Salve, Soffro di IBS-C/IBS-M da molti anni, ma negli ultimi sei mesi ho riscontrato un netto peggio

12 risposte
Salve,
Soffro di IBS-C/IBS-M da molti anni, ma negli ultimi sei mesi ho riscontrato un netto peggioramento dei sintomi, con la comparsa di ulteriori disturbi gastrici persistenti: forte gonfiore addominale, pesantezza post-prandiale che dura per diverse ore, reflusso silente (globo, schiarimenti, tensione alla gola), stipsi e frequenti eruttazioni.
Dagli accertamenti effettuati sono emersi: IMO (SIBO a metano) con CH₄ fino a 123 ppm, malassorbimento del lattosio, gastropatia reattiva e possibile rallentamento dello svuotamento gastrico.

Il gastroenterologo mi ha prescritto IPP, antibiotici e procinetici. Tuttavia, vorrei capire se sia possibile affiancare alla terapia farmacologica un percorso complementare che aiuti a trattare il problema in modo più completo e duraturo — ad esempio attraverso un’alimentazione mirata (ho iniziato la dieta low FODMAP), un’eventuale integrazione specifica o l’uso di procinetici naturali.
Buonasera,
sono biologa nutrizionista e tratto quotidianamente persone che soffrono di disbiosi intestinale.
Mi rendo disponibile nel caso in cui voglia affrontare un percorso insieme a me.

Cordiali saluti,
Dott.ssa Simona Riminucci

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Dr. Elisa Rota
Biologo nutrizionista, Nutrizionista
Ferrara
Salve, ha fatto bene a iniziare un'alimentazione FODMAP. La sua è una situazione importante e, soprattutto durante la terapia, le consiglio di seguire una dieta con alimenti ad alta digeribilità. Eviti i latticini, escluso il parmigiano se lo tollera bene e alterni anche fonti di carboidrati senza glutine, come il riso basmati. Se le piace il brodo di pollo lo usi, in prevalenza a cena. Aggiorni il suo medico e gastroenterologo regolarmente. Le auguro di tornare presto in forma.
Dott. Gabriel Russo
Dietista, Nutrizionista
Rimini
Sì, nel suo caso affiancare alla terapia un percorso “complementare” ha senso, ma va fatto in modo coordinato con il gastroenterologo e idealmente con un/una dietista/nutrizionista, perché i suoi sintomi coinvolgono sia l’intestino (IBS/stitichezza/IMO) sia la parte “alta” (pesantezza, eruttazioni, reflusso e possibile svuotamento lento) e non sempre le strategie coincidono.
La low FODMAP può aiutare molto su gonfiore e dolore dell’IBS, però va fatta a tempo e poi personalizzata con una fase di reintroduzione, altrimenti rischia di diventare troppo restrittiva. Per l’IMO a metano, la dieta da sola raramente è risolutiva: la parte principale resta la terapia prescritta, mentre l’alimentazione serve soprattutto a controllare i sintomi e prevenire ricadute. Se c’è davvero un rallentamento dello svuotamento gastrico, spesso aiutano pasti più piccoli e frequenti, meno grassi nello stesso pasto e scelte più “digeribili”, perché aumentare troppo fibre e volumi può peggiorare la pesantezza.
Su integratori e “procinetici naturali”, meglio evitare tentativi casuali: alcuni prodotti possono interferire con i sintomi (ad esempio peggiorare il reflusso) e vanno scelti in modo mirato. La strada più efficace, per un lavoro completo e duraturo, è un percorso strutturato con professionista per costruire una dieta finale sostenibile (IBS + lattosio + sintomi gastrici) e una strategia a step.
Dott. Luca Agostini
Nutrizionista
Piove di Sacco
Buongiorno,
nel suo caso è assolutamente utile affiancare alla terapia farmacologica un percorso nutrizionale mirato, soprattutto in presenza di IBS, IMO (SIBO a metano), malassorbimento del lattosio e rallentato svuotamento gastrico.

L’approccio più efficace è integrato e può includere:

Dieta low FODMAP, da seguire con professionista esperto e con successiva reintroduzione graduale degli alimenti

Gestione del lattosio o eventuale esclusione temporanea

Modulazione delle fibre (tipologia e quantità personalizzata, evitando eccessi fermentabili)

Pasti piccoli e frequenti, utili in caso di svuotamento gastrico lento

Supporto al microbiota intestinale con probiotici mirati, se indicati

Strategie comportamentali (masticazione lenta, riduzione stress, attività fisica regolare)

I cosiddetti procinetici “naturali” o integratori possono talvolta essere utilizzati come supporto, ma vanno valutati caso per caso per efficacia e tollerabilità.

Il consiglio è farsi seguire da nutrizionista e gastroenterologo in modo coordinato per una gestione più completa e duratura dei sintomi.

Distinti saluti
Dr. Luca Agostini
Buonasera, si certamente. Seguire un percorso nutrizionale mirato, come la dieta low FOODMAP, è sicuramente funzionale; così come una possibile integrazione di fermenti lattici che può seguire a cicli durante l'anno potrebbe essere una possibile "strategia" per avere un miglioramento dei sintomi.
Gentile Paziente, è possibile affiancare alla terapia del gastroenterologo un percorso naturale: nella fase iniziale si completa la cura dell’IMO e del reflusso seguendo quanto prescritto dal medico; nei quadri metano‑dominanti gli schemi antibiotici combinati sono spesso i più efficaci, mentre gli inibitori di pompa andrebbero usati per periodi limitati e poi ridotti con lo specialista, perché l’esposizione prolungata si associa a un maggior rischio di sovracrescita nel tenue. Sul versante alimentare, bene la low FODMAP come fase breve, seguita da una reintroduzione guidata per capire cosa davvero scatena i sintomi; se c’è malassorbimento del lattosio, si possono ridurre le fonti ricche e valutare la lattasi al bisogno; se è presente rallentamento dello svuotamento gastrico, aiutano pasti piccoli, poveri di grassi e di fibre dure. Per la stipsi con gonfiore, privilegiare solo fibre solubili ben tollerate come lo psyllium, partendo da dosi basse e aumentando molto gradualmente con adeguata idratazione; le fibre insolubili aggressive, in questa fase, tendono a peggiorare i sintomi. Dopo il ciclo antibiotico, si dovrebbero iniziare cicli con probiotici ceppo‑specifici di qualità, valutando in modo pratico la risposta sui sintomi, le società scientifiche suggeriscono un uso mirato e personalizzato. Il mio consiglio, per un risultato duraturo, è programmare una visita in presenza con uno specialista che si occupi di IBS/SIBO (anche nutrizionista esperto), così da costruire un piano realmente su misura e coordinato con il gastroenterologo.
Cordiali saluti.
Buongiorno,
in questi casi la dieta LOW FODMAP è sicuramente consigliatissima, un'ottima terapia alimentare. Risulta utilissima per capire quali alimenti le possano dare queste problematiche in modo da escluderli definitivamente. Altro aspetto molto utile è sostenere il fegato nel suo lavoro di organo "detox", quindi scegliere verdure amare come cicoria, radicchio, carciofi, indivia, scarola e cuocerle saltate in padella con olio evo. Molto importante anche lavorare su aspetti riguardanti l'ambiente in cui stiamo e sul supporto psicologico, questo perchè tali patologie sono correlatissime allo stato di saluto psichica.
Anche l'assunzione di fermenti lattici specifici è un fattore di grande aiuto.

Un altro protocollo alimentare che si è rivelato utilissimo per chi soffre di IBS e problematiche intestinali è il protocollo Metodo Apollo, dieta ad eliminazione che nasce principalmente per chi soffre di psoriasi e che si è rivelata utilissima per le patologie gastroenteriche.

Quindi, in sostanza, lavorare su intestino-fegato-cervello, da considerarsi come un unico asse che lavora sinergicamente.

La ringrazio.

Margherita Tromellini Biologa nutrizionista
Gentile paziente,
il quadro che descrive è complesso ma piuttosto frequente nella pratica clinica, soprattutto quando coesistono IBS con predominanza stipsi, SIBO a metano, rallentato svuotamento gastrico e reflusso. In questi casi, un approccio integrato che affianchi alla terapia farmacologica un intervento nutrizionale mirato può essere molto utile per migliorare i sintomi e ridurre il rischio di recidive.
La dieta low FODMAP che ha già iniziato rappresenta una strategia valida, soprattutto nella fase iniziale, perché riduce i substrati fermentabili che alimentano la sovracrescita batterica e la produzione di gas. È importante, tuttavia, che venga seguita in modo strutturato, prevedendo:
• una fase iniziale di riduzione (4–6 settimane),
• una successiva fase di reintroduzione graduale per identificare le specifiche tolleranze individuali,
• e infine una fase di personalizzazione per evitare restrizioni eccessive e mantenere l’equilibrio del microbiota.
Nel suo caso specifico, possono essere utili anche ulteriori accorgimenti nutrizionali, come:
• pasti piccoli e frequenti, per facilitare lo svuotamento gastrico,
• limitazione dei grassi in eccesso, che rallentano la motilità gastrica,
• attenzione alle fibre: preferire fibre solubili e ben tollerate (ad esempio parzialmente idrolizzate), evitando un aumento brusco,
• gestione attenta del lattosio, già risultato malassorbito.
Per quanto riguarda i procinetici naturali, alcune sostanze come lo zenzero, in determinate condizioni e dosaggi, possono avere un lieve effetto favorevole sulla motilità gastrica, ma la loro efficacia è generalmente più modesta rispetto ai farmaci e devono essere valutate caso per caso, soprattutto in presenza di reflusso. Anche alcuni fitocomplessi possono essere utili in pazienti selezionati, ma è sempre consigliabile un inquadramento personalizzato.
L’aspetto più importante è costruire un percorso nutrizionale individualizzato, basato sulla sua storia clinica, sui test effettuati e sulla risposta ai trattamenti, preferibilmente con il supporto di un professionista esperto nella gestione dei disturbi funzionali gastrointestinali e della SIBO.
Con un approccio combinato e mirato, è spesso possibile ottenere un miglioramento significativo e duraturo dei sintomi.
Cordiali saluti
Dott.ssa Annapaola Volpicella
Salve, grazie per la descrizione dettagliata. Le condizioni che riferisce — IBS, sovracrescita batterica a metano, malassorbimento del lattosio e disturbi gastrici associati — richiedono un inquadramento coordinato con il gastroenterologo che la sta seguendo. In generale, percorsi complementari come un’alimentazione strutturata (ad esempio un protocollo low FODMAP ben guidato), strategie nutrizionali per ridurre il gonfiore e un supporto mirato allo stile di vita possono affiancare la terapia farmacologica, purché integrati in modo coerente con il trattamento medico.
Per quanto riguarda integrazioni o prodotti “naturali”, è importante valutarli con un professionista che conosca la sua storia clinica, così da evitare interazioni o interventi non adatti al suo quadro. Un approccio combinato e personalizzato, seguito nel tempo, può contribuire a una gestione più stabile dei sintomi. Sono disponibile per approfondimenti, cordiali saluti
Buongiorno, l'alimentazione Low FODMAP è sicuramente una buon scelta in presenza di fermentazioni, se prescritta da uno specialista. Andrebbe indagato per bene che tipo di alimentazione segue e considerata anche la problematica del reflusso nel complesso. Comunque sicuramente l'alimentazione è un aspetto importante su cui si può intervenire nel lungo periodo. Diciamo che è alla base per prevenire e per ristabilire una situazione il più possibile fisiologica, ovviamente non è una "cura" come un farmaco, ma sicuramente è essenziale tenerla in considerazione.
salve sì — affiancare un percorso complementare alla terapia prescritta è spesso utile in quadri come IBS-C/IMO, purché coordinato con il gastroenterologo.
resto a disposizione dott.ssa antelmi antonella
Buongiorno io sono esperta di casi come il suo, sicuramente la sola terapia farmacologica non basta, serve un percorso strutturato che aiuti a risolvere il problema, non una dieta qualsiasi ma specifica per il problema. Se vuole può scrivermi

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