È possibile che l'esperienza sessuale sia fondamentale per avere una relazione ed essere amata? I

5 risposte
È possibile che l'esperienza sessuale sia fondamentale per avere una relazione ed essere amata?

In passato sono stata rifiutata in quanto vergine e inesperta. Sono cresciuta con l'illusione che avrei trovato quello giusto che avrebbe apprezzato la mancanza di altri partner sessuali prima di lui, che mi avrebbe aspettata e accompagnata nella scoperta della sessualità secondo i miei tempi.
Niente di più falso ! A 19 anni ho iniziato a ricevere pressioni e critiche da gente che mi circondava e che mi conosceva da quando ero nata e che adduceva che non ero normale in quanto sfidanzata e assesuata e che avrei dovuto fare esperienza sessuale prima di trovare quello giusto.... essendo indietro nella tabella di marcia delle esperienze di vita in confronto ad amiche e a quello che di solito succede agli altri, mi sono sentita costretta ad effettuare il "rito di passaggio" nonostante ritrosia di valori e insegnamenti ( o imposizioni ) dati in famiglia.
Fatto sta che, naturalmente, non mi piaceva nessuno ma soprattutto io non sono mai interessata ai ragazzi ( credo di non rappresentare quello che loro vogliono ).
Il problema inizia proprio qui: a casa mi han raccontato che la mia inesperienza mi avrebbe assicurato un fidanzato e un marito. L'esterno invece mi stava dicendo che DOVEVO essere esperta per trovare un uomo che mi amasse e che stesse con me. Questo mi ha portata a credere che forse la verità stesse fuori da casa mia, per cui ho iniziato a pensare che buttarmi via fosse l'unico modo per poter finalmente trovare un partner.
Conosco un uomo più grande che mi piace molto, dentro di me sogno un rapporto pulito, una prima volta come si deve, passeggiate mano nella mano, niente forzature....lui da me PRETENDE sesso sfrenato, posizioni varie...non lesina a confrontarmi con la ex, mi dice che sono immatura rispetto alle mia coetanee (a quel punto avevo 25 anni) che sono esperienze che avrei già dovuto fare e mi lascia dicendomi che non può stare con una che non è stata amata e che non ha esperienza.....ça va sans dire che mi sono venuti grossi problemi psicologici !
La prima volta ovviamente è stata forzata ed è avvenuta perché lo aveva deciso lui, quindi da me subita! Ma ero già troppo vecchia per essere ancora vergine che ho accettato, in quanto stufa di essere scherno di chi mi circondava.
Comunque non c'è stata crescita sessuale per me. Dopo essere stata sverginata, i rapporti con lui non sono proseguiti quindi mi ritrovavo sempre e comunque incapace a letto. Dopo qualche anno lo rivedo ma non ha mai voluto frequentarmi né darmi una relazione sempre per la solita scusa di anni prima: non poteva stare con una che non era stata amata e che non aveva esperienza...ho tentato di frequentarlo solo per sesso sperando così di fare esperienza e di andargli finalmente bene. Niente ! Non meritavo il suo amore perché non ero capace ad usare il suo membro.
Oggi ho 41 anni, temo che non mi svilupperò mai sessualmente, se non buttandomi via e accettando incontri occasionali pur di fare qualcosa. Temo oramai di essere fuori target, mi sento ancora una ragazzina inesperta che deve ancora imparare tutto sul sesso. Ovviamente credo che nessun uomo mi vorrà mai perché sono esperienze che avrei già dovuto fare. Credo che essere una "verginella sfigata" ( così son stata definita) a 17 anni possa essere ancora normale, ma esserlo a 25 anni come lo ero io per gli altri era veramente abominevole.
Non sto bene perché non capisco cosa debbo fare. Non credo che un uomo della mia età o più grande possa accettare che io sia ancora vergine, perché io mi sento ancora così. Voglio fare un passo alla volta ma non me lo potevo permettere a 19 anni figuriamoci ora ! Ho solo imparato che devo rispettare i tempi veloci dell'uomo, se no si innervosisce e mi lascia umiliandomi, e che devo saper usare il membro maschile per soddisfarlo se no niente relazione.
Mi sento una ragazzina più ragazzina di una quindicenne d'oggi giorno. Non credo di poter trattenere un uomo in quanto inesperta sessuale. Temo di essere derisa e abbandonata in quanto ritardata.
Che devi fare di me stessa?
Dott.ssa Silvia Parisi
Psicoterapeuta, Psicologo, Sessuologo
Torino
Grazie per aver condiviso una parte così delicata e dolorosa della tua storia. È evidente, dalle tue parole, quanto questa esperienza abbia inciso profondamente sulla tua autostima, sulla percezione di te stessa e sulla tua idea di relazione e sessualità.

Innanzitutto, voglio dirti con chiarezza una cosa importante: non esiste alcuna “tabella di marcia” valida per tutti, né nell’amore né nella sessualità. L’idea che la tua possibilità di essere amata dipenda dalla tua esperienza sessuale è un mito, non una verità assoluta. Non sei meno degna d’amore perché hai avuto poche o nessuna esperienza, né perché la tua prima volta è stata forzata e dolorosa. Il valore di una persona non si misura in termini di “abilità sessuali” o di “esperienze fatte”.

Hai vissuto pressioni fortissime sia dall’ambiente familiare, che ti proponeva un modello di purezza e attesa, sia dall’esterno, che ti imponeva un’idea opposta: quella di doverti “fare esperienza” per essere desiderabile. Questo conflitto ti ha portata a sentirti sbagliata qualunque scelta facessi, e ti ha esposta a relazioni tossiche e violente, come quella con quell’uomo più grande.

La verità è che la sessualità dovrebbe essere un percorso tuo, vissuto con i tuoi tempi, i tuoi desideri, le tue scelte. Non esiste un’età “giusta” entro cui fare certe esperienze. E non devi mai sentirti costretta a comportarti in un modo che non senti tuo, solo per paura di essere rifiutata o giudicata.

Il fatto che oggi, a 41 anni, tu ti senta ancora “una ragazzina inesperta” non significa che sia troppo tardi per scoprire la sessualità in maniera serena e appagante. È vero che il tempo trascorso e le esperienze negative possono aver lasciato ferite profonde, ma non è vero che il futuro sia già scritto.

Ciò che descrivi — il senso di colpa, la paura di essere “anormale”, la convinzione che serva fare sesso per essere amata — sono vissuti che meritano un ascolto attento e competente. Hai subito violenze sessuali e psicologiche che hanno minato la tua fiducia e il tuo senso di valore personale. È comprensibile che oggi tu ti senta bloccata e disorientata.

Cosa puoi fare di te stessa?

Concederti la possibilità di fermarti e ricominciare da te. Non devi “buttarti via” né accettare incontri sessuali occasionali se non lo vuoi davvero. Non devi fare nulla “per forza” o per paura di rimanere sola.

Lavorare sul tuo valore personale, indipendentemente dal sesso. Sei una persona intera e degna, a prescindere da cosa sai o non sai “fare a letto”.

Considerare un percorso psicologico o sessuologico. Le tue ferite sono profonde e meriterebbero uno spazio protetto dove elaborare il trauma vissuto, riconoscere i tuoi desideri autentici e riscrivere la tua storia sessuale e relazionale in modo più libero e rispettoso dei tuoi tempi.

Non perdere la speranza. Esistono relazioni in cui il rispetto, la delicatezza e la lentezza sono valori condivisi. Ci sono uomini — e partner in generale — che saprebbero apprezzare chi sei davvero, senza pretendere da te di essere “esperta” per sentirsi gratificati.

Non sei in ritardo. Non sei difettosa. Sei una persona che ha sofferto molto e che merita di ritrovare fiducia e serenità.

Sarebbe utile e consigliato per approfondire questi vissuti rivolgersi ad uno specialista.

Dottoressa Silvia Parisi
Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa

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Dott.ssa Beatrice Moro
Psicologo, Sessuologo
Spinea
Grazie per aver condiviso con tanta sincerità e profondità la sua esperienza. Le sue parole raccontano un dolore molto reale, che va ascoltato con rispetto e senza giudizio.

Quello che ha vissuto — il sentirsi fuori posto, inadatta, costretta a forzare i suoi tempi per compiacere aspettative altrui — è purtroppo una realtà più comune di quanto si creda, ma non per questo è giusto che venga accettata come inevitabile. Il valore di una persona, e la possibilità di vivere una relazione autentica e appagante, non dipendono dall’esperienza sessuale, né da quanto si aderisce a ciò che “ci si aspetta” da una donna a una certa età.

Da quanto emerge, pare che lei abbia interiorizzato un messaggio irrispettoso e distorto: che per essere amata bisogna sacrificare sé stesse, i propri tempi, i propri desideri, e persino il proprio corpo. Questo le ha lasciato ferite profonde, perché quello che cercava non era solo sesso, ma un legame vero, fatto di rispetto e tenerezza, come giustamente ha scritto anche lei: “un rapporto pulito, passeggiate mano nella mano, niente forzature”. Desiderare questo non è immaturità, è un bisogno umano e sano.

Purtroppo, l’uomo che ha incontrato non ha rispettato né i suoi desideri né la sua dignità, e il dolore che porta ancora oggi ne è la prova. Il suo senso di “essere rimasta indietro” non è una colpa sua: è il risultato di uno sguardo culturale che giudica e pressa, invece di accogliere la diversità dei percorsi individuali. Ognuno ha il diritto di vivere la sessualità secondo i propri tempi e significati, e non esiste un’età “giusta” per fare esperienza, esiste solo ciò che è giusto per lei.
La sua sofferenza oggi merita uno spazio sicuro dove poter essere ascoltata con delicatezza, dove poter guarire queste ferite, ricostruire fiducia e soprattutto imparare a valutare i legami in base a quanto la fanno sentire rispettata e libera, non quanto la fanno “sentire giusta” agli occhi degli altri.
Le consiglio di considerare un percorso con una/o psicoterapeuta/o (meglio se anche sessuologa/o), che la aiuti a riconnettersi con il suo corpo e i suoi desideri, a liberarsi dal peso del giudizio e dalla paura di “non andare bene”.
Lei non è rotta, non è indietro, e soprattutto non deve “imparare a trattenere un uomo”: merita invece di essere scelta e amata per ciò che è, nei suoi tempi e nella sua sensibilità. È ancora possibile costruire relazioni sane e autentiche, ma tutto inizia dal ricominciare a rispettare sé stessa.
Se ha bisogno, rimango a disposizione. Non è sola.

Cordiali Saluti
Dott.ssa Beatrice Moro
Psicologa e Sessuologa Clinica
Dott.ssa Ilenia Pagliara
Sessuologo, Psicoterapeuta, Psicologo
Cesena
La ringrazio per aver condiviso con tanta sincerità un vissuto così profondo e delicato. Quanto ha raccontato non parla di inesperienza sessuale, ma di un percorso segnato da aspettative contraddittorie, pressioni sociali e giudizi che hanno minato nel tempo la fiducia in sé stessa e nel proprio diritto a scegliere, desiderare e vivere liberamente l’intimità.
Fin da giovanissima, ha ricevuto messaggi opposti e disorientanti: da un lato l’ideale della “purezza” come garanzia d’amore; dall’altro la convinzione che solo l’esperienza sessuale possa rendere una donna desiderabile e meritevole di una relazione. Entrambe queste narrazioni l’hanno spinta a rinunciare ai propri tempi interiori, a forzare il corpo e la volontà pur di adattarsi a ciò che le veniva richiesto.
L’esperienza con l’uomo che ha descritto è particolarmente significativa: non è stata una relazione, ma una dinamica in cui il suo desiderio non è mai stato preso in considerazione. Ha vissuto pretese, confronti, svalutazioni e una prima volta che non è stata scelta, ma subita. Questi vissuti non hanno nulla a che vedere con una reale scoperta di sé: sono ferite, non esperienze formative. E lasciano dietro di sé un senso di inadeguatezza che, col tempo, può diventare paralizzante.
È importante che sappia con chiarezza: non è Lei ad essere “indietro” o “sbagliata”, ma è ciò che ha subito — direttamente o indirettamente — ad averle tolto lo spazio per crescere, per esplorarsi e per accogliere la sessualità come parte naturale e libera della propria persona.
Il desiderio che esprime oggi — di una relazione autentica, fatta di gesti semplici, rispetto, dolcezza e tempi condivisi — è legittimo e sano. È un bisogno profondo che merita ascolto, non giudizio. E non è mai troppo tardi per iniziare a viverlo in modo autentico.
Un percorso psicoterapeutico potrebbe rappresentare per Lei un’occasione concreta per rielaborare quanto vissuto, ricostruire fiducia nelle proprie risorse e riscoprire una dimensione affettiva e sessuale che sia davvero sua, libera da imposizioni e aspettative esterne.
Se lo desidera, sono disponibile ad accompagnarla in questo processo o a orientarla verso un percorso adatto.
Dott.ssa Luisa Maria Oliva
Psicologo clinico, Sessuologo, Psicologo
Roma
Buonasera,
mi arriva dalle sue parole un profondo dolore rispetto al suo sentirsi "inesperta" o inadeguata rispetto al suo modo di vivere la sessualità: mi sento di rassicurarla sul fatto che ognuno di noi ha un proprio percorso e che lei abbia tutto il diritto di essere amata e rispettata semplicemente per ciò che è. L'amore non è una gara di abilità: una persona che la giudica, umilia e obbliga ad avere rapporti sessuali di fatto non rispetta la sua persona. "Saper usare il pene" è una frase che non ha un senso oggettivo, in quanto ognuno di noi vive il sesso in un modo unico e sempre valido, come è valido anche che lei non abbia attrazione sessuale per nessuno! Le consiglio di approfondire il rapporto che ha con se stessa e successivamente con gli altri: se non darà fiducia a ciò che sente ed ascolto ai suoi bisogni, rischia di ritrovarsi in una relazione sbilanciata in cui il suo ruolo è sempre quello di soddisfare l'altro, dimenticando se stessa. Le auguro di valutare un percorso terapeutico per riuscire ad entrare in contatto con la sua autenticità e i suoi bisogni profondi.
Dott.ssa Adriana Gaspari
Psicologo clinico, Psicologo
Chieti
Gentilissima ho letto la sua lettera con interesse ,davvero particolare degna di nota. Mi

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