Salve cercherò di essere breve, ho una relazione da quasi 4 anni mai andata bene tranne che i primi mesi, dopo circa 8 mesi scopro che lui ha relazioni con altre donne ben 6/7 contemporaneamente e fra cui la sua ex, al mio scoprire chiude tutto con tutte e dimostra di tenerci a me, andiamo a convivere anche perché lui lavora a 500 km, dopo pochi mesi di convivenza decidiamo di fare una figlia, durante la gravidanza lui va su un sito di appuntamenti ma dice che ha solo chiamato per curiosità, succedono molte discussioni perché lui è mammone. Alla nascita della bimba lui mi aiuta è molto affettuoso cosa che lo è sempre stato ma le cose fra noi non vanno molto bene si litiga spesso per la mia mancanza di fiducia, ma io vado in una depressione ho paura di come cucino mia figlia che mettessi del detersivo dentro, mi sentivo sola lontana dalla mia famiglia, dopo poco arriva una chiamata di lavoro per la mia città natale, così ritorno a casa e incomincio a lavorAre, dopo nemmeno 10 giorni dopo L ennesima discussione per telefono lui mi lascia per telefono, vado fino a dove lavora avendo comunque una bimba piccola ma praticamente nemmeno quasi mi apre, torno nella mia vita praticamente in giornata dopo mille miei messaggi e chiamate per tornare insieme mettendo la mia dignità sotto i piedi dopo circa 7 mesi lui di sua spontanea volontà torna da me, torniamo insieme, ma io nn mi fido di lui, all inizio era amorevole, poi dopo litigi incomincia a essere distante lui stando da solo li a 500 km esce sempre di sera torna sempre tardi dicendo che si annoia stare a casa, lui sia con me che con la bambina e sempre assente la chiama poco ad oggi lui dopo essere venuto da me una settimana perché lui viene circa una volta al mese per una settimana torna a lavoro e L amico ha prenotato un viaggio per Rimini per un concerto e lui si organizza a lavoro e va a Rimini, invece di venire da noi... ora mia figlia ieri è stata male da portarla al ps al mio dire cerca di venire lui non possso... cosa che se vorrebbe secondo me poteva venire, mi sento così sola non sto bene per di più sono 3/4 mesi che lui anche quando viene e anche da lontano e assente non mi abbraccia più bacia più non si fa L amore... mi sento così triste non soddisfatta della mia vita, sono sola sempre anche quando lui è qui, io sono cambiata tanto per lui è per le sue richieste non mi sento più io, non rido più... ho solo la gioia di mia figlia che ad oggi ha 22 mesi../ ora per di più lui lavora in una zona balneare, e ora è tornata una ragazza che è stato insieme mentre noi eravamo separati... che posso fare come posso reagire!!? E L uomo per me?!! A volte penso che starei male perché io sono dipendente da lui..ma se lo lasciassi un giorno starei meglio?!!
Dr. Marta Corradi
Dr. Marta Corradi
Psicologo, Psicoterapeuta
Rho
Gentilissima, la situazione che sta vivendo e’ evidentemente difficile e anche molto dolorosa. Si pone delle giuste domande che difficilmente però possono trovare una risposta se non sono rivolte a un professionista competente pronto ad accogliere la sua sofferenza e ad aiutarla a fare chiarezza in se’. E’ giusto che si dia valore: e’ doveroso che lei lo faccia, per se stessa, e anche per la sua bambina. Può provare a fare una ricerca nel web di uno psicoterapeuta che le sembri in linea col suo sentire, oppure rivolgersi ad un centro pubblico, magari al consultorio della Asl della sua citta’. Per eventuali dubbi o domande sono a disposizione, un caro saluto, Marta Corradi.

Dott.ssa Daniela Benvenuti
Dott.ssa Daniela Benvenuti
Psicologo, Psicoterapeuta, Psicologo clinico
Feltre
Signora, lei ha necessità di essere aiutata, vada al consultorio di zona, o da un terapeuta serio, ma si faccia aiutare. Per uscire da una dipendenza nelle relazioni che è nociva per la sua vita. Mettere chiarezza nei suoi diritti di persona e di madre è urgente e fondamentale. Un caro saluto. Dr.ssa Daniela Benvenuti

Dott.ssa Silvia Pinna
Dott.ssa Silvia Pinna
Psicologo, Psicoterapeuta, Tecnico sanitario
Roma
Buongiorno. Concordo con le colleghe assolutamente. Sicuramente se in passato come donna potevano esserci alcuni elementi, ora come madre la situazione ha un peso differente. In primis la serenità del nucleo madre-bambino in quanto a 22 mesi la formazione del legame di attaccamento è ancora in via di sviluppo e, dalle sue parole, vi è il rischio di viverla in modo condizionato e molto faticoso. Il consultorio familiare potrebbe fare al suo caso

Carissima, l’amore per se stessi è alla base per poi poter trasferire la cura e il rispetto di se’ ai più piccoli. La sua bambina è piccola ed ha una vita davanti a se’ per poter imparare il valore della sua esistenza e il rispetto di se’ stessa, ma lei che è la mamma può aiutarla molto aiutando e lavorando molto in primis su se stessa. Per fare un percorso costruttivo, serio e di reale cambiamento le auguro di potersi rivolgere ad un professionista del nostro settore che lei ritiene affine a lei ... cerchi le sue sicurezze con il sostegno di un bravo professionista, vedrà che le sarà utile doppiamente! Le auguro una buona ricerca e buone esperienze di vita .
Dottssa Guzzino

Dott.ssa Francesca Belgiovine
Dott.ssa Francesca Belgiovine
Psicoterapeuta, Psicologo clinico, Psicologo
Verona
Gentile Signora, dalle sue parole emerge una relazione molto sbilanciata a suo sfavore. La dipendenza affettiva porta ad un completo annullamento e svalorizzazione di Se’. Nell’ultima parte della sua lettera si capisce che ha intuito cosa è meglio per lei. Tuttavia è un processo difficile ma possibile, e chiedere aiuto ad uno psicoterapeuta è la prima cosa da fare. Saluti. Dottoressa Francesca Belgiovine

Buongiorno cara, concordo in pieno con le colleghe: lei ha il diritto- dovere (per se stessa e sopratutto per sua figlia) di stare bene.
La strada é solo una: farsi aiutare il prima possibile.
Oltre a liberarsi lei e stare decisamente meglio potrà lasciare a sua figlia un esempio di donna dignitosa e coraggiosa, e il rapporto con lei sarà costruttivo e solido.
In bocca al lupo!
Stefania Rotatori

Dott. Riccardo Caboni
Dott. Riccardo Caboni
Psicologo, Psicoterapeuta
Roma
Cara Signora,
comprendo la sua sofferenza e le sue difficoltà. Nell'ultima parte della lettera dimostra di sapere cosa può fare per stare meglio. Le suggerisco con sollecitudine di rivolgersi ad un colloga in moda tale che possa aiutarla a trovare le risorse neccessarie per amare di piu se stessa ed eseere di buon esempio per la sua piccolina.
Cari saluti
Dott. Riccardo Caboni

Cara,
la sua storia relazionale è ricca di attese, dipendenza e tentativi di farla funzionare, ma mi sembra ci sia una profonda sofferenza. Le domande che pone credo siano la latenza di tutto ciò. Proverei a chiedere un aiuto psicoterapeutico per conoscere ciò che la porta a rimanere sospesa in un investimento affettivo verso l’altro che le provoca tristezza, delusione, e le sarebbe utile anche per conoscere quanto investe per se.
Disponibile per approfondimenti.
Dr.ssa Elisabetta Ciaccia

Dr. Andrea Ferrazza
Dr. Andrea Ferrazza
Psicologo, Psicologo clinico
Roma
Cara, la sua è una situazione molto difficile e da queste poche righe si nota tutta la sua sofferenza. Le domande che pone sono leggittime è normale sentirsi così in questa situazione. La sua sembra essere una forma di dipendenza affettiva verso quest'uomo. Il consiglio migliore che le posso dare è quello di rivolgersi a un consultorio di zona, lì sapranno darle delle indicazioni, ma solo in base alla reale funzionalità dello stesso la sapranno aiutare prontamente. L'altro consiglio è quello di rivolgersi ad uno psicoterapeuta.
È una situazione difficile e delicata ma ne può uscire.
Saluti Dott. Andrea Ferrazza

Dott.ssa Elena De Simone
Dott.ssa Elena De Simone
Psicoterapeuta, Psicologo, Psicologo clinico
Trento
Gentile Signora,
La domanda che deve porsi non è se lui è l’uomo giusto per lei, ma per quanto tempo ancora lei infliggerà dolori alla sua mente e al suo cuore.
Concordo con i colleghi: si faccia aiutare! Nessun terapeuta la costringerà a terminare una storia di cui lei si sente dipendente, questo, se avviene, succede con il tempo e con una certa consapevolezza.
Per il momento le serve un sostegno e la percezione di non essere da sola.
Le faccio i miei migliori auguri
Dott.ssa Elena De Simone

Dr. Paolo Mancino
Dr. Paolo Mancino
Psicologo, Terapeuta, Professional counselor
Napoli
Cara,
sembra fuori dubbio il fatto che lei debba farsi aiutare come tutti i colleghi che le hanno risposto propongono.
Ribadisco che lei debba tutelare il rapporto con sua figlia e - nonostante tutto - quello tra la bambina e il padre. Da come stanno le cose non è scontato che voi due vi separiate e lei stabilisca un nuovo rapporto con un altro uomo più adatto e felice. Allora conviene fin da adesso pensare più a se stessa e gestire il suo rapporto con questo uomo avendo più rispetto per se stessa.
Le auguro di riuscirci.
Saluti

Buongiorno, concordo in pieno con i colleghi. Vorrei solo aggiungere che è fondamentale a mio avviso che si rivolga a un professionista con esperienza nel campo perinatale e in età evolutiva, quello che racconta evidenza che la relazione non ha mai funzionato bene ma le difficoltà più grandi sono emerse dalla gravidanza in poi. Diventare genitori è un percorso non privo di ostacoli, che mette alla prova anche le relazioni più stabili. Io suo vissuto è doloroso, eppure proprio in questa delicata fase della sua vita si rende conto di aver bisogno di un aiuto specifico, e questa è una grande opportunità perché come dicono i colleghi adesso lei non ha più solo la responsabilità della sua felicità ma anche quella di sua figlia, e il vostro rapporto è l’unico che va preservato in questo momento. Non sottovaluti neanche i suoi vissuti depressivi, a volte transitori nel periodo del dopo parto, ma altre volte indicativi di un disturbo che non va ignorato e di cui bisogna occuparsi prima possibile. In bocca al lupo con la sua ricerca

Dott.ssa Federica Lato
Dott.ssa Federica Lato
Psicoterapeuta, Psicologo
Parma
Gentilissima, la sua è una situazione complessa. E' stata davvero coraggiosa a decidere di condividere con noi la sua profonda tristezza ed il suo dolore. E' molto importante, a mio parere, che lei cominci a chiedersi quali sono i suoi bisogni e quelli di sua figlia ed in base ad essi pensare di cominciare un percorso di supporto psicologico. Essere contemporaneamente mamma e donna tradita è sicuramente difficile ed il percorso potrà aiutarla a mettere a fuoco il punto da cui poter ripartire.
Un caro saluto.

Dr. Alessandra Lancellotti
Dr. Alessandra Lancellotti
Psicologo, Psicoterapeuta
Genova
Cara, il Problema è che l'amore diventa una dipendenza. Come una droga.
PER lasciare questo uomo che non ti merita, è anzi pericoloso per te e tua figlia, ci vorrebbe da un lato un antidepressivo blando prescritto da un bravo psichiatria, dall'altra una brava psicoterapeuta. Ma decidi subito... Perché l'abitudine è Un'altra droga
Pesante. Per il momento ti abbraccio tanto.... Non perdere un minuto
Taglia con lui e fa pace con te stessa
Alessandra Lancellotti

Dott.ssa Antonella Pacciana
Dott.ssa Antonella Pacciana
Psicologo, Psicoterapeuta
Laterza
Salve, sento molto il suo dolore e la sua impotenza rispetto a questa situazione che sembra essere uscita dal suo controllo. Può richiedere al suo compagno una psicoterapia di coppia e congiuntamente iniziare un percorso di psicoterapia individuale.

Buonasera, dal suo racconto si comprende tutta la sofferenza che sta vivendo in un periodo in cui la presenza di una bimba di 22 mesi oltre che una grande gioia, è anche un grande impegno fisico e psichico per ogni mamma e richiede supporto e sostegno soprattutto dal papà e non di pensieri e preoccupazioni come quelli che lei descrive. Purtroppo la situazione attuale è il frutto di una storia di coppia fin dal principio complessa e segnata da episodi che richiederebbero un approfondimento: mi riferisco in particolare alle motivazioni profonde che l’hanno spinta a stare in una relazione nella quale non ha potuto concedersi l’amore esclusivo del suo partner e nella quale la cura ed attenzione da parte del suo partner appare spesso condizionata dalle esigenze di lui prima che dalle sue. Lei parla di dipendenza e probabilmente ha già colto elementi che le mostrano la ricerca, da parte sua, di relazioni di dipendenza ed in tal senso non adeguate a un pieno rispetto di sé e di amore verso se stessa. Tutto ciò necessiterebbe di essere compreso dal profondo, all’interno di un contesto in cui lei possa veramente esplorare se stessa ed i meccanismi che determinano le sue scelte e la sua attuale condizione di sofferenza. Le suggerisco di rivolgersi ad un professionista, chiedere un colloquio per poi iniziare un percorso volto ad una maggiore consapevolezza di se stessa e al raggiungimento di una maggiore forza interiore che le permetta di condurre la sua vita verso una maggiore soddisfazione sia in ambito personale che relazionale. La saluto cordialmente restando a sua disposizione per ogni approfondimento. Dott.ssa Daniela La Porta

Dott.ssa Simona Fabro
Dott.ssa Simona Fabro
Psicologo, Psicoterapeuta
Nettuno
Innanzitutto le voglio comunicare il mio dispiacere per la situazione personale molto difficoltosa e delicata in cui si trova. Credo che il primo punto da chiarificare per lei sia: quali sono le sue priorità? Sua figlia ha 22 mesi e dipende da lei e dalla sua serenità per una crescita sana e serena. Ritiene di aver dato a quest'uomo tutte le possibilità che poteva considerare? Ritiene che possa essere un compagno e un padre affidabile e presente? Lei stessa più di una volta ha scritto di non fidarsi di quest'uomo? Le domando quindi: ritiene di poter passare oltre a tutte le mancanze avute fin'ora e provare a cominciare da capo dandogli fiducia? Credo che secondo la modalità a cui risponderà a questa domanda lei possa scegliere che strada prendere... Ad ogni modo le consiglio caldamente di rivolgersi ad uno specialista o privato o presso il consultorio di zona e avviare un percorso personale che la guidi ad uscire da questa situazione che la sta pian piano trascinando sempre di più verso il fondo di una montagna che poi dovrà faticosamente risalire. Per qualsiasi cosa rimango a disposizione e le porgo un affettuoso abbraccio di incoraggiamento e di calore. Simona Fabro

Gentile signora, se dopo tante vicissitudini, c'è ancora qualcosa che vi lega e permane da parte sua un sentimento/attrazione verso quest'uomo, le consiglio di consultare uno psicologo psicoterapeuta per capire meglio ciò che vi unisce e ciò che vi divide e soprattutto per migliorare la comunicazione tra voi. In tal modo i problemi e le possibili soluzioni vengono delineati con chiarezza ed è più facile prendere le decisioni più opportune.
Con apposite tecniche della Terapia della Gestalt la comunicazione può essere migliorata anche se un solo membro della coppia va in terapia.
Cordiali saluti

Dott.ssa Rosanna Cuccia
Dott.ssa Rosanna Cuccia
Psicologo, Psicologo clinico, Psicoterapeuta
Moncalieri
Carissima, dalle sue parole emerge una grande sofferenza, che purtroppo rischia di coinvolgere la sua bambina. Non sempre il padre dei nostri figli è la persona giusta da tenere a fianco, anzi, in alcuni casi può invalidare e trasformare la nostra personalità e di quelle delle persone cui volgiamo bene. Le consiglio vivamente di prendere in mano la sua vita e volersi bene. Sta già facendo un grande passo chiedendo un consiglio a degli specialisti, quindi rimanga su questa strada e si faccia aiutare fino in fondo, chiedendo una visita ad uno Psicoterapeuta. E' la sua vita e ne ha una. Spero di esserle stata di aiuto e che segua sinceramente il mio consiglio. D.ssa Rosanna Cuccia-Psicologo Psicoterapeuta
Ti invitiamo a fare una visita: - 50 €
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Dott. Maini Gianluca
Dott. Maini Gianluca
Psicologo, Psicoterapeuta
Bologna
A mio parere sarebbe importante capire cosa realmente la fa sentire così legata al suo partner tanto da volerlo tenere legato a sé ad ogni costo, nonostante all'apparenza tale legame sembrerebbe più che altro danneggiarla e mantenerla in uno stato di profonda frustrazione e sofferenza. Ciò che lei sta vivendo apparentemente va contro ogni logica, ma la psiche spesso non funziona sul piano logico, proprio per questo ci sono sicuramente delle motivazioni profonde che mantengono il suo bisogno di continuare questa relazione, ed andrebbero in primis capite e nel caso elaborate con un professionista. La psicoterapia costruttivista lavora proprio su questo, con ottimi risultati. Mi tenga aggiornato

Dott.ssa Martina Franchi
Dott.ssa Martina Franchi
Psicologo, Psicoterapeuta
Torino
Buonasera, come ormai avrà avuto modo di leggere nei commenti precedenti, tutti comprendiamo dalle sue parole lo stato di confusione e sofferenza che sta attraversando. Ci sono momenti nella vita di ognuno in cui ci sentiamo come bloccati e incapaci di fare qualsiasi tipo di scelta. Rivolgendosi a un professionista troverà sicuramente l'aiuto che le serve e pian piano potrà comprendere sempre meglio quali meccanismi la stanno facendo soffrire e così facendo riuscirà forse a cambiare ciò che la rende infelice. Lo faccia al più presto così che le sue difficoltà possano essere affrontate con qualcuno al suo fianco, capace di contenerla e aiutarla. Un grande augurio e un caro saluto

Dott.ssa Paola Giovani
Dott.ssa Paola Giovani
Psicoterapeuta, Psicologo
Roma
Buongiorno, la ripetizione ddi una situazione insoddisfacente e umiliante dovrebbe essere quello che la porta a riflettere. Perché si chiede se sia l'uomo giusto per lei e se potrebbe stare meglio con un uomo che la ama? Un uomo non è solo chi lo è anatomicamente è soprattutto chi si assume la responsabilità che questo nome comporta. In primo luogo la paternità. Anche lei ha delle responsabilità verso sua figlia e su queste deve cercare di trovare una sua posizione facendosi aiutare a riflettere in una psicoterapia. Cordiali saluti PG

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