Ho problemi di insonnia da un paio di anni. Non riesco a dormire più di 4 o 5 ore per notte. A volte
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risposte
Ho problemi di insonnia da un paio di anni. Non riesco a dormire più di 4 o 5 ore per notte. A volte anche con gocce tipo Xanax o Minias che preferirei non assumere, non dormo più di 4 ore. Premetto che non voglio prendere più di 10 gocce proprio per non avere dipendenza.
Mi corico già pensando che non riuscirò a dormire. Non ho problemi da affrontare se non la paura di non dormire e di non riuscire s vuotare la mente.
Grazie
Mi corico già pensando che non riuscirò a dormire. Non ho problemi da affrontare se non la paura di non dormire e di non riuscire s vuotare la mente.
Grazie
Gentile Utente, oltre a varie tecniche di rilassamento che possono essere apprese, bisognerebbe indagare a fondo la causa di questa irrequietezza. Le consiglierei pertanto un percorso psicoterapeutico. Resto eventualmente a disposizione, anche online.
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Caro signore come lei ha già ammesso l'suo di benzodiazepine non risolve il problema che sembra invece di tipo psicosomatico e potrebbe crearle col tempo una dipendenza.
Ha provato a contattare un medico esperto in disturbi del sonno?
Immagino che lei si stia già dando orari regolare per l'addormentamento e eviti la sera tutto ciò che potrebbe eccitare il suo sistema nervoso. Provi paradossalmente a ridurre le ore a letto proprio solo a quando sente veramente sonno. Provi inoltre a non vedere l'insonnia come un nemico da combattere perchè questo aumenta la sua ansia e crea un circolo vizioso da cu è difficile uscire. Provi ad accoglierla come un'amica scomoda così che possa normalizzare quanto sta vivendo. Valuti anche la sua situazione attuale di vita. Ci sono eventi che la stanno affliggendo? Qualcosa che la preoccupa o di cui non è soddisfatto? Forse risolvendo prima questi problemi potrebbe tornare a dormire più serenamente. Le auguro il meglio! Buone feste.
Ha provato a contattare un medico esperto in disturbi del sonno?
Immagino che lei si stia già dando orari regolare per l'addormentamento e eviti la sera tutto ciò che potrebbe eccitare il suo sistema nervoso. Provi paradossalmente a ridurre le ore a letto proprio solo a quando sente veramente sonno. Provi inoltre a non vedere l'insonnia come un nemico da combattere perchè questo aumenta la sua ansia e crea un circolo vizioso da cu è difficile uscire. Provi ad accoglierla come un'amica scomoda così che possa normalizzare quanto sta vivendo. Valuti anche la sua situazione attuale di vita. Ci sono eventi che la stanno affliggendo? Qualcosa che la preoccupa o di cui non è soddisfatto? Forse risolvendo prima questi problemi potrebbe tornare a dormire più serenamente. Le auguro il meglio! Buone feste.
Gentile utente,
da ciò che descrive, il sonno sembra ormai ostacolato soprattutto dalla paura di non riuscire a dormire e dall’iperattivazione mentale che si crea già al momento di coricarsi. In questi casi, può essere utile affiancare due livelli di intervento.
Da un lato, le consiglierei un consulto psichiatrico, non tanto per “aumentare i farmaci”, ma per valutare e modulare in modo adeguato il dosaggio delle gocce che sta già assumendo, riducendo il rischio di dipendenza e trovando un equilibrio più funzionale.
Dall’altro, un percorso di psicoterapia può aiutarla a lavorare sul circolo vizioso tra ansia, controllo, paura di non dormire e insonnia, imparando gradualmente a “lasciare andare” la mente e a ridurre l’anticipazione ansiosa legata al sonno.
L’insonnia, anche quando dura da tempo, è un segnale che può essere ascoltato e compreso, e non una condanna definitiva. Con il giusto supporto è possibile ritrovare un rapporto più sereno con il riposo.
Rimango a disposizione per qualunque chiarimento.
Dott.ssa Veronica Savio
da ciò che descrive, il sonno sembra ormai ostacolato soprattutto dalla paura di non riuscire a dormire e dall’iperattivazione mentale che si crea già al momento di coricarsi. In questi casi, può essere utile affiancare due livelli di intervento.
Da un lato, le consiglierei un consulto psichiatrico, non tanto per “aumentare i farmaci”, ma per valutare e modulare in modo adeguato il dosaggio delle gocce che sta già assumendo, riducendo il rischio di dipendenza e trovando un equilibrio più funzionale.
Dall’altro, un percorso di psicoterapia può aiutarla a lavorare sul circolo vizioso tra ansia, controllo, paura di non dormire e insonnia, imparando gradualmente a “lasciare andare” la mente e a ridurre l’anticipazione ansiosa legata al sonno.
L’insonnia, anche quando dura da tempo, è un segnale che può essere ascoltato e compreso, e non una condanna definitiva. Con il giusto supporto è possibile ritrovare un rapporto più sereno con il riposo.
Rimango a disposizione per qualunque chiarimento.
Dott.ssa Veronica Savio
Ciao, nella fase di sonno, il ns cervello e il corpo recuperano energie per poter affrontare la giornata successiva: è un momento di rilassamento e sembrerebbe che ciò che non riesci a tollerare è il mettere il cervello in stand by, come se dovessi continuare a mantenere la funzione di controllo che forse mantieni durante il giorno. Bisognerebbe capire cos'è che non ti permette di dormire, per quale motivo devi essere super vigile, cosa accadrebbe se non avessi il controllo...il farmaco non è la cura ma una buona psicoterapia, potrebbe aiutarti a capire e col tempo la cura farmacologica potrebbe essere sospesa.
Buongiorno,
da quanto descrive, sembra che il suo problema di insonnia sia legato principalmente all’ansia anticipatoria e alla difficoltà a “staccare la mente” prima di dormire. Questo tipo di insonnia, spesso definita insonnia psicofisiologica, può mantenersi anche quando non ci sono stress esterni evidenti, perché il solo timore di non dormire aumenta l’attivazione mentale e fisica, rendendo il sonno più difficile.
Alcuni approcci utili possono includere tecniche di igiene del sonno (orari regolari, evitare schermi e stimoli intensi prima di coricarsi, ambiente confortevole), strategie di rilassamento o mindfulness per ridurre l’ansia serale, e, se necessario, un percorso psicoterapeutico breve focalizzato sulle credenze e paure legate al sonno. L’uso di farmaci come Xanax o Minias può dare un sollievo temporaneo, ma non risolve il problema sottostante e può creare dipendenza, come lei stessa teme.
Vista la persistenza del disturbo da oltre due anni, sarebbe consigliabile approfondire con uno specialista, che potrà valutare insieme a lei la strategia più adatta, anche senza dover ricorrere immediatamente ai farmaci.
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
da quanto descrive, sembra che il suo problema di insonnia sia legato principalmente all’ansia anticipatoria e alla difficoltà a “staccare la mente” prima di dormire. Questo tipo di insonnia, spesso definita insonnia psicofisiologica, può mantenersi anche quando non ci sono stress esterni evidenti, perché il solo timore di non dormire aumenta l’attivazione mentale e fisica, rendendo il sonno più difficile.
Alcuni approcci utili possono includere tecniche di igiene del sonno (orari regolari, evitare schermi e stimoli intensi prima di coricarsi, ambiente confortevole), strategie di rilassamento o mindfulness per ridurre l’ansia serale, e, se necessario, un percorso psicoterapeutico breve focalizzato sulle credenze e paure legate al sonno. L’uso di farmaci come Xanax o Minias può dare un sollievo temporaneo, ma non risolve il problema sottostante e può creare dipendenza, come lei stessa teme.
Vista la persistenza del disturbo da oltre due anni, sarebbe consigliabile approfondire con uno specialista, che potrà valutare insieme a lei la strategia più adatta, anche senza dover ricorrere immediatamente ai farmaci.
Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
Salve, i dati scientifici per le problematiche che descrive, concordano sull'efficacia della mindfulness.
L'insonnia può avere moltissime cause, tra i miei pazienti che ne soffrono prevale la ruminazione. La sua ultima frase mi ha colpito molto "paura di non riuscire a svuotare la mente" . Ecco la causa della sua insonnia potrebbe risiedere proprio nel lavorio costante del suo cervello, ma ovviamente questo non è un contesto clinico e questa ipotesi va verificata in un percorso di psicoterapia che le consiglio vivamente. In bocca al lupo
Bongiorno.
mi chiedevo se lei avesse mai provato ad intraprendere un percorso di tipo psicoterapico che le permetta di risalire alla causa di questi pensieri intrusivi che non la fanno dormire e le insegni qualche tecnica di ristrutturazione cognitiva per dominarli.
Sono a sua disposizione per qualsiasi approfondimento.
Cordialmente
dott.ssa laura Bova
mi chiedevo se lei avesse mai provato ad intraprendere un percorso di tipo psicoterapico che le permetta di risalire alla causa di questi pensieri intrusivi che non la fanno dormire e le insegni qualche tecnica di ristrutturazione cognitiva per dominarli.
Sono a sua disposizione per qualsiasi approfondimento.
Cordialmente
dott.ssa laura Bova
La ringrazio per aver condiviso con chiarezza la sua esperienza. L’insonnia che descrive è purtroppo molto comune e, da quanto riferisce, sembra mantenuta soprattutto da un meccanismo di ansia anticipatoria: il fatto di andare a letto già con il timore di non dormire e con la mente “attiva” finisce per rendere il sonno ancora più difficile.
È importante sottolineare che 4–5 ore di sonno, seppur non soddisfacenti, indicano che la capacità di dormire non è persa, ma ostacolata. Questo è un dato positivo. Inoltre è comprensibile e corretto il suo atteggiamento prudente verso farmaci come benzodiazepine (Xanax, Minias), che nel lungo periodo possono perdere efficacia e favorire dipendenza senza risolvere il problema di fondo.
In situazioni come la sua, un percorso psicoterapeutico può essere molto utile per comprendere meglio i meccanismi che alimentano la difficoltà nel sonno, lavorare sulla paura di non dormire e imparare modalità più efficaci per gestire i pensieri e le tensioni serali. Questo tipo di percorso non ha l’obiettivo di “forzare” il sonno, ma di creare le condizioni mentali ed emotive perché possa tornare in modo più spontaneo. Inoltre può essere utile per:
• ridurre l’ansia legata al sonno
• “disinnescare” i pensieri automatici negativi
• imparare strategie per calmare la mente senza forzarla a dormire
È importante sapere che l’insonnia, anche quando dura da anni, non è una condizione irreversibile e può migliorare in modo significativo con un supporto adeguato. Resto a disposizione. Saluti
È importante sottolineare che 4–5 ore di sonno, seppur non soddisfacenti, indicano che la capacità di dormire non è persa, ma ostacolata. Questo è un dato positivo. Inoltre è comprensibile e corretto il suo atteggiamento prudente verso farmaci come benzodiazepine (Xanax, Minias), che nel lungo periodo possono perdere efficacia e favorire dipendenza senza risolvere il problema di fondo.
In situazioni come la sua, un percorso psicoterapeutico può essere molto utile per comprendere meglio i meccanismi che alimentano la difficoltà nel sonno, lavorare sulla paura di non dormire e imparare modalità più efficaci per gestire i pensieri e le tensioni serali. Questo tipo di percorso non ha l’obiettivo di “forzare” il sonno, ma di creare le condizioni mentali ed emotive perché possa tornare in modo più spontaneo. Inoltre può essere utile per:
• ridurre l’ansia legata al sonno
• “disinnescare” i pensieri automatici negativi
• imparare strategie per calmare la mente senza forzarla a dormire
È importante sapere che l’insonnia, anche quando dura da anni, non è una condizione irreversibile e può migliorare in modo significativo con un supporto adeguato. Resto a disposizione. Saluti
Gentile,
l’insonnia che descrive è molto faticosa e spesso si mantiene proprio attraverso la paura di non dormire e l’ipercontrollo sul sonno. Non è raro che, anche senza “problemi evidenti”, la mente resti in allerta e impedisca il riposo. È comprensibile il timore legato ai farmaci e il desiderio di evitarne la dipendenza. Lavorare sugli aspetti psicologici dell’insonnia può essere molto utile per interrompere questo circolo.
Se lo desidera, possiamo approfondire la situazione in un colloquio conoscitivo, per capire insieme come aiutarla a ritrovare un sonno più sereno.
Un caro saluto,
dott.ssa Greta Pisano
l’insonnia che descrive è molto faticosa e spesso si mantiene proprio attraverso la paura di non dormire e l’ipercontrollo sul sonno. Non è raro che, anche senza “problemi evidenti”, la mente resti in allerta e impedisca il riposo. È comprensibile il timore legato ai farmaci e il desiderio di evitarne la dipendenza. Lavorare sugli aspetti psicologici dell’insonnia può essere molto utile per interrompere questo circolo.
Se lo desidera, possiamo approfondire la situazione in un colloquio conoscitivo, per capire insieme come aiutarla a ritrovare un sonno più sereno.
Un caro saluto,
dott.ssa Greta Pisano
Salve, valuti di iniziare un percorso di psicoterapia per comprendere meglio le sue difficoltà ed affrontarle insieme al professionista. Un saluto
Buonasera,
la psicologia dei disturbi del sonno esplora le cause psicologiche, emotive e comportamentali che contribuiscono allo sviluppo e alla persistenza di questi disturbi. Questo campo di studio si concentra sull'analisi dei fattori come lo stress, l'ansia, la depressione, le abitudini di sonno disfunzionali e altri disturbi psicologici correlati.
Inoltre, è possibile intervenire nei confronti dei disturbi attraverso l'insegnamento di tecniche di rilassamento che riducono lo stress e facilitano la serenità necessaria per addormentarsi ed attraverso una modifica dello stile di vita per rendere il sonno e le altre attività quotidiane il più regolari e salutari possibile.
Attraverso la Consulenza Psicologica e la Psicoterapia è possibile:
individuare le cause dei disturbi del sonno
affrontare i problemi sottostanti i disturbi del sonno
rendere positivo il proprio rapporto con il sonno.
Rivolgersi a professionisti per i disturbi del sonno è fondamentale: non affidatevi al fai da te.
la psicologia dei disturbi del sonno esplora le cause psicologiche, emotive e comportamentali che contribuiscono allo sviluppo e alla persistenza di questi disturbi. Questo campo di studio si concentra sull'analisi dei fattori come lo stress, l'ansia, la depressione, le abitudini di sonno disfunzionali e altri disturbi psicologici correlati.
Inoltre, è possibile intervenire nei confronti dei disturbi attraverso l'insegnamento di tecniche di rilassamento che riducono lo stress e facilitano la serenità necessaria per addormentarsi ed attraverso una modifica dello stile di vita per rendere il sonno e le altre attività quotidiane il più regolari e salutari possibile.
Attraverso la Consulenza Psicologica e la Psicoterapia è possibile:
individuare le cause dei disturbi del sonno
affrontare i problemi sottostanti i disturbi del sonno
rendere positivo il proprio rapporto con il sonno.
Rivolgersi a professionisti per i disturbi del sonno è fondamentale: non affidatevi al fai da te.
Gentilissimo utente, grazie per la condivisione innanzitutto. Comprendo la situazione che descrive, e soprattutto il suo bisogno di risolvere le sue problematiche a livello di insonnia senza dover ricorrere sempre ai farmaci. Credo che intraprendere un percorso di terapia potrebbe aiutarla ad esplorare e provare a comprendere le motivazioni sottostanti le sue fatiche, individuando delle strategie funzionali per affrontare tutto questo insieme allo specialista.
Resto a disposizione!
cordiali saluti
AV
Resto a disposizione!
cordiali saluti
AV
L'insonnia potrebbe essere un sintomo di una patologia più importante . Se prende già degli psicofarmaci ha una ricetta rilasciata da un professionista. Forse potrebbe pensare ad un percorso più importante. Quali sono i pensieri che la tengono in attività ?
Salve, a volta è la paura stessa ad alimentare il ripetersi di certi eventi. In ogni caso, le suggerisco di rivolgersi al medico che le/gli ha prescritto la terapia farmacologica così da modularla sul suo bisogno
salve, l'insonnia non è un problema di forza di volontà. é un sistema sonno-veglia che ha imparato a stare in allarme. Per questo motivo le consiglio un percorso terapeutico mirato sull'insonnia, che aiuti il corpo e la mente a ri-imparare senza sforzo.
Salve, quello che descrive è una forma di insonnia in cui la difficoltà principale sembra non essere un problema esterno specifico, ma la paura stessa di non dormire. Questo meccanismo è piuttosto comune nell’Insonnia cronica, infatti il letto, che dovrebbe essere associato al riposo, diventa gradualmente associato all’ansia e all’anticipazione del fallimento del sonno. Si crea un circolo, più cerca di controllare il sonno e di “svuotare la mente”, più il sistema di allerta si attiva. Il pensiero “devo dormire” funziona quasi come una pressione interna che mantiene il cervello vigile. Anche l’uso di farmaci come Xanax o Minias può dare un sollievo temporaneo, ma se l’ansia legata al sonno rimane attiva, il beneficio tende a ridursi.
Un passaggio importante è cambiare obiettivo, non forzarsi a dormire, ma creare le condizioni perché il sonno possa emergere spontaneamente. Strategie utili includono routine serali stabili, riduzione del tempo passato a letto svegli (alzarsi se non si dorme dopo circa 20 minuti), e tecniche di rilassamento o mindfulness orientate all’accettazione dei pensieri, non alla loro eliminazione.
Quando l’insonnia dura da anni, un intervento psicologico specifico , come la psicoterapia focalizzata sull’insonnia e sull’ansia, può essere molto efficace per interrompere questo circolo vizioso e ridurre la dipendenza dal farmaco. Con un lavoro mirato è possibile recuperare gradualmente fiducia nelle proprie capacità di dormire.
Se sente che questa difficoltà sta diventando cronica, affrontarla in un percorso terapeutico dedicato può offrirle strumenti concreti per migliorare la qualità del sonno e ridurre l’ansia notturna.
Un cordiale saluto.
Un passaggio importante è cambiare obiettivo, non forzarsi a dormire, ma creare le condizioni perché il sonno possa emergere spontaneamente. Strategie utili includono routine serali stabili, riduzione del tempo passato a letto svegli (alzarsi se non si dorme dopo circa 20 minuti), e tecniche di rilassamento o mindfulness orientate all’accettazione dei pensieri, non alla loro eliminazione.
Quando l’insonnia dura da anni, un intervento psicologico specifico , come la psicoterapia focalizzata sull’insonnia e sull’ansia, può essere molto efficace per interrompere questo circolo vizioso e ridurre la dipendenza dal farmaco. Con un lavoro mirato è possibile recuperare gradualmente fiducia nelle proprie capacità di dormire.
Se sente che questa difficoltà sta diventando cronica, affrontarla in un percorso terapeutico dedicato può offrirle strumenti concreti per migliorare la qualità del sonno e ridurre l’ansia notturna.
Un cordiale saluto.
Salve la Sua insonnia ricopre un conflitto importante o più conflitti che una psicoterapia Le consentirebbe di affrontare e chiarire. inoltre nel disturbo di insonnia si ravvisa sempre come il bisogno di controllare ciò che avviene intorno a Lei, senza mai potersi permettere di rilassarsi o altro. Mi sembra che i farmaci che prende non siano appropriati del tutto: Le consiglio dunque di cercare una cura più efficace per quanto riguarda i farmaci e soprattutto di fare psicoterapia per comprendere la natura dei suoi pensieri e le angosce che non Le permettono di riposare bene. Cordiali Saluti
dott.ssa G.Elmo
dott.ssa G.Elmo
Buonasera,
il suo problema potrebbe meglio essere compreso all'interno di uno spazio di ascolto più ampio che solo una psicoterapia potrebbe fornirle. Valuti la possibilità di affidarsi ad uno specialista.
Cordialmente.
Dott. Diego Ferrara
il suo problema potrebbe meglio essere compreso all'interno di uno spazio di ascolto più ampio che solo una psicoterapia potrebbe fornirle. Valuti la possibilità di affidarsi ad uno specialista.
Cordialmente.
Dott. Diego Ferrara
Da ciò che descrive, il problema sembra legato più alla paura di non dormire che a un vero disturbo del sonno. Quando ci si corica già con l’idea che non si riuscirà a riposare, l’organismo resta in uno stato di allerta che ostacola il sonno stesso. Anche il fatto che con farmaci il riposo non migliori in modo significativo suggerisce che l’ansia anticipatoria abbia un ruolo centrale. In questi casi è utile lavorare proprio su questo meccanismo, riducendo la pressione sul “dover dormire” e interrompendo l’associazione tra letto e tensione. Un percorso di psicoterapia può aiutarla a modificare questi automatismi, intervenendo sui pensieri anticipatori e favorendo un rapporto più sereno e naturale con il sonno.
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