È possibile essere resistenti ai farmaci antidepressivi e contro l'ansia? Pare non mi faccia ettetto

È possibile essere resistenti ai farmaci antidepressivi e contro l'ansia? Pare non mi faccia ettetto nulla.

20 risposte


Buongiorno, le terapie farmacologiche vengono calibrate su ogni persona e a volte ci vuole tempo per trovare la terapia migliore. Rispetto alla sua domanda le suggerisco quindi di rivolgersi al suo psichiatra di fiducia, considerando anche che l'efficacia del trattamento è maggiore se accompagnato da un percorso di psicoterapia che vada ad indagare le cause della sofferenza

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Buonasera a volte le terapie farmacologiche sembra non abbiano effetto se non sono accompagnate da un percorso psicoterapico, Come consigliato dalla collega si rivolga al suo psichiatra per calibrare dosaggio o eventualmente cambiare farmaco. Cordialmente

Dott.ssa Cristiana Matiotti

Dott.ssa Cristiana Matiotti

psicoterapeuta

Rivarolo Canavese

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Salve, le terapie farmacologiche spesso hanno bisogno di un periodo di impatto e vanno calibrate individualmente attraverso l'esperienza personale e la supervisione del medico che le prescrive. Cordiali saluti. Professor Antonio Popolizio


Salve, Per ciò che concerne i farmaci è opportuno rivolgersi al medico prescrivente, figura professionale più competente in materia. Accade spesso che sia necessario cambiare cura diverse volte prima di trovare il farmaco ideale per questo ritengo utile rivolgersi direttamente al medico.. tenga Comunque presente che la letteratura scientifica è ormai Concorde nel sostenere che la terapia migliore sia quella combinata ossia costituita da farmaco più psicoterapia dunque la invito a richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente. Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare Quei pensieri rigidi e disfunzionali che mantengono in atto la sofferenza impedendole il benessere desiderato. Resto a disposizione, anche online. Cordialmente, dott FDL


La farmacoresistenza è ampiamente documentata in letteratura scientifica. Un supporto psicoterapeutico integrato alla farmacoterapia potrebbe aiutarla a comprendere le radici di tale resistenza e fornirle ulteriori strumenti per affrontare la sintomatologia ansiosa e depressiva.


Gentilissimo utente, grazie per la condivisione. Sarebbe meglio che queste domande le rivolga direttamente al suo medico prescrivente, in modo da condividere i suoi dubbi e perplessità. Cordialmente, AV

Dott.ssa Antea Viganò

Dott.ssa Antea Viganò

psicologo

Pessano con Bornago

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Salve, per le questioni che riguardano una terapia farmacologica è sempre opportuno rivolgersi ad uno psichiatra di fiducia o, qualora non fosse possibile, almeno al proprio medico di base

Dott. Antonio Panza

Dott. Antonio Panza

psicoterapeuta

Marano di Napoli

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Buongiorno, deve contattare il medico che le ha prescritto i farmaci in modo da informarlo sull'efficacia della terapia farmacologica, eventualmente il dottore le farà anche presente sulle tempistiche di effettiva efficacia dei farmaci. Un caro saluto.


Buonasera, immagino che i farmaci che assume gli li abbia prescritti uno psichiatra. Ne parli prima di tutto con lui. Lei che me pensa dei farmaci? È contraria a prenderli? Le è stato spiegato tutto sui loro benefici ed effetti? Io credo che quando si prescrivono farmaci sia fondamentale essere molto chiari su tutto. Sono anche fermamente convinta che i farmaci siano di supporto alla psicoterapia, in tutti i casi. Le consiglio di parlare con il suo psichiatra e di considerare la.psocoterapia. Le auguro di stare meglio e comprendere le cause dei suoi disagi, ansia e depressione... Se ho capito bene Un saluto Claudia m


Buongiorno, se ha la percezione che i farmaci che sta assumendo non stiano facendo effetto e non le portano beneficio ha bisogno di confrontarsi col medico che glieli ha prescritti. Se al momento della prescrizione il suo medico non gli avesse ben illustrato le tempistiche per sentire i benefici dei farmaci prescritti può chiedere informazioni più specifiche. Lo psichiatra potrebbe chiarirle il suo dubbio e potrebbe poi considerare insieme a lui anche di intraprendere un percorso psicologico da affiancare alla terapia farmacologica se solo quella risultasse non sufficiente. Rimango a disposizione per ulteriori chiarimenti. Cordiali saluti. Dott.ssa Debora Manoni


Buonasera, si purtroppo è possibile. Mancano alcuni dati, ad esempio da quanto tempo sta assumendo i farmaci? Questa è un'informazione importante, se sono pochi giorni, deve resistere per qualche settimana, circa 3 ma è individuale. Durante questo tempo, il dialogo aiuta molto, la comprensione delle cause che hanno sviluppato i sintomi anche e i tipi di pensieri che fa a riguardo devono essere probabilmente contenuti. La saluto cordialmente e rimango a disposizione.


Gentile utente, grazie per il suo quesito Certamente, esistono casi di farmacoresistenza: difficile sapere se anche lei possa ricadere in questa casistica, visti i pochi elementi qui condivisi... Il farmaco, per agire, ha bisogno anche di situazioni ambientali, sociali, personologiche "positive", che possano concorrere alla buona riuscita della farmacoterapia Meglio comunque indagare la questione con un medico psichiatra, provando anche a capire se sia una questione di dosaggi da rivedere e/o classe di psicofarmaco da somministrare Spero di esserle stata d'aiuto Cordialmente Dr Eliana Nola


Gentile utente, il dosaggio farmacologico va personalizzato in base alla gravità della sintomatologia individuale. Non mi soffermo oltre sull'aspetto farmacologico perché non è mia competenza in quanto psicologa. Ha pensato di abbinare un percorso psicoterapeutico a quello farmacologico? Per quanto sia utile assumere farmaci in determinati quadri sintomatologici, è ancora più importante potenziare le proprie risorse di fronteggiamento e che svolgeranno la funzione di protezione per ipotetiche situazioni di vulnerabilità future. Le auguro in bocca al lupo per la sua salute! Buona giornata Dott.ssa Melania Filograna


Gentile utente, l'utilizzo di questo tipo di farmaci è importante che sia sotto stretto controllo del proprio medico o del proprio psichiatra, del professionista che ha fatto la prescrizione, sicuramente in grado di valutare e posologia e tempi.


Gentilissimo, è certamente possibile che le terapie che ha provato non abbiano avuto effetto significativo, data la complessità dei fattori che intervengono nei processi ansiosi e di definizione del tono dell'umore. Le consiglierei di parlarne anzitutto con chi la sta seguendo e, se non lo ha ancora fatto, di valutare la possibilità di iniziare un percorso di psicoterapia. Nel portale mio dottore troverà molti professionisti disponibili ad approfondire i suoi dubbi e a sperimentare nuove soluzioni. Cordiali saluti


Salve per gli effetti farmacologici si deve rivolgere senz’altro al suo medico di riferimento. L’eventuale resistenza ai farmaci deve essere valutata e possibilmente ridotta con combinazioni sempre più mirate. É consigliabile abbinarvi una psicoterapia. Saluti,dott.ssa Sandra Petralli


Gente utente, da quanto tempo assume i farmaci in questione? Consideri che l'effetto degli psicofarmaci e l'inquadramento della giusta terapia richiede tempo. In ogni caso, la invito a rivolgere queste domande ad un medico, medico-psichiatra. Cordiali saluti, Dott.ssa Antonella Cramarossa


Gentile paziente, in effetti alcuni paziente mostrano una resistenza a determinati farmaci, ne parli con il suo psichiatra di fiducia e se già non lo stesse facendo abbini una psicoterapia. Cordiali saluti


Sì, è possibile essere resistenti ai farmaci antidepressivi e ansiolitici, una condizione nota come “resistenza al trattamento”. Ogni persona ha una risposta diversa ai farmaci, e a volte può capitare che alcuni antidepressivi o farmaci per l’ansia non abbiano l’effetto sperato. Questo può dipendere da vari fattori, tra cui la genetica, la specificità del disturbo, o anche la dose e la durata del trattamento. Se i farmaci che hai provato non hanno avuto un effetto positivo, ci sono diverse opzioni che il medico o psichiatra può considerare: 1. Modifica della dose o cambiamento di farmaco: Potrebbe essere utile provare un altro farmaco o cambiare la dose, poiché diverse classi di farmaci agiscono su meccanismi chimici diversi nel cervello. 2. Trattamenti combinati: A volte una combinazione di antidepressivi o farmaci ansiolitici con altre forme di trattamento, come la psicoterapia (ad esempio la terapia cognitivo-comportamentale), può essere più efficace. 3. Trattamenti alternativi: In alcuni casi, trattamenti come la stimolazione magnetica transcranica (TMS) o la psicoeducazione potrebbero essere presi in considerazione, se i farmaci non sono efficaci. Ti consiglio di parlarne con il tuo medico o psichiatra, che potrà valutare il tuo caso specifico e aiutarti a trovare la soluzione migliore per te.


Capisco la Sua preoccupazione. In alcuni casi può accadere che una persona non risponda in modo soddisfacente ai farmaci antidepressivi o ansiolitici: si parla allora di resistenza o scarsa risposta al trattamento. Le cause possono essere diverse, dalla tipologia del farmaco e del dosaggio, alla durata della terapia, fino a fattori biologici o psicologici individuali. In queste situazioni è importante non interrompere i farmaci autonomamente, ma parlarne con lo psichiatra, che potrà valutare un eventuale cambio di principio attivo, un’associazione farmacologica o un intervento integrato con la psicoterapia. Se lo desidera, possiamo fissare un colloquio conoscitivo, anche online, per riflettere insieme su come affrontare questo momento e valutare le possibili strategie di supporto. Dott.ssa Greta Pisano Psicologa e Psicoterapeuta

Tutti i contenuti, in particolare domande e risposte, sono di natura informativa e non possono in alcun caso sostituire una diagnosi medica.