Buongiorno,vi racconto la mia storia mio padre fa il dottore un giorno visto che stavano arrivando t
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Buongiorno,vi racconto la mia storia mio padre fa il dottore un giorno visto che stavano arrivando troppe chiamate al telefono lo staccai e il giorno dopo venni a sapere che quella persona aveva chiamato perché un suo amico si era sentito male ed era morto anche quella persona era che aveva chiamato era un dottore qualificato però mi sento sempre in colpa come se fosse tutta colpa mia e mi sento come un assassino ? Vorrei parlare con qualcuno
Salve, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo il disagio che può sperimentare e quanto sia impattante sulla sua vita quotidiana. Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stesso utilizzando parole più costruttive.
Credo che anche un approccio EMDR possa esserle utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stesso utilizzando parole più costruttive.
Credo che anche un approccio EMDR possa esserle utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale.
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Buonasera,
lei ha vissuto un vero e proprio trauma che ha necessità di essere elaborato assieme ai sensi di colpa ad esso correlati, dovrebbe prendere in considerazione di iniziare un percorso terapeutico che l'aiuti ad elaborare questa situazione.
sono a sua disposizione per qualsiasi approfondimento anche online.
cari saluti
Dott.ssa laura Bova
lei ha vissuto un vero e proprio trauma che ha necessità di essere elaborato assieme ai sensi di colpa ad esso correlati, dovrebbe prendere in considerazione di iniziare un percorso terapeutico che l'aiuti ad elaborare questa situazione.
sono a sua disposizione per qualsiasi approfondimento anche online.
cari saluti
Dott.ssa laura Bova
Buongiorno, mi dispiace per questo suo profondo vissuto di colpa che pesa dentro di lei fino a farla sentire un assassino. Ritengo sia importante elaborare questa esperienza all'interno di un percorso psicologico che la possa aiutare a ricollocare ciò che è successo nella giusta dimensione. 'Parlare con qualcuno' come lei giustamente vorrebbe, è un atto di consapevolezza significativo, cercare un professionista con il quale poter condividere, senza timore di essere giudicato, il peso che la schiaccia è ciò che consiglio. Cordialmente dott.ssa Gabriella Pringigallo
Buongiorno,
Alcuni eventi ci segnano e ci rimangono impressi anche se, consciamente, non dovrebbero. In questo caso chi chiamava avrá sicuramente contattato poi il 118 che, per l'appunto, è il numero per le emergenze... Le consiglio di intraprendere un percorso con un collega per rielaborare i suoi vissuti.
Dott. Marco Cenci
Alcuni eventi ci segnano e ci rimangono impressi anche se, consciamente, non dovrebbero. In questo caso chi chiamava avrá sicuramente contattato poi il 118 che, per l'appunto, è il numero per le emergenze... Le consiglio di intraprendere un percorso con un collega per rielaborare i suoi vissuti.
Dott. Marco Cenci
Salve e grazie per la condivisione, dalle sue parole emerge che Lei abbia già centrato il suo disagio e i sensi di colpa la stanno facendo da padrone su i suoi sentimenti. Le consiglio di darsi la possibilità di intraprendere un percorso di psicoterapia per aiutarla ad elaborare ciò che è successo. Resto a disposizione per qualsiasi dubbio o per terapie online. Un caro saluto, dssa Cristina Sinno
Gentile utente, la ringrazio per aver condiviso i suoi dubbi con noi. Comprendo le sue difficoltà e le sue preoccupazioni, e mi dispiace per i vissuti negativi che queste le provocano. Qualora dovesse ritenerlo opportuno o necessario, mi rendo disponibile a cominciare con lei un percorso , che potrebbe tornarle utile per esplorare ed approfondire le sue emozioni, esperienze e valori al fine di trovare una strada percorribile e ritrovare la serenità.
Tenga a mente che il benessere mentale è una priorità, e trovare il professionista giusto può fare la differenza.
Qualora dovesse avere altre domande, o desiderasse ricevere ulteriori informazioni, non esiti e chiedere.
Un caro saluto, dott. Daniele D’Amico.
Tenga a mente che il benessere mentale è una priorità, e trovare il professionista giusto può fare la differenza.
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Caro utente, quella esperienza così vivida per lei ancora oggi le ha indubbiamente lasciato dei segni. Ciò che mi sento di dirle è di valutare la possibilità di iniziare un percorso di terapia che la possa accompagnare nella comprensione di come tale esperienza ha segnato la sua vita fino oggi, cosa oggi le genera tali pensieri e preoccupazioni. Cordialmente Dott.ssa Alessia D'Angelo
Gentile utente, mi dispiace per la situazione che sta vivendo. Non deve essere Savile convivere con questo senso di colpa e con l'immagine di sé stessi associata a quella di un assassino.
Ritengo importante che lei ascolti quella voce interna che le fa scrivere "vorrei parlare con qualcuno" e cerchi uno spazio psicoterapeutico.
Un caro saluto,
Dott.ssa Del Giudice Genoveffa
Ritengo importante che lei ascolti quella voce interna che le fa scrivere "vorrei parlare con qualcuno" e cerchi uno spazio psicoterapeutico.
Un caro saluto,
Dott.ssa Del Giudice Genoveffa
Buona sera,
comprendo il suo senso di colpa e di vergogna per aver commesso quell'azione di spegnere il telefono per avere suo padre con lei. Molto probabilmente dietro a questo comportamento ci sono emozioni non vissute ed elaborate che la portano ancora oggi a sentirsi così a disagio emotivamente. Se vuole può contattarmi ed insieme proveremo a risolvere quanto ancora la opprime al fine di poter ristabilire uno stato di benessere psicofisico. La saluto cordialmente, dott.ssa Letizia Muzi
comprendo il suo senso di colpa e di vergogna per aver commesso quell'azione di spegnere il telefono per avere suo padre con lei. Molto probabilmente dietro a questo comportamento ci sono emozioni non vissute ed elaborate che la portano ancora oggi a sentirsi così a disagio emotivamente. Se vuole può contattarmi ed insieme proveremo a risolvere quanto ancora la opprime al fine di poter ristabilire uno stato di benessere psicofisico. La saluto cordialmente, dott.ssa Letizia Muzi
Salve, non credo che sia giusto che lei si arroghi tutta la colpa. Purtroppo il destino è stato poco mite con quell'uomo e di certo non è stato lei a causargli il male. È anche normale che lei possa sentirsi responsabile per questo, ma le sue intenzioni erano buone, questo non lo dimentichi mai. Non serve ipotizzare universi paralleli o "come sarebbe andata se", stia nel presente e si ricordi sempre che lei non aveva nessuna intenzione di causare del male.
Buongiorno, l'evento che riporta è sicuramente impattante, le consiglierei di parlare con un professionista che accolga le sue paure e i sensi di colpa che sta vivendo, così che non si irrigidiscano nel tempo causando dei circoli viziosi psicologici riguardo il suo ruolo e responsabilità nell'accaduto.
Dott. Ssa Chiara Carraro
Dott. Ssa Chiara Carraro
Buongiorno, mi dispiace molto per l'evento che ha vissuto, posso solo immaginare quanto possa essere impattante a livello emotivo. Le consiglio di rivolgersi ad uno psicologo per intraprendere un percorso di supporto. In questo modo potrà trovare uno spazio libero e aperto al dialogo, all'interno del quale elaborare quanto le è accaduto. Rimango a disposizione. Dott.ssa Veronica Savio
Salve, immagino il disagio nell'apprendere la notizia, ma non credo lei debba sentirsi un "assassino". A volte succedono cose che sono fuori dal nostro controllo e lei non poteva immaginare cosa sarebbe accaduto. La invito a prenotare un consulto per capire come fronteggiare questa situazione di disagio.
Un saluto Dott. Filippo Festa
Un saluto Dott. Filippo Festa
Buon pomeriggio, comprendo la sua frustrazione e il senso di colpa che la perseguita. A volte ci puniamo da soli senza darci la possibilità di comprendere.
Iniziare un percorso psicologico potrebbe aiutare a dare un po' di pace alla sua mente torturata. Per qualsiasi dubbio o chiarimento, a sua disposizione
Iniziare un percorso psicologico potrebbe aiutare a dare un po' di pace alla sua mente torturata. Per qualsiasi dubbio o chiarimento, a sua disposizione
Buongiorno, penso che un evento del genere fosse del tutto imprevedibile e, forse proprio per questo, ha anche colpito così forte e generato quei sensi di colpa e la percezione di essere un "assassino".
Se da una parte è ovvio che non c'è alcun collegamento tra lo scollegamento del telefono e la morte dell'amico di suo padre, dall'altra sembra come la vicenda sia rimasta scolpita nella memoria e tutt'oggi continui ad avere il suo effetto.
Il suo desiderio di parlarne è buona cosa e potrebbe valutare se le possa essere d'aiuto parlarne in modo più ampio e approfondito con un professionista, di modo che abbia il tempo e lo spazio adeguati per spiegare meglio cosa prova a riguardo e, magari, ricevere un aiuto che possa tirarla fuori da questi pensieri.
Un saluto
Dr. Luca Bacchiega
Se da una parte è ovvio che non c'è alcun collegamento tra lo scollegamento del telefono e la morte dell'amico di suo padre, dall'altra sembra come la vicenda sia rimasta scolpita nella memoria e tutt'oggi continui ad avere il suo effetto.
Il suo desiderio di parlarne è buona cosa e potrebbe valutare se le possa essere d'aiuto parlarne in modo più ampio e approfondito con un professionista, di modo che abbia il tempo e lo spazio adeguati per spiegare meglio cosa prova a riguardo e, magari, ricevere un aiuto che possa tirarla fuori da questi pensieri.
Un saluto
Dr. Luca Bacchiega
Gentile cliente, il suo racconto è alquanto toccante. Posso immaginare il suo vissuto di senso di colpa e di questa idea che la insegue. Premetto che per essere un assassino bisogna uccidere intenzionalmente una persona e, questo, non mi sembra il suo caso. In quella stessa occasione dall'altra parte poteva esserci una persona che invece chiamava per l'ennesima cosa banale e quindi non avere nessuna ripercussione grave. Oltretutto, credo che suo padre non sia l'unico medico esistente sul pianetae che la vita delle persone non dipende mai totalmente da una sola persona. Per poterne parlare bene e capire questo a cosa può portarla di nuovo nella sua vita può chiedere una consulenza quando vuole. Saluti, Marco Casella.
Salve e grazie per la sua domanda. Il senso di colpa che descrive di provare in relazione all'evento accaduto potrebbe essere un campanello d'allarme che la informa che dietro a tale malessere c'è dell'altro che andrebbe indagato e sviscerato. Le consiglio l'avvio di un percorso psicoterapeutico. Resto disponibile, anche online, per ulteriori chiarimenti.
Cordiali saluti, Dott.ssa Laura Raciti
Cordiali saluti, Dott.ssa Laura Raciti
Buongiorno,
Capisco che tu stia vivendo una situazione molto difficile e che i sentimenti di colpa siano pesanti da sopportare. Tuttavia, è importante capire che non sei responsabile per la morte dell'amico di quella persona. Tu hai semplicemente risposto al telefono, non potevi sapere cosa sarebbe successo in seguito.
La sensazione di colpa è un'emozione comune in situazioni simili, ma è importante ricordare che non hai avuto alcun controllo sulle circostanze. È normale sentirsi turbati da eventi tragici, ma è anche importante ricordare che non sei responsabile per quello che è successo.
Parlare con qualcuno può sicuramente aiutarti a elaborare questi sentimenti e a trovare modi per affrontarli in modo sano. Puoi considerare di parlare con un professionista della salute mentale, come uno psicologo o uno psicoterapeuta, che può aiutarti a esplorare questi sentimenti e a trovare strategie per gestirli.
Inoltre, prenditi del tempo per prenderti cura di te stesso e per cercare sostegno dagli amici e dalla famiglia. Non sei da solo in questo, e ci sono persone pronte ad aiutarti.
Se hai bisogno di ulteriore sostegno o di parlare di più su questo argomento, non esitare a contattarmi o a cercare aiuto da un professionista della salute mentale.
Cordialmente,
Dott.ssa De Pretto
Capisco che tu stia vivendo una situazione molto difficile e che i sentimenti di colpa siano pesanti da sopportare. Tuttavia, è importante capire che non sei responsabile per la morte dell'amico di quella persona. Tu hai semplicemente risposto al telefono, non potevi sapere cosa sarebbe successo in seguito.
La sensazione di colpa è un'emozione comune in situazioni simili, ma è importante ricordare che non hai avuto alcun controllo sulle circostanze. È normale sentirsi turbati da eventi tragici, ma è anche importante ricordare che non sei responsabile per quello che è successo.
Parlare con qualcuno può sicuramente aiutarti a elaborare questi sentimenti e a trovare modi per affrontarli in modo sano. Puoi considerare di parlare con un professionista della salute mentale, come uno psicologo o uno psicoterapeuta, che può aiutarti a esplorare questi sentimenti e a trovare strategie per gestirli.
Inoltre, prenditi del tempo per prenderti cura di te stesso e per cercare sostegno dagli amici e dalla famiglia. Non sei da solo in questo, e ci sono persone pronte ad aiutarti.
Se hai bisogno di ulteriore sostegno o di parlare di più su questo argomento, non esitare a contattarmi o a cercare aiuto da un professionista della salute mentale.
Cordialmente,
Dott.ssa De Pretto
Buongiorno,
può non esser semplice ma è importante rendersi conto che non è dipeso da te questo spiacevole evento.
Se senti che questo pensiero ti si ripresenta costantemente, sarebbe opportuno parlarne con uno/a psicologo/a.
Rimango a disposizione,
Dott.ssa Francesca Gottofredi
può non esser semplice ma è importante rendersi conto che non è dipeso da te questo spiacevole evento.
Se senti che questo pensiero ti si ripresenta costantemente, sarebbe opportuno parlarne con uno/a psicologo/a.
Rimango a disposizione,
Dott.ssa Francesca Gottofredi
Gentilissimo, mi spiace per la condizione di profondo malessere e di giudizio che vive. La sua intenzione di parlare con un professionista di questo suo vissuto di colpa è senz'altro un punto importante, un'intuizione da seguire.
Possiamo sciogliere le "questioni" che invadono la nostra esperienza interna, il primo passo è l'incontro con chi con competenza e gentilezza possa guidarci in questo percorso. Le auguro di incontrare presto chi possa darLe questa opportunità di trasformazione. Buona ricerca. Dott.ssa Francese
Possiamo sciogliere le "questioni" che invadono la nostra esperienza interna, il primo passo è l'incontro con chi con competenza e gentilezza possa guidarci in questo percorso. Le auguro di incontrare presto chi possa darLe questa opportunità di trasformazione. Buona ricerca. Dott.ssa Francese
Buongiorno e grazie per aver condiviso la sua storia, è comprensibile che si senta sopraffatto da sensazioni di colpa. Quello che è successo è stato un evento molto doloroso, ma è importante ricordare che non è stata una sua responsabilità. Lei non ha potuto prevedere che quella telefonata fosse così importante e, nel momento in cui ha staccato il telefono, non c'era alcuna intenzione di causare danno. La morte di quella persona non è colpa sua, anche se comprendiamo quanto possano essere forti i sentimenti di colpa in situazioni del genere.
Sentirsi responsabili di eventi che sfuggono al nostro controllo è un’esperienza molto comune, ma bisogna fare uno sforzo per distinguere tra ciò che è nelle nostre mani e ciò che non lo è. La sua intenzione non era quella di causare danno, e questo è il punto fondamentale. La colpa che prova è legata al dolore che ha vissuto, ma non è qualcosa di giustificato.Se desidera parlare con qualcuno, sarebbe utile confrontarsi con un professionista, magari uno psicoterapeuta, per esplorare i suoi sentimenti e aiutarla a liberarsi dal peso di questa responsabilità che non le spetta. Parlare di ciò che prova potrebbe essere un passo importante per comprendere e gestire questa emozione. Sono a disposizione per qualsiasi chiarimento.
Sentirsi responsabili di eventi che sfuggono al nostro controllo è un’esperienza molto comune, ma bisogna fare uno sforzo per distinguere tra ciò che è nelle nostre mani e ciò che non lo è. La sua intenzione non era quella di causare danno, e questo è il punto fondamentale. La colpa che prova è legata al dolore che ha vissuto, ma non è qualcosa di giustificato.Se desidera parlare con qualcuno, sarebbe utile confrontarsi con un professionista, magari uno psicoterapeuta, per esplorare i suoi sentimenti e aiutarla a liberarsi dal peso di questa responsabilità che non le spetta. Parlare di ciò che prova potrebbe essere un passo importante per comprendere e gestire questa emozione. Sono a disposizione per qualsiasi chiarimento.
Buongiorno, il peso della colpa che sta portando è evidente e può essere schiacciante. È comprensibile sentirsi in un modo così intenso, soprattutto quando si è vissuta un'esperienza traumatica come questa, in cui una semplice azione, come staccare il telefono, sembra collegata a conseguenze così gravi. Tuttavia, è importante ricordare che la responsabilità di un evento tragico non può ricadere interamente su un'azione del genere. La vita è intrinsecamente complessa, e molteplici fattori influenzano le situazioni che si presentano. La sensazione di sentirsi come un "assassino" è un riflesso della gravità del suo senso di colpa e di come il suo inconscio stia cercando di elaborare questo momento difficile. È essenziale permettere a queste emozioni di essere esplorate e comprese, piuttosto che reprimerle. Parlare con un professionista potrebbe aiutarla a lavorare attraverso questi sentimenti di colpa e trovare un modo per accettare ciò che è accaduto.
Se desidera approfondire questa situazione e liberarsi di parte di questo peso, sono qui per ascoltarla e offrirle il sostegno necessario.
Cordialmente, dottoressa Laura Lanocita.
Se desidera approfondire questa situazione e liberarsi di parte di questo peso, sono qui per ascoltarla e offrirle il sostegno necessario.
Cordialmente, dottoressa Laura Lanocita.
Quello che sta provando è un peso emotivo enorme, e la sua sofferenza merita ascolto e rispetto, non giudizio né soluzioni affrettate. È comprensibile sentirsi in colpa in una situazione come questa, anche se, razionalmente, sappiamo che non è lei il responsabile di ciò che è accaduto.
Quando accadono eventi tragici, la mente cerca un senso, un perché. E spesso finisce per dare la colpa a se stessi, come se così potesse riprendere un po’ di controllo sul dolore. Ma la verità è che lei non ha voluto fare del male a nessuno, e soprattutto non poteva sapere quali sarebbero state le conseguenze di quel gesto.
La colpa che sente è in realtà una manifestazione del trauma e dello shock: emozioni che non trovano spazio per essere comprese, e che si trasformano in autocondanna. Ma il senso di colpa non sempre è un indicatore di responsabilità reale, a volte è solo un modo che la mente trova per esprimere la sofferenza.
Ha detto una cosa molto importante: "Vorrei parlare con qualcuno."
Ed è proprio questo il passo più importante. Portare questa storia, queste emozioni, dentro uno spazio di cura psicologica può aiutarla non solo a rimettere a fuoco l’accaduto, ma anche a liberarsi da quel senso di colpa che oggi la fa sentire “colpevole di qualcosa che non ha voluto”.
Lei non è un assassino. È una persona che sta portando un dolore troppo grande da sola. Ed è giusto e possibile iniziare a non portarlo più.
Un caro saluto
Quando accadono eventi tragici, la mente cerca un senso, un perché. E spesso finisce per dare la colpa a se stessi, come se così potesse riprendere un po’ di controllo sul dolore. Ma la verità è che lei non ha voluto fare del male a nessuno, e soprattutto non poteva sapere quali sarebbero state le conseguenze di quel gesto.
La colpa che sente è in realtà una manifestazione del trauma e dello shock: emozioni che non trovano spazio per essere comprese, e che si trasformano in autocondanna. Ma il senso di colpa non sempre è un indicatore di responsabilità reale, a volte è solo un modo che la mente trova per esprimere la sofferenza.
Ha detto una cosa molto importante: "Vorrei parlare con qualcuno."
Ed è proprio questo il passo più importante. Portare questa storia, queste emozioni, dentro uno spazio di cura psicologica può aiutarla non solo a rimettere a fuoco l’accaduto, ma anche a liberarsi da quel senso di colpa che oggi la fa sentire “colpevole di qualcosa che non ha voluto”.
Lei non è un assassino. È una persona che sta portando un dolore troppo grande da sola. Ed è giusto e possibile iniziare a non portarlo più.
Un caro saluto
Ciao,
capisco bene quanto questo episodio ti stia pesando, ma quello che senti non corrisponde alla realtà dei fatti. Il senso di colpa che provi nasce da un meccanismo molto comune: quando accade qualcosa di grave, soprattutto in modo improvviso, la mente cerca una spiegazione semplice e immediata, e spesso finisce per attribuire a sé responsabilità che non ha.
Tu hai solo staccato un telefono perché arrivavano troppe chiamate.
Non eri tu il medico.
Non eri responsabile della salute di quella persona.
Non potevi sapere che sarebbe successo qualcosa.
E soprattutto: anche se il telefono fosse stato attaccato, non è detto che le cose sarebbero andate diversamente. Un dottore qualificato aveva già chiamato ed era presente: significa che quell’uomo era già in una condizione molto grave.
So che dentro senti come se avessi fatto “la cosa sbagliata”, ma questo è il dolore che parla, non la realtà. La responsabilità di un evento medico non può ricadere su un ragazzo che non ha alcun ruolo nella gestione di un’emergenza. È semplicemente impossibile.
Quello che senti — la paura di aver causato un danno, la sensazione di essere “un assassino” — è un pensiero distorto, tipico quando si subisce un trauma emotivo. Non sei tu la causa di ciò che è successo, ma la tua mente sta cercando disperatamente un punto a cui agganciare il dolore.
Hai bisogno di parlarne, ed è giusto così. Non devi restare da solo con questa storia.
Dott.ssa Sara Petroni
capisco bene quanto questo episodio ti stia pesando, ma quello che senti non corrisponde alla realtà dei fatti. Il senso di colpa che provi nasce da un meccanismo molto comune: quando accade qualcosa di grave, soprattutto in modo improvviso, la mente cerca una spiegazione semplice e immediata, e spesso finisce per attribuire a sé responsabilità che non ha.
Tu hai solo staccato un telefono perché arrivavano troppe chiamate.
Non eri tu il medico.
Non eri responsabile della salute di quella persona.
Non potevi sapere che sarebbe successo qualcosa.
E soprattutto: anche se il telefono fosse stato attaccato, non è detto che le cose sarebbero andate diversamente. Un dottore qualificato aveva già chiamato ed era presente: significa che quell’uomo era già in una condizione molto grave.
So che dentro senti come se avessi fatto “la cosa sbagliata”, ma questo è il dolore che parla, non la realtà. La responsabilità di un evento medico non può ricadere su un ragazzo che non ha alcun ruolo nella gestione di un’emergenza. È semplicemente impossibile.
Quello che senti — la paura di aver causato un danno, la sensazione di essere “un assassino” — è un pensiero distorto, tipico quando si subisce un trauma emotivo. Non sei tu la causa di ciò che è successo, ma la tua mente sta cercando disperatamente un punto a cui agganciare il dolore.
Hai bisogno di parlarne, ed è giusto così. Non devi restare da solo con questa storia.
Dott.ssa Sara Petroni
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