Salve, sono antonio di 20 anni, vengo da benevento. Da qualche annetto soffro di periodi in cui sono

24 risposte
Salve, sono antonio di 20 anni, vengo da benevento. Da qualche annetto soffro di periodi in cui sono ansioso ma non è mai stata una cosa invalidante. Da febbraio 2021 la situazione mi è sfuggita di mano, l'ansia è diventata ingestibile. Il problema è che non riesco ad individuare il motivo e questo mi mette ancora più in difficoltà. Sono al termine del primo anno di università/ho una relazione da 3 anni ma ultimamente mi sono preso una lunga pausa perchè tutto ciò mi sta facendo mettere anche il mio rapporto in discussione. Ultimamente ho notato che mi sveglio molto triste oppure la tristezza si insinua in momenti casuali(specialmente di mattina) e questo mi fa preoccupare ancora di più poichè non capisco da dove provengono queste emozioni. Ho letto(correggetemi se sbaglio) che ,queste emozioni che arrivano ci vogliono indicare la nostra strada e/o che stiamo sbagliando qualcosa o trascurando noi stessi, ma nella mia vita non riesco a capire cosa non va. La tristezza diciamo che non è frequente, anzi molto spesso quando esco con gli amici me ne dimentico pure, ma poi ritorna magari dopo qualche giorno, così come l'ansia. Ho tantissima paura di cadere in depressione senza neanche sapere il motivo poi ed infatti sto provando con la meditazione a staccare e provare a capire, ma mi riesce molto difficile.
Ci tengo ad aggiungere che
-non ho problemi in famiglia
-non ho problemi economici/fisici/di autostima ecc..
Dott. Francesco Damiano Logiudice
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Salve Antonio, mi spiace molto per la situazione ed il disagio che sta provando in questo difficile momento di vita.
Comprendo quanto possa essere difficile per lei convivere con questa situazione da lei riportata.
Ritengo pertanto fondamentale che lei intraprenda un percorso psicologico per indagare cause origini e fattori di mantenimento dei sintomi ansiosi e soprattutto per trovare strategie utili per fronteggiare le situazioni particolarmente problematiche onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Cordialmente, dott FDL

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Dott. Valeriano Fiori
Psicoterapeuta, Psicologo
Roma
Salve, scrive di essere una persona ansiosa e a volte triste. Ha mai pensato a un consulto psicologico? Potrebbe aiutarla a connettersi maggiormente con il suo vissuto emotivo.
Buona giornata.
Dott. Fiori
Dr. Ugo Ungaro
Psicologo, Psicoterapeuta
L'Aquila
Gentile Signore forse è arrivato il momento di contattare uno specialista in psicoterapia e valutare con lui le eventuali o ulteriori attività. Il disagio che esprime nella sua nota sembra degno di una maggiore attenzione rispetto ad una generica indicazione che si può trarre solo sulla base delle informazioni che condivide nella sua breve comunicazione. Sicuramente su questo sito può trovare una persona da contattare. Un cordiale saluto
Dott.ssa Melania Filograna
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Lequile
Salve, bene che sta praticando la meditazione come strategia di problem solving. Le posso dire che quando si sente in ansia, sta pensando qualcosa che in quel momento determina l'attivazione fisica ed emotiva. Mi spiego meglio: mi sento in ansia perché in quel momento mi sta passando qualcosa per la mente.
Faccia attenzione a cosa sta pensando? Quando dice di sentirsi triste la mattina, non è casuale quell'emozione, ma è causata da un pensiero/pensieri/immagine che le passa in mente.
Mi dispiace che l'ansia stia influenzando la sua vita, per questo motivo le consiglio di iniziare un percorso psicoterapeutico cognitivo-comportamentale per alleviare l'ansia.
Inoltre un'altra tecnica utile in casi di ansia è il rilassamento muscolare progressivo.
La saluto
Buona sera Antonio, grazie per averci raccontato il suo vissuto.
L'ansia è un'emozione, e come tutte le emozioni sarebbe utile imparare a gestirle. In questo modo le emozioni non diventano invalidanti rispetto alla nostra vita.
Le consiglio un percorso con uno psicoterapeuta, in modo da capire un po' più nello specifico la sua sintomatologia, la sua storia e, successivamente, porsi degli obiettivi terapeutici.
Se lo desidera, io svolgo anche colloqui online.
Un caro saluto,
dott.ssa Chiara De Battisti
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Dott.ssa Giuseppina Mangano
Psicologo clinico, Psicologo
Roma
Gentile utente l'ansia è un'emozione e come tutte le emozioni sarebbe utile imparare a gestirle. Ritengo comunque utile intraprendere un percorso psicologico al fine di elaborare pensieri e le emozioni connessi alla situazione descritta e trovare strategie utili per fronteggiarla. Se sceglierà di affidarsi ad un professionista, io faccio anche consulti online, resto a disposizione, Dott.ssa G.Mangano
Dott.ssa Anna Paolantonio
Psicologo, Psicoterapeuta, Posturologo
Roma
Salve. A volte, è difficile da soli, individuare le cause dei malesseri che impediscono di godersi ciò che si ha e ciò che si è. Valuti la possibilità di intraprendere un percorso psicoterapeutico che possa aiutarla a fare chiarezza sulle cause della sua ansia e tristezza, che possa aiutarla a comprendere cosa questi sintomi stanno evidenziando e che stimolando la fiducia in se stesso le possa dare la possibilità di apprezzare la sua vita. Sono disponibile per approfondimenti. Distinti saluti
Dott.ssa Dafne Buttini
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Arezzo
Dalle sue parole sembra attraversare un momento davvero particolare che meriterebbe di essere condiviso. I suoi vissuti, anch'essi così importanti e delicati, necessiterebbero di essere ascoltati e approfonditi in un contesto terapeutico, certamente un percorso psicologico la aiuterebbe a fare chiarezza e ad affrontare questo momento. La psicoterapia è prima di tutto un viaggio, un'esplorazione di noi stessi con la compagnia di qualcuno a cui affidarsi e su cui poter contare che può aiutarci a conoscerci meglio, a sondare parti di noi emozioni, pensieri, prospettive ancora sconosciuti che è arrivato il momento di incontrare. Le suggerisco di valutare l'inizio di un percorso di terapia con la compagnia di qualcuno che si sintonizzi al meglio con le sue necessità e aspettative, in caso mi trova disponibile ad riceverla (attraverso la video-consulenza online) e, se mi permette, la invito con piacere a ritagliarsi qualche minuto per leggere la mia descrizione presente su questa piattaforma e farsi una prima idea di me del mio approccio; se la lettura le piacerà e se la motiverà a mettersi in gioco (scegliere di affrontare il nostro dolore è una scelta molto coraggiosa e una scommessa su noi stessi!), mi troverà felice di accoglierla. Resto a sua disposizione e, se vuole, la aspetto. Un gentile saluto
Dott.ssa Franca Vocaturi
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Torino
Buongiorno Antonio,
potrebbe pensare di rivolgersi ad uno psicologo, magari ad uno di quelli che trova qui su questo portale. Parlare con qualcuno che ascolta con attenzione può aiutare a mettere a fuoco quale sia il disagio. Ha ragione, le nostre emozioni ci indicano la strada ma vanno comprese a fondo, interrogate con pazienza. A volte è difficile leggerle correttamente da soli, dar loro il nome appropriato. Quando si riesce però è già un grande sollievo.
Sono a sua disposizione e ricevo anche online. Le auguro una buona ricerca! Dott.ssa Franca Vocaturi
Dott.ssa Alessia Battista
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Catanzaro
Gentile utente! la situazione da lei esposta potrebbe essere valutata meglio in una consulenza psicologica online o in presenza. Sarebbe per lei meno faticoso avere un professionista che l'aiuti ad esaminare le motivazioni del suo sentire queste emozioni come disturbanti. Non abbiamo bisogno di situazioni disagianti (problemi familiari, economici, che di certo possono rappresentare un fattore di rischio)per vivere momenti di crisi! L'ansia è un emozione che spesso legata a sentimenti di preoccupazione rispetto un pensiero del quale non spesso siamo consapevoli ed un professionista potrebbe aiutarla anche ad individuare queste connessioni.
saluti Dott.ssa Battista Alessia
Dott.ssa Bianca Pescatori
Psicologo, Psicoterapeuta, Sessuologo
Santa Marinella
Carissimo, sì a volte accade che sembra vada tutto bene, ma ci ritroviamo in ansia o tristi senza comprendere l'origine di questi vissuti emotivi. Eppure le emozioni che proviamo sono segnali per avvertirci ed aiutarci ad incontrare qualcosa che potrebbe farci del male e di cui dovremmo quindi occuparci. Insomma ci preparano a fare fronte a un pericolo, vero o immaginario, che potrebbe verificarsi. La meditazione di mindfulness è la pratica meditativa migliore per osservare quello che sta accadendo momento per momento nella nostra mente e nel nostro corpo da una posizione più calma, equanime dire. Come una nostra parte, in questo caso, non compromessa che deve comprendere ciò che sta accadendo. Comprendere, cioè "prendere con se" per poi averne cura. A volte quello che temiamo, o il nostro corpo cerca di segnalarci non si avvera, l'ansia c'è, ma non vediamo ancora cosa la fa sorgere. Come quando sentiamo un rumore di notte e ci allertiamo, appunto attraverso l'ansia. Magari il pericolo è solo nel nostro inconscio. Il corpo si prepara ad affrontare, ma noi non capiamo cosa. Ecco che oltre la mindfulness, ci può aiutare anche uno psicoterapeuta (magari che lavora anche con la mindfulness) proprio per dare forma e dunque nome a ciò che si sta muovendo nel nostro inconscio. Con un buon aiuto riuscirà conoscersi meglio e ad essere in grado di utilizzare l'ansia piuttosto che esserne sopraffatto. Un caro saluto, Bianca Pescatori
Dott.ssa Alessandra Morosinotto
Psicologo, Psicologo clinico
Alessandria
Buonasera Antonio, le consiglio di intraprendere un percorso psicologico che possa aiutarla a capire da dove provengono i suoi stati ansiosi e imparare strategie per gestirli al meglio. È normale avere paura di ciò che non si comprende ma soprattutto l'ansia non necessariamente deriva da situazioni negative e soprattutto non attuali.
Dott.ssa Federica Pallotta
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Rho
Salve, credo che sia utile per lei iniziare un percorso psicologico. Al momento mi sembra che riesca comunque a gestire questo stato di disagio e ansia che descrive, ma con l'aiuto di un professionista potrebbe approfondire la conoscenza di se stesso e di come si relaziona con la sua realtà circostante. Questo l'aiuterebbe ad approfondire anche le cause del suo malessere e trovare un nuovo equilibrio in questa fase della sua vita.
Un saluto,
Dott.ssa Federica Pallotta
Buongiorno Antonio, nonostante la giovane età, da quello che scrivi, sembra che ti conosca abbastanza bene. Sicuramente ansia e tristezza indicano che qualcosa non va come vorresti davvero. La meditazione è un buon rimedio per l'ansia, anche la respirazione. Per quanto riguarda il tuo stato di tristezza, in particolar modo la mattina, sembrerebbe un po' di atteggiamento depressivo. Io ti consiglio di prendere energia dallo sport, la.corsa aiuta molto: prova a darti degli obiettivi di allenamento raggiungibili e a praticare sport almeno 3 vite a settimana; se puoi allenati la mattina, ti darà energia per affrontare la giornata e anche il tempo per mettere a.fuoco le situazioni della tua vita che non ti soddisfano. Ti auguro di riuscire a trovare la tua strada e la gioia di vivere, che dovrebbe essere tanta alla tua età.
Un saluto
Claudiam
Dott. Luca Gasparetti
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Corte Franca
Buongiorno, credo che la sua situazione sia un segnale di qualcosa che non è in sintonia con il resto della sua personalità. L'ansia è un segnalatore che qualcosa necessita della nostra attenzione e, forse, è un indicatore del fatto che tutto quello che crediamo di sapere sul nostro conto in realtà potrebbe non essere del tutto corretto. Molte delle questioni che ci riguardano non arrivano per forza a coscienza se non dopo aver iniziato un lavoro su se stessi. Le consiglio quindi di provare a mettersi in gioco in un percorso terapeutico per ritrovare la serenità. Buona giornata.
Dott.ssa Maura Falocco
Psicologo, Professional counselor
Grottaferrata
Gentile Antonio,
ansia e tristezza sono sintomi che ci indicano che qualcosa va rivisto. Soltanto con una consulenza psicologica può capire meglio le sue emozioni e ritrovare il giusto equilibrio. Un cordiale saluto
Dott.ssa Carla Nesci
Psicologo, Psicologo clinico
Reggio Calabria
Buonasera Antonio, mi dispiace per la situazione che sta vivendo. Da quanto ho potuto leggere è alla ricerca di una causa della sua tristezza. Da soli è difficile ricercare le cause e le motivazioni del nostro agire, per questo la invito come gli altri colleghi ad intraprendere un percorso psicologico per esplorare la sua storia e i suoi vissuti. Non avere grossi problemi economici, familiari, di autostima non significa che non possiamo avere una sofferenza psichica. A volte si corre il rischio di rimproverarsi di avere tutto per cui "non si deve essere tristi".
La tristezza e l'ansia, per quanto spiacevoli, sono un dono che ci consenteno di stare a contatto con noi stessi, di farci capire che possiamo scegliere di cambiare ciò che stiamo vivendo, accogliendole e non trattandole da nemiche. La meditazione è una buona strategia per entrare in contatto con le proprie emozioni e diventarne consapevoli. Alcune terapie, tra cui la Mindfulness, utilizzano degli esercizi meditativi a tale scopo.
Sono a sua disposizione per qualsiasi richiesta.
Un caro saluto
Dott.ssa Francesca Gottofredi
Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Bologna
Ciao Antonio,

Mi dispiace sentire che stai attraversando un periodo di ansia e tristezza. È positivo che tu stia cercando di comprendere le tue emozioni e trovare modi per gestirle. È importante ricordare che le emozioni possono essere complesse e non sempre c'è un motivo specifico dietro di esse.

L'ansia e la tristezza possono essere influenzate da molteplici fattori, tra cui lo stress accademico, le relazioni personali e altri aspetti della tua vita. È possibile che l'accumulo di stress e pressione abbia contribuito a intensificare le tue emozioni. Potrebbe essere utile parlare con un professionista della salute mentale, come uno psicologo, per esplorare ulteriormente le tue emozioni e sviluppare strategie di coping efficaci.

La meditazione è un'ottima pratica per ridurre lo stress e aumentare la consapevolezza, ma potrebbe essere utile integrarla con un supporto terapeutico più strutturato. Un professionista può aiutarti a identificare i possibili fattori scatenanti e lavorare su modalità di gestione dell'ansia e della tristezza.

Ricorda che le emozioni fluttuano e possono variare da un momento all'altro. Cerca di essere gentile con te stesso e di prenderti cura del tuo benessere emotivo. Parla con le persone a cui tieni, condividi le tue preoccupazioni e cerca il supporto del tuo partner durante questo periodo.

Rimango a disposizione per ulteriori dubbi o chiarimenti. Dott.ssa Francesca Gottofredi.
Dr. Matteo Paoletti
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Buonasera Antonio, anzitutto la ringrazio della sua condivisione. Quello che scrive mi fa venire alla mente che non conosce queste sue emozioni, tanto che scrive che ha difficoltà a capire. Spesso andiamo avanti nella vita come avendo inserito il pilota automatico, agendo delle rappresentazioni della realtà senza sapere come fermarci per dargli senso. Forse qualcosa in lei la spinge a cominciare a dare senso al suo mondo emozionale, a cominciare a comprendersi.

Un saluto,
Dott. Matteo Paoletti
Dott.ssa Simona Bisconti
Psicologo, Psicologo clinico
Torino
Salve, capisco la sua preoccupazione. Lei sta provando uno stato di malessere (ansia e tristezza) e poi sente un disagio dovuto al pensiero e ai dubbi su quello che sente. Spesso usa il verbo "capire", per riferirsi alle sue emozioni e a quello che sente. Le emozioni aprono sicuramente anche dei livelli di comprensione, ma innanzitutto vanno ascoltate. Da come scrive, sembra che viva le sue emozioni come qualcosa di esterno a lei, che le è piombato addosso e di cui si vuole liberare. Ma le emozioni fanno parte di noi, sono un importantissimo strumento per metterci in contatto con la nostra parte più autentica e ci guidano a comprendere quali parti di noi hanno bisogno di essere ascoltate. Se lei si ritrova sempre negli stesso meccanismi, forse può esserle di aiuto consultare uno psicologo o uno psicoterapeuta che possano sostenerla in questo percorso, per aiutarla a entrare veramente in contatto con ciò che sente, non solo con la parte razionale ma anche con la sua parte emotiva.
Dott.ssa Marianna Mansueto
Psicologo, Psicologo clinico
Torino
Gentile Antonio,
capisco quanto possa essere frustrante provare ansia e tristezza senza riuscire a individuare un motivo preciso. È positivo che lei stia cercando di affrontare la situazione con strumenti come la meditazione, ma se queste sensazioni persistono e la stanno mettendo in difficoltà nella sua vita quotidiana e nelle relazioni, potrebbe essere utile rivolgersi a un professionista.
Uno psicologo o psicoterapeuta potrebbe aiutarla a esplorare più a fondo le cause di questo malessere e fornirle strumenti concreti per gestirlo. A volte, anche se apparentemente non ci sono problemi evidenti, il nostro stato emotivo può essere influenzato da aspetti più profondi che non sono subito chiari.
Il fatto che nei momenti di svago si senta meglio è un segnale importante: significa che il suo umore può migliorare e che con il giusto supporto potrà trovare un equilibrio. Non esiti a chiedere aiuto, perché affrontare queste difficoltà con un professionista può fare davvero la differenza.

Un caro saluto.
Dott. Andrea Boggero
Psicologo, Psicologo clinico
Genova
Buongiorno Antonio, la ringrazio per aver condiviso una parte così intima della sua esperienza. Scrivere di ciò che si prova, specialmente quando ci si sente confusi o spaventati dalle proprie emozioni, è un atto di grande coraggio e anche il primo passo importante verso una maggiore comprensione di sé. Quello che descrive è qualcosa che molte persone attraversano in momenti diversi della propria vita, ma questo non rende la sua esperienza meno valida o meno significativa. Lei parla di un cambiamento nella sua ansia, che da uno stato più gestibile è diventata più intensa e pervasiva. E aggiunge un elemento che è spesso molto difficile da affrontare: la sensazione di non sapere perché si sta così. Quando l’ansia o la tristezza non sembrano avere un’origine chiara, si crea una frustrazione profonda, che può portare a dubbi, paure e soprattutto a un senso di perdita di controllo. È assolutamente comprensibile che questo la spinga a porsi tante domande e che, in assenza di risposte chiare, possa iniziare a mettere in discussione anche aspetti importanti della sua vita, come la relazione sentimentale o il percorso universitario. Dal punto di vista cognitivo-comportamentale, la sua esperienza può essere letta considerando alcuni meccanismi chiave. L’ansia spesso nasce non solo da minacce esterne, ma anche da come interpretiamo ciò che sentiamo dentro di noi. Se inizia a percepire un certo stato d’animo come inspiegabile o come un segnale che “qualcosa non va”, la mente tende a rimuginare, a cercare spiegazioni, a controllare ogni emozione, nella speranza di prevenirne una peggiore, come ad esempio la depressione. Questo atteggiamento, per quanto naturale, può diventare controproducente, perché più cerchiamo di capire a tutti i costi “cosa c’è che non va”, più rischiamo di amplificare i sintomi stessi. Lei ha già colto un punto importante: quando esce con gli amici o si distrae, la tristezza tende a sparire, o perlomeno ad attenuarsi. Questo non significa che stia fingendo o che le sue emozioni non siano reali. Al contrario, indica che probabilmente la mente, quando è impegnata in esperienze significative e coinvolgenti, tende a interrompere quel ciclo di rimuginazione e ipercontrollo che alimenta l’ansia e la tristezza. Non si tratta di “evitare” le emozioni, ma di creare spazio mentale perché esse possano esistere senza essere sempre analizzate o temute. Anche il momento della giornata in cui nota la tristezza, ovvero la mattina, è qualcosa che osserviamo spesso in chi sta attraversando una fase di disagio emotivo. Il risveglio è un momento in cui la mente è ancora vulnerabile, poco “protetta” dalle attività della giornata, e può facilmente attivare pensieri negativi o sensazioni di vuoto. È importante sapere che questo può essere un fenomeno comune nei disturbi d’ansia, e non è necessariamente il segnale di una depressione in atto, anche se capisco che la paura che ha rispetto a questa possibilità sia molto forte. Lei accenna a un’idea molto interessante e profonda, che è quella per cui le emozioni siano un messaggio, un’indicazione che qualcosa non è allineato dentro di noi. Questa è una lettura preziosa, ma va usata con delicatezza. A volte, infatti, non c’è bisogno di scoprire cosa esattamente non va, ma piuttosto imparare a stare con ciò che si prova, senza giudicarlo, senza interpretarlo come segnale di “fallimento” o di “errore”. Non tutte le emozioni negative indicano che stiamo sbagliando qualcosa. A volte sono solo il segnale che abbiamo bisogno di rallentare, di prenderci cura di noi in modo diverso, o che stiamo attraversando un momento di crescita, anche se non ce ne accorgiamo. La meditazione può essere un aiuto prezioso, ma non è una tecnica magica. Se viene usata con l’obiettivo di capire a tutti i costi cosa non va, rischia di trasformarsi in un altro modo per controllare e giudicare le proprie emozioni. In un percorso cognitivo-comportamentale, lavoriamo molto sull’accettazione delle emozioni, sull’interruzione dei circoli viziosi di controllo e rimuginazione, e sull’aumento delle attività che danno significato, soddisfazione e senso di padronanza. È spesso più utile imparare a notare le emozioni come stati temporanei, a lasciarle scorrere senza opporsi, piuttosto che analizzarle senza tregua. Antonio, nonostante la confusione e la paura, è evidente che lei conserva una grande capacità di osservazione, una volontà autentica di stare meglio e una ricchezza interiore importante. La presenza di relazioni, l’impegno nello studio e il desiderio di capire se stesso sono risorse fondamentali. A volte, ciò di cui abbiamo bisogno non è cambiare tutto o trovare risposte assolute, ma imparare a costruire un nuovo modo di stare con noi stessi, anche quando le cose non sono perfettamente chiare. Un percorso psicoterapeutico cognitivo-comportamentale potrebbe accompagnarla proprio in questo senso: aiutandola a comprendere meglio il funzionamento della sua ansia, a gestire le emozioni senza subirle, e a costruire un rapporto più sano e fiducioso con i suoi stati d’animo. Non è necessario aspettare di “stare peggio” per chiedere aiuto. In realtà, proprio il fatto che lei stia cercando di prevenire un peggioramento è un segnale di grande consapevolezza. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero
Dott.ssa Daisy Di Cello
Psicologo, Psicologo clinico
Bolzano
Buongiorno Antonio,
da come scrive si percepisce quanta consapevolezza e desiderio di capire ci siano nel suo modo di affrontare ciò che sta vivendo. Spesso, quando non riusciamo a trovare un “motivo preciso” per l’ansia o la tristezza, la mente tende a preoccuparsi ancora di più,come se non avere una causa chiara fosse di per sé qualcosa di grave. In realtà, non sempre l’origine del disagio è immediatamente identificabile: può trattarsi di un insieme di cambiamenti, pressioni, aspettative o anche di una fase di crescita personale che porta a interrogarsi più profondamente su di sé.

Queste emozioni, seppur faticose, non necessariamente indicano che “sta sbagliando qualcosa”, ma possono segnalare un bisogno di rallentare, di ascoltarsi in modo diverso e di comprendere meglio che direzione vuole dare alla propria vita.

È positivo che abbia mantenuto le sue abitudini, le relazioni e che stia cercando di gestire la situazione anche con strumenti come la meditazione. Tuttavia, se la tristezza e l’ansia continuano a ripresentarsi, potrebbe essere molto utile intraprendere un percorso psicologico, per avere uno spazio sicuro in cui esplorare con calma le cause più profonde del suo malessere e imparare strategie concrete per affrontarlo.

Non è solo in questo, ha già fatto un primo passo importante nel chiedere aiuto e mettere in parole ciò che sente.

Un caro saluto,
Dott.ssa DI Cello, Psicologa
Buongiorno Antonio,
il disagio e il malessere che manifesta credo abbiano bisogno di attenzione e di approfondimento.
L’ansia di per sé non rappresenta un problema per noi essere umani, anzi ci è anche utile ai fini della “sopravvivenza”; il problema emerge quando essa inizia a diventare pervasiva e invalidante, come sembra essere nel suo caso per quello che descrive. Questa sua ansia, questo suo malessere sono certamente un indicatore di qualcosa che non va o che non funziona più come dovrebbe, a volte è difficile visualizzare correttamente i nostri vissuti e le nostre dinamiche interiori, da soli potremmo non riuscirci, tanto più quando essi sono profondi e nascosti. Per questi motivi io le consiglio di valutare la possibilità di intraprendere un percorso terapeutico, affidandosi ad un professionista che possa accogliere nel qui ed ora questa sua sofferenza ed aiutarla in itinere a trovare gli strumenti e le risorse per riconoscerla, comprenderla, fronteggiarla. Potrebbero volerci tempo e pazienza, ma potrebbe trarne ottimi benefici e soprattutto riprendere in mano la sua vita e la sua serenità. Resto a sua disposizione qualora avesse piacere ad approfondire, anche online. Un caro saluto

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