprio, un po’ perché non ne ho voglia e un po’ perché la mia mente non si concentra infatti basta un non nulla per distrarmi però ciò avviene in qualsiasi ambito della mia vita, non solo quando devo studiare. Noto che sono diventata lenta nei ragionamenti e nei movimenti, molto spesso capita di “bloccarmi” nella vita reale nel senso magari quella cosa la so pure dire/fare però in quel momento vuoi per timidezza (in quanto sono molto chiusa) vuoi per altro sembro un’incapace. Non so proprio il perché. Ho molto spesso l’umore sottotono e sono più triste che altro, nel senso che se anche mi succede qualcosa di bello o in quel momento sembra andare tutto bene, non riesco a godermelo più di tanto perché penso moltissimo soprattutto a quando le cose andranno male di nuovo. Mi faccio molto spesso troppi problemi facendomi stare male da sola per nulla il più delle volte. Infine vorrei chiedervi se valga la pena provare a confessare i propri sentimenti a qualcuno anche se lo ritenete “troppo” per voi e anche se siete consapevoli che non può ricambiarvi? Mi dilania anche questa situazione proprio perché mi faccio mille paranoie e sono abbastanza insicura di me. Grazie per la vostra pazienza nel leggere il mio messaggio e per l’aiuto che mi darete che per quanto piccolo possa sembrare sarà davvero importante, buona giornata!

26 risposte


Gentilissima buonasera, per quanto riguarda la stanchezza diffusa, se non l'avesse già fatto, le consiglierei degli esami del sangue per valutare l'eventuale carenza di elementi. Per quanto riguarda il tono dell'umore e la mancanza di motivazione nell'affrontare gli impegni sarebbe opportuno individuarne il motivo. Certo la stanchezza può avere la sua parte ma lei ci parla anche di timidezza, di insicurezza, di ansie anticipatorie. Sono tutti elementi che possono appesantire la vita di chiunque . La sua ultima domanda è in linea con tutto quello che ci ha raccontato prima. Perché pensa che questa persona sia troppa per lei? Non posso dirle se valga la pena dichiararsi ma le chiedo: come sarebbe la sua vita se un giorno scoprisse che le mille paranoie sono finite e lei si ritrovasse a essere una persona sicura di se? Resto a disposizione se lo desidera e la saluto cordialmente, dott.ssa Manuela Leonessa

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Buonasera, grazie per aver condiviso con noi le tue emozioni. Il difficile periodo che stai affrontando necessita di un supporto psicologico. Tramite l'intervento di un professionista potrai veramente capire cosa ti sta succedendo, migliorare la tua autostima e di conseguenza riuscire a superare i naturali "ostacoli" che si possono vivere nelle relazioni. Se lo vorrai, sono a tua disposizione anche online. Cordialmente, Dott.ssa Cristiana Danese psicologa


Buon pomeriggio, e grazie per la sua apertura. Prima di tutto sarebbe utile fare degli accertamenti per certificare che non vi siano dei problemi organici alla base di questa debolezza che avverte. D'altro canto sarebbe interessante cercare di capire da quando avverte questa situazione, e cosa può esserle successo nello stesso periodo. Potrebbe servirle in tal caso un consulto professionale per lavorare anche sull'aspetto dell'insicurezza che porta all'attenzione. Per quanto riguarda il dichiararsi o meno, non credo spetti a noi dirle cosa fare, spetta a lei decidere, accantonando per un attimo l'insicurezza e la timidezza potrebbe farlo per togliersi un peso? per curiosità? o per qualsiasi altro motivo, indipendentemente dalle sue emozioni è lei che sa se ne vale la pena o no. In ultimo vorrei soffermarmi sul ritenersi "poco" per questa persona, questo non giova, anzi, amplifica ciò che ci ha presentato, e sembra mostrare un problema di autostima. Dia più valore a se stessa. Spero d'esserle stato utile, e non esiti a chiedere qualora avesse bisogno. Cordialmente Dott. Antonino Genova


Buongiorno, comprendo che stia attraversando un momento difficile e che le sensazioni che sta sperimentando siano fonte di grande disagio e confusione. È coraggioso da parte sua condividere apertamente i sentimenti e le preoccupazioni, e mi fa piacere che lei abbia deciso di cercare aiuto per affrontare queste sfide. La sensazione di stanchezza mentale e di mancanza di concentrazione che descrive è molto comune e può essere influenzata da diversi fattori, tra cui lo stress, l'ansia e la depressione. È importante riconoscere che il benessere mentale è prezioso e che è importante prendersi cura di se stessi. La difficoltà nel concentrarsi nello studio potrebbe essere correlata alla attuale situazione emotiva e allo stress che sta affrontando. È normale sentirsi bloccati o avere difficoltà a concentrarsi quando ci sentiamo sopraffatti dalle nostre emozioni e preoccupazioni. La sensazione di essere lenta nei ragionamenti e nei movimenti potrebbe essere collegata alla condizione emotiva e alla percezione di se stessa. È comune sentirsi bloccati o inadeguati quando ci sentiamo giudicati o sotto pressione, e questo può influenzare il nostro modo di agire e di interagire con gli altri. Quanto alla domanda sul confessare i tuoi sentimenti a qualcuno, è comprensibile che si senta incerta e insicura riguardo a questa situazione. È importante ricordare che esprimere i sentimenti può essere un passo importante verso il benessere emotivo, anche se non sa come verranno accolti. si apra con qualcuno di fiducia, potrebbe aiutarla a sentirsi meno sola e a trovare supporto durante questo momento difficile. In conclusione, è importante prendere sul serio i sentimenti e cercare il supporto di un professionista della salute mentale per affrontare queste sfide in modo efficace. Non esiti a chiedere aiuto quando ne ha bisogno e ricordi che lei è degna di amore e di cura, anche quando si sente vulnerabile o insicura. Sono qui per sostenerla nel suo percorso di guarigione e di crescita personale, se vuole, anche online. Un caro saluto, dott.ssa Camilla Persico


Buonasera, grazie per la condivisione. nel suo racconto si percepisce il momento difficile che sta attraversando. Potrebbe prendere queste esperienze come un'occasione per esplorare il suo mondo interiore, le sue emozioni, i suoi pensieri e il suo sentirsi insicura, in un percorso psicoterapeutico, che la aiuterebbe a capire il suo disagio. Un abbraccio


Buonasera e grazie per aver condiviso con noi la tua storia personale. A volte capita di sentitsi stanchi mentalmente e questo si riflette anche sull'umore e sulla voglia di impegnarsi nella vita quotidiana. Il mio consiglio è quello di ricercare l'origine di questa situazione sotto la guida di uno psicologo, se vuole io sono a disposizione.Le auguro ogni bene Dott.sa Elena Bonini


In quello che scrivi si avverte il mondo di una giovane ragazza che si destreggia in vari ambiti, familiare, amicale, sociale e studentesco. Le domande che quindi affiorano potrebbero essere rivolte alla tua convivenza familiare, quanti siete? come sono le interazioni tra voi? che aspettative si aggirano tra voi? e nello specifico come la senti tu, l'aspettativa nei tuoi confronti?... Dal punto di vista amicale, come sono i rapporti, che tipo di periodo state vivendo tra voi ( comprensioni, incomprensioni, coppie di fidanzati...)... Dal punto di vista sociale, quali sono i tuoi interessi? le tue passioni le tue attività?... La scelta universitaria ti soddisfa?... Comunque sia, i sentimenti di ognuno sono un bene prezioso e quando si decide di confidarli, si conta sempre sulla capacità che chi li riceva, partner, amica che sia, li sappia accogliere. Ma che quei sentimenti espressi possano esser ricambiati o meno, dipende sempre dal tipo di personalità, a sua volta, dell'interlocutore. In un ambito protetto come la psicoterapia i tuoi sentimenti saranno accolti in pieno rispetto dei tuoi vissuti, riceverai così la dimostrazione di poter esser liberamente e serenamente te stessa senza nessun tipo di giudizio. Attraverso il percorso col professionista potrai man mano affinare la conoscenza della tua personalità e della sua affermazione in ogni ambito. Dott'ssa Rododendro


Buongiorno e grazie per la condivisione, mi dispiace molto per ciò che sta vivendo, è difficile vivere con un corpo che sembra voglia tradirci. Ha consultato degli specialisti? Ci sono farmaci che intervengono anche sulle somatizzazioni, riducendo molto i sintomi. Un percorso di psicoterapia potrà aiutarla per mettere in campo tutte le risorse per fronteggiare questa condizione, . Con l’impegno e il sostegno giusto riuscirà a riappropriarsi della sua vita. Resto a disposizione per qualsiasi informazione, sono disponibile anche per terapie online. Un caro saluto, D.ssa Cristina Sinno

Dott.ssa Cristina Sinno

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Villetta Barrea

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Buonasera grazie per aver condiviso con noi questo momento emotivamente così faticoso. Descrivi un quadro di stanchezza generale, apatia, basso tono dell' umore, mancanza di fiducia e difficoltà nella concentrazione. Dopo aver chiesto una consulenza al medico di base per indagini organiche, credo che sia arrivato il momento di prenderti cura di te affidandoti a un professionista che ti possa aiutare, tramite un percorso psicoterapeutico, ad affrontare la tua situazione attuale e permetterti di riprendere fiducia ed entusiasmo nel vivere la tua giovane vita. Sono a disposizione anche online Dott.ssa Silvia Giolitto


Carissima, la tua richiesta richiede un consulto terapeutico, che permette di valutare insieme ogni punto delle tue domande che meritano un'analisi terapeutica specifica. Il consulto anche online, aiuta a dare una risposta professionale individuale e motivare un eventuale percorso psicologico, che permette di affrontare le problematiche descritte nella tua esposizione del caso. Grazie della tua domanda Dssa Vincenza Papeo


Buongiorno, le manifestazioni di cui parla potrebbero essere l'inizio di una condizione depressiva. Le consiglierei di intraprendere un percorso di psicoterapia, al fine di poter meglio esplorare cosa si cela dietro al suo profondo malessere del momento. Nel caso, resto disponibile ad accogliere la sua richiesta di aiuto, ricevo anche on-line. Cordiali saluti Dott. Diego Ferrara


Gentile utente buongiorno. Non è raro che le persone si trovino ad affrontare una situazione come quella che ha descritto: scarsa capacità di concentrazione, mantenimento di motivazione e atteggiamento verso un obiettivo, chiusura relazionale, soprattutto nella manifestazione delle emozioni e dei sentimenti. Queste dinamiche incidono sicuramente sulla percezione del benessere psicologico e sull'umore, facendo sembrare la felicità una cosa così effimera e transitoria da non riuscire a godersela. I tempi moderni stanno accentuando questo senso di solitudine e di chiusura nei giovani come lei, perché parte della vita sociale si svolge in forma digitale e virtuale, dove l'apparenza e l'originalità diventano un obbligo ed è troppo facile sentirsi ignorati e "non abbastanza". Tutti, però, compresa lei, hanno la concreta possibilità di emergere dalla frustrazione e dalla scarsa motivazione, riportando l'attenzione sull'unica cosa che possiamo davvero controllare, il nostro momento presente. Accorgersi con consapevolezza del tempo presente significa riconoscere ciò che ci accade in ogni momento, a livello corporeo (sensazioni, dolori, ciò che vediamo o udiamo), a livello cognitivo (pensieri, riflessioni) e a livello emozionale (paure, gioie, ansie, speranza, tristezza). Questa consapevolezza farà emergere i reali bisogni che abbiamo per sentirci meglio e cominciare a condizionare positivamente le cose che avverranno, con il giusto atteggiamento, la motivazione e la determinazione. Come si fa? Si tratta di investire tempo su se stessi, in un percorso di crescita personale e di benessere psicologico. Lo psicologo del benessere può essere un valido supporto in un percorso di questo tipo, attraverso le metodiche della Psicologia Positiva (approccio basato sull'incrementare la percezione del benessere e sullo sviluppo delle potenzialità) e le pratiche di Minduflness (disciplina che attraverso la meditazione insegna a gestire l'attenzione e la concentrazione, e ad allenarle costantemente). Maggior benessere interiore percepito significa una miglior soddisfazione di vita, un'accresciuta fiducia in sé stessi e nella capacità di esprimere le proprie emozioni, capacità di adattamento allo stress e alle difficoltà della vita, porsi obiettivi e traguardi sempre più ambiziosi e realizzativi. Sarei lieto di spiegarle ancor più nel dettaglio in cosa consiste un approccio di questo tipo, che potrebbe essere un valido supporto in questo periodo della sua vita. Disponibile anche per consulenza online. Un caro saluto, Dott. Antonio Cortese


Salve, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo il disagio che può sperimentare e quanto sia impattante sulla sua vita quotidiana. Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente. Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stessa utilizzando parole più costruttive. Credo che anche un approccio EMDR possa esserle utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale. Resto a disposizione, anche online. Cordialmente, dott FDL


Gentile utente, la ringrazio tanto per aver riportato le emozioni che sente in questo periodo. Mi sento di dirle che sono situazioni complesse e per tornare a stare meglio è importante intraprendere un percorso di supporto psicologico per capire le cause che scatenano questi pensieri negativi. Se dovesse avere dei dubbi, può scrivermi premendo il tasto 'messaggio' sul mio profilo. Resto a disposizione attraverso consulenze online. Dott. Luca Rochdi


Buongiorno, la invito anche ad un consulto medico che sia parallelo a quello psicologico, rispetto ai sintomi che ha descritto, valutare alcuni valori immunitari potrebbe essere utile. Per quanto riguarda il suo stato d'animo e la sua insicurezza, chieda a sé stessa ciò che può fare, senza chiedere agli altri ciò che non possono fare. Resto a disposizione per le sue necessità e chiarimenti. Dott. Festa Simone


Buongiorno, la sua descrizione tocca molte corde e sarebbe superficiale pretendere di dare risposte esaustive in questa modalità. Troverà un riscontro migliore (nel senso di più puntuale) nell'intraprendere un percorso di consulenza/psicoterapia dedicato.


Gentile utente, mi dispiace sentire che stai passando attraverso un momento difficile. Dal tuo racconto emerge una sensazione di stanchezza mentale costante, un diffuso senso di affaticamento e lentezza nei tuoi movimenti e ragionamenti. Questo può essere indicativo di uno stato di stress cronico o di un esaurimento emotivo, che può manifestarsi in vari modi, tra cui difficoltà di concentrazione, sensazione di blocco e umore sottotono. In ambito psicologico sistemico relazionale, potremmo ipotizzare che queste sensazioni siano influenzate da vari fattori, come ad esempio la tua situazione personale, i tuoi rapporti relazionali e le tue aspettative verso te stessa e verso gli altri. Potrebbe essere utile esplorare le dinamiche e i legami che hai con le persone che ti circondano, così come le tue convinzioni e pensieri riguardo a te stessa e al mondo. Per quanto riguarda la tua domanda sulla confessione dei tuoi sentimenti, è importante ricordare che l'espressione delle emozioni può essere liberatoria e terapeutica, anche se la persona a cui ti rivolgi non può ricambiare i tuoi sentimenti. Tuttavia, è essenziale che tu sia consapevole delle tue motivazioni e delle tue aspettative, e che tu sia pronta ad affrontare eventuali reazioni o conseguenze. Ti consiglierei di cercare il supporto di un professionista della salute mentale, come uno psicologo o uno psicoterapeuta, che possa aiutarti a esplorare in profondità le tue emozioni, i tuoi pensieri e le tue esperienze, e a trovare strategie per affrontare i tuoi dubbi e le tue paure. Ricorda che chiedere aiuto è un segno di forza e coraggio, e che prendersi cura di sé stessi è fondamentale per il proprio benessere. Ti auguro di trovare la serenità e la chiarezza di pensiero che cerchi. Buona giornata! Rimango a tua disposizione per un eventuale colloquio di consultazione. Dott. Cordoba


Buongiorno, grazie per aver condiviso questa tua situazione con noi e grazie per aver condiviso i tuoi sentimenti e le tue preoccupazioni. È evidente che stai attraversando un periodo difficile e che ti senti sopraffatta da una serie di sintomi fisici e emotivi, tra cui stanchezza mentale, difficoltà di concentrazione, lentezza nei ragionamenti, umore sottotono e ansia. È importante capire che ciò che stai provando è reale e valido, e che cercare aiuto e supporto è un passo importante verso il miglioramento della tua salute mentale e del tuo benessere generale. Ti consiglierei di cercare un professionista della salute mentale, come uno psicologo o uno psicoterapeuta, con cui parlare di ciò che stai vivendo. Il professionista potrà aiutarti a esplorare le tue emozioni, a comprendere meglio le tue preoccupazioni e a sviluppare strategie per affrontarle in modo sano e costruttivo. Per quanto riguarda la confessione dei sentimenti, è importante ricordare che è normale sentirsi insicuri e timidi riguardo a rivelare i propri sentimenti, soprattutto se si teme il rifiuto o la mancanza di ricambio. Tuttavia, aprirsi con qualcuno di fiducia può essere un passo significativo verso la crescita personale e il superamento delle proprie paure. Se ti senti pronta e confortevole nel farlo, potresti considerare di condividere i tuoi sentimenti con qualcuno di cui ti fidi, anche se non puoi prevedere la sua risposta. L'importante è concentrarsi sul tuo benessere emotivo e fare ciò che ti fa sentire meglio. Ti auguro di trovare la forza e il supporto di cui hai bisogno per affrontare questa fase della tua vita. Se hai bisogno di ulteriori consigli o supporto, non esitare a chiedere aiuto. Resto qui per te. Un saluto, Dr. Vittorio Penzo.


Una terapia breve strategica potrebbe essere utile nel suo caso. Questo approccio terapeutico si concentra sull'identificazione delle sfide specifiche che sta affrontando e sull'applicazione di strategie pratiche per affrontarle. Un terapeuta potrebbe aiutarla a esplorare le cause dei suoi sintomi di affaticamento mentale, mancanza di concentrazione e lentezza nei ragionamenti e nei movimenti, e insicurezze personali. Insieme, potreste sviluppare tecniche per gestire il suo umore sottotono e le sue preoccupazioni e lavorare su strategie per migliorare la sua autostima e la sua capacità di affrontare le sfide quotidiane. Resto a disposizione. Dott. Scala Michele


Gentile utente, la ringrazio per aver condiviso i suoi dubbi con noi. Comprendo le sue difficoltà e le sue preoccupazioni, e mi dispiace per i vissuti negativi che queste le provocano. Qualora dovesse ritenerlo opportuno o necessario, mi rendo disponibile a cominciare con lei un percorso , che potrebbe tornarle utile per esplorare ed approfondire le sue emozioni, esperienze e valori al fine di trovare una strada percorribile e ritrovare la serenità. Tenga a mente che il benessere mentale è una priorità, e trovare il professionista giusto può fare la differenza. Qualora dovesse avere dubbi, domande, o perplessità riguardo al mio lavoro non esiti a contattarmi. Un caro saluto, dott. Daniele D’Amico

Dott. Daniele D'Amico

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psicologo

Torre del Greco

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Grazie per aver condiviso la sua esperienza. Mi sembra che stia vivendo un periodo di grande stress mentale, che può portare a sensazioni di stanchezza e difficoltà a concentrarsi. È comprensibile che questo possa influire sia sul suo umore che sulla sua capacità di affrontare diverse situazioni quotidiane. Riguardo alla sua domanda sui sentimenti, è normale sentirsi insicuri quando si deve fare una dichiarazione, ma a volte parlarne con la persona giusta può alleggerire il cuore, anche se l’esito non dovesse essere quello che speriamo. Se avesse bisogno di ulteriori chiarimenti, non esiti a contattami. Cordialmente,


Gentile, grazie per aver condiviso così sinceramente le sue sensazioni. La stanchezza mentale che descrive, nonostante la mancanza di attività fisiche o stressanti, potrebbe essere legata a una continua tensione interiore, che non sempre è facile da riconoscere o affrontare. La sua riflessione sulla difficoltà di concentrarsi o sul sentirsi "bloccata" potrebbe essere legata a un conflitto interno tra il desiderio di fare e la difficoltà a vivere il momento presente, forse influenzata anche da una visione che la fa focalizzare sulle preoccupazioni future. Cosa pensa che le impedisca di godere dei momenti positivi? Forse il pensiero che “tutto possa andare male” la spinge a non permettersi di vivere pienamente l’esperienza. Riguardo alla sua domanda sui sentimenti, come si sentirebbe nel caso in cui non li esprimesse, continuando a tenerli per sé? Potrebbe essere che il fatto di parlare dei propri sentimenti, anche senza aspettative, possa aiutarla a comprendere meglio se stessa e le sue emozioni. Ha mai provato a riflettere su come si sentirebbe ad essere gentile con se stessa, accettando anche la sua insicurezza come una parte naturale di chi è? Se interessata ad approfondire, sono disponibile su consulenze, anche online. Un caro saluto, Dr. Giorgio De Giorgi


Buongiorno, grazie per aver condiviso con tanta sincerità quello che sta vivendo. Capisco quanto possa essere faticoso sentirsi stanchi, giù di morale e con la mente affollata, anche quando tutto sembra “a posto”. A volte, la nostra mente si riempie di pensieri critici o anticipazioni negative che ci tolgono energia, lucidità e fiducia in noi stessi. Anche il sentirsi “bloccati” o insicuri in certe situazioni è più comune di quanto si pensi, e può avere molto a che fare con il modo in cui interpretiamo i nostri pensieri e ciò che ci accade. Parlarne è già un passo importante. Un percorso psicologico può aiutarla a fare chiarezza, ritrovare fiducia e affrontare questi pensieri in modo più utile e leggero. Resto a disposizione per qualsiasi chiarimento. Nicoleta Alina Crimu


Gentile utente, è sicuramente un tema delicato e posso comprendere lo sforzo fatto nel raccontarsi. Molto spesso, quando si parla di stanchezza, si pensa subito alla sfera fisica, quando in realtà esiste un nucleo legato alla stanchezza mentale che viene spesso sottovalutato. È un segnale che ci invita a porre maggiore attenzione sulle nostre energie e riserve, rallentando il ritmo se occorre. Rimuginare, infatti, può portare a una grande fatica quotidiana che, se accolta e rielaborata, può diminuire. Esplorare insieme a un professionista questi vissuti in uno spazio sicuro e accogliente può ridimensionare la portata della sua fatica e offrirle un luogo dove comprendere meglio questi timori, anche rispetto al sentirsi “troppo” o “non abbastanza”. Sono qui, qualora avesse bisogno. Un caro saluto.


Buongiorno, grazie per aver condiviso in modo così sincero quello che stai vivendo. Da ciò che racconti emergono soprattutto una forte stanchezza mentale, difficoltà di concentrazione, rallentamento, pensieri anticipatori e un tono dell’umore spesso basso. Questi vissuti possono comparire in momenti di sovraccarico emotivo, stress prolungato o anche in condizioni di ansia e umore depresso, soprattutto quando la mente è molto attiva nel “prevedere” ciò che potrebbe andare male. Il fatto che tu riesca comunque a riconoscere e descrivere così bene ciò che senti è già un elemento importante. Rispetto alla seconda parte della tua domanda, esprimere i propri sentimenti può essere significativo, ma è altrettanto importante chiedersi prima cosa ti aspetti da questo gesto e quanto sei pronta a reggere un’eventuale mancata reciprocità, soprattutto se ti senti già fragile in questo periodo. Potrebbe essere utile, più che agire impulsivamente, lavorare prima sul rafforzamento della tua stabilità emotiva e della tua sicurezza personale, così da vivere le relazioni in modo meno doloroso e più consapevole. Se questi stati persistono o ti limitano nella quotidianità, può essere utile un confronto con uno psicologo per approfondire meglio la tua situazione. Un caro saluto, dott.ssa Veronica De Iuliis


Buongiorno, dal suo racconto sembra emergere una fatica che non riguarda soltanto lo studio o l’università, ma qualcosa di più generale: sentirsi mentalmente scarica, avere difficoltà a concentrarsi, percepirsi più lenta, bloccarsi nelle situazioni sociali, vivere spesso con un tono dell’umore basso e avere la mente molto orientata verso ciò che potrebbe andare male. La prima cosa importante è non interpretare automaticamente tutto questo come prova di essere diventata incapace, pigra o meno intelligente. Quando una persona attraversa un periodo nel quale è molto impegnata internamente, anche se dall’esterno sembra che non stia facendo nulla di particolarmente faticoso, può comunque consumare moltissime energie. Pensare molto stanca. Controllarsi molto stanca. Chiedersi continuamente cosa penseranno gli altri stanca. Prevedere problemi, ripercorrere conversazioni, immaginare ciò che potrebbe andare storto e osservare costantemente come ci si sente possono occupare una quantità enorme di risorse mentali. Per questo non è necessariamente contraddittorio sentirsi stanca anche dopo giornate apparentemente tranquille. Da una prospettiva cognitivo comportamentale sarebbe molto utile osservare che cosa succede, per esempio, durante una giornata universitaria. Potrebbe non esserci soltanto la fatica di seguire le lezioni. Potrebbe esserci contemporaneamente attenzione a come appare, a cosa dire, a come rispondere se qualcuno le parla, al timore di sembrare impacciata, alla paura di bloccarsi, al confronto con gli altri. Se una parte della sua mente rimane continuamente impegnata a monitorare se stessa, alla fine della giornata può sentirsi come se avesse lavorato molto più di quanto si renda conto. La timidezza che descrive potrebbe avere un ruolo importante proprio nei momenti in cui dice di sembrare incapace pur sapendo in realtà cosa fare o cosa dire. Immagini di conoscere perfettamente una risposta, ma di trovarsi davanti a qualcuno e pensare improvvisamente: "adesso devo rispondere bene", "non devo sembrare stupida", "se mi blocco farò una figuraccia". Una parte dell’attenzione che dovrebbe essere utilizzata per rispondere viene impiegata per controllare la prestazione. A quel punto può effettivamente bloccarsi. Il rischio è interpretare poi quel blocco come prova: "ecco, sono lenta", "non so fare le cose", "sembro un’incapace". Questo aumenta l’insicurezza e rende più probabile che la situazione successiva venga affrontata con ancora maggiore autocontrollo. Si può creare quindi un circolo nel quale la paura di bloccarsi aumenta proprio la probabilità di sentirsi bloccata. Anche rispetto allo studio potrebbe esserci qualcosa di simile. Lei dice che deve ricominciare ma non riesce, in parte perché non ha voglia e in parte perché si distrae facilmente. Potrebbe essere utile evitare di aspettare che arrivi una forte motivazione prima di iniziare. Quando si attraversa un periodo di stanchezza e umore basso, spesso la voglia non arriva spontaneamente. È possibile che debba essere l’azione a precedere almeno in parte la motivazione. Piuttosto che pensare "devo ricominciare a studiare", che può diventare un obiettivo enorme e pesante, potrebbe iniziare da qualcosa di molto più piccolo e preciso. Un tempo limitato, un argomento circoscritto, un compito sufficientemente facile da iniziare senza aspettare di sentirsi pronta. L’obiettivo iniziale potrebbe non essere studiare bene, ma tornare a studiare con una certa regolarità. Anche la distrazione sarebbe utile osservarla con curiosità. Quando prende il telefono, cambia attività o si perde nei pensieri, cosa stava provando immediatamente prima? Noia? Fatica? Paura di non capire? Sensazione che ci sia troppo da fare? Pensieri sulla persona che le piace? A volte chiamiamo "scarsa concentrazione" qualcosa che in realtà è un continuo spostamento dell’attenzione verso preoccupazioni e pensieri emotivamente più forti. Un altro punto molto significativo è ciò che dice rispetto alle cose belle. Racconta che anche quando qualcosa va bene non riesce a goderne pienamente perché pensa già al momento in cui tornerà ad andare male. Questo meccanismo può togliere moltissimo spazio al presente. È come se la mente dicesse: "non rilassarti troppo, perché potrebbe succedere qualcosa". Il problema è che, cercando di prepararsi in anticipo alla prossima delusione, finisce per vivere anche i momenti positivi già dentro l’ombra di ciò che potrebbe accadere dopo. Potrebbe essere utile imparare gradualmente a distinguere due tempi diversi: ciò che sta accadendo adesso e ciò che la sua mente sta prevedendo. Se oggi sta passando una bella giornata, il pensiero "prima o poi qualcosa andrà male" può anche essere vero in senso generale, perché nella vita inevitabilmente accadono cose piacevoli e spiacevoli. Ma non è un motivo per vivere oggi come se il problema futuro fosse già presente. Può provare a rispondersi: "è possibile che in futuro ci siano difficoltà, ma in questo momento questa cosa sta andando bene". Non si tratta di pensare positivo a tutti i costi. Si tratta di evitare che una possibilità futura cancelli continuamente ciò che sta vivendo nel presente. Anche la frase "mi faccio stare male da sola per nulla" merita una certa cautela. Probabilmente ciò che pensa non le sembra affatto "nulla" mentre lo sta vivendo. Potrebbe essere più utile chiedersi perché alcuni pensieri acquistino così tanta importanza. Se qualcuno non risponde come sperava, che cosa significa per lei? Se sbaglia qualcosa, che cosa dice questo su di lei? Se qualcuno non la ricambia, diventa semplicemente una mancata reciprocità oppure si trasforma nel pensiero "non sono abbastanza"? Sono proprio questi significati che spesso permettono di capire perché alcune situazioni apparentemente piccole abbiano un impatto emotivo così grande. Arrivando alla persona verso cui prova dei sentimenti, credo che la domanda non sia semplicemente "confessarlo oppure no?". Lei dice di considerarlo "troppo" per sé e di essere già convinta che non potrebbe ricambiarla. Qui ci sono due punti da distinguere. Il primo è capire su che cosa basa la certezza che non possa essere interessato. Esistono fatti concreti oppure è soprattutto una conclusione legata all’insicurezza? La frase "è troppo per me" non descrive realmente quella persona. Descrive il modo in cui lei posiziona se stessa rispetto a lui. Potrebbe significare "lo considero più bello", "più interessante", "più sicuro", "più desiderabile", e quindi automaticamente deduce di trovarsi in una categoria inferiore. Ma le relazioni non funzionano come una graduatoria nella quale la persona con il punteggio più alto può scegliere soltanto qualcuno dello stesso livello. Se invece sa realmente, per elementi concreti, che quella persona non è disponibile o non prova lo stesso interesse, allora dichiararsi potrebbe avere un significato diverso. Potrebbe chiedersi: "perché vorrei dirglielo?". Per sapere finalmente la verità? Per liberarmi di un peso? Perché spero segretamente che cambi idea? Perché sento di non poter andare avanti finché non ricevo una risposta? Non esiste una regola secondo cui confessare i propri sentimenti sia sempre giusto oppure sempre sbagliato. Può essere utile quando rappresenta un gesto autentico che si è disposti a compiere accettando entrambe le possibili risposte. Può diventare invece molto rischioso se la propria autostima viene messa completamente nelle mani della risposta dell’altra persona. Se decidesse di parlarne, sarebbe importante poter mantenere dentro di sé questa distinzione: "gli sto dicendo ciò che provo, non gli sto chiedendo di stabilire quanto valgo". Un eventuale rifiuto direbbe qualcosa sulla reciprocità dei sentimenti, non sul suo valore personale. Allo stesso modo, se in questo momento sente di essere già molto fragile e immagina che una risposta negativa diventerebbe immediatamente la conferma di tutte le cose peggiori che pensa di sé, potrebbe anche concedersi del tempo prima di esporsi. Non sarebbe codardia. Potrebbe essere un modo per comprendere meglio che cosa sta cercando da quella dichiarazione. Mi sembra però che il tema della persona che le piace sia probabilmente collegato al resto del suo racconto più di quanto possa sembrare. Dice di essere insicura, di sentirsi spesso incapace, di bloccarsi davanti agli altri e di considerare questa persona "troppo" per lei. Potrebbe esserci un filo comune legato al modo in cui valuta se stessa rispetto agli altri. Forse tende a partire da una posizione inferiore: gli altri sembrano più sicuri, più capaci, più interessanti, mentre lei sente di dover dimostrare di essere abbastanza. Se questo schema fosse presente in diversi ambiti, sarebbe davvero utile comprenderlo meglio. Proprio per questo credo che un percorso psicologico, possibilmente ad orientamento cognitivo comportamentale, potrebbe esserle particolarmente utile in questo momento. Non soltanto per la stanchezza o per decidere se dichiararsi a qualcuno, ma per mettere insieme tutti questi elementi e capire se esiste un modo di funzionare che li collega. Potrebbe essere utile esplorare la sua autocritica, la tendenza a prevedere che le cose andranno male, la fatica sociale, la difficoltà a concentrarsi, il modo in cui interpreta i propri blocchi e la convinzione di essere meno degli altri. Non sarebbe un percorso con l’obiettivo di convincerla che deve essere più positiva. Sarebbe piuttosto un modo per capire perché la sua mente tende così spesso a posizionarsi contro di lei e quali comportamenti finiscono per rafforzare questa visione. Il fatto che oggi faccia fatica a godere delle cose, si senta spesso mentalmente stanca e percepisca un impatto anche sullo studio suggerisce che non sarebbe necessario aspettare di stare peggio prima di occuparsene. Nel frattempo, cercherei soprattutto di ridurre un po’ le conclusioni assolute su di sé. "Mi blocco" non significa "sono incapace". "Mi distraggo" non significa "non riesco più a studiare". "Mi stanco nelle situazioni sociali" non significa "non sono fatta per stare con gli altri". "Mi piace qualcuno che considero molto interessante" non significa "è troppo per me". Sono descrizioni di ciò che sta vivendo, non definizioni della persona che è. Forse, prima ancora di decidere se confessare i suoi sentimenti, potrebbe iniziare proprio da questo: osservare quanto spesso il suo pensiero trasforma una difficoltà momentanea in una sentenza su di sé. È un meccanismo importante e, se imparasse gradualmente a riconoscerlo, potrebbe cambiare non soltanto il modo in cui vive questa persona, ma anche l’università, le relazioni e il rapporto con le proprie capacità. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero

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