Salve. Da quasi 2 settimane ho tolto il gesso, tenuto per 4 settimane, a causa di una non grave fr
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Salve.
Da quasi 2 settimane ho tolto il gesso, tenuto per 4 settimane, a causa di una non grave frattura alla base del quinto metatarso per una distorsione.
In questo periodo di ripresa ho iniziato a camminare, poggiando entrambi i piedi per terra, sempre con l'aiuto delle stampelle, come mi è stato detto dall'ortopedivo alla visita di rimozione del gesso per non fare ancora troppo carico sul piede.
Dopo una prima fase in cui sentivo il piede ancora in parte "addormentato" a causa del mese di immobilità, ora lo tendo a sentire più "reattivo" e anche i movimenti sono più agili rispetto all'inizio.
Però quello che è sorto negli ultimi giorni è una sorta di dolore a fitta nella zona sottostante al malleolo laterale, che cercando rispecchia a quello che potrebbero essere il tunnel carpale (ma la certezza non è sicura e mi potrei anche sbagliare). Il dolore lo sento quando sono in posizione eretta e cammino, da seduto o disteso no. Non so se è causato da un eccessivo sforzo dopo la ripresa a camminare oppure può essere anche un fastidio che si presenta naturalmente.
Inoltre il dottore alla visita di rimozione aveva detto che non c'era bisogno di fisioterapia, ma io per sicurezza, data anche l'incertezza sulla giusta ripresa della camminata e della postura e col sorgere di questo fastidio ho preferito chiedere per una visita di controllo dal fisioterapista, la quale dovrebbe essere questa settimana seguente.
I problemi che sto riscontrando riguardano la ripresa per camminare e stare in piede, invece la frattura neanche il minimo problema non provocando mai il minimo dolore o fastidio.
Potete gentilmente dare chiarezza su questo problema e sul percorso da seguire per una giusta ripresa e in quanto tempo.
Si ringrazia in anticipo.
Cordiali saluti.
Da quasi 2 settimane ho tolto il gesso, tenuto per 4 settimane, a causa di una non grave frattura alla base del quinto metatarso per una distorsione.
In questo periodo di ripresa ho iniziato a camminare, poggiando entrambi i piedi per terra, sempre con l'aiuto delle stampelle, come mi è stato detto dall'ortopedivo alla visita di rimozione del gesso per non fare ancora troppo carico sul piede.
Dopo una prima fase in cui sentivo il piede ancora in parte "addormentato" a causa del mese di immobilità, ora lo tendo a sentire più "reattivo" e anche i movimenti sono più agili rispetto all'inizio.
Però quello che è sorto negli ultimi giorni è una sorta di dolore a fitta nella zona sottostante al malleolo laterale, che cercando rispecchia a quello che potrebbero essere il tunnel carpale (ma la certezza non è sicura e mi potrei anche sbagliare). Il dolore lo sento quando sono in posizione eretta e cammino, da seduto o disteso no. Non so se è causato da un eccessivo sforzo dopo la ripresa a camminare oppure può essere anche un fastidio che si presenta naturalmente.
Inoltre il dottore alla visita di rimozione aveva detto che non c'era bisogno di fisioterapia, ma io per sicurezza, data anche l'incertezza sulla giusta ripresa della camminata e della postura e col sorgere di questo fastidio ho preferito chiedere per una visita di controllo dal fisioterapista, la quale dovrebbe essere questa settimana seguente.
I problemi che sto riscontrando riguardano la ripresa per camminare e stare in piede, invece la frattura neanche il minimo problema non provocando mai il minimo dolore o fastidio.
Potete gentilmente dare chiarezza su questo problema e sul percorso da seguire per una giusta ripresa e in quanto tempo.
Si ringrazia in anticipo.
Cordiali saluti.
Salve, sicuramente faceva riferimento alla sindrome del tunnel Tarsale, dubito che il problema però sia riferibile a quest'ultima, piuttosto è attribuibile ad un normale processo di guarigione post frattura che prevede un graduale aumento di carico sulla zona interessata, da qui il dolore in stazione eretta e durante il cammino. Dopo un periodo di immobilità per una frattura è fondamentale intraprendere un percorso di riabilitazione affinché si possa tornare alla precedente condizione di salute. A disposizione.
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Buonasera, molto probabilmente il dolore è dovuto ad un sovraccarico nella zona interessata, segua le indicazioni del fisioterapista che la vedrà che sicuramente saranno ottimali per il suo problema. Cordiali saluti
Buonasera
Avrei bisogno di alcune informazioni, potrebbe chiamarmi ? mi scriva il suo recapito telefonico. Senza impegno.
Grazie
Avrei bisogno di alcune informazioni, potrebbe chiamarmi ? mi scriva il suo recapito telefonico. Senza impegno.
Grazie
Buongiorno, escluderei anche io una sindrome del tunnel tarsale, piuttosto nella mia esperienza la frattura che ha avuto spesso si associa a lesione dei legamenti della caviglia o del piede. Naturalmente il trattamento della frattura è prioritario, e con l'immobilizzazione i legamenti hanno sicuramente tempo di guarire. La ripresa del carico e della mobilità necessitano però di adattamento graduale, quindi può comparire un dolore legamentoso in sede di aderenze (dove è avvenuto un processo di cicatrizzazione della lesione). Con un Fisioterapista può valutare e risolvere il problema, con varie procedure (esercizi, massaggio trasverso profondo, etc.). Saluti
Buonasera,
dato ciò che riferisce escluderei la sindrome del tunnel Tarsale.
La ripresa di un sempre maggiore carico post immobilizzazione può causare tali disturbi soprattutto se non si è fatto un buon lavoro di potenziamento delle strutture muscolo tendinee interessate e propriocettivo, fondamentale per la stabilità.
Si affidi al fisioterapista col quale ha già preso un appuntamento e vedrà che migliorerà in breve tempo.
dato ciò che riferisce escluderei la sindrome del tunnel Tarsale.
La ripresa di un sempre maggiore carico post immobilizzazione può causare tali disturbi soprattutto se non si è fatto un buon lavoro di potenziamento delle strutture muscolo tendinee interessate e propriocettivo, fondamentale per la stabilità.
Si affidi al fisioterapista col quale ha già preso un appuntamento e vedrà che migliorerà in breve tempo.
Buonasera,
un fisioterapista esperto le saprà indicare il percorso migliore per la sua guarigione.
un fisioterapista esperto le saprà indicare il percorso migliore per la sua guarigione.
Buonasera,
dalla descrizione dei sintomi non sembra poterli inquadrare in quella che definiamo "sindrome del tunnel tarsale" in quanto avrebbe, probabilmente, dovuto riportare anche sensazioni come bruciore o formicolio.
E' più probabile che il suo dolore dipenda dal periodo di immobilità e alla nuova esposizione al carico corporeo, spiegandole anche il motivo dei sintomi quando cammina e non quando è distesa.
Dopo un periodo di immobilizzazione i distretti muscolo scheletrici perdono capacità di carico; la letteratura scientifica raccomanda un percorso di riesposizione graduale al carico e un aumento delle attività per rispondere positivamente alle precedenti richieste funzionali.
Un saluto!
dalla descrizione dei sintomi non sembra poterli inquadrare in quella che definiamo "sindrome del tunnel tarsale" in quanto avrebbe, probabilmente, dovuto riportare anche sensazioni come bruciore o formicolio.
E' più probabile che il suo dolore dipenda dal periodo di immobilità e alla nuova esposizione al carico corporeo, spiegandole anche il motivo dei sintomi quando cammina e non quando è distesa.
Dopo un periodo di immobilizzazione i distretti muscolo scheletrici perdono capacità di carico; la letteratura scientifica raccomanda un percorso di riesposizione graduale al carico e un aumento delle attività per rispondere positivamente alle precedenti richieste funzionali.
Un saluto!
Buongiorno, è normale avere dubbi dato che spesso chi ci visita tende a dare molte cose per scontate. Alcuni medici vedono ancora la figura del fisioterapista come quella di un tecnico non specializzato che passa manipoli, ma negli anni si è molto evoluto e la necessità di riabilitazione dopo una frattura è necessaria.
Le consiglierei quindi di affidarsi al fisioterapista che la seguirà e di chiedere a lui eventuali dubbi che le vengono.
Per ora comunque, i suoi sintomi non sembrano affatto preoccupanti.
Matteo
Le consiglierei quindi di affidarsi al fisioterapista che la seguirà e di chiedere a lui eventuali dubbi che le vengono.
Per ora comunque, i suoi sintomi non sembrano affatto preoccupanti.
Matteo
Mi dispiace sentire che stai affrontando questo fastidio dopo la rimozione del gesso. È importante prendersi cura del tuo piede durante questa fase di ripresa. Ecco alcuni punti da considerare:
Valutazione da parte del fisioterapista: È una buona idea aver prenotato una visita di controllo con il fisioterapista. Il professionista sarà in grado di valutare la tua situazione in modo più dettagliato e consigliarti un programma di riabilitazione personalizzato.
Ascolta il tuo corpo: Se avverti dolore durante il camminare, potrebbe essere un segnale che stai esercitando troppa pressione sul piede. Riduci l'intensità delle attività e permetti al piede di riposare quando necessario.
Ripresa graduale dell'attività fisica: È normale provare un certo disagio o dolore durante la ripresa dell'attività fisica dopo una frattura. Tuttavia, è importante farlo gradualmente per evitare ulteriori danni. Segui le indicazioni del fisioterapista riguardo alla progressione degli esercizi e delle attività.
Esercizi di rinforzo e stabilizzazione: Il fisioterapista potrebbe prescriverti una serie di esercizi per rafforzare i muscoli del piede e della caviglia, nonché per migliorare la stabilità e il controllo del movimento.
Controllo posturale e biomeccanico: Assicurati che il fisioterapista valuti anche la tua postura e il tuo modo di camminare (andatura). Potrebbero esserci squilibri muscolari o problemi biomeccanici che contribuiscono al tuo dolore.
Tempo di recupero: Il tempo necessario per recuperare completamente da una frattura varia da persona a persona e dipende dalla gravità della lesione. Continua a seguire i consigli del fisioterapista e del medico curante e sii paziente durante il processo di recupero.
Comunicazione con il medico: Se il dolore persiste o peggiora, è importante informare il medico curante o il fisioterapista. Potrebbero essere necessarie ulteriori valutazioni o trattamenti.
Ricorda che la tua salute è la priorità principale e non esitare a chiedere aiuto professionale se necessario. Spero che tu possa recuperare completamente e tornare alle tue attività quotidiane senza problemi.
Sicuramente la Fisioterapia è fondamentale per gli esiti causati dall'immobilita. Esercizio terapeutico per forza e propriocezione, neurodinamica per la componente nervosa, terapia manuale e all'occorrenza elettromedicali.
Buongiorno, consiglio sempre un minimo di riabilitazione anche se non indicata per evitare eventuali movimenti compensatori errati e per una ripresa più ottimale. Durante la ripresa possono insorgere diversi fastidi e dolori solitamente momentanei o della durata non più di 7 gg. In caso il dolore sia persistente o duri più settimane rivolgersi ad uno specialista che può valutare la situazione
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