salve a tutti. sono una ragazza di 20 anni, soffro di anoressia da 6 anni ormai. sto finalmente segu
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salve a tutti. sono una ragazza di 20 anni, soffro di anoressia da 6 anni ormai. sto finalmente seguendo il piano alimentare alla lettera da 72 ore ma invece di stare meglio sto peggio. sono già salita moltissimo di peso, dall'essere pelle e ossa ora ogni volta che inserisco qualcosa lievito in modo esagerato, mi fa male tutto a partire dallo stomaco fino alle ovaie, ho fatica a muovermi perché mi sento pesante, ho più sonno e meno energia di quanta ne avessi durante il digiuno (e ovviamente sono arrivata a rischiare la vita) . vorrei capire fino a che punto questi sintomi sono normali, un gonfiore così eccessivo di stomaco e pancia (davvero sono enorme e in 2 giorni è successo) e quando passerà il gonfiore? e gli altri sintomi? io ho deciso di seguire il piano per stare bene fisicamente e mentalmente ma mi pare che stavo meglio prima. aiutatemi a capire vi prego
Salve purtroppo non conoscendo il piano alimentare che le è stato prescritto non è possibile dire se sono sintomi normali o meno...purtroppo tra le conseguenze dell'anoressia prolungata c'è la disbiosi intestinale (uno squilibrio della flora intestinale) che porta a gonfiore addominale, dolori addominali, difficoltà ad evacuare o viceversa. Quando si parte con un piano dietoterapeutico bisogna aumentare gradualmente l'apporto di cibo proprio per evitare che il corpo reagisca così, bisogna capire se si ha per esempio disbiosi o gastroparesi, una condizione che può portare a questi sintomi e che spesso è causata dall'anoressia. Il mio consiglio è quello di parlarne subito con la dietista con cui ha iniziato il percorso e di valutare se è il caso di ridurre un po' l'apporto di cibo e probabilmente di alimenti ricchi di fibre come cereali integrali, legumi e frutta secca così da darle un po' di sollievo. Sicuramente gioca tanto l'aspetto psicologico e quindi è bene che ne parli con lo psicoterapeuta. Per quanto riguarda l'aumento di peso in realtà è impossibile che si tratti di un aumento "vero", probabilmente è il gonfiore e l'acqua trattenuta a causa dell'infiammazione intestinale.
Se ha bisogno mi può scrivere in privato senza esitazioni,
Un abbraccio Dott.ssa Maria Luz Viloria
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Buon pomeriggio, sicuramente alcuni sintomi da te riferiti sono normali durante la fase di rialimentazione. La prima settimana risulterà sicuramente molto faticosa da affrontare, ma vedrai che andrà sempre meglio. Parlane con la dietista che ti segue se hai dubbi. Resto comunque a disposizione.
Buongiorno, sono sintomi normali quelli che descrive in quanto il suo organismo necessita di essere rieducato a digerire ed assimilare correttamente ogni cibo. L'importante però è fare un reinserimento graduale proprio per riallargare lo stomaco a piccoli passi solo in questo modo non si sentirà eccessivamente "piena" e gonfia. Può essere valutata un reintroduzione di lieviti a rotazione in modo da riacquisirne la tolleranza senza sentire subito il gonfiore, inoltre anche la quota di fibre introdotte probabilmente deve essere rivista in quanto potrebbero causare un'eccessiva fermentazione intestinale. L'energia presto tornerà se continua il programma, in quanto l'energia che sentiva prima era un'energia illusoria sostenuta dalla mente nel momento in cui si privava del cibo. Cerchi se non lo sta già facendo di affiancare anche della psicoterapia per entrare in un ascolto migliore del suo corpo.
Resto a disposizione, cordiali saluti, Dr Pizzolante
Resto a disposizione, cordiali saluti, Dr Pizzolante
Salve, innanzitutto mi preme congratularmi con lei per il grande passo che sta facendo in questo momento. Non si scoraggi per queste difficoltà iniziali e resti concentrata sull'obiettivo, che è quello di rimettersi in buona salute e di prendersi cura di sè.
L'anoressia prolungata purtroppo porta a degli stravolgimenti sia a livello di composizione corporea, sia a livello di composizione del microbiota, ovvero quella miriade di microrganismi che vivono all'interno del nostro intestino, detti volgarmente "flora batterica", e che hanno un ruolo vitale nel sistema digestivo, immunitario etc...
Il gonfiore e il mal di pancia sono strettamente legati a una forte disbiosi intestinale, in quanto negli scorsi 6 anni molti ceppi batterici "buoni" si sono drasticamente ridotti, mentre altri "meno buoni" hanno preso il sopravvento.
Lei ha bisogno di fare un peridodo di wash intestinale con un protocollo di fermenti lattici specifico (attenzione a non andare a casaccio, i fermenti lattici sono tantissimi e ogni ceppo ha funzioni differenti). Inoltre bisognerebbe vedere se il piano che le hanno dato è adeguato alla situazione, per evitare problemi di "refeeding syndrome"... se ha digiunato a lungo, l'alimentazione deve reinserirsi in maniera graduale.
Mi contatti pure se vuole un ulteriore supporto o consulenza.
L'anoressia prolungata purtroppo porta a degli stravolgimenti sia a livello di composizione corporea, sia a livello di composizione del microbiota, ovvero quella miriade di microrganismi che vivono all'interno del nostro intestino, detti volgarmente "flora batterica", e che hanno un ruolo vitale nel sistema digestivo, immunitario etc...
Il gonfiore e il mal di pancia sono strettamente legati a una forte disbiosi intestinale, in quanto negli scorsi 6 anni molti ceppi batterici "buoni" si sono drasticamente ridotti, mentre altri "meno buoni" hanno preso il sopravvento.
Lei ha bisogno di fare un peridodo di wash intestinale con un protocollo di fermenti lattici specifico (attenzione a non andare a casaccio, i fermenti lattici sono tantissimi e ogni ceppo ha funzioni differenti). Inoltre bisognerebbe vedere se il piano che le hanno dato è adeguato alla situazione, per evitare problemi di "refeeding syndrome"... se ha digiunato a lungo, l'alimentazione deve reinserirsi in maniera graduale.
Mi contatti pure se vuole un ulteriore supporto o consulenza.
Salve, innanzi tutto mi auguro che lei si stia affidando ad una o piu' figure di riferimento, in particolare Medico Dietologo e/o Dietista.
In secondo luogo, un aumento di peso anche repentino in condizioni come la sua e' piuttosto normale: non si preoccupi troppo drl numero sulla bilancia e, come diceva un collega, puo' essere dovuto anche ad una ritenzione idrica.
Infine, rifuardo alla sintomatologia, ne parli anche con il suo Medico di famiglia: il piu' delle volte sono sintomi passeggeri, normali per i cambiamenti (metabolici, ndocrini, ecc.) che si stanno verificando in lei.
Per concludere, si affidi a delle persone competenti e che le dedichino il giusto tempo, anche per delle sedute di educazione alimentari.
Cordialmente
In secondo luogo, un aumento di peso anche repentino in condizioni come la sua e' piuttosto normale: non si preoccupi troppo drl numero sulla bilancia e, come diceva un collega, puo' essere dovuto anche ad una ritenzione idrica.
Infine, rifuardo alla sintomatologia, ne parli anche con il suo Medico di famiglia: il piu' delle volte sono sintomi passeggeri, normali per i cambiamenti (metabolici, ndocrini, ecc.) che si stanno verificando in lei.
Per concludere, si affidi a delle persone competenti e che le dedichino il giusto tempo, anche per delle sedute di educazione alimentari.
Cordialmente
Buon pomeriggio, le consiglio di rivolgersi al suo Dietista affrontando questi sintomi. Molto probabilmente è la tipica "sindrome da reintroduzione", dopo un periodo lungo di alimentazione non bilanciata è normale fare poi fatica a nutrirsi più regolarmente, ma potete trovare delle soluzioni intermedie (come la riduzione dei volumi, pasti piccoli ma energetici). L'altro consiglio FONDAMENTALE è avviare un percorso di riabilitazione psico-nutrizionale in cui lo psicologo e il dietista possano interfacciarsi e collaborare. Imparerà così anche il corretto uso consapevole della bilancia. Si affidi alle figure competenti e specializzate. Rimango a disposizione per ulteriori dubbi o prenotare una visita su Roma o online.
Dott.ssa Alessandra Daidone-Dietista.
Dott.ssa Alessandra Daidone-Dietista.
Gentilissima,
Innanzitutto comprendo il dolore e la fatica che sta provando in questo momento, capisco la "delusione" nel sentirsi peggio quando si sta facendo di tutto per stare meglio.
Essendo la situazione complessa, presumo che sarà sicuramente seguita da un team di specialisti, tra cui il professionista dell'area nutrizionale che le ha stilato il piano alimentare, e le consiglierei innanzitutto di rivolgersi a loro e comunicare il suo disagio per capire come intervenire al meglio.
Per quanto riguarda le sensazioni che sta provando, con molta probabilità sono reazioni fisiologiche normali che il suo corpo mette in atto in questo processo in cui sta ritornando ad introdurre un quantitativo di cibo adeguato (o comunque diverso rispetto a prima). Ma essendo, appunto, una condizione da tenere sotto controllo anche da un punto di vista medico, le consiglio di riferirsi agli specialisti che la stanno seguendo.
Non conoscendo il suo caso, non posso dirle se questa sensazione sia dovuta anche ad una alterazione dell'immagine corporea e della percezione che ha del proprio corpo, condizione che accomuna molte persone che soffrono di disturbi del comportamento alimentare e che necessita di un trattamento apposito.
Le auguro di riuscire a trovare il suo equilibrio in questo percorso di cura.
Per qualsiasi dubbio, rimango a disposizione.
Dott.ssa Sara Marchetti, Dietista
Innanzitutto comprendo il dolore e la fatica che sta provando in questo momento, capisco la "delusione" nel sentirsi peggio quando si sta facendo di tutto per stare meglio.
Essendo la situazione complessa, presumo che sarà sicuramente seguita da un team di specialisti, tra cui il professionista dell'area nutrizionale che le ha stilato il piano alimentare, e le consiglierei innanzitutto di rivolgersi a loro e comunicare il suo disagio per capire come intervenire al meglio.
Per quanto riguarda le sensazioni che sta provando, con molta probabilità sono reazioni fisiologiche normali che il suo corpo mette in atto in questo processo in cui sta ritornando ad introdurre un quantitativo di cibo adeguato (o comunque diverso rispetto a prima). Ma essendo, appunto, una condizione da tenere sotto controllo anche da un punto di vista medico, le consiglio di riferirsi agli specialisti che la stanno seguendo.
Non conoscendo il suo caso, non posso dirle se questa sensazione sia dovuta anche ad una alterazione dell'immagine corporea e della percezione che ha del proprio corpo, condizione che accomuna molte persone che soffrono di disturbi del comportamento alimentare e che necessita di un trattamento apposito.
Le auguro di riuscire a trovare il suo equilibrio in questo percorso di cura.
Per qualsiasi dubbio, rimango a disposizione.
Dott.ssa Sara Marchetti, Dietista
buongiorno. il percorso di riabilitazione nutrizionale in un disturbo alimentare ha bisogno di tante rassicurazioni e piccoli passi alla volta. consiglio di rivolgersi all'equipe che la sta seguendo perchè sicuramente la conosce meglio e saprà darle i giusti consigli anche laddove serva con esami specifici. buon tutto
salve, è evidente che c'è bisogno prima di tutto di un buon percorso psicologico che spero stia già facendo o che comunque ha intenzione di iniziare , ha dapochissimo iniziato il piano alimentare e come giusto che sia il corpo ha bisogno di adattarsi a questo cambio repentino ma soprattutto la mente deve esser predisposta a questo cambiamento e purtroppo non combacia sempre con la scelta razionale di migliorare, seguita psicologicamente piano piano sicuramente riuscirà a migliorare, buona fortuna!
Buongiorno.
Grazie per questa condivisione. Capisco benissimo questi sintomi e spero che la rassicuri sapere che sono reazioni normali del corpo. Sta reintroducendo dopo tanto tempo degli alimenti che per molto tempo erano restati fuori. I dolori intestinali che sente sono dovuti alla rialimentazione. Le potrei suggerire di parlarne con la dietista che la segue in questo percorso ricco di insidie, ma anche di soddisfazione, e trovare delle modalità che possano aiutarla a ridurre la sintomatologia (ad esempio passare i legumi al passaverdure, mangiare verdure cotte, consumare più pesce, ecc..). In questa fase è importante dialogare il più possibile con le figure professionali che l'hanno presa in cura per poter trovare le soluzioni migliori per lei, che la sostengano, senza farla tornare su passi poco funzionali e che non le appartengono più.
Un caro saluto e forza.
Buona giornata
PS
Grazie per questa condivisione. Capisco benissimo questi sintomi e spero che la rassicuri sapere che sono reazioni normali del corpo. Sta reintroducendo dopo tanto tempo degli alimenti che per molto tempo erano restati fuori. I dolori intestinali che sente sono dovuti alla rialimentazione. Le potrei suggerire di parlarne con la dietista che la segue in questo percorso ricco di insidie, ma anche di soddisfazione, e trovare delle modalità che possano aiutarla a ridurre la sintomatologia (ad esempio passare i legumi al passaverdure, mangiare verdure cotte, consumare più pesce, ecc..). In questa fase è importante dialogare il più possibile con le figure professionali che l'hanno presa in cura per poter trovare le soluzioni migliori per lei, che la sostengano, senza farla tornare su passi poco funzionali e che non le appartengono più.
Un caro saluto e forza.
Buona giornata
PS
Buongiorno, sintomi come quelli da lei descritti sono assolutamente normali quando si riprende ad alimentarsi correttamente. Consideri che il corpo deve pian piano abituarsi al nuovo apporto energetico, per cui presto questi fastidi caleranno fino a scomparire.
Inoltre, consideri che il sottopeso e il DCA di cui soffre comportano una dispercezione corporea importante, che può farla sentire eccessivamente "aumentata" anche quando non è realmente cosi.
Le consiglio di rivolgersi alla dietista a cui sta facendo affidamento, oltre che allo psicoterapeuta e al medico, per affrontare al meglio questa difficoltà.
Inoltre, consideri che il sottopeso e il DCA di cui soffre comportano una dispercezione corporea importante, che può farla sentire eccessivamente "aumentata" anche quando non è realmente cosi.
Le consiglio di rivolgersi alla dietista a cui sta facendo affidamento, oltre che allo psicoterapeuta e al medico, per affrontare al meglio questa difficoltà.
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