Ho 19 anni ed è la mia terza domanda qui sul forum. Ho già scritto diversi giorni fa questa domanda
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risposte
Ho 19 anni e da un po’ di tempo a questa parte, ho notato che tutti “preferiscono” mio fratello.
Vi spiego. Io 19 anni, lui 15. Io non ho molti amici ma sono socievole, mentre lui pur essendo chiuso ha molti più amici di me. Noto che le ragazze si avvicinano a lui, alcuni miei familiari lo prediligono. Esempio, mia zia mi ha detto “noi ti vogliamo bene, ma tuo fratello è tuo fratello”. Sembra una stupidaggine ma questa cosa mi distrugge. Io e mio fratello abbiamo un buon rapporto, e gli ho anche esposto questo dubbio che sto raccontando ora, ma lui non mi crede. Non riesco a capire. Perché tutti prediligono lui? Io sono ansioso e ho avuto un passato burrascoso, e questa cosa peggiora la mia situazione. Aiutatemi per favore.
Vi spiego. Io 19 anni, lui 15. Io non ho molti amici ma sono socievole, mentre lui pur essendo chiuso ha molti più amici di me. Noto che le ragazze si avvicinano a lui, alcuni miei familiari lo prediligono. Esempio, mia zia mi ha detto “noi ti vogliamo bene, ma tuo fratello è tuo fratello”. Sembra una stupidaggine ma questa cosa mi distrugge. Io e mio fratello abbiamo un buon rapporto, e gli ho anche esposto questo dubbio che sto raccontando ora, ma lui non mi crede. Non riesco a capire. Perché tutti prediligono lui? Io sono ansioso e ho avuto un passato burrascoso, e questa cosa peggiora la mia situazione. Aiutatemi per favore.
Salve, mi dispiace per la situazione che sta vivendo. Ha provato a confrontarsi con i suoi portando con sé il suo vissuto emotivo? Potrebbe comprendere alcune cose. Inoltre, c'è stato qualche episodio in particolare che ha portato a tutto questo?
Buona giornata.
Dott. Fiori
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Dott. Fiori
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Salve, Mi dispiace molto per la situazione che descrive e comprendo benissimo quanto possa essere difficile, Anzi terribile, convivere con la sensazione di sentirsi secondi a qualcuno. Ritengo pertanto fondamentale un consulto psicologico per ritagliarsi uno spazio per elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi alla situazione da lei riportata e trovare strategie utili per fronteggiare le situazioni particolarmente problematiche onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Sarebbe utile approfondire la questione soprattutto per cercare di aiutarla nel sostenere questo carico emotivo è la frustrazione che può provare. Resto a disposizione, anche on-line. Cordialmente, dott FDL
Sarebbe utile approfondire la questione soprattutto per cercare di aiutarla nel sostenere questo carico emotivo è la frustrazione che può provare. Resto a disposizione, anche on-line. Cordialmente, dott FDL
Ciao, mi dispiace per la situazione che stai vivendo. Purtroppo non ho una risposta alla tua domanda. In ogni caso, percepisco molta sofferenza in ciò che hai riportato: forse iniziare un percorso psicologico potrebbe aiutarti nel venire a capo di questa situazione, ma soprattutto nell'esprimere la tua sofferenza. Cordialmente, dott. Simeoni
Ciao, è importante farsi alcune domande a cui trovare risposta ma nella tua richiesta non vedo domande.Vorresti essere aiutato a far cosa? Possiamo chiarire questo in una chiamata online.Saluti.
Buonasera, effettivamente dalla sua domanda si percepisce che lei nota una certa differenza fra lei e suo fratello, questa diversità a lei gli crea dei problemi. Sarebbe il caso che lei consulti uno psicoterapeuta per elaborare questa sua rivalità nei confronti del fratello. Solo lavorando su di sè, riuscirà a trovare una risposta e cercare di risolvere ciò che le sta succedendo, la saluto cordialmente, dott. Eugenia Cardilli.
Salve. Il vissuto di sofferenza che esprime, di sentirsi "secondo" a suo fratello, sarebbe utile che lo elaborasse in un contesto psicoterapeutico, anche perché, se non sbaglio, credo che non sia la prima volta che scrive di questo problema. Sarà giunto il momento di affrontarlo seriamente, prima che diventi un pensiero fisso che le impedisce di vivere altro? Distinti saluti
Buongiorno, ha avuto modo di parlare con qualcuno di questo vissuto? In particolare si riferisce ad episodi dei quali ha maggiore memoria? Le consiglio di confrontarsi magari con uno specialista.
Saluti
MT
Saluti
MT
Dott.ssa Elisabetta Cavicchioli
Psicologo, Psicologo clinico, Professional counselor
San Miniato Basso
Caro utente, mi dispiace molto di ciò che sta provando e capisco che questa sofferenza sia devastante.
Come vorresti essere aiutato? Cosa vorresti da te stesso?
Se hai necessità di intraprendere un percorso, puoi contattarmi
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Gentile utente, l'aspetto centrale del suo discorso mi sembra che sia il suo modo ansioso di vivere le situazioni. Certamente la frase che ha riportato è legittimo viverla con dispiacere (ed immagino rabbia?). Credo anche che sia qui per vedere se trova qualcuno di cui fidarsi per ri-affrontare il suo passato burrascoso.
Un saluto
Un saluto
Salve
deve essere una brutta sensazione! Sicuramente ci sono eventi pregressi che ti rendono pesante e presente questa preferenza. Noi non possiamo cambiare gli altri ma noi stessi ed il modo di vivere le cose. Cosa ne pensi?
deve essere una brutta sensazione! Sicuramente ci sono eventi pregressi che ti rendono pesante e presente questa preferenza. Noi non possiamo cambiare gli altri ma noi stessi ed il modo di vivere le cose. Cosa ne pensi?
Salve, la frase che si è sentito dire è davvero disturbante e inopportuna, non ha fatto altro che accentuare il disagio percepito. Sarebbe utile confrontarsi con uno psicologo, per affrontare ed elaborare il senso di inferiorità che deriva dal suo "passato burrascoso". Resto a disposizione anche online. Cordialmente, dr.ssa Daniela Benvenuti
Salve, il suo sentirsi e percepirsi in secondo piano sicuramente ha delle radici antiche, alle cui sarebbe molto importante risalire per ellaborarle e vivere con piu serenità sia la relazione con gli altri sia la relazione con se stesso. Sono esperienze molto frequenti fra fratelli, la gelosia, la rivalitá, "mia mamma preferisce mio fratello", ...
Insisto, è importantre valutare da dove nasce questo suo sentirsi inferiore (perché lei non è inferiore). Le consiglio vivamente un percorso psicoterapeutico per venire a capo. Rimango a disposizione.
In bocca al lupo.
Minerva Medina
Insisto, è importantre valutare da dove nasce questo suo sentirsi inferiore (perché lei non è inferiore). Le consiglio vivamente un percorso psicoterapeutico per venire a capo. Rimango a disposizione.
In bocca al lupo.
Minerva Medina
Salve leggendo la sua nota emergono alcuni elementi su cui può esserle utile soffermarsi. Il primo è attuale e rimanda ad un non essere il “preferiscono” e a un "Noto che le ragazze si avvicinano a lui". Il secondo a "ho avuto un passato burrascoso," Questo apre la strada all'ipotesi che la sua situazione in cui oggi vorrebbe essere un "preferiscono" forse era già presente in un passato "burrascoso" che forse era fonte di... ... per i suoi cari . Ora se queste ipotesi, perché si può solo parlare di ipotesi da verificare, hanno una qualche validità, forse è arrivato il momento di contattare uno psicoterapeuta per analizzare questi vissuti, Ovviamente si tratta solo di una possibile lettura ma se il disagio che emerge nella sua nota è forte e invasivo forse potrebbe esserle utile lavorarci con uno specialista, Ora la scelta è sua ovvero deve decidere se continuare a trovare da se la soluzione o se contattare uno degli psicoterapeuti presenti su questo sito e iniziare un lavoro di conoscenza e cambiamento. Un cordiale saluto
Gentile utente di mio dottore,
grazie per condiviso con noi i suoi vissuti, non é semplice parlare della propria sofferenza e di ciò che fa star male. Potrebbe esser il caso fare degli incontri con uno psicologo per poter meglio approfondire da dove nascano eventuali differenze di trattamento ed elaborarne vissuti ed emozioni ad esso connessi. Poter meglio comprendere così anche le dinamiche della sua famiglia e cosa si cela dietro a tutto questo.
Cordiali saluti
Dottor Diego Ferrara
grazie per condiviso con noi i suoi vissuti, non é semplice parlare della propria sofferenza e di ciò che fa star male. Potrebbe esser il caso fare degli incontri con uno psicologo per poter meglio approfondire da dove nascano eventuali differenze di trattamento ed elaborarne vissuti ed emozioni ad esso connessi. Poter meglio comprendere così anche le dinamiche della sua famiglia e cosa si cela dietro a tutto questo.
Cordiali saluti
Dottor Diego Ferrara
Buonasera, credo che la domanda da porsi sia non tanto quali caratteristiche abbia suo fratello, ma come notare questa cosa le genera un vissuto di grande dolore, un confronto difficile. L'obiettivo dovrebbe essere trovare uno spazio per sé di ascolto e comprensione per superare il malessere.
Cordiali saluti
Dott.ssa Valeria Randisi
Cordiali saluti
Dott.ssa Valeria Randisi
Buongiorno,
non c'è dubbio che sia doloroso sentirsi trascurati perchè si preferisce qualcun'altro, in questo caso suo fratello. In alcuni casi, all'interno delle famiglie, si stabiliscono ruoli "polarizzati". Se qualcuno è simpatico e amabile, o semplicemente buono, l'altro è il contrario. Tutto questo sarebbe da approfondire, se ne avesse la possiblità, in un colloquio.
Resto a sua disposizione, anche online
Dott.ssa Franca Voaturi
non c'è dubbio che sia doloroso sentirsi trascurati perchè si preferisce qualcun'altro, in questo caso suo fratello. In alcuni casi, all'interno delle famiglie, si stabiliscono ruoli "polarizzati". Se qualcuno è simpatico e amabile, o semplicemente buono, l'altro è il contrario. Tutto questo sarebbe da approfondire, se ne avesse la possiblità, in un colloquio.
Resto a sua disposizione, anche online
Dott.ssa Franca Voaturi
Buonasera, nelle sue parole c'è tanta sofferenza e mi chiedo come mai sembra esserci spazio solo per l'uno o per l'altro. Dovrebbe affrontare un po' il tema dell'esclusione e capire da dove arriva e come la fa sentire. I fratelli sono una grande risorsa nel corso della vita e sarebbe importante potersi legittimare a sentirsi diversi e ugualmente appartenenti. Cordialmente, Dott.ssa Semeraro
Salve, grazie per aver condiviso i tuoi sentimenti e le tue preoccupazioni. È evidente che stai affrontando un momento difficile, e voglio sottolineare che ciò che stai vivendo è assolutamente valido e comprensibile. È naturale sentirsi insicuri in situazioni come questa. La percezione che le persone intorno a te preferiscano tuo fratello può far sorgere dubbi sulla tua autovalutazione e sul tuo valore, e può intensificare la tua ansia. È importante ricordare che le dinamiche familiari e sociali sono spesso complesse e influenzate da vari fattori, che non sempre riflettono le tue qualità o il tuo valore come individuo. Quando noti che il tuo fratello ha più amici o che riceve più attenzione, potrebbe sembrare che tu stia perdendo qualcosa o che ci sia un confronto ineguale. Tuttavia, è fondamentale sapere che ogni persona ha il proprio modo di relazionarsi con gli altri e che le affinità non diminuiscono il tuo valore personale. Il tuo essere socievole e il tuo passato burrascoso possono anche influenzare le tue interazioni sociali, ma ciò non significa che tu non meriti attenzione e affetto. È incoraggiante che tu e tuo fratello abbiate un buon rapporto e che tu abbia avuto il coraggio di parlargli dei tuoi sentimenti. Questo è un passo importante. Anche se lui potrebbe non capire appieno la tua esperienza, la tua apertura e vulnerabilità sono segni di forza. Potresti continuare a esprimere i tuoi sentimenti a lui, sottolineando che non si tratta di competizione, ma di un bisogno di comprensione e supporto reciproco. Un altro aspetto che potrebbe aiutarti è concentrarti su ciò che ti rende unico e su quali sono i tuoi punti di forza. Prenditi del tempo per riflettere su ciò che ti appassiona, le tue abilità e le qualità che ti contraddistinguono. Spesso, quando ci confrontiamo con gli altri, tendiamo a dimenticare i nostri tratti positivi. Potresti provare a scrivere un elenco delle cose che ti piacciono di te stesso, delle tue conquiste, o delle relazioni significative che hai costruito. Inoltre, considera di praticare tecniche di gestione dell'ansia, come la respirazione profonda o altre tecniche mindfulness, che possono aiutarti a regolare i pensieri e le emozioni negative che emergono. Questo ti permetterà di affrontare la situazione con maggiore serenità e di ridurre l’impatto dell’ansia sulla tua vita quotidiana. Se questi sentimenti di ansia e insicurezza persistono e influenzano significativamente il tuo benessere, potrebbe essere utile parlare con un professionista. La terapia cognitivo-comportamentale, ad esempio, può aiutarti a esplorare e comprendere meglio i tuoi pensieri e le tue emozioni, nonché a sviluppare strategie pratiche per affrontare queste situazioni e migliorare la tua autostima. Ricorda che non sei solo in questo percorso. Ci vuole tempo e pazienza per elaborare questi sentimenti, ma con il giusto supporto e le giuste tecniche, puoi lavorare per sentirti meglio e costruire relazioni più positive con gli altri e con te stesso. Resto a disposizione. Dott. Andrea Boggero
Buongiorno, la sofferenza di questa sua situazione arriva forte anche attraverso il messaggio. Sarebbe interessante approfondire il suo passato burrascoso per comprendere ciò che è accaduto. Mi verrebbe da chiederle cosa pensa di se stesso, quali sono gli aggettivi che lei si "dedica"? Cosa vuol dire per lei "avere tanti amici" e cosa rappresenta l'amicizia nella sua vita. Le auguro di continuare il suo cammino riuscendo ad accettarsi anche nelle sue fragilità, riuscendo a guardare le diversità come un punto di forza e unicità. Le mando un caro saluto
Salve, ti sei mai chiesto se questa percezione possa dipendere non solo dagli altri, ma anche dal modo in cui interpreti i loro atteggiamenti? Spesso nelle dinamiche familiari si creano equilibri impliciti che portano ciascuno a sentirsi più o meno valorizzato. Potrebbe essere utile esplorare questi aspetti in un percorso familiare, per comprendere meglio le reciproche aspettative e trovare nuovi modi di comunicare e sentirsi riconosciuti.
Buonasera e grazie per essersi aperto con noi. La nostra percezione a volte può essere diversa da quella che prova l'altro, questo può derivare da vari fattori. Io consiglio di iniziare un percorso cercando di approfondire ciò che "io provo" e come lavorare con queste emozioni. Resto a disposizione =)
Ciao, grazie per aver condiviso qualcosa di così personale. Sentirsi meno visti rispetto a un fratello può far molto male, specialmente quando sembra che gli altri lo preferiscano. Non è una cosa da poco: il bisogno di essere riconosciuti e visti è profondamente umano. È possibile che questo vissuto sia legato al bisogno di riconoscimento e appartenenza, che spesso affonda le radici in esperienze più profonde della nostra storia e al modo in cui percepiamo noi stessi. Le parole dei familiari, anche se dette in buona fede, possono risvegliare delle insicurezze già presenti, specialmente se hai avuto "un passato burrascoso", come riporti nel messaggio. Parlarne con tuo fratello è stato giù un primo passo importante, dimostra consapevolezza, coraggio e voglia di capire da parte tua. Ci sono piccoli gesti che possono aiutarti a stare meglio nella quotidianità:
- Concediti momenti solo per te in cui fare qualcosa che ti fa stare bene e ti rappresenta, questo ti aiuterà a rafforzare il tuo senso di identità.
- Cerca di evitare di fare paragoni, tu sei tu, non sei tuo fratello. Ricorda che ognuno ha il proprio percorso, i propri tempi e le proprie caratteristiche che sono uniche e irripetibili. In altre parole, non sei meno di tuo fratello, sei semplicemente diverso.
- Se ti senti pronto, prova a comunicare ciò che senti anche con altri membri della famiglia: spesso le persone non si rendono conto del peso delle loro parole e/o azioni e hanno bisogno che qualcuno glielo comunichi in modo esplicito.
Con coraggio e pazienza, e se vorrai, con un supporto psicologico, potrai lavorare su questi aspetti, rafforzando il tuo senso di autostima e dando valore alla tua unicità, senza cadere nella trappola del confronto costante.
Ti mando un abbraccio simbolico e ti auguro di affrontare questa situazione, un passo alla volta.
Un saluto!
- Concediti momenti solo per te in cui fare qualcosa che ti fa stare bene e ti rappresenta, questo ti aiuterà a rafforzare il tuo senso di identità.
- Cerca di evitare di fare paragoni, tu sei tu, non sei tuo fratello. Ricorda che ognuno ha il proprio percorso, i propri tempi e le proprie caratteristiche che sono uniche e irripetibili. In altre parole, non sei meno di tuo fratello, sei semplicemente diverso.
- Se ti senti pronto, prova a comunicare ciò che senti anche con altri membri della famiglia: spesso le persone non si rendono conto del peso delle loro parole e/o azioni e hanno bisogno che qualcuno glielo comunichi in modo esplicito.
Con coraggio e pazienza, e se vorrai, con un supporto psicologico, potrai lavorare su questi aspetti, rafforzando il tuo senso di autostima e dando valore alla tua unicità, senza cadere nella trappola del confronto costante.
Ti mando un abbraccio simbolico e ti auguro di affrontare questa situazione, un passo alla volta.
Un saluto!
Grazie per la condivisione! Capisco quanto possa essere doloroso sentirsi messi in secondo piano, soprattutto rispetto a una persona a cui vuoi bene come tuo fratello. A volte queste percezioni possono essere legate a momenti di fragilità o a un bisogno profondo di sentirsi riconosciuti e apprezzati. È positivo che tu riesca a parlarne apertamente e a rifletterci: questo è già un segno di consapevolezza. Lavorare su come vivi il confronto e sul tuo valore personale, magari con l’aiuto di uno psicologo, potrebbe aiutarti a ritrovare equilibrio e serenità.
Buongiorno,
quello che descrive non è affatto una “stupidaggine”. Sentirsi messi in secondo piano rispetto a un fratello può ferire profondamente, anche quando il rapporto tra voi è buono.
Spesso nelle famiglie si creano dinamiche sottili: il più piccolo può essere visto come “da proteggere”, oppure può avere caratteristiche che attirano più facilmente l’attenzione. Questo però non significa che lei valga meno o sia meno amato. A volte è anche il nostro momento di fragilità (come l’ansia o un passato difficile) a renderci più sensibili ai confronti.
Il rischio è entrare in un paragone continuo che alimenta insicurezza. Potrebbe essere utile lavorare proprio su questo aspetto: rafforzare la sua autostima e separare il suo valore dal confronto con suo fratello. Se sente che questa dinamica riattiva ferite più profonde, prendersi uno spazio psicologico potrebbe aiutarla a elaborare il senso di esclusione e a costruire maggiore sicurezza personale.
Un saluto
quello che descrive non è affatto una “stupidaggine”. Sentirsi messi in secondo piano rispetto a un fratello può ferire profondamente, anche quando il rapporto tra voi è buono.
Spesso nelle famiglie si creano dinamiche sottili: il più piccolo può essere visto come “da proteggere”, oppure può avere caratteristiche che attirano più facilmente l’attenzione. Questo però non significa che lei valga meno o sia meno amato. A volte è anche il nostro momento di fragilità (come l’ansia o un passato difficile) a renderci più sensibili ai confronti.
Il rischio è entrare in un paragone continuo che alimenta insicurezza. Potrebbe essere utile lavorare proprio su questo aspetto: rafforzare la sua autostima e separare il suo valore dal confronto con suo fratello. Se sente che questa dinamica riattiva ferite più profonde, prendersi uno spazio psicologico potrebbe aiutarla a elaborare il senso di esclusione e a costruire maggiore sicurezza personale.
Un saluto
Salve,
La prima cosa che noto nel tuo racconto è che il problema non sembra essere tuo fratello. Da quello che scrivi, avete un buon rapporto e non emerge gelosia nei suoi confronti come persona. Il dolore sembra nascere da un'altra domanda:
"Perché io mi sento meno scelto, meno visto, meno desiderato degli altri?"
Questa è una domanda molto più profonda.
Quando una persona ha vissuto periodi difficili, ha sviluppato ansia o ha attraversato esperienze che hanno minato la propria autostima, può diventare particolarmente sensibile ai segnali di esclusione o preferenza. Non significa che si stia immaginando tutto: significa che ogni episodio viene vissuto con un'intensità emotiva molto maggiore.
Prendiamo l'esempio di tua zia.
"Ti vogliamo bene, ma tuo fratello è tuo fratello."
Questa frase potrebbe avere mille significati diversi nella mente di chi l'ha pronunciata. Magari intendeva dire che tuo fratello è il più piccolo, il "coccolato" della famiglia, o semplicemente che ha con lui un rapporto particolare.
Ma ciò che conta psicologicamente è il significato che ha assunto per te:
"Ti vogliamo bene, però lui viene prima."
Ed è questo che ti ha ferito.A volte le persone molto introverse o apparentemente distaccate suscitano curiosità. Gli altri fanno più sforzi per avvicinarle. Questo può creare l'impressione che vengano "cercate" di più.
Al contrario, chi è socievole, disponibile e presente rischia paradossalmente di essere dato per scontato.
Non perché valga meno.
Perché viene percepito come già accessibile.
Un'altra cosa che leggo tra le righe è una sofferenza che probabilmente non nasce oggi.
Mi colpisce quando scrivi:
"Questa cosa mi distrugge."
Se fosse soltanto una questione di amici o di ragazze, probabilmente ti darebbe fastidio. Ma il termine "mi distrugge" suggerisce che tocchi una ferita più antica.
Forse da tempo hai il timore di non essere abbastanza.
Forse temi di essere meno interessante, meno amabile o meno importante degli altri.
E ogni episodio che riguarda tuo fratello riattiva quella paura.
Ti faccio una domanda che userei in seduta:
Se domani scoprissi con assoluta certezza che nessuno preferisce tuo fratello a te, come cambierebbe l'immagine che hai di te stesso?
La risposta a questa domanda potrebbe dirti molto.
Perché a volte il problema non è stabilire se gli altri preferiscono davvero qualcuno.
Il problema è che noi stessi abbiamo iniziato a preferire gli altri a noi.
Da ciò che scrivi, non vedo un ragazzo inferiore a suo fratello.
Vedo un ragazzo di 19 anni che soffre, che si confronta continuamente e che sta cercando di capire quale sia il proprio valore.E il valore personale non si misura:
dal numero di amici;
dall'attenzione delle ragazze;
da quanto un parente sembri affettuoso con un fratello rispetto all'altro.
Si misura anche dalla capacità di costruire relazioni autentiche, di riflettere su se stessi e di chiedere aiuto quando si sta male. E il fatto che tu abbia scritto questo messaggio mostra proprio queste capacità.
Resto a disposizione
Cordiali Saluti
La prima cosa che noto nel tuo racconto è che il problema non sembra essere tuo fratello. Da quello che scrivi, avete un buon rapporto e non emerge gelosia nei suoi confronti come persona. Il dolore sembra nascere da un'altra domanda:
"Perché io mi sento meno scelto, meno visto, meno desiderato degli altri?"
Questa è una domanda molto più profonda.
Quando una persona ha vissuto periodi difficili, ha sviluppato ansia o ha attraversato esperienze che hanno minato la propria autostima, può diventare particolarmente sensibile ai segnali di esclusione o preferenza. Non significa che si stia immaginando tutto: significa che ogni episodio viene vissuto con un'intensità emotiva molto maggiore.
Prendiamo l'esempio di tua zia.
"Ti vogliamo bene, ma tuo fratello è tuo fratello."
Questa frase potrebbe avere mille significati diversi nella mente di chi l'ha pronunciata. Magari intendeva dire che tuo fratello è il più piccolo, il "coccolato" della famiglia, o semplicemente che ha con lui un rapporto particolare.
Ma ciò che conta psicologicamente è il significato che ha assunto per te:
"Ti vogliamo bene, però lui viene prima."
Ed è questo che ti ha ferito.A volte le persone molto introverse o apparentemente distaccate suscitano curiosità. Gli altri fanno più sforzi per avvicinarle. Questo può creare l'impressione che vengano "cercate" di più.
Al contrario, chi è socievole, disponibile e presente rischia paradossalmente di essere dato per scontato.
Non perché valga meno.
Perché viene percepito come già accessibile.
Un'altra cosa che leggo tra le righe è una sofferenza che probabilmente non nasce oggi.
Mi colpisce quando scrivi:
"Questa cosa mi distrugge."
Se fosse soltanto una questione di amici o di ragazze, probabilmente ti darebbe fastidio. Ma il termine "mi distrugge" suggerisce che tocchi una ferita più antica.
Forse da tempo hai il timore di non essere abbastanza.
Forse temi di essere meno interessante, meno amabile o meno importante degli altri.
E ogni episodio che riguarda tuo fratello riattiva quella paura.
Ti faccio una domanda che userei in seduta:
Se domani scoprissi con assoluta certezza che nessuno preferisce tuo fratello a te, come cambierebbe l'immagine che hai di te stesso?
La risposta a questa domanda potrebbe dirti molto.
Perché a volte il problema non è stabilire se gli altri preferiscono davvero qualcuno.
Il problema è che noi stessi abbiamo iniziato a preferire gli altri a noi.
Da ciò che scrivi, non vedo un ragazzo inferiore a suo fratello.
Vedo un ragazzo di 19 anni che soffre, che si confronta continuamente e che sta cercando di capire quale sia il proprio valore.E il valore personale non si misura:
dal numero di amici;
dall'attenzione delle ragazze;
da quanto un parente sembri affettuoso con un fratello rispetto all'altro.
Si misura anche dalla capacità di costruire relazioni autentiche, di riflettere su se stessi e di chiedere aiuto quando si sta male. E il fatto che tu abbia scritto questo messaggio mostra proprio queste capacità.
Resto a disposizione
Cordiali Saluti
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