Come si chiama la patologia per cui si ha paura delle altre persone? Quando vedo in giro dei giovan
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Come si chiama la patologia per cui si ha paura delle altre persone?
Quando vedo in giro dei giovani mi fanno paura per la mia incolumità. Sono così casinisti, impulsivi e violenti.
Quando vedo in giro dei giovani mi fanno paura per la mia incolumità. Sono così casinisti, impulsivi e violenti.
Gentile utente, mi dispiace tanto per questo stato di sofferenza che prova nei confronti delle persone, è impossibile dare un nome a questa sua fobia con così poche informazioni. Le consiglio di intraprendere un percorso di supporto psicologico perché l'uomo è un animale sociale che per forza di cose è continuamente a contatto con l'altro.
Se dovesse avere dei dubbi, può scrivermi premendo il tasto 'messaggio' sul mio profilo.
Resto a disposizione attraverso consulenze online.
Dott. Luca Rochdi
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Buonasera, con così poche informazioni è difficile dare un nome alla sua fobia.
Immagino, che per lei, sia molto difficile affrontare questa situazione ed è proprio per questo motivo che sarebbe opportuno che lei intraprenda un percorso psicologico.
Rimango a disposizione.
Dott.ssa Angela M. Zanfanti
Immagino, che per lei, sia molto difficile affrontare questa situazione ed è proprio per questo motivo che sarebbe opportuno che lei intraprenda un percorso psicologico.
Rimango a disposizione.
Dott.ssa Angela M. Zanfanti
Ha condiviso con generosità la sua esperienza, anche in poche parole si può dire molto. Ad un livello logico Lei mette in relazione i giovani e l'impulsività, e l'impulsività con la violenza. Chiarendo che il fenomeno dei giovani violenti è uno che stiamo molto osservando nei notiziari, specie in seguito alla pandemia da covid, forse resta importante per Lei dare un nome al Suo specifico sentire. Una seduta di psicoterapia può aiutarla in questo senso
Gentile utente, La condizione che descrive potrebbe rientrare in diversi disturbi psicologici, tra cui l'ansia sociale, la fobia sociale o il disturbo paranoide della personalità. L'ansia o la paura nei confronti degli altri possono manifestarsi in modi diversi e possono essere influenzate da varie esperienze personali e percezioni del mondo esterno. Se queste sensazioni interferiscono con la sua vita quotidiana o le causano disagio significativo, potrebbe essere utile parlare con uno psicologo o uno psicoterapeuta per esplorare più approfonditamente i suoi sentimenti e trovare modi per gestirli in modo efficace. Cordialmente, Giada di veroli
Gentile utente, grazie per aver condiviso con noi una parte così importante di sè. Mi spiace molto per la situazione che descrive e posso immaginare il disagio connesso al provare emozioni così forti frequentemente. Purtroppo da un messaggio non è possibile ipotizzare una diagnosi, poichè quello che riferisce è inseribile in molti quadri clinici.
Le suggerirei di valutare un percorso psicologico e psicodiagnostico (cosa di cui mi occupo) al fine di rielaborare il suo vissuto e le emozioni connesse, sviluppando insieme al professionista strategie utili per far fronte a situazioni di difficoltà e sentirsi più efficace nella sua quotidianità.
Nella speranza che questo confronto possa esserle utile, resto a disposizione anche online.
Un caro saluto.
Dott.ssa Elena Sinistrero
Le suggerirei di valutare un percorso psicologico e psicodiagnostico (cosa di cui mi occupo) al fine di rielaborare il suo vissuto e le emozioni connesse, sviluppando insieme al professionista strategie utili per far fronte a situazioni di difficoltà e sentirsi più efficace nella sua quotidianità.
Nella speranza che questo confronto possa esserle utile, resto a disposizione anche online.
Un caro saluto.
Dott.ssa Elena Sinistrero
Buonasera, sarebbe poco rispettoso nei suoi confronti fare diagnosi dai soli elementi che ha dato in poche righe, senza conoscere la sua storia e aver dialogato con lei. Mi dispiace per il disagio che descrive. Forse ha timore che forse possa succederle qualcosa. Andrebbe approfondito in quali situazioni si sente insicura e perché le percepisca pericolose. Va approfondita la sua esperienza di vita e come essa abbia influito sulla sua percezione del mondo e delle persone che incontra. Resto a sua disposizione, se lo desidera mi contatti. Cordialmente. Dott.ssa Loretta Grisenti
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Gentile utente, la ringrazio per aver condiviso i suoi dubbi con noi. Comprendo le sue difficoltà e le sue preoccupazioni, e mi dispiace per i vissuti negativi che queste le provocano. Qualora dovesse ritenerlo opportuno o necessario, mi rendo disponibile a cominciare con lei un percorso , che potrebbe tornarle utile per esplorare ed approfondire le sue emozioni, esperienze e valori al fine di trovare una strada percorribile e ritrovare la serenità.
Tenga a mente che il benessere mentale è una priorità, e trovare il professionista giusto può fare la differenza.
Qualora dovesse avere dubbi, domande, o perplessità riguardo al mio lavoro non esiti a contattarmi.
Un caro saluto, dott. Daniele D’Amico.
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Gentile utente, mi dispiace per la situazione che sta vivendo. Fare una diagnosi è difficile perchè servirebbero più informazioni. Le consiglio per questo di riflettere sulla possibilità di iniziare un percorso di terapia.
Un caro saluto, O.D.T.
Un caro saluto, O.D.T.
Gentile utente, grazie per la condivisione. Mi dispiace per la situazione che stai affrontando e comprendo il disagio legato alle emozioni intense che provi. È importante sottolineare che da un semplice messaggio non è possibile fare una valutazione precisa, poiché ci sono diverse possibilità. Ti consiglierei di considerare un percorso psicologico e psicodiagnostico per rielaborare le tue esperienze emotive e sviluppare strategie utili per affrontare le difficoltà quotidiane. Un professionista può aiutarti in questo processo. Dott.ssa Carola Di Taranto
In realtà, da questa descrizione, la cosa comprende una vastissima gamma di segni e sintomi. Ovviamente non si può parlare di disturbo in quanto non posso sapere quanti sintomi, da quanto tempo, quanto pervasivi sono. Il primo comparto è quello fobico. L’antropofobia, molto raro comunque una diagnosi del genere in Europa, comprende quei sintomi di paura di stabilire un contatto visivo con gli altri, la paura di arrossire, di avere delle espressioni facciali innaturali, avere uno sguardo strano. Questo rientra nella macroarea dei disturbi d’Ansia Sociale, una condizione di disagio e paura marcata che un individuo sperimenta in situazioni sociali nelle quali vi è la possibilità di essere giudicato dagli altri, per timore di mostrarsi imbarazzato, di apparire ridicolo o incapace e essere umiliato di fronte agli altri. Ma potrebbe essere anche nella sfera paranoide con sintomi di sospettosità e diffidenza nei confronti degli altri, con la tendenza ad interpretare gli eventi in modo prettamente malevolo, ostile e umiliante. Le cose potrebbero essere tante.
Lei ha più bisogno di sapere come si chiama la patologia o di risolverla?
Buongiorno caro utente, mi spiace molto per la situazione che sta attraversando. Purtroppo, non ci sono sufficienti informazioni per definire con precisione la situazione che stavivendo. Sarebbe consigliabile per lei poter andare a fondo a questa paura, comprenderne le cause e i vissuti emotivi interni. Rimango a disposizione. Cordialmente. Dott.ssa Martina Mari.
Buongiorno. Grazie per aver condiviso questi suoi vissuti.
Non è possibile giungere a conclusioni da poche informazioni e sarebbe oppurtuno un colloquio non solo per inquadrare meglio la sintomatologia ma soprattutto per capire quali bisogni sono dietro la sua richiesta.
La condizione che descrive potrebbe rientrare, se pur con dati insufficienti, in diversi disturbi psicologici di ansia o di personalità, come ad esempio l'ansia sociale, la fobia sociale o il disturbo paranoide della personalità. Potrebbero anche essere sintomi conseguenti e/o indiretti ad altre condizioni psicologiche.
Dott.ssa Ilaria Pannone
Non è possibile giungere a conclusioni da poche informazioni e sarebbe oppurtuno un colloquio non solo per inquadrare meglio la sintomatologia ma soprattutto per capire quali bisogni sono dietro la sua richiesta.
La condizione che descrive potrebbe rientrare, se pur con dati insufficienti, in diversi disturbi psicologici di ansia o di personalità, come ad esempio l'ansia sociale, la fobia sociale o il disturbo paranoide della personalità. Potrebbero anche essere sintomi conseguenti e/o indiretti ad altre condizioni psicologiche.
Dott.ssa Ilaria Pannone
Buongiorno, innanzitutto la ringrazio per aver condiviso con noi la situazione che sta attraversando. Purtroppo non posso rispondere alla sua domanda a causa delle poche informazioni a disposizione. Le consiglio di intraprendere un percorso psicologico per approfondire nel dettaglio la sua paura. Resto a disposizione per una consulenza online. Un caro saluto! Dott.ssa Eleonora Lazzarino
Gentile utente, il termine tecnico per la paura delle persone sarebbe antropofobia, ma più che un termine tecnico la inviterei a ricercare il perché, il come e il quando questa sua paura si presenta. Un termine tecnico o un etichetta diagnostica ci dicono tutto e niente, sono soprattutto dei punti da cui partire per approfondire meglio se stessi. Spero di esserle stato utile.
Distinti saluti, dott. Morgione Massimo
Distinti saluti, dott. Morgione Massimo
Caro utente, mi dispiace per come si sente, immagino che questa situazione sia pesante e invalidante.
Percepire il mondo come spaventoso e minaccioso, va al di là del nome che gli si vuole dare. Per lei, sarebbe più funzionale capire perché percepisce il mondo in questo modo. L'esterno non è sempre minaccioso o violento, per cui la vera domanda, ripeto, è come mai lei lo percepisce in questo modo? Solo scoprendolo può avere pace dentro di sé. Spero che scelga per lei un percorso psicologico, che io consiglio dinamico, in modo da andare in profondità rispetto al suo problema.
Cordialemente,
Dr.ssa Lucia Marzano
Percepire il mondo come spaventoso e minaccioso, va al di là del nome che gli si vuole dare. Per lei, sarebbe più funzionale capire perché percepisce il mondo in questo modo. L'esterno non è sempre minaccioso o violento, per cui la vera domanda, ripeto, è come mai lei lo percepisce in questo modo? Solo scoprendolo può avere pace dentro di sé. Spero che scelga per lei un percorso psicologico, che io consiglio dinamico, in modo da andare in profondità rispetto al suo problema.
Cordialemente,
Dr.ssa Lucia Marzano
La paura delle altre persone può essere associata a diverse condizioni psicologiche, ma quella che descrivi sembra avvicinarsi più specificamente alla fobia sociale o al disturbo d'ansia sociale. Questo disturbo è caratterizzato da un'intensa paura o ansia nelle situazioni sociali o nelle prestazioni in cui la persona si sente osservata, giudicata, o ha paura di comportarsi in modo imbarazzante o umiliante.
Tuttavia, se la paura è focalizzata esclusivamente su gruppi specifici di persone, come i giovani che menzioni, e si teme per la propria incolumità fisica senza una base razionale, potrebbe rientrare in un'altra categoria di disturbi d'ansia o potrebbe essere un sintomo di un disturbo psicologico più complesso, necessitando di una valutazione approfondita da parte di uno specialista per determinare la natura esatta e le cause sottostanti di questa paura.
È importante consultare uno psicologo clinico o uno psichiatra per un'accurata diagnosi e per discutere le opzioni di trattamento, che possono includere terapia cognitivo-comportamentale, tecniche di rilassamento, o, in alcuni casi, farmacoterapia. Questi professionisti possono aiutare a comprendere meglio le proprie paure e a sviluppare strategie per affrontarle efficacemente.
Tuttavia, se la paura è focalizzata esclusivamente su gruppi specifici di persone, come i giovani che menzioni, e si teme per la propria incolumità fisica senza una base razionale, potrebbe rientrare in un'altra categoria di disturbi d'ansia o potrebbe essere un sintomo di un disturbo psicologico più complesso, necessitando di una valutazione approfondita da parte di uno specialista per determinare la natura esatta e le cause sottostanti di questa paura.
È importante consultare uno psicologo clinico o uno psichiatra per un'accurata diagnosi e per discutere le opzioni di trattamento, che possono includere terapia cognitivo-comportamentale, tecniche di rilassamento, o, in alcuni casi, farmacoterapia. Questi professionisti possono aiutare a comprendere meglio le proprie paure e a sviluppare strategie per affrontarle efficacemente.
Capisco che ci siano momenti in cui le dinamiche sociali possano suscitare sensazioni di disagio o paura. È importante riconoscere e esplorare queste emozioni per comprendere meglio le proprie reazioni e trovare eventuali strategie per gestirle. Se ti senti a disagio nel contesto di interazioni sociali, potrebbe essere utile esplorare queste sensazioni con un professionista qualificato, come uno psicoterapeuta, per affrontare le tue preoccupazioni in modo costruttivo e trovare il supporto di cui hai bisogno.
La paura e l'ansia nei confronti degli altri possono essere sintomi di diversi disturbi psicologici, come l'ansia sociale o la fobia sociale. È importante esplorare le origini e le cause di questa paura per comprendere meglio le tue esperienze specifiche. Se desideri ulteriori informazioni o supporto, rimango a disposizione. Dott.ssa Francesca Gottofredi.
Buonasera,
mi permetto di suggerire che, al di là di identificare un'eventuale patologia, sia più utile cercare di comprendere le ragioni che la portano ad avere questa sensazione di paura nei confronti dell'altro. Resto a disposizione per ulteriori eventuali necessità. Un saluto cordiale. Dott.ssa Michelle Borrelli
mi permetto di suggerire che, al di là di identificare un'eventuale patologia, sia più utile cercare di comprendere le ragioni che la portano ad avere questa sensazione di paura nei confronti dell'altro. Resto a disposizione per ulteriori eventuali necessità. Un saluto cordiale. Dott.ssa Michelle Borrelli
Buongiorno, grazie per aver condiviso il suo vissuto. La paura delle altre persone, in particolare quando si percepiscono come minacciose o pericolose, potrebbe essere legata a un disturbo d'ansia sociale o, in alcuni casi, a un disturbo di tipo paranoide. La paura di essere in pericolo in ambienti sociali o quando si è in mezzo a persone che si considerano più impulsive o violente potrebbe essere un segno di ansia sociale, in cui la persona teme di essere giudicata, rifiutata o minacciata.
Un altro aspetto da considerare potrebbe essere una forma di ipervigilanza, che può emergere in risposta a esperienze passate di traumi o stress, dove la persona sviluppa una percezione amplificata del pericolo. In questi casi, l'idea di essere costantemente a rischio può portare a una reazione di paura e a un'evitazione di determinate situazioni sociali. In ogni caso, sarebbe utile riflettere su quanto questi timori influenzano la sua vita quotidiana e se provocano un disagio significativo. Parlarne con un professionista, come uno psicologo, potrebbe aiutarla a esplorare meglio le sue paure e lavorare su eventuali strategie di gestione dell'ansia. I disturbi di ansia sociale o paranoide sono trattabili con terapia cognitivo-comportamentale o altre forme di supporto psicologico, che possono aiutarla a sentirsi più a suo agio in situazioni sociali.
Sono disponibile per ulteriori chiarimenti.
Un altro aspetto da considerare potrebbe essere una forma di ipervigilanza, che può emergere in risposta a esperienze passate di traumi o stress, dove la persona sviluppa una percezione amplificata del pericolo. In questi casi, l'idea di essere costantemente a rischio può portare a una reazione di paura e a un'evitazione di determinate situazioni sociali. In ogni caso, sarebbe utile riflettere su quanto questi timori influenzano la sua vita quotidiana e se provocano un disagio significativo. Parlarne con un professionista, come uno psicologo, potrebbe aiutarla a esplorare meglio le sue paure e lavorare su eventuali strategie di gestione dell'ansia. I disturbi di ansia sociale o paranoide sono trattabili con terapia cognitivo-comportamentale o altre forme di supporto psicologico, che possono aiutarla a sentirsi più a suo agio in situazioni sociali.
Sono disponibile per ulteriori chiarimenti.
Gentile utente, ti ringrazio per questa condivisione, perchè mi permette di allargare la risposta ad un tema più generale, quello del "patologico". La "paura dell'altro" si può declinare in diverse "etichette diagnostiche" a seconda di cosa esattamente ci preoccupa, spaventa o blocca. Ma il primo pensiero che mi ha attraversato leggendo la sua domanda è: "ma questa situazione è patologica? Oppure è sana prudenza?". Se vedo o incontro qualcuno o qualcosa che può rappresentare una minaccia, il fatto che la mia "pancia" reagisca con paura e preoccupazione è patologico, oppure rappresenta quell'attivazione adattiva che ci tiene lontani dai pericoli e ci permette di reagire prontamente ad essi? Dobbiamo fare attenzione a non confondere il "patologico" con lo "spiacevole": certo il "patologico" è ciò che ci invalida, che ci ostacola rispetto a ciò che è essenziale per la vita, di conseguenza è certamente spiacevole. Ma attenzione: non tutto ciò che è spiacevole è patologico! Anzi, senza le nostre sensazioni negative saremmo completamente allo sbaraglio nella vita e finiremmo senza dubbio per deragliare dai binari.
Ora, con questo non voglio assolutamente delegittimare la tua preoccupazione: la verità è che la tua domanda andrebbe approfondita per conoscere bene la natura della tua paura e quanto questo risulti invalidante per te. Per questo approfondimento ti consiglio di intraprendere un percorso psicologico. Individuare un elenco di possibili "etichette diagnostiche", senza contestualizzare il tuo specifico problema, sarebbe in ogni caso poco costruttivo: la cosa migliore è affidarsi ad una guida esperta.
Di nuovo grazie per l'opportunità di affrontare questo tema che reputo fondamentale.
Buona fortuna. Alice
Ora, con questo non voglio assolutamente delegittimare la tua preoccupazione: la verità è che la tua domanda andrebbe approfondita per conoscere bene la natura della tua paura e quanto questo risulti invalidante per te. Per questo approfondimento ti consiglio di intraprendere un percorso psicologico. Individuare un elenco di possibili "etichette diagnostiche", senza contestualizzare il tuo specifico problema, sarebbe in ogni caso poco costruttivo: la cosa migliore è affidarsi ad una guida esperta.
Di nuovo grazie per l'opportunità di affrontare questo tema che reputo fondamentale.
Buona fortuna. Alice
Gentilissim*,
esiste un ventaglio di profili di personalità dove è possibile riscontrare una difficoltà nella relazione con l’Altro. Questo può essere associato a traumi ed esperienze vissute in età infantile (immaginiamo il rapporto con le figure genitoriali, per esempio) o nella propria storia vi sviluppo e di vita.
Nello specifico, tutti i giovani non sono casinisti/impulsivi/violenti, ma quello indicato è un pensiero generalistico e soggettivo relativo al modo di vedere la realtà.
Cordialmente
esiste un ventaglio di profili di personalità dove è possibile riscontrare una difficoltà nella relazione con l’Altro. Questo può essere associato a traumi ed esperienze vissute in età infantile (immaginiamo il rapporto con le figure genitoriali, per esempio) o nella propria storia vi sviluppo e di vita.
Nello specifico, tutti i giovani non sono casinisti/impulsivi/violenti, ma quello indicato è un pensiero generalistico e soggettivo relativo al modo di vedere la realtà.
Cordialmente
salve,
quello che descrive rientra in ciò che la psicologia chiama “ansia sociale” o, più in generale, fobia sociale quando la paura riguarda il giudizio o l’interazione con gli altri. Tuttavia, la sua esperienza sembra più vicina a una **paura degli altri come pericolo esterno**, cioè non tanto il timore di essere giudicati, ma la percezione che gli altri possano nuocere fisicamente o emotivamente. Questo tipo di paura può essere associato a **disturbi d’ansia generalizzata**, a tratti di **iper-vigilanza legata a esperienze traumatiche passate** o a schemi di pensiero che sovrastimano il pericolo nell’ambiente sociale.
È importante distinguere tra una preoccupazione realistica (alcune persone possono essere effettivamente aggressive) e un’ansia che generalizza e attribuisce a tutti gli altri caratteristiche pericolose, che finisce per limitare la vita quotidiana.
Un approccio utile consiste nel lavoro graduale sulla percezione del rischio, tecniche di rilassamento e consapevolezza corporea, oltre a un percorso psicologico che aiuti a distinguere la realtà dall’interpretazione ansiosa.
Se vuole, posso indicarle un piccolo percorso pratico per cominciare a ridurre questa paura senza bisogno immediato di terapia in presenza.
Saluti e resto a disposizione.
quello che descrive rientra in ciò che la psicologia chiama “ansia sociale” o, più in generale, fobia sociale quando la paura riguarda il giudizio o l’interazione con gli altri. Tuttavia, la sua esperienza sembra più vicina a una **paura degli altri come pericolo esterno**, cioè non tanto il timore di essere giudicati, ma la percezione che gli altri possano nuocere fisicamente o emotivamente. Questo tipo di paura può essere associato a **disturbi d’ansia generalizzata**, a tratti di **iper-vigilanza legata a esperienze traumatiche passate** o a schemi di pensiero che sovrastimano il pericolo nell’ambiente sociale.
È importante distinguere tra una preoccupazione realistica (alcune persone possono essere effettivamente aggressive) e un’ansia che generalizza e attribuisce a tutti gli altri caratteristiche pericolose, che finisce per limitare la vita quotidiana.
Un approccio utile consiste nel lavoro graduale sulla percezione del rischio, tecniche di rilassamento e consapevolezza corporea, oltre a un percorso psicologico che aiuti a distinguere la realtà dall’interpretazione ansiosa.
Se vuole, posso indicarle un piccolo percorso pratico per cominciare a ridurre questa paura senza bisogno immediato di terapia in presenza.
Saluti e resto a disposizione.
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