Che medicinali posso utilizzare per ridurre la frequenza degli attacchi di panico e l'ansia, vado 1

Che medicinali posso utilizzare per ridurre la frequenza degli attacchi di panico e l'ansia, vado 1 volta a settimana dalla psicologa ma non mi aiuta molto, con lei non ho ancora parlato dalla mia idea di assumere medicinali.

20 risposte


buongiorno, io aspetterei, ne parlerei con la terapeuta per valutare, insieme le possibilità!

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Gentile utente, credo che sia molto importante che parli con la sua psicologa di questo suo pensiero, anche perchè potrebbe essere proprio lei ad indirizzarla ad un/a collega psichiatra di fiducia, qualora ce ne fosse effettivamente la necessità. In ogni caso è sempre bene discutere con il proprio curante dei propri pensieri e vissuti, per comprendere le motivazioni alla base e creare un clima di condivisione e fiducia. Un caro saluto, dott.ssa Andreoli


Buonasera, le consiglio di parlarne con la sua psicologa, poter condividere i suoi dubbi e i suoi pensieri favorisce lo sviluppo di una buona alleanza terapeutica che è un ingrediente fondamentale per un buon esito della terapia! Cordiali saluti Dott.ssa Alessandra Scidone


Salve, comprendo il disagio che può provare tuttavia ritengo fondamentale che lei non sostituisca la terapia psicologica con quella farmacologica nel senso che la terapia migliore è quella combinata ossia costituita da farmaco più psicoterapia, quest'ultima risulta addirittura più importante per quanto riguarda gli effetti a medio a lungo termine. Parli con la sua psicologa relativamente alle perplessità e a ciò che sta provando e vedrà che troverete insieme soluzioni più efficaci. Cordialmente, dott FDL


Salve, è importante che sia il professionista che la segue a valutare la necessità di una terapia farmacologica indirizzandola di conseguenza ad un professionista altro. Non esiti a confrontarsi con la sua psicologa. Un caro saluto, Dott.ssa Francesca Froiio


Buonasera, per un proficuo lavoro terapeutico è necessario condividere con il professionista che la segue ogni perplessità, non abbia timore di parlare delle sue difficoltà, certamente lo psicoterapeuta potrà indirizzarla, se necessario, ad un medico specialista adeguato alla prescrizione di psicofarmaci.. in ogni caso non abbandoni la psicoterapia, i farmaci non possono essere la soluzione definitiva considerando che agiscono sul sintomo e non sulla causa; potrebbe invece essere utile associare alla psicoterapia classica qualche esercizio di rilassamento progressivo. Cordiali saluti.


Buongiorno, il farmaco non può essere utilizzato come "scorciatoia". Sta facendo psicoterapia, non specifica da quanto, ma senza dubbio è utile condividere con il/la collega la sua idea di ricorrere al trattamento farmacologico, ma soprattutto la sua sensazione che la psicoterapia non sta producendo gli effetti desiderati. Solo condividendo con il/la terapeuta in modo aperto e trasparente il suo vissuto emotivo, riuscirete a trovare una strada da percorrere insieme. Un caro saluto Dott.ssa Aurora Moriggi


Salve, gli psicofarmaci alleviano i sintomi, ma non eliminano la causa. Ne parli con la sua Psicoterapeuta, parli delle sue paure e della sua frustrazione del fatto che le sembra che la terapia non funzioni.


Salve ne parli con la sua terapeuta se ha costruito una relazione di fiducia. Ci sono i farmaci ansiolitici oppure anche medicamenti naturali come la valeriana. Buon proseguimento


Salve, le suggerisco di parlarne con la sua psicologa, in quanto oltre ai dubbi o le perplessità, le potrebbe suggerire un collega psichiatra che la possa seguire da un punto di vista farmacologico. Cordiali saluti, Sara Molinaro


Salve le consiglio di parlare con la sua terapeuta, sia del vostro percorso e del fatto che lei sente che non la stia aiutando, sia di un eventuale trattamento farmacologico, in quel caso la collega potrebbe suggerirle uno psichiatra che lei conosce. Un caro saluto Francesca Gruosso

Dott.ssa Francesca Gruosso

Dott.ssa Francesca Gruosso

psicologo

Giugliano in Campania

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Buonasera, le consiglierei di parlare prima con la sua psicoterapeuta ed interrogarsi sul perché non si è ancora sentita di farlo. Si prenda la libertà di condividere con la terapeuta che non sente ancora tanto giovamento dal vs. lavoro e questo non per critica ma per aprirsi lei ad una migliore alleanza terapeutica che potrà permetterle di dar fiducia e di affidarsi a chi la sta seguendo. Per i farmaci poi credo che comunque la indirizzerebbe verso uno psichiatra di fiducia. Cordiali saluti. Dott.ssa Alessandra Domigno


Gentile utente, grazie per la condivisione innanzitutto. Capisco la situazione, e credo che parlarne con il suo terapeuta potrebbe aiutarla a capire come è meglio agire. AV

Dott.ssa Antea Viganò

Dott.ssa Antea Viganò

psicologo

Pessano con Bornago

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Buongiorno, parlerei con la professionista alla quale si sta rivolgendo di questa cosa e nel caso, qualora si ritenesse necessario, mi farei indirizzare da un valido psichiatra.

Dott.ssa Beatrice Macchi

Dott.ssa Beatrice Macchi

psicologo clinico

Busto Arsizio

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Gentile utente, io ne parlerei con la sua terapeuta per trovare insieme la soluzione migliore per lei e per il percorso che state facendo insieme; il farmaco in alcuni momenti è utile per smorzare i sintomi e permette al lavoro terapeutico di svolgersi nelle migliori condizioni. Ne parli con il suo terapeuta. Cordiali saluti Dott.ssa Tosi Veronica


Fatto salvo che per i farmaci si deve rivolgere al medico per ogni tipo di prescrizione, può parlarne tranquillamente con la sua psicoterapeuta. Insieme potrete scegliere la soluzione migliore per le sue condizioni attuali. Saluti, dott.ssa Petralli


Ne parli con la sua psicologa e poi eventualmente si rivolga ad uno psichiatra, saluti SR


È importante discutere con il suo medico o con uno psichiatra riguardo alla possibilità di utilizzare farmaci per gestire gli attacchi di panico e l'ansia. I medicinali più comuni per questi disturbi sono gli ansiolitici, come le benzodiazepine, e gli antidepressivi, come gli SSRI (inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina) o gli SNRI (inibitori della ricaptazione della serotonina e noradrenalina). Tuttavia, è fondamentale che questa decisione venga presa in modo condiviso con un professionista sanitario, che valuterà il miglior approccio per il suo caso specifico. La psicoterapia, sebbene a volte richieda più tempo per produrre risultati, potrebbe comunque essere utile in parallelo per trattare le cause sottostanti dell'ansia.


Buongiorno, Parli di questa cosa con il/la sua psicologa in modo tale, se necessario, da affiancare una consulenza da uno psichiatra, che si occupa della parte farmacologica di queste difficoltà.


Il fatto che lei non abbia ancora comunicato alla psicologa che vorrebbe assumere farmaci per attenuare gli attacchi di panico mi sembra possa rafforzare la sfiducia che lei sta alimentando verso di lei. Si possono assumere farmaci e continuare una psicoterapia, il binomio si può fare , ma il modo come lei se lo prospetta sembra in antitesi al percorso psicologico. Si confronti con la psicologa su questa sua richiesta e sul suo atteggiamento di chiusura nei suoi confronti. La psicologa potrà poi indirizzarla verso un medico che può valutare una prescrizione farmacologica.

Carla Tromellini

Carla Tromellini

psicologo

Reggio Emilia

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Tutti i contenuti, in particolare domande e risposte, sono di natura informativa e non possono in alcun caso sostituire una diagnosi medica.