Salve, sono incinta di 11 settimane. Gravidanza desiderata e arrivata dopo 2 anni. Ora invece di ess

Salve, sono incinta di 11 settimane. Gravidanza desiderata e arrivata dopo 2 anni. Ora invece di essere felice mi sento in trappola, ho paura di come cambierà la mia vita. Ho paura di non essere all'altezza di metabolizzare il cambiamento e quindi di soffrire di una successiva depressione. In realtà già ora mi sento depressa ma ho tanta la voglia di vivere e di star bene. Vorrei tornare indietro ma non si può. Sarà la mia natura ansiogena a farmi scappare dalle difficoltà. Ho tanta paura. Ho malinconia del mio equilibrio creato con mio marito. mi sono rivolta al consultorio e settimana prossima ho appuntamento con la psicologa. Spero possa aiutarmi ad accettare il cambiamento e ad accogliere al meglio il mio cucciolo. Secondo voi potrà aiutarmi? Forse devo lavorare soprattutto sulla gestione della ansia e l aumento Dell autostima? Grazie

25 risposte


Gentile Signora, l'attesa di un figlio è sicuramente un evento complesso che richiede notevoli capacità di adattamento e di organizzazione da parte della coppia, soprattutto con l'arrivo del primo figlio. In particolare la donna si trova ad affrontare cambiamenti di natura organica, ormonale e psicologica è dunque comprensibile il suo senso di spaesamento. Credo che abbia preso la decisione più saggia, riconoscendo di essere in difficoltà, di rivolgersi alla psicologa del consultorio che sicuramente strutturerà un percorso di accompagnamento alla nascita. Cordiali saluti.

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Carissima, la gravidanza e’ sempre un momento delicato, anche se e’ desiderata: diventare madre rappresenta per una donna un passaggio simbolico che necessita sempre di un tempo di elaborazione. Le questioni che lei coglie bene in se’ e che ci descrive in questo suo messaggio, rappresentano, come lei ha ben intuito, temi fondamentali da affrontare nel percorso psicologico che sta per iniziare. In bocca al lupo per il suo nuovo percorso, e per tutto, un saluto, Marta Corradi.


Gentile utente, Ha preso la migliore decisione perché la gravidanza, ma anche l'essere genitore, può portare con sé anche degli aspetti complessi. Molto bene che sia una maternità desiderata, ma ora può cogliere anche quegli elementi che la rendono complicata: su questi potrà sicuramente farci un lavoro, affrontandoli e anche un po' accettando che possono esserci pure delle fatiche. Mi sembra che, proprio perché lei individua i punti di difficoltà su cui lavorare, ci saranno degli ottimi presupposti per vivere al meglio la sua nuova esperienza di madre. Cordiali saluti Alessia Vaudano


Gentile Signora, credo che rivolgersi al consultorio e a una psicologa rappresenti un'ottima decisione. Al di là del desiderio di avere un figlio avvengono tanti cambiamenti sia nel fisico sia a livello psicologico, che possono far sorgere dubbi e disagio. Parlarne fa bene e può far luce su dinamiche inconsce, che è bene affrontare e non liquidare semplicemente come una componente di "ansia". Cordiali saluti


Buongiorno. Sicuramente ha fatto bene a rivolgersi al consultorio. Riceverà sostegno da professionisti esperti in questo genere di problematiche. A mio parere però sarebbe forse ancora più utile intraprendere un percorso psicoterapico con un professionista esperto capace di accoglierla e accompagnarla in questa fase delicata della sua vita. Cordiali saluti.


Buongiorno. Oltre a quanto detto dai colleghi consideri che nei primi tre mesi c'è un fisiologico abbassamento dell'umore o cmq una altalena emotiva causata semplicemente dagli ormoni. Coraggio e auguri


Credo che essere supportata sia molto importante! È vero che in parte tale disequilibrio sia dovuto agli ormoni, ma in altra misura anche al cambiamento di stato e situazione che si vive al quale ci si deve adattare. In bocca al lupo!


Gentile signora, è abbastanza frequente avere queste sensazioni quando si è in attesa di un figlio anche se desiderato. Non abbia timore di chiedere aiuto, la gravidanza e la nascita di in figlio sono momenti anche se felici molto stressanti e le sue sono paure condivise da tante donne , per cui richiedere un supporto psicologico mi sembra la scelta corretta. Saluti dott.ssa Rosalba Cardillo


Gentile Signora, è del tutto normale provare sensazioni contrastanti quando si aspetta un figlio: non ci si sente mai effettivamente pronti nonostante lo si desideri vivamente. La sua forza risiede nel mettersi in discussione e nell'esprimere le sue difficoltà. La cosa giusta è affrontarle e non metterle da parte, esattamente come sta facendo. Ne trarrà beneficio a patto che sia un trattamento fatto con costanza e continuità. Un caro saluto Dott.ssa Anna Memmoli


Salve. Le sue considerazioni, i dubbi e le ansie riguardo la sua gravidanza possono paradossalmente diventare i suoi punti di forza una volta che li avrà elaborati. Ha fatto bene a chiedere sostegno. Del resto diventare genitori è un passaggio esistenziale molto importante e forse avere dei dubbi può essere anche sano. Sono sicuro che il suo percorso di sostegno la aiuterà a chiarire e superare le sue ansie. Cordiali saluti Dottor Emanuele Grilli


La gravidanza in sé e la nascita di un figlio anche se desiderato sono eventi che costituiscono un cambiamento importante nel ciclo di vita. I suoi dubbi legittimi vanno elaborati e in questa fase le può giovare un sostegno psicologico adeguato. Cordiali saluti. Dr.ssa Daniela Benvenuti


Buongiorno, Rivolgersi ad un consultorio è stata una buona scelta. Diventare genitore è un a cosa bellissima specialmente se lo si desidera fortemente, ma comporta molti cambiamenti non solo nell'organizzare la propria vita, ma anche a livello psicologico. Le aspettative unite agli stati d'ansia che racconta, meritano di essere approfonditi. Un percorso di sostegno psicologico la aiuterà a prepararsi al meglio per quando il piccolo nascerà. Vedrà che sarà un ottima mamma. I miei migliori auguri


Buongiorno, ha fatto benissimo a rivolgersi ad una psicologa. Vedrà che le sarà di grande aiuto. dott Tealdi


Salve, ha fatto bene a chiedere un consulto psicologico, è il miglior modo per creare uno spazio mentale utile ad accogliere il nascituro. Sono tante le trasformazioni sia fisiche che interne che sta vivendo e che vivrà, sarà sicuramente impegnativo ma infondo sta "nascendo" anche lei come madre. In bocca al lupo. Giuditta Sestu


Buongiorno Signora, la gravidanza è unmomento di passaggio nel ciclo vitale, un evento che modifica il proprio equilibrio in cui si troverà ad affrontare una riorganizzazione e un nuovo adattamento in un sistema che cambierà con l'arrivo del nascituro. La sua scelta di chiedere sostegno ad una psicologa l'aiuterà ad elaborare le sue ansie. Dott.ssa Troisi

Dott.ssa Annarita Troisi

Dott.ssa Annarita Troisi

psicologo

Torrevecchia Teatina

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Buongiorno. Certamente il consulto con il/la collega Le sarà di grande aiuto. Più che un percorso sull'autostima, che a mio modesto parere ha poco a che vedere con la Sua situazione (anche se, naturalmente, così non sembra) è necessario un percorso sulla storia di vita e sulla progettualità: Lei è in ansia per il futuro, in vista di un progetto, desiderato, con la paura di perdere una storia (intesa come un qualcosa che è stato costruito, che sia il rapporto con Suo marito o il Suo essere come è ora: "come cambierà la mia vita".). In presenza di turning points così fondamentali è molto comune percepire un disorientamento, fino ad una sorta di panico! La gravidanza è un evento che causa un riposizionamento esistenziale potentissimo e che assume tanto più valore quando Lei dice di averlo cercato e voluto - e insieme a questo valore, può emergere il relativo peso. Ha fatto la scelta migliore a rivolgersi da subito a un professionista; Le consiglio di affrontare il lavoro con fiducia e senza senso di colpa o vergogna perché "dovrebbe essere felice ma non lo è". Non vi è nulla di indicativo in questo nè su di Lei come persona ne sulla madre che sarà. In bocca al lupo! Cordialità, DMP


Buongiorno, ha fatto benissimo a rivolgersi al consultorio! A volte si ha solo bisogno di un piccolo confronto per superare un qualcosa di nuovo, soprattutto quando si aspetta il primo figlio. Sicuramente cambieranno molti equilibri, ma non è affatto detto che cambino in peggio, anzi! Buona giornata

Dr. Argo Penovi

Dr. Argo Penovi

psicoterapeuta

Civita Castellana

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Cara neo mamma, l'inquietudine emotiva della gravidanza è qualcosa che va di pari passo con la trasformazione fisica della donna. La fragilità che sente è uno stato fisiologico che dipende sicuramente dagli ormoni, ma è funzionale alla relazione con il suo cucciolo, perché permette di instaurare una relazione autentica , rispettosa delle differenze che un neonato offre. Questa ricchezza emotiva , fatta di insicurezza, tristezza, malinconia , ma anche di gioia , di eccitazione, e di felicità piena , che vivrà in tutti questi 9 mesi ,le permetteranno di entrare in sintonia con il suo bimbo,che ha solo il pianto per farsi capire. Ahimè nella nostra epoca la gravidanza è diventata una malattia, e quindi viene gestita come tale e vissuta come tale . C'è un video documentario di Gisella Congia, intitolato i chiaroscuri della maternità, dove una serie di donne in cinta, raccontano la loro esperienza di diventare mamme con la forte ambivalenza emotiva che le ha accompagnate. Quaranta minuti di pura emozione,bellissimo , glielo consiglio!!! Le faccio i miei migliori auguri!


Salve, credo che lei debba lavorare in generale su se stessa. Comunque ha fatto bene ad andare al consultorio, vedrà che le cose miglioreranno. Buona giornata. Dott. Fiori


Salve, entro certi limiti il cambiamento di umore che riporta è parte della gravidanza stessa. Ci tenga aggiornati. Un saluto, MMM


Buonasera, penso che al momento attuale, rivolgersi ad uno psicologo potrebbe esserle di aiuto per fare chiarezza e avere maggiore comprensione del periodo e della difficoltà che sta vivendo. Un saluto, Dott. Alessandro D'Agostini


Gentile, grazie per esserti aperta con tanta sincerità, capisco quanto questi sentimenti contrastanti ti stiano turbando. È del tutto normale, in una gravidanza desiderata, provare paura e insicurezza di fronte ai grandi cambiamenti che comporta, soprattutto se hai una natura ansiosa. La malinconia per l’equilibrio con tuo marito e il timore di non essere all’altezza sono emozioni comuni, e il fatto che tu le riconosca e desideri affrontarle mostra già la tua forza e voglia di stare bene. La tua decisione di rivolgerti al consultorio è un passo importante e positivo. L’appuntamento con la psicologa sarà un’ottima opportunità per esplorare queste paure e lavorare sulla gestione dell’ansia, che sembra giocare un ruolo centrale. Un percorso psicologico può aiutarti a rafforzare l’autostima, a elaborare il cambiamento e a prepararti ad accogliere il tuo bambino con serenità. Potresti trovare beneficio in tecniche di rilassamento, come la respirazione consapevole, e in strategie per affrontare i pensieri negativi, che la psicologa potrà guidarti a sviluppare. La tua voglia di vivere e il desiderio di star bene sono risorse preziose. Cerca di essere gentile con te stessa in questo momento di transizione e, se ti senti a tuo agio, condividi queste emozioni con tuo marito per rafforzare il vostro legame. Sono fiduciosa che il supporto psicologico ti aiuterà a trovare un nuovo equilibrio e a vivere questa esperienza con più fiducia.


salve, quello che sta vivendo non è un segnale di inadeguatezza ma una reazione umana, più comune di quanto pensi, soprattutto quando una gravidanza tanto desiderata arriva dopo un periodo lungo di attesa. Il corpo cambia, l’immaginario cambia, e insieme a tutto questo si muovono paure profonde: perdere l’equilibrio costruito con il partner, non riconoscersi più, temere di non reggere il passaggio a una nuova identità. Non è sbagliato e non significa che non amerà suo figlio; spesso è proprio l’amore ad attivare la paura di non essere all’altezza. Il senso di “trappola” e la malinconia per la vita di prima sono segnali di un adattamento che è appena iniziato. La mente, quando è sensibile all’ansia, tende a leggere ogni cambiamento come un rischio invece che come un processo graduale. Ed è questa lettura che la fa sentire depressa: non un rifiuto della gravidanza, ma la paura di perdere se stessa. Ha fatto la cosa più giusta rivolgendosi al consultorio. Una psicologa può davvero aiutarla a dare un significato più morbido a quello che prova, a contenere le paure e a costruire immagini più realistiche e meno catastrofiche di ciò che l’attende. Si lavorerà molto sulla gestione dell’ansia, sulla possibilità di vivere un giorno alla volta, e su quel senso di valore personale che oggi sembra vacillare ma che non è affatto perduto. Non si tratta di “diventare un’altra persona”, ma di integrare questa nuova parte della sua vita senza cancellare chi è stata finora. La cosa importante è che non rimanga sola con queste sensazioni: con il tempo, accompagnata da uno spazio sicuro, possono trasformarsi in una forma più matura di serenità. Non ha sbagliato nulla, sta solo attraversando un passaggio che fa paura a molte donne e che spesso preannuncia un cambiamento più profondo e più ricco, non una caduta. saluti, resto a disposizione.


Gentile, la ringrazio per aver condiviso un vissuto così intimo. Quello che sta vivendo accade frequentemente. Una gravidanza desiderata non mette al riparo dall’ambivalenza. Anzi, proprio perché è stata cercata a lungo, può portare con sé un carico enorme di aspettative, responsabilità e paura di “non rovinare tutto”. Sta attraversando un cambiamento profondo. Non è solo l’arrivo di un bambino: è un cambiamento di identità, di equilibri, di ruoli, di dinamiche di coppia. Ogni cambiamento importante comporta anche un piccolo lutto per ciò che era prima. La malinconia può essere altresì una spia della paura di perdere quel prezioso equilibrio che lei e suo marito avete creato e che ora richiede degli aggiustamenti per la nuova fase di vita alla quale vi state avvicinando. Quella malinconia può essere anche generativa in quell’irreversibilità che può spaventare e in quell’ansia che ama avere vie di fuga. La gravidanza porta con sè grandi cambiamenti e l'ambivalenza non è un segno di inadeguatezza: si può desiderare un figlio e allo stesso tempo avere paura. Desideri e paure sono elementi che stanno insieme. Mi colpisce però la sua voglia di vivere e di stare bene. Questa è una risorsa enorme, è un rendersi protagonisti del proprio benessere. Di nuovo, il fatto che lei si sia rivolta al consultorio è un segnale di forza. Avere uno spazio in cui poter raccontare anche i pensieri più “indicibili” senza sentirsi giudicata è fondamentale, e il fatto che lei voglia accogliere al meglio il suo bambino dice già molto della madre che sta diventando. Se lo desidera, potremmo approfondire insieme queste paure, non solo cosa teme di perdere o di non essere, e perché questo cambiamento diventa così intenso e delicato per lei proprio ora, in questo momento della tua vita. Un caro saluto, Chiara


Buongiorno, innanzitutto desidero dirle che dalle sue parole emerge una cosa importante: lei non è indifferente a questa gravidanza, tutt'altro. Leggo una donna che ha desiderato questo bambino, che lo ha atteso a lungo e che ora si trova improvvisamente a fare i conti con un cambiamento enorme. Questo può generare paura, confusione, malinconia e perfino il desiderio di tornare indietro, senza che ciò significhi non voler bene al proprio bambino o non essere una futura buona madre. Molte persone immaginano che una gravidanza desiderata debba essere accompagnata esclusivamente da felicità ed entusiasmo. In realtà la mente umana è molto più complessa. Quando ci troviamo davanti a un cambiamento così importante, anche se desiderato, possiamo sperimentare un vero e proprio senso di perdita rispetto alla vita precedente. Lei stessa scrive di avere nostalgia dell'equilibrio costruito con suo marito. Questo non significa che il futuro sarà necessariamente peggiore, ma che sta salutando una fase della sua vita per entrarne in un'altra, e ogni passaggio importante comporta inevitabilmente un periodo di adattamento. Da ciò che racconta sembra che una parte della sua sofferenza sia alimentata anche dall'ansia di ciò che potrebbe accadere. La paura di non essere all'altezza, il timore di sviluppare una depressione, l'idea di non riuscire a gestire il cambiamento sono tutti pensieri che, quando diventano molto presenti, rischiano di farle vivere con grande angoscia qualcosa che deve ancora avvenire. Chi ha una predisposizione ansiosa spesso tende ad anticipare gli scenari peggiori, cercando inconsapevolmente di prepararsi a ogni eventualità. Il risultato, però, è che si finisce per soffrire già oggi per eventi che forse non si verificheranno mai. Trovo molto positiva la scelta di essersi rivolta al consultorio e di aver preso appuntamento con la psicologa. Credo sia un passo importante e ricco di significato. Uno spazio di ascolto può aiutarla a comprendere meglio come funziona la sua ansia, quali pensieri la mantengono così intensa e quali significati attribuisce a questo cambiamento. Non si tratta semplicemente di "convincersi" ad accettare la gravidanza, ma di capire come la sua mente interpreta questa nuova fase della vita e quali risorse può sviluppare per affrontarla con maggiore serenità. Lei stessa si chiede se forse il lavoro riguarderà soprattutto la gestione dell'ansia e l'autostima. È possibile che questi siano aspetti importanti, ma credo che sarà altrettanto utile comprendere il suo modo abituale di affrontare i cambiamenti, l'incertezza e la sensazione di perdere il controllo. Spesso questi schemi ci accompagnano da molto tempo e tendono a ripresentarsi proprio nei momenti di passaggio più significativi della vita. Un percorso cognitivo comportamentale può essere particolarmente utile proprio perché permette di esplorare questi meccanismi e di imparare gradualmente modalità nuove e più funzionali per affrontarli. Cerchi, inoltre, di non interpretare quello che prova come una sentenza sul futuro. Il modo in cui si sente oggi non dice necessariamente come si sentirà tra qualche settimana o dopo la nascita del bambino. Le emozioni durante la gravidanza possono cambiare molto nel tempo, soprattutto quando trovano uno spazio in cui essere accolte e comprese invece che combattute. Mi sembra che abbia già fatto una scelta molto importante, quella di chiedere aiuto senza aspettare che la sofferenza aumenti. Questo è un elemento che lascia pensare alla presenza di una forte motivazione a stare meglio e a costruire un rapporto sereno con questa nuova fase della sua vita. Le auguro di concedersi il tempo necessario per attraversare questo cambiamento senza pretendere da se stessa di viverlo in un unico modo o di sentirsi sempre forte e sicura. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero

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