Salve, mia figlia di 17 anni mi ha confessato che prova attrazione sia per le ragazze che per i raga

20 risposte
Salve, mia figlia di 17 anni mi ha confessato che prova attrazione sia per le ragazze che per i ragazzi. In realtà le piacciono di più i ragazzi,è anche fidanzata, ma in un paio di occasioni si è invaghita di ragazze nel senso che mi ha detto che le piacciono fisicamente. Io sono molto triste anche se non lo faccio vedere.È strano anche che lei me ne abbia parlato subito...definendosi bisessuale senza fare una piega. Se io avessi il dubbio di essere attratta da una donna, ci penserei bene prima di rivelarlo...vorrei capire cosa provo dandomi magari del tempo perché sono cose serie che possono dare una direzione alla vita e al futuro delineata in un certo modo.Sinceramente ogni volta che me ne parla mi sento male...e mi viene voglia di scappare....c'è una qualche possibilità che sia una fase passeggera? Oggi sembra che si debbano accettare le scelte dei figli con leggerezza ma sarei ipocrita se dicessi che per me è indifferente che mia figlia ami un uomo o una donna perché, per me, non lo è..
Dott. Francesco Damiano Logiudice
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Salve, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo il disagio e la preoccupazione che può sperimentare. Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente e onde evitare che il vostro rapporto possa essere condizionato negativamente da questa situazione.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stessa utilizzando parole più costruttive.

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Cordialmente, dott FDL

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Dott.ssa Sofia Pergami Feroldi
Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Milano
Cara Signora, grazie per aver condiviso la sua esperienza. 17 anni non sono ancora abbastanza per definire in maniera stabile la propria identità sessuale, che a quell'età può essere ancora in costruzione. Non sappiamo alla fine quale "scelta" farà sua figlia, ma mi sembra che anche solo l'eventualità che si è paventata di un percorso sentimentale o sessuale non "canonico" la abbia mandata un po' in crisi. Credo che lavorare su di sè ed in particolare sul perchè per lei sia difficile pensare che sua figlia possa essere attratta da persone dello stesso sesso (ad esempio, quale scenario futuro immagina così negativo da sentire di voler scappare?) la potrà aiutare a stare meglio.
Dott.ssa Chiara Tenconi
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Rho
L'adolescenza dei nostri figli richiede uno sforzo immane nell'accettare il passaggio dalla fase dell'infanzia (dipendenza dall'adulto, controllo, rispetto delle regole) alla dimensione adulta. In questi anni "ponte" si giocano grandi opportunità, tra tutte anche quella dell'esplorazione sessuale. Identità di genere è un tema sensibile di certo. E' molto bello che sua figlia si sia aperta, le ha dato una grande opportunità quella di mettersi in gioco come persona prima che come genitore. Per sua figlia ciò che conta è potersi rispecchiare in lei con la certezza che l'immagine non sia cambiata. Osservi, parli, ascolti sua figlia, trascorrete del tempo piacevole insieme, queste sono le fondamenta per offrire strumenti utili alla costituzione della propria identità ora ancora fluida e in fase esplorativa. Se la percezione di smarrimento o dubbio diventassero significative non esiti a consultare uno specialista per condividere e fare ordine tra il groviglio di pensieri così da potersi sentire libera nella relazione con sua figlia.
Dott.ssa Luisa Catalano
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Torino
Gentile Utente, la sua onestà è umana. Potrebbe partire proprio da essa e riflettere sui micro-temi che il tema della bisessualità dirama, anche rispetto a sé stessa da adolescente (come ero io alla sua età? come ho capito cosa o chi mi piaceva? con quali retaggi culturali sono cresciuta?).
Le auguro una buona serata, Luisa
Dott. Andrea Di Stefano
Psicologo, Psicoterapeuta
Canalicchio
Cara signora, la preoccupazione che condivide in questo contesto con grande umanità è comprensibile. Sua figlia si trova in una fase di passaggio molto delicata della sua vita, in cui l'identità è ancora in costruzione. Consideri che il contesto sociale è in rapido cambiamento, e negli ultimi 10/15 anni l'identità sessuale dei nostri ragazzi è divenuta molto più fluida. Ciò vuol dire che se alcuni anni fa i confini erano più netti, oggi la sperimentazione della propria identità sessuale fa spesso parte proprio della fase adolescenziale, che di per sé è una fase di grande cambiamento e di messa in discussione delle regole precostituite. Credo che la collega Luisa, prima di me, abbia ben orientato la sua attenzione sulla sua adolescenza. Le nostre azioni avvengono sempre in un contesto ambientale e culturale, che deve essere considerato. Gradualmente sua figlia troverà le sue risposte, provi ad accompagnarla facendole comprendere come in fondo per lei, sua madre, è poco importante se ami un uomo o una donna, ma che sia profondamente felice, e si senta amata, nelle relazioni che intrattiene. Se per lei risultasse complesso farlo sarebbe ben comprensibile. In quel caso le suggerirei la possibilità di confrontarsi con un collega della zona. Possiamo intervenire sui comportamenti degli altri fino ad un certo punto, mentre abbiamo grande possibilità di modificare quelli nostri. Buona giornata.
Dott. Emiliano Perulli
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Lecce
Buongiorno,
La sua sensazione di difficoltà e smarrimento è umanamente comprensibile, tuttavia, sua figlia è in una fase dove l'identità sessuale è ancora in fieri.
Nel corso degli anni, il concetto di identità sessuale è molto cambiato, tanto che oggi si parla di fluidità sessuale e non più di orientamento. Con il tempo, sua figlia troverà le risposte che cerca. A prescindere dalle risposte che troverà, farla sentire compresa e non giudicata può sicuramente aiutarla in questa delicata ricerca.
Sentirsi amati e felici è più importante della scelta sessuale, qualunque essa sia. Se questa sua difficoltà dovesse protrarsi, potrebbe essere utile un consulto psicologico al fine di mettere a fuoco ed elaborare la situazione.
Cordialmente, EP

Dott.ssa Elisa Manfredi
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Milano
Buongiorno e grazie per la sua condivisione, che può essere di aiuto a molti. La SUA, gentilissima Signora, si. Penso possa essere una fase passeggera. Ha bisogno di ridare significato e rinegoziare certe credenze. I giovani in questo, con la loro fluidità, ci costringono a migliorarci. Certo, ci vuole del tempo e della pazienza per trovare i coraggio di aprirsi a ciò che il futuro riserva ai nostri figli. Ma sono certa che questo, magari in altri ambiti, lo abbia già messo in conto. Un caro saluto ad entrambe.
Dr. Salvatore Ciro Conte
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Carissima, grazie della condivisione, quello che prova è umano e sono emozioni normali per una madre. Proverei a spostare un secondo l'attenzione però sulla condivisione che sua figlia ha fatto a lei, è sicuramente un segno di fiducia e apertura che ha nei suoi confronti e a 17 anni questo non è sempre scontato. Quello che sarà l'orientamento sessuale di sua figlia sarà solo lei e il tempo a determinarlo, credo però sia importante che lei si interroghi su come questo la faccia sentire, è normale essere spaesati o tristi perchè facciamo fatica a comprendere i nostri figli. Ma è importante come genitori essere accanto a loro e accoglierli senza essere giudicanti, soprattutto se si stanno aprendo con noi e ci stanno rivelando una parte di sè. Potrebbe esserle di supporto una consulenza psicologica che potrebbe darle uno spazio per poter discutere lei le sue paure di madre a riguardo. un caro saluto.
Dott.ssa Alessia Supino
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Formia
Carissima signora,
nella lettura della sua mail averto tanta preoccupazione e tristezza.
credo che sia importante parlarne con uno psicoterapeuta potrà condividere questi suoi dubbi con sua figlia affinchè se per lei è un disagio possa recarsi da un professionista del settore.
Se per sua figlia ciò non è fonte di disagio magari potrebbe rivolgersi lei da un professionista per poter trovare un rifugio alle sue perplessità e alle sue paure.
Un caro saluto
dott.ssa Alessia Supino
Dott.ssa Cinzia Emilia Sala
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Bedizzole
Buongiorno signora, si sta certamente confrontando con uno dei tanti aspetti delicati e complessi dello sviluppo di sua figlia, è comprensibile che ci si senta smarriti e che talvolta sia faticoso trovare un punto di incontro, questo anche perchè i nostri ragazzi si stanno approcciando al tema della sessualità in una cornice culturale che ha dei riferimenti, canoni e confini per certi aspetti molto diversi da quelli in cui siamo cresciuti noi adulti. Il fatto che sua figlia si sia aperta con lei su questo tema è certamente un'ottima notizia, nonostante metta lei così in difficoltà! Se c'è questo canale di comunicazione aperto, può certamente essere un'importante fonte di crescita per entrambe. Se si sente disarmata signora può valutare di farsi accompagnare da una figura che la sostenga e la aiuti ad affrontare questo ed eventuali altri aspetti del suo essere mamma. Un caro saluto, dott.ssa Cinzia E. Sala
Dott.ssa Valentina Bonaccio
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Pescara
Buongiorno gentile utente,
credo che un percorso di sostegno alla genitorialità, condotto insieme ad un terapeuta, possa darle un aiuto. Da quello che scrive, prova una difficoltà a reggere il suo vissuto emotivo nei confronti di uno step di crescita psicosessuale di sua figlia. Sbrogliare questo blocco, questa difficoltà che sente, l'aiuterebbe a non cedere alla voce interna che la invita a "scappare" ma a rimanere in uno spazio di sintonizzazione emotiva con sua figlia, per sostenerla e guidarla in questa delicata fase esistenziale. Un caro saluto
Dott.ssa Laura Francesca Bambara
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Vizzolo Predabissi
Buongiorno,
Potrebbe sembrare strano e di difficile accettazione ma avere orientamenti sessuali differenti o misti ormai è all'ordine del giorno.
Naturalmente sono disponibile per aiutarla in questo suo momento particolare. Sua figlia è stata sincera ed onestà.
Cordiali saluti
Dott.ssa Laura Francesca Bambara
Dott.ssa Federica Guglielmotti
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Roma
Buongiorno Signora oggi ci si trova come genitori ad affrontare tematiche complesse. Comprendo molto bene la sua preoccupazione e tristezza. La normalità della generazione dei ragazzi é molto lontana da quella degli adulti. Nonostante si provi ad essere comprensivi e ad accettare la diversità, spesso é molto complesso per una serie di fattori che riguardano l'educazione, il contesto familiare e culturale e a volte forse anche l'accelerazione del tempo e dello spazio favorito da tutti i social. Comprendo molto bene il significato che vuole attribuire a "leggerezza". Una posizione equilibrata e di mediazione sembra sempre più sbilanciata verso un'accettazione. Un percorso di riflessione e di confronto può essere utile sia a lei che nella gestione del rapporto con sua figlia.
Cordiali saluti
Dott.ssa Alessia Malandrino
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Roma
Salve gentile utente, mi dispiace molto per la delicata situazione che sta affrontando, capisco il disagio e le preoccupazioni che ne conseguono, le consiglierei di rivolgersi a uno psicoterapeuta per aiutarla ad affrontare questa rilevazione. Resto a disposizione Dott.ssa Alessia Malandrino
 Maria Damiano
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Frattamaggiore
Gentile utente, é importante per un genitore lavorare sui propri vissuti per poter accogliere e ascoltare con meno filtri possibili i bisogni dei figli.
Non si tratta di essere ipocriti quanto invece di distinguere propri vissuti, pensieri, reazioni legati alla propria storia da emozioni, esigenze e scelte dei figli. Ad esempio parla di una ragazza di 17 anni età fase in cui é importante sentirsi liberi di esplorare e mettere in discussione la propria affettività; consideri inoltre che oggi é molto più comune parlare apertamente di questi temi e farsi delle domande.
Valuti la possibilità di parlarne in una consulenza psicologica per elaborare ciò che le crea attrito.
Dr.ssa Damiano Maria
Dott.ssa Silvia Ragni
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Gentile signora, la comprendo. Mi sento di condividere alcune riflessioni. Sua figlia ha solo 17 anni, che è un'età in cui la propria identità sessuale è ancora in maturazione. Al momento è fidanzata con un ragazzo, fa dichiarazioni che solo con il tempo si saprà se sono vere. La cosa positiva è che ne ha parlato con lei, manifestando fiducia. Le lasci la possibilità di conoscersi e misurarsi con se stessa, sapendo che ha una mamma che l'accoglie comunque. Capisco che è sconcertante per lei, che è anche molto onesta nel riconoscere ciò che prova. Le suggerisco di consultare uno/una psicoterapeuta e confrontarsi su questo tema. Farà bene a lei ed indirettamente a sua figlia. Rimango a disposizione, cordiali saluti dott.ssa Silvia Ragni
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Dott.ssa Sandra Petralli
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Pontedera
Buonasera, la invito a scegliere un percorso di psicoterapia che la possa accompagnare in questo periodo così contorto e per lei confusivo.
Sua figlia è immersa in un contesto giovanile all’interno del quale non è un tabù parlare del proprio orientamento sessuale, per cui con lei si confida come farebbe con un’amica, né più né meno.
Inoltre, si è possibile che cambi ancora attitudini, ma non è possibile dire ora in che direzione andrà o se proprio rimarrà a cavallo delle potenziali scelte.
Per cui, le ribadisco che, se vuole appianare le sue perplessità e la sofferenza indotta allora è consigliabile che si metta in discussione. Le sarebbe proprio necessario per smussare la sofferenza che la attanaglia e permetterle di vivere con maggiore tranquillità l’età un po’ burrascosa di sua figlia.
Saluti, dott.ssa Sandra Petralli

Dr. Michele Scala
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Padova

Capisco che questa situazione ti stia creando confusione e disagio. È normale che una madre possa provare un mix di emozioni quando un figlio o una figlia rivela aspetti profondi della propria identità, soprattutto se questa rivelazione tocca temi legati all'orientamento sessuale, che può essere un tema delicato per molte persone. La reazione di tua figlia è un segno di fiducia verso di te, che ti ha raccontato senza paura la sua attrazione sia per i ragazzi che per le ragazze. Questo mostra che, nonostante le tue preoccupazioni, lei si sente supportata nel parlare di sé, il che è molto positivo per la vostra relazione.

La bisessualità non è necessariamente una fase passeggera, ma parte di un’identità sessuale che si sviluppa e si consolida nel tempo. Anche se la tua reazione iniziale può essere di disagio o preoccupazione, è importante cercare di mettersi in ascolto delle sue esperienze e dei suoi sentimenti, cercando di capire da dove nascono queste sensazioni e che cosa significano per lei. La sessualità, soprattutto durante l'adolescenza, può essere fluida, ma questo non significa che ciò che tua figlia sente oggi non sia reale o importante.

Invece di sentirti sopraffatta o di voler "scappare" da questa situazione, può essere utile cercare di accettare questa parte del suo cammino, proprio come qualsiasi altro aspetto della sua crescita e delle sue scelte personali. Ogni genitore ha il proprio tempo per elaborare certe cose, quindi concediti lo spazio per sentirti a tuo agio con la situazione. Tuttavia, il supporto che dai a tua figlia in questo momento, anche se con emozioni contrastanti, è fondamentale per la sua serenità e autostima.

In ogni caso, potrebbe essere utile parlarne insieme a un esperto, come un terapeuta familiare, che possa guidarvi nel rafforzare la comunicazione, l'empatia e il sostegno reciproco in questa fase delicata.
Dott.ssa Martina Mari
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Cremona
Buongiorno caro utente, la ringrazio per la sua domanda. L'adolescenza è un momento della vita molto delicato dove tante cose cabiano, mutano e dove si comincia a formare la personalità della persona. Noto, da quanto ha raccontato, una grande fiducia e sincerità nei suoi confronti da parte di sua figlia, riesce a parlare in modo aperto con lei di questioni molto delicate, senza timore del suo giudizio. Comprendo che, a volte, queste dichiarazioni possano lasciare un genitore in una situazione di difficoltà. Le consiglio di poterne parlare con un professionista per indagare e comprendere meglio i suoi timori a riguardo e riuscire ad acquisire modalità che la possano aiutare nella relazione con sua figlia. Rimango a disposizione. Cordialmente.
Dott.ssa Martina Mari.
Dott.ssa Alice Iuso
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Buonasera,
comprendo profondamente il suo senso di smarrimento: quando un figlio condivide qualcosa che va a toccare le nostre aspettative è naturale provare emozioni intense. Il suo sentire non è sbagliato, sembra piuttosto mosso dal desiderio che sua figlia possa avere una vita serena e soddisfacente.
Allo stesso tempo, però, ciò che sua figlia le ha raccontato fa parte del suo percorso di sviluppo affettivo ed identitario: a 17 anni è assolutamente comprensibile, ed oserei dire sano, interrogarsi, sperimentare attrazioni diverse, darsi delle etichette per cercare di definirsi. Può essere una fase? Sì, l'adolescenza per definizione è un periodo fluido, di transizione. Ma può essere anche una parte stabile del suo viversi l'affettività. Credo sia importante non tanto prevedere oggi quale sarà il suo orientamento domani, ma sostenerla oggi mentre cerca di conoscersi.
Comprendo che questo possa non essere così semplice per lei madre, ognuno ha i suoi valori e la propria storia. Potrebbe esserle utile chiedersi come mai questa comunicazione ha un così grande impatto su di lei, di cosa ha paura per sua figlia o, ancora, che significato attribuisce lei a queste etichette. Spesso entrare a contatto con questo tipo di domande ammorbidisce la sofferenza e lascia spazio ad un ascolto più aperto. Uno spazio d'ascolto psicologico potrebbe aiutarla a creare questo spazio, interno, d'ascolto ed accompagnarla in questa fase di ricerca e scoperta di sé.
Nel frattempo, puoi offrire a sua figlia ciò che ogni adolescente desidera davvero: un genitore che resta, che non scappa, che non giudica, e che si concede il tempo di comprendere.
Resto a disposizione, un caro saluto

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