Salve a tutti. Scrivo questo messaggio a seguito della fine di una relazione durata 6 anni. Ho 27 an
Salve a tutti. Scrivo questo messaggio a seguito della fine di una relazione durata 6 anni. Ho 27 anni e per me è stata la mia prima relazione. La storia è molto lunga ed in me frullano in testa varie domande. Prima di tutto posso dire che la relazione si divide esattamente in 2 parti, i primi 3 anni e gli ultimi 3. Prima del febbraio del 2023 le cose sembravano andare per il meglio sebbene tra di noi in particolare da parte mia forse per paura di perderla c'era davvero una scarsa comunicazione con lei. Dopo quel tempo si sono susseguiti 3 episodi uno dopo l'altro: Nel febbraio del 2023 ho fatto un sogno nel quale immaginavo di togliermi la vita. Dopo questo sogno sono rimasto molto traumatizzato ed ho iniziato un percorso di terapia. Nell'Agosto del 2023 la mia ragazza scopre dei like messi ad altre ragazze e questo crea in lei un trauma fortissimo e li forse si rompe qualcosa tanto che iniziamo una terapia di coppia , ma il culmine è quando a novembre del 2023 scopre una chat intercossa tra me ed una collega ad ottobre del 2023 a seguito di un progetto universitario. Abbiamo provato per 3 anni circa ad andare avanti ma siamo rimasti impantanati su questa storia delle chat, abbiamo fatto diverse terapie di coppia ma nessuna ha funzionato. La relazione è da 2 settimane giunta al termine, ma mi sento a pezzi. Ho un senso di colpa fortissimo per quello che ho fatto, per i 3 anni passati a rassicurarla delle chat cercando in parte di edulcorare la realtà. Inoltre desideravo davvero trascorrere la mia vita con lei ma non sembra più possibile, mi sento davvero perso, ho paura della solitudine e di non riuscire a costruire una storia come quella precedente. Sono in terapia singola da 2 anni ormai ma non so se possa bastare. Chiedo scusa se il messaggio sembra un po' confusionario, ma mentre scrivo provo un forte dolore. Grazie a chi vorrà rispondere con qualche consiglio
14 risposte
Ciao, la fine di una relazione costituisce sempre un evento doloroso, specialmente se è la prima, e avevi investito tante energie in essa. A volte, però, restiamo ancorati ad un'idea di relazione, che non rispecchia la realtà. Questa "idealizzazione" della persona, sta alla base della dipendenza affettiva e non ci permette di elaborare il lutto della perdita. Per tale motivo consiglio una terapia individuale con EMDR, approccio terapeutico utilissimo per lavorare sulla dipendenza affettiva e sul dolore legato alla perdita.
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Gentile utente, sta attraversando una perdita molto importante e il dolore che descrive è comprensibile, soprattutto considerando che si tratta della sua prima relazione e che è terminata da pochissimo tempo. Dalle sue parole emerge un forte senso di colpa, ma una relazione di sei anni non può essere ridotta a un singolo episodio o alla responsabilità di una sola persona. È utile riconoscere i propri errori, senza però trasformarli nell'unica spiegazione di ciò che è accaduto. In questo momento la paura della solitudine e del futuro può sembrare enorme, ma spesso è parte del processo di elaborazione della separazione. Continui a utilizzare lo spazio terapeutico che ha costruito in questi anni: può aiutarla a comprendere meglio questa esperienza e a darle un significato che vada oltre la sofferenza attuale. Un caro saluto.
La fine della prima relazione importante, specialmente dopo sei anni, rappresenta un lutto emotivo certamente significativo per il quale il dolore, la confusione e il senso di colpa che prova in questo momento sono reazioni molto comprensibili. Due settimane sono davvero poche, si conceda il tempo di stare male senza pretendere di stare meglio. Tenga conto che una crisi di coppia non dipende mai da un solo fattore, i comportamenti passati indicano un disagio che meritava di ascolto. La paura di restare solo è certamente presente, ma questo spazio vuoto sarà indispensabile per ritrovare se stesso. Il percorso individuale di due anni è una risorsa impportante; parli con il suo terapeuta per focalizzare le sedute su questa specifica fase di distacco. La fine di questa storia non cancella la sua capacità di amare e di costruire un futuro.
Buongiorno, dalle sue parole emerge una sofferenza molto intensa, comprensibile considerando che la fine della relazione è avvenuta soltanto due settimane fa e che si trattava di un legame durato sei anni. Mi colpisce come gran parte del suo dolore sembri accompagnarsi a un forte senso di colpa. È importante ricordare che le relazioni sono realtà complesse e che raramente la loro conclusione può essere attribuita esclusivamente a una persona o a un singolo episodio. Potrebbe essere utile, anche nel percorso terapeutico che sta già svolgendo, distinguere le sue responsabilità reali da quelle che oggi rischia di attribuirsi in modo eccessivo. In questo momento, inoltre, è naturale che alla sofferenza per la perdita si aggiungano la paura della solitudine e l'incertezza rispetto al futuro. Dopo una relazione così significativa, molte persone temono di non riuscire più a costruire un legame altrettanto importante. Il fatto che lei sia già seguito da uno psicoterapeuta rappresenta una risorsa importante. Continui a portare in terapia questi vissuti, senza pretendere da sé stesso di stare meglio in tempi brevi. Due settimane sono un tempo molto breve per elaborare una separazione di questa portata. Le auguro di poter attraversare questo momento con la necessaria pazienza e con il supporto adeguato. Un cordiale saluto. Dott.ssa Cinzia Pirrotta
Mi dispiace molto per quello che stai vivendo. Dopo una relazione così lunga e intensa, è comprensibile che tu ti senta a pezzi, confuso e travolto dal senso di colpa e dalla paura del futuro. In questo momento, però, il punto non è tanto “sistemare tutto”, quanto reggere il dolore della separazione senza giudicarti troppo duramente. Da quello che racconti, c’è stato un lungo intreccio di paura, mancanza di comunicazione, ferite reciproche e tentativi ripetuti di riparazione; è normale che una fine così porti con sé lutto, rimpianto e timore di restare solo. Il fatto che tu sia già in terapia singola è una risorsa importante, e può essere utile portare lì in modo molto diretto proprio questi vissuti: il senso di colpa, la paura della solitudine e il pensiero di non riuscire più a costruire un legame. Non serve avere subito le risposte, ma iniziare a dare un nome a quello che provi può aiutarti a non sentirti schiacciato da tutto insieme. Anche se adesso ti sembra impossibile, questa fase non definisce per forza la tua capacità di amare o di costruire un’altra relazione in futuro.
Buongiorno, credo che lei sia molto impegnato nel percorso di rielaborazione, analisi e ricerca di risposte che è fisiologico alla fine di una relazione: è una fase complessa, soprattutto perché accentuata dalle emozioni forti che accompagnano un momento del genere. Ma è anche una fase che va vissuta, prima di poter andare avanti, serve a maturare consapevolezza, e l'importante è che sia, appunto, solo un pezzetto del percorso. Vorrei aggiungere che due settimane sono davvero un tempo piccolo soprattutto se paragonato a sei anni di relazione, quindi il dolore in questo momento ha significato e soprattutto ha una sua importanza, che si inserisce all'interno dell'elaborazione del lutto di questa relazione. La terapia è un'ottima risorsa e non serve per forza a farle provare meno dolore adesso, ma ad accompagnarla in questo percorso, a traghettarla in un posto nuovo, a sentire le emozioni ed elaborare meglio i pensieri che le accompagnano.
Buonasera, prima di tutto voglio dirti che dal tuo messaggio arriva tutto il peso del dolore che stai vivendo. La fine di una relazione così importante, soprattutto della prima, può far emergere senso di colpa, paura della solitudine e la sensazione di aver perso anche il futuro che avevi immaginato. Mi colpisce anche un altro aspetto: nonostante la sofferenza, da tempo hai scelto di metterti in discussione e di chiedere aiuto. Questo non cancella ciò che è accaduto, ma racconta una parte di te che sta cercando di comprendere, assumersi le proprie responsabilità e crescere. In questo momento è comprensibile che tu senta il bisogno di trovare risposte immediate, ma spesso il lutto per una separazione richiede prima di tutto di essere attraversato. Se senti che la terapia che stai facendo non ti sta aiutando come vorresti, potrebbe essere utile parlarne apertamente con il tuo terapeuta: anche questa sensazione può diventare un tema importante del percorso. Abbi cura di te e concediti il tempo necessario. Oggi il dolore può sembrarti insostenibile, ma non definisce ciò che sarà il tuo futuro né la possibilità di costruire, un giorno, una relazione diversa e più consapevole. Un caro saluto, Dott. Fabio Mallardo Psicologo-Psicoterapeuta Ricevo anche on-line
Gentile utente di mio dottore, gestire la fine di una relazione e il periodo successivo vuol dire entrare in contatto con diverse emozioni, quali tristezza, paura, rabbia e disgusto. Vuol dire avere a che fare con un certo grado di sofferenza, la cui intensità varia a seconda del coinvolgimento, della durata e della consapevolezza rispetto al rapporto, e che può portare a reazioni e conseguenze diverse. Porti il suo dolore in terapia, essendo già seguito è opportuno farlo. La aiuterà a dare un significato a quanto successo. Cordiali Saluti Dott. Diego Ferrara
Buon pomeriggio, da quello che lei racconta mi sembrano un po' futili i motivi per cui avete rotto, solamente 2 chat mi sembra un po' poco, forse la sua ragazza ha una gelosia morbosa, oppure c'è qualcosa in più che lei non racconta o non vuole ammettere a s stesso. Per fortuna comunque è ancora molto giovane e in terapia. Il discorso sulla terapia è molto delicato, non tutte le terapie funzionano, ma questo deve valutarlo lei, io posso porle alcune domande: sente di aver fatto progressi? Si sente cresciuto? I suoi raòporti personali sono cambiati? Il suo modo di vedere la vita e valutare i problemi è diverso? Questi sono tutti parametri che lei può utilizzare per capire. E comunque non è detto che dipenda dal terapeuta, magari lei ha delle forti resistenze che non le permettono di affrontare a fondo i problemi. Può intanto riflettere su questi elementi. La saluto e le auguro di stare meglio quanto prima.
Questo dolore di cui parla, così acuto a distanza di sole due settimane dalla fine di una relazione durata sei anni, è del tutto comprensibile e posso immaginare quanto sia intenso, soprattutto considerando che si trattava della Sua prima relazione importante e di un progetto di vita che sentiva reale. Il senso di colpa che porta con sé, legato a quello che è successo e a come ha gestito quel periodo, è un peso che spesso si aggiunge al dolore della perdita, rendendo tutto più difficile da elaborare. Sentirsi responsabili di una parte di quello che è andato storto, e allo stesso tempo dover fare i conti con la fine della relazione, può creare proprio quella sensazione di confusione e di essere "a pezzi" che descrive. La paura della solitudine e di non riuscire più a costruire un legame simile è anch'essa una reazione comune in questa fase, anche se difficile da vivere: la mente, di fronte a una perdita così importante, fatica spesso a immaginare che si possa ricostruire qualcosa di altrettanto significativo, ma questo non significa che sia davvero così. Sul fatto che il percorso che sta già seguendo possa bastare, è una valutazione che ha senso condividere proprio con chi La segue, magari portando in seduta esattamente i dubbi e le domande che ha scritto qui: la fine della relazione è un evento nuovo che merita uno spazio dedicato all'interno del percorso che ha già intrapreso.
Salve, valuti di seguire una terapia con approccio emdr che sia diretta ad elaborare eventi traumatici, in questo caso principalmente di tipo relazionale/di attaccamento, che potrebbero tenere viva la sofferenza sia dentro che fuori dalla relazione. Spero di esserle d'aiuto.
Buongiorno, comprendo come si possa sentire alla luce di quanto è successo. Tuttavia i rapporti si fanno sempre in due e anche se Lei dice di avere sbagliato, è pur vero che la Sua ex non ha fatto molti passi avanti per mantenere il rapporto. Certamente impariamo molto dagli errori e credo che la Sua terapia sarà utile nel ricostituire il senso del proprio Sè alla luce di quanto è accaduto. Penso sia bene lavorare su se stessi e crescere, cioè assumersi il senso delle proprie responsabilità per migliorare. Ci saranno altri rapporti e Lei potrà viverli con maggiore consapevolezza.
Buongiorno, comprendo il suo dolore anche se tutto frutto della mancanza di coraggio di ammettere che le chat dimostravano altro. sicuramente la sua compagna, dato che coltivava una relazione intensa, ha percepito una mancanza di sincerità e la perdita di fiducia in lei ha fratturato il legame. Faccia tesoro di quanto ha imparato avendo paura di perderla l'ha perduta.
Buongiorno, il suo messaggio non mi sembra affatto confusionario: mi sembra piuttosto il racconto di una persona che, a due settimane dalla fine di una relazione di sei anni, sta cercando di dare un ordine a una storia che oggi sente profondamente perduta. La prima cosa che vorrei dirle è che il dolore che sta provando non riguarda soltanto la fine di una relazione. Era la sua prima storia importante, una relazione nella quale aveva immaginato il proprio futuro. Quando una relazione di questo tipo termina, non perdiamo soltanto una persona: possono venire meno anche abitudini, progetti, riferimenti e una parte dell'immagine che avevamo costruito di noi stessi. È quindi comprensibile che oggi si senta perso e abbia paura della solitudine e del futuro. Nel suo racconto, però, mi sembra importante non ridurre gli ultimi tre anni alla chat o ai like. Quegli episodi sembrano essersi inseriti in una relazione che aveva già alcune difficoltà nella comunicazione e, successivamente, hanno aperto una frattura nella fiducia che non siete riusciti a superare nonostante diversi tentativi, comprese le terapie di coppia. Questo non significa negare la sua responsabilità per ciò che è accaduto: se sente di aver minimizzato o edulcorato alcuni aspetti per paura delle conseguenze, può essere importante riconoscerlo. Ma riconoscere una propria responsabilità è diverso dal trasformarla nella spiegazione di tutto ciò che è accaduto alla coppia. Anche il senso di colpa merita di essere ascoltato, soprattutto perché sembra accompagnarsi al rimpianto per ciò che avrebbe voluto essere diverso. Potrebbe essere utile chiedersi: “Che cosa rimpiango davvero? Ciò che ho fatto, ciò che non ho saputo comunicare, il modo in cui ho cercato di proteggermi, oppure il fatto di non essere riuscito a salvare la relazione?”. Sono domande diverse e possono portare a una comprensione più profonda di sé. Mi sembra inoltre significativo che lei sia già in terapia individuale da due anni. Non necessariamente il fatto di stare molto male significa che quel percorso “non basti”: alcune esperienze richiedono tempo, e nelle prime settimane dopo una separazione è difficile aspettarsi di avere già elaborato una perdita così importante. Potrebbe però essere utile portare proprio questo momento nella sua terapia, chiedendo di lavorare non soltanto sugli eventi passati, ma anche sul lutto della relazione, sul senso di colpa, sulla paura della solitudine e sul modo in cui costruisce la propria identità al di fuori della coppia. Non possiamo sapere oggi se in futuro costruirà una relazione simile o diversa da quella che ha avuto. E forse, in questo momento, cercare questa certezza rischia di aggiungere altra sofferenza. Il fatto che questa sia stata la sua prima relazione importante non significa che rappresenti necessariamente l'unica possibilità di amore che avrà nella vita. Vorrei infine soffermarmi su un aspetto del suo racconto: il sogno in cui si immaginava di togliersi la vita. Un sogno, di per sé, non equivale a un'intenzione suicidaria, ma se oggi, in questo momento di forte dolore, dovessero comparire pensieri di morte o di farsi del male, è importante non affrontarli da solo e parlarne immediatamente con il suo terapeuta o con un servizio di emergenza. Per ora, forse, non è necessario trovare tutte le risposte sulla relazione né decidere che cosa significhi questa fine per il suo futuro. Può essere sufficiente attraversare questo dolore, comprenderne progressivamente il significato e utilizzare ciò che è accaduto per conoscere meglio il modo in cui ama, comunica, si protegge e affronta la paura di perdere qualcuno. Anche una relazione che finisce può diventare, nel tempo, un'esperienza attraverso cui costruire una versione più consapevole di sé.
Tutti i contenuti, in particolare domande e risposte, sono di natura informativa e non possono in alcun caso sostituire una diagnosi medica.


