Buonasera, vorrei un informazione, a che specialista bisogna rivolgersi per un caso di elevato stres

Buonasera, vorrei un informazione, a che specialista bisogna rivolgersi per un caso di elevato stress e “dipendenza “ causata da una rottura di una relazione, che sta portando a livelli esagerati di quasi stolking, appostamenti? Grazie

93 risposte


Buonasera, inizialmente ad uno psicologo che poi invierà eventualmente ad uno psichiatra se lo stress e l’impulsività dovessero essere così intensi da richiedere un supporto farmacologico. Un saluto. Dott.ssa Glenda Frassi

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Doctor #692106

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Gentile Utente, se la sua domanda nasce dal fatto che è lei a essere destinataria di comportamenti insistenti come appostamenti o altre condotte che vive come intrusive e conseguenti alla fine di una relazione, il mio consiglio è di non affrontare la situazione da sola. Oltre a prendersi cura dell'impatto emotivo che tutto questo può avere su di lei, rivolgendosi a uno psicologo o a uno psicoterapeuta, ritengo importante valutare anche un confronto con le autorità competenti o con un avvocato, affinché possa ricevere indicazioni sui possibili strumenti di tutela previsti dalla legge. Quando ci si sente limitati nella propria serenità o sicurezza, chiedere aiuto non è un'esagerazione, ma un modo per proteggere sé stessi e prevenire un'eventuale escalation della situazione. Un cordiale saluto, Marica Romano Psicologa

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Doctor #708671

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buongiorno immagino che intenda dipendenza emotiva dalla sua ex. A mio parere avrebbe bisogno di intraprendere un percorso con un professionista psicologo psicoterapeuta per iniziare un percorso che lavori sulla dipendenza emotiva e l'elaborazione di questa difficile separazione.

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Doctor #529319

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Buongiorno, basandosi sul disagio da lei descritto, sarebbe opportuno rivolgersi a uno psicologo o psicoterapeuta che le ispiri fiducia, preferibilmente con esperienza nelle difficoltà relazionali e nella dipendenza affettiva. Qualora i comportamenti dovessero diventare difficili da controllare o se si presentasse un rischio concreto per sé o per l’altra persona, potrebbe essere utile anche una valutazione specialistica più ampia. Cordialmente, Dott.ssa Ginevra Pardi

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Doctor #707876

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Gentile utente, da quello che descrive, ritengo sia importante rivolgersi quanto prima a una psicologa o a uno psicologo, preferibilmente con esperienza nella gestione delle difficoltà relazionali, della regolazione emotiva e dei comportamenti disfunzionali. Quando la sofferenza legata alla fine di una relazione porta a mettere in atto comportamenti come appostamenti o altre condotte intrusive, è fondamentale intraprendere un percorso che aiuti a comprendere le emozioni e i meccanismi che li alimentano, imparando strategie più efficaci per gestirli. Intervenire tempestivamente può evitare un'escalation dei comportamenti, con conseguenze dannose sia per sé stessi sia sul piano legale e penale. Chiedere aiuto in questa fase è un passo importante e può fare una grande differenza. Resto a disposizione. Dott.ssa Laura Bergamini Psicologa clinica e forense Psicodiagnosta

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Doctor #648848

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Buonasera, è nel posto giusto. Sono a disposizione per parlarne più nel dettaglio. Ogni situazione è unica e, conoscendo meglio voi e il contesto, potrò aiutarvi a orientarvi nel modo più adatto. Dott.ssa Janett Aruta, Psicologa - Ricevo in studio a Palermo e online su MioDottore

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Doctor #659935

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Caro utente, uno psicologo direi che può essere un professionista adatto. In primis per capire cosa sta succedendo, sia dentro di lei che fuori. Un caro saluto

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Doctor #621547

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Salve. Poichè lo stalking è un reato, rivolgersi ad un legale può essere utile per comprendere se i comportamenti messi in atto configurino una fattispecie di reato; la chiarezza di un parere legale può, a mio avviso, rivelarsi utile a contenere i comportamenti stalkerizzanti. Inoltre, rivolgersi ad una psicologa/o può risultare utile per affrontare gli aspetti legati ad una eventuale dipendenza affettiva e sostenere la persona che sperimenta stress in questa fase di lutto da separazione che va elaborato.

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Doctor #702657

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Quando una rottura porta a comportamenti come appostamenti o un bisogno incontrollabile di cercare l'altra persona, è importante non sottovalutare il disagio. Più che di "dipendenza", può essere utile parlare di una sofferenza che fatica a trovare altri modi per essere regolata. Rivolgersi a uno psicoterapeuta può aiutare a comprendere il significato di ciò che sta accadendo e a interrompere questi comportamenti prima che causino ulteriori conseguenze per sé e per l'altro.

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Doctor #710311

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Le consiglio di rivolgersi a uno psicologo, che possa aiutare la persona a elaborare le cause della sofferenza e a gestire i comportamenti che ne derivano.

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Doctor #529487

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a uno o una psicoterapeuta

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Doctor #331360

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Buongiorno, sicuramente in prima battuta ad uno psicoterapeuta.. si valuterà poi insieme se necessario rivolgersi momentaneamente ad uno psichiatra. Buona giornata, cordiali saluti!

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Doctor #615056

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Gentile utente, un percorso di counseling e supporto psicologico è la scelta più indicata in queste circostanze. La separazione è vissuta dalla nostra mente come un lutto ed è una fase transitoria della vita, per questo necessita di un affiancamento e di metodi efficaci per la ristrutturazione di pensieri e azioni, piuttosto che di una psicoterapia vera e propria. Se lo desidera posso assisterla in un percorso di questo tipo. Se desidera uno spazio di ascolto e conoscere strumenti opportuni per ritrovare serenità ed equilibrio, mi contatti pure, anche per consulenza online. Restando a disposizione, un caro saluto, Dott. Antonio Cortese

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Doctor #604141

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Buonasera, da ciò che scrive la sofferenza sembra essere andata oltre il normale dolore legato alla fine di una relazione, arrivando a comportamenti come controlli continui o appostamenti. In questi casi è importante chiedere aiuto il prima possibile, sia per il benessere della persona che sta soffrendo, sia per evitare che questi comportamenti si consolidino. Lo specialista più indicato a cui rivolgersi è uno psicologo che potrà effettuare una valutazione approfondita e aiutare la persona a comprendere i meccanismi che mantengono questa forte dipendenza affettiva e a sviluppare strategie più funzionali per gestire la separazione. Qualora la sofferenza fosse particolarmente intensa, con ansia marcata, insonnia, sintomi depressivi o difficoltà a controllare gli impulsi, può essere opportuno affiancare anche una valutazione da parte di un medico psichiatra che potrà stabilire se sia indicato un supporto farmacologico. Il fatto che si stia ponendo questa domanda è già un passo importante: intervenire precocemente aumenta le possibilità di interrompere questo circolo vizioso e di affrontare in modo più sano l'elaborazione della perdita. Un cordiale saluto. Dott.ssa Ilaria Castiglioni Psicologa Clinica – Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale (i.f.)

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Doctor #709152

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Buonasera. In una situazione come quella che descrive è indicato rivolgersi a uno psicoterapeuta o a uno psicologo per una prima valutazione. Quando una separazione genera una sofferenza così intensa da portare a comportamenti come appostamenti o una forte difficoltà a interrompere il contatto, è importante chiedere aiuto tempestivamente. Se, oltre a questo, sono presenti ansia molto intensa, depressione o perdita di controllo degli impulsi, può essere utile anche una valutazione da parte di uno psichiatra. Intervenire precocemente permette di comprendere le cause del disagio e di prevenire conseguenze per sé e per gli altri.

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Doctor #677762

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Buonasera, grazie per avermi scritto. Da ciò che descrive, sembra che la fine della relazione abbia innescato una sofferenza emotiva molto intensa, con comportamenti che la persona stessa potrebbe faticare a controllare, come il bisogno costante di cercare l'ex partner, gli appostamenti o altre condotte intrusive. In questi casi è opportuno rivolgersi a uno psicologo o a uno psicoterapeuta, preferibilmente con esperienza nella gestione delle difficoltà relazionali, della dipendenza affettiva e della regolazione emotiva. Un'accurata valutazione iniziale permette di comprendere meglio la situazione e di individuare il percorso più adatto. Qualora la sofferenza fosse particolarmente intensa, con forte impulsività, ansia marcata o altri sintomi che lo rendessero opportuno, potrebbe essere utile affiancare anche una valutazione psichiatrica, per verificare se sia indicato un supporto farmacologico. Se desidera, posso effettuare un primo colloquio di valutazione per approfondire la situazione e capire quale sia il trattamento più indicato.

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Doctor #679094

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Buonasera. Quando una separazione porta a un livello di sofferenza tale da sfociare in comportamenti come appostamenti, controllo continuo o difficoltà a interrompere il contatto con l'altra persona, è importante non sottovalutare la situazione. Lo specialista di riferimento è uno psicologo o uno psicoterapeuta, che potrà aiutare a comprendere le cause di questa forte dipendenza affettiva, gestire il dolore della perdita e sviluppare modalità più sane per affrontare la separazione. In alcuni casi, se l'ansia, l'impulsività o la sofferenza sono molto intense, può essere utile anche una valutazione da parte di uno psichiatra per verificare se sia indicato un supporto farmacologico. È fondamentale intervenire tempestivamente, non solo per ridurre la sofferenza di chi vive questa condizione, ma anche perché comportamenti come appostamenti o forme di controllo possono diventare lesivi della libertà e della sicurezza dell'altra persona e avere conseguenze anche sul piano legale. Le mando un caloroso saluto. Dott. Michele Basigli Perugia

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Doctor #639787

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Buonasera, in una situazione come quella che descrive sarebbe opportuno rivolgersi a uno psicologo psicoterapeuta, possibilmente con esperienza nelle difficoltà legate alle separazioni, alla dipendenza affettiva, alla regolazione emotiva e ai comportamenti impulsivi o invasivi che possono comparire dopo una rottura. Il fatto che lei parli di elevato stress, dipendenza, appostamenti e comportamenti che stanno assumendo caratteristiche molto intense merita attenzione. Non tanto per dare etichette o giudizi alla persona, ma perché quando la sofferenza dopo una rottura diventa così forte da portare a perdere il controllo dei propri comportamenti, è importante intervenire il prima possibile. In questi casi la persona può sentirsi travolta dal bisogno di sapere, controllare, vedere, recuperare il rapporto, ricevere risposte o impedire la perdita. Il problema è che più si seguono questi impulsi, più spesso l’ansia, l’ossessione e il senso di dipendenza aumentano, creando un circolo difficile da interrompere da soli. Da un punto di vista cognitivo comportamentale, il lavoro non consisterebbe semplicemente nel dire alla persona “non lo faccia” o “vada avanti”, perché frasi di questo tipo spesso non bastano e possono anche far sentire ancora più incompresi. Sarebbe invece importante comprendere che cosa accade nella mente e nel corpo quando scatta l’urgenza di cercare l’altra persona, controllarla, raggiungerla o appostarsi. Di solito ci sono pensieri molto dolorosi, come “senza questa persona non valgo nulla”, “devo assolutamente chiarire”, “se non controllo cosa fa impazzisco”, “non posso sopportare che finisca così”. Questi pensieri possono generare ansia, rabbia, disperazione e comportamenti che sul momento sembrano dare sollievo, ma poco dopo peggiorano il problema. Per questo le direi che lo specialista più indicato è uno psicoterapeuta, e un approccio cognitivo comportamentale può essere particolarmente utile perché aiuta a mettere in relazione pensieri, emozioni e azioni. L’obiettivo iniziale sarebbe capire quali meccanismi mantengono la sofferenza e quali schemi personali si sono attivati con la rottura. Per esempio, possono emergere paura dell’abbandono, senso di vuoto, difficoltà a tollerare l’incertezza, bisogno di controllo, timore di non essere più amati o fatica ad accettare un limite posto dall’altra persona. Comprendere questi aspetti non giustifica comportamenti invasivi, ma può aiutare a modificarli in modo più consapevole. È importante anche essere molto chiari su un punto: appostamenti, controlli e inseguimenti non aiutano a recuperare lucidità e rischiano di danneggiare sia chi li subisce sia chi li mette in atto. Se ci sono comportamenti che possono mettere a rischio la sicurezza, la libertà o la serenità di qualcuno, è fondamentale interromperli e chiedere aiuto tempestivamente. In presenza di rischio concreto o escalation, è opportuno coinvolgere subito le figure e i servizi competenti per proteggere tutte le persone coinvolte. Un percorso psicologico potrebbe aiutare la persona a costruire strategie più sane per gestire l’urgenza del contatto, attraversare la rottura, ridurre i comportamenti di controllo e recuperare un senso di stabilità personale. All’inizio il lavoro può concentrarsi su obiettivi molto concreti, come imparare a riconoscere il momento in cui parte l’impulso, creare una distanza di sicurezza dai comportamenti problematici, trovare alternative praticabili e comprendere quali pensieri alimentano la sofferenza. Successivamente si può lavorare più in profondità sui motivi per cui quella relazione è diventata così centrale e difficile da lasciare andare. Se la persona in questione è disponibile a farsi aiutare, sarebbe utile non presentarle il percorso come una punizione o come un modo per “farla smettere e basta”, ma come uno spazio in cui può essere ascoltata e aiutata a riprendere controllo su ciò che sta vivendo. Spesso chi arriva a comportamenti così estremi non sta semplicemente “esagerando”, ma sta cercando in modo disfunzionale di gestire un dolore che non riesce più a contenere. Proprio per questo, però, è importante intervenire prima che la situazione peggiori. Il consiglio, quindi, è di rivolgersi quanto prima a uno psicologo psicoterapeuta, preferibilmente a orientamento cognitivo comportamentale, per iniziare a comprendere i meccanismi che stanno alimentando questa dipendenza emotiva e questi comportamenti. Non è possibile promettere risultati immediati o soluzioni semplici, ma un percorso mirato può aiutare a fare chiarezza, ridurre l’impulsività e costruire modalità più rispettose e protettive per affrontare la separazione. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero

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Doctor #642448

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Buongiorno, in una situazione di così forte sofferenza e complessità, il passo più importante e opportuno è rivolgersi quanto prima a uno psicologo per una valutazione clinica iniziale. Il dolore legato alla fine di una relazione può essere devastante, ma quando si traduce in dinamiche di forte dipendenza, comportamenti di controllo, appostamenti o persecutori, è fondamentale intervenire in modo tempestivo per proteggere il benessere di tutte le persone coinvolte. Lo psicologo saprà accogliere questo vissuto senza giudizio e indicare il percorso più appropriato, che nella maggior parte dei casi consiste in una psicoterapia. Qualora durante la valutazione emergesse la necessità di alleviare i livelli di stress acuto con un supporto farmacologico, il professionista potrà consigliare anche una consulenza psichiatrica. Chiedere aiuto precocemente è il modo migliore per fare chiarezza, disinnescare queste dinamiche dolorose e prevenire un'ulteriore escalation. Un caro saluto.

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Doctor #712040

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Gentile Amica o Amico, è opportuno rivolgersi ad uno psicoterapeuta esperto in dipendenza affettiva. Con i milgiori auguri, dr. Ventura

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Doctor #523743

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Buongiorno, in prima battuta ad uno psicologo e, se sarà necessario, si attiveranno le risorse per un intervento sistemico, lì dove questa situazione dovesse degenerare. Se immagina di essere a rischio rispetto a possibili episodi di violenza, vale altrettanto anche il supporto di un Centro Anti Violenza (CAV).

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Doctor #665989

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Buonasera, da ciò che descrive, potrebbe essere utile rivolgersi a uno psicologo o a uno psicoterapeuta. Quando una rottura sentimentale genera una sofferenza così intensa da portare a comportamenti come appostamenti o un forte bisogno di controllo sull'altra persona, è importante non sottovalutare il disagio e cercare un aiuto il prima possibile. Un percorso psicologico può offrire uno spazio protetto per comprendere le emozioni che alimentano questi comportamenti, imparare a gestirle e ritrovare gradualmente un maggiore equilibrio. Resto a disposizione qualora desiderasse un confronto. Un cordiale saluto.

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Doctor #650447

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Caro utente, scelga il professionista con cui si trova meglio. Dunque cerchi uno psicoterapeuta e inizi un percorso. Qualora fosse lei a fare stalking/appostamenti potrebbe anche frequentare dei gruppi dedicati a questi tipi di comportamenti. Se invece è la vittima, la invito a sporgere denuncia così ds attivare anche i servizi territoriali per una presa in carico globale. Un caro saluto Dott.ssa Claudia Fontanella

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Doctor #613172

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Buonasera. I comportamenti che descrive meritano attenzione, soprattutto se la sofferenza legata alla fine della relazione sta portando la persona a perdere il controllo dei propri impulsi, con appostamenti o comportamenti insistenti nei confronti dell'ex partner. In questi casi è consigliabile rivolgersi a uno psicologo o a uno psicoterapeuta, che possa effettuare una valutazione approfondita della situazione e comprendere quali siano i meccanismi emotivi e relazionali alla base di questi comportamenti. Spesso, infatti, non si tratta semplicemente di "non riuscire a dimenticare" una persona, ma di una difficoltà nel gestire la perdita, la separazione e le emozioni intense che ne derivano. Un percorso può aiutare a elaborare la fine della relazione, sviluppare strategie per regolare le emozioni e interrompere quei comportamenti che, oltre ad alimentare la sofferenza della persona stessa, possono diventare invasivi e avere conseguenze anche sul piano relazionale e legale. Se la situazione appare particolarmente grave, con una perdita significativa del controllo degli impulsi, o se sono presenti sintomi come ansia intensa, depressione o pensieri ossessivi, può essere opportuno affiancare alla valutazione psicologica anche un consulto psichiatrico, così da individuare il trattamento più adeguato. Intervenire precocemente è fondamentale, perché permette di ridurre la sofferenza e prevenire un'ulteriore escalation dei comportamenti.

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Doctor #708024

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Buongiorno ma la sua domanda è per chi sta agendo lo stalking o per chi lo sta subendo?

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Doctor #710232

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Buongiorno, mi dispiace per quello che sta passando. Le consiglio di rivolgersi il prima possibile a un professionista della salute mentale che si occupi di dipendenze affettive e di problemi comportamentali. Quando i livelli di intensità emotiva sono molto elevati, la terapia psicologica potrebbe non bastare e dovrebbe essere accompagnata da una cura farmacologica.

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Doctor #633884

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Buonasera, la situazione che descrive merita attenzione, sia se la persona in forte stress è chi sta mettendo in atto comportamenti di controllo, sia se è chi li sta subendo. Dopo una rottura può comparire una sofferenza intensa, ma quando compaiono appostamenti, contatti insistenti, controllo o comportamenti vicini allo stalking, è importante intervenire rapidamente. Lo specialista di riferimento può essere uno psicologo psicoterapeuta, soprattutto se esperto in dipendenza affettiva, gestione della separazione, ossessioni relazionali e regolazione emotiva. Se invece la persona vive paura, minaccia, senso di pericolo o forte pressione da parte dell’ex partner, può essere utile rivolgersi anche a un centro antiviolenza, alle forze dell’ordine o a un legale, perché la sicurezza viene prima di tutto. Se la persona che compie questi comportamenti non riesce a fermarsi, dorme poco, è molto agitata, ha pensieri ossessivi o impulsi difficili da controllare, può essere opportuno coinvolgere anche uno psichiatra, per valutare se serva un supporto specifico e tempestivo. Una prima indicazione concreta è non restare soli nella gestione della situazione: parlarne con una persona fidata, evitare incontri chiarificatori improvvisati, conservare eventuali messaggi o prove se si subiscono pressioni, e chiedere un aiuto professionale il prima possibile. Se c’è un rischio immediato per sé o per altri, è meglio rivolgersi subito ai servizi di emergenza. Sarebbe utile capire alcuni aspetti: * chi sta vivendo il maggiore stress: chi cerca l’ex partner o chi viene cercato? * ci sono stati messaggi insistenti, minacce o appostamenti? * l’ex partner ha chiesto esplicitamente di non essere contattato? * la persona coinvolta riesce a fermare gli impulsi o sente di perdere il controllo? * chi subisce la situazione si sente al sicuro? In questi casi non si tratta solo di “superare una relazione”, ma di fermare un circuito che può diventare molto dannoso sul piano emotivo, relazionale e anche legale. Un caro saluto.

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Doctor #697705

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Buongiorno. Può esserle di aiuto fare un percorso psicologico con uno psicoterapeuta che possa sostenerla in questo momento difficile della sua vita per elaborare la perdita derivante dalla rottura della relazione e affrontare il tema della Dipendenza affettiva. Cordiali saluti. Dott.ssa Alessandra Marra

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Doctor #692299

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Salve, suggerirei di cominciare un percorso psicologico con uno Psicologo Clinico o uno Psicoterapeuta che possa aiutarla a comprendere a pieno il momento che sta vivendo, cosa sta provando, come mai e come farvi fronte in maniera più funzionale al benessere suo e di tutti i soggetti in campo. Saluti. Dr. Francesco Rossi.

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Doctor #658268

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Buonasera, in una situazione come quella che descrive, in cui una rottura relazionale sta portando a livelli elevati di sofferenza, forte stress e difficoltà nella gestione del distacco e del bisogno di contatto con l’altra persona, può essere utile rivolgersi innanzitutto a uno psicologo/psicoterapeuta, per comprendere cosa sta accadendo e lavorare sulla gestione delle emozioni, del legame e dei comportamenti che stanno causando sofferenza. In alcuni casi, quando la sofferenza è particolarmente intensa o la persona sente di avere difficoltà a gestire alcuni aspetti emotivi, può essere utile anche un confronto con uno psichiatra, come ulteriore supporto all’interno di un percorso di cura. Dott.ssa Ginevra Pieri

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Doctor #642386

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Buonasera, le dico subito che le indicazioni sono troppo poche per capire la gravità di quello che succede. In ordine le direi di chiamare me, per un primo intervento utile a capire la sua "dipendenza" e anche, eventualmente, verso chi orientarla. Di solito le cause principali di una dipendenza affettiva risalgono alle dinamiche familiari disfunzionali vissute da bambino, spesso si sviluppata come risposta a un profondo senso di inadeguatezza e alla paura dell'abbandono. Un modo per spegnere la sua mania è convincersi del fatto che la persona che manca non è quella che ha interrotto la relazione con lei. Non è lei che cerca ma quello che non ha avuto da piccolo. Convincersi che i suoi sforzi sono mal riposti e che quello stalking non fa che allontanarla dall'oggetto dei suoi desideri, che invece riguarda la ricerca di un amore infantile incondizionato, che dovrà imparare a sviluppare da solo, nel tempo. Per questo le propongo un percorso con me. In seguito, se ciò non bastasse, potrei indicarle uno psicoterapeuta specializzato in traumi, in abusi o in dipendenze. Se la terapia psicoterapeutica semplice non bastasse, potrebbe iniziare una terapia farmacologica, quindi contattare il suo medico o uno psichiatra. Se ciò non bastasse, potremmo rivolgerci ai servizi sociali e, in caso estremo, alle forze dell'ordine o agli organi di giustizia.

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Doctor #676304

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Buongiorno, ci sono i centri antiviolenza, chiamando il 1522 può trovare indicazioni per individuare quello più vicino a lei; lì sapranno sicuramente indirizzarla nel modo migliore, a seconda della sua specifica esperienza. Spero che la mia risposta le sia stata d'aiuto. Un caro saluto Dott.ssa Camilla Deghi

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Doctor #676782

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Buongiorno, le consiglio un percorso di psicoterapia. Cordiali saluti.

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Doctor #650814

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Buongiorno, in prima battuta consiglierei un supporto psicologico di un terapeuta che sappia sostenerla, magari specializzata in violenza di genere. Spesso sono terapeuti che hanno associazioni su questo tema (non perchè sia già a questo livello o ci si arrivi ma per tutelarsi e sapere i passi giusti da fare con una protezione anche delle forze dell'ordine). Buon percorso, Dott.ssa Casumaro Giada

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Doctor #635190

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Salve. Per le situazioni che riporta lo specialista maggiormente indicato è uno/a psicoterapeuta che la saprà aiutare e guidare nel gestire lo stress ed affrontare nella maniera migliore la rottura della relazione. Le auguro un buon proseguimento.

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Doctor #533671

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Buonasera, in questi casi lo specialista a cui rivolgersi è uno psicologo/psicoterapeuta, con cui poter affrontare le emozioni che sta vivendo e rimodulare i comportamenti. Grazie per la sua domanda, buona giornata

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Doctor #704378

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Penso che sia necessario in percorso multidisciplinare: da una parte un supporto psicologico potrebbe accompagnarla ad affrontare al meglio questo periodo ed un avvocato potrebbe indirizzarla da un punto di vista legale.

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Doctor #651783

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Quella dello/a Psicologo/a è la figura professionale specializzata nelle difficoltà che descrive.

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Doctor #710261

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Buongiorno, grazie per aver scritto. Dal suo messaggio non mi è chiaro se chiede aiuto per cji fa gli appostamenti o chi li subisce. Nel primo caso le consiglierei di rivolgersi ad uno psicoterapeuta pervalutare il tipo di intervento necessario. Nel secondo caso se ritiene di aver bisogno di sostegno le direi di rivolgersi a uno psicologo/psicoterapeuta e/o di contattare un centro antiviolenza, si occupano anche di casi privi di violenza fisica e possono darle consigli, offrirle sostegno e indicazioni. Conservi le chat o tracce di conversazione; se gli appostamenti si fanno troppo frequenti annoti giorni, orari, luoghi; se i comportamenti persistono o aumentano, si rivolga alle forze dell'ordine per valutare le misure di tutela previste dalla legge.

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Doctor #672617

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Buonasera, i comportamenti descritti possono essere il segnale di una sofferenza emotiva significativa legata alla fine della relazione. Quando il dolore della separazione porta a pensieri persistenti, forte dipendenza emotiva o comportamenti come appostamenti o il bisogno di controllare l'altra persona, è consigliabile rivolgersi quanto prima a uno psicologo o a uno psicoterapeuta. Un professionista potrà valutare la situazione, comprendere le cause del disagio e aiutare la persona a sviluppare strategie più efficaci per gestire le emozioni, elaborare la perdita e interrompere quei comportamenti che rischiano di diventare dannosi sia per sé che per gli altri. Se la sofferenza è particolarmente intensa o si associa a sintomi come ansia marcata, depressione o difficoltà nel controllo degli impulsi, potrebbe essere utile anche una valutazione psichiatrica, qualora il professionista lo ritenga opportuno. Chiedere aiuto in una fase come questa rappresenta un passo importante per ritrovare equilibrio e benessere.

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Doctor #700948

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Buongiorno, il fatto che si stia ponendo questa domanda è già un passo importante, perché riconoscere che la sofferenza sta portando a comportamenti difficili da controllare permette di cercare un aiuto prima che questi diventino ancora più problematici. Uno psicoterapeuta può essere il professionista di riferimento per comprendere cosa stia alimentando questa intensa difficoltà ad affrontare la fine della relazione. Quando una separazione genera un livello di sofferenza così elevato, può diventare molto difficile tollerare il distacco e regolare le emozioni, fino a mettere in atto comportamenti che la persona stessa può percepire come eccessivi o non in linea con ciò che vorrebbe fare. Un percorso di psicoterapia può offrire uno spazio per comprendere queste dinamiche, elaborare la perdita della relazione e costruire modalità più funzionali per affrontare il dolore, tutelando il benessere proprio e quello dell'altra persona. Un caro saluto, Dott.ssa Silvana Grilli

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Doctor #675565

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Buonasera, quello che descrive non va sottovalutato. Quando, dopo una separazione, la sofferenza porta a comportamenti come appostamenti, controllo costante o difficoltà a interrompere il contatto con l'ex partner, non si tratta semplicemente di "stress" o di una normale elaborazione della rottura, ma di una situazione che merita una valutazione clinica. La figura più indicata a cui rivolgersi è uno **psicoterapeuta** (preferibilmente con esperienza nelle problematiche relazionali e della regolazione emotiva). Se la sofferenza è molto intensa, l'ansia è elevata o il controllo degli impulsi è compromesso, è opportuno affiancare anche una valutazione da parte di uno **psichiatra**, che potrà stabilire se sia utile un supporto farmacologico temporaneo. Dal punto di vista psicologico, questi comportamenti spesso non nascono da un "eccesso di amore", ma dalla difficoltà a tollerare la perdita, la separazione e il senso di vuoto che ne deriva. Comprendere queste dinamiche è fondamentale, ma è altrettanto importante intervenire prima che i comportamenti diventino più invasivi o causino conseguenze legali e ulteriore sofferenza per entrambe le persone coinvolte. Chiedere aiuto in questa fase non significa essere "malati", ma riconoscere che il dolore ha superato la capacità di gestirlo da soli. Prima si interviene, maggiori sono le possibilità di recuperare un equilibrio e affrontare la separazione in modo più sano.

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Doctor #553136

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Da quanto descrive, la fine della relazione sembra aver generato una sofferenza emotiva molto intensa, accompagnata da difficoltà nel gestire pensieri, emozioni e comportamenti nei confronti dell'ex partner. In una situazione come questa, il professionista a cui rivolgersi in prima battuta è uno psicologo psicoterapeuta, che possa valutare in modo approfondito la situazione e aiutare la persona a comprendere le dinamiche che stanno alimentando il disagio, elaborare la separazione e sviluppare modalità più funzionali di gestione delle emozioni e degli impulsi. Qualora i livelli di ansia, stress, ossessività del pensiero o perdita di controllo risultassero particolarmente elevati e compromettessero significativamente il funzionamento quotidiano, potrebbe essere utile affiancare una valutazione psichiatrica, al fine di considerare l'eventuale opportunità di un supporto farmacologico. È importante non sottovalutare comportamenti quali appostamenti, controlli continui o altre condotte intrusive, poiché rappresentano un segnale di sofferenza che merita attenzione clinica e un intervento tempestivo. Prima si chiede aiuto, maggiori sono le possibilità di interrompere il circolo di disagio e ritrovare un equilibrio emotivo. Se invece la sua domanda riguarda una persona che sta subendo tali comportamenti, oltre al supporto psicologico può essere opportuno valutare anche le necessarie forme di tutela attraverso le autorità competenti.

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Doctor #690836

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Buongiorno, lo specialista più adatto è uno psicologo con eventuale specializzazione in materia o uno psicoterapeuta formato in relazioni familiari. Cordiali saluti. FG

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Doctor #707549

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Buonasera, in una situazione come questa è importante rivolgersi quanto prima a uno psicologo per una prima conoscenza e valutazione, la invierà ad un professionista più adatto al caso.

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Doctor #671598

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Salve, Sicuramente sarebbe utile affrontare la situazione con l'aiuto di un professionista della salute mentale. La fine di una relazione è sempre un evento difficile da affrontare in solitudine, soprattutto in caso di situazioni così delicate. Un saluto, Dott. Andrea Rumore

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Doctor #711929

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Buongiorno, rendersi conto che la situazione sta sfuggendo di mano è un passo importantissimo per fermarsi prima che ci siano conseguenze serie. In questo momento il consiglio fondamentale è rivolgersi a uno psicologo psicoterapeuta, che è lo specialista adatto per aiutarla a gestire l'impulso degli appostamenti e a superare la dipendenza affettiva e il dolore per la rottura. Se lo stress e l'ansia sono troppo alti, può essere utile affiancare anche uno psichiatra, un medico che può dare un aiuto farmacologico temporaneo per ritrovare la lucidità. Per iniziare, può parlarne subito con il suo medico di base o contattare il Centro di Salute Mentale (CSM) della sua zona. Chiedere aiuto a un professionista è la strada giusta per uscire da questa sofferenza e proteggere se stessi e gli altri.

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Doctor #657818

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Buongiorno, grazie per la domanda. Quando una rottura sentimentale provoca una sofferenza così intensa da portare a comportamenti come controlli continui, appostamenti o una forte difficoltà a interrompere il legame, è importante non sottovalutare la situazione. Lo specialista di riferimento è uno psicologo psicoterapeuta, in particolare con formazione cognitivo-comportamentale, che può aiutare a comprendere i meccanismi emotivi e cognitivi che alimentano questa sofferenza e questi comportamenti. Non facendo riferimento al caso specifico, ma solo come ulteriore spiegazione, Se dovessero essere presenti sintomi particolarmente intensi o fosse necessario valutare anche un supporto farmacologico, lo psicoterapeuta potrà eventualmente indirizzare a una valutazione psichiatrica. Chiedere aiuto in queste situazioni è un passo importante: un percorso psicologico può offrire uno spazio sicuro per comprendere ciò che sta accadendo, elaborare la perdita e ritrovare modalità più funzionali di gestire le emozioni e le relazioni. Se desidera approfondire la situazione o valutare un percorso di sostegno psicologico, resto a disposizione per un colloquio. Può trovare il m mio profilo su Mio Dottore, sono la Dott.ssa Ilaria Redivo Grazie Un caro saluto

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Doctor #633742

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Buongiorno, se lei è la vittima, forze dell'ordine; se invece è lei ad agire in questo modo, le consiglio di rivolgersi ad un/a psicoterapeuta per poter approfondire questi suoi vissuti di dipendenza: la sua sofferenza non sta causando dolore solo a lei ma anche probabilmente all'altra persona. Un saluto dott.ssa Alessia Serio

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Doctor #666874

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Buonasera. In una situazione come quella che descrive è utile rivolgersi a uno psicologo o a uno psicoterapeuta, che possa aiutare la persona a comprendere i significati che la relazione e la separazione hanno assunto nella sua esperienza e a trovare modalità più funzionali per gestire le sensazioni che ne derivano come lo stress e la dipendenza di cui parla e il conseguente possibile bisogno di controllo. Se i comportamenti di appostamento o stalking sono già presenti o stanno aumentando, è importante non sottovalutarli e cercare un supporto professionale il prima possibile, per tutelare tutte le persone coinvolte.

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Doctor #630852

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Buonasera, la situazione che descrive indica una sofferenza molto elevata. Poiché dal suo messaggio non è chiaro se la persona che subisce o che attua gli appostamenti sia lei o una persona vicina a lei, le indico come muoversi in entrambi i casi: se lei è autore/autrice di agiti che si avvicinano allo stalking, gli specialisti a cui fare riferimento sono lo psicoterapeuta e, eventualmente, lo psichiatra che in questa fase acuta potrebbe valutare un supporto farmacologico che aiuti ad abbassare i livelli di stress e a interrompere i comportamenti disfunzionali. Se invece lei è la vittima degli appostamenti (subisce lo stalking) il supporto di uno psicoterapeuta è essenziale per gestire il forte trauma, l'ansia e il senso di minaccia subiti, ma in questo caso la priorità assoluta è la sicurezza: è fondamentale rivolgersi tempestivamente alle forze dell'ordine o a un centro antiviolenza per attivare le tutele legali previste.

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Doctor #587990

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Buonasera, le consiglio di cercare un* psicoterapeuta a indirizzo sistemico-relazionale. Penso sia il più indicato per affrontare dinamiche simili. Anche altri indirizzi sono sicuramente molto validi, da non scartare a priori. Può chiedere allo specialista se si occupa di tali dinamiche per esserne sicur*.

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Doctor #698537

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Buongiorno, si affidi ad uno psicoterapeuta, la aiuterà ad affrontare le problematiche qui espresse. Cordiali Saluti Dott. Diego Ferrara

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Doctor #527330

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Buonasera, grazie per aver condiviso questa situazione, che immagino possa essere molto dolorosa e fonte di grande sofferenza. Quando la fine di una relazione porta a vivere un forte stato di stress, un bisogno costante dell'altra persona e comportamenti come il controllo, gli appostamenti o la difficoltà a interrompere il contatto, è importante non fermarsi al comportamento in sé, ma cercare di comprenderne il significato e le cause profonde. In questi casi, la figura più indicata è uno psicologo o una psicoterapeuta, con cui poter intraprendere un percorso che aiuti a esplorare cosa renda questa separazione così difficile da elaborare, quali bisogni emotivi siano coinvolti e come costruire modalità più sane per affrontare il dolore della perdita. Comprendere le radici di questa "dipendenza" è il primo passo per ritrovare un maggiore equilibrio e benessere. Il fatto di chiedere informazioni rappresenta già un segnale importante di attenzione verso questa sofferenza e merita di essere accolto senza giudizio. Se desidera approfondire la situazione o ricevere un primo orientamento, resto volentieri a disposizione per un contatto. Un caro saluto, Dott.ssa Guida

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Doctor #661567

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Gentile Utente, quando una rottura genera una sofferenza così intensa da portare a comportamenti come appostamenti o un bisogno difficilmente controllabile di cercare l’altra persona, è importante chiedere aiuto il prima possibile. La figura più indicata è uno psicologo o uno psicoterapeuta, che potrà comprendere il significato di queste reazioni e aiutarLa a sviluppare modalità più funzionali per gestire il dolore. Se l’ansia, l’impulsività o la sofferenza sono particolarmente intense, può essere utile anche una valutazione psichiatrica per capire se sia opportuno un supporto farmacologico. È come quando una ferita continua a essere riaperta: più la si tocca, più fatica a cicatrizzarsi. Chiedere un aiuto specialistico rappresenta un passo importante sia per il Suo benessere sia per prevenire comportamenti che potrebbero avere conseguenze per entrambe le persone coinvolte.

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Doctor #691910

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Salve, la sua è una questione di carattere psicologico da affrontare con uno psicologo/a e/o psicoterapeuta. La difficoltà di lasciare andare, di disinvestire in un legame che è stato senz'altro importante è una cosa molto umana, e non configura patologia. Lo stalking invece configura reato, ed è bene nel rispetto delle parti coinvolte che tale comportamento rientri e si ridimensioni. Abituarsi ad una nuova routine, perdonare gli sbagli fatti, permettere a se stessi di investire le proprie energie nella propria vita e non in quella di qualcun altro: queste sono solo alcune delle cose che si possono fare. Un supporto psicologico è la via più adeguata per chiudere definitivamente questa relazione e permettere nuova vita alle persone coinvolte. Qualora lo reputasse necessario, resto a disposizione. C.M.

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Doctor #714141

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Gentile paziente, le consiglierei di rivolgersi ad uno psicologo o psicoterapeuta per approfondire meglio la situazione. Inoltre, le domando cosa intende con dipendenza? Resto a sua completa disposizione per eventuali chiarimenti. Dott.ssa Virga Aurora

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Doctor #710280

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Buongiorno. Mi rendo conto che il tema sia difficile da affrontare; tuttavia, con le poche informazioni che ha deciso di fornire, risulta difficile provare a scrivere dei consigli utili. Qualora lo ritenga necessario, sono disponibile per ulteriori dettagli ed, eventualmente, per un colloquio.

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Doctor #672672

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Salve. Innanzitutto è importante rivolgersi alle autorità competenti nel momento in cui ci sia anche solamente la minaccia o il dubbio di comportamenti riconducibili a stalking. In secondo luogo può essere utile rivolgersi ad un terapeuta per affrontare le varie tematiche relative alla rottura, alla separazione, al futuro e ai significati collegati ad esse.

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Doctor #697749

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Buonasera, quando una rottura porta a vivere uno stato di forte sofferenza, con pensieri persistenti e comportamenti come appostamenti o difficoltà a interrompere il contatto, è importante non sottovalutare la situazione. Questi comportamenti possono essere il segnale di un disagio emotivo significativo che merita attenzione. La figura più indicata a cui rivolgersi è uno psicologo o uno psicoterapeuta, che potrà aiutare la persona a comprendere le dinamiche alla base di questa sofferenza, gestire le emozioni e trovare modalità più funzionali per affrontare la separazione attraverso un percorso personalizzato.

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Doctor #673812

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Gentile utente, dalla sua domanda non è del tutto chiaro se stia parlando di una difficoltà che riguarda lei in prima persona oppure un'altra persona. In ogni caso, i comportamenti che descrive meritano attenzione e non andrebbero sottovalutati, soprattutto se stanno causando sofferenza o stanno diventando difficili da controllare. Dopo una rottura è normale sperimentare dolore, tristezza, rabbia o il desiderio di mantenere un contatto con l'altra persona. Tuttavia, quando il bisogno di sapere cosa fa l'altro, controllarlo, cercarlo o arrivare a mettere in atto appostamenti diventa persistente e interferisce con la vita quotidiana, è importante chiedere un aiuto professionale. Lo specialista di riferimento è uno psicologo o uno psicoterapeuta, che potrà effettuare un'accurata valutazione per comprendere quali meccanismi stiano alimentando questi comportamenti e individuare il percorso più indicato. Se dovessero emergere livelli di ansia o di sofferenza particolarmente elevati, potrebbe essere opportuno integrare la valutazione con un consulto psichiatrico, qualora il professionista lo ritenesse necessario. Al di là dell'etichetta diagnostica, ciò che conta è comprendere il significato di questi comportamenti e lavorare sulle emozioni, sui pensieri e sui bisogni che li sostengono. Chiedere aiuto in questa fase può essere un passo importante sia per ridurre la sofferenza sia per prevenire che la situazione si aggravi. Le auguro il meglio e resto a disposizione. Dott.ssa Arianna Savastio

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Doctor #618031

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Buonasera, può rivolgersi ad uno psicoterapeuta. Buona continuazione!

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Doctor #643664

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Salve, lo specialista di riferimento è uno psicologo o uno psicoterapeuta, che possa aiutare a comprendere il significato di questa dipendenza affettiva e a costruire modalità più sane di gestione della separazione e delle emozioni connesse alla perdita. Se la sofferenza è particolarmente intensa, con forte ansia, impulsività o difficoltà a controllare i comportamenti, può essere utile anche una valutazione psichiatrica per comprendere se sia indicato un supporto farmacologico temporaneo. Il fatto stesso di riconoscere che la situazione sta superando certi limiti rappresenta già un passo importante verso il cambiamento. Un caro saluto. Dott.ssa Gaia Evangelisti, Psicologa.

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Doctor #641905

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Nel senso che il comportamento è suo? Ovviamente a un terapeuta, perché questo comportamento è legato a un malessere psicologico personale. La situazione l ha solo slatentizzato.

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Doctor #539058

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Buonasera, Mi viene da risponderle che se ci sono episodi effettivi di appostamenti e di stolking le conviene prendere in esame la possibilità innnanzitutto di una denuncia. Dopodichè se la persona in questione palesa un minimo di disponibilità si può dare l'indicazione di una psicoterapia o presso un centro specializzato antiviolenza oppure privatamente. In quest'ultimo caso eventualmente posso essere disponibile, anche online. Saluti Dario Martelli

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Doctor #625848

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Buonasera, sicuramente le consiglierei uno psicologo/psicoterapeuta, ma se ha la sensazione di essere in pericolo non esiti a rivolgersi alle forze dell’ordine. Un abbraccio

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Doctor #705734

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Buonasera, la situazione che descrive merita di essere presa sul serio senza però essere vissuta come qualcosa di “senza via d’uscita”, perché dietro comportamenti che diventano insistenti, come il bisogno di controllare, di cercare l’altra persona o di non riuscire a staccarsi nonostante la rottura, c’è quasi sempre un livello molto alto di attivazione emotiva che la persona, in quel momento, non riesce più a regolare da sola. In questi casi la figura più indicata è uno psicologo o uno psicoterapeuta, perché non si tratta semplicemente di “stress” nel senso generico del termine, ma di una difficoltà a gestire una separazione che ha toccato aspetti profondi, come l’attaccamento, la paura di perdita, il senso di vuoto o anche parti dell’identità personale che erano legate alla relazione. Quando questi elementi si attivano in modo intenso, possono portare a comportamenti che la persona stessa riconosce come eccessivi, ma che in quel momento rappresentano un tentativo, anche se disfunzionale, di ridurre l’angoscia. Il lavoro con uno specialista serve proprio a questo: non a giudicare o etichettare, ma a comprendere cosa sta succedendo a livello emotivo e a costruire modalità più sane per gestire il distacco, ridurre l’urgenza dei comportamenti impulsivi e recuperare un senso di controllo su di sé. In alcune situazioni, se l’ansia o l’agitazione sono particolarmente elevate, può essere utile anche una valutazione psichiatrica, ma spesso il primo passo è proprio un percorso psicologico. Il fatto stesso che lei stia ponendo questa domanda indica già una consapevolezza importante, perché riconoscere che qualcosa sta sfuggendo di mano è il punto da cui si può iniziare davvero a intervenire in modo efficace, prima che la situazione diventi ancora più faticosa da gestire sia sul piano emotivo sia su quello pratico.

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Doctor #688729

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Può rivolgersi ad uno psicologo come me, a un sessuologo (purché abbia una formazione psicologica), a un coach come me (che abbia come me una formazione psicologica). Mi contatti. Dott. Agostino Marotti - psicologo e coach di formazione breve strategica (Perugia)

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Doctor #707829

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Buona sera, può rivolgersi ovviamente ad uno psicologo per un sostegno psicologico o ad uno psicoterapeuta per un percorso a breve o a medio-lungo termine, nel suo caso può chiamare anche il 1522 il numero anti-violenza e stalking, le daranno delucidazioni per come gestire la sua specifica situazione.

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Doctor #667380

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La dipendenza affettiva dopo una rottura importante può manifestarsi in modi molto intensi, e quello che descrive, la difficoltà a staccarsi, i comportamenti di controllo o ricerca dell'altro, è qualcosa che può prendere una forma molto più potente di quanto chi lo vive si aspetti. In questi casi lo psicologo o psicoterapeuta è generalmente il punto di partenza più indicato: può aiutare a lavorare sulle radici di questa dipendenza, sulle emozioni che la alimentano e su come ritrovare un equilibrio. Non è una questione di "forza di volontà", ma di dinamiche emotivi che hanno bisogno di uno spazio dedicato per essere elaborate. Se i comportamenti che descrive stanno diventando problematici per Lei, ma anche per la persona coinvolta, potrebbe valere la pena agire senza aspettare troppo

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Doctor #707170

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Buongiorno, per aiutarla avrei bisogno di maggiori informazioni. Innanzitutto, la sua domanda di aiuto è rivolta a chi subisce o a chi sta attuando questi "appostamenti"?

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Doctor #663597

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Buongiorno, da ciò che descrive sembra emergere una situazione di forte sofferenza emotiva, nella quale la fine di una relazione sta assumendo un impatto molto intenso sulla vita della persona coinvolta. Quando una separazione diventa così difficile da elaborare da portare a comportamenti ripetitivi o a un senso di perdita del controllo, è importante considerare che dietro queste manifestazioni può esserci un disagio profondo che merita di essere ascoltato. Al di là dell'etichetta da attribuire a ciò che sta accadendo, potrebbe essere utile che questa sofferenza trovi uno spazio in cui essere compresa e approfondita. Rivolgersi a uno psicologo o a uno psicoterapeuta può rappresentare un'opportunità per esplorare il significato di ciò che la persona sta vivendo e il modo in cui sta affrontando questa fase così delicata.

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Doctor #697212

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Salve, da ciò che racconta sembra che la sofferenza legata alla fine della relazione stia assumendo un'intensità tale da compromettere la capacità di gestire emozioni e comportamenti. In questi casi è consigliabile rivolgersi innanzitutto a uno psicologo o a uno psicoterapeuta, che potrà valutare la situazione e comprendere cosa si nasconde dietro questi comportamenti: difficoltà nell'elaborazione della separazione, dipendenza affettiva, intensa paura dell'abbandono o altre fragilità emotive. Se gli appostamenti o i comportamenti di controllo sono già presenti e tendono ad aumentare, è importante non sottovalutare il problema e chiedere aiuto quanto prima. Un intervento precoce può aiutare la persona a elaborare la perdita e a interrompere modalità di comportamento che rischiano di diventare dannose sia per sé sia per l'altra persona. Il fatto che stiate cercando informazioni è già un passo importante: affrontare tempestivamente queste situazioni aumenta le possibilità di un'evoluzione positiva.

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Doctor #698408

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Salve , ti scrivo perche in questo momento mi sembra importante condividere con te una riflessione. Da quello che hai scritto , ho l'impressione che tu stia vivendo un livello di sofferenza e di stress molto elevato.Quando il dolore emotivo diventa cosi intenso, può portare a mettere comportamenti che sembrano impossibili da controllare, come il bisogno continuo di cercare l'altra persona, contattarla o seguirla. Comprendo quanto questo possa essere difficile da gestire, ma è anche importante riconoscere che questi comportamenti possono avere conseguenze serie sia per te sia per l'altra persona. Per questo motivo ritengo che sia fondamentale che tu intraprenda un percorso psicologico il prima possibile.Dott.ssa Torre Giuseppina

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Doctor #632202

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In una situazione come quella che descrive è importante rivolgersi quanto prima a uno psicologo o a uno psicoterapeuta per una valutazione approfondita. I comportamenti di controllo, gli appostamenti e la forte difficoltà ad accettare la fine di una relazione possono essere il segnale di una sofferenza emotiva significativa che merita di essere presa in carico. Se la persona fatica a gestire gli impulsi o il livello di sofferenza è molto elevato, può essere indicata anche una valutazione psichiatrica, così da comprendere se sia necessario un supporto farmacologico oltre a quello psicologico. Intervenire precocemente è importante, sia per il benessere della persona che sta vivendo questa difficoltà, sia per prevenire che questi comportamenti si intensifichino. Con un percorso adeguato è possibile comprendere le cause di questa sofferenza e imparare modalità più sane per affrontare la perdita e regolare le proprie emozioni.

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Doctor #586673

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Buon pomeriggio, inizi a con un colloquio di supporto psicologico per capire bene come il fattore "dipendenza" e come poterlo gestire. Un saluto

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Doctor #688230

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Buonasera. Sicuramente il rivolgersi ad un collega psicoterapeuta per approfondire quanto accade, al comportamento, alle emozioni, alle reazioni, elaborare la fine della storia; e ad uno psichiatra, lì dove si nota che il comportamento messo in atto può essere un pericolo per sè o per gli altri.

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Doctor #70086

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Salve, grazie per la richiesta. Elevato stress, forte dipendenza emotiva dopo una rottura, pensieri ossessivi sull'ex partner, appostamenti o comportamenti che si avvicinano allo stalking – può indicare una difficoltà significativa nella gestione della separazione. È importante affrontarla il prima possibile, sia per il benessere della persona coinvolta sia per evitare conseguenze legali o ulteriori sofferenze. Psicologo, psicoterapeuta, l 'importante è iniziare un percorso ( online o in presenza) per affrontare al meglio questo periodo delicato. Resto a disposizione.

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Doctor #655909

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Buonasera, sicuramente ad un/una psicoterapeuta, se si parla di stalking ancora meglio un centro antiviolenza o un centro che si occupi in modo specifico di stalking in zona. Può chiedere informazioni anche al Consultorio di zona, magari la possono aiutare. Un saluto

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Doctor #579004

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Buongiorno, sicuramente rivolgersi ad un professionista psicologo e/o psicoterapeuta può essere efficace per approfondire lo stress e la "dipendenza" che cita nel breve testo che scrive. D'altro canto, agiti di stalking, appostamenti sotto casa/lavoro o luoghi frequentati dalla persona in questione sono condotte che possono rappresentare dei campanelli d'allarme. Rivolgersi ad un Centro Antiviolenza (Servizi presenti su tutto il territorio nazionale) può essere utile per valutare la situazione assieme a diversi professionisti (specializzati in vari ambiti - psicologico, medico, legale...) e capire eventualmente quali risorse poter mettere in campo per gestirla. Un caro saluto, dott.ssa Anna Filippini

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Doctor #697321

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In situazioni come questa è importante rivolgersi a uno psicologo, così da comprendere cosa alimenta questa sofferenza e interrompere quei comportamenti che stanno diventando difficili da gestire. Intervenire precocemente può fare una grande differenza. Se lo desidera, possiamo fissare un primo colloquio per valutare insieme la situazione e costruire il percorso più adatto. Mi contatti

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Doctor #684910

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Un percorso psicoterapeutico può aiutare a elaborare la perdita, gestire le emozioni e interrompere queste modalità prima che abbiano conseguenze per sé o per l'altra persona.

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Doctor #706580

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Buongiorno, se è lei ad essere la persona che mette in atto questi comportamenti, le consiglio di rivolgersi il prima possibile ad uno/una psicoterapeuta per stare meglio e per lavorare su queste dinamiche che possono portarla anche a rischi legali.

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Doctor #708493

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Gentile utente, Il professionista a cui rivolgersi tempestivamente è uno Psicologo, possibilmente con esperienza in dipendenze affettive o dinamiche relazionali. Se i pensieri ossessivi e l'ansia sono incontrollabili, il terapeuta potrebbe affiancare anche un consulto Psichiatrico per un supporto mirato. È fondamentale chiedere aiuto immediatamente. Quando il dolore per una separazione spinge a comportamenti di controllo, appostamenti o "quasi stalking", significa che la sofferenza è diventata così acuta da far perdere la lucidità. Continuare su questa strada, oltre a logorare lei, rischia di portare a conseguenze legali e di spaventare l'altra persona. Aver riconosciuto il problema ed essersi accorto di queste dinamiche esagerate è un ottimo primo passo, che dimostra consapevolezza. Un caro saluto.

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Doctor #722865

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Gentile, la ringrazio per aver condiviso questa situazione. Da quello che descrive sembra trattarsi di una sofferenza emotiva molto intensa legata alla fine di una relazione, con comportamenti di ricerca e controllo che stanno diventando difficili da gestire e che rischiano di creare ulteriore disagio sia alla persona coinvolta sia all'altra parte. In situazioni di questo tipo, il primo professionista a cui rivolgersi è generalmente **uno psicologo o psicoterapeuta**, che può aiutare a comprendere cosa sta alimentando questa difficoltà: il dolore della separazione, la paura della perdita, il bisogno di controllo, la dipendenza affettiva o altre dinamiche emotive che possono mantenere questi comportamenti. Un percorso psicologico può essere utile per lavorare sulla gestione dello stress, sull'elaborazione della rottura, sulla regolazione delle emozioni e sul recupero di un senso di equilibrio personale. In alcuni casi, qualora emergessero aspetti particolarmente intensi come forte impulsività, ansia significativa o difficoltà a controllare i comportamenti, può essere indicata anche una valutazione psichiatrica, in collaborazione con il percorso psicologico. È importante intervenire il prima possibile, non con un approccio giudicante, ma con l'obiettivo di aiutare la persona a recuperare consapevolezza e controllo sulle proprie azioni. La sofferenza per una perdita affettiva può essere molto forte, ma non deve trasformarsi in comportamenti che danneggiano sé stessi o gli altri. Se la persona interessata riconosce la difficoltà e accetta di chiedere aiuto, questo rappresenta già un primo passo importante. Un caro saluto, **Dott.ssa Alessia Mariosa** **Psicologa** **Ricevo anche online**

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Doctor #661468

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Buongiorno, la ringrazio per aver posto questa domanda, perché descrive una situazione che può essere molto dolorosa sia per chi la vive sia per la persona coinvolta nella relazione. E' consigliabile rivolgersi a uno psicoterapeuta quando una rottura sentimentale provoca una sofferenza così intensa da portare a pensieri continui, bisogno incontrollabile di contattare o controllare l'ex partner, appostamenti o comportamenti che diventano difficili da gestire. Se la sofferenza è particolarmente intensa, può essere utile una valutazione anche da parte di uno psichiatra, qualora fosse necessario integrare un eventuale supporto farmacologico. Questi comportamenti non devono essere interpretati semplicemente come "dipendenza affettiva", ma vanno compresi nel loro contesto. Possono infatti essere collegati a difficoltà nella regolazione delle emozioni, a uno stile di attaccamento insicuro, a una forte paura dell'abbandono o a un'elaborazione complessa della perdita. Una valutazione clinica accurata permette di comprendere quali siano i fattori che mantengono il problema e di costruire un percorso terapeutico mirato. Attraverso una psicoterapia, è possibile lavorare sulla gestione dello stress, sull'elaborazione della fine della relazione, sul recupero dell'autostima e sull'acquisizione di modalità più funzionali per affrontare la separazione. Gli appostamenti o la difficoltà a interrompere il controllo dell'ex partner meritano particolare attenzione. Al di là delle intenzioni con cui vengono messi in atto, possono essere vissuti dall'altra persona come comportamenti invasivi e, in alcuni casi, avere anche implicazioni sul piano legale. Proprio per questo è importante non affrontare questa sofferenza da soli, ma chiedere un aiuto professionale il prima possibile. Un percorso psicoterapeutico può aiutare a comprendere quali emozioni e bisogni alimentano questi comportamenti e a costruire strategie alternative per gestire il dolore della separazione, la paura della perdita e l'impulso ad agire. Le auguro di poter trovare quanto prima il supporto più adatto alla situazione. Cordialmente, AM

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Doctor #616721

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In una situazione di forte stress dopo una rottura, con pensieri persistenti, senso di dipendenza, perdita di controllo e comportamenti come appostamenti o condotte vicine allo stalking, è importante chiedere aiuto quanto prima. La figura a cui rivolgersi può essere uno psicologo clinico, online o in presenza, per comprendere cosa sta alimentando il bisogno di controllo, la difficoltà a tollerare il distacco e l’impulso a cercare l’altra persona. Se l’ansia, l’impulsività o la sofferenza sono molto intense, può essere utile affiancare anche una valutazione psichiatrica. Il punto centrale è non aspettare che la situazione peggiori: questi comportamenti possono far stare male chi li subisce, ma anche esporre chi li mette in atto a conseguenze personali e legali. Chiedere aiuto ora è un atto di responsabilità e protezione per tutti. un caro saluto. Dott. Giulio Blasilli

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Doctor #690837

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Buongiorno ha bisogno di capire il perchè della sua dipendenza emotiva e lavorare con un percorso specifico per abbattere questo bisogno che non è affatto sano, soprattutto per il prorprio valore.

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Doctor #585888

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Gentile paziente, le suggerisco di rivolgersi a uno psicologo con cui potrà valutare la sua condizione e le sue necessità attuali e definire il tipo di trattamento più idoneo per lei.

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Doctor #705798

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Gentile paziente, quando una rottura di una relazione provoca una sofferenza così intensa da portare a pensieri continui, forte dipendenza affettiva, bisogno di controllare l'altra persona o comportamenti come appostamenti e difficoltà a interrompere questi impulsi, è importante non sottovalutare la situazione. In questi casi è consigliabile rivolgersi innanzitutto a uno psicologo, che potrà valutare il quadro complessivo, comprendere le cause del disagio e aiutare la persona a gestire le emozioni, l'ansia e i comportamenti che stanno diventando difficili da controllare. Spesso, infatti, dopo la fine di una relazione possono emergere sentimenti di abbandono, paura della perdita, bassa autostima o una forte dipendenza emotiva, che rendono molto difficile accettare la separazione. Se il livello di sofferenza è particolarmente elevato, con sintomi importanti come insonnia persistente, ansia intensa, depressione o forte impulsività, lo psicologo potrà eventualmente suggerire anche una valutazione con uno psichiatra, qualora fosse opportuno affiancare un trattamento farmacologico al percorso psicologico. Il fatto che una persona riconosca che questi comportamenti stanno diventando eccessivi è già un primo passo importante. Intervenire precocemente permette di comprendere cosa stia alimentando questo stato di forte stress e di imparare modalità più funzionali per affrontare il dolore della separazione, evitando che la situazione si aggravi o abbia conseguenze per sè e per l'altra persona.

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Doctor #708279

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Ciao, dovresti rivolgerti innnanzitutto a uno psicologo e capire con lui se poi è necessario anche l'intervento di uno psichiatra.

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Doctor #682290

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In questo caso uno psicologo

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Doctor #735689

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Buonasera. In una situazione come quella che descrive, il riferimento più indicato è uno psicologo, preferibilmente con esperienza nelle problematiche relazionali, nella dipendenza affettiva e nella gestione della separazione. Quando però la sofferenza è molto intensa e si accompagna a perdita di controllo, pensieri ossessivi persistenti, appostamenti, pedinamenti o comportamenti intrusivi verso l’ex partner, è importante intervenire rapidamente. In questi casi può essere utile anche una valutazione psichiatrica, soprattutto se sono presenti forte agitazione, insonnia marcata, impulsività, depressione o difficoltà a controllare i propri comportamenti. Consulenze psicologiche e valutazione psichiatrica, quando necessario, possono procedere insieme. Gli appostamenti sono un elemento da non sottovalutare: oltre alla sofferenza della persona, esiste il rischio che la situazione abbia conseguenze serie per l’ex partner e anche sul piano legale. L'obiettivo iniziale dovrebbe quindi essere interrompere i comportamenti di controllo e comprendere cosa renda così intollerabile la separazione, lavorando successivamente sulla dipendenza dalla relazione e sulla capacità di tollerare il distacco.

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Doctor #661037

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Tutti i contenuti, in particolare domande e risposte, sono di natura informativa e non possono in alcun caso sostituire una diagnosi medica.