Buongiorno, vi scrivo perché sono in difficoltà sulla gestione di una infezione alle vie urinarie e
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Buongiorno, vi scrivo perché sono in difficoltà sulla gestione di una infezione alle vie urinarie e avrei necessità di valutazione da parte di voi esperti. Circa due settimane fa a causa di infezione alle vie urinarie che mi ha dato diversi fastidi al basso ventre, febbre per un giorno, tremori e continua necessità di urinare, ho fatto urinocoltura con antibiogramma per cui è emerso essere positivo all'escherichia coli per > 1.000.000 cfu/mL e beta-lattamasi a spettro esteso. Nei giorni precedenti, in attesa dell'esito dell'urinocoltura, il medico generico mi ha fatto prendere monuril e ho fatto visita dall'urologo che non mi ha riscontrato anomalie (Genitali nella norma. No ernie inguinali. Varicocele sinistro al Valsalva. Prostata ancora nei limiti per volume, parenchimatoso-elastica,liscia, a limiti netti). Una volta ricevuto l'esito dell' antibiogramma in accordo con l'urologo ho iniziato iniezioni di gentamicina 120 mg al giorno per 7 giorni.
Purtroppo il ceppo rilevato risultava essere resistente a molti degli antibiotici da banco ma sensibile ai seguenti:
Ertapenem | <=0.25 S
Fosfomicina c/G6PD. | <=16
Gentamicina. | <=1
Imipenem | <=0.25
Meropenem |. <=0.125
Nitrofurantoina |. <=16
Piperacillina/tazobctam |. <=4/4
Tobramicina |. 2
Trimetoprim | <=1
Trimetoprim/Sulfam. | <=1/19
Dopo 5 giorni di trattamento in accordo con l'urologo ho smesso anzitempo perché ho iniziato ad avere problemi gastrointestinali (feci con muco e sangue) che lo specialista ha ritenuto però non riconducibili all'antibiotico, consigliandomi una visita dal gastroenterologo. Stamattina ho fatto nuovamente esami delle urine ma non nascondo che non vedo progressivi miglioramenti e che mi sento fiacco e le urine risultano essere torbide e con cattivo odore. Possibile che abbia trovato un ceppo che continui ad aumentare la sua resistenza e che quindi l'antibiotico non sia stato efficace come si sperava? Oppure è semplicemente il decorso verso la guarigione che richiede i suoi tempi? Consigliate ulteriori esami strumentali per escludere delle complicazioni? Tra due giorni andrò a fare una ecografia addome e farò anche esami del sangue. Vi ringrazio per vostro cortese riscontro.
Purtroppo il ceppo rilevato risultava essere resistente a molti degli antibiotici da banco ma sensibile ai seguenti:
Ertapenem | <=0.25 S
Fosfomicina c/G6PD. | <=16
Gentamicina. | <=1
Imipenem | <=0.25
Meropenem |. <=0.125
Nitrofurantoina |. <=16
Piperacillina/tazobctam |. <=4/4
Tobramicina |. 2
Trimetoprim | <=1
Trimetoprim/Sulfam. | <=1/19
Dopo 5 giorni di trattamento in accordo con l'urologo ho smesso anzitempo perché ho iniziato ad avere problemi gastrointestinali (feci con muco e sangue) che lo specialista ha ritenuto però non riconducibili all'antibiotico, consigliandomi una visita dal gastroenterologo. Stamattina ho fatto nuovamente esami delle urine ma non nascondo che non vedo progressivi miglioramenti e che mi sento fiacco e le urine risultano essere torbide e con cattivo odore. Possibile che abbia trovato un ceppo che continui ad aumentare la sua resistenza e che quindi l'antibiotico non sia stato efficace come si sperava? Oppure è semplicemente il decorso verso la guarigione che richiede i suoi tempi? Consigliate ulteriori esami strumentali per escludere delle complicazioni? Tra due giorni andrò a fare una ecografia addome e farò anche esami del sangue. Vi ringrazio per vostro cortese riscontro.
Certo una discreta carica batterica urinaria che evidentemente ha delle ragioni non valutate o quantomeno minimizzate (stato del rapporto prepuzio/glande, stato pelvico-prostatico, stato della via urinaria alta, tendenza a ristagno vescicale, ecc.) anche concorrenti tra loro: troppe cose normali per una infezione urinaria così (sempre che sia reale! Quel varicocele può essere un elemento da prendere in considerazione sullo stato pelvico-prostatico. La via urinaria non si infetta mai se il flusso urinario è buono e regolare. Un assalto con un antibiotico molto problematico (c'erano sensibilità ad altri molto meno problematici) che non sembra aver risolto nulla e che ha prodotto importanti effetti tossici anche sulla via digestiva. Certo si poteva agire diversamente e soprattutto valutando con più attenzione lo stato genitale e della via urinaria. Non avendo febbre alta non era e non è indispensabile agire subito con l'antibiotico. Ora, tenendo una buona diuresi, occorre rivalutare il quadro con i dovuti esami e poi decidere la utile strategia terapeutica.
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Salve. E.Coli ESBL +, è per definizione MultiFarmacoResistente (MDR). I sintomi che lei ha riferito (“fastidi al basso ventre, febbre per un giorno, tremori e continua necessità di urinare”) sono quelli di una prostatite acuta batterica, che nel contesto specifico poteva essere trattata solo con carbapenemici, o in regime di ricovero (Meropenem 1(-2)g x3 die) o in regime di Day Hospital internistico (Ertapenem 1g die), per 14gg, essendo antibiotici a somministrazione unicamente parenterale EV. È molto probabile che né Fosfomicina né l’aminoglicoside, comunque sottodosato/posologicamente inesatto (gentamicina 80mg 1fl IM BID/TID; viene quasi sempre prescritto in associazione, raramente in monoterapia), abbiano eradicato l’infezione (hanno sortito verosimilmente l’effetto di cronicizzare l’IVU, diventata prostatite batterica cronica), provocando una colite da antibiotici. Dipendentemente anche dalla sua età e dalle terapie in atto e da altri elementi anamnestici, le consiglierei l’esecuzione di ECO ADDOME CON VALUTAZIONE RPM, spermiocoltura e ricerca tossina CD su feci e ripetizione es. urine ed urocoltura. Con calma, ad episodio infettivo risolto, procederei anche all’effettuazione di pancolonscopia.
Resto a disposizione, cordiali saluti.
Resto a disposizione, cordiali saluti.
Semplicemente consiglio ricovero per gli ulteriori accertamenti del caso !
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