Salve, io domando aiuto perché sto male, purtroppo sto vivendo una situazione orrendo, non voglio di

24 risposte
Salve, io domando aiuto perché sto male, purtroppo sto vivendo una situazione orrendo, non voglio dire il mio nome per la mia privacy, io purtroppo sono un ragazzo di 26 anni che non ha mai avuto rapporti amorosi, inteso come relazione, anche se non sono vergine, amici non ne ho, ho chiesto aiuto alla psicoterapeuta spiegando della mia situazione, (anche del mio passato come vittima di bullismo dalle medie fino alle superiori, ancora ho i ricordi) ma invece di aiutarmi, mi ha comunicato che gli amici che ho avuto, che mi hanno trattato come un cane domestico e tutto il resto l'ho avuto perché gli altri forse non ci pensavano e mi ha chiesto domande personali del tipo se sono omosessuale, io mi sono arrabbiato dicendogli che non è vero, io sono eterosessuale al 100%. Questi sono alcuni esempi, poi c'e ne sono altri. Tra l'altro per puro caso ho scoperto che è amica di una ragazza che mi bullizzava quando eravamo a scuola e quella è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso.già prima mi sono arrabbiato con lei per whatsapp per come mi parlava, ma lei mi dice non posso arrabbiarmi così se no è stalking e violenza interpersonale. Allora io ho cancellato e bloccato il suo numero. A me sembra che le donne psicologhe facciano del male ai maschi sfigati emarginati della società, come nei porno su internet. Non voglio dire il nome.
Ciao, il tuo stato d'animo è valido ma non devi farti offuscare e non devi considerare che per una sola esperienza personale negativa con una psicologa sia da segnalare come nociva tutta la categoria. In ogni caso aggredire verbalmente, fosse anche solo per iscritto, non è mai la risposta corretta. Spero te riesca a trovare il supporto che desideri e imboccare un percorso sano ed equilibrato che ti metta in contatto con il vero te. Non ti trascurare!

Risolvi i tuoi dubbi grazie alla consulenza online

Se hai bisogno del consiglio di uno specialista, prenota una consulenza online. Otterrai risposte senza muoverti da casa.

Mostra risultati Come funziona?
Dott. Andrea Boggero
Psicologo, Psicologo clinico
Genova
La ringrazio per aver scritto con tanta sincerità e dolore. Comprendo profondamente quanto debba essere difficile per lei vivere questa situazione, e quanta frustrazione, rabbia e solitudine stia sperimentando. Mi permetta di dirle subito una cosa importante: i suoi sentimenti sono validi. Sta vivendo un malessere reale, che merita attenzione, rispetto e cura. E soprattutto merita uno spazio sicuro in cui sentirsi accolto senza giudizio. Il dolore che racconta ha radici lontane, nel tempo delle medie e delle superiori, quando ha vissuto esperienze di bullismo che, come spesso accade, lasciano cicatrici profonde. Le umiliazioni e l’esclusione vissute in quegli anni non si cancellano facilmente. Si possono interiorizzare, diventando convinzioni su se stessi del tipo “non valgo”, “non merito relazioni”, “nessuno mi potrà mai voler bene davvero”. Questo può contribuire, con il passare degli anni, a un senso di emarginazione che non ha nulla a che fare con il suo valore come persona, ma è il risultato di esperienze dolorose e ingiuste che lei non ha scelto. Le relazioni affettive, l’amicizia e l’intimità sono bisogni umani profondi, e quando si resta a lungo senza la possibilità di viverli pienamente, si può provare una sofferenza intensa. È naturale sentire rabbia e tristezza. Ma è altrettanto importante riuscire a dare un significato a questi vissuti e cercare di elaborarli in uno spazio terapeutico che sia realmente di supporto. Mi dispiace sinceramente che il rapporto con la psicoterapeuta non sia stato per lei d’aiuto, e anzi abbia contribuito a farla sentire ancora più solo e incompreso. È fondamentale che una psicoterapia si basi su fiducia, rispetto e empatia. Se qualcosa in quel rapporto le ha dato l’impressione di essere giudicato, frainteso o trattato con poca sensibilità, è giusto che lei se ne sia allontanato. Tuttavia, la sua esperienza non rappresenta ciò che la psicoterapia dovrebbe essere. Esistono molti professionisti, sia uomini che donne, che lavorano con dedizione e umanità, pronti ad accogliere il dolore dell’altro senza etichette o pregiudizi. Il suo sfogo nei confronti delle psicologhe donne, seppur comprensibile alla luce della sua esperienza negativa, riflette più il bisogno di proteggersi da un dolore che si è riattivato, che non una realtà oggettiva. È naturale cercare un colpevole quando si soffre e ci si sente esclusi o ingannati. Ma il rischio, se si dà troppo spazio a questo tipo di pensiero, è quello di alimentare ancora di più la propria sofferenza e la distanza dal mondo. Vorrei invitarla a non rinunciare al percorso di aiuto psicologico, magari cercando un altro professionista, con cui possa sentirsi più a suo agio. Un terapeuta cognitivo-comportamentale, in particolare, potrebbe aiutarla a rivedere alcune convinzioni su se stesso, sugli altri e sulle relazioni, a gestire la rabbia che prova in modo più utile e costruttivo, e ad affrontare la solitudine non come un destino, ma come una condizione modificabile con strategie e obiettivi concreti. Lei non è un "sfigato", non è "un emarginato", e non merita di sentirsi così. È una persona che ha sofferto, che ha vissuto situazioni difficili e che ha bisogno di essere aiutata a ritrovare fiducia in sé stesso e negli altri. Il cambiamento è possibile, anche se ora può sembrarle lontano. Il fatto che abbia deciso di scrivere e raccontare tutto questo è già un primo passo nella direzione giusta. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero
Dott.ssa Greta Tuci
Psicologo, Neuropsicologo, Terapeuta
Brescia
Ho letto con attenzione tutto il suo disagio, e da quello che ho capito, lei non ha avuto un esperienza bella sia nella vita sia con la relazione con la professionista alla quale ha chiesto di aiutarlo. Quello che io consiglio è di cercare un altra/o professionista che sia in grado di comprendere il suo disagio proprio come lei la sente e di aiutarti a migliorarti in relazione con sé stesso e con gli altri.
Dott. Sergio Borrelli
Psicologo, Psicologo clinico
Tradate
situazione molto delicata.
Se può esserle utile, le propongo un colloquio, anche online, per approfondire.
Dott.ssa Alessandra Ronza
Psicologo, Psicologo clinico
Aversa
Non generalizzare! È un argomento a cui non è possibile dare una risposta così su due piedi e soprattutto pubblicamente. Occorre parlarne per capire il vissuto e le emozioni che stanno dietro.
Dott.ssa Anna Maria Nicoletti
Psicologo, Psicologo clinico, Professional counselor
Sora



Gentile utente,
mi dispiace molto per la sofferenza che sta attraversando. Parlare del proprio dolore e chiedere aiuto richiede forza, e riconosco il coraggio con cui ha espresso il suo vissuto.
Mi preme sottolineare che ogni percorso terapeutico dovrebbe basarsi su ascolto, rispetto, fiducia reciproca e rigorosa riservatezza. Se non si è sentito accolto o compreso, può essere utile cercare un professionista con cui instaurare un’alleanza terapeutica più adatta alle sue esigenze.
Le esperienze di bullismo, solitudine e incomprensione possono lasciare ferite profonde, ma con un sostegno adeguato è possibile elaborarle e costruire relazioni più serene, anche con se stessi.
Resto a disposizione se desidera un confronto o un orientamento più personale. Anche online.
Dott.ssa Anna Maria Nicoletti
Dott. Diego Ferrara
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Quarto
Gentile utente di mio dottore, è sempre difficile poter giudicare dall'esterno quanto accaduto all'interno di una terapia. Ad ogni modo, nel caso volesse contattare un altro specialista, sarei disponibile ad accogliere la sua richiesta di aiuto; ricevo anche on-line. Cordiali Saluti Dott. Diego Ferrara
Dott.ssa Silvia Parisi
Psicoterapeuta, Psicologo, Sessuologo
Torino
Mi dispiace molto leggere il tuo sfogo e il dolore che stai vivendo. Quello che racconti descrive una grande sofferenza personale, maturata nel tempo, che merita rispetto e attenzione. È comprensibile che, dopo aver subito episodi di bullismo e di emarginazione, tu possa provare rabbia, delusione e sfiducia, soprattutto se hai la percezione di non essere stato ascoltato o compreso nel modo che speravi.

Vorrei però sottolineare che la psicoterapia è un percorso complesso, che spesso richiede tempo per ricostruire la fiducia e affrontare temi profondi come l’autostima, le relazioni sociali e le ferite del passato. Ogni terapeuta ha il suo modo di lavorare, ma è fondamentale che tu possa sentirti accolto e rispettato. Se questo non è successo, può essere utile considerare di cambiare professionista: non tutti gli psicologi sono uguali e trovare la persona giusta è parte del percorso di cura.

I pensieri di sfiducia generalizzata che esprimi verso le psicologhe e le donne in generale sembrano essere frutto della tua sofferenza, più che di una realtà oggettiva. È comprensibile che esperienze negative possano portare a questo tipo di convinzioni, ma proprio per questo è importante non restare soli con questi pensieri, perché rischiano di rinforzare la tua sofferenza e il senso di isolamento.

Ti incoraggio sinceramente a non arrenderti: esistono professionisti seri, competenti ed empatici, uomini e donne, che possono aiutarti a ritrovare fiducia negli altri e in te stesso. Rivolgersi ad uno specialista è il primo passo per uscire da questo circolo di dolore e rabbia.

Sarebbe utile e consigliato per approfondire rivolgersi ad uno specialista.

Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa








Dott.ssa Eleonora Rossini
Psicologo, Terapeuta, Professional counselor
Forlì
Buongiorno,
la ringrazio per aver condiviso con sincerità il suo vissuto, immagino non sia stato facile scrivere queste parole. Dal suo racconto emerge una sofferenza profonda, che merita ascolto, rispetto e uno spazio sicuro in cui essere accolta senza giudizio.

Esperienze come il bullismo, l’esclusione sociale, la solitudine affettiva e la delusione nei confronti di chi avrebbe dovuto aiutare possono lasciare ferite difficili da portare da soli. È comprensibile che si senta arrabbiato, disorientato, e forse anche tradito da chi si aspettava potesse capirla meglio.

Purtroppo, non tutti i percorsi terapeutici funzionano al primo tentativo. Il rapporto tra psicologo e paziente si basa sulla fiducia reciproca, e se questa viene a mancare, è giusto cercare un contesto diverso dove potersi sentire più accolti.
Il suo bisogno di essere ascoltato e capito è assolutamente legittimo. Forse non ha ancora trovato la persona giusta con cui fare questo cammino, ma non significa che non esista.

Se vorrà intraprendere un nuovo percorso, sappia che è possibile farlo partendo da ciò che ha raccontato qui: la sua voce merita uno spazio, così come il suo dolore. E anche la sua rabbia può diventare una chiave per comprendere meglio sé stesso, e non qualcosa da reprimere.

Resto a disposizione, se vorrà.
Un caro saluto
Dott.ssa Eva Donnini
Psicologo, Psicologo clinico
Grosseto
Salve, il comportamento che lei attribuisce alle psicologhe sarebbe deontologicamente scorretto e perseguibile per cui escludo che una terapeuta possa avere questo comportamento come scopo. Tuttavia una terapia si fa se si instaura una buona alleanza terapeutica che comprende diversi fattori tra cui l'empatia reciproca, questo significa che non è obbligatorio restare con il primo terapeuta da cui siamo andati perche potremo accorgerci di essere distanti dal suo modo di essere o fare, questo non deve demoralizzare o far perdere di vista l'obbiettivo e il motivo per il quale stiamo cercando aiuto. Se sente il bisogno di fare un percorso psicologico si esponga alla possibilità di riprovarci con una nuova terapeuta in modo da decatastrofizzare le sue credenze.
Resto a disposizione.
Dott.ssa Roberta Aceto
Psicologo, Psicologo clinico
Milano
Mi dispiace molto per le difficoltà che ha vissuto e per il dolore che ancora porta con sé. Dalle sue parole emerge un percorso segnato da esperienze complesse, come il bullismo, che hanno lasciato un segno profondo nella tua percezione degli altri e anche di se stesso. Le emozioni che prova — rabbia, sfiducia, delusione — sono comprensibili e meritano ascolto. Un percorso terapeutico potrebbe rivelarsi prezioso proprio per esplorarne il significato: da dove provengono, come si sono radicate nel tempo e in che modo influenzano oggi il suo vissuto e le sue relazioni. Se in passato ha avuto la sensazione di essere stato invaso nei suoi spazi, controllato o non rispettato nei suoi confini — anche all’interno della relazione terapeutica precedente — è importante riconoscerlo e dargli voce. La qualità della relazione con il terapeuta è infatti uno degli elementi fondamentali per il buon esito di un percorso psicologico: sentirsi accolti, liberi di esprimersi senza paura di essere giudicati è essenziale. Quando questo non accade, è utile poterlo portare all’interno della terapia. Le modalità con cui ci relazioniamo nel presente affondano spesso le radici nelle esperienze del passato, e proprio nello spazio terapeutico è possibile osservarle, prenderne consapevolezza e iniziare a trasformarle.
Resto disponibile per eventuali altri suo dubbi o chiarimenti.
Dott.ssa Roberta Aceto
Dott.ssa Ilaria Francomano
Psicologo, Psicologo clinico
Caselle di Sommacampagna
Ciao, mi dispiace per la tua brutta esperienza ma, come un ogni ambito, è possibile non trovare compatibilità con le persone, indipendentemente dalla loro professione e dal loro sesso biologico.
Ti assicuro che ho diversi ragazzi in colloquio e non ho e non hanno avuto problemi in merito
Spero tu riesca a fidarti ancora dei colleghi e delle colleghe e che tu riesca ad affidare nuovamente il tuo vissuto, sicuramente molto sofferto, a un professionista che possa darti uno spazio di ascolto, supporto e magari elaborazione.
Un caro saluto,
Dott.ssa Francomano Ilaria
Dott. Giorgio De Giorgi
Psicologo, Psicologo clinico
Bologna
Salve,

la sua storia trasmette una sofferenza profonda, e anche il bisogno di essere finalmente ascoltato… senza sentirsi giudicato o frainteso.
Si è mai chiesto che effetto le fa oggi, essere visto davvero?
Forse non si tratta solo di essere aiutato, ma di trovare qualcuno con cui riscrivere insieme certe pagine rimaste in sospeso. Se vuole, possiamo iniziare da lì.
Mi contatti pure.

Dr. Giorgio De Giorgi
Caro ragazzo,
Innanzitutto, ti ringrazio per aver trovato il coraggio di esprimere il tuo dolore e di condividere una parte così profonda della tua esperienza. Le tue parole mostrano quanto stai soffrendo, e meriti di essere ascoltato, rispettato e aiutato con empatia.

Una riflessione da psicologa:
Quello che descrivi – la solitudine, la mancanza di legami significativi, i ricordi dolorosi del bullismo, la delusione verso chi avrebbe dovuto sostenerti – è un dolore reale e complesso. Non sei solo in questo tipo di vissuto, anche se può sembrare così. Le ferite emotive che derivano dal sentirsi esclusi o giudicati sono tra le più difficili da guarire, e meritano attenzione seria, non superficialità né fraintendimenti.

Riguardo alla terapeuta:
È assolutamente lecito che tu ti sia sentito male nel notare un legame tra la tua terapeuta e una figura del tuo passato che ti ha ferito. La relazione terapeutica si basa sulla **fiducia e sulla neutralità**, e se questa viene meno – o anche solo se tu **non ti senti al sicuro** – è giusto **cambiare terapeuta**. Non significa che tutte le psicologhe siano così, ma che quella persona **non era adatta a te**, né nel metodo né nell’empatia.

Il compito di un\* terapeuta non è giudicare, ma **accompagnarti nel tuo percorso**, anche nella rabbia, nella vergogna, nella paura. Fare domande sull’identità sessuale può essere parte del lavoro psicologico, ma deve avvenire **con delicatezza**, senza che tu ti senta sotto accusa.

Un consiglio:
Ti invito a **non arrenderti a questa esperienza negativa**. Cerca un\* terapeuta con cui ti senti rispettato, magari scegliendo qualcuno specializzat\* in disturbi legati al trauma o alla costruzione dell'autostima. Può essere utile anche un professionista **uomo**, se ti senti più a tuo agio.

Inoltre, prova a non chiuderti nel pensiero che “le donne psicologhe fanno del male ai maschi emarginati”: è una generalizzazione nata dal dolore, ma rischia di farti isolare ancora di più. Esistono tante professioniste che lavorano con grande rispetto verso uomini che si sentono proprio come ti senti tu.

Infine:
La tua rabbia ha radici profonde. Non è “violenza”, è il linguaggio del dolore non ascoltato. Ma va imparato a **canalizzare**, non a reprimere. Esistono spazi in cui puoi esprimerti **senza sentirti sbagliato**: gruppi terapeutici per uomini, comunità online di supporto, o attività che uniscano mente e corpo (come lo sport o la scrittura espressiva).

Se vuoi, posso aiutarti a cercare uno psicoterapeuta diverso, più adatto a te. Meriti qualcuno che ti veda davvero, che ti ascolti senza giudizio, e che ti accompagni a uscire da questo buio.

Sono qui per te.
Dott. Francesco Damiano Logiudice
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Roma
Salve, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo il disagio che può sperimentare e quanto sia impattante sulla sua vita quotidiana. Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stesso utilizzando parole più costruttive.
Credo che anche un approccio EMDR possa esserle utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL
Dott.ssa Angela Ritella
Psicologo, Psicologo clinico
Turi
Mi dispiace che abbia avuto questa spiacevole esperienza e che adesso abbia di noi psicologhe questa concezione così negativa.
Mi auguro che possa ricredersi, incontrando una professionista che possa realmente aiutarLa a risolvere dentro di sé ciò che La fa stare così male.
Qualora volesse darsi un'altra possibilità, sono a Sua disposizione.
Buongiorno, mi dispiace molto sapere che, in un momento di bisogno e di profonda sofferenza, lei abbia vissuto un'esperienza così fortemente negativa con una collega. E' comprensibile, quindi, che in questo momento lei stia provando un forte senso di sfiducia verso l'intera categoria. Pertanto, se ad oggi non se la sente di avviare un nuovo percorso con una psicoterapeuta donna, potrebbe essere utile per lei riprendere con un terapeuta uomo. Che cosa ne pensa? Lei sarebbe disponibile? Un caro saluto.
Dott.ssa Caterina Falessi
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Buongiorno, mi dispiace per la sua esperienza. Le consiglio di non arrendersi alla sua brutta esperienza e continuare a chiedere aiuto per avere un supporto adeguato. Da quello che scrive, mi sembra che sarebbe importante approfondire il suo rapporto con il femminile, se lo preferisce potrebbe farlo con l'aiuto di uno psicoterapeuta di genere maschile. Tenga conto che molte persone che hanno avuto esperienze interpersonali negative, per es. di bullismo, hanno difficoltà a provare fiducia verso l'altro, e quindi risulta più difficile costruire un legame ed affidarsi ai professionisti. Le auguro di trovare una persona empatica e le consiglio di parlare delle proprie emozioni, anche relative al percorso terapeutico, in seduta per poterle elaborare con lo psicologo. Spero di aver suscitato riflessioni utili. Un caro saluto, dott.ssa Falessi
Dr. Massimo Montanaro
Psicologo clinico, Psicologo
Crema
Buongiorno, mi dispiace per questa sua esperienza, credo sia molto importante riuscire a stabilire una buona relazione ed alleanza terapeutica con il proprio psicoterapeuta; mi sento di suggerirle di riprovare, magari questa volta potrebbe farlo con una persona di sesso maschile per verificare se questa diventa una facilitazione. Resto a disposizione per qualsiasi cosa, anche da remoto, qualora lei lo ritenesse utile. Cordiali saluti, Dottor Montanaro.
Dott. Dario Papa
Psicologo, Psicologo clinico, Neuropsicologo
Chieti
Ciao, e grazie per aver trovato il coraggio di scrivere.
Quello che stai vivendo non è affatto banale, e il tuo dolore è reale. Si sente chiaramente la tua frustrazione, la rabbia e soprattutto una profonda solitudine, che hai cercato di affrontare chiedendo aiuto. Questo è già un passo importante.
Hai fatto bene a cercare una psicoterapeuta, e se ti sei sentito giudicato, frainteso o addirittura invalidato, è giusto che tu ne abbia preso le distanze. Non tutti i professionisti sono adatti a tutti: la relazione terapeutica dev’essere uno spazio sicuro, rispettoso e accogliente, mai un luogo in cui ti senti aggredito o svilito.
Il fatto che tu abbia avuto un passato di bullismo, pochi amici e nessuna relazione stabile non ti rende sbagliato o irrecuperabile.
Ti rende umano.
E ti rende una persona che ha bisogno di essere ascoltata senza pregiudizi.
Quello che scrivi sulle "psicologhe che fanno del male ai maschi emarginati" nasce, secondo me, da un dolore molto profondo e da un senso di ingiustizia: quando ti senti rifiutato o frainteso da chi dovrebbe aiutarti, è facile generalizzare. Ma non è colpa tua se ti sei sentito trattato così.
Il mio consiglio è di non rinunciare alla possibilità di trovare uno psicoterapeuta diverso, magari uomo se ti senti più a tuo agio, che abbia esperienza con traumi da bullismo, isolamento sociale e difficoltà relazionali come nel mio caso.
Meriti uno spazio dove non devi difenderti, dove puoi finalmente abbassare le difese senza essere attaccato.
Se vuoi possiamo parlarne meglio a voce digitando online il mio nome.
Non sei solo. E non sei un caso perso.
Salve,
comprendo quanto questa esperienza ti abbia segnato, e sono dispiaciuta che tu non ti sia sentito compreso nel percorso che avevi intrapreso. Il rapporto con il terapeuta è fondamentale per sentirsi accolti e al sicuro, e quando questo viene meno, è naturale provare frustrazione e delusione. Potrebbe essere utile riflettere su un confronto aperto e rispettoso per esprimere ciò che hai vissuto, oppure valutare un cambiamento che ti consenta di trovare un professionista con cui instaurare una relazione più empatica e costruttiva.

Se desideri approfondire insieme questo percorso e trovare nuove modalità per affrontare ciò che senti, sono qui per ascoltarti.

Un caro saluto,
Dott.ssa Janett Aruta
Psicologa - ricevo su MioDottore e in Studio a Palermo
Ciao, mi spiace per il disagio che stai patendo.
Hai fatto bene a rivolgerti ad un professionista per venire a capo della situazione .
L’indicazione che posso dare é di provare a parlare con la dottoressa esponendole le tue perplessità ed il desiderio di approfondire ulteriormente il discorso perché magari può esserci stato qualche fraintendimento.
Nel caso in cui l’alleanza terapeutica non dovesse proprio stabilirsi puoi tranquillamente cercare una nuova figura professionale .
Buona serata
Dott.Tullio Marziani
Dott.ssa Antonella Bellanzon
Psicologo, Psicologo clinico
Massa
Se ti senti deluso, ferito o arrabbiato da come sei stato trattato da una professionista che doveva aiutarti, hai tutto il diritto di esserlo. La terapia dovrebbe essere uno spazio sicuro, in cui sentirsi ascoltati e rispettati, non messi in discussione in modo invadente o peggio, invalidati.
Quello che descrivi — il tono, le insinuazioni, i legami con il tuo passato da vittima di bullismo — può senz’altro essere percepito come tradimento, soprattutto se avevi riposto fiducia in quella terapeuta. Bloccare il contatto è stata una tua difesa, e va rispettata.
Il tuo dolore non deriva solo da quella psicoterapeuta
Tu stai vivendo una sofferenza profonda, che viene da molto più lontano:
Sei stato bullizzato durante gli anni della crescita (un trauma sottovalutato ma potentissimo).
Ti senti escluso, non visto, forse persino “scartato” dalle relazioni umane.
Ti sei sforzato di cercare aiuto, e ora ti senti tradito anche lì.
E tutto questo, ti porta a una rabbia comprensibile, ma che rischia di diventare veleno se non riesci a farla uscire nel modo giusto.
Hai scritto:
"A me sembra che le donne psicologhe facciano del male ai maschi sfigati emarginati della società, come nei porno su internet."
Capisco che questa sia una rabbia esplosa dopo essere stato ferito, e che magari non pensi davvero che tutte le donne o tutte le psicologhe siano così. Ma ti dico con rispetto e fermezza: questi pensieri non ti aiutano. Anzi, ti isolano ancora di più.
Le donne non sono un nemico. I porno (specie quelli umilianti o violenti) sono spesso fantasie tossiche e distorte, e non rappresentano la realtà. È normale che, se ti senti rifiutato e svuotato, la rabbia cerchi un bersaglio. Ma il tuo vero nemico non sono “le donne”. Il vero problema è la sofferenza non elaborata, la ferita non curata.
Ma allora, cosa puoi fare adesso?
Ti lascio alcuni consigli pratici, piccoli, ma concreti:
1. Cambia terapeuta. Scegli qualcuno con cui ricominciare da zero.
Cerca uno psicologo uomo, se ti fa sentire più a tuo agio.
Scegli una persona che non abbia legami col tuo passato o contatti sociali in comune.
La terapia può davvero aiutarti, ma non tutte le terapie sono uguali. Trovare la persona giusta richiede tentativi, purtroppo.

Dott.ssa Antonella Bellanzon
Dott. Leonardo Iacovone
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Gentile utente, comprendo la sua frustazione e le sono vicino. Mi spiace se ha avuto un incontro infelice con una mia collega, tuttavia, la invito a non cadere in generalizzazioni che potrebbero compromettere ulteriori possibilità di aiuto che altre colleghe psicologhe, con un retaggio differente, potrebbero offrirle in futuro. Allo stesso tempo, la preferenza verso un terapeuta/psicologo di uno specifico sesso non è da condannare, anzi è piuttosto comune come parametro di scelta verso un professionista. Avesse voglia di richiedere una consultazione , si senta libero di contattarmi. Un caro saluto

Stai ancora cercando una risposta? Poni un'altra domanda

  • La tua domanda sarà pubblicata in modo anonimo.
  • Poni una domanda chiara, di argomento sanitario e sii conciso/a.
  • La domanda sarà rivolta a tutti gli specialisti presenti su questo sito, non a un dottore in particolare.
  • Questo servizio non sostituisce le cure mediche professionali fornite durante una visita specialistica. Se hai un problema o un'urgenza, recati dal tuo medico curante o in un Pronto Soccorso.
  • Non sono ammesse domande relative a casi dettagliati, richieste di una seconda opinione o suggerimenti in merito all'assunzione di farmaci e al loro dosaggio
  • Per ragioni mediche, non verranno pubblicate informazioni su quantità o dosi consigliate di medicinali.

Il testo è troppo corto. Deve contenere almeno __LIMIT__ caratteri.


Scegli il tipo di specialista a cui rivolgerti
Lo utilizzeremo per avvertirti della risposta. Non sarà pubblicato online.
Tutti i contenuti pubblicati su MioDottore.it, specialmente domande e risposte, sono di carattere informativo e in nessun caso devono essere considerati un sostituto di una visita specialistica.