Cerco nutrizionista esperto in problemi digestivi: IMO/IBS-C/dispepsia/reflusso Buongiorno, soffro
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Cerco nutrizionista esperto in problemi digestivi: IMO/IBS-C/dispepsia/reflusso
Buongiorno, soffro da molti anni di IBS e da diversi mesi ho sviluppato nuovi sintomi: gonfiore marcato (presente già dal risveglio e che peggiora dopo i pasti), dolori addominali, difficoltà a digerire, pesantezza e reflusso laringo-faringeo (LPR). Al momento sono in cura con un gastroenterologo che ha prescritto domperidone, alginati e un lassativo osmotico, che hanno leggermente aiutato, ma ho ancora forte gonfiore, dolori addominali e stitichezza persistente.
Ho effettuato i breath tests al lattulosio e al glucosio che hanno escluso SIBO a idrogeno ma hanno mostrato elevati livelli di metano, indicativo di possibile IMO (Intestinal Methanogen Overgrowth).
Sui social vedo molti nutrizionisti che propongono “percorsi personalizzati per eliminare IBS/SIBO/IMO” strutturati in 3 fasi:
1. Fase di bonifica: dieta low FODMAP + antimicrobici naturali (es. olio di origano, berberina, allicina), antibiotici o elemental diet
2. Reintroduzione guidata: low FODMAP con reintroduzione progressiva + procinetici + probiotici e supplementi specifici
3. Personalizzazione: adattamento del piano alimentare + probiotici mirati
Questi protocolli hanno una base scientifica solida per IMO/IBS specificamente, o sono principalmente marketing? Quali approcci sono realmente efficaci?
Cerco un professionista specializzato in IMO/IBS/reflusso/stitichezza/dispepsia disponibile per consulenze online o con studio a Verona e dintorni, che possa aiutarmi a gestire un problema che sta diventando molto invalidante sulla qualità della vita.
Grazie
Buongiorno, soffro da molti anni di IBS e da diversi mesi ho sviluppato nuovi sintomi: gonfiore marcato (presente già dal risveglio e che peggiora dopo i pasti), dolori addominali, difficoltà a digerire, pesantezza e reflusso laringo-faringeo (LPR). Al momento sono in cura con un gastroenterologo che ha prescritto domperidone, alginati e un lassativo osmotico, che hanno leggermente aiutato, ma ho ancora forte gonfiore, dolori addominali e stitichezza persistente.
Ho effettuato i breath tests al lattulosio e al glucosio che hanno escluso SIBO a idrogeno ma hanno mostrato elevati livelli di metano, indicativo di possibile IMO (Intestinal Methanogen Overgrowth).
Sui social vedo molti nutrizionisti che propongono “percorsi personalizzati per eliminare IBS/SIBO/IMO” strutturati in 3 fasi:
1. Fase di bonifica: dieta low FODMAP + antimicrobici naturali (es. olio di origano, berberina, allicina), antibiotici o elemental diet
2. Reintroduzione guidata: low FODMAP con reintroduzione progressiva + procinetici + probiotici e supplementi specifici
3. Personalizzazione: adattamento del piano alimentare + probiotici mirati
Questi protocolli hanno una base scientifica solida per IMO/IBS specificamente, o sono principalmente marketing? Quali approcci sono realmente efficaci?
Cerco un professionista specializzato in IMO/IBS/reflusso/stitichezza/dispepsia disponibile per consulenze online o con studio a Verona e dintorni, che possa aiutarmi a gestire un problema che sta diventando molto invalidante sulla qualità della vita.
Grazie
Buonasera,
la situazione che descrive è purtroppo abbastanza comune nei disturbi gastrointestinali: quando i sintomi diventano complessi è facile imbattersi online in molti “protocolli” per IBS/SIBO/IMO presentati come soluzioni universali, mentre nella pratica clinica la gestione è spesso più articolata.
Per quanto riguarda la dieta low FODMAP, si tratta di un approccio con ha una base scientifica solida: è stata sviluppata dal gruppo di ricerca della Monash University (Australia), che rappresenta il riferimento internazionale per lo studio dei FODMAP e della loro relazione con la sindrome dell’intestino irritabile (IBS). Numerosi studi clinici mostrano che, se applicata correttamente, può ridurre sintomi come gonfiore, dolore addominale e distensione addominale in una buona percentuale di pazienti.
Comunque la dieta FODMAP non è una dieta definitiva, ma un protocollo strutturato in tre fasi (riduzione, reintroduzione e personalizzazione) che deve essere temporanea e guidata, per evitare restrizioni inutili e preservare la qualità nutrizionale della dieta.
Per quanto riguarda SIBO o IMO, la gestione è generalmente multidisciplinare e va sempre inquadrata con una visita gastroenterologica. Alcuni approcci di cui si parla online (antimicrobici naturali, protocolli standardizzati ecc.) possono avere un razionale in alcune situazioni, ma non esiste un protocollo valido per tutti, perché la strategia dipende sempre dalla storia clinica, dai sintomi e dagli esami.
Personalmente mi occupo in modo specifico di disturbi gastrointestinali funzionali e ho completato la formazione ufficiale della Monash University sulla dieta low FODMAP, che utilizzo come strumento clinico quando c’è indicazione (es. diagnosi di IBS) nell’ambito di un percorso personalizzato.
Una volta effettuata una valutazione nutrizionale e gastroenterologica da parte del medico, è possibile affiancare anche un supporto nutrizionale. In questo contesto posso seguire il paziente anche a distanza, aiutandolo a gestire l’alimentazione e ad applicare eventualmente strategie dietetiche come la dieta low FODMAP in collaborazione con il medico di riferimento.
Spero questa mia risposta possa esserle d’aiuto.
Saluti.
la situazione che descrive è purtroppo abbastanza comune nei disturbi gastrointestinali: quando i sintomi diventano complessi è facile imbattersi online in molti “protocolli” per IBS/SIBO/IMO presentati come soluzioni universali, mentre nella pratica clinica la gestione è spesso più articolata.
Per quanto riguarda la dieta low FODMAP, si tratta di un approccio con ha una base scientifica solida: è stata sviluppata dal gruppo di ricerca della Monash University (Australia), che rappresenta il riferimento internazionale per lo studio dei FODMAP e della loro relazione con la sindrome dell’intestino irritabile (IBS). Numerosi studi clinici mostrano che, se applicata correttamente, può ridurre sintomi come gonfiore, dolore addominale e distensione addominale in una buona percentuale di pazienti.
Comunque la dieta FODMAP non è una dieta definitiva, ma un protocollo strutturato in tre fasi (riduzione, reintroduzione e personalizzazione) che deve essere temporanea e guidata, per evitare restrizioni inutili e preservare la qualità nutrizionale della dieta.
Per quanto riguarda SIBO o IMO, la gestione è generalmente multidisciplinare e va sempre inquadrata con una visita gastroenterologica. Alcuni approcci di cui si parla online (antimicrobici naturali, protocolli standardizzati ecc.) possono avere un razionale in alcune situazioni, ma non esiste un protocollo valido per tutti, perché la strategia dipende sempre dalla storia clinica, dai sintomi e dagli esami.
Personalmente mi occupo in modo specifico di disturbi gastrointestinali funzionali e ho completato la formazione ufficiale della Monash University sulla dieta low FODMAP, che utilizzo come strumento clinico quando c’è indicazione (es. diagnosi di IBS) nell’ambito di un percorso personalizzato.
Una volta effettuata una valutazione nutrizionale e gastroenterologica da parte del medico, è possibile affiancare anche un supporto nutrizionale. In questo contesto posso seguire il paziente anche a distanza, aiutandolo a gestire l’alimentazione e ad applicare eventualmente strategie dietetiche come la dieta low FODMAP in collaborazione con il medico di riferimento.
Spero questa mia risposta possa esserle d’aiuto.
Saluti.
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Gentile utente, comprendo quanto questi sintomi impattino sulla qualità della vita. La sua situazione con IMO (metano positivo) e sintomi complessi merita un approccio nutrizionale specializzato.
Sui protocolli in 3 fasi che vede online:
Hanno base scientifica MA con precisazioni importanti:
Low FODMAP: efficace (70% pazienti IBS), ma temporanea e da personalizzare
Antimicrobici naturali: evidenze promettenti ma meno robuste degli antibiotici specifici
IMO richiede approccio diverso da SIBO: focus su procinetici e motilità intestinale
Attenzione: diffidare da chi promette "eliminazione" di IBS/IMO. Si tratta di gestione sintomi, non guarigione garantita.
Nel suo caso (IMO + reflusso + dispepsia + stitichezza) serve piano integrato che consideri:
-Tolleranza FODMAP personalizzata
-Gestione motilità gastro-intestinale
-Strategie anti-reflusso
-Timing e composizione pasti
Sono disponibile per consulenze online con approccio basato su evidenze, personalizzazione reale e collaborazione con il gastroenterologo.
Dott.ssa Emanuela Valenzano
Sui protocolli in 3 fasi che vede online:
Hanno base scientifica MA con precisazioni importanti:
Low FODMAP: efficace (70% pazienti IBS), ma temporanea e da personalizzare
Antimicrobici naturali: evidenze promettenti ma meno robuste degli antibiotici specifici
IMO richiede approccio diverso da SIBO: focus su procinetici e motilità intestinale
Attenzione: diffidare da chi promette "eliminazione" di IBS/IMO. Si tratta di gestione sintomi, non guarigione garantita.
Nel suo caso (IMO + reflusso + dispepsia + stitichezza) serve piano integrato che consideri:
-Tolleranza FODMAP personalizzata
-Gestione motilità gastro-intestinale
-Strategie anti-reflusso
-Timing e composizione pasti
Sono disponibile per consulenze online con approccio basato su evidenze, personalizzazione reale e collaborazione con il gastroenterologo.
Dott.ssa Emanuela Valenzano
Buonasera, la dieta low fodmap ha basi scientifiche per l'IBS-C o IBS-D. I protocolli di cui parla possono essere una strategia per migliorare il microbioma intestinale cercando di portarlo in eubiosi. Alla base di tutto dovrebbe esserci, però, un'accurata anamnesi clinica e alimentare per cercare di individuare le cause di questa importante disbiosi del microbioma. Se sussistono fattori di infiammazione che non sono stati evidenziati, è possibile che lei segua una dieta non idonea, anche se low fodmap e non riuscirà a risolvere il problema.
Il protocollo Low FODMAP è un approccio dietetico terapeutico scientificamente validato, sviluppato originariamente dai ricercatori della Monah University in Australia nel 2005.
E' ampiamente riconosciuto come uno dei trattamenti dietetici più efficaci per la gestione della sintomatologia associata alla Sindrome dell'Intestino Irritabile (IBS).
La IBS è un disturbo funzionale cronico che provoca dolore addominale, gonfiore e alterazioni dell'alvo (diarrea, stipsi , o entrambi), spesso influenzato dallo stress.
FODMAP è l'acronimo di Fermentable Oligosaccharides, Disaccharides, Monosaccharides And Polyols, cioè carboidrati a catena corta, scarsamente assorbiti nell'intestino tenue. Essi arrivano nel colon dove vengono rapidamente fermentati dai batteri intestinali e richiamano acqua, aumentando la pressione osmotica nel lume, causando di conseguenza distensione, dolore e alvo alterno in soggetti sensibili.
Il Protocollo Low FODMAP si articola in tre fasi: FASE DI ELIMINAZIONE degli alimenti ad alto contenuto FODMAP (2-6 settimane); FASE DI REINTRODUZIONE graduale e sistematica dei singoli gruppi FODMAP per testare la soglia di tolleranza; FASE DI MANTENIMENTO/PERSONALIZZAZIONE con definizione di un protocollo alimentare individualizzato che limita/esclude solo i gruppi di FODMAP che il paziente non tollera.
Studi dimostrano che la dieta a basso contenuto di FODMAP riduce i sintomi gastrointestinali (gonfiore, dolore addominale, meteorismo, diarrea/stipsi) nel 60-70% dei soggetti affetti da IBS.
Come Specialista in Scienza dell'Alimentazione mi occupo dell'elaborazione di Protocolli Low FODMAP personalizzati, anche con visite on-line.
Cordialmente.
E' ampiamente riconosciuto come uno dei trattamenti dietetici più efficaci per la gestione della sintomatologia associata alla Sindrome dell'Intestino Irritabile (IBS).
La IBS è un disturbo funzionale cronico che provoca dolore addominale, gonfiore e alterazioni dell'alvo (diarrea, stipsi , o entrambi), spesso influenzato dallo stress.
FODMAP è l'acronimo di Fermentable Oligosaccharides, Disaccharides, Monosaccharides And Polyols, cioè carboidrati a catena corta, scarsamente assorbiti nell'intestino tenue. Essi arrivano nel colon dove vengono rapidamente fermentati dai batteri intestinali e richiamano acqua, aumentando la pressione osmotica nel lume, causando di conseguenza distensione, dolore e alvo alterno in soggetti sensibili.
Il Protocollo Low FODMAP si articola in tre fasi: FASE DI ELIMINAZIONE degli alimenti ad alto contenuto FODMAP (2-6 settimane); FASE DI REINTRODUZIONE graduale e sistematica dei singoli gruppi FODMAP per testare la soglia di tolleranza; FASE DI MANTENIMENTO/PERSONALIZZAZIONE con definizione di un protocollo alimentare individualizzato che limita/esclude solo i gruppi di FODMAP che il paziente non tollera.
Studi dimostrano che la dieta a basso contenuto di FODMAP riduce i sintomi gastrointestinali (gonfiore, dolore addominale, meteorismo, diarrea/stipsi) nel 60-70% dei soggetti affetti da IBS.
Come Specialista in Scienza dell'Alimentazione mi occupo dell'elaborazione di Protocolli Low FODMAP personalizzati, anche con visite on-line.
Cordialmente.
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