Buongiorno,.volevo.chiedervi se nel caso di deficit cognitivi, dovuti ad adhd o a ritardi mentali, è

Buongiorno,.volevo.chiedervi se nel caso di deficit cognitivi, dovuti ad adhd o a ritardi mentali, è possibile attraverso la terapia raggiungere risultati, miglioramenti, stratrgie che permettano di ottenere risultati che rasentino la normalità? Grazie

25 risposte


Buongiorno, esistono trattamenti e/o interventi riabilitativi che possono migliorare la qualità di vita di queste persone. Per maggiori dettagli le consiglio di rivolgersi ad un professionista poichè una delle caratteristiche che rendono efficaci questi trattamenti consiste proprio nell'adattarli alle fasi di sviluppo di coloro a cui sono indirizzati. Rimango a disposizione. Dott.ssa Veronica Savio

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Buongiorno, grazie per aver posto la sua domanda. Esistono dei percorsi riabilitativi che il professionista può mettere a punto considerando le risorse e i limiti della persona, dopo una attenta valutazione diagnostica ,la fase del ciclo di vita in cui si trova la persona e il contesto in cui è inserito. Tali percorsi possono avere come obiettivo il potenziamento di alcune funzioni cognitive con la possibile ricaduta in altri ambiti della vita quotidiana. Per ulteriori chiarimenti può contattarmi, resto a sua disposizione. Dott.ssa Alibrandi Giovanna


Buongiorno, Sicuramente si possono trovare strategie compensative e riabilitative individuali. Sono disponibile ad eventuale aiuto. Cordiali saluti Dott.ssa Laura Francesca Bambara

Dott.ssa Laura Francesca Bambara

Dott.ssa Laura Francesca Bambara

psicoterapeuta

Vizzolo Predabissi

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Buongiorno, innanzitutto ci vuole una diagnosi precisa ADHD o RITARDO MENTALE sono patologie diverse, che hanno riscontri diversi sulle capacità cognitive di ogni singolo. Una volta accertato questo ci sono terapie che permettono di gestire, migliorare e trovare strategie per la singola persona, che ha sue specifiche caratteristiche e potenzialità per far fronte alle difficoltà che incontra nel percorso di conoscenza di sè rispetto alla diagnosi. Consiglio uno terapia di sostegno psicologico associata a mindfulness. Spero di esserle stata utile.


Buongiorno gentile utente. I deficit cognitivi derivanti dalle due condizioni cliniche possono essere molto differenti, pertanto una valutazione accurata dei vari domini cognitivi è essenziale, prima di procedere. Sulla base dei risultati si deciderà il percorso riabilitativo, di stimolazione o di potenziamento cognitivo. Con l’esercizio continuo si posso ottenere dei miglioramenti sia in ambito cognitivo che in termini di qualità di vita.


Buongiorno, una volta diagnosicate quese condizioni, attraverso un buon controllo ed un buon supporto professionale è possibile trovare le strategie compensative e riabilitative utili a migliorare la qualià di vita! Un caro saluo Dr.ssa Noemi carrieri - Firenze

Dott.ssa Noemi Carrieri

Dott.ssa Noemi Carrieri

psicologo

San Donato in Poggio

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Io ho lavorato anni con studenti che avevano diagnosi di ADHD e la posso rassicurare: i risultati sono raggiungibili con le giuste strategie e dandosi il giusto tempo. Essendo ADHD e ritardo mentale due diagnosi decisamente differenti, posso dire che anche il risultato sarà differente, così come le strategie da utilizzare dovranno essere differenti. Una questione importante però è il concetto di "normalità": genitori diversi intendono la normalità in modo diverso, cioè alcuni genitori chiedono molto più di quello che i loro figli riusciranno a raggiungere ma chiamano comunque questi obiettivi elevati "normalità". Bisognerebbe prima capire con i genitori qual è l'obiettivo che ci si pone e poi andare a lavorare sull'obiettivo concordato insieme. Se ha altri dubbi chieda pure.


Gentile utente, esistono senz'altro svariati interventi riabilitativi, compensativi e di supporto per chi ha ricevuto una diagnosi di questo tipo. Le consiglierei di fare riferimento ai servizi dell'ASL dedicati presenti sul territorio per avere maggiori informazioni. Un caro saluto, dott.ssa Andreoli


Buongiorno, una volta certificata la condizione si può ricorrere alla terapia per trovare un equilibrio che rasenti la normalità. Chiaramente, va prima definita questa normalità, quindi vanno individuati gli obiettivi ai quali si vuole arrivare, per poi capire quali strategie poter mettere in atto per giungere ad un equilibrio migliore. Cordiali saluti


Buongiorno, grazie per la domanda. Io le consiglio di richiedere prima di tutto una certificazione per capire quale sia la natura dell’eventuale deficit. Successivamente può rivolgersi a una psicoterapia, può funzionare sia come strategia compensativa sia come sostegno psicologico.


Buonasera. Ritardo ed ADHD sono due diagnosi decisamente diverse che implicano quindi obiettivi e possibili "risultati" diversi. Le consiglio, in base all'età della persona interessata, di rivolgersi ad un centro specializzato e di iniziare proprio da un percorso diagnostico tramite testistica, in modo da definire quali siano i punti di forza su cui maggiormente puntare e definire un iter di percorso più chiaro. Un caro saluto, dott.ssa Giulia Remondini


Salve, è bene precisare che la sindrome ADHD non è un disturbo cognitivo, bensì un deficit dell'attenzione e va differenziato da altre tipologie di ritardo cognitivo certificato. Nel caso dell'ADHD i risultati di un percorso con un Tutor specializzato nei deficit di attenzione possono essere molto positivi e portare gradualmente a una vita normale. Il Tutor è in grado di insegnare la gestione del tempo e delle pause, la conquista di spazi di attenzione via via crescenti, a focalizzarsi sull'apprendimento, piuttosto che sul bisogno di stare fermi. Inoltre, il Tutor aiuta a utilizzare strategie e strumenti efficaci per mantenere la concentrazione anche durante il movimento e a schematizzare le varie situazioni della vita quotidiana, organizzando tempo e metodo di studio e rendendo appropriato l'ambiente di apprendimento. Il nostro consiglio è pertanto di rivolgersi a uno specialista dei disturbi dell'attenzione che saprà senz'altro aiutarla. Rimaniamo a sua disposizione per ulteriori informazioni. Dott.ssa Cecilia Affinati (Tutor DSA e ADHD) - Dott. Cortese Antonio


Salve, ritengo innanzitutto primariamente utile e circoscrivere bene il problema perché chiaramente la terapia cambia se ci si trova di fronte a ritardi mentali o a psicopatologia. Resto a disposizione, anche on-line. Cordialmente, dott FDL


Buongiorno, grazie per la sua domanda perchè pone una questione piuttosto diffusa ma che spesso viene fraintesa in quanto la maggior parte dei disturbi che hanno a che fare con il corpo o la mente hanno uno scopo difensivo, ad eccezione del ritardo mentale che purtroppo rimane una condizione strettamente biologica e può migliorare solo se vengono seguiti dei trattamenti riabilitativi costanti e intensi.. Nel caso invece dell'ADHD, è un disturbo apparentemente solo cognitivo ma di fatto è una reazione ad un malessere emotivo. Pertanto, in alcuni casi, e soprattutto con bambini, è possibile fare un bel lavoro che permette loro non solo di migliorare nel comportamento ma anche di comprendere e dare un significato al vissuto che disturba il loro mondo interno. Spero di averle risposto e rimango a disposizione per ulteriori chiarimenti o ad un eventuale consulenza. Buona Giornata

Dott.ssa Ilaria Sarzano

Dott.ssa Ilaria Sarzano

psicologo clinico

Casale Monferrato

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Buonasera, la ringrazio per aver posto il quesito. La terapia può essere molto utile per i pazienti che soffrono di deficit cognitivi causati da ADHD o disabilità intellettiva. La terapia cognitivo-comportamentale può aiutare a sviluppare strategie per gestire i sintomi dell'ADHD e migliorare le funzioni cognitive. Inoltre, la terapia può aiutare a migliorare la capacità di problem-solving e la riduzione dei comportamenti disfunzionali, permettendo al paziente di raggiungere una maggiore indipendenza. Resto a sua disposizione e, se vuole, la aspetto. Saluti, Dott. Alessio Lambiase.


Buongiorno, innanzitutto bisogna distinguere i due quadri che sono molto diversi, per questo motivo è fondamentale svolgere una diagnosi accurata. Sicuramente tramite la terapia si possono sviluppare degli strumenti ulteriori per questi pazienti, sia riguardo la gestione delle emozioni, ma anche riguardo il problem-solving e difficoltà nella quotidianità. Rimango a disposizione per ulteriori chiarimenti o domande. Le auguro il meglio. Dott.ssa Rota


Buongiorno caro utente. Esistono interventi e trattamenti volti ad incrementare diverse capacità e sviluppare competenze. I risultati dipendono molto dalle variabili in gioco. Le consiglio di rivolgersi ad uno specialista che tenga in considerazione tutte le variabili presenti e che possa stilare con lei una serie di obiettivi realistici. Le auguro il meglio. Dott.ssa Martina Mari.


Buonasera, con percorsi di potenziamento e/o tutoring si possono avere degli ottimi risultati e sviluppare competenze specifiche e personalizzate per il soggetto. Rimango a disposizione per un consulto. Cordiali saluti!


Gentile Utente, grazie per la sua domanda. Le difficoltà cognitive derivanti da queste due condizioni cliniche possono essere molto diverse e impattare in modo differente sulla vita quotidiana della persona. In un primo momento, sarebbe quindi necessario svolgere un percorso diagnostico presso un certo specializzato, prima di procedere con la presa in carico di tipo riabilitativo e/o supportivo. Grazie ad una attenta valutazione diagnostica, volta ad indagare e approfondire i vari domini cognitivi, ad oggi è possibile intraprendere diversi percorsi riabilitativi (potenziamento cognitivo, stimolazione cognitiva/ tutoring, etc.) volti a potenziare le funzioni cognitive e con l’obiettivo di migliorare la qualità di vita della persona. Utile anche la presa in carico di tipo psicologico. Per ulteriori chiarimenti può contattarmi, resto a sua disposizione. Cordiali saluti! Dott.ssa Valsecchi Stefania - Merone


buongiorno gentile utente. Le condizione di ADHD o di una disabilità intellettiva, sono condizioni neurobiologiche, sicuramente con la terapia e trovando delle strategie mirate a compensare alcune difficoltà conseguenti all'impatto delle proprie caratteristiche con il mondo neurotipico, si può ottenere una migliore consapevolezza sul proprio funzionamento e su come gestire le situazioni e le proprie difficoltà. Io mi occupo proprio di questo, sono disponibile anche online eventualmente.


Buongiorno, questo dipende dal tipo specifico di deficit e dall'ampiezza di esso. Consideri la possibilità di una valutazione psicometrica con uno psicologo o psicologa esperto in questo tipo di misurazioni per ricevere indicazioni esatte in merito alla riabilitazione cognitiva.


Caro utente, sia in caso di diagnosi di ADHD che di ritardo mentale si procede attraverso un intervento riabilitativo con l'integrazione di una terapia farmacologica. Ovviamente le due patologie sono molto diverse tra loro e per questo motivo il trattamento sarà altrettanto diverso sulla base del profilo di funzionamento emerso dalla valutazione. I risultati sono raggiungibili solo nel momento in cui l'intervento riabilitativo è cucito su misura. Rimango a disposizione per qualunque informazione o chiarimento. Saluti Dott. Francesco Cancellara


Buongiorno, la ringrazio per la sua domanda, che evidenzia un tema di grande rilievo. In presenza di deficit cognitivi associati a condizioni quali l’ADHD o ritardi dello sviluppo, l’intervento terapeutico può favorire il potenziamento di diverse competenze e l’acquisizione di strategie funzionali per la gestione delle attività quotidiane. È importante considerare che ogni percorso è unico e che i risultati dipendono da molteplici fattori individuali. L’obiettivo principale del trattamento non è necessariamente il raggiungimento di uno standard definito di “normalità”, bensì il miglioramento della qualità di vita, il rafforzamento dell’autonomia personale e il benessere complessivo della persona. Interventi precoci, mirati e personalizzati, idealmente in un’ottica multidisciplinare, rappresentano il modo più efficace per sostenere e valorizzare le potenzialità individuali. Buona giornata!


Buongiorno, sì, nei casi di deficit cognitivi legati a ADHD o a ritardi dello sviluppo, la terapia può portare a miglioramenti significativi nelle abilità quotidiane, nell’organizzazione, nella gestione dell’attenzione e nel problem solving. Non sempre è possibile raggiungere una “normalità” completa, ma con interventi mirati si possono sviluppare strategie compensative e strumenti pratici che permettono di ottenere risultati funzionali e soddisfacenti nella vita scolastica, lavorativa e sociale. Gli approcci più utili possono includere terapia cognitivo-comportamentale, training cognitivo, tecniche di gestione del tempo e dell’attenzione, oltre a supporto educativo o riabilitativo personalizzato. L’obiettivo è potenziare le competenze residue, ridurre le difficoltà e favorire l’autonomia, consentendo alla persona di esprimere al meglio le proprie potenzialità. Dott.ssa Chiara Avelli


Gentile, la letteratura scientifica degli ultimi anni ci dice che, anche in presenza di deficit cognitivi legati ad ADHD o disabilità/intellettive, è possibile ottenere miglioramenti concreti e talvolta molto importanti attraverso percorsi terapeutici mirati. Naturalmente ogni situazione è diversa, e molto dipende dal livello di compromissione, dall’età, dall’ambiente e dalla continuità degli interventi. Però oggi sappiamo che il cervello mantiene una certa capacità di adattamento e apprendimento (“neuroplasticità”), e che questo permette di sviluppare abilità, strategie compensative e modalità di funzionamento più efficaci. Nel caso dell’ADHD, gli studi mostrano che interventi come la terapia cognitivo-comportamentale (CBT), il training sulle funzioni esecutive e gli interventi psicoeducativi possono migliorare significativamente: attenzione e concentrazione, organizzazione, gestione del tempo, controllo dell’impulsività, regolazione emotiva, funzionamento scolastico, lavorativo e relazionale. Le meta-analisi più recenti evidenziano che molte persone con ADHD, soprattutto se seguite in modo integrato, riescono a raggiungere un livello di funzionamento quotidiano molto buono, imparando strategie che compensano le difficoltà di base. Per quanto riguarda invece i deficit cognitivi o la disabilità intellettiva, è importante fare una distinzione: la terapia non “elimina” il limite cognitivo strutturale, ma può favorire miglioramenti molto rilevanti nelle abilità adattive, comunicative, emotive e sociali. In altre parole, magari alcune difficoltà rimangono, ma la persona può acquisire strumenti per essere più autonoma, comprendere meglio sé stessa, gestire le situazioni quotidiane e migliorare sensibilmente la qualità della vita. La ricerca sottolinea anche che gli approcci più efficaci sono spesso quelli multidisciplinari, cioè che integrano: psicoterapia, supporto educativo, training cognitivi, coinvolgimento familiare, eventuale trattamento farmacologico quando indicato. A disposizione. Dott.ssa Manuela Barzellato

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