Salve. Sono un ragazzo di 26 anni e ultimamente ho un problema che mi affligge. Ho notato in me un c
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Salve. Sono un ragazzo di 26 anni e ultimamente ho un problema che mi affligge. Ho notato in me un calo del desiderio sessuale e per questo raggiungo l'erezione ma non dura molto tempo. Inoltre non ho neanche fantasie che mi stimolano.
Questo si ripercuote sulla mia relazione.
Volevo chiedere a voi esperti, de questo può essere dovuto a un'eccessiva masturbazione e se diminuire la pratica potrebbe portare beneficio?.
Ho già provveduto a prenotare una visita specialistica, ma nel frattempo questo mio problema è un pensiero costante che mi affligge per tale motivo volevo sentire anche un vostro parere. Vi ringrazio in anticipo.
Questo si ripercuote sulla mia relazione.
Volevo chiedere a voi esperti, de questo può essere dovuto a un'eccessiva masturbazione e se diminuire la pratica potrebbe portare beneficio?.
Ho già provveduto a prenotare una visita specialistica, ma nel frattempo questo mio problema è un pensiero costante che mi affligge per tale motivo volevo sentire anche un vostro parere. Vi ringrazio in anticipo.
Non è l'eccessiva masturbazione a determinare un calo del desiderio nè il masturbarti meno potrebbe farlo aumentare in modo significativo. Devi trovare le ragioni che bloccano o limitano il tuo immaginario erotico. Il calo del desiderio-se non vi sono cause organiche, che vanno sempre prese in considerazione con opportuni esami del sangue, che un medico ti può facilmente prescrivere - può dipende da stress cronico, stato depressivo, fallimenti nell'area sessuale, conflitti di coppia. Non conoscendoti posso solo parlare in generale con il rischio di dire solo delle banalità. Ti invito a parlarne con uno psicologo sessuologo che ti saprà indirizzare, in tempi brevi, verso la fonte primaria del tuo problema. Per info o chiarimenti non esitare a contattarmi per un breve consulto telefonico o su skype.
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Molti uomini si masturbano prima di avere rapporti sessuali, per esempio in caso di eiaculazione precoce (con l'intento di ritardarla) o per "contenere" un eccessivo desiderio sessuale quando sono con una partner: una masturbazione "eccessiva", non influisce sulla diminuzione della libido o del mantenimento dell'erezione. Sei molto giovane ed è improbabile ipotizzare cause organiche, quali diabete, ipertensione, patologie cardiovascolari, tuttavia, accertamenti diagnostici da parte di un medico sarebbero opportuni. Riferisci l'assenza di fantasie sessuali e che hai già prenotato una visita specialistica. A quale tipo di specialista? Uno psicosessuologo potrebbe essere il professionista più utile a cui rivolgerti, per comprendere se siano presenti situazioni problematiche individuali o di coppia che si ripercuotono sulla vostra relazione e, soprattutto, per capire che cosa ti induca a masturbarti in modo compulsivo e fare luce sull'aspetto delle fantasie sessuali. A disposizione per qualsiasi chiarimento. MC
Buongiorno. La masturbazione non influenza generalmente il desiderio sessuale in ambito di coppia in relazione alla frequenza dell’atto. È corretto richiedere come prima cosa una visita ad uno specialista, in modo da verificare che non sussistano problematiche fisiche; nel caso in cui non dovessero essere riscontrate, consideri la possibilità di intraprendere un percorso con uno psicologo sessuologo in grado di fornirle gli strumenti adatti per conoscere più a fondo questo suo disagio ed esplorare i significati che lei attribuisce al rapporto sessuale che verosimilmente influenzano la prestazione.
Se decidesse di intraprendere un percorso di questo tipo, mi rendo disponibile anche online per un confronto conoscitivo e per accordare insieme gli obiettivi della terapia.
Cordialmente,
dott. Alfonso Panella.
Cordialmente,
dott. Alfonso Panella.
Gentile utente,
le propongo di considerare la psicoterapia con un sessuologo come un'opportunità preziosa per esplorare e comprendere più a fondo le difficoltà che sta attraversando. La psicoterapia, infatti, rappresenta un cammino di consapevolezza, in cui avrà l'opportunità di esplorare, in un contesto sicuro e riservato, i suoi pensieri, emozioni e comportamenti. Si tratta di uno spazio protetto, dove potrà affrontare le sue preoccupazioni senza alcun giudizio, ma con il supporto di un professionista che la accompagnerà nel processo di riflessione e comprensione.
Esistono diverse modalità terapeutiche che, pur perseguendo lo stesso obiettivo di miglioramento del benessere emotivo e relazionale, si distinguono per i loro approcci. La psicoterapia psicodinamica, ad esempio, le permetterà di indagare le radici più profonde dei suoi vissuti, esplorando le dinamiche inconsce che influenzano il suo presente. La scelta dell'approccio più adatto sarà una decisione condivisa con il terapeuta, che prenderà in considerazione le sue specifiche necessità e caratteristiche.
Un percorso psicoterapico non solo la aiuterà a sviluppare una maggiore consapevolezza di sé, ma le offrirà anche gli strumenti per affrontare le difficoltà quotidiane in modo più sereno e consapevole, promuovendo una qualità della vita più soddisfacente e appagante.
Cordialmente
Dottor Mauro Vargiu
le propongo di considerare la psicoterapia con un sessuologo come un'opportunità preziosa per esplorare e comprendere più a fondo le difficoltà che sta attraversando. La psicoterapia, infatti, rappresenta un cammino di consapevolezza, in cui avrà l'opportunità di esplorare, in un contesto sicuro e riservato, i suoi pensieri, emozioni e comportamenti. Si tratta di uno spazio protetto, dove potrà affrontare le sue preoccupazioni senza alcun giudizio, ma con il supporto di un professionista che la accompagnerà nel processo di riflessione e comprensione.
Esistono diverse modalità terapeutiche che, pur perseguendo lo stesso obiettivo di miglioramento del benessere emotivo e relazionale, si distinguono per i loro approcci. La psicoterapia psicodinamica, ad esempio, le permetterà di indagare le radici più profonde dei suoi vissuti, esplorando le dinamiche inconsce che influenzano il suo presente. La scelta dell'approccio più adatto sarà una decisione condivisa con il terapeuta, che prenderà in considerazione le sue specifiche necessità e caratteristiche.
Un percorso psicoterapico non solo la aiuterà a sviluppare una maggiore consapevolezza di sé, ma le offrirà anche gli strumenti per affrontare le difficoltà quotidiane in modo più sereno e consapevole, promuovendo una qualità della vita più soddisfacente e appagante.
Cordialmente
Dottor Mauro Vargiu
Salve,
la ringrazio per aver condiviso una difficoltà che comprensibilmente può essere molto preoccupante, soprattutto quando va a toccare la relazione e l’immagine che si ha di sé.
Il calo del desiderio sessuale, la riduzione delle fantasie e la difficoltà nel mantenere l’erezione non vanno interpretati automaticamente come un problema “meccanico” o irreversibile, soprattutto alla sua età. Nella maggior parte dei casi si tratta di fenomeni multifattoriali, in cui entrano in gioco aspetti psicologici, emotivi, relazionali e, talvolta, fisici.
Rispetto alla sua domanda specifica: l’autoerotismo, di per sé, non provoca un calo del desiderio né una disfunzione erettile. Tuttavia, in alcune situazioni può contribuire indirettamente al problema, ad esempio quando:
è molto frequente ed è utilizzato come principale modalità di scarico della tensione,
è associato a un uso intensivo di stimoli pornografici, che possono ridurre la risposta erotica verso la partner reale,
è accompagnato da senso di colpa, ansia o aspettative prestazionali elevate.
In questi casi, ridurre o modulare la masturbazione (senza viverla come una “rinuncia forzata”) può talvolta aiutare a ricalibrare il desiderio, ma non rappresenta una soluzione unica né universale.
È molto positivo che abbia già prenotato una visita specialistica: escludere o valutare eventuali fattori organici (ormonali, vascolari, neurologici, farmacologici) è un passaggio corretto e rassicurante. Parallelamente, però, è importante considerare:
lo stress,
l’ansia da prestazione,
il clima emotivo e comunicativo nella relazione,
il timore anticipatorio di “non riuscire”, che spesso diventa esso stesso un fattore di mantenimento del problema.
Il fatto che questa difficoltà sia diventata un pensiero costante merita attenzione: più la sessualità viene monitorata e controllata, più può risultare difficile lasciarsi andare al desiderio.
In questo senso, una consulenza sessuologica sarebbe fortemente consigliabile, perché permetterebbe di integrare i dati della visita medica con una valutazione più ampia del funzionamento sessuale, emotivo e relazionale, offrendo indicazioni personalizzate e un supporto mirato per ritrovare serenità e fiducia nella propria sessualità.
la ringrazio per aver condiviso una difficoltà che comprensibilmente può essere molto preoccupante, soprattutto quando va a toccare la relazione e l’immagine che si ha di sé.
Il calo del desiderio sessuale, la riduzione delle fantasie e la difficoltà nel mantenere l’erezione non vanno interpretati automaticamente come un problema “meccanico” o irreversibile, soprattutto alla sua età. Nella maggior parte dei casi si tratta di fenomeni multifattoriali, in cui entrano in gioco aspetti psicologici, emotivi, relazionali e, talvolta, fisici.
Rispetto alla sua domanda specifica: l’autoerotismo, di per sé, non provoca un calo del desiderio né una disfunzione erettile. Tuttavia, in alcune situazioni può contribuire indirettamente al problema, ad esempio quando:
è molto frequente ed è utilizzato come principale modalità di scarico della tensione,
è associato a un uso intensivo di stimoli pornografici, che possono ridurre la risposta erotica verso la partner reale,
è accompagnato da senso di colpa, ansia o aspettative prestazionali elevate.
In questi casi, ridurre o modulare la masturbazione (senza viverla come una “rinuncia forzata”) può talvolta aiutare a ricalibrare il desiderio, ma non rappresenta una soluzione unica né universale.
È molto positivo che abbia già prenotato una visita specialistica: escludere o valutare eventuali fattori organici (ormonali, vascolari, neurologici, farmacologici) è un passaggio corretto e rassicurante. Parallelamente, però, è importante considerare:
lo stress,
l’ansia da prestazione,
il clima emotivo e comunicativo nella relazione,
il timore anticipatorio di “non riuscire”, che spesso diventa esso stesso un fattore di mantenimento del problema.
Il fatto che questa difficoltà sia diventata un pensiero costante merita attenzione: più la sessualità viene monitorata e controllata, più può risultare difficile lasciarsi andare al desiderio.
In questo senso, una consulenza sessuologica sarebbe fortemente consigliabile, perché permetterebbe di integrare i dati della visita medica con una valutazione più ampia del funzionamento sessuale, emotivo e relazionale, offrendo indicazioni personalizzate e un supporto mirato per ritrovare serenità e fiducia nella propria sessualità.
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