Salve, Ho 31 anni e da un paio di mesi avverto una sensazione fastidiosa al momento della deglutizi
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Salve,
Ho 31 anni e da un paio di mesi avverto una sensazione fastidiosa al momento della deglutizione, come se facessi fatica a deglutire cibi solidi e a volte anche liquidi.
Mi capita a volte di avere un blocco nell’inghiottire perfino la saliva, poi mi concentro e riesco a farlo.
Ho effettuato una visita da un otorinolaringoiatra e non è stato riscontrato nulla oltre a reflusso laringofaringeo per cui mi è stata prescritta una cura con starab 20 mattino e sera e antiacidi, nonostante la cura il sintomo non passa anzi mi sembra che sia aumentato rispetto a due mesi fa.
Ho effettuato anche una visita gastroenterologica con ecografia all’addome che non ha riscontrato nulla oltre che appunto la malattia da reflusso gastroesofageo.
Sono una persona ansiosa ma mi rendo conto che questo sintomo si presenta sempre anche quando io sono del tutto tranquilla, e questo mi porta a pensare che non derivi dall’ansia, ovvio che poi mi agito e la cosa peggiora.
Ho il setto nasale deviato ma non ho mai approfondito, non so se questo possa influire in qualche modo nel mio problema di deglutizione.
Inoltre ho una malocclusione dentale e grossi problemi alla cervicale, ho due ernie al collo, il rachide rettilineizzato e discopatie, ho letto che anche problemi al collo possono causare questo tipo di problemi.
Scrivo a voi per chiedere un parere perché non so che altri esami fare per capire la causa di questo disturbo che sta diventato molto fastidioso e mi rende difficoltoso anche mangiare che è una delle cose che ho sempre amato di più in assoluto, ora mi mette pensiero ogni volta che devo farlo perché sento troppo fastidio.
Grazie mille in anticipo.
Cordiali saluti.
Ho 31 anni e da un paio di mesi avverto una sensazione fastidiosa al momento della deglutizione, come se facessi fatica a deglutire cibi solidi e a volte anche liquidi.
Mi capita a volte di avere un blocco nell’inghiottire perfino la saliva, poi mi concentro e riesco a farlo.
Ho effettuato una visita da un otorinolaringoiatra e non è stato riscontrato nulla oltre a reflusso laringofaringeo per cui mi è stata prescritta una cura con starab 20 mattino e sera e antiacidi, nonostante la cura il sintomo non passa anzi mi sembra che sia aumentato rispetto a due mesi fa.
Ho effettuato anche una visita gastroenterologica con ecografia all’addome che non ha riscontrato nulla oltre che appunto la malattia da reflusso gastroesofageo.
Sono una persona ansiosa ma mi rendo conto che questo sintomo si presenta sempre anche quando io sono del tutto tranquilla, e questo mi porta a pensare che non derivi dall’ansia, ovvio che poi mi agito e la cosa peggiora.
Ho il setto nasale deviato ma non ho mai approfondito, non so se questo possa influire in qualche modo nel mio problema di deglutizione.
Inoltre ho una malocclusione dentale e grossi problemi alla cervicale, ho due ernie al collo, il rachide rettilineizzato e discopatie, ho letto che anche problemi al collo possono causare questo tipo di problemi.
Scrivo a voi per chiedere un parere perché non so che altri esami fare per capire la causa di questo disturbo che sta diventato molto fastidioso e mi rende difficoltoso anche mangiare che è una delle cose che ho sempre amato di più in assoluto, ora mi mette pensiero ogni volta che devo farlo perché sento troppo fastidio.
Grazie mille in anticipo.
Cordiali saluti.
salve buongiorno, da quello che leggo credo anch'io si tratti di reflusso gastroesofageo, a maggior ragione se visitata con endoscopio. la risalita dei gas prodotti è causa spesso di questa situazione poichè causa una discesa di musco retro nasale. Sicuramente l'ansia non gioca a suo favore ma anzi accentua il sintomo e molto spesso nei casi di attacchi di panico simula il tipico blocco in gola. Le consiglio di continuare la cura e di modificare la sua dieta in associazione al movimento che gioca un ruolo positivo sia nel reflusso che nell'ansia. Per ciò che riguarda la mia professione sicuramente un controllo la potrebbe ulteriormente aiutare per ridurre le tensioni viscerali, del diaframma, a livello tiroideo,...
resto a disposizione per qualsiasi problema e le auguro buona giornata.
Rina Binni Osteopata D.O.
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Buonasera, mi dispiace molto per questi sintomi così fastidiosi.
La deglutizione è controllata da nervi cranici quindi un problema della cervicale potrebbe a catena infastidito tali nervi, per cui si sono presentati questi sintomi. Ovviamente senza un accurata anamnesi e valutazione non è possibile capire esattamente la causa, ma un consiglio potrebbe essere di rivolersi ad un Osteopata al fine di fare un accurata valutazione del caso e cercare di migliorare la sintomatologia. Ha controllato anche la tiroide? perché una tiroide ingrossata può causare difficoltà nella deglutizione. Spero di averla aiutata, resto a disposizione.
Un caro saluto, dott.ssa Micol Teti D.O.
La deglutizione è controllata da nervi cranici quindi un problema della cervicale potrebbe a catena infastidito tali nervi, per cui si sono presentati questi sintomi. Ovviamente senza un accurata anamnesi e valutazione non è possibile capire esattamente la causa, ma un consiglio potrebbe essere di rivolersi ad un Osteopata al fine di fare un accurata valutazione del caso e cercare di migliorare la sintomatologia. Ha controllato anche la tiroide? perché una tiroide ingrossata può causare difficoltà nella deglutizione. Spero di averla aiutata, resto a disposizione.
Un caro saluto, dott.ssa Micol Teti D.O.
Buonasera! Io ti consiglio una valutazione con un'osteopata e con un dentista sia per valutare se eventualmente c'è una problematica di lingua che ti causa questi problemi (frenulo corto, deglutizione atipica, ecc) e sia per sistemare l'occlusione perché entrambe le problematiche incidono sulla cervicale e su tutta la postura!
Spero di esserti stata utile!
Cordiali saluti
Spero di esserti stata utile!
Cordiali saluti
Buongiorno, le consiglierei di rivolgersi ad un osteopata per lavorare sulla postura ed attenuare anche i problemi gastrici. Potrebbe inoltre giovarle l'agopuntura sia per i problemi gastrici che per l'ansia (da abbinare a un percorso con uno psicoterapeuta)
Quella è una zona molto delicata, se non è un inclinazione errata dell' osso ioide data da tensioni muscolati, li c' è la tiroide, le paratiroidi e le parotidi e per un qualche motivo tutto potrebbe essere infiammato, di conseguenza bisognerebbe, secondo me, fare un controllo più approfondito a queste ghiandole.
buongiorno, grazie per aver condiviso in modo cosi chiaro la situazione. le scrivo per tranquillizzarla in modo importante, lei è il tipico mio paziente in studio essendo specializzata in disturbi di questo genere della alte vie digestive. Da ciò che racconta ha già effettuato accertamenti diagnostici e strumentali con specialisti che non hanno riscontrato patologie oltre al reflusso gastroesofageo che più che patologia la definirei una condizione a cui si arriva dopo anni di "tensioni" sommate; oer cui non ci sono i motivi per preoccuparsi di qualcosa di "pericoloso". Capisco benissimo quanto il sintomo possa essere fastidioso e preoccupante anche in assenza di cause cliniche. Quello che non viene spiegato è che le tensioni che accumuliamo neimesi e negli anni (tra stress, postura, respirazione allertata,m tratto cervicale contratto, sistema nervoso osrtosimpatico iperattivo, malocclusione o semplicemente "sensazione di dover mandare per forza giu qlcosa nella vita di tutti i giorni come situazione stressanti" si comportano un pò come dei piccoli mattoni di tensione che rendono la struttura semnpre piu rigida anno dopo anno. La struttura governa la funzione e viceversa, per cui se la struttura è rigida (e parlo dei tessuti della fascia cervicale profonda che circondano trachea.. esofago..) anche la funzione viene a mano, nel suo caso nella mancata liberta di far passare il bolo. Quando questa rigidità coinvolge diaframma, tratto cervicale e sistema nervoso autonomo può dare la sensazione esattamente di nodo alla gola , di blocco alla deglutizione anche in assenza di patologia. nel mio approccio osteopatico vedo spesso casi come il suo, disfagia funzionale, nodo alla gola, sensazione di corpo estraneo e la rassicuro dicendole che sono sitomi completamente reversibili. in molti pazienti gia dopo la prima seduta si nota un miglioramente netto della fluidità delladeglutizione, della respirazione e della percezione di ostacolo, perche si restituisce al sistema la sua capacità di rilassarsi e coordinarsi , ai tessuti di riscivolare uno sopra l'altro garantendo la funzione. resto a disposizone per qualsiasi chiarimento , non so di dove sia ma provi a vedere se sono facilmente raggiungibile in modo da parlarne e di provare in studio.
buona giornata
buona giornata
Salve, sì spesso queste problematiche sono causate da problemi del tratto cervicale, ma la cosa migliore è andare a visita per permettere al terapeuta di effettuare i vari test differenziali per cercare di estrapolare la causa principale che porta al problema
Buongiorno,
Potrebbe provare con qualche trattamento osteopatico rivolto alla malocclusione e cervicale per vedere se si riesce a migliorare questa sua difficoltà di deglutizione. Cordiali saluti
Potrebbe provare con qualche trattamento osteopatico rivolto alla malocclusione e cervicale per vedere se si riesce a migliorare questa sua difficoltà di deglutizione. Cordiali saluti
Buona sera sono il dott. Orlando di Firenze Psicologo e Osteopata quello che descrive pare essere una sindrome del bolo Isterico che si inquadra nelle malattie da disturbo d ansia.La sua situazione neurologica con le ernie discali sicuramente non aiutano ma neanche mi sentirei di recapitare la responsabilita a questo. Ha una serie di concomitanze diciamo sfortunate .Rimandandole e suggerendole in prima battuta una visita da un Professionista sanitario Medico Psichiatra o Neurologo , qui in studio ad esempio sto avendo degli ottimi risultati con un approccio osteopatico polivagale ,e l ipnosi per un decondizionamento con la parte psicologica per questo tipo di sindromi.
Buongiorno,
le consiglio una valutazione da un osteopata , il suo sintomo potrebbe dipendere dal reflusso, dai problemi alla cervicale e dai problemi di malocclusione su cui l'osteopatia può lavorare
le consiglio una valutazione da un osteopata , il suo sintomo potrebbe dipendere dal reflusso, dai problemi alla cervicale e dai problemi di malocclusione su cui l'osteopatia può lavorare
Salve. Come lei ha già accennato, questo tipo di problematica può essere effettivamente legata sia ad uno stato di disfunzione del tratto cervicale che a stati di ansia e stress. Dal momento che le altre possibili cause sono state già escluse, propenderei per questa spiegazione. Proceda con il trattamento manuale con un bravo Fisioterapista/Osteopata. Personalmente, è una casistica che ho già affrontato diverse volte ed i miglioramenti ci sono sempre stati. Cordiali saluti
Visto che gli esami fatti non hanno evidenziato problemi importanti, il disturbo della deglutizione potrebbe essere legato a una tensione funzionale e non a una malattia vera e propria. In alcuni casi reflusso, ansia, rigidità del collo e tensioni muscolari possono dare la sensazione di “blocco” alla gola, anche se tutto risulta normale agli accertamenti.
Il diaframma, che è il muscolo principale della respirazione, è collegato all’esofago e alle strutture del collo tramite fasce e muscoli. Se queste zone sono rigide o in tensione, possono influenzare la deglutizione e aumentare la percezione del fastidio.
L’osteopatia può essere di aiuto perché lavora proprio su queste strutture, migliorandone la mobilità e riducendo le tensioni, affiancandosi alle cure mediche già in corso. In molti casi, con alcune sedute mirate, si può ottenere un miglioramento del sintomo.
Il diaframma, che è il muscolo principale della respirazione, è collegato all’esofago e alle strutture del collo tramite fasce e muscoli. Se queste zone sono rigide o in tensione, possono influenzare la deglutizione e aumentare la percezione del fastidio.
L’osteopatia può essere di aiuto perché lavora proprio su queste strutture, migliorandone la mobilità e riducendo le tensioni, affiancandosi alle cure mediche già in corso. In molti casi, con alcune sedute mirate, si può ottenere un miglioramento del sintomo.
Salve, le consiglio di effettuare un trattamento Osteopatico in modo da poter valutare col terapista la miglior strategia per alleviare i sintomi e risolvere il suo problema.
Buongiorno, sono un osteopata quindi le rispondo dal mio punto di vista.
Ci sono due fattori principali che, secondo me, le stanno creando queste difficoltà nella deglutizione: il primo è la presenza di una condizione di reflusso certificata dall'esame che ha fatto, infatti è molto comune avere una tensione sia a livello della valvola dello stomaco sia a livello delle fasce esofagee quando è presente questa patologia; la tensione a livello esofageo può essere alimentata e peggiorata nei momenti di ansia e stress come ha già detto lei in precedenza.
Il secondo fattore è la condizione della sua porzione cervicale, anch'essa certificata con esami approfonditi: il tratto cervicale e i legamenti della colonna più profondi sono infatti in stretta relazione con la porzione esofagea tramite un tratto chiamato "spazio retroviscerale di Henke". Come suggerisce il nome è appunto uno spazio tra colonna e esofago che permette il fisiologico movimento della deglutizione. Nel suo caso però è possibile che la tensione data dalle fasce per il reflusso e dalla cervicale per le ernie stia restringendo o abbia fatto perdere elasticità a questa struttura così da crearle questa situazione costante di disagio. Non è un qualcosa che si può vedere chiaramente attraverso esami strumentali o a cui si fa poco caso in generale.
Le consiglierei di provare con un trattamento osteopatico che è una delle poche discipline che trattano strutture di quell'area in maniera profonda, ovviamente evitando manovre manipolative vista la situazione cervicale.
Buona giornata
Ci sono due fattori principali che, secondo me, le stanno creando queste difficoltà nella deglutizione: il primo è la presenza di una condizione di reflusso certificata dall'esame che ha fatto, infatti è molto comune avere una tensione sia a livello della valvola dello stomaco sia a livello delle fasce esofagee quando è presente questa patologia; la tensione a livello esofageo può essere alimentata e peggiorata nei momenti di ansia e stress come ha già detto lei in precedenza.
Il secondo fattore è la condizione della sua porzione cervicale, anch'essa certificata con esami approfonditi: il tratto cervicale e i legamenti della colonna più profondi sono infatti in stretta relazione con la porzione esofagea tramite un tratto chiamato "spazio retroviscerale di Henke". Come suggerisce il nome è appunto uno spazio tra colonna e esofago che permette il fisiologico movimento della deglutizione. Nel suo caso però è possibile che la tensione data dalle fasce per il reflusso e dalla cervicale per le ernie stia restringendo o abbia fatto perdere elasticità a questa struttura così da crearle questa situazione costante di disagio. Non è un qualcosa che si può vedere chiaramente attraverso esami strumentali o a cui si fa poco caso in generale.
Le consiglierei di provare con un trattamento osteopatico che è una delle poche discipline che trattano strutture di quell'area in maniera profonda, ovviamente evitando manovre manipolative vista la situazione cervicale.
Buona giornata
Si rivolga al suo medico curante.
Grazie per aver descritto così bene la sua situazione. Dai controlli che ha già effettuato emerge un dato molto importante: non sono presenti ostacoli organici o patologie strutturali che possano spiegare una vera difficoltà meccanica alla deglutizione. Questo è un elemento rassicurante.
I sintomi che riferisce sono invece molto compatibili con una disfagia funzionale, una condizione in cui il gesto della deglutizione risulta alterato non perché il cibo non possa passare, ma perché il sistema muscolare e nervoso che lo coordina è in tensione o ipersensibile.
Nel suo caso entrano in gioco diversi fattori che possono sommarsi tra loro: il reflusso laringofaringeo (che irrita e rende più sensibili faringe e laringe), i problemi cervicali e discali, la rettilineizzazione del rachide, la malocclusione dentale e le tensioni della mandibola. Tutti questi elementi sono strettamente collegati ai muscoli e ai nervi coinvolti nella deglutizione.
L’ansia non è necessariamente la causa del problema, ma può amplificarne la percezione e mantenere un circolo di allerta che rende il gesto meno automatico e più “controllato”.
In questi casi un approccio osteopatico mirato può essere utile per lavorare sulle tensioni del collo, della mandibola, della muscolatura coinvolta nella deglutizione e sul diaframma, favorendo una maggiore libertà e naturalezza del gesto. L’obiettivo non è forzare la deglutizione, ma aiutare il corpo a ritrovare equilibrio e fiducia.
Si tratta di una condizione fastidiosa ma reversibile, soprattutto quando viene affrontata in modo globale e non solo farmacologico.
I sintomi che riferisce sono invece molto compatibili con una disfagia funzionale, una condizione in cui il gesto della deglutizione risulta alterato non perché il cibo non possa passare, ma perché il sistema muscolare e nervoso che lo coordina è in tensione o ipersensibile.
Nel suo caso entrano in gioco diversi fattori che possono sommarsi tra loro: il reflusso laringofaringeo (che irrita e rende più sensibili faringe e laringe), i problemi cervicali e discali, la rettilineizzazione del rachide, la malocclusione dentale e le tensioni della mandibola. Tutti questi elementi sono strettamente collegati ai muscoli e ai nervi coinvolti nella deglutizione.
L’ansia non è necessariamente la causa del problema, ma può amplificarne la percezione e mantenere un circolo di allerta che rende il gesto meno automatico e più “controllato”.
In questi casi un approccio osteopatico mirato può essere utile per lavorare sulle tensioni del collo, della mandibola, della muscolatura coinvolta nella deglutizione e sul diaframma, favorendo una maggiore libertà e naturalezza del gesto. L’obiettivo non è forzare la deglutizione, ma aiutare il corpo a ritrovare equilibrio e fiducia.
Si tratta di una condizione fastidiosa ma reversibile, soprattutto quando viene affrontata in modo globale e non solo farmacologico.
Salve, leggendo la descrizione mi verrebbe da consigliarle un Fisioterapista/Osteopata in modo tale da poter valutare al meglio la sua situazione allentando tutte le trazioni posteriori, sistemando il collo e l'articolazione temporo-mandibolare per dare maggior gioco alla zona anteriore.
Rimango a disposizione
Martina Fiorello
Rimango a disposizione
Martina Fiorello
Hai 31 anni, hai fatto:
visita otorino → negativa per patologie strutturali
visita gastroenterologica + eco addome → nulla di preoccupante
diagnosi di reflusso laringofaringeo / GERD
Questo, da solo, riduce moltissimo la probabilità di qualcosa di grave. Il sintomo è reale, fastidioso, ma il quadro che descrivi non fa pensare a una malattia pericolosa.
Che tipo di “fatica” a deglutire è la tua?
Da come la racconti, sembra più una disfagia funzionale / orofaringea, non una vera ostruzione:
senti un blocco iniziale, soprattutto con la saliva
a volte devi concentrarti per deglutire
il cibo non si ferma realmente, passa
peggiora quando ci pensi (ma non nasce solo dall’ansia)
Questo è molto diverso dalla disfagia “organica” (tumori, stenosi ecc.), che:
peggiora progressivamente
inizia solo con solidi
porta a calo di peso importante
causa veri episodi di soffocamento
Tu non descrivi questo quadro.
Reflusso laringofaringeo: può spiegare tutto?
Sì. E spesso più di quanto si creda.
Il reflusso “alto”:
irrita faringe e laringe
altera la sensibilità della gola
crea la sensazione di:
nodo
corpo estraneo
deglutizione “non automatica”
spasmo faringeo
Importante:
Il reflusso laringofaringeo migliora lentamente, spesso dopo 6–8 settimane o più, e a volte inizialmente i sintomi sembrano peggiorare, perché la mucosa è ipersensibile.
Ansia: non è la causa, ma è un amplificatore
Hai ragione su una cosa fondamentale:
il sintomo c’è anche quando sei tranquilla, quindi non nasce dall’ansia.
Ma:
la gola è una zona iper-innervata
basta un piccolo fastidio perché il cervello “perda l’automatismo”
più ci fai attenzione, più il riflesso si irrigidisce
Questo crea un circolo vizioso neuro-muscolare, non “psicologico” in senso banale.
Bisogna poi analizzare la struttura, collo,cervicale e tutto ciò' che è collegato a. livello strutturale alla deglutizione.
visita otorino → negativa per patologie strutturali
visita gastroenterologica + eco addome → nulla di preoccupante
diagnosi di reflusso laringofaringeo / GERD
Questo, da solo, riduce moltissimo la probabilità di qualcosa di grave. Il sintomo è reale, fastidioso, ma il quadro che descrivi non fa pensare a una malattia pericolosa.
Che tipo di “fatica” a deglutire è la tua?
Da come la racconti, sembra più una disfagia funzionale / orofaringea, non una vera ostruzione:
senti un blocco iniziale, soprattutto con la saliva
a volte devi concentrarti per deglutire
il cibo non si ferma realmente, passa
peggiora quando ci pensi (ma non nasce solo dall’ansia)
Questo è molto diverso dalla disfagia “organica” (tumori, stenosi ecc.), che:
peggiora progressivamente
inizia solo con solidi
porta a calo di peso importante
causa veri episodi di soffocamento
Tu non descrivi questo quadro.
Reflusso laringofaringeo: può spiegare tutto?
Sì. E spesso più di quanto si creda.
Il reflusso “alto”:
irrita faringe e laringe
altera la sensibilità della gola
crea la sensazione di:
nodo
corpo estraneo
deglutizione “non automatica”
spasmo faringeo
Importante:
Il reflusso laringofaringeo migliora lentamente, spesso dopo 6–8 settimane o più, e a volte inizialmente i sintomi sembrano peggiorare, perché la mucosa è ipersensibile.
Ansia: non è la causa, ma è un amplificatore
Hai ragione su una cosa fondamentale:
il sintomo c’è anche quando sei tranquilla, quindi non nasce dall’ansia.
Ma:
la gola è una zona iper-innervata
basta un piccolo fastidio perché il cervello “perda l’automatismo”
più ci fai attenzione, più il riflesso si irrigidisce
Questo crea un circolo vizioso neuro-muscolare, non “psicologico” in senso banale.
Bisogna poi analizzare la struttura, collo,cervicale e tutto ciò' che è collegato a. livello strutturale alla deglutizione.
Buongiorno mi spiace per la sua situazione e il disagio che sta provando, capisco quanto questo sia invalidante e fastidioso nella quotidianità.
Come ha anticipato anche lei il problema probabilmente non centra col reflusso ma da un compenso che il corpo sta utilizzando per tutti gli altri problemi annessi che ha citato.
Le consiglio di prendere appuntamento da un collega della sua zona per valutare la funzionalità di tutta l'area e poterla poi aiutare.
Sperando di esserle stato utile le porgo cordiali saluti e rimango a disposizione per ulteriori chiarimenti.
Dott. R. Caminiti
Come ha anticipato anche lei il problema probabilmente non centra col reflusso ma da un compenso che il corpo sta utilizzando per tutti gli altri problemi annessi che ha citato.
Le consiglio di prendere appuntamento da un collega della sua zona per valutare la funzionalità di tutta l'area e poterla poi aiutare.
Sperando di esserle stato utile le porgo cordiali saluti e rimango a disposizione per ulteriori chiarimenti.
Dott. R. Caminiti
Buonasera, vista la sua giovane eta' e tutti gli esami che ha già sostenuto,le chiedo se non abbia mai provato un trattamento osteopatico viscerale per il reflusso. Sicuramente il reflusso provoca tensioni o blocchi a livello del tratto cervicale e dorsale, ci sono strette connessioni muscolo tendine articolari. Va da sé che è un circolo vizioso, perché se la postura è alterata ,anche la funzione e quindi anche il sintomo del reflusso.
Buonasera,
mi dispiace molto per questo fastidio alla deglutizione che dura da mesi e che sta diventando così invalidante, soprattutto perché le impedisce di godersi uno dei piaceri più semplici come mangiare. È comprensibile che sia preoccupata e che il pensiero torni spesso.
Da osteopata specializzato in problemi cervico-facciali e viscerali, le confermo che sì, i problemi cervicali gravi (ernie, rachide rettilineo, discopatie multiple) possono contribuire in modo significativo a una disfagia funzionale (sensazione di difficoltà a deglutire, blocco della saliva, fastidio persistente).
Come?
• Le ernie e le discopatie irritano i nervi cervicali che innervano faringe, laringe e muscolatura della deglutizione.
• Il rachide rettilineo (perdita della curva naturale) altera la postura della testa e della gola, creando tensione cronica sui muscoli ioidei, faringei e sul diaframma.
• La malocclusione dentale e lo stress posturale peggiorano il tutto, creando un circolo vizioso.
Il reflusso laringo-faringeo (diagnosticato dall’ORL) può coesistere e amplificare il sintomo, ma spesso nei casi come il suo è secondario al problema meccanico cervicale più che la causa principale (soprattutto se la terapia anti-reflusso non ha risolto).
Cosa fare
Valuti una visita osteopatica specifica (tecniche cranio-sacrali, viscerali e fasciali cervicali): spesso in 3-5 sedute si ottiene un netto miglioramento della sensazione di “blocco” e della facilità di deglutizione.
mi dispiace molto per questo fastidio alla deglutizione che dura da mesi e che sta diventando così invalidante, soprattutto perché le impedisce di godersi uno dei piaceri più semplici come mangiare. È comprensibile che sia preoccupata e che il pensiero torni spesso.
Da osteopata specializzato in problemi cervico-facciali e viscerali, le confermo che sì, i problemi cervicali gravi (ernie, rachide rettilineo, discopatie multiple) possono contribuire in modo significativo a una disfagia funzionale (sensazione di difficoltà a deglutire, blocco della saliva, fastidio persistente).
Come?
• Le ernie e le discopatie irritano i nervi cervicali che innervano faringe, laringe e muscolatura della deglutizione.
• Il rachide rettilineo (perdita della curva naturale) altera la postura della testa e della gola, creando tensione cronica sui muscoli ioidei, faringei e sul diaframma.
• La malocclusione dentale e lo stress posturale peggiorano il tutto, creando un circolo vizioso.
Il reflusso laringo-faringeo (diagnosticato dall’ORL) può coesistere e amplificare il sintomo, ma spesso nei casi come il suo è secondario al problema meccanico cervicale più che la causa principale (soprattutto se la terapia anti-reflusso non ha risolto).
Cosa fare
Valuti una visita osteopatica specifica (tecniche cranio-sacrali, viscerali e fasciali cervicali): spesso in 3-5 sedute si ottiene un netto miglioramento della sensazione di “blocco” e della facilità di deglutizione.
Salve, il disturbo che descrive è comprensibilmente molto fastidioso, ma da ciò che racconta emergono diversi elementi rassicuranti e una spiegazione abbastanza coerente.
La sensazione di difficoltà a deglutire in assenza di ostacoli reali, che va e viene, migliora quando si concentra e riguarda talvolta anche la saliva, rientra spesso in quella che viene definita disfagia funzionale o “globus”. In questi casi gli esami risultano normali, come nel suo percorso con ORL e gastroenterologo.
Il reflusso laringofaringeo può contribuire molto a questo sintomo: l’irritazione cronica della mucosa della gola altera la sensibilità locale e dà la percezione di corpo estraneo, blocco o difficoltà a deglutire, anche se il passaggio del cibo è in realtà libero. Il fatto che la terapia non abbia ancora dato beneficio non significa che la diagnosi sia sbagliata, ma che spesso questi disturbi richiedono tempi più lunghi, correzioni dello stile di vita e talvolta un aggiustamento della cura.
L’ansia, anche quando lei “si sente tranquilla”, gioca comunque un ruolo importante. Non è la causa unica, ma amplifica la percezione del sintomo e interferisce con un gesto automatico come la deglutizione. Il circolo è tipico: sensazione → controllo volontario → peggioramento → ulteriore preoccupazione.
Molto rilevante è invece ciò che lei riferisce su:
– malocclusione dentale
– ernie cervicali e rachide rettilineizzato
Le tensioni cervicali, mandibolari e della muscolatura sopraioidea possono alterare la coordinazione della deglutizione senza creare un vero blocco. Non causano una disfagia “organica”, ma una sensazione anomala, intermittente e molto fastidiosa. Questo è un collegamento reale e riconosciuto, soprattutto quando coesistono cervicalgia e problemi ATM.
Il setto nasale deviato, invece, non è una causa diretta di difficoltà nella deglutizione.
In sintesi:
– gli esami fatti escludono cause gravi
– il disturbo è verosimilmente funzionale e multifattoriale (reflusso + cervicale/mandibola + ansia)
– il fatto che lei riesca comunque a deglutire è un segno molto rassicurante
Se il sintomo persiste, più che altri esami “pesanti”, possono essere utili:
– rivalutazione della terapia antireflusso
– lavoro su cervicale e distretto cranio-mandibolare
– ridurre il controllo volontario dell’atto di deglutire
Capisco quanto questo disturbo tolga serenità, soprattutto legata al cibo, ma non descrive una condizione pericolosa o progressiva. Se vuole, posso aiutarla a capire quali segnali distinguono una disfagia funzionale da una organica o come ridurre concretamente la sensazione durante i pasti.
La sensazione di difficoltà a deglutire in assenza di ostacoli reali, che va e viene, migliora quando si concentra e riguarda talvolta anche la saliva, rientra spesso in quella che viene definita disfagia funzionale o “globus”. In questi casi gli esami risultano normali, come nel suo percorso con ORL e gastroenterologo.
Il reflusso laringofaringeo può contribuire molto a questo sintomo: l’irritazione cronica della mucosa della gola altera la sensibilità locale e dà la percezione di corpo estraneo, blocco o difficoltà a deglutire, anche se il passaggio del cibo è in realtà libero. Il fatto che la terapia non abbia ancora dato beneficio non significa che la diagnosi sia sbagliata, ma che spesso questi disturbi richiedono tempi più lunghi, correzioni dello stile di vita e talvolta un aggiustamento della cura.
L’ansia, anche quando lei “si sente tranquilla”, gioca comunque un ruolo importante. Non è la causa unica, ma amplifica la percezione del sintomo e interferisce con un gesto automatico come la deglutizione. Il circolo è tipico: sensazione → controllo volontario → peggioramento → ulteriore preoccupazione.
Molto rilevante è invece ciò che lei riferisce su:
– malocclusione dentale
– ernie cervicali e rachide rettilineizzato
Le tensioni cervicali, mandibolari e della muscolatura sopraioidea possono alterare la coordinazione della deglutizione senza creare un vero blocco. Non causano una disfagia “organica”, ma una sensazione anomala, intermittente e molto fastidiosa. Questo è un collegamento reale e riconosciuto, soprattutto quando coesistono cervicalgia e problemi ATM.
Il setto nasale deviato, invece, non è una causa diretta di difficoltà nella deglutizione.
In sintesi:
– gli esami fatti escludono cause gravi
– il disturbo è verosimilmente funzionale e multifattoriale (reflusso + cervicale/mandibola + ansia)
– il fatto che lei riesca comunque a deglutire è un segno molto rassicurante
Se il sintomo persiste, più che altri esami “pesanti”, possono essere utili:
– rivalutazione della terapia antireflusso
– lavoro su cervicale e distretto cranio-mandibolare
– ridurre il controllo volontario dell’atto di deglutire
Capisco quanto questo disturbo tolga serenità, soprattutto legata al cibo, ma non descrive una condizione pericolosa o progressiva. Se vuole, posso aiutarla a capire quali segnali distinguono una disfagia funzionale da una organica o come ridurre concretamente la sensazione durante i pasti.
Buona sera, se vuole un altro consulto medico lo specialista che si occupa della deglutizione è il foniatra. A seguire potrebbe valutare una visita osteopatica anche per i problemi in cervicale. Cordiali saluti
Buongiorno,
Visto che gli esami medici hanno escluso problematiche organiche importanti, in osteopatia si va a valutare la funzione e le tensioni che possono interferire con il gesto della deglutizione. Deglutire coinvolge gola, osso ioide, cervicale, mandibola, diaframma e sistema viscerale: se una di queste strutture è in restrizione, può comparire la sensazione di blocco anche senza alterazioni visibili agli esami.
Nel tuo caso, problemi cervicali, malocclusione e reflusso sono elementi che possono influenzare direttamente questo meccanismo. Tensioni a livello del collo o del diaframma possono alterare la coordinazione della deglutizione e mantenere il fastidio nel tempo. L’ansia, pur non essendo la causa, può amplificare il sintomo.
Un approccio osteopatico mira a migliorare la mobilità di cervicale, mandibola, diaframma e visceri, riducendo le tensioni e favorendo una deglutizione più naturale, sempre in affiancamento al percorso medico già intrapreso
Visto che gli esami medici hanno escluso problematiche organiche importanti, in osteopatia si va a valutare la funzione e le tensioni che possono interferire con il gesto della deglutizione. Deglutire coinvolge gola, osso ioide, cervicale, mandibola, diaframma e sistema viscerale: se una di queste strutture è in restrizione, può comparire la sensazione di blocco anche senza alterazioni visibili agli esami.
Nel tuo caso, problemi cervicali, malocclusione e reflusso sono elementi che possono influenzare direttamente questo meccanismo. Tensioni a livello del collo o del diaframma possono alterare la coordinazione della deglutizione e mantenere il fastidio nel tempo. L’ansia, pur non essendo la causa, può amplificare il sintomo.
Un approccio osteopatico mira a migliorare la mobilità di cervicale, mandibola, diaframma e visceri, riducendo le tensioni e favorendo una deglutizione più naturale, sempre in affiancamento al percorso medico già intrapreso
Buongiorno,
dal punto di vista osteopatico, è importante sottolineare innanzitutto che ha già effettuato gli accertamenti medici principali (otorinolaringoiatrici e gastroenterologici), che hanno escluso patologie strutturali significative. Questo è un passaggio fondamentale.
In ambito osteopatico, la sensazione di “blocco” o fastidio alla deglutizione può talvolta essere correlata a fattori funzionali, tra cui:
tensioni della muscolatura cervicale e sottoioidea,
alterazioni della mobilità del tratto cervicale (soprattutto in presenza di discopatie, ernie e rettilineizzazione),
disfunzioni dell’articolazione temporo-mandibolare e della malocclusione,
restrizioni fasciali a livello del collo, del torace superiore e del diaframma,
alterazioni della meccanica respiratoria e del rapporto diaframma–esofago, spesso associate al reflusso.
Il collo, la mandibola, l’osso ioide, la lingua e la muscolatura coinvolta nella deglutizione sono strettamente interconnessi. In presenza di problematiche cervicali importanti, come quelle che riferisce, può verificarsi un’alterazione della coordinazione e della percezione del gesto deglutitorio, senza che vi sia una lesione organica evidente.
Anche l’aspetto ansioso, pur non essendo necessariamente la causa primaria, può contribuire a mantenere o amplificare il sintomo, soprattutto quando il disturbo diventa fonte di attenzione e preoccupazione costante.
Il trattamento osteopatico, in questi casi, non si propone come alternativa alle cure mediche, ma come approccio complementare, con l’obiettivo di:
ridurre le tensioni muscolari e fasciali cervicali,
migliorare la mobilità del rachide cervicale e del torace superiore,
lavorare sull’articolazione temporo-mandibolare e sulle strutture coinvolte nella deglutizione,
favorire un miglior equilibrio tra postura, respirazione e funzione viscerale.
Naturalmente, prima di intraprendere un percorso osteopatico, è sempre consigliabile un’attenta valutazione individuale e il confronto con i professionisti che già la seguono, soprattutto se i sintomi dovessero modificarsi o peggiorare.
Cordialmente,
Virginia Sciarrotta, osteopata
dal punto di vista osteopatico, è importante sottolineare innanzitutto che ha già effettuato gli accertamenti medici principali (otorinolaringoiatrici e gastroenterologici), che hanno escluso patologie strutturali significative. Questo è un passaggio fondamentale.
In ambito osteopatico, la sensazione di “blocco” o fastidio alla deglutizione può talvolta essere correlata a fattori funzionali, tra cui:
tensioni della muscolatura cervicale e sottoioidea,
alterazioni della mobilità del tratto cervicale (soprattutto in presenza di discopatie, ernie e rettilineizzazione),
disfunzioni dell’articolazione temporo-mandibolare e della malocclusione,
restrizioni fasciali a livello del collo, del torace superiore e del diaframma,
alterazioni della meccanica respiratoria e del rapporto diaframma–esofago, spesso associate al reflusso.
Il collo, la mandibola, l’osso ioide, la lingua e la muscolatura coinvolta nella deglutizione sono strettamente interconnessi. In presenza di problematiche cervicali importanti, come quelle che riferisce, può verificarsi un’alterazione della coordinazione e della percezione del gesto deglutitorio, senza che vi sia una lesione organica evidente.
Anche l’aspetto ansioso, pur non essendo necessariamente la causa primaria, può contribuire a mantenere o amplificare il sintomo, soprattutto quando il disturbo diventa fonte di attenzione e preoccupazione costante.
Il trattamento osteopatico, in questi casi, non si propone come alternativa alle cure mediche, ma come approccio complementare, con l’obiettivo di:
ridurre le tensioni muscolari e fasciali cervicali,
migliorare la mobilità del rachide cervicale e del torace superiore,
lavorare sull’articolazione temporo-mandibolare e sulle strutture coinvolte nella deglutizione,
favorire un miglior equilibrio tra postura, respirazione e funzione viscerale.
Naturalmente, prima di intraprendere un percorso osteopatico, è sempre consigliabile un’attenta valutazione individuale e il confronto con i professionisti che già la seguono, soprattutto se i sintomi dovessero modificarsi o peggiorare.
Cordialmente,
Virginia Sciarrotta, osteopata
Salve, Probabilmente è necessario avere maggiori informazioni anche sulla sua storia clinica. La invito per tanto a prendere un appuntamento per un consulto gratuito presso uno degli studi indicati nel calendario, in base ai giorni disponibili. Nel messaggio inserisca questa dicitura "RICHIESTA DI CONSULTO GRATUITO". Buona giornata Debora Moschillo
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