In caso di ipertiroidismo con morbo di basedow, la dieta chetogenica è consigliabile?
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In caso di ipertiroidismo con morbo di basedow, la dieta chetogenica è consigliabile?
Salve . L’ipertiroidismo non è una controindicazione alla dieta chetogenica . Tuttavia, se è in fase attiva, le sconsiglierei questo tipo di protocollo come tutte le diete ipocaloriche. Per cui, prima di darle una risposta esatta, bisognerebbe valutare la sua storia clinica ed effettuare una visita nutrizionale.
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Buonasera, no la dieta chetogenica non è indicata per diversi fattori come che la chetosi potrebbe compromettere ulteriormente l'equilibrio ormonale. La dieta più indicata è quella mediterranea
Buongiorno, in linea di massima la dieta chetogenica non è dannosa per la tiroide; nello specifico è necessario valutare in maniera approfondita la situazione clinica attuale per poter poi scegliere un approccio nutrizionale rispetto a un altro. Si rivolga a un professionista esperto che la possa consigliare al meglio, presa visione del suo stato di salute. Cordialmente, SG.
Salve, la dieta chetogenica in caso di ipertiroidismo con morbo di Basedow non è generalmente consigliata senza il parere di un medico o di un dietista specializzato.
Sostanzialmente il problema è che l’ipertiroidismo accelera il metabolismo aumentando il consumo energetico e il catabolismo muscolare. La dieta chetogenica, essendo povera di carboidrati, potrebbe amplificare questi effetti, portando a una maggiore perdita di massa muscolare e a uno squilibrio energetico. Inoltre, alcune ricerche suggeriscono che una dieta molto povera di carboidrati possa influenzare negativamente la funzione tiroidea, riducendo i livelli di T3, l’ormone tiroideo attivo.
Spero di esserle stato utile, cordiali saluti!
Sostanzialmente il problema è che l’ipertiroidismo accelera il metabolismo aumentando il consumo energetico e il catabolismo muscolare. La dieta chetogenica, essendo povera di carboidrati, potrebbe amplificare questi effetti, portando a una maggiore perdita di massa muscolare e a uno squilibrio energetico. Inoltre, alcune ricerche suggeriscono che una dieta molto povera di carboidrati possa influenzare negativamente la funzione tiroidea, riducendo i livelli di T3, l’ormone tiroideo attivo.
Spero di esserle stato utile, cordiali saluti!
No, la dieta chetogenica generalmente non è consigliata in caso di ipertiroidismo con morbo di Basedow. Ecco perché:
La dieta chetogenica può ridurre la conversione dell’ormone tiroideo T4 in T3 (la forma attiva), peggiorando alcuni squilibri metabolici.
L'ipertiroidismo già accelera il metabolismo e può causare perdita muscolare. Una dieta chetogenica, se non ben bilanciata, potrebbe amplificare questo effetto.
Il morbo di Basedow è una malattia autoimmune, e la dieta chetogenica può influenzare il sistema immunitario in modi imprevedibili. Inoltre, potrebbe aumentare il cortisolo (ormone dello stress), peggiorando i sintomi.
L'ipertiroidismo già tende a causare affaticamento, e una dieta povera di carboidrati potrebbe peggiorare la situazione.
La dieta chetogenica può ridurre la conversione dell’ormone tiroideo T4 in T3 (la forma attiva), peggiorando alcuni squilibri metabolici.
L'ipertiroidismo già accelera il metabolismo e può causare perdita muscolare. Una dieta chetogenica, se non ben bilanciata, potrebbe amplificare questo effetto.
Il morbo di Basedow è una malattia autoimmune, e la dieta chetogenica può influenzare il sistema immunitario in modi imprevedibili. Inoltre, potrebbe aumentare il cortisolo (ormone dello stress), peggiorando i sintomi.
L'ipertiroidismo già tende a causare affaticamento, e una dieta povera di carboidrati potrebbe peggiorare la situazione.
No, la dieta chetogenica non è l'ideale per chi ha il morbo di Basedow. Può favorire un’eccessiva perdita di peso e influenzare gli ormoni tiroidei. Meglio puntare su un’alimentazione equilibrata, sempre con il supporto di un professionista.
Resto a disposizione!
Resto a disposizione!
Salve, nonostante ci siano evidenze che la dieta chetogenica possa far abbassare i livelli di ormoni T3 e T$ nel sangue, tale strategia alimentare non è la più indicata quando è presente la malattia di Basedow. L'approccio migliore rimane quello Mediterraneo, caratterizzato da varietà, stagionalità e moderazione. Una dieta che contenga alimenti vegetali e ricchi di fibre, ma anche proteine di alta qualità. Oltre a ciò, mantenere uno stile di vita attivo (salvo controindicazioni mediche) è la chiave per il controllo del peso e per il miglioramento dell'assetto ormonale e metabolico, oltre ad un miglioramento del tono dell'umore.
Per ulteriori chiarimenti rimango a disposizione.
Dott. Pietro Reali, dietista e nutrizionista clinico e sportivo
Per ulteriori chiarimenti rimango a disposizione.
Dott. Pietro Reali, dietista e nutrizionista clinico e sportivo
Gentile Utente,
da linee guida la dieta chetogenica non dovrebbe mai essere la prima scelta per un percorso di calo ponderale, ma meglio preferire una alimentazione mediterranea con i giusto quantitativo di nutrienti (calcolato in base alla sue età, altezza, peso e condizioni varie). In ogni caso non risultano controindicazioni assolute dovute alla sua patologia per la dieta chetogenica.
Rimango a disposizioni per ulteriori informazioni
da linee guida la dieta chetogenica non dovrebbe mai essere la prima scelta per un percorso di calo ponderale, ma meglio preferire una alimentazione mediterranea con i giusto quantitativo di nutrienti (calcolato in base alla sue età, altezza, peso e condizioni varie). In ogni caso non risultano controindicazioni assolute dovute alla sua patologia per la dieta chetogenica.
Rimango a disposizioni per ulteriori informazioni
Buongiorno,
Al momento non vi sono evidenze scientifiche che supportino l'utilizzo della dieta chetogenica come trattamento nutrizionale per il morbo di Basedow.
Cordiali Saluti
Al momento non vi sono evidenze scientifiche che supportino l'utilizzo della dieta chetogenica come trattamento nutrizionale per il morbo di Basedow.
Cordiali Saluti
Ma guardi...non c'entra niente, sono due cose completamente distinte e separate. Quindi può farla, poi bisogna vedere perché...
Nel contesto di ipertiroidismo da morbo di Basedow, la dieta chetogenica non rappresenta una scelta di prima linea. Il quadro clinico è già caratterizzato da un metabolismo fortemente accelerato e da una tendenza allo stato ipercatabolico; inserire una chetogenica significa introdurre un ulteriore stress metabolico che, sul piano operativo, può tradursi in perdita eccessiva di peso e massa muscolare, aumento dell’affaticamento e difficoltà nel controllo dei sintomi.
Dal punto di vista della sostenibilità clinica, la restrizione dei carboidrati tipica della chetogenica non offre benefici dimostrati sul decorso del Basedow e può complicare la gestione dei micronutrienti strategici per la funzione tiroidea e ossea, come iodio, selenio, calcio e vitamina D. In assenza di evidenze solide a supporto, il rapporto costo–beneficio risulta quindi sfavorevole.
In una logica di best practice, l’approccio nutrizionale più efficace rimane una dieta equilibrata e personalizzata, in grado di supportare il fabbisogno energetico aumentato e di affiancare la terapia endocrinologica senza introdurre variabili critiche. La dieta chetogenica può eventualmente essere valutata solo in scenari molto selezionati, con monitoraggio stretto e all’interno di un percorso condiviso con lo specialista, ma non come strategia di default.
Dal punto di vista della sostenibilità clinica, la restrizione dei carboidrati tipica della chetogenica non offre benefici dimostrati sul decorso del Basedow e può complicare la gestione dei micronutrienti strategici per la funzione tiroidea e ossea, come iodio, selenio, calcio e vitamina D. In assenza di evidenze solide a supporto, il rapporto costo–beneficio risulta quindi sfavorevole.
In una logica di best practice, l’approccio nutrizionale più efficace rimane una dieta equilibrata e personalizzata, in grado di supportare il fabbisogno energetico aumentato e di affiancare la terapia endocrinologica senza introdurre variabili critiche. La dieta chetogenica può eventualmente essere valutata solo in scenari molto selezionati, con monitoraggio stretto e all’interno di un percorso condiviso con lo specialista, ma non come strategia di default.
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